Notizie dalle Eolie a cura della redazione giornalistica
Direttore responsabile di redazione: Salvatore Sarpi
Direttore Nautilus web magazine: Matteo Salin
Collaborano con noi: Massimo Bonfante, Silvia Sarpi, Gaetano Di Giovanni, Giuseppe La Cava, Bartolo Ruggiero, Francesca Falconieri ed Alice Profilio
Per scrivere alla nostra redazione ssarpi59.ss@gmail.com o s.sarpi@libero.it
Tel. 339.5798235

Le notizie, dopo il passaggio nella prima pagina, restano nell'archivio (colonna a destra di questa pagina, in basso). In alto (lato sx di questa pagina) vi è anche la finestrella per cercare articoli precedentemente pubblicati. Inserite una parola chiave dell'argomento che vi interessa ed avviate la ricerca

Per PUBBLICITA', auguri relativi a qualsiasi ricorrenza (nascita, battesimo, comunione, cresima, matrimonio, anniversario, laurea ecc.) annunci di qualsiasi genere, necrologie, cordoglio, ricerca e offerta lavoro ecc da pubblicare su www.eolienews.it e sulla nostra pagina di fb. chiamate il 339.57.98.235
Precisiamo al fine di non volere sembrare scortesi in caso di mancata pubblicazione che tutti i servizi, ad eccezione di ricerca e offerta lavoro, ritrovamento o smarrimento di qualsiasi cosa, sono a pagamento.
Questo poichè il nostro giornale non usufruisce di contributi pubblici e si sostiene solo con il provento delle pubblicità che gli amici inserzionisti ci concedono.

sabato 29 agosto 2015

Smarriti occhiali da vista. Offresi ricompensa

Un giovane, nel pomeriggio, andando in moto, ha perso per strada dallo zainetto non ben chiuso, gli occhiali da vista.
Deve essere successo nel tragitto da Lipari a Canneto. Li teneva in una custodia argentata.
A chi li ha trovati daremmo ben volentieri una ricompensa.
Contatto telefonico 348 17 14 682

Topi.....a spasso. Nella strada sottostante il tribunale di Lipari

Ci segnalano la presenza di topi (uno è stato immortalato) nella strada sottostante il tribunale di Lipari. E' possibile un ulteriore intervento di derattizzazione, visto che qualcuno, come si evince dai vari comunicati, è stato già fatto?

Incendio in zona Schiccione - S. Calogero

Un incendio è in corso, da una trentina di minuti, in località Schiccione - S. Calogero a Lipari.
Nel primo pomeriggio le fiamme si erano sviluppate in località Valle Pera a Quattropani. 

Sono intervenuti vigili del fuoco e forestale

Aggiornamento: L'incendio è stato spento

Pesca e malvasia...ogni granita una poesia. Naturalmente al bar "Da Carola" a Panarea

Smarrita macchina fotografica

Ieri, sul molo di Marina Corta a Lipari, verso le ore 11.50, è stata smarrita una macchina fotografica digitale (marca Olympus), modello semireflex, colore nero e grigio, alimentata con 4 pile ricaricabili. Si trovava all'interno di una custodia cubica nera con interno blu, munita di tracolla.
E' di grande valore affettivo. Chi l'ha ritrovata contatti Vittorio al 3394422235 

Scossa sismica nei pressi di Alicudi

Una scossa di terremoto di magnitudo ML 2.3 è stato registrata stamane nella zona sismica Isole Eolie - Lipari alle ore 06:05:26 . Si è verificata in mare ad una profondità di 14 km. nei pressi dell'isola di Alicudi

Alfano a Salina

Il Ministro degli Interni, onorevole Angelino Alfano si sta concedendo da ieri una pausa nell'isola di Salina. 

Sole e caldo fino all'inizio della prossima settimana. In Sicilia l'estate potrebbe però continuare

Sole e caldo fino all’inizio della prossima settimana e da mercoledì un cambiamento di scenario con l’arrivo di piogge e temporali: queste le previsioni per i prossimi giorni dei meteorologi del Centro Epson Meteo. “L’anticiclone Nordafricano – spiegano – si sta spingendo verso Nord e verso Levante: una configurazione questa che abbiamo osservato frequentemente in questa lunga e caldissima estate. L’ultima parte di agosto si concluderà quindi con l’ennesima ondata di caldo estesa a gran parte dell’Europa, specie su quella orientale e meridionale”.
In Italia, precisano, “il tempo si manterrà soleggiato e molto caldo fino ai primi giorni della prossima settimana, con anomalie di temperatura di 5-6 gradi oltre la media climatica del periodo di fine agosto. “Da mercoledì 2 settembre – aggiungono i meteorologi – sembra probabile un cambio di scenario: sul Nord Italia è previsto l’arrivo di un fronte temporalesco e un brusco e sensibile calo termico; instabilità e aria fresca nei giorni successivi scivoleranno anche al Centrosud”.
Da giovedì, in particolare, le temperature subiranno un probabile calo anche sulle regioni centro-meridionali; il caldo estivo insisterà maggiormente e più a lungo all’estremo Sud e in Sicilia.

Nuova rubrica. Foto dal nostro ampio archivio: Quadaro ad Acquacalda e a S.Giuseppe (Marina Corta)

Pubblichiamo due foto di un evento che appartiene alla nostra tradizione: Il Quadaro Le foto sono inerenti a quello di Acquacalda e di S. Giuseppe a Marina Corta

Come erano le Eolie ..e gli eoliani : I tempi della scuola (anno 1995/96). Prime classi di Canneto

Pubblichiamo due foto delle prime classi (anno 1995/96) della scuola elementare di Canneto. 
Prima foto - in alto da sinistra: Giorgio Cannistrà, Daniele Di Losa, Bartolo Mollica, Carlo Zaia, Alessio Zagami, Marco Furnari e Alessandro Cortese
in ginocchio da sinistra: Sabrina La Greca, Giulia Rizzo, Alessandra Cambria, Caterina Arcuri, Simona Lo Ricco, Giovanna Profilio, Ilaria Tripi e Sharon Biviano
Seconda foto - in piedi da sinistra: GRAZIANA PRIVITERA - LUCA FURNARI - DANIELE MARTINUCCI - ANDREA COLUCCIO - VALENTINO RAFFAELE - PATRICK PARISI - SILVIA ZIINO - CLAUDIA UTANO -ROSY MOLLICA
in ginocchio da sinistra: ROBERTA POLLO - GIOVANNA GUARINO - ANNA MARIA FICARRA.

Barcellona P.G..Oggi l'ultimo saluto a Gaetano Giambò

Oggi, alle 16, nella chiesa di Sant’Andrea e Vito a Barcellona P.G., si terranno i funerali di Gaetano Giambò, il 21enne morto nella mattinata del 25 in un incidente autonomo verificatosi a Lipari.
Tantissima la gente che in queste ore si è stretta attorno alla mamma Rosita D’Amico, al papà Pippo, al fratello Salvatore e alla sorella Beatrice.

venerdì 28 agosto 2015

"Eolie in classico pronta a regalare emozioni". L'articolo del direttore sulla Gazzetta del sud

Lipari 
Salvatore Sarpi
Prenderà il via oggi nelle Eolie la X° edizione di “Eolie in classico”. La rassegna, che ha come direttore artistico il maestro Carlo Palleschi ed è organizzata dall’Associazione Pro Loco Isole Eolie – Lipari, toccherà le isole di Lipari, Vulcano, Panarea e Stromboli. 
Una dieci giorni della  quale potranno godere, gratuitamente, tutti gli amanti della musica classica e che ha tra i suoi obiettivi, sin dall’esordio, nel lontano 2006, di contribuire a destagionalizzare il turismo nelle isole. Un obiettivo che va a fare coppia con l’intenzione di offrire, a ospiti e residenti,  qualcosa di alternativo, in grado sia di rilassare dalla frenesia e dall'allegra confusione dei mesi più caldi e, nello stesso tempo, rendere ancora più sensibile quel "calore" che le Eolie hanno il potere di trasmettere aldilà delle stagioni. Obiettivi perfettamente raggiunti se è vero che la rassegna richiama ogni anno un pubblico sempre più numero ed è “contenitore” di eventi di notevole valore e richiamo."Eolie in Classico", in questo primo decennio, ha avuto l'onore di ricevere la presenza di maestri del calibro del direttore d'orchestra Carmelo Caruso, del tenore Pietro Ballo, di GianRosario Presutti, di cantanti lirici e professori d'orchestra provenienti da tutta Italia. 
Il salto di qualità la rassegna lo compie quando incontra, quasi per caso, così come spesso accade per le storie importanti, il maestro Carlo Palleschi, che assume la sua direzione artistica e, cosa ancora più importante, sposa il progetto e si innamora delle Eolie. Direttore d'orchestra, professore presso il Conservatorio Morlacchi di Perugia, personalità versatile e curiosa, dopo aver frequentato la Sicilia per professione, porta “Eolie in classico” a scoprire e ad avvicinarsi a  produzioni quali il Festival dei Due Mondi di Spoleto, Umbria Jazz, il Conservatorio e i giovani che hanno deciso di dedicare alla musica e al canto la propria vita. E nell’immediato futuro c’è una collaborazione della rassegna eoliana con la più importante Università di Seoul, della quale, da circa un anno,  ha assunto la direzione. Collaborazione che coinvolgerà le Eolie e la Sicilia in un mega progetto  operistico che dal Festival di Spoleto arriverà a noi nel luglio 2016.

IO FACCIO COSI' Viaggio nell'Italia che...cambia. Presentazione libro e frammenti del documentario di Daniel Tarozzi al Centro Studi

IO FACCIO COSI'
Viaggio nell'Italia che...cambia
edizioni Chiarelettere
Presentazione del libro e dei frammenti del documentario di Daniel Tarozzi al Centro Studi Eoliano, sabato 29 agosto ore 19


Nel settembre 2012 Daniel Tarozzi, giornalista e documentarista che si occupa da 12 anni di tematiche ambientali e di nuovi stili di vita, sale a bordo di un camper e per sette mesi attraversa l'Italia da nord a sud, isole comprese, per guardare da vicino il nostro Paese, per capire se le esperienze di chi ha scelto di cambiare vita, che ovunque cominciano ad emergere, stanno funzionando. La scoperta e la conferma più entusiasmanti sono quelle di una rete di microeconomie che si sta creando in tutta la penisola e dell'affermazione di veri e propri “anticorpi sociali”, tramite l'azione di gruppi o di singoli che valorizzano i territori, mettono in gioco competenze e creano lavori che le statistiche non sono in grado nemmeno di rilevare.
Il viaggio e l'indagine di Daniel Tarozzi sono una risposta alle cifre impietose del PIL, alla narrazione tossica che i media ci somministrano quotidianamente, ad un'economia tanto crudele, quanto più è rappresentata dai “mercati”, protagonisti invisibili e inafferrabili a cui non riusciamo neanche ad attribuire un volto.
Nel suo libro è disegnata una geografia intensa e coraggiosa di inventori, imprenditori, contadini, manager, artigiani, insegnanti, neolaureati e artisti che, pur non negando le difficoltà della crisi, stanno reagendo, creando dei modelli e superando la disoccupazione.
Da allora Daniel non si è più fermato. Dopo l'uscita del libro ha girato un documentario, ha continuato a percorrere l'Italia, ha fondato Italiachecambia.org, un magazine on line che continua a raccogliere testimonianze diverse e ha dato loro uno spazio di confronto, una mappa interattiva in costante crescita. Ancora, da anni è promotore di festival e conferenze sui temi del cambiamento: comuni virtuosi, transition town, cohousing, educazione libertaria, ecovillaggi, permacultura e agricoltura biologica, ecoturismo, e molto altro.
L'autore presenterà il suo libro e il suo lavoro, sabato 29 agosto, alle 19 nel Giardino del Centro Studi nell'ambito dei Pomeriggi Culturali Eoliani.
Interviene con l'autore: Ornella Costanzo
Per info:

Stromboli. Dopo la partenza dei barconi, quel che resta è....tanta immondizia



Nelle foto scattate ieri sera a Stromboli, subito dopo la partenza dei barconi dei "mordi e fuggi", quel che resta in prossimità del porto. 

Nuova rubrica. Foto dal nostro ampio archivio: Alba a Marina Corta di Roberto Greco

Vi proponiamo, pescandola dal nostro archivio, una bellissima alba a Marina Corta. La foto è di Roberto Greco

LA SECONDA "RICATA" TRA GOZZI ALL'OMBRA DELLO STROMBOLI. VITTORIA PER OLIVA, CUSOLITO D e F., CACCETTA F. e C.

COMUNICATO STAMPA
Successo annunciato a Stromboli, Eolie, per la seconda edizione dell'appassionante "Ricata", la kermesse a metà strada tra storia e sport organizzata dalla cooperativa “Stromboli pesca società cooperativa” (pescatori professionisti di Stromboli) e dall'associazione “Stromboli Blu” (pescatori amatoriali di Stromboli) in concomitanza con la festa del patrono: San Bartolo.
Fedeli alla traduzione che vuole una competizone tra gozzi realizzati dagli stessi isolani e solitamente usati per la pesca, trentadue strombolani si sono presentati infatti sulla spiaggia di Scari per l'atteso sorteggio delle barche da abbinare agli equipaggi, a loro volta composti da quattro membri l'uno. 
Da qui, gli equipaggi hanno raggiunto a motore lo Strombolicchio da dove il comitato di regata composto da Giuseppe Utano, Franco Utano e Gaetano Cusolito ha dato finalmente il segnale di via tra le grida e le incitazioni delle tantissime imbarcazioni di residenti e turisti accorse sul posto per tifare per i propri beniamini ed assistere ad uno spettacolo senza dubbio unico nel suo genere.
E l'attesa, del resto, non era stata vana. Alle decine di "fan" presenti i canottieri d'eccezione hanno regalato infatti lo spettacolo di una competizione al cardiopalma, vissuta vogata dopo vogata, all'ultimo respiro, combattendo non solo con lo sforzo fisico, non da poco, ma anche con le difficoltà naturali create da corrente, onde e vento.
Trenta minuti di gara per rendere giustizia di un allenamento durato mesi interi, che hanno premiato infine l'equipaggio composto da Stefano Oliva, Carlo Caccetta, Federico Cusolito ed il timoniere Franco Caccetta a bordo di "Salvatore" dell'armatore Domenico Cusolito. 
Sono stati loro, infatti, i primi a tagliare la linea immaginaria del traguardo posizionato a pochi metri dalla spiaggia di Scari, in posizione di estrema visibilità quindi per i tantissimi che, a loro volta, attendevano l'esito della corsa di ritorno dal mare. 
Alle loro spalle, distaccati di pochi centesimi di secondo, è stata quindi la volta di Laurent, Andrea e Michele Cusolito con il timoniere Vincenzo Cincotta a bordo di "Apache" di Stefano Oliva. Terza piazza, infine, per "Torpedine": il gozzo di Gaetano Cusolito timonato da Paolo De Rosa e spinto dalle vogate di Marco e Vincenzo Cincotta con Francesco Restuccia.
Per tutti loro, un bagno di folla e di abbracci ma soprattutto per i vincitori la soddisfazione di poter apporre il proprio nome ai piedi del prestigioso challenge perpetuo realizzato con un'ascia dell'800 donata da Domenico Cusolito ed installata su un pezzo di tartana a sua volta regalo di Ahimèe Camoz, che sarà poi esposta presso il bar Amore Mio di Scari.
Per i primi tre classificati, invece, gli organizzatori hanno previsto delle inedite medaglie in bronzo realizzate per l'occasione da Chiara Metelli.
Una festa nella festa ha celebrato infine l'esito della gara, con una popolata festa aperta a tutti ricca di pesce fresco alla griglia, dolci, vino e musica resa possibile dalla collaborazione di tanti che per mesi hanno preso parte all'organizzazione della serata. 
E' il caso ad esempio di Roberto Bauducco, che ha messo a disposizione lo spazio su cui gli strombolani hanno festeggiato fino a notte fonda, così come di Nino Utano & “I soliti Minestra” (Musica), Maria Cusolito, Angelina Scibilia, Veronica Oliva, Rosaria Cincotta per le pietanze tipiche, Tommaso La Macchia e tutti i volontari che ha coordinato i “fuochi” nonché Giuseppe Utano per l'adattamento delle barche, Giovanni Ferrara del bar Amore Mio per il supporto logistico e la disponibilità a custodire ed esporre il trofeo, Claudio Utano, Carlo Lanza e tanti altri.
Una regata, insomma, che è stata anche stavolta il simbolo dell'unione e dialogo tra tradizione ed innovazione con equipaggi che rispecchiavano nella loro composizione la società stessa dell'isola, composti com'erano da atleti di età comprese tra i quindici ed i sessant'anni ed oltre: a riprova, insomma, di quanto Stromboli non sia uno scoglio ma un'isola abitata da persone che hanno una storia e che stanno costruendo il futuro dei propri figli.

INFO MANIFESTAZIONE :

La regata vuole ricordare la gara per la “presa della posta” che si svolgeva tra le cosiddette palamitare (a remi e/o a vela) quando andavano a prendere posizione per calare le reti e si svolge il giorno della festa di S. Bartolomeo, 24 agosto.
Gli equipaggi sono formati da quattro componenti, tre vogatori ed un timoniere, così disposti: un vogatore (con due remi) seduto a prua, due vogatori (con un remo l'uno), un timoniere a poppa (con un remo “all'antica”, paledda). Il timoniere, stando al regolamento concordato, deve avere compiuto almeno 55 anni di età al momento della regata.
Le barche utilizzate sono gozzi tradizionali in legno, dotati di timone (inteso come paledda). Ogni equipaggio quindi ha presentato al Comitato tecnico di regata l'imbarcazione affinché fosse ammessa alla gara almeno tre giorni prima ed ogni equipaggio gareggerà invece con remi propri. Le imbarcazioni presentate sono state però assegnate attraverso sorteggio
agli equipaggi. Il gozzo è quello tipico strombolano con carene (lunghezza min 480 cm, max 580 cm) mentre i remi sono diversi a seconda che si tratti della coppia di prua (lunghezza min 220 cm, max 280 cm) o dei singoli (330 - 410 cm).
Trofeo marinaro “Ascia del mastro”.
Imponente, alto circa 180 cm, è una composizione di tre oggetti: un'ascia piantata su un solido legno di quercia a forma di V, che era parte di un bastimento, incastrato su una base di sostegno, anch'essa di legno. L'ascia, usata un tempo nella costruzione delle barche per disgrossare e sagomare il legno, è un pezzo da museo. È fra gli oggetti più preziosi e rari che testimoniano la cultura materiale dei marinai e dei mastri d'ascia strombolani dell'Ottocento, che erano autorizzati a costruire barche fino a trenta tonnellate.
(Foto d'archivio)

Storia eoliana: conosciamola attraverso lo storico G. La Greca. 26/08/1926: Lipari si ribella contro ripristino confino coatto

28 agosto 1926
Lipari si ribella contro ripristino confino coatto 
Nella giornata del 28 agosto 1926 i liparoti si ribellarono alla decisione del Governo Mussolini di ripristinare nell'isola di Lipari il confino coatto. Fu una decisione estrema, presa dopo mesi di agitazione e di speranze deluse.
Nel corso della primavera del 1926, subito dopo l'insediamento del Podestà si cominciarono ad elaborare i progetti per la sistemazione degli edifici presenti all'interno del Castello tali da condurre alla costituzione di un comitato spontaneo di cittadini. Il progetto prevedeva la demolizione delle case medievali sul lato orientale del Castello per fare spazio a due nuovi grandi padiglioni proprio sulla via della Cattedrale e ad altri padiglioni minori intorno alla Chiesa delle Grazie, sul versante sud; si volevano riattivate anche le vecchie case esistenti sul lato nord occidentale e le case di proprietà privata sul versante sud occidentale.
Nel mese di luglio le indiscrezioni diventano certezze con l'invio a Lipari di un ispettore, il Comm. Marroni, per esaminare alcuni edifici all'interno del castello.
Venne costituito un comitato cittadino presieduto dall'autorevole Cavaliere Giuseppe Franza, già sindaco di Lipari e che rappresentava, in qualche modo, la vecchia classe politica pre-fascista.
Quali erano i sentimenti dei liparesi? quali erano le considerazioni che circolavano per le vie e le piazze dell'isola? La risposta è ovvia, nessuno voleva più i coatti a Lipari.
Nel corso del mese di agosto si susseguirono numerose riunioni del comitato, delle logge massoniche allora esistenti a Lipari, con il sostegno del vescovo Ballo e da alcune organizzazioni religiose come l'associazione delle Dame cattoliche; il prof. Pino Paino, riferisce di un incontro in Cattedrale e di numerosi incontri in Casa De Mauro.
La situazione precipitò la mattina del 28 agosto 1926 con l'arrivo del commissario di P.S. Attilio Stagni per provvedere alla vigilanza dei lavori. Un gruppo di donne del comitato chiese un incontro durante il quale fu comunicato che la volontà era quella di sgomberare i locali occupati dall'ospedale civile per adibirli a dormitorio. Era l'occasione attesa? Non lo sappiamo, tuttavia, subito dopo, le signore, in corteo, chiesero di poter accedere all'interno del castello, al rifiuto opposto dalle forze dell'ordine i liparoti risposero occupando l'acropoli “ in seguito l'esiguo cordone non poté resistere alla marea di popolo che nel frattempo si era raccolto.
Vennero suonate a distesa tutte le campane delle chiese ed un continuo accorrere di gente era verso il Castello. (...) Il suono delle campane chiamò a raccolta i contadini e i cittadini di Lipari. E tutti accorsero, dalle campagne e dal Paese, e per le strade, si vide popolo, popolo, e poi popolo. Sbucare da tutte le parti: fremente, sconvolto, furente. Convergere tutto in un sol posto, al Castello. Urlando una sola voce “i coatti! I coatti!”
Il castello fu assalito da una folla armati di picconi, zappe, badili, vanghe e da ogni arnese possibile atto a potere distruggere. Uomini e donne, al giro di “non vogliamo più coatti” invasero i cameroni e le casette; tutto fu abbattuto al suolo e ridotto in macerie dalla folla infuriata dando vita all’unica insurrezione armata di un intero popolo contro un regime che teneva già in catene tutta una nazione, mentr’era ancora vivo nell’aria l’ultimo gemito di Matteotti.
Sette ore durò la distruzione del Castello (foto a sinistra) e quando l’ultimo degli insorti si ritirò, sembrava che fosse passato di nuovo Barbarossa. Solo che questa volta nessuno piangeva come allora, chè anzi ognuno felice di sentirsi nato.

***
Il commissario Stagni non esitò ad avvertire la Prefettura di Messina comunicando l'esito della sommossa e richiedendo rinforzi, nonostante che poco dopo il clima tra la popolazione si fosse rasserenato. Così, per presidiare il paese, a Lipari giunse una torpediniera carica di militari e, a quel punto, scattarono i primi arresti: quelli del dott. Francesco De Mauro (foto a destra) e di Salvatore Paternò. Moltissimi giovani riuscirono a trovare rifugio nella vicina isola di Vulcano, utilizzando barche da pesca prendendo il mare della spiaggia di Valle Muria.
(...) La notte dal 29 al 30 vennero arrestati 18 persone che furono con un rimorchiatore trasportati al carcere di Milazzo. La mattina del 30 venne tratto in arresto il Dott. De Mauro per istigazione a delinquere. Non è possibile neppure brevemente, raccontare le manifestazioni di simpatia tributate dal popolo di Lipari al Dott. De Mauro ed agli altri arrestati.
Sappiamo che il vescovo Ballo presentò una petizione della popolazione all'Arcivescovo di Messina, mons. Paino, e questi si attivò, ancora una volta, presso la Prefettura e il governo affinché fosse trovata una pronta risposta alle pressanti richieste dei liparesi. Così fu, dato che la colonia di coatti comuni non se parlò più.
La sollevazione popolare del 28 agosto 1926 non rappresenta un semplice episodio nell'intera vicenda confinaria, anzi ne costituisce un'importante cesura rispetto al passato, una discriminante che, con l'istituzione del confino di polizia connoterà Lipari – a differenza di altre isole – come colonia di confinati politici evitando “un ritorno” disastroso e disumano per l'intera comunità eoliana.
La sollevazione fu capeggiata da quella che si può considerare l'elitè di una comunità, la classe dirigente pre-fascista proveniente dai due ex partiti, popolare e democratico.
Ma è indubbio che, a dar valore alla sommossa, contribuirono i contadini insieme ad alcuni giovani isolani, perché, evidentemente, la riattivazione della colonia di relegati comuni avrebbe leso interessi che abbracciavano un po' tutti gli strati sociali. Si avvertiva, poi, il bisogno di preservare la comunità da una cattiva reputazione. L'intervento repressivo delle forze dell'ordine contribuì notevolmente a consolidare l'atteggiamento di diffidenza dei liparesi verso i vari corpi addetti alla sorveglianza dei confinati politici nel decennio successivo.
N:B: la foto dell'interno del castello dopo i moti del 1926 è stata concessa al dottor Giuseppe La Greca dall'avv. Giuseppe Cincotta

Nuova rubrica. Foto dal nostro ampio archivio: I coniugi Foti

Inauguriamo con questa foto una nuova  rubrica di Eolienews. "Pescheremo" nel nostro archivio foto più o meno recenti, di persone, luoghi, eventi e ve le proporremo. Oggi: I coniugi Foti

Lopez a Panarea. Immancabile tappa al Bar "Da Carola"

Chi gusta le speciali granite del bar "Da Carola" ci torna. Vale lo stesso per il vip Massimo Lopez (nella foto con la signora Carola)

Incendio in località Schiccione

Incendio nella notte in località Schiccione a Lipari. Il fuoco ha bruciato la  vegetazione all'interno di un vallone, minacciando alcune case e una falegnameria. Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Lipari che hanno operato, tra non poche difficoltà, per tenere le fiamme lontane dalle case e dalla struttura.

Fondi europei, la Regione si fa sfilare 1,5 miliardi

Ammonta a quasi un miliardo e mezzo la somma dei fondi persi dal governo Crocetta da un anno e mezzo a questa parte. Quasi cento milioni al mese andati in fumo per ritardi ed errori, rinunce, cause perse, fondi Pac non utilizzati e incamerati dallo Stato, fondi per i beni culturali, per le strade, per la formazione. Sembra ieri, quando all’alba del 2 gennaio, appena otto mesi or sono, il presidente della Regione, con tono trionfalistico aveva dichiarato ai giornalisti: «Siamo riusciti a spendere tutti i fondi europei che avevamo a disposizione entro la data prevista del 31 dicembre. Non perderemo neppure un euro. Sconfessati i corvi». «Probabilmente – aveva aggiunto – siamo stati la Regione del Mezzogiorno con la migliore performance. In ogni caso abbiamo raggiunto il miglior risultato dal 2007 a oggi». In realtà, aveva commentato il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone, «nessun nuovo impegno, nessuna nuova opera con i fondi comunitari, nessuna nuova ruspa o gru in attività. C’è solo una mera sostituzione di risorse impiegate in progetti già in fase di completamento, come la infrastruttura viaria Caltanissetta-Agrigento. Se fossi in Crocetta userei toni molto meno trionfalistici. L'artifizio usato infatti consiste nel sostituire le precedenti fonti di finanziamento di alcune opere con i fondi comunitari». Più avanti si è appreso che Palazzo Chigi, con la legge di stabilità, aveva assegnato tre miliardi e mezzo alle aziende per contribuire gli sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato, utilizzando le somme «non ancora impegnate alla data del 30 settembre 2014». Ai fondi non impegnati l’anno scorso sono da aggiungersi 273 milioni per il 2015, dei quali 112 milioni destinati al piano giovani. Altri 66 milioni sono stati persi per quanto riguarda il 2016, 307 milioni per il 2017 e oltre 153 milioni per il 2018, per un totale di 800 milioni di euro, destinati anche alle infrastrutture, come, ad esempio, il completamento della Siracusa-Gela, la diffusione della banda larga, scuole e asili nido. Ma non basta.

giovedì 27 agosto 2015

Ore 19 e 20 di oggi. Nel porto di Stromboli non potrebbe cadere neanche uno spillo. E la sicurezza?

(foto Giovanni e Anna Utano) Immagine, in tempo quasi reale, dal porto di Scari a Stromboli. Sembra di assistere ad uno dei tanti sbarchi di extracomunitari sulle coste siciliane.
Ma, guardando bene, è anche peggio. La differenza è che siamo nel porto di Stromboli, sede di un vulcano attivo, patrimonio dell'umanità, sito a rischio sismico e vulcanologico. 
Ma si può davvero continuare a sopportare tutto ciò? E se il vulcano decidesse di fare le bizze...cosa accadrebbe?. Ci si rende conto che, in mezzo a questa gente, non cadrebbe a terra nemmeno uno spillo. Ed ancora che gli stessi "mordi e fuggi" qualche ora prima intasavano le viuzze dell'isola?
Si può sacrificare un'isola, la sua "vera" valenza turistica ed un habitat fragilissimo, ad un ticket di sbarco?
Certo ci diranno che ordinanze limitative del passato sono state "cassate" e hanno visto il comune soccombere...ma qualcosa bisogna pur fare...prima che lo faccia madre natura. 
L'area marina protetta, come ha avuto modo di sottolineare il dottor Pino La Greca in precedenza, potrebbe essere una soluzione per contingentare gli afflussi. Ma in attesa di questa?

Pianoconte a "secco". A Pianogreca acqua "a perdere"


Mentre da Pianoconte continuano a giungere lamentele per l'erogazione idrica, a Pianogreca (come si evince dalle foto di Luciano Mandarano) l'acqua si perde

Effettuata l'autopsia. Sabato i funerali di Gaetano Giambò

Effettuata l'autopsia all'ospedale Papardo di Messina sul corpo del 21enne Gaetano Giambò. 
I risultati saranno resi noti alla Procura tra 60 giorni.
La salma partirà stasera da Messina.
I funerali si terranno sabato prossimo alle 16 a Barcellona, nella chiesa di S. Andrea

Al via domani la X edizione di "Eolie in classico"


EOLIE IN CLASSICO X EDIZIONE - COMUNICATO STAMPA
Siamo in coda all'estate del 2006 quando, timorosa e timida, si affaccia sulla scia di una scatenata "movida" dell'agosto eoliano, una piccola Rassegna di Musica Classica.
La scommessa è ardua. Il presidente dell'Associazione Pro Loco Isole Eolie Lipari, con il supporto di un gruppo di giovani, decide di provare ad offrire a ospiti e residenti delle Eolie, qualcosa di alternativo, che sia in grado di rilassare dalla frenesia e dall'allegra confusione dei mesi più caldi e, allo stesso tempo che renda ancora sensibile quel "calore" che queste isole hanno il potere di trasmettere aldilà delle stagioni.
La sordina iniziale, quella dei primi anni, è ormai un ricordo sbiadito dal tempo e coperto dalla grande eco che Eolie in Classico, anno dopo anno, è riuscita a diffondere, tanto da farne un evento "cult" che registra, oltre una crescente presenza di pubblico, l'interesse della stampa, nazionale ed internazionale.
"Eolie in Classico", in questo primo decennio ha avuto l'onore di ricevere la presenza di maestri del calibro del Direttore d'orchestra Carmelo Caruso, del tenore Pietro Ballo, del carissimo Direttore GianRosario Presutti, di cantanti lirici e professori d'orchestra provenienti da tutta Italia, ai quali, va sempre il ringraziamento di tutta l'Associazione Pro Loco Isole Eolie Lipari e dei suoi collaboratori.
Il salto di qualità si compie quando ci si incontra, quasi per caso, così come spesso accade per le storie importanti, con il maestro Carlo Palleschi (nella foto) , che assume la direzione artistica della Rassegna, ma, cosa ancora più importante, sposa il progetto e si innamora delle Eolie.
Direttore d'Orchestra, professore presso il Conservatorio Morlacchi di Perugia, personalità versatile e curiosa, dopo aver frequentato la Sicilia per professione, ci aiuta a scoprire e ad avvicinarci a produzioni quali il Festival dei Due Mondi di Spoleto, Umbria Jazz, il Consevatorio e i giovani che hanno deciso di dedicare alla musica e al canto la propria vita, e ci apre a realtà non più "emergenti" quali una paventata e non più remota collaborazione con la più importante Università di Seoul, della quale da circa un anno ha assunto la Direzione, che coinvolgerà le Eolie e la Sicilia in un mega progetto operistico che dal Festival di Spoleto arriverà a noi nel luglio 2016.
"Eolie in Classico" prosegue il suo cammino, tocca ogni anno le sponde di tutte le isole, con la formula della "novità nella continuità"musicale.
Il Festival è passerella dei professionisti della musica, sopratutto giovani che, graditi "ospiti" delle nostre isole, ci fanno dono della loro espressione artistica, rendendo migliore l'accoglienza e più gradevole la permanenza dei nostri visitatori, emozionandoci ogni volta sempre più.

Ricerca Delphis. Isole Eolie tra delfini e capodogli: mare ricco di prede, cresce la fauna

Proseguono gli avvistamenti di mammiferi marini al largo delle Eolie. Il centro di ricerca Delphis fa un censimento delle specie che sinora hanno solcato le acque siciliane. Quest'anno, infatti, si è registrato un netto aumento della presenza delle fauna marina dovuto ad un miglioramento delle acque e ad una maggiore attenzione da parte delle persone verso il proprio mare: «Nel corso dell'anno, abbiamo avvistato dai 1.500 ai 2.000 esemplari di Stenella, un mammifero della specie dei delfini - spiega Renata Mangano, responsabile scientifico e biologa marina del centro Delphis -. In aumento anche gli esemplari di Tursiope nell'area di Salina, con circa 35 esemplari. Si tratta di animali costieri che si dividono il territorio. È apparsa anche interessante la condizione della tartaruga marina comune, la Caretta caretta, della quale abbiamo osservato circa 180 individui da maggio a fine luglio, durante le giornaliere uscite di monitoraggio. Sull'esemplare, inoltre, è in atto un importante studio che riguarda la genetica».
Migliora notevolmente anche lo stato di salute del tonno. I continui prelievi, infatti, avevano portato ad una rarefazione della specie. La sua condizione aveva, così, richiesto urgenti forme di tutela da parte di organismi internazionali, come l'Iccat, Commissione internazionale per la conservazione del tonno, che hanno portato la specie ad essere nuovamente presente con grandi banchi costituiti da migliaia di individui di dimensioni medio-grandi. Gli interventi si sono rilevati fondamentali per la riproduzione nelle acque siciliane del Tonno. Rilevata anche la presenza di 30 individui di Grampo, o Delfino di Risso, e di 60 Capodogli, avvistati in un canale di mare tra Salina e Panarea. «Questi mammiferi - prosegue la responsabile - trascorrono dei periodi di risalita, in estate, e di discesa verso Sud, che va da fine di agosto sino agli inizi di novembre».
L'aumento è stato riscontrato dopo numerosi studi effettuati sul campo. Col tempo, infatti, sono migliorate le tecniche di campionamento e osservazione, permettendo, così, di avere un quadro più ampio della fauna marina delle Eolie. A prendere parte al censimento sono stati anche alcuni turisti, i quali hanno segnalato al centro di ricerca Delphis, tutti i mammiferi avvistati. A favorire l'incremento di una così vasta popolazione marina è stato anche il mare delle Eolie: «Sono acque profonde - spiega Renata Mangano - E' un mare ricco in biodiversità e di prede. Pertanto, gli animali trovano ciò di cui si cibano. Il Capodoglio, per esempio, si nutre di cefalopodi di grandi dimensioni come totani e calamari. Altri mammiferi, invece, preferiscono nutrirsi di pesci mesopelagici, ossia pesci che possono vivere sino a oltre 1.000 metri di profondità».
Il mare delle Eolie, inoltre, si conferma essere più pulito, grazie anche ai numerosi progetti del centro Delphis, finalizzati alla sensibilizzazione delle persone. Gli esperti del centro hanno tenuto lezioni di educazione ambientale nelle scuole eoliane. Spesso, invece, erano proprio i bambini a visitare il centro, entrando in contatto con gli animali. Grande successo anche per le uscite di Snorkeling, ossia nuotare in superfice servendosi di un boccaglio. «Questa tecnica- conclude la biologa marina - permette di avvicinare l'essere umano all'ambiente marino. Durante il percorso, ovviamente, si è seguiti da esperti, che daranno tutte le informazioni necessarie per potere vivere un'esperienza indimenticabile fra le onde».

In corso al Papardo l'autopsia sul corpo di Gaetano Giambò

E' in corso, in questo momento, all'ospedale Papardo a Messina, l'autopsia sul corpo di Gaetano Giambò, il 21enne deceduto a Lipari il 25 Agosto in un incidente stradale.
Già, in giornata, il giovane dovrebbe essere restituito alla famiglia.
Non è ancora ufficiale la data dei funerali che si terranno a Barcellona

Art.1 propone tavolo di confronto aperto a tutti per rilancio del territorio

Il movimento Art.1, raccogliendo alcune considerazioni sul territorio, ha percepito un malcontento generale nei confronti di una amministrazione che imbarca acqua(non gialla) da tutte le parti, ad eccezione dell'operato dell'ass. Orto che, proprio perché ha lavorato con grande professionalità, a settembre, stando agli scarsi standard a cui ci hanno abituati, sarà sicuramente silurato. 
Occorre riconoscere che alle proteste (legittime) bisogna fare seguire le proposte, per dimostrare ancora una volta che a Lipari esistono professionisti e politici alternativi all'attuale amministrazione,capaci di governare seriamente questo territorio. 
Per tale motivo noi di Art 1 lanciamo la proposta di avviare un tavolo di confronto a partire dalla seconda decade di settembre aperto a tutte le forze politiche,le associazioni ed i liberi cittadini che intendono dare un contributo fattivo al rilancio serio e concreto del nostro territorio. 
Siamo convinti che debba essere il popolo a decidere quale siano le priorità e come debbano essere spesi i nostri soldi e non certamente questo sindaco che,tra maggioranze sempre più variabili in consiglio e premialità in giunta a soggetti che l'elettore ha decisamente bocciato sul campo, ha perso quella credibilità che stava alla base del mandato conferito. 
Puntiamo sullo sviluppo, sull'economia, sul lavoro, costruiamo insieme un futuro migliore con la partecipazione attiva di tutti!! 

"Grande Guerra (1915-18) I caduti eoliani" a cura di Giuseppe Cirino. Video "Ultimo giorno di pace - Il silenzio"

Nel contesto della nostra rubrica "Grande Guerra (1915-18) - I caduti eoliani" a cura di Giuseppe Cirino, vi proponiamo il video "Ultimo giorno di pace. Il silenzio".
Da un'idea del giornalista e scrittore Paolo Rumiz, la Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha proposto a tutti i Paesi coinvolti nel primo conflitto mondiale di aderire al progetto: suonare il "Silenzio" contemporaneamente in tutto il mondo il 27 luglio, ultimo giorno di pace. 
Per l'Italia è stato il famoso trombettista Paolo Fresu ad eseguire il Silenzio dall'Altipiano di Folgaria, al Forte Dosso delle Somme. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e RAI Storia. 
Si ringraziano i Governi e le Istituzioni di: Albania, Australia, Brasile, Bulgaria, Costa Rica, Grecia, Macedonia, Montenegro, Serbia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Russia, Stati Uniti, Ungheria

Partecipatissimi festeggiamenti per San Bartolomeo in località Monte (Lipari)


Processione, Santa Messa e momenti di fraterna condivisione il 25 Agosto in località Monte Gallina a Lipari per i festeggiamenti in onore di San Bartolomeo. 
Tanta la gente, proveniente da ogni parte dell'isola, che vi ha preso parte.
Riviviamo alcuni di quei momenti nelle foto di Gianluca Zanca ed Antonio Iacullo

Laser “Billi” misura fumi che escono da crateri. Sperimentato per 24 ore sullo Stromboli.Nuovi scenari emergono da uno studio sulla colata lavica del 2007

È stato sperimentato per 24 ore consecutive sul vulcano Stromboli il radar laser Billi, progettato dall’Enea per analizzare i fumi che fuoriescono dai crateri. 
Il sofisticato apparecchio ha fornito in automatico immagini tridimensionali del pennacchio, fino a 3.000 metri di distanza e misurato il contenuto di biossido di carbonio dei fumi, indizio importante per la previsione di eventuali eruzioni. 
Billi è basato su una tecnologia complessa che ha permesso, per la prima volta, di misurare a distanza la concentrazione di CO2 nei gas vulcanici. Attraverso un sistema di specchi, il fascio laser può essere orientato in qualsiasi direzione, permettendo di effettuare scansioni dei pennacchi vulcanici, simili alle tomografie. 
L’Enea ha sviluppato questa tipologia di radar laser, o lidar, nell’ambito del progetto europeo Bridge dell’European Research Council, coordinato da Alessandro Aiuppa dell’Università di Palermo, con lo scopo di migliorare i modelli di previsione delle eruzioni, in modo da preallertare per tempo la popolazione in caso di pericolo. 
«Misurare il biossido di carbonio in pennacchi vulcanici rappresenta una grande sfida scientifica e tecnologica – spiega Luca Fiorani del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia del Centro Enea di Frascati che ha sviluppato Billi –. Questa sfida è già stata vinta nello scorso ottobre grazie ai test effettuati presso la Solfatara di Pozzuoli, che hanno consentito un’osservazione dei gas a distanza moderata». 
Intanto a Firenze è stato elaborato un nuovo modello per spiegare la dinamica delle colate laviche, studiando la crisi eruttiva avvenuta a Stromboli nel 2007, quando il vulcano riversò all’esterno circa 8 milioni di metri cubi di lava in 34 giorni. AD annunciarlo su Nature Communications è stato un gruppo di ricercatori del Laboratorio di Geofisica Sperimentale, struttura del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze. «Finora la comunità scientifica a ha spiegato Ripepe – reputava che le colate di lava a Stromboli fossero alimentate da magma profondo (7-10 km di profondità). Confrontando dati geofisici, ribaltato questo concetto e concluso che gran parte del magma eruttato è in larga parte già presente nella parte alta del vulcano». «La comprensione della dinamica effusiva – ha detto Marco Pistolesi, uno degli autori della ricerca, cui ha partecipato anche l’Istituto Nazionale di Ottica del CNR – ha importanti ricadute anche in termini di protezione civile»

mercoledì 26 agosto 2015

Decesso Gaetano Giambò. Domani nomina medico legale per autopsia

E' stata fissata per domani la nomina del  medico legale che dovrà effettuare, presso l’ospedale Papardo a Messina, l’autopsia sul corpo dello sfortunato giovane. 
Esame che, a questo punto, potrebbe essere effettuato tra domani pomeriggio e dopodomani.  Dopo di che il corpo sarà riconsegnato alla famiglia. 
I funerali – da quanto apprendiamo- saranno celebrati a Barcellona Pozzo di Gotto e non a Vulcano dove la famiglia ha la residenza. 
Per quanto riguarda le indagini non si registrano sostanziali novità. 
La dinamica dell’incidente sembra non debba discostarsi di molto da quella ipotizzata nelle immediatezze del tragico incidente. Il giovane, che viaggiava senza casco, avrebbe dapprima impattato contro un muretto che delimita la sede stradale e, una volta disarcionato dallo scooter, sarebbe finito contro il palo della pubblica illuminazione, perdendo sul colpo la vita per le vaste ferite e fratture al capo. 

Zona S. Croce a Pianoconte. Cittadini e attività turistico - ricettive a secco. L'assessore: C'è un guasto che sarà riparato entro domani

Proteste arrivano dai residenti nella zona di Santa Croce a Pianoconte dove non arriva acqua potabile da almeno 16/17 giorni.
Almeno, in precedenza, anche se è lo stesso assurdo - ci hanno detto - l'acqua veniva erogata ogni quindici giorni. Adesso neppure questo.
Residenti e attività turistico - ricettive sono praticamente a secco e fanno appello all'amministrazione, in particolare all'assessore Gaetano Orto - affinchè venga erogato il prezioso liquido. 
L'assessore - che abbiamo contattato - smentisce che è da così lungo tempo che non vi è erogazione. Evidenzia, altresì, che, da qualche giorno, vi un guasto che impedisce all'acqua di arrivare da Annunziata a Pianoconte. Ma - garantisce - entro domani dovrebbe essere tutto a posto 

DOTAZIONE ORGANICA ASP MESSINA, NOTA CISL FUNZIONE PUBBLICA

L’AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE PRESENTA ULTERIORI MODICHE DELLA DOTAZIONE ORGANICA. “SEMBRA FACCIA IL GIOCO DELLE TRE CARTE. GLI ATTI TRASMESSI NON RISPETTANO LE PREVISIONI DEI DECRETI REGIONALI E DELLE LINEE DI INDIRIZZO ASSESSORIALI”
25 agosto ’15 – L’Azienda Sanitaria Provinciale continua a presentare modifiche alla dotazione organica, un modus operandi che secondo la Cisl Funzione Pubblica non consente di poter fare «le necessarie valutazioni per poter dare il giusto assetto ai servizi ospedalieri e territoriali».
L’impegno era quello di presentare al tavolo del 27 agosto le proposte e le osservazioni, «ma – afferma il segretario generale della Cisl Fp, Calogero Emanuele - evidentemente ogni giorno che passa l’azienda si accorge di errori che inducono a correzioni su Unità Operative e dipartimenti. Non vorremmo, però, che queste fossero dettate da logiche politiche e non da valutazioni di merito finalizzate a dare il giusto assetto ai servizi ospedalieri e distrettuali».
Dal confronto tra la prima e la seconda stesura, evidenzia la Cisl Fp, si registrano modifiche nei numeri e nei profili, come ad esempio i posti occupati e i posti vacanti, si nota l’incremento degli infermieri professionali e di operatori sanitari ma si registra una diminuzione del numero complessivo ricondotto a 4986 quando nella prima versione ne risultavano 4997.
«Questo – continua Calogero Emanuele – non fa altro che evidenziare tutte le incertezze e le incongruenze che emergono giorno dopo giorno. Non possiamo accettare che si sia dato avvio alla concertazione ed assistere a modifiche in corso d’opera. L’incontro del tavolo tecnico servirà solo a presentare i primi rilievi ed i primi aggiustamenti ma non potrà certamente considerarsi esaustivo, sapendo che non potrà esserci una “concertazione dinamica” considerato il mutare continuo degli atti».
La Cisl Funzione Pubblica lamenta, inoltre, come nemmeno con le ultime modifiche apportate siano stati trasmessi gli atti richiesti nel corso dell’ultimo incontro tenutosi al Mandalari. Atti che le linee di indirizzo regionali obbligano le aziende ad indicare nel dettaglio e portare a conoscenza anche delle Organizzazioni Sindacali di seguito elencati:
i posti coperti (con personale in servizio a tempo indeterminato);
i posti vacanti e disponibili, con specifica e separata indicazione di quelli coperti con contratto di lavoro a tempo indeterminato;
i posti vacanti e non disponibili (con procedure concorsuali avviate/congelati per incarico ex art. 15 septies decreto legislativo n. 502/92, ecc..);
i posti che presumibilmente si renderanno vacanti per cessazione dal servizio nel triennio 2105-2017 e successivamente dalla data di rideterminazione delle dotazioni organiche.
la dimostrazione, attraverso apposite tabelle, del rispetto dei parametri previsti dalle Linee Guida;
la dimostrazione del rispetto del tetto di spesa.
«Ad oggi – conclude Emanuele - abbiamo contezza solo del numero dei posti complessivi distinti tra occupati e vacanti. Non accetteremo questa situazione passivamente e quindi invitiamo il manager a ridefinire il calendario degli incontri e i tempi per la conclusione della fase di concertazione. L’obiettivo deve essere quello di accrescere i livelli assistenziali che devono rispondere alle esigenze primarie della collettività e non ad altre logiche».
Slitta a domani la pubblicazione delle foto relative ai festeggiamenti per San Bartolomeo a Monte Gallina

Lipari: Fuochi d'artificio per la festa del Patrono San Bartolomeo. Immagini di Marco Raffiti


Come anticipato vi proponiamo il video, della durata di 15 minuti circa, dei fuochi d'artificio "sparati" a Lipari a chiusura dei festeggiamenti per San Bartolomeo.
Le riprese sono di Marco Raffiti che ringraziamo.
La foto a lato è di Giancarlo D'Ambra

Grande Guerra (1915-18) I caduti eoliani (rubrica a cura di Giuseppe Cirino) Il terzo caduto : Giovanni Fonti

IL TERZO CADUTO EOLIANO NELLA GRANDE GUERRA  
FONTI GIOVANNI 

Nella notte di San Bartolomeo del 24 agosto 1915, al grido di “Savoia” il 115° Reggimento di Fanteria, si lanciava all’assalto contro le postazioni austriache del Col Basson. Tra essi vi era anche il ventiduenne fante eoliano Fonti Giovanni, originario di Pianoconte.
            L’attacco al Col Basson, pianificato dal Comando Supremo Italiano, prevedeva una consistente azione contro la linea dei forti austriaci a ridosso della Valsugana che sbarravano al regio esercito i passi verso Trento. Lo svolgimento dell’operazione, era stata affidata alla 1^ Armata - settore della V Corpo d’Armata 34^ Divisione al comando del generale Pasquale Oro. All’alba del 14 agosto 1915, dai forti italiani di Verena e Campo Longo e dalle postazioni di artiglieria italiane del 41°reggimento, ebbe inizio un massiccio bombardamento verso i fori austriaci di Luserna – Busa Verle e lo Spitz Vezzena, con lo scopo di mettere fuori uso le difese pesanti del nemico, rendendo rapida l’avanzata su dette posizioni, da parte delle fanterie della Brigata Ivrea (161° e 162° rgt Fanteria) e della Brigata Treviso (115° e 116° rgt Fanteria).
            I bombardamenti si protrassero fino al 24 di agosto e i punti di osservazione italiani, riferirono ai comandi che i forti (soprattutto quello di Luserna posto a ridosso del Col Basson) apparivano gravemente danneggiati e pertanto non potevano, costituire una seria minaccia per l’operazione di conquista. Di tutt’altro parere apparve invece il colonnello Riveri comandante della Brigata Treviso. Secondo le informazioni raccolte dalle pattuglie incaricate di aprire varchi nei reticolati nemici, le difese del Basson apparivano provate ma non annientate e inoltre le brecce nei grovigli di filo spianto, erano troppo piccole a causa della mancanza d’idonei strumenti di taglio e potevano perciò rappresentare un serio ostacolo all’assalto, rendendo gli uomini facile bersaglio per le micidiali mitragliatrici Schwazlose. Come se non bastasse, il cielo sereno e la notte di luna piena prevista proprio per durante l’assalto, avrebbero reso ben visibili i movimenti delle truppe sul campo.
            Furono questi i motivi che Riveri, pose all’attenzione del generale Oro nel tentativo  di dissuaderlo nell’intraprendere l’attacco, ma la risposta del superiore fu inflessibile “l’attacco si farà questa notte… gli uomini apriranno le brecce nei reticolati con i petti e con i denti…” .
Forte Luserna, era già stato duramente bombardato nei primi mesi di guerra e il colonnello Ellison  comandante della piazzaforte,  dopo le azioni del giugno 1915, fu sul punto di negoziare con gli italiani una resa. Ma l’Austria non intendeva perdere per nessun motivo l’importante punto strategico ed inviò prontamente rimpiazzi alla guarnigione, arruolando Sud Tirolesi e richiamando alcuni reparti ben addestrati dal fronte Russo. Tappate le falle il colonnello Ellison von Nidlef (militare di carriera e abile stratega), rinforzo le difese del Basson, creando almeno tre linee di reticolati intricati e complessi, muniti di cavalli di Frisia e casematte, rendendo così il Lusern una fortezza difficile da espugnare.
            Un soldato austriaco, descrisse il bombardamento italiano sul Luserna e sulle postazioni di osservazione avanzate: "Ogni scoppio ha su di noi l'effetto di un poderoso pugno in testa, il sangue esce dalle orecchie, le ore passate nell'osservatorio servono a espiare tutti i peccati che un uomo normale può commettere durante tutta la vita". 
In quei giorni, essere inviati nei punti di osservazione avanzati, era come essere condannati a morte. Delle pattuglie uscite al mattino, il giorno seguente nessuno faceva ritorno. Un ufficiale austriaco rimase sconvolto, dalla rassegnazione con cui gli uomini impugnavano il fucile e si avviavano verso i punti avanzati e chiese perciò al proprio comandante, di non inviare più pattuglie almeno durante le ore diurne.
Alle ore 23:00 del 24 Agosto, la Brigata Ivrea e il battaglione alpini Val Brenta iniziarono la manovra di avvicinamento al Busa Verle ed al Passo Vezzena, ma furono immediatamente costretti a fermarsi e a trovare riparo nel Bosco Varanga, per la violenta reazione del nemico. Quasi contemporaneamente il suono di tromba, comandava l’assalto alla baionetta al 115° reggimento di fanteria (Brigata Treviso).
Il colonnello Riveri, postosi al comando dei suoi uomini e con fianco la bandiera del reggimento, li sospinse all’assalto al suono della marcia reale. Secondo alcune testimonianze però non confermate, il Riveri (cresciuto come il generale Oro nel mito garibaldino), indosso prima dell’attacco l’alta uniforme da ufficiale e la sciabola.
Nonostante la luce della luna e le fotoelettriche che illuminavano a giorno le pendici del Basson, Il magnifico slancio dei fanti del 115°, sfidò il fuco delle mitragliatrici austriache e i cannoni delle torrette girevoli del Luserna e travolse la prima linea nemica, con i varchi dei reticolati quasi completamente chiusi.
La reazione austriaca fu violente e micidiale, una pioggia di artiglieri di qualsiasi tipo (granate, proiettili di grosso e medio calibro, Shrapnel e fuoco di mitragliatrici), sconvolse le posizioni conquistate. Alle prime luci dell’alba, apparve chiaro al comando italiano, che la posizione non poteva essere tenuta. Il battaglione di Landsturm del capitano Bauer fu inviato alla riconquista delle posizioni delle prime linee e s’impegno in un sanguinoso corpo a corpo contro i fanti del 115° reggimento. Riveri gravemente ferito, non poté fare altro che comandare la ritirata sulle posizioni di partenza di Campo Rosà.

LA BANDIERA PERDUTA
               Durante l’assalto, per la violenza del bombardamento austriaco e per la crudezza dello scontro, la bandiera del 115°, andò perduta sulla prima linea di difesa nemica. Il colonnello Riveri ordinò ai suoi uomini prima della ritirata, di recuperare ad ogni costo il vessillo. Infatti, la perdita della bandiera rappresenta per un reggimento il più alto disonore, che avrebbe riso beffardo sul sangue eroicamente versato dai soldati della Treviso. Un piccolo manipolo di uomini,riuscì con sprezzo del pericolo e a rischio della vita a recuperare il tricolore e a riportarlo (anche se logorato) dietro le linee italiane.
Il ripiegamento ordinato al 115° reggimento non fu cosa facile, i fanti faticarono a trovare le uscite dal groviglio di reticolati, e secondo alcuni testimoni (non confermato), vennero anche investiti dal tiro troppo corto delle artiglierie italiane. All’imbrunire del 25 agosto, gli uomini ancora rimasti nelle trincee delle prime linee, a corto di munizioni e stremati dal combattimento, non poterono fare altro che arrendersi agli austriaci. Anche il colonnello del reggimento venne gravemente ferito e fatto prigioniero.
Con un tragico numero di morti, nella sera del 25 agosto, si pose fine all’ultima battaglia di stampo risorgimentale.
La Brigata Treviso lasciava sul campo nell’azione: 43 ufficiale e 1048 uomini tra truppa e graduati.
Oggi un cippo posto alle pendici del Basson, ricorda l’eroico coraggio dei fanti della Treviso che sacrificarono la loro vita per l’Italia nel primo conflitto mondiale.


Notizie sul  soccorso ed il conforto spirituale, dato ai poveri soldati italiani rimasti feriti ed in fin di vita sui reticolati, sono fornito dal racconto del cappellano austriaco di forte Luserna, padre Mattia Ortner, il quale sfidando il pericolo si avvio nelle trincee di prima linea. Il sacerdote nelle sue memorie ricorda le invocazioni di aiuto rivoltegli:
-          “ Padre, mio Padre, prete…”
-          “Dovetti somministrare i sacramenti ad ognuno – Cercai affannosamente quelli che giacevano sfracellati al suolo; talvolta i corpi erano così ammucchiati, che dovetti arrampicarmi sopra. Altri strisciarono e vennero verso di me – alcuni attendenti mi prelevarono per raggiungere rapidamente il capitano che stava morendo” – i sani raccoglievano i feriti, usando teli da tenda, coperte e altro, per radunarli – io impativo l’olio santo – Molti morivano durante il santo ufficio… mi gridavano siamo tutti cattolici…”
-           “I soldati italiani insistevano verso di me: “salvaci, padre, salvaci dai cannoni” – tutti volevano baciare la mia croce, mi abbracciavano , baciavano le mie mani e imprecavano contro i cannoni…”
-          “Alla vista degli ufficiali austriaci furono esplosi alcuni colpi – ma un capitano ferito lo evitò energicamente – io avevo attorno solo morti e feriti che soffrivano in modo incredibile soprattutto la sete. Per fortuna i morti avevano con se le fiasche ancora piene e così potei offrire acqua in abbondanza…”

Padre Ortner  sul campo di battaglia
Anche se non si ha  una testimonianza diretta con uno specifico riferimento, quasi certamente padre Mattia Ortner, amministro i sacramenti al fante eoliano Fonti Giovanni.  Le testimonianze di padre Ortenr si riferiscono alla notte  25 agosto (fine del combattimento). Il sacerdote e alcuni ufficiali austriaci al suo seguito, si spinsero fino ai punti, dove più duri erano stati i combattimenti, per recuperare i feriti di entrambe le parti.  Tra di essi vi era in gravi condizioni il soldato Fonti. Purtroppo non è stato possibile ne trovare l’atto di morte (mod.147) e lo stato di servizio, dal quale si sarebbero potute estrarre importanti informazioni. E’ certo che Fonti Giovanni del 115° reggimento, riuscì con i suoi compagni a penetrare nelle prime linee nemiche e insieme ad essi tentò il mantenimento della posizione, subendo la feroce reazione nemica. La missione di padre Mattia e degli atri soccorritori, non poté spingersi oltre le trincee riconquistate, perché secondo le testimonianze di alcuni soldati austriaci: “Gli italiani sparavano su qualunque cosa si muovesse”.
Fonti Giovanni fu recuperato gravemente ferito, e portato a forte Lusera, dove si spense il 26 agosto 1915. L’Albo d’oro dei caduti Italiani nella grande guerra, parla di morte in prigionia (durata meno di un giorno), ma è evidente che la morte avvenne per le ferite riportate nel combattimento dei giorni precedenti.

Dai riassunti del diario di guerra della Brigata Treviso:
All’inizio delle ostilità la brigata è dislocata a Morostica – Bassano – Vallonara – Mason Vicentino alle dipendenze della 34^ divisione. Inviata il 25 maggio nei dintorni di Thiene, il 3 giugno è in prima linea sull’altopiano di Asiago, nelle zone Costesin – Campo Rosà – Campo Posellaro – Ghertele -  Cima Manderiolo. Quivi fino al 23 agosto i suoi reparti si alternano fra periodi di linea e di riposo.
            Il 25 il 115° agisce dimostrativamente per agevolare l’attacco della brigata Ivrea contro le posizioni avversarie di Malga Costa Alta e Monte Basson; gli attacchi condotti con estrema violenza e più volte rinnovati da tutti i reparti del reggimento si infrangono contro le robuste difese passive del nemico che reagisce attivamente con fuoco di mitragliatrice e con intenso tiro delle artiglierie dei forti ancora efficienti di Luserna e Busa del Verle, si che il reggimento è obbligato a ripiegare sulle posizioni di partenza di Campo Rosà dopo aver perduto 36 ufficiali e 1041 militari di truppa.
L’eroica sua condotta in questa azione è compensata colla concessione della medaglia di bronzo alle bandiere del reggimento al valor militare.
            La brigata permane tutto l’anno nella zona ove, oltre ai quotidiani lavori di rafforzamento, esegue frequenti azioni dimostrative e di pattuglia, fra le quali sono di maggiore rilievo quelle svolte dal 19 al 21 ottobre e dal 4 al 6 dicembre.
Soldato Fonti Giovanni in divisa da franchigia
(foto gentilmente concessa dalla famiglia Fonti)

Fonti Giovanni  di Antonino  nato a Lipari (Pianoconte) 27 aprile 1893 – distretto militare di Messina
Soldato del 115° Reggimento di Fanteria – Fanteria di Linea
Morto il 26 agosto 1915 in prigionia per ferite riportate in combattimento all’età di 22 anni
Sepoltura originaria cimitero militare di Costalta  - sepoltura attuale tra gli ignoti del sacrario di Asiago.

Unità di appartenenza
Brigata Treviso 115 ° e  11 Reggimento di Fanteria e poi 99° e 100° Fanteria
Costituita nei primi giorni di Marzo del 1915:
il comando di brigata dal deposito del 55° Fanteria; il 115° dai depositi del 55° e del 56°; il 116° dal deposito del 1° Fanteria.
Nel novembre del 1917 la brigata e disciolta per essere ricostituita il 28 febbraio 1918 coi reggimenti del 99° e 100° dei quali il primo già formato fin dal 25 ottobre 1917 dal deposito del 65° fanteria; il secondo ed il nuovo Comando di Brigata dal deposito del 66° Fanteria e coi quarti battaglioni dei reggimenti 141°, 217° e 218°
Periodi di permanenza della Brigata Treviso al fronte:
Anno 1915:
-          Dal 15 giugno al 31 dicembre: Zona Campo Rosà – Campo Posellaro – Val Torra – Termine – Ghertele – Campo Manderiolo – Pianoro di Costesin – Millegrobe – Cima Torre.

Alla fine della Guerra le perdite della Brigata Treviso ammonteranno a :
115° Reggimento
Ufficiali
Truppa
Morti
Feriti
Dispersi
Morti
Feriti
Dispersi
46
142
47
639
3174
2177

116° Reggimento
Ufficiali
Truppa
Morti
Feriti
Dispersi
Morti
Feriti
Dispersi
29
112
39
697
3048
1896

Approfondimenti:
I corpi dei fanti italiani, recuperati sul Col Basso dagli austriaci, insieme a quelli dei feriti che morirono nelle ore successive a Luserna, vennero sepolti nell’improvvisato cimitero militare di Costalta, in fosse comuni. Il cimitero ospitava anche le sepolture di caduti Austriaci.
Secondo il racconto di Luis Trenker (libro Kameraden del Berge) i caduti italiani vennero caricati su muli e trasportati di notte al cimitero, poiché l’artiglieria italiana sparava su tutto ciò che si muoveva: e l’alpinista-scrittore descrive uno spettrale incontro notturno, una “processione orripilante” in cui gli alpini e i fanti erano “cavalieri muti”, e i “crani erano spalmati di calce”, “capelli impiastricciati di sangue sfioravano il suolo”, “mani penzolavano al passo del mulo”.
Il cimitero di Costalta fu dismesso nel 1921 e le salme in esso custodite vennero traslate nel sacrario militare di Asiago (Altipiano dei Sette Comuni). Il recupero e la conta dei corpi furono effettuati sui crani rinvenuti, perciò nel 1962 alcuni reduci, ritenendo ancora sacro quel suolo, chiesero e ottennero la riattivazione del piccolo camposanto.
All’entrata in guerra dell’Italia, il soldato Fonti Giovanni, faceva già parte del regio esercito (fanteria di linea). Chiamato alla leva all’età di vent’anni (1913), si accingeva al momento della mobilitazione dell’aprile 1915 a compiere il suo ultimo periodo sotto le armi. Nell’unica sua foto disponibile, Giovanni Fonti indossa la divisa da franchigia del regio esercito e le mostrine visibili su di essa, sono quelle del 55° reggimento di fanteria Brigata Marche, unità nella quale il soldato originario di Pianoconte, effettuo il suo periodo di leva obbligatoria della durata di due anni.
Nel marzo 1915, quando ormai apparve inevitabile un coinvolgimento dell’Italia nel conflitto, il Regio Esercito dovette necessariamente  incrementare il numero di uomini e di unità, costituendo nuovi reggimenti e divisioni. La Brigata Treviso, formatasi nei primi di marzo del 1915 attinse il suo organico per mobilitazione del deposito (disponibilità organica di uomini e mezzi) del 55° e 56° reggimento di fanteria (Brigata Marche) che costituirono il 115° reggimento, mentre il 116° reggimento attinse dal deposito del 1° reggimento Granatieri di Sardegna. La Brigata subì nel 1° conflitto mondiale ingentissime perdite di vite umane (vedi tabelle sopra inserite) e venne più volte ricostituita a causa del “logoramento”.