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sabato 5 settembre 2015

E' tornata l'ambulanza! Grazie ad AttivaStromboli

Riceviamo da AttivaStromboli e pubblichiamo:
Dopo gli inascoltati appelli della Circoscrizione all’Amministrazione Comunale per affrontare e risolvere il problema dell’ambulanza guasta così che negli ultimi tempi le persone bisognose di soccorso sono state costrette a insicuri ed umilianti trasporti in motoape, il presidente del Consiglio Carlo Lanza ci ha dato il via libera ad intervenire, pertanto siamo lieti di comunicare che grazie all’impegno e al lavoro volontario e non retribuito (se non dalla soddisfazione di aver reso un servizio utile alla comunità) di Vittorio Ioppolo, Andrea Mandarano e Andrea Cannistrà l’ambulanza è di nuovo in pista.
Le parti di ricambio per il motore elettrico danneggiato sono state acquistate con i fondi dell’Associazione, le nostre quote sociali e le donazioni servono anche a questo.

"Voragine" in piena curva a Lami. Nessun intervento nostante segnalazioni. Aspettiamo si faccia male qualcuno?

A Lami, zona via troffa, in piena curva, si è formata una buca di notevoli dimensioni (vedi foto e video inviatici da una lettrice) a causa di una perdita di acqua.
Il problema ci dicono è stato già segnalato all'ufficio idrico e ai carabinieri ma ancora non è stato effettuato il necessario intervento. Da premettere che il problema si era proposto già un mese fa ma l'intervento "tampone" non ha risolto la problematica.
È possibile risolvere in via definitiva tale situazione prima che qualcuno si faccia male

Furto in chiesa ad Alicudi ed incendi a Lipari e Filicudi. Gli articoli del direttore sulla Gazzetta del sud di oggi

Lipari (Salvatore Sarpi) Ladri in azione nella remota isola di Alicudi. Hanno preso di mira una delle due chiese: quella della Madonna del Carmine, ubicata a 100 metri sul livello del mare.
Da questa chiesa che, ormai da qualche anno, ospita, oltre alla Madonna del Carmelo, anche San Bartolomeo (in precedenza ospitato nell’altro luogo sacro a quota 400), hanno asportato dalla statua del Patrono una croce d’oro del ‘700 e da quella della Madonna diverse collane in oro.
Il furto sacrilego è stato compiuto in prossimità dei festeggiamenti per San Bartolo (21 agosto) ma la notizia è trapelata solo ieri. A rendersi conto dell’accaduto è stato Padre Godwin Ibe, giunto sulla più piccola delle isole eoliane per officiare, in quel periodo, le Sante Messe ed accompagnare in processione il Patrono.
Il sacerdote ha presentato denuncia contro ignoti presso i carabinieri di Filicudi che hanno competenza anche su Alicudi. I ladri sono penetrati all’interno della chiesa dopo aver forzato una finestra posta sul retro.
Il furto sacrilego ha destato sgomento ed incredulità tra i residenti e i turisti e nell’isola c’è chi pensa che i ladri, più che mirare al valore della refurtiva, volessero lanciare un preciso segnale alla comunità arcudara, proprio in prossimità dei festeggiamenti del Santo Patrono. I carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini ed interrogato buona parte dei novanta/cento residenti per giungere all’individuazione dei ladruncoli.
A memoria d’uomo è la prima volta che nell’isola viene effettuato un furto sacrilego.

Lipari (Salvatore Sarpi)  Non conosce sosta l’attività dei piromani a Lipari.
Nella notte, tra mercoledì e giovedì, sono state appiccate le fiamme nel costone che sovrasta la strada provinciale Acquacalda - Quattropani, proprio sotto il Santuario di Chiesa Vecchia. Un "rituale" questo nell'incendio nella zona che si ripete, ormai, ogni anno e nello stesso periodo. Distrutti un paio di ettari di vegetazione endemica. Per bloccare l’avanzare delle fiamme sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno operato per circa tre ore in una zona alquanto impervia. Intervento reso più difficoltoso dal buio. E ieri anche l'isola di Filicudi è finita nel "vortice" degli incendi che stanno flagellando l’arcipelago. Un rogo si è sviluppato, intorno alle 11 e 30, nella parte più alta della località "Le Punte. Si sono vissuti momenti di apprensione per la vicinanza di alcune abitazioni al fronte del fuoco. Le fiamme domate, dopo circa tre ore, dal massiccio intervento dei giovani isolani, hanno bruciato appezzamenti di macchia mediterranea e alcuni alberi di ulivo. I carabinieri dell'isola stanno indagando per fare luce sull'accaduto ed accertare eventuali responsabilità. Tra le ipotesi vi è quella che le fiamme possano essersi sviluppate da un terreno dove si stava procedendo a bruciare delle sterpaglie.

Giro delle Eolie al via da Vulcano con 140 iscritti

Mancano poco meno di 2 giorni al via del 15. “Giro podistico a tappe delle Isole Eolie”, che scatterà lunedì prossimo da Vulcano. L’ormai tradizionale manifestazione nazionale Fidal di inizio settembre, organizzata dalla Polisportiva Europa Messina con la collaborazione della Mediterranea Trekking ed il patrocinio dei Comuni di Lipari, Leni, Malfa e Santa Marina Salina, si concluderà sabato 12 dopo le cinque gare in programma a: Vulcano (2), Lipari (2) e Salina.
Il primo start sarà dato nei pressi della famosa Pozza dei fanghi con la prova d’apertura di 7,3 km, che prevede l’impegnativo periplo di Vulcanello della lunghezza di 2000 metri da percorrere tre volte. I partecipanti, provenienti dall’intera Penisola, sono attesi, quindi, subito da ascese dalle pendenze tra il 6% e 8% e discese ripide e tecnicamente insidiose. Un avvio, come da tradizione, selettivo per le sue caratteristiche “muscolari”. Il programma propone poi martedì il trasferimento a Lipari per l’Acquacalda-Canneto (6,5 km), mercoledì il temuto “tappone” di Salina (14,5 km da Rinella a Santa Marina Salina), giovedì il meritato riposo, venerdì il ritorno a Lipari (5,650 km) e sabato il gran finale a Vulcano (6,1 km) con il circuito cittadino, molto apprezzato 12 mesi fa e caratterizzato dall’alternanza di saliscendi con partenza e arrivo posti a “Vulcano Blu”, dove è prevista anche la premiazione finale.
«Siamo soddisfatti degli attuali 140 iscritti – dichiara l’organizzatore Costantino Crisafulli – che confermano il “Giro delle Eolie” tra le kermesse sportive di rilievo in Italia in crescita. Basta pensare che risiederanno nelle isole, per almeno 7 giorni, circa 300 persone, tra podisti, accompagnatori e staff, con il conseguente movimento economico che ne deriverà per il turismo locale».
Tornerà a competere, infine, sulle strade eoliane la toscana Manuela Monciatti, prima storica vincitrice del “Giro”. La portacolori dell’Atletica Castello di Firenze si impose nel 2001 e tenterà di centrare il bis a 14 anni di distanza, battendo, così, il record dell’emiliana Laura Ricci, che ha scritto il proprio nome sull’albo d’oro nel 2002 e nel 2013.
In campo maschile, il giovane Salvatore Franzese dell’Atletica Reggio andrà, invece, a caccia del tris di successi consecutivi.

Foto dal nostro archivio. Gruppo Latino (anno 2009)

"Il viaggio" di Sandro Pertini presentato in Sicilia (Lipari (oggi) , Catania, Messina)

COMUNICATO STAMPA
Eccezionale tris di presentazioni in Sicilia per “Il viaggio”. Sandro Pertini fra i giovani e il popolo. Ricordi incontri testimonianze per l’Italia di oggi, (Edizioni Esperidi 2015), volume curato dal prof. Enrico Cuccodoro e dai suoi giovani collaboratori Alessandro Nardelli, Raffaele Marzo e Giovanni Pizzoleo, opera già apprezzata dal Presidente della Repubblica e dai Presidenti del Consiglio e delle Camere.
Il primo incontro avverrà a Lipari, sabato 5 settembre alle 19.00, presso il Centro Studi Eoliano.
Seguirà quindi l’appuntamento di Marina di Riposto (Ct), martedì 8 settembre alle 19.00, presso il Circolo Velico, alla presenza dell’on.Salvo Andò.
Infine, a Messina, mercoledì 9 settembre alle 18.30, sarà la libreria la Feltrinelli ad ospitare l’autore del fortunato libro sul presidente più amato. Ospiti della serata saranno il prof. Antonio Saitta (ordinario di Diritto Costituzionale presso UniMessina) e il prof. Gaetano Silvestri(Presidente emerito della Corte Costituzionale).

Foto dal nostro archivio: Fabbrica di ghiaccio a Lipari

Quando ero più ragazzino sentivo dire riferito a chi non lavorava, perchè non ne aveva voglia: "Unni travagghi? a' fabbrica du ghiacciu? (Dove lavori? Alla fabbrica del ghiaccio?) . Pensavo fosse un modo di dire un giorno poi, girando e curiosando in lungo e in largo, ho scoperto che la Fabbrica del ghiaccio a Lipari era esistita veramente..nella zona di Sottomonastero

Il Santo del giorno. Beata Teresa di Calcutta

Nome: Beata Teresa di Calcutta (Agnes Gonxha Bojaxiu)
Ricorrenza: 05 settembre
Madre Teresa resterà come l'incarnazione più convincente, nella nostra epoca, del genio della carità evangelica; tutti l'hanno capita, i cristiani delle varie confessioni, i laici di ogni paese, gli indù come i musulmani. Quando, a metà degli anni Settanta, apriva a San Gregorio al Celio la prima casa romana delle sue suore, scelse per loro il pollaio dei monaci camaldolesi, una costruzione bassa, in mattoni bucati e lamiere, con il pavimento in cemento. «Le mie sorelle sono povere e abituate a tutto, vengono dall'India. Il pollaio sarà più che sufficiente», tagliava corto con chi trovava la cosa un po' scomoda. Povere. Come era povera lei, che aveva scelto di condividere in tutto e per tutto la condizione dei più poveri, dei diseredati, di chi dalla vita non aveva avuto altro che miseria, smacchi e sofferenza. 
Pier Paolo Pasolini, dopo averla incontrata a Calcutta nel 1961, scrisse: «Dove guarda, vede». All'origine della sua genialità nell'amore c'era il vedere, prima di altri, il fratello che era nel bisogno e di soccorrerlo subito, senza giudicare, senza lasciarsi bloccare dalle frontiere. O anche dalla mancanza di mezzi. 
È stata a volte criticata perché nei suoi ospizi non c'erano abbastanza medici e medicine. Ma nelle situazioni disperate nelle quali si è avventurata, non avrebbe concluso granché se avesse dovuto aspettare di avere l'attrezzatura giusta per soccorrere qualcuno. 
Madre Teresa, al secolo Agnes Gonxha Bojaxhiu, era nata il 26 agosto 1910 a Skopje, in Albania. Quando il papà, Nikola, morì improvvisamente, la famiglia visse momenti digrandi difficoltà economiche. Fu brava la mamma, Drane, ad allevare Agnes e i suoi quattro fratelli con fermezza e amore, orientando la loro formazione religiosa. Agnes trovò sostegno anche nella vivacità della parrocchia del Sacro Cuore, gestita dai gesuiti, nella quale era attivamente impegnata.
A diciott'anni, desiderosa di fare la missionaria, lasciava la casa e il paese, diretta in Irlanda, dove veniva accolta, con il nome di suor Mary Teresa, nell'istituto delle «Suore di Loreto». Qualche mese dopo venne mandata in India, a Calcutta, dove completò la sua formazione alla vita religiosa, facendo prima i voti temporanei, seguiti da quelli perpetui, e inserendosi nelle attività dell'istituto fino a diventare, nel 1944, direttrice di una scuola per ragazze, il St. Mary. 
I primi vent'anni della sua vita religiosa li trascorse così, senza scossoni, insegnando alle ragazze, maturando anche una sua spiritualità forte, che aveva nella preghiera e nell'amore per le consorelle e per le allieve i suoi punti di forza. Ma aveva anche l'occhio attento a ciò che succedeva intorno. E non era granché bello, anzi inquietava non poco. 
Intanto il Signore, con illuminazioni interiori, la andava preparando a quella che sarà la sua straordinaria avventura. Al centro delle rivelazioni proprio quello che inquietava madre Teresa: l'indifferenza assoluta della gente verso i poveri, che in gran numero languivano nelle baraccopoli e lungo le vie della città. 
Durante un viaggio in treno, nel 1946, le parve di sentire più chiara la voce di Gesù che la invitava ad abbandonare tutto per porsi al servizio di quei poveri. Madre Teresa accolse l'invito e segnò quell'episodio che avrebbe cambiato la sua vita, come «il giorno della decisione».
Le ci volle del tempo per ottenere il permesso di lasciare le Suore di Loreto, ma alla fine, era il 1948, fu libera di seguire la propria vocazione e di entrare nel mondo dei poveri. Indossò il sari, la tunica bianca delle donne indiane, con in più le strisce blu che orlavano il velo, e la croce appuntata sulla spalla. Con il nuovo abito, che segnava anche il cambiamento della sua vita, si recò a Patna dalle Suore mediche missionarie per seguire un breve corso di infermeria. Rientrata a Calcutta, si sistemò provvisoriamente presso le Piccole sorelle dei poveri.
Il 21 dicembre 1948 andò per la prima volta nei sobborghi: visitò famiglie, lavò le ferite di bambini, si prese cura di un anziano malato che giaceva sulla strada. Si imbatté anche in una donna agonizzante, distesa su un marciapiede: era così debole che topi e formiche le stavano rosicchiando il corpo. Da giorni era lì, in attesa della morte, ma nessuno l'aveva soccorsa. Madre Teresa la raccolse e la portò al vicino ospedale, dove le dissero che era troppo malata e troppo povera per essere curata. 
Calcutta era piena di gente che finiva così. Teresa capì che non poteva più restare a guardare, doveva fare qualcosa. Chiese, e le fu concesso, di occupare parte di un ex tempio indù diventato covo di mendicanti e criminali di ogni risma. Madre Teresa lo trasformerà nella prima «Casa dei moribondi». 
Le baraccopoli — con i loro poveri ai quali dare speranza, con i bambini abbandonati da curare e amare, con i moribondi da accompagnare nel passo estremo... — divennero la terra di missione, sua e di altre donne che via via decideranno di condividere la sua vita e il suo impegno. Insieme diedero vita alla Congregazione delle Missionarie della Carità, che il 7 ottobre 1950 veniva riconosciuta ufficialmente nell'arcidiocesi di Calcutta, e nel febbraio del 1965 diventava di diritto pontificio. 
Agli inizi del 1960 cominciò l'emigrazione delle Missionarie della Carità in altre regioni dell'India. Successivamente, incoraggiate in particolare da Paolo VI, aprivano una casa in Venezuela. Ad essa seguirono numerose altre fondazioni in ogni parte del mondo, ovunque ci fossero poveri abbandonati cui portare l'aiuto e il conforto della fraterna solidarietà e la certezza che Dio li amava. Negli anni Ottanta, dopo la caduta delle varie cortine, madre Teresa aprì case di missione anche nei paesi comunisti, inclusa l'ex Unione Sovietica, l'Albania e Cuba. È stata la prima a inserire delle suore negli ospedali sovietici, dopo l'esplosione di Cernobyl, e la prima a mettere piede in Albania, quando il paese era ancora sotto il regime comunista. Persino in Vaticano, nella casa del papa, aprì una mensa per i poveri. 
Madre Teresa affiancò alla prima congregazione altre istituzioni, come i Fratelli Missionari della Carità, le Sorelle e i Fratelli contemplativi, i Padri Missionari della Carità e gruppi di collaboratori laici. 11 tutto per rispondere meglio alle esigenze dei poveri.
Tanto impegno e proliferare di iniziative non potevano passare inosservati. Le immagini di questa donna minuta e con il tempo sempre più curva, avvolta nel bianco sani, china a confortare un moribondo o a curare piaghe infette, ad accarezzare bambini lacerati dall'abbandono e dall'indifferenza... fecero il giro del mondo, sollevando l'ammirazione di tanta gente, che cominciò a interessarsi delle sue opere e della sua vita, ad ascoltare i suoi messaggi, resi con parole semplici che esaltavano la vita, che invitavano al suo rispetto in ogni momento, dal concepimento alla morte. Parole semplici e a volte anche forti che scuotevano e dividevano. 
L'ammirazione si tradusse anche in riconoscimenti importanti come il Premio indiano Padmashri, assegnatole nel 1962, e il Premio Nobel per la Pace, conferitole nel 1979. Ricevette riconoscimenti e attenzioni «per la gloria di Dio e in nome dei poveri». 
Negli ultimi anni, nonostante seri problemi di salute, continuò a guidare la sua congregazione e a rispondere alle necessità dei poveri e della chiesa. Morì a Calcutta il 5 settembre 1997. Il mondo intero, che aveva seguito il suo lento spegnersi, la pianse, mentre il governo indiano le rendeva onore con i funerali di Stato. Sepolta nella Casa Madre delle Missionarie della Carità, la sua tomba fu ben presto luogo di pellegrinaggi e di preghiera. «L'intera vita e l'opera di madre Teresa — ha detto Giovanni Paolo II nel proclamarla beata — offrirono testimonianza della gioia di amare, della grandezza e della dignità di ogni essere umano, del valore delle piccole cose fatte fedelmente e con amore, e dell'incomparabile valore dell'amicizia con Dio». Questa è madre Teresa: il genio femminile sposato alla carità evangelica, che guida la chiesa verso i poveri. 
Il 20 dicembre 2002 il papa Giovanni Paolo II approvò i decreti sulle sue virtù eroiche e sui suoi miracoli, è stata beatificata il 19 ottobre 2003.
Altri santi e venerazioni del 05 settembre:

- Santi Aconzio, Nonno, Ercolano e Taurino
Martiri
San Bertino di Sithiu Abate
- Beato Fiorenzo Dumontet de Cardaillac
Martire

- Beato Giovanni il Buono da Siponto
Abate

- Beato Guglielmo (William) Browne
Martire

- Santi Pietro Nguyen Van Tu e Giuseppe Hoàng Luong Canh
Martiri

- San Quinto di Capua
Martire

- Santi Urbano, Teodoro, Menedemo e compagni
Martiri


venerdì 4 settembre 2015

Furto sacrilego ad Alicudi ai danni di San Bartolo e dalla Madonna del Carmine

Ladri in azione nella remota isola di Alicudi. 
Hanno preso di mira una delle due chiese: quella della Madonna del Carmine (nella foto), ubicata a 100 metri sul livello del mare. 
Da questa chiesa che, ormai da qualche anno, ospita, oltre alla Madonna del Carmelo, anche San Bartolomeo (in precedenza ospitato nell’altro luogo sacro a quota 400), hanno asportato dalla statua del Patrono una croce d’oro del ‘700 e da quella della Madonna diverse collane in oro.  
A rendersi conto dell’accaduto è stato Padre Godwin Ibe.  
Il sacerdote ha presentato denuncia contro ignoti presso i carabinieri di Filicudi che hanno competenza. 
I ladri sono penetrati all’interno della chiesa dopo aver forzato una finestra posta sul retro. 
Il furto sacrilego ha destato sgomento ed incredulità tra i residenti e i turisti e nell’isola c’è chi pensa che i ladri, più che mirare al valore della refurtiva, volessero lanciare un preciso segnale alla comunità arcudara
A memoria d’uomo è la prima volta che nell’isola viene effettuato un furto sacrilego.
ARTICOLO PIU' AMPIO CON ALTRI DETTAGLI SULLA GAZZETTA DEL SUD DI DOMANI

Diabetica denuncia: "Impossibilitata a rifornirmi della insulina che uso"

Riceviamo dalla signora Miriam Saltalamacchia e pubblichiamo:
Scrivo a tutti, ma in particolare a chi soffre della mia stessa patologia, il Diabete.
Io sono ormai da dieci anni insulinodipendente ( faccio delle punture d'insulina quattro volte al giorno e non solo). Ma già da più un mese l'insulina che utilizzo io nelle farmacie di Lipari non si trova più. In alternativa ci sono delle cartucce per penna ricaricabile ormai fuori commercio perchè adesso si usano delle penne con dentro l'insulina che appena finisce si gettano via. 

Ora io dico a cosa servono queste cartucce se le specifiche penne sono fuori produzione? Oppure l'ospedale di Lipari non può darci l'insulina se non c'è un ricovero. 
L'insulina non si trova nemmeno a Milazzo e non solo io sto finendo quella che mi spetta ogni mese! Io per miracolo sono riuscita a trovare una penna ricaricabile che non arriverà prima di martedì da Reggio per un costo di 50.00 euro! E sono cose che dovrebbero spettarci di diritto e sempre perchè può succedere di tutto! Spero che si trovi una soluzione. 
Grazie per la vostra attenzione. 
Io uso INSUMAN RAPID SOLO STAR
Miriam Saltalamacchia

Raciti, Cascio, D’Alia: grandi manovre per portare Ncd in giunta regionale

L’Udc di Gianpiero D’Alia spinge da tempo il Nuovo Centrodestra siciliano a fare il grande passo, entrando nella maggioranza di governo. Ed ora si trova dalla sua parte, in modo convinto, il segretario regionale del Pd,Fausto Raciti, che probabilmente vede nell’allargamento della maggioranza uno strumento di contenimento dell’attivismo “personale” di Rosario Crocetta. Raciti, insomma, non vuole fare dell’ingresso di Antonio Fiumefreddo in giunta di governo – l’uomo-chiave per il governatore – una questione personale, ma vede questa novità come il fumo negli occhi.
Negli ultimi giorni il vecchio obiettivo di D’Alia potrebbe realizzarsi, ma gli ostacoli non mancano. Più nel Ncd che nel Partito democratico e nello stesso Crocetta, cui non può dispiacere l’allargamento delle alleanze che rende più solido il suo governo e aumenta la possibilità che vada fino in porto, cioè la chiusura naturale della legislatura. A patto, naturalmente, che non venga ostacolato il suo tentativo, vecchio di quasi un anno e mezzo, di avere il suo “pupillo”, cioè Fiumefreddo, in giunta.
Francesco Cascio e Giuseppe Castiglione, i due coordinatori dell’Ncd, si confronteranno presto con Fausto Raciti. Non è semplice per Castiglione e Cascio gettare alle ortiche una opposizione dura a Crocetta ed una costante richiesta di mandare a casa il governatore, considerato un fattore negativo e non di stabilità. Cascio è stato addirittura sospettato di essere in uscita dall’Ncd e di aspirare al “rimpatrio” in Forza Italia a causa della ambiguità delle posizioni politiche del suo partito in Sicilia. Avrebbe voluto maggiore decisione, una chiara e costante opposizione.
Castiglione, invece, sembra più in sintonia con Angelino Alfano, anche su questo tema. Il ministro, in verità, non è affatto dell’avviso di “sbracare”, né di cercare un’alleanza con il Pd ad ogni costo. Mette paletti, sia a Palermo che a Roma, ma la sua visione non può che essere diversa, meno “isolana”, di Cascio e Castiglione, dovendo confrontarsi con un futuro incerto del suo partito e con tanti esponenti che, in dichiarazioni inequivocabili rese alla stampa, ipotizzano un patto di ferro con i dem alle prossime consultazioni politiche e, quindi, in qualunque misura, alle amministrative. In definitiva vuole mettere i seggi in cassaforte. E chi può assicurarglielo se non il Pd?
Renato Schifani in una recente intervista al Corriere della Sera, ha messo le mani avanti. Non vuole “morire” democratico ed è preoccupato per la strada intrapresa, anche a titolo personale, da influenti dirigenti Ncd. “La nostra alleanza con il Pd è tattica, non strategica, né politica”, ricorda Schifani, lasciando intendere che non seguirà l’Ncd “votato” alla causa dem costi quel che costi.
Anche in Sicilia fra partito e parlamentari regionali c’è uno spread, a favore di questi ultimi, in maggioranza favorevoli all’ingresso nel governo. L’eventuale patto siciliano, tuttavia, non sembra minare la strategia dell’Ncd, come paventato da Schifani.

Filicudi. Incendio in località "Le punte". Indagano i carabinieri

Anche l'isola di Filicudi finisce nel "vortice" degli incendi. Un rogo si è sviluppato oggi, intorno alle 11 e 30 nella parte più alta della località "Le Punte. Si sono vissuti momenti di apprensione per la vicinanza di alcune abitazioni. L'incendio, domato dal massiccio intervento dei giovani isolani, dopo circa tre ore, ha bruciato appezzamenti di macchia mediterranea e alcuni alberi di ulivo. 
I carabinieri dell'isola stanno indagando per fare luce sull'accaduto ed accertare eventuali responsabilità. 

Da oggi all'Addolorata "Spartiti per le Eolie"

Nei giorni 4 - 5 e 6 settembre alle ore 19,30 presso la Chiesa Addolorata al Castello di Lipari si terranno tre concerti di musica classica e sinfonica, organizzati dall'Associazione Euterpe.
Da Mendelssohn a Bach, da Mahler a Franck, passando per Bela Bartok fino ad un travolgente Piazzolla, programma vario ed intrigante, musicisti di grande qualità.
Ingresso libero
In data odierna in località Unci (spiaggia) è stata smarrita la chiave di una Toyota con unito telecomando. Chi la ritrovasse può contattare il n. 3388833565

Orari di apertura del museo "Bernabò Brea" di Lipari a Settembre

IL MUSEO E’ APERTO: 
LE MUSEE EST OUVERT: 
THE MUSEUM IS OPEN: 
DAS MUSEUM IST GEOFFNET: 
Orari Settembre 2015 Tutti i giorni: h. 9,00 - 19,30 Ven./Sab./Dom.: h. 9,00 – 22,00 (dalle ore 19,00 alle ore 22 solo Padiglione Classico)
Domenica 6 Settembre: ingresso gratuito
Il Direttore Dirigente Responsabile
Dott.ssa Maria Amalia Mastelloni

Tg Mazza "Edizione straordinaria": altri due poveri ragazzi vittime del matrimonio

Si tratta di Livio e Carlotta che, sabato 5 settembre, convoleranno a nozze nella splendida cornice dell'isola di Lipari. Gli auguri originali degli amici ai quali ci uniamo noi di Eolienews

Vip alle Eolie. A Filicudi i neo sposi Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo

(gazzettadelsud - p.p.) C'è anche Filicudi nella luna di miele dei freschi sposi Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo. La coppia, dopo essere stati in Costa Azzurra, con i familiari, sul “Pacha III”, yacht dei Grimaldi , si è spostata nella piccola isola eoliana. Ma non con il vaporetto.
Sono, probabilmente, ospiti di amici in una villetta

Malfa. Stasera rappresentazione teatrale "Troiane - Frammenti di guerra"

OGGI ALLE ORE 21,30 NEL PATIO DELLA BIBLIOTECA COMUNALE DI MALFA, SI TERRA' LA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE "TROIANE- FRAMMENTI DI GUERRA" A CURA DEL LABORATORIO TEATRI DEL SUD, CON DANIELE CANNISTRA', NORA LIOTTA, EMANUELA MONDIELLO, SILVIA PAJNO, CRISTINA VELARDITA E MARIA VANESSA VITALE. PER LA REGIA DI EMANUELE BOTTARI.
(NELLA FOTO DI ANTONIO BRUNDU: ALCUNI COMPONENTI DEL GRUPPO TEATRALE IN UNA RAPPRESENTAZIONE DELLO SCORSO ANNO NEL PATIO DELLA BIBLIOTECA).

Fiamme nella notte sotto il Santuario di Chiesa Vecchia

Piromani senza tregua a Lipari. 
Nella notte sono state appiccate le fiamme nel costone che sovrasta la provinciale Acquacalda - Quattropani, sotto il Santuario di Chiesa Vecchia. Sul posto i vigili del fuoco.
Un "rituale" questo nell'incendio in questa zona che si ripete, ormai, ogni anno e nello stesso periodo.
Distrutti un paio di ettari di vegetazione.
Per le foto ringraziamo Valentina Agrip

Il Santo del giorno: Santa Rosalia

Nome: Santa Rosalia
Titolo: Vergine, eremita di Palermo
Ricorrenza: 04 settembre
AUGURI A QUANTE PORTANO QUESTO NOME
Nacque da Sinibaldo, signore di Quisquina e discendente del re Carlo Magno. I genitori si preoccuparono di educare la fanciulla nei principi cristiani. E la piccola Rosalia corrispose alle cure dei genitori. Devotamente attendeva alle pratiche di pietà, amava teneramente la Madonna, e per la sua innocenza e bontà di cuore divenne l'idolo dei genitori. 
Conoscendo il pregio della verginità, generosamente si consacrò tutta al suo sposo Gesù, mantenendosi illibata per tutta la sua vita. Crescendo negli anni e venendo a conoscere quanto perfido sia il mondo e quanto difficilmente un giglio possa conservarsi intatto tra il fango, fuggì dalla casa paterna e si ritirò in una grotta nei crepacci del monte Quisquina presso Palermo, per darsi all'unione perfetta col suo Sposo Celeste. 
Solo una pastorella conosceva il luogo del rifugio di Rosalia ed ogni giorno le portava pane e latte. E' difficile esporre a quali aspre penitenze e digiuni si sottopose Rosalia. Si vede ancora la grotta in cui dimorava. Vi si scende per una scala come in un sepolcro: umida, oscura. Si conserva tutt'ora la pietra su cui riposava la Santa e sul muro si vedono scolpite queste parole: a Io, Rosalia, figlia di Sinibaldo, signore di Quisquina e di Rosa, per amore del Signore mio Gesù Cristo scelsi di abitare in questa grotta ».
Non vi restò però molto tempo perché avvisata dal suo Angelo che se ivi fosse restata presto sarebbe stata trovata dai suoi genitori, si diresse verso il monte Pellegrino. Sulla sommità del monte gli Angeli le indicarono una grotta che aveva un'apertura appena sufficiente per entrarvi. La luce, penetrando in essa, ne rischiarava le nere pareti; il suolo era talmente bagnato che a stento Rosalia trovò un angolo dove riposarsi senza sprofondare nel fango. 
Condusse quel genere di vita per vari anni, finché lo Sposo Divino la chiamò a sò. Una viva luce in quella notte illuminò tutto il monte Pellegrino. A tale improvviso prodigio tutta Palermo si scosse, non conoscendone la ragione. Allora quell'umile pastorella che era stata a parte dei segreti della Santa, corse in città ad annunziare la sua morte. Fu trovata morta dai pellegrini il 4 settembre del 1165. Il giorno seguente si radunò tutto il popolo ed in processione salirono a prendere il prezioso corpo di S. Rosalia, trasportandolo trionfalmente nella cattedrale. 
D'allora in poi il Signore si degnò di glorificare la Santa con ripetuti miracoli e il culto di lei andò sempre più crescendo nella città di Palermo e fuori, tanto che quando la Sicilia nel 1625 fu desolata dalla peste, con voce unanime quel popolo si volse a S. Rosalia, trasse le sue reliquie dalla cattedrale, le portò processionalmente per la città ed il terribile morbo parve. 
PRATICA. Facciamo oggi una mortificazione per amor di Dio. 
PREGHIERA. Esaudiscici o Dio, nostro Salvatore affinché come ci rallegriamo per la festa della beata vergine Rosalia, così veniamo ammaestrati nella vera devozione. 

(LA) « Ego Rosàlia Sinibaldi Quisquinae Et Rosarum Domini Filia Amore D.ni Mei Iesu Christi In Hoc Antro Habitari Decrevi »

(IT) « Io Rosalia di Sinibaldo, figlia del Signore della Quisquina e del Monte delle Rose, per amore del mio Signore Gesù Cristo, ho deciso di abitare in questa grotta »

Altri santi e venerazioni di oggi:

- Traslazione di Santa Rosa da Viterbo

- Beato Bernardo da Lugar Nuevo de Fenollet (José Bleda Grau)
Religioso e martire

- San Bonifacio I
Papa

- San Caletrico di Chartres
Vescovo

- Beata Caterina Mattei da Racconigi
Domenicana

- Beato Francesco Sendra Ivars
Sacerdote e martire

- San Fredardo (fredaldo) di Mende
Vescovo

- Beato Giuseppe Pasquale Carda Saporta
Martire

- Sant' Ida di Herzfeld
Vedova

- Sant' Irmengarda (Irmgarda) di Suchteln

- San Marcello di Chalon-sur-Saone
Martire

- Beata Maria di S. Cecilia Romana (Maria Dina Bélanger)
Vergine

- San Mosè
Profeta

- Beato Scipione Gerolamo Brigeat de Lambert
Martire

- San Marino
Diacono e eremita

giovedì 3 settembre 2015

Le donne eoliane, una lezione dal passato (da vvox.it - di Samantha Pegoraro)

Le donne eoliane, una lezione dal passato- Antropologia e questioni di genere tra le sponde dell’arcipelago siciliano
All’alba, Stromboli ha un colore cenere che sembra fatto apposta per contrastare la luce dolce delle prime ore del giorno. Un gioco in chiaroscuro sul quale zampilla l’acceso fuoco del vulcano. Il rumore che increspa le onde è quello delle barche che, piano, si risvegliano dopo una notte di mare, piatto. Un suono sottile e attutito da una strana pace, quella delle Isole Eolie.
La forma dell’arcipelago è quella di una ipsilon, con al centro Lipari, la più grande e popolosa tra le isole. Vulcano, laboratorio di armi per il Marte dei Romani e residenza di Eolo per i Greci. La Salina del Malvasia e dei capperi, la famosa e raffinata Panarea. Poi, la più antica di tutte, Filicudi, meta che sa un po’ di radical chic, scrive l’autrice Stefania Barzini. E l’estremo braccio eoliano, Alicudi. Sette realtà accomunate da quell’origine vulcanica che tinge di nero la sabbia a riva.
Tra queste terre, le donne di mare sono state oggetto di studi antropologici che dagli anni Ottanta, attraverso il lavoro di Macrina Marilena Maffei, hanno permesso di delineare la figura femminile di chi, inconsapevolmente, ha saputo scrivere la storia di una parte dell’Italia. Un pezzo di Sicilia che, forse perché confinato dal Continente, ha scardinato un’impostazione gerarchica e patriarcale.E’ la storia di una realtà insulare che ormai non esiste più, ma che dona alla donna e al suo ruolo un’importante responsabilità per lo sviluppo produttivo ed economico delle Isole. Donne madri, donne gravide sulla spiaggia che non hanno paura di prendere il mare. Donne allevatrici, contadine e pescatrici. Una complessità sottile che ne disegna una centralità celata dalle impostazioni e dai modelli di genere del tempo. Celata dalle stesse ricostruzioni storiografiche, scrive la Maffei.
Interviste e documenti storici degli anni Venti e Trenta narrano di come la donna, seppur inserita in un contesto culturale che ne limitasse le libertà – i matrimoni spesso erano imposti dall’alto e spazi riservati e ben distanti da occhi maschili erano dedicati alle passeggiate sul bagnasciuga delle isolane – fosse padrona del mare, al pari degli uomini. A pescare da sole, una quotidianità che raccontano con la delicatezza di chi sottende una libertà oggi consapevolmente non scontata.
Donne che non aspettano il ritorno dei patriarchi dal mare, ma che nel mare dominavano tra remi, lenze e sciabiche. Donne che – scrive la Maffei – diversamente da una cultura mediterranea che in Europa e in Italia le relagava alla terra, cedendo il passo alla superiorità maschile nel mare, furono invece compagne e protagoniste nella casa di titani e sirene.
E “se jinnuru e fivraru tartucaru” cita un detto popolare, nei mesi di gennaio e febbraio era proprio la donna a pescare con le mani le tartarughe, per poi venderne la carne nella piazza del paese. Storie di una quotidianità del passato. Oggi ritornati sulle isole, cetacei e tartarughe sono oggetto di curiose visite guidate tra turisti appassionati. Tutto cambia.
Dalla terrazza di Acquacalda, mi siedo per godere il ritmico rumore delle onde. Qualche luce vaga solitaria sul quel mare che non si distingue dal cielo nelle notti rese limpide da un Eolo moderno.E’ la barca di un pescatore, o chissà, qualche gruppo di madri e giovani donne si sta divertendo un po’, come un tempo.

Sacrifici di 40 anni in fumo. Parla a meridionews.it, Magda Ziino, figlia del proprietario della casa distrutta dall'incendio a Lami

( Meridionews.it) «È stato uno spettacolo straziante, a me scendono ancora le lacrime a parlarne». Magda Ziino racconta le proprie emozioni, il proprio scoramento dopo aver visto andare letteralmente in fumo, l’altro ieri, la casa del padre, Luciano, pensionato 66enne, nel corso di uno degli incendi che stanno flagellando Lipari. 
La villetta si trova, o si trovava, nella borgata di Lami. Non è l’unica a essere stata danneggiata. La stessa Magda Ziino dovrà provvedere a ricostruire, a causa di un crollo, la sua proprietà, a Monte Pilato. 
 «Anche noi pensiamo sia doloso – conferma Magda Ziino – qui alle isole, agosto e settembre sono diventati i mesi degli incendi e il bello è che non trovano mai i colpevoli. È uno schifo e quest’anno è stato colpito Monte Pilato dove avevamo noi la proprietà. Ora la nostra casa è da ricostruire, già c’è stato un piccolo crollo».
Oltre al danno la beffa, insomma. Anzi, le beffe. Perché sembra che a distruggere la villetta del padre, più che il rogo, sia stata l’acqua salata lanciata dai canadair. Il 66enne, la moglie e le due figlie, che da tempo non vivono più con i genitori, non erano presenti quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi: «Abitiamo a Canneto. Quella era una casa di campagna con tutti i terreni coltivati intorno. Mio padre ha perso il lavoro di 40 anni perché quello che non ha bruciato il fuoco lo seccherà l’acqua di mare portata dai canadair».

Storia eoliana. Conosciamola attraverso lo storico G. La Greca. 3 settembre 1998 : Oscar Luigi Scalfaro a Lipari

3 settembre 1998
Oscar Luigi Scalfaro a Lipari

“è la prima volta che vengo qua, nell’Arcipelago. Dall’elicottero ammirando sono stato pieno di commozione. Uno splendore incantevole. La nostra Patria ha bellezze ovunque, ma queste credo insuperabili. Mi sembrava che dentro di me, nel commento della meraviglia, nell’emozione, ritornassero le intramontabili note del “Laudato sii, mio Signore …” per queste splendide isole.

Della visita ufficiale di Oscar Luigi Scalfaro nelle Isole Eolie, la prima in assoluto di un Presidente della Repubblica nel nostro arcipelago, si inizia a parlare nella seconda metà del mese di agosto.
Notevoli i preparativi: vengono bitumate sia Piazza Mazzini, sia la via Giuseppe Franza. Sopralluoghi e controlli vengono effettuati dai servizi di sicurezza nei luoghi e nei locali dove si fermerà il Presidente. È previsto un dislocamento di forze dell’ordine superiore alle duecento unità. Sin dal 31 agosto Lipari viene “invasa” da decine di troupe televisive e inviati dei vari giornali nazionali.
Il capo dello Stato giunge a Lipari alle 10,30 del 3 settembre con un elicottero proveniente da Reggio Calabria, atterrando all’interno dello Stadio “Franchino Monteleone” accompagnato dalla figlia Marianna, ad accoglierlo il Presidente della Regione, Giuseppe Drago, il Prefetto di Messina, Renato Profili ed il sindaco di Lipari, Michele Giacomantonio.
Il Presidente attraversò una Lipari con strade e piazze addobbate con il tricolore di fronte a cittadini entusiasti per l’avvenimento storico. 
Il cerimoniale si svolge tutto in Piazza Mazzini, dove il Presidente arriva transitando in controsenso la via Vittorio Emanuele, la via Maurolico e la Via Garibaldi. In piazza Mazzini era stato predisposto un palco, sul lato destro del Municipio, in grado di accogliere 120 persone.
In Piazza il corteo presidenziale viene accolto da un lunghissimo applauso e dalla banda “Città di Lipari” che lo accompagna per una cinquantina di metri. Poi, proprio di fronte alla casa comunale, con grande sincronismo sono subentrati i “Cantori popolari delle isole Eolie” con un saggio del proprio repertorio. Silvia Casamento, una delle ragazze del gruppo, consegnò un omaggio floreale a Marianna Scalfaro.
Numerose le autorità civili, religiose e militari che presenziarono, oltre ai sindaci dei quattro comuni eoliani, Giacomantonio, Gullo, Ciampi e Leone (commissario di Leni), vi erano il presidente della Regione Siciliana, il sottosegretario ai Beni Culturali, Alberto La Volpe, gli onorevoli Germanà e D’Alia. Vi erano anche tanti rappresentanti delle altre isole eoliane, Filicudi e la frazione di Ginostra, che pacificamente esponevano dei cartelli, che rivendicavano il diritto a vivere nella propria frazione, mentre quelli di Filicudi chiedevano il “no” all’itticoltura.
Singolare la protesta fuori programma del presidente della Provincia regionale, Buzzanca, che dopo il discorso di Scalfaro, non avendo potuto prendere la parola perché il cerimoniale non lo prevedeva, ha preferito andarsene alquanto infastidito.
La parte pubblica del cerimoniale è stata contraddistinta anche dal dono che la comunità eoliana ha voluto fare al capo dello Stato, una originale statua in ossidiana scolpita dal maestro Salvatore De Pasquale e raffigurante un volto di donna. 
Importanti le parole del Presidente “sindaco, lei ha detto delle cose chiare, semplici, importanti. Nel merito delle richieste io non entro: non ne sono competente, conosco ciò che mi avete detto, che ho sentito in questi giorni.
Quando i sindaci dicono abbiamo bisogno di collegamenti, che siano validi ed efficaci, i sindaci chiedono il rispetto di un diritto. E su questo non c’è dubbio. Ci potranno essere varie proposte di soluzioni, ma tra i vari pareri è ovvio che una soluzione ci deve essere, perché democrazia è discutere, ma democrazia è scegliere, ed è decidere.” 
Il Presidente ha poi visitato il palazzo municipale (dove in via del tutto eccezionale ha ricevuto il portavoce dei ginostresi Riccardo Lo Schiavo), la cattedrale di Lipari e il Museo archeologico eoliano dove è stato accompagnato dal Prof. Luigi Bernabò Brea e dalla Dott. Madaleine Cavalier. Per accedere all’interno del Castello, Scalfaro e la figlia Marianna hanno preso posto su una piccola auto elettrica giunta per l’occasione di Panarea e guidata dall’assessore Gaetano Barca. 
Lontani da telecamere e giornalisti il presidente e la figlia hanno visitato, nella frazione di Pirrera, la casa natale di Madre Florenzia Profilio fondatrice delle suore dell’Immacolata Concezione di Lipari.
Al pranzo ufficiale, presso il ristorante Filippino, parteciparono circa 40 invitati. Dopo il pranzo il Presidente Scalfaro raggiunse l’Hotel Meligunis nella cui suite riposò per circa un’ora.
Intorno alle 16,30 il Presidente ha raggiunto Marina Corta dove si è imbarcato sulla nave scuola “Mazzeo” della Guardia di Finanza, giunta appositamente da Gaeta, ed ha raggiunto Salina
Nel centro storico di Santa Marina Salina, accompagnato dall’on.le Alberto La Volpe e dai sindaci di Salina, il capo dello Stato ha scoperto una lapide in ricordo di Monsignor Pajno collocata sulla casa natale del prelato.
Dopo la cerimonia il presidente Scalfaro si è trasferito nell’elipista comunale di Malfa da dove è partito con un elicottero della polizia, per fare ritorno a Roma, via Reggio Calabria.

“Ciò che chiedete sono i vostri diritti. Io sarò il vostro ambasciatore presso il governo nazionale”

Incendi e abusivismo zero. I due articoli del nostro direttore sulla Gazzetta del sud di oggi

Lo Cascio: Un ringraziamento ad Art.1...peccato non poter beneficiare del loro contributo in consiglio comunale

Sono lieto di apprendere come l’associazione “Art. 1” sia in grado interpretare la volontà del presidente Crocetta e possa dunque rassicurarci circa le sorti del punto nascita dell’ospedale di Lipari.
Certo, non deve essere facile decifrare i pensieri reconditi del presidente, soprattutto quando una serie di segnali – dagli atteggiamenti ambigui dagli assessori che si sono succeduti nel suo governo fino agli atti aziendali prodotti dalla direzione dell’ASP 5 di Messina – sembrerebbero andare in direzione opposta.
Ma evidentemente gli “articolisti” sono dotati di una capacità di percezione del pensiero presidenziale persino maggiore di quella degli assessori regionali e dei dirigenti dell’ASP, e ciò aumenta esponenzialmente la mia ammirazione nei loro confronti.
Sia chiaro che il diritto alla salute verrà tutelato non a seguito delle battaglie iniziate anni fa con i presidi all’ospedale, delle marce a Palermo davanti alla sede dell’ARS, dei ricorsi al TAR dei cittadini, delle proteste delle mamme, ma grazie all’insistenza degli “articolisti”. Senza di loro saremmo sconfitti in partenza, ed è per questo che voglio ringraziarli sentitamente.
Peccato non poter beneficiare del loro contributo anche in consiglio comunale.
Pietro Lo Cascio (consigliere comunale de La Sinistra)

Al via il 4 Settembre "Spartiti per le Eolie" dell'Ass. Cuturale Euterpe . Il programma della tre giorni

Art.1. Su Punto Nascita...sinistra eoliana in ritardo

Ci sorprende che la sinistra eoliana predisponga un ordine del giorno che andrebbe votato all'unanimità il 15 settembre il cui contenuto è stato già abbondantemente discusso e chiarito in questi ultimi mesi attraverso incontri interlocutori con le parti in causa. 
È nota da tempo la chiara volontà del presidente Crocetta,su nostra insistenza, di tutelare il punto nascita alle isole si è trasformata in atto concreto con la conferenza stato-regioni del 30 luglio e che diventerà realtà attraverso una modifica al piano aziendale già impostato dal dott. Sirna ma operativo solo dopo il 30 settembre. 
Ci sorprende ancora di più l'atteggiamento di tutto il consiglio comunale rispetto ad una questione da noi più volte sollevata della quale però nessuno ne fa menzione. 
Il problema non è solo il punto nascita ma la qualità del servizio che si intende ricevere in tutti i reparti. 
Noi continuiamo ad essere dell'avviso che una classe politica seria e capace debba chiedere con forza professionalità di spessore e di grande esperienza e non medici di primo pelo o figli di papà in cerca di carriera.
Art.1

Migranti anche a Lipari? Lo Cascio interroga il sindaco. Giorgianni: Non è arrivata alcuna richiesta

Al Signor Sindaco del Comune di Lipari e p.c. agli organi locali di stampa 
Oggetto: interrogazione consiliare su accoglienza a migranti nel territorio comunale di Lipari. 
Gentile Sindaco, 
circolano sempre più insistentemente le notizie relative a una risoluzione prefettizia che destinerebbe 160 migranti nel territorio comunale di Lipari, e in particolare nella maggiore isola del comprensorio. A scanso di equivoci, premetto che chi le scrive è un convinto sostenitore delle politiche di accoglienza a favore coloro che cercano rifugio e scampo da scenari di guerra e di persecuzione; tuttavia, in considerazione del numero certamente non trascurabile di unità previste – anche in rapporto all’esigua superficie territoriale del nostro comune – intendo chiederle: 
se Lei è in condizione di confermare o, in caso contrario, di smentire con certezza tale notizia; 
in caso affermativo, per quale ragione non ha portato a conoscenza di questa novità il consiglio comunale, anche in considerazione del fatto che lo stesso si è riunito per ben due sedute nel corso degli ultimi 15 giorni; 
se Lei ritiene che il nostro Comune sia in condizione di offrire adeguati standard di accoglienza per un contingente cospicuo di migranti e, in caso affermativo, attraverso quali procedure e secondo quali modalità; 
in attesa di una Sua cortese risposta, porgo distinti saluti. 
Pietro Lo Cascio consigliere comunale de La Sinistra

NDD - Il sindaco Marco Giorgianni afferma che  nessuna richiesta, in tal senso, è giunta al comune. Smentita anche dalle forze dell'ordine

Il Santo del giorno: San Gregorio Magno

Nome: San Gregorio I, detto Magno
Titolo: Papa e dottore della Chiesa
Ricorrenza: 03 settembre
Protettore di:cantanti, musicisti, papi
Auguri a chi porta questo nome
La Chiesa con molta ragione ha decorato questo santo Pontefice con il titolo di Grande, titolo che egli ha meritato con lo splendore delle sue azioni, con l'eccellenza delle sue virtù e dei suoi scritti. La sua vita segna una delle più belle pagine della storia sia ecclesiastica che civile.
Nacque in Roma verso la metà del secolo sesto. Ebbe mente vasta e profonda, energia veramente romana, attività instancabile e grande amore per il vero e per il giusto: prerogative che egli affinò e soprannaturalizzò nella meditazione e nell'esercizio di una perfetta vita claustrale.
Nelle Gallie i nuovi stati dei Franchi si andavano formando; nella Spagna il regno dei Goti non era ancora ben fermo; in Italia i Longobardi nel pieno disordine della loro immigrazione; in Inghilterra i valorosi Anglosassoni non ancora guadagnati al Vangelo: insomma la Chiesa vedeva che la Divina Provvidenza k affidava questi popoli perché li educasse alla verità de Vangelo, perché li avviasse sulla via della vera civiltà del vero progresso.
S. Gregorio, uomo tutto di Dio, per mezzo dei suo scritti e dei suoi apostoli conquistò alla fede e alla morale cristiana questi nuovi popoli, mentre la sede d Roma era circondata dalle spade nemiche.
Le ordinazioni, le prescrizioni, i moniti e le sentenze in materia di diritto, e le sue innumerevoli lettera recarono vera luce nella educazione dei popoli e furorn guida sicura anche negli affari più complicati e difficili.
I suoi scritti andavano a ruba tra il popolo, sia per l'argomento sempre di attualità e magistralmente trattato, sia per l'unzione celeste che spirava da ogni pagina, sia per lo stile semplice e confidente, proprio d un padre, che parla ai suoi figli ancora bambini.
Ma l'attività di S. Gregorio si estese anche largamente ai bisogni della Chiesa di Oriente. Prima di tutto combatté il bizantinismo del regime di Costantino poli, poi ne rintuzzò la smoderata vanità dei suoi patriarchi. Con invitta pazienza ed umile carità, ma con pari forza, dileguò le tendenze di separazione dalla Chiesa di Roma, e ritardò cosi per più secoli lo scisma greco.
Per opera di questo Pontefice scomparvero i funesti residui di superstizione e di culto idolatrico, si dileguarono le eresie che, sebbene più volte sconfitte, tentavano tuttavia di infiltrarsi nella nuova vita dei popoli.
Per le esperienze che S. Gregorio aveva delle cose di mondo, intervenne egli stesso alla difesa di Roma assalita dai nemici, protesse le regioni d'Italia minacciate dalla guerra e mandò istruzioni agli ufficiali sprovvisti di direttive e abbandonati a se stessi dal governo centrale.
In questo modo S. Gregorio pose i primi fondamenti dell'autorità temporale dei Papi.
S. Gregorio si addormentò nel Signore, ricco di meriti, il 12 marzo dell'anno 614.

PRATICA. — Il Papa è il dolce Cristo in terra: a lui dobbiamo amore, fedeltà, ubbidienza, preghiera. 

PREGHIERA. — O Dio, che hai concesso i premi del-l'eterna beatitudine al tuo servo Gregorio, concedi pro-pizio a noi, che giacciamo sotto l'incubo delle nostre colpe, la grazia di essere da te sollevati per le sue preghiere.
Altri santi e venerazioni di oggi:

- Sant' Aigulfo (Aigolfo) di Lerins
Abate

- Beati Andrea Abel Alricy e 71 compagni
Martiri della Rivoluzione francese

- Sant' Ausano di Milano
Vescovo

- Beato Bartolomeo Gutierrez e compagni
Martiri

- Santa Basilissa di Nicomedia
Vergine e martire

- Beata Brigida di Gesù Morello
Fondatrice

- San Crodegango di Seez
Vescovo

- Santa Febe (Phoebe)
Coadiutrice di s. Paolo

- Beati Giovanni Battista Bottex, Michele Francesco de la Gardette e Francesco Giacinto le Livec de Tr
Martiri della Rivoluzione francese

- Santi Giovanni Pak Hu-jae e compagni
Martiri

- Beato Guala di Brescia
Vescovo

- San Mac Nisse
Vescovo

- San Mansueto di Toul
Vescovo

- San Remaclo (Rimagilo) di Stavelot
Abate

- San Sandalio di Cordova
Martire

mercoledì 2 settembre 2015

LA SINISTRA EOLIANA ILLUSTRA ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO OGGI SU SANITÀ E PUNTO NASCITA DELL’OSPEDALE DI LIPARI.

COMUNICATO STAMPA DELLA SINISTRA EOLIANA SU ORDINE DEL GIORNO SANITÀ E PUNTO NASCITA DELL’OSPEDALE DI LIPARI.

Nel corso della seduta odierna del consiglio comunale, il consigliere Pietro Lo Cascio ha presentato un ordine del giorno – elaborato da un gruppo di lavoro e grazie a molteplici contributi – sull’argomento “Discussione sullo stato della sanità nelle Isole Eolie”, introdotto durante la scorsa seduta a seguito della presentazione del controverso atto aziendale da parte della direzione dell’ASP 5 di Messina; lo stesso documento è stato ampiamente condiviso e sottoscritto da tutti i rappresentanti di maggioranza e minoranza presenti in aula, che hanno dimostrato un’apprezzabile sensibilità verso il delicato e importante tema che riguarda le nostre comunità. 
Non si è tuttavia proceduto alla votazione, rimandando la stessa a un prossimo aggiornamento dei lavori consiliari (il 15 settembre), alla luce delle prossime interlocuzioni tra l’amministrazione comunale, l’Assessorato regionale competente e il Ministero della Salute e delle eventuali integrazioni che potrebbero conseguentemente rendersi necessarie.
In sintesi, questi sono i punti salienti dell’ordine del giorno: 
in accordo con il D.A. 14/01/2015 “Riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera-territoriale della Regione Sicilia” pubblicato sulla G.U.R.S. il 23/01 c.a., l’Ospedale di Lipari deve essere dotato di PUNTO NASCITA; nelle more dell’ottenimento della relativa deroga alle originarie previsioni del Ministero della Salute, l’ASP di Messina deve pertanto garantire concretamente la possibilità di eventi nascita per gravidanze a basso rischio nell’isola di Lipari, analogamente a quanto fatto dall’ASP di Trapani per il Punto Nascita di Pantelleria (l’unico finora “salvato” dalla “riforma” che ha coinvolto i PN su scala regionale);
nei Presidi di continuità Territoriale delle isole di Alicudi, Filicudi, Panarea, Vulcano, Stromboli e di Ginostra nell'isola di Stromboli deve essere garantita la presenza di due medici H24 per almeno i sei mesi della stagione estiva; occorre inoltre programmare corsi di aggiornamento del personale destinato nelle isole alla luce dell’ampia casistica cui lo stesso è chiamato a fare fronte;
negli stessi Presidi, si deve procedere alla revisione e alla sostituzione degli automezzi (anche a trazione elettrica, nei casi di Stromboli e Panarea) a servizio del personale medico; alla revisione e alla sostituzione delle ambulanze presenti all'interno delle singole realtà; all'inventario e all'adeguamento della dotazione di attrezzature mediche che, nella maggior parte dei casi, appare carente, anche alla luce delle segnalazioni che provengono dalle singole isole. 
negli stessi Presidi si deve riattivare il servizio di Telemedicina; 
presso l'ospedale di Lipari deve essere garantita la presenza dell'ortopedico almeno tre volte la settimana durante il periodo invernale e giornalmente durante il periodo estivo; 
presso l’elisuperficie di pronto soccorso di Lipari adiacente l'Ospedale deve essere realizzato un “gate” che dal 1° piano dell'edificio permetta di giungere rapidamente alla pista, mediante un terminale mobile che consenta l'avvicinamento in sicurezza all'elicottero; 
alla luce di quanto sopra proposto, l'atto aziendale prodotto dalla direzione dell’ASP di Messina e fortemente controverso deve essere sostanzialmente rivisto e corretto, anche in considerazione dell’intesa sulla proposta del Ministro della Salute di deliberazione del Cipe relativa all’assegnazione alle Regioni della quota accantonata sulle somme vincolate, ai sensi dell’articolo 1, commi 34 e 34bis, della legge 23 dicembre 1996 n. 622, alla realizzazione degli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale 2006 – 2008 per la realizzazione di progetti in tema di ottimizzazione dell’assistenza sanitaria nelle isole minori e nelle località caratterizzate da eccezionali difficoltà di accesso, a valere sul FSN 2011-2012-2013 approvato in sede di Conferenza Stato-Regioni il 30 luglio 2015 (codice sito: 4-10/2015/45) con un fondo complessivo di 26 milioni di euro da ripartire fra Sicilia, Toscana e Veneto;
l'amministrazione comunale e l'ASP di Messina devono predisporre un protocollo perché si possa consentire l'atterraggio in sicurezza all'interno del campo di Calcio “F. Monteleone” di Lipari o individuare un sito alternativo dove consentire l'atterraggio in emergenza nei casi di inoperatività dell'elisuperficie di pronto soccorso.
Nella convinzione di avere operato a tutela del diritto alla salute dei nostri concittadini e nella certezza che non sia ancora troppo tardi per ottenere precise garanzie e una sostanziale revisione del percorso finora affrontato dalla direzione dell’ASP di Messina, la Sinistra ringrazia nuovamente quanti hanno collaborato alla stesura del documento e quanti hanno ritenuto di condividerlo, auspicando che lo stesso venga approvato senza esitazioni nel corso della seduta del prossimo 15 settembre.

 La Sinistra eoliana

Il PD di Stromboli...la tassa di sbarco..e gli otto quesiti al sindaco Giorgianni

Comunicato stampa 
Leggiamo dai media le dichiarazioni del Sindaco a corredo del nostro esposto in Prefettura sulla pericolosità ed il danno apportato da un non regolamentato flusso di turisti occasionali. 
Invece di entrare nel merito e prendere posizione spiegando come intenderebbe risolvere i problemi, per il Sindaco tutto è fermo perché non è stata autorizzata la normativa sull’adozione di una tassa di sbarco. 
Al di là del risibile distinguo tra tassa di sbarco o tassa di soggiorno (trattandosi di isole l’unico modo per soggiornare è sbarcare, indipendentemente dal tempo di permanenza) non riteniamo assolutamente congrua la sua risposta. 
I soldi sono una cosa importante nell’amministrazione e non chiediamo certo di aumentare il debito, ma le questioni si affrontano anche organizzandole. 
Se volesse rispondere concretamente gli rammentiamo alcune cose che andrebbero dette (meglio se scritte): 
• Concretamente, cosa ha fatto per sbloccare questa situazione di stallo sull’approvazione della normativa? 
• Cosa farebbe con quei 5 euro? Quanta parte sarebbe davvero impiegata (quindi quali iniziative) per migliorare le condizioni ricettive di Stromboli? 
• Come intende organizzare l’ordine pubblico (gestione dei flussi) e lo smaltimento dei rifiuti organici dei turisti occasionali che al momento inquinano il territorio di Stromboli mare incluso con importante danno ai residenti ed al turismo stanziale? 
• In quale rapporto è con la Protezione Civile (speriamo buoni) per farsi dire qual è, stante le attuali condizioni di sicurezza, il flusso orario massimo che può sostenere l’isola? 
• Se già lo sa (e lo dovrebbe sapere), perché non chiede alle forze di controllo dei porti di imbarco di farlo rispettare? 
• Perché non obbliga i barconi a rispettare gli orari di attracco dei servizi aliscafo evitando delle sovrapposizioni dannose e pericolose? 
• Perché non si preoccupa di rendere libera la più importante via di fuga (al pontile) occupata stabilmente da ogni tipo di ambulante (oramai fisso)? 
• Perché non rende pubblico ai cittadini, attraverso la Circoscrizione, il piano di sicurezza, da lui citato, a cui ci si dovrebbe adeguare in caso di calamità, sostenendo, promuovendo e coinvolgendo le associazioni civiche che già operano sull’isola? 
Il coordinatore del PD Stromboli 
Claudio Utano

Altro che boom. Con questo tipo di turismo rischiamo di implodere. Il punto di vista di Luca Chiofalo

(di Luca Chiofalo) La parola che più ha risuonato in quest’estate calda e umida come poche altre è “boom”.
Usata per indicare una crescita a due cifre -che i dati ufficiali dovranno confermare- del movimento turistico verso le Eolie, ha coperto e rischia di coprire per il futuro l’irragionevolezza suicida della nostra (non) politica turistica e i nodi sempre più intricati della sostenibilità ambientale del turismo “invadente” a cui strizziamo l’occhio.
Sostengo, senza timore di smentita, che l’incremento di presenze e arrivi non abbia portato incrementi significativi di “ricchezza” per le isole, e ciò perché a crescere di numero sono solo i turisti “mordi e fuggi” e “low badget” -cioè con bassa capacità di spesa- e le attività che si rivolgono a dette tipologie.
Se immaginiamo un futuro in cui souvenir, cartoline, pizza e alcolici la faranno da padroni, con invasione per terra e per mare di turisti da sballo o da “3 isole in un giorno”, siamo sulla strada giusta.
Altrimenti, se vogliamo essere all’altezza del patrimonio immeritatamente ereditato, cominciamo a discutere di come difendere e valorizzare un territorio unico al mondo: perché è possibile, viste la bellezza naturale, la storia e le tradizioni uniche delle Eolie, portare a casa una “pagnotta” più grande senza svenderci, come stiamo facendo, ad un turismo in larga parte “sguaiato” e miserello.
Le isole più piccole come Stromboli e Panarea cominciano a rendersi conto di non poter sostenere queste estive invasioni barbariche, ma anche Lipari non può reggere simili flussi non regolamentati.
Gli strumenti per “difenderci” e qualificare la nostra offerta ce li potrebbero offrire la prestigiosa appartenenza alla “World Heritage list” dell’Unesco, la realizzazione di aree protette per terra e per mare, ecc., ma condizione essenziale è capire la convenienza e la necessità di abbracciare convintamente un processo di valorizzazione e “protezione” delle nostre isole, evitando di considerare, irresponsabilmente, ogni percorso di tutela come un limite imposto dall’alto. 
Questi dovrebbero essere i temi in cima all’agenda politica locale, ma pare, per nostra sventura, siano argomenti da evitare… 
CORDIALMENTE
LUCA CHIOFALO

Inferno di fuoco a Lipari, distrutta una casa. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud di oggi

SALVATORE SARPI
LIPARI
Questa volta i piromani che stanno mettendo a “ferro e fuoco” Lipari l’hanno fatta davvero grossa. 
Una casa di campagna di circa 60 metri quadrati, di proprietà della famiglia di Luciano Ziino. letteralmente carbonizzata è il riscontro più evidente al poderoso incendio, sulla cui natura dolosa ci sono pochi dubbi,  sviluppatosi ieri mattino nell’isola e che ha interessato la frazione di Lami. 
Un rogo, questo della casa, sviluppatosi, dopo qualche ora che le squadre a terra e i canadair avevano completato le operazioni. Probabilmente - questa sembra essere l’ipotesi più accreditata - qualche tizzone, sotto la spinta dell’aria smossa dai Canadair, è penetrato all’interno della casa e, dopo aver covato, trovando “terreno fertile” in ciò che si trovava all’interno, ha generato l’incendio. 
Nulla hanno potuto fare i pompieri, ritornati sul posto dopo che è scattato l’allarme. Tra l’altro la stradina alquanto stretta ed impervia non ha consentito l’accesso all’autobotte e i vigili del fuoco hanno dovuto agire a forza di braccia e secchi d’acqua.  
Ma il bilancio poteva essere ancora più pesante considerando che le fiamme, sviluppatesi alle pendici del Monte Pelato, hanno, a più riprese, lambito altre abitazioni, generando apprensione e paura tra gli occupanti. 
C’è voluto tutto l’impegno dei vigili del fuoco, della squadra antincendio della forestale,  degli stessi residenti, per evitare che le fiamme potessero penetrare all’interno anche di queste case. In quei concitati frangenti il caposquadra dei pompieri, Aurelio Coglitore e i suoi uomini, hanno compiuto “mezzi miracoli” rimuovendo all’ultimo istante alcune bombole di gas, copertoni ed altro materiale altamente infiammabile. Materiale che, se investito dalle fiamme, trovandosi praticamente vicino alle abitazioni, avrebbe generato una situazione altamente pericolosa. 
Oltre alla casa della famiglia Ziino vi è da evidenziare però che, nel rogo di Lami, sono andate distrutte alcune strutture precarie a servizio di immobili e terreni. In fumo anche diversi ettari di vegetazione spontanea e alcune colture agricole. Ingenti i danni. 
Come anticipato a supporto delle squadre a terra sono intervenuti i canadair dei vigili del fuoco. I due velivoli hanno “bombardato” con un centinaio di lanci di acqua salmastra il fronte del fuoco, agendo nelle zone più impervie e non raggiungibili da terra. 
Durante l’incendio un operaio della squadra antincendio della Forestale è stato colto da malessere e si è reso necessario l’intervento dell’ambulanza del 118. Non potendo il mezzo di soccorso raggiungere la zona dove si trovava l’uomo si è reso necessario l’intervento, per il trasporto in barella, da parte dei suoi colleghi e dei vigili del fuoco.  Pompieri che, qualche minuto prima, avevano rischiato grosso a loro volta. Un albero, alto una decina di metri,  investito dall’acqua lanciata da uno dei canadair, si è spezzato. Solo la prontezza di riflessi da parte dei vigili del fuoco che si trovavano nei pressi ha evitato che gli finisse addosso. 
A Lipari si tratta del quinto incendio nel giro di soli tre giorni, sicuramente il più vasto e pericoloso. Si ripete, purtroppo, un assurdo “rituale” che vede, ogni anno, di questi tempi, i piromani dare fuoco a “macchia di leopardo” restando, purtroppo, impuniti.