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giovedì 10 novembre 2016

Ex villetta Saltalamacchia. Assolto anche De Vita perchè il fatto non sussiste

Il ventiquattro Ottobre scorso, con l’immissione in possesso da parte del Comune di Lipari, si era conclusa, dopo oltre un ventennio, nel corso del quale si sono succeduti ricorsi e controricorsi, la vicenda che interessava l’ex villetta di Silvano Saltalamacchia, diventata di proprietà dell’ex vice-questore Salvatore Scaffidi che l’aveva acquistata ad un’asta fallimentare. Villetta realizzata abusivamente, in località Balestrieri a Lipari, e non sanabile in quanto ricadente nella fascia di rispetto cimiteriale. 
Adesso al tribunale di Barcellona ( presidente Celi, giudici a latere Finocchiaro e Alligo)si è chiusa anche la vicenda, collegata alla villetta, che vedeva quale imputato l’ex dirigente del Comune di Lipari, architetto Biagio De Vita, accusato di aver omesso diligenza nella vigilanza della pratica e per pluriennale omissione nell'eseguire l'immissione in possesso del Comune della casa di Scaffidi. Insieme a De Vita finirono sul banco degli imputati anche i comandanti che si sono succeduti nel tempo alla guida della polizia municipale di Lipari ovvero Giacomo Marino, Domenico Russo e Stefano Blasco e lo stesso Salvatore Scaffidi. 
All'udienza preliminare Marino e Russo furono prosciolti per insussistenza del fatto. Blasco e Scaffidi chiesero il rito abbreviato. Il primo venne assolto per non aver commesso, il secondo perchè il fatto non sussiste. Il gip Adamo, invece, ritenne di dover rinviare a giudizio il solo De Vita. 
Adesso – come anticipato in premessa- anche per quest’ultimo, difeso dall’avvocato Rosario Venuto, è arrivato l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Il pubblico ministero Matteo De Micheli aveva, invece, richiesto due anni e due mesi di reclusione. Il legale di De Vita aveva richiesto l'assoluzione perchè il fatto non sussiste ed in via subordinata per non aver commesso il fatto. 

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