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martedì 3 marzo 2015

Lipari. L'assoluzione di Biviano e Russo. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud di oggi

LIPARI
SALVATORE SARPI 
L'imprenditore edile Angelino Biviano e l'ex dirigente del IV° settore del comune di Lipari, dottor Domenico Russo sono stati assolti al tribunale di Barcellona dall'accusa di abuso d'ufficio in concorso, omessa vigilanza, falso e truffa. La sentenza è stata emessa dalla dottoressa Maria Celi che ha ritenuto non doversi procedere perchè il fatto non sussiste. L’accusa, sostenuta dal PM fabio Sozio, aveva richiesto una pena di diciotto mesi per entrambi. Biviano e Russo sono stati difesi dagli avvocati Saro Venuto, Giuseppe Soraci e Luigi Giacobbe. 
La vicenda riguardava dei lavori di somma urgenza da effettuarsi al cimitero di Lipari e consistenti nella rimozione di intonaci ammalorati e ringhiere che costituivano pericolo per la pubblica incolumità. Siamo nel 2010 e i lavori, per circa 12 mila euro, stante l’urgenza, vennero affidati dall’allora dirigente Russo alla ditta di Biviano. Seconda una indagine dei carabinieri di Lipari, dalla quale è scaturito il procedimento davanti al tribunale di Barcellona, i lavori non sarebbero mai stati eseguiti. Tesi smentita, come evidenziato, dalla sentenza di ieri. 
L’area interessata alla vicenda è quella dove è “pendente” dal 2001 un project financing, per il rifacimento di un centinaio di loculi, che si è aggiudicato la ditta dello stesso Angelino Biviano. Nonostante la grave carenza di posti nel cimitero di Lipari centro (sono disponibili, al momento, pochissimi posti nell’ultima fila della parete posta in cima al camposanto) i lavori non sono mai iniziati. Questo perché , rispetto a quanto previsto nel project financing del 2001, non solo sono sicuramente diversi i costi ma è anche cambiato l’oggetto dei lavori. Non vi è più da fare, infatti, l’estumulazione e la ritumulazione dei resti dei precedenti, secolari, defunti, che è stata affidata dal comune, in un secondo tempo, ad un’altra ditta. 
Le strade da percorrere per uscire dallo stallo sono probabilmente due: l’ufficio tecnico comunale dovrebbe rifare i calcoli e fissare il nuovo importo del finanziamento oppure si dovrebbe rifare il bando visto che sono trascorsi ben quindici anni. In quest’ultimo caso si teme però un ricorso al Tar da parte della ditta Biviano. E mentre non si riesce a trovare il “bandolo della matassa” nel paese cresce il malcontento specie tra chi è avanti negli anni o ha congiunti in questa condizione. 
Un malcontento che è anche di chi si vede costretto a fare seppellire i propri cari in quinta fila e che, specie se anziano o in condizioni fisiche non ottimali, non riesce ad arrampicarsi sulle scale per portare un fiore ai propri cari.

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