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mercoledì 20 gennaio 2010

Regione siciliana: Udc e Pdl danno battaglia

Scontro al calor bianco nella notte all'Ars su due ordini del giorno di Pdl e Udc, la nuova opposizione, che suonano sostanzialmente sfiducia al governo anche se, in caso di approvazione, non avrebbero determinato le conseguenze della mozione di sfiducia. Con l'astensione del Pd, infatti, Pdl-Sicilia, Mpa e Alleanza per l'Italia, hanno la maggioranza.
«I gruppi parlamentari dell'Udc e del Pdl esprimono - si legge nell'ordine del giorno contro il governo - il più netto dissenso nei confronti della relazione del presidente Lombardo, che scaturisce dalla scelta di formare un terzo governo regionale che tradisce la volontà degli elettori».
Così si legge nell'ordine del giorno congiunto che Udc e Pdl hanno preparato per la seduta in corso a sala d'Ercole, per replicare alle parole di giovedì scorso del presidente della Regione, che nella sua relazione aveva presentato ufficialmente la nuova giunta ed esortato tutti i deputati regionali a collaborare sul terreno delle riforme. I due partiti esprimono «netta contrarietà al terzo esperimento Lombardo anche perché non sarà in grado di proporre e, tantomeno, realizzare alcuna riforma, in quanto questo governo trova l'unica sua ragione di esistere nella gestione del potere per il potere».
Udc e Pdl si impegnano «a farsi carico di proporre le vere riforme che servono alla Sicilia: lavoro, rifiuti, formazione professionale, agricoltura, così da preparare l'unica soluzione possibile per superare lo stallo del governo della Regione, ossia l'alternativa a Lombardo».
La votazione degli ordini del giorno è stata preceduta da un dibattito infinito, nel corso del quale sono intervenuti ben 24 deputati di tutti i gruppi parlamentari, con quelli del Pdl e dell'Udc impegnati nel sottolineare il passaggio ufficiale all'opposizione dei loro gruppi parlamentari, ripetendo, peraltro, gli stessi concetti espressi in aula fin da quando ancora ufficialmente facevano parte della maggioranza e non condividevano, però, i progetti di riforma varati dal governo in cui erano anche rappresentati. Per il Pdl sono intervenuti gli onorevoli Antonino D'Asero, Marco Falcone, Salvo Pogliese, Giuseppe Limoli, Salvino Caputo, Fabio Mancuso e Innocenzo Leontini. Per L'Udc, invece, hanno preso la parola, accusando il presidente della Regione Raffaele Lombardo di aver tradito, con la costituzione di questo suo terzo governo, l'elettorato siciliano, gli onorevoli Pippo Gianni, Salvatore Cordaro e Rudy Maira che, sostanzialmente, hanno ribadito quanto già preannunciato nel corso di una conferenza stampa poco prima della seduta.
«Fin quando a Sala d'Ercole non avremo i numeri - avevano detto in quella sede Maira e Cordaro - terremo in stand by la mozione di sfiducia al Governatore, ma lavoreremo per questo obbiettivo e faremo un'opposizione serrata, cercando di far emergere anche discrasie come quella del Pd che, improvvisamente, quasi affetto dalla sindrome di Stoccolma, entra in un governo di cui fa parte l'assessore Armao, lungamente osteggiato nei mesi scorsi».
E già in quella sede, come hanno poi fatto, avevano anticipato «la presentazione di una mozione di censura nei confronti di Gaetano Armao per il conflitto di interessi che egli non ha voluto rimuovere».
«Forse qualcuno ha dimenticato - ha replicato loro la capogruppo del Pdl-Sicilia Giulia Adamo - che non esiste alcun caso Armao. Il massimo organo di controllo della Borsa Italiana, la Consob, alcuni mesi fa ha ritenuto non sussistenti i presupposti per l'avvio di indagini su ipotesi di abusi di mercato da parte dell'assessore Armao, facendo così crollare il castello mediatico costruito ad hoc per delegittimare l'operato di uno dei migliori assessori regionali».
«Piuttosto che sprecare il proprio tempo nel combattere i mulini a vento - ha concluso l'Adamo - l'Udc accetti la sfida delle riforme e si impegni a sostenere il cambiamento».
Di diverso tono l'intervento del deputato dell'Udc Totò Cintola che, dalla tribuna, con riferimento all'iniziativa dei suoi colleghi di gruppo ha testualmente affermato: «Sono dell'Udc e sono contro il Governo Lombardo, ma se questo governo fa le riforme che tutti attendiamo non cercherò di impedirlo. Così come - ha aggiunto - non voterò mai la sfiducia all'assessore Armao solo per capire come si comporta in aula il Pd».
Numerosi, anche per rispondere alle continue accuse di ribaltonismo e tradimento, gli interventi dei deputati del Mpa: Giuseppe Arena, Fortunato Romano, Nicola D'Agostino, Paolo Colianni e Francesco Musotto, oltre al neodeputato Francesco Calanducci, subentrato all'on. Orazio D'Antoni del Mpa. Per il Pdl-Sicilia, invece, sono intervenuti i deputati Tony Scilla, Francesco Mineo e Giulia Adamo. Per il Pd, infine, hanno preso la parola, oltre al segretario regionale Giuseppe Lupo, che ha ribadito l'impegno del Pd per le riforme, confermando l'intenzione che qualora tale impegno non fosse rispettato dal governo si tornerebbe subito a votare, il capogruppo Antonello Cracolici, Davide Faraone e Massimo Ferrara