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sabato 2 luglio 2016

Portinente nel registro delle eredità immateriali della Sicilia. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud di oggi

C'è una catanese, manager di Artsana, tra le vittime nell'attentato di Dacca

(da gds.it) C'è anche una siciliana tra le vittime dell'attentato al ristorante di Dacca, in Bangladesh. Si tratta di una donna catanese, residente proprio nella città asiatica, Adele Puglisi, 54 anni, che si trovava nell'"Holey Artisan Bakery" assaltato dai terroristi.
La Farnesina informa che i connazionali deceduti nell'attacco terroristico di questa notte a Dacca sono Nadia Benedetti, imprenditrice tessile, di Viterbo; Cristian Rossi, di 47 anni, manager, di Feletto Umberto (Udine) Marco Tondat, imprenditore tessile, di Cordovado (Pordenone); Adele Puglisi, imprenditrice, della provincia di Catania; Claudia Maria D'Antona, di Torino; Simona Monti, di 33 anni, di Magliano Sabina (Rieti), Nadia Benedetti, Vincenzo D'Allestro, Maria Rivoli e Claudio Cappelli.
I familiari e gli amici non avevano avuto più notizie di Adele da due giorni. A vederla nel locale alcuni superstiti tra cui uno chef italo-argentino, Diego Rossini, secondo il quale la donna doveva ripartire proprio oggi per la Sicilia. Altro testimone a ricordarsi di lei è lo chef Jacopo Bioni. Pare che la donna, manager della sede Artsana di Dacca (la grossa azienda di produzione di articoli sanitari), avesse appuntamento con alcune persone proprio al locale.
Probabilmente la cena a cui ha partecipato era per salutare una sua amica, Nadia Benedetti, anche lei uccisa dai terroristi, prima di partire dal Bangladesh per la Sicilia. Il suo rientro a Catania era previsto tra stasera e domani, e suo fratello e i suoi amici si stavano organizzando per accoglierla.
"La vedevamo 20 giorni l'anno, era sempre in giro per il mondo per il suo lavoro". Così un vicino di casa parla di Adele Puglisi. Non era sposata e non aveva figli. Abitava in un antico palazzo di una stretta via nello storico rione del Fortino a Catania, dove sarebbe dovuta ritornare nei prossimi giorni.
Accanto alla sua c'è la casa di suo fratello, che vive però a Punta Secca, la frazione di Santa Croce di Camerina, nel Ragusano, diventata famosa perché tra le location del 'Commissario Montalbano'. Nel palazzo non c'è un citofono e i cognomi quasi illeggibili sono scritti su una tavoletta di legno."Era una donna riservata e cortese - afferma affacciato da un balcone un dirimpettaio - la conoscevo da anni, ma qui c'era sempre poco: stava alcuni giorni e poi ripartiva, era sempre impegnata all'estero per lavoro".

Festeggiamenti per la Madonna delle Grazie a Vulcano

Rifiuti. Sidoti "dà i numeri"...in attesa del nuovo piano finanziario

Riceviamo e pubblichiamo:
Vorrei ritornare sull’argomento RIFIUTI ma solo per fare chiarezza prima di tutto sui numeri da me pubblicati qualche giorno fa e contenuti nel Piano Economico Finanziario (PEF 2015) redatto dalla SRR e approvato dagli organi dell’Ente:
Riepilogo costi Euro 5.046.507,48 che viene coperto dalle seguenti entrate:
1. Ex Tarsu Euro 2.678.930,60 pari al 53% del costo complessivo
2. Contributo Regione costo trasporto Euro 2.060.000 pari al 41% del costo complessivo
3. Differenza da reperire Euro 307.576,88 pari al 6% del costo complessivo.
La differenza da reperire rappresenta quella parte di costo che deve essere coperto da altre tipologie di entrate: esempio introiti da Consorzi (stimati in PEF 2015 pari ad Euro 151mila) o altra tipologia di ricavo (noleggi? etc).
Se rapportiamo il valore complessivo di questa “diversa entrata” di Euro 307.576,88:
- Al totale del costo del servizio otteniamo il 6%;
- Al totale del costo del servizio – contributo trasporto otteniamo una percentuale del 10%;
Mentre il totale delle entrate da Consorzi stimati da PEF in Euro 151.188 se rapportati:
- Al totale del costo del servizio otteniamo il 3%;
- Al totale del costo del servizio – contributo trasporto otteniamo una percentuale del 5%;
Insomma percentuale dimezzate e veramente poco significative.
Visto che il 2015 è passato si dovrebbero verificare i dati annuale 2016 stimati e quelli del consuntivo del primo semestre.
Ci sono variabili importanti nei costi del servizio: trasferimento in altra discarica oltre che, forse, la diminuzione e/o azzeramento del contributo regionale costo trasporto.
A tal proposito “il Ragioniere Generale del Comune di Lipari, Dott. Francesco Subba, in una Sua nota, sollecitava gli organi politici ad approvare al più presto il nuovo piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti 2016 . Subba, infatti, ricordava che per il 2016 e seguenti il Settore/Servizio doveva operare e proporre al consiglio Comunale entro il 28 febbraio 2016 un nuovo Piano Finanziario che contemplasse costi non superiori a quelli sostenuti nell’anno 2014, ad eccezione di quelli previsti per investimenti, per la distruzione e trasformazione dell’umido in luogo attraverso impianti di biocelle per l’essiccazione”.
Ad oggi non ho riscontrato alcuna risposta in merito a tale richiesta del Dirigente Comunale.
Angelo Sidoti

Sul traghetto tutti giù dal treno. In vigore da ieri il provvedimento di Rfi: durante l’attraversamento dello Stretto le carrozze devono restare vuote

Ennesimo schiaffo alla continuità territoriale. Durante il traghettamento dei treni sullo Stretto di Messina i viaggiatori dovranno obbligatoriamente sostare sul ponte passeggeri della nave e non rimanere, nel ponte binari, a bordo delle carrozze. Se ciò non avverrà, non sarà possibile la partenza della nave traghetto. 
A comunicarlo solo ieri, nello stesso giorno in cui entrano in vigore le nuove disposizioni, l’ufficio stampa di Rfi, richiamando norme internazionali in materia di sicurezza della navigazione. 
Le disposizioni sono state ribadite dalla Capitaneria di Porto di Messina durante l’ultima visita fatta a bordo di una delle unità navali di Rfi. 
«La società ferroviaria – si legge in una nota – ha già attivato un tavolo tecnico presso le sedi competenti. Sono in corso approfondimenti per individuare la migliore soluzione per continuare ad assicurare alle persone a ridotta mobilità e con disabilità il servizio di assistenza, temporaneamente sospeso». Sospese, infatti, tutte le prenotazioni da parte dei disabili

Da una spiaggetta a Pignataro, volontari rimuovono un enorme quantitativo di rifiuti


Davvero incredibile il quantitativo di rifiuti vari che un gruppetto di volontari ha rimosso stamane, in un paio d'ore, dalla spiaggetta di Pignataro, quella sottostante, in linea d'aria, alla rotonda stradale. 
Sotto il sole cocente, con il supporto di un mezzo messo a disposizione dal sindaco Marco Giorgianni e di uno scarrabile, i volontari, ai quali va sucuramente un plauso, hanno rimosso di tutto, oltre ad un "disboscamento" dell'area. Inutile fare un elenco, le foto sono più che eloquenti

Lipari, torna a splendere la Chiesetta del Purgatorio dopo il restauro conservativo degli esterni

Cerimonia ieri sera di inaugurazione e presentazione ai cittadini delle opere di restauro conservativo effettuate nella Chiesetta delle Anime del Purgatorio a Marina Corta.
Un intervento, realizzato grazie all'impegno profuso dall'Associazione 
” SS. Cosma e Damiano”, presieduta da Cosimo Lo Re, da don Giuseppe Mirabito, dall’ing. Emanuele Carnevale e che si è avvalso del contributo degli eoliani (anche di quelli residenti all'estero) e del prezioso aiuto delle ditte Tradimat di Villafranca ed Edilcisa che hanno fornito gratuitamente le materie prime per i lavori.
In futuro si punta a recuperare anche gli interni e i scantinati delle "decime". 

Frasi

Il vero amore vive dentro l'abbraccio di un eterno infinito.
(Angela Randisi)

Gli auguri ai festeggiati di oggi, 2 Luglio

Eolienews augura Buon Compleanno a Tiziana Subba, Damiano Ziino, Giuseppe Lena, Pino Bertè, Antonino Barca, Orazio Zagami, Alessio Giunta, Noemi Mangano, Giuditta Famularo, Federica De Salvo, Grazia Riganò, Angela Merlino, Giorgia Parisi, Tindara Lo Surdo, Angelo Sorace e Ilenia Natoli

Incredibile a Lipari. Luci spente, elicottero del 118 atterra e riparte al buio. Ma le luci sono perfettamente funzionanti!



E' semplicemente incredibile quanto accaduto la  notte appena trascorsa a  Lipari. L'elicottero del 118, intervenuto per  trasferire in altra struttura una signora che si è rotta  il femore, in seguito ad  una caduta, è atterrato e ripartito con le luci dell'elipista, attigua all'ospedale, spente. La donna è stata imbarcata alla luce delle torce.
Eppure, come appurato nelle  immediatezze dell'evento da un tecnico che è intervenuto, l'impianto (vedi foto) è perfettamente funzionante.
Ed allora, cosa è accaduto? Una unità in servizio al pronto soccorso inviata sull'elipista per accendere le luci (a  che titolo, e con quali rischi?) non è riuscita a farlo.
Ci chiediamo. E' logico che si debba inviare sulla pista(distante un centinaio di metri dal Ps) un componente del team ospedaliero in servizio? E tornando all'accaduto, non la si può certo colpevolizzare. Non crediamo, infatti, rientri nelle sue  mansioni attivare l'impianto luci.
Detto questo, ed evidenziato il "disguido", crediamo occorra trovare una soluzione, anche per evitare rischi ad elicotteristi, paziente e perchè no anche al "delegato" di turno.
Due ci sembrano le soluzioni:
1) Fare in modo che le luci possano essere accese direttamente dal velivolo del 118 che deve atterrare
2) Fare in modo che  le luci possano essere accese direttamente, tramite un pulsante o qualcosa di simile, direttamente dall'interno del pronto soccorso.

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie e con il Santo del Giorno

Caolino e A' petra a' navi (Lipari)

SANTO DEL GIORNO
Nato nel 10621063 da una nobile famiglia sveva e avviato alla carriera ecclesiastica, fu prima al servizio di Vladislao, figlio del duca di Polonia Boleslao II. 
Intorno al 1090 entrò al servizio di Enrico IV, di cui fu capellanus nel 1097-1102, anno nel quale l'imperatore lo nominò vescovo di Bamberga; in questo periodo si occupò della continuazione dei lavori della cattedrale di Spira. Dando prova di una decisa attitudine diplomatica, che peraltro nel 1105 gli valse l'incarico di negoziare la pace con il papa, egli chiese l'approvazione di Pasquale II e ne ottenne l'impegno a consacrarlo. Nel 11051106 fu tra i sostenitori di Enrico IV che passarono ad Enrico V, convinti della necessità di por fine alla contrapposizione con la Chiesa di Roma (questa politica, di fatto, segnò i primi anni del nuovo re di Germania). Nel 1106, delegato a Roma anche in vista di questo obiettivo, fu solennemente consacrato ad Anagni da Pasquale II. 
La sua lealtà nel servitium regis comunque non conobbe tentennamenti dopo gli eventi del 1111 (tanto che Bamberga continuò ad essere luogo di sosta di Enrico V), e nell'autunno 1121 Ottone partecipò a Wiirzburg all'assemblea che sancì la pace fra l'imperatore e i grandi del regno e preparò le trattative di Worms. Nel 1109 fondò il monastero di Priifening, che qualche anno dopo attribuì ai monaci riformati di Hirsau. Nel 1124 e nel 1128 svolse missioni di apostolato in Pomerania, su incarico di Boleslao di Polonia, che intendeva consolidare la propria signoria sulla regione, e per questo è passato alla storia come l'apostolo della Pomerania. Come vescovo di Bamberga si distinse per una intensa politica di promozione dei burgenses; forse diede l'impulso al superamento di una stagnazione nell'importante scuola della cattedrale. 
Morì a Bamberga il 30 giugno 1139 e fu canonizzato nel 1189. La tradizione agiografica relativa a Ottone è abbastanza complicata e resta valida l'avvertenza della BHL: «Mala fata habuisse libros de vita et rebus gestis Ottonis monuit v. cl. HolderEgger». Sarebbe troppo lungo affrontare le questioni poste dai singoli testi, che comunque, nella loro generalità, possono essere ascritti ai secc. XII-XIII. Sono documenti molto interessanti, in quanto insistono sull'attività di apostolato di Ottone in Pomerania e in Rutenia e sono ricchi di informazioni sulle usanze e sulle religioni indigene; non cercano neppure di nascondere che l'opera di Ottone (conversioni e battesimi di massa) fu preceduta, affiancata e seguita dall'azione armata del duca di Polonia e, quando capitava, dallo sterminio dei pagani; sottolineano che Ottone non si presentò umile e povero per convicere i Pomerani della superiorità del cristianesimo, ma in tutto lo splendore e la pompa possibile perché — dice una Vita — i pagani disprezzavano gli indigenti e apprezzavano la ricchezza, o perché — come scrive un'altra Vita — così i Pomerani non avrebbero avuto motivo di credere che il suo apostolato potesse essere solo un pretesto per arricchirsi con i loro beni.
L'opera missionaria di Ottone si articola tra distruzioni di templi e statue, rivolte urbane, conversioni e apostasie collettive, punizioni divine che paralizzano i malintenzionati o schiacciano loro la testa contro il muro, miracoli di tipo punitivo (per il mancato rispetto delle regole di vita cristiane), per consolidare la cristianizzazione ma anche terapeutico (risana soprattutto i pazzi), e indicazioni dagli interessanti risvolti penitenziali su come Ottone affrontava il problema della cristianizzazione. 
È notevole il racconto breve e intenso degli sforzi compiuti dall'episcopio di Bamberga, e soprattutto dalla prediletta abbazia di S. Michele, per ottenerne la canonizzazione: una vera e propria miniatura di come andassero questi affari, con ripetuti viaggi a vuoto presso la corte papale e l'immediato accoglimento delle richieste nell'unica occasione nella quale il promotore (l'abate di S. Michele), munito di lettere imperiali, si cura di arrivare a Roma «con tutti gli oggetti preziosi d'oro e d'argento che aveva»; la canonizzazione è celebrata in tutta solennità nel 1189 a Wiirzburg, in occasione della prima curia regis di Enrico VI, e il resoconto è seguito da un elenco di testimonianze di miracoli (indemoniate, indemoniati, frenetici), quasi a certificare ulteriormente la giustezza dell'elevazione agli altari di Ottone. Nel XVII sec. 
Ottone è attestato come guaritore delle febbri e del morso dei cani rabbiosi, con due specifici ordines «benedicendi vinum» e i corrispondenti elenchi di miracolati.

venerdì 1 luglio 2016

Lo scooter di Giambò trasformato in "carcassa". L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud di oggi

Portinente nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia. Il grazie di Francesco Valastro

Egr. Direttore,
Ho voluto attendere un pò, prima di intervenire, nella speranza di leggere sui vs. giornali la pur minima reazione alla strabiliante notizia dell'iscrizione della spiaggia di Portinenti in uno dei sei libri del Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia. 
Penso che tutti i Liparoti dovrebbero ringraziare queste due meravigliose donne che sono riuscite ad  raggiungere questo difficile traguardo, dopo un lungo e periglioso cammino pieno di ostacoli, sapientemente disseminati dalla nota burocrazia. Spero che questo importantissimo riconoscimento sia da sprone per il ripascimento della spiaggia ed eviti che venga perpetrato lo scempio di Acquacalda.
Grazie Professoresse, spero che tutta la comunità vi sia riconoscente.
Francesco Valastro 

Ludica Lipari, il bilancio della stagione e l'occhio al futuro per rilanciare il calcio nell'isola

torneo città di lipari 1

Comunicato Stampa

Sceso il sipario sulla 9^ Edizione del Torneo “Città di Lipari”, evento che anche quest’anno ha visto come principali attori partecipanti i giovani calciatori delle categorie Piccoli Amici, Pulcini ed Esordienti delle società Ludica Lipari, Folgore Milazzo e Pol. Malfa.

torneo città di lipari 2Edizione 2016 associata alla 1^ Edizione del Memorial “Bartolo Merrina”, l’indimenticabile giocatore e Mister del glorioso C.S. Lipari che i dirigenti della Ludica, unitamente ai bimbi alle loro famiglie, all’Amministrazione Comunale nella persona del Sindaco di Lipari Marco Giorgianni ed ai familiari dello stesso Mister Merrina, hanno voluto ricordare.

torneo città di lipari 3Commovente il ricordo e davvero profonde le parole pronunziate dalla moglie Sig.ra Graziella, dalle figlie Alessandra e Anna, e dal genero Bartolo Ziino intervenuti unitamente ai nipoti Francesco e Diana. Parole inoltre di elogio per l’operato dei Mister e Dirigenti della Ludica Lipari cui il Mister Merrina era molto legato, raccomandando persino alla sua famiglia di stare vicino alla società liparese perché riconoscente del progetto educativo e sportivo portato avanti dalla stessa.

Una stagione sportiva di transizione quella vissuta quest’anno, poiché nonostante la solita conferma del lavoro svolto dai tecnici nelle categorie di base, dopo diversi anni non si è riusciti a formare un gruppo per disputare un campionato giovanile ad 11, e quindi alla fine s’è deciso di optare per il calcio a 5 con la categoria Giovanissimi che, al primo anno di campionato, ha subito centrato i play off, perdendo solo in semifinale. Finita la fase invernale continuano per il terzo anno consecutivo anche i corsi estivi di Scuola Calcio presso il campo di Lipari.

torneo città di lipari 4Continua inoltre il dialogo con l’Amministrazione Comunale per portare avanti un serio progetto di sviluppo sportivo in ambito calcistico. Proprio nei giorni scorsi infatti è avvenuto un incontro, promosso dal Vice Sindaco Gaetano Orto, con la Dirigenza della società, il Sindaco Marco Giorgianni ed i responsabili del Milan Camp per il Sud Italia. Sul tavolo l’organizzazione per l’estate 2017 proprio a Lipari di un Milan Camp presso la struttura eoliana. Proposta che è stata accolta positivamente dalla società A.C. Milan e che sicuramente sarà da stimolo ai diversi attori affinché il calcio a Lipari ricominci ad entusiasmare come una volta.

Per quanto riguarda la ristrutturazione del campo “Franchino Monteleone” invece sempre grazie alla volontà del Sindaco Giorgianni e del Vice Sindaco Orto con il supporto dell’Ufficio Tecnico Comunale, visto il D. Legge 185/2015 convertito con la Legge n.9/2016, è stato presentato il progetto esecutivo di riqualificazione della struttura sportiva che prevede l’inerbamento in sintetico nonché l’ammodernamento degli spogliatoi e la messa a norma degli spalti, insomma un importante restyling per la struttura sportiva, perché come diceva lo scrittore Albert Camus “Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio”.

Grande Guerra (1915-18) I caduti eoliani (rubrica a cura di Giuseppe Cirino) : ACQUARO MARINO

CADUTO EOLIANO NELLA GRANDE GUERRA SOLDATO ACQUARO MARINO
29 GIUGNO 1916 – 29 GIUGNO 2016
Acquaro Marino  nato a Lipari (Quattropani) il 16 settembre 1893 – distretto militare di Messina
Soldato del 20° Reggimento di Fanteria
Disperso il 29/06/1916 sul monte San Michele in combattimento all’età di 23 anni.
Sepoltura: Ignota

Unità di appartenenza
Brigata Brescia – 19 ° / 20° Reggimento di Fanteria


La Brigata Brescia era costituita dal 19° e 20° reggimento di Fanteria  aventi sede in tempo di pace a Monteleone Calabro 19° e a Reggio Calabria il 20°
Distretti di reclutamento: Belluno Bologna, Cefalù, Cosenza, Firenze , Parma, Monza, Reggio Calabria, Sacile e Salerno.
Anno 1915
Dal 9 Giugno al 10 Agosto, partecipa alle operazioni Monte Fortin e Monte Cappuccio

Anno 1916
Dal 1° gennaio al 14 è stata impiegata sul Monte San Martino (Cima 4 e Cima 3); dal 30 gennaio al 19 febbraio (Cima 3 e Cima 4); dal 10 marzo al 7 aprile  e dal 28 aprile al 19 maggio sul Monte San Michele; dal 5 al 29 giugno sulla Cima1 e Cima 2 del San Michele; dal 15 al 25 agosto a Pecika – Segeti ; dal 12 settembre al 24 ottobre a Vizinti –Cave Devetaki; dal 24 ottobre al 24 novembre Vizinti –Cave Devetaki q.187; dal 13 al 31 dicembre Castagneviza.

Anno 1917
La permanenza i periodi di permanenza  in zona operazioni di nell’anno  1917 sono stati i seguenti: dal 7 al 21 febbraio Castagneviza; dal 5 al 21 marzo e dall’1 al 25 maggio Pecinka – Fajti;  dal 4 al 7 giugno settore di Flondar; dal 18 luglio al 7 agosto Doblar, Valle Rio e Cigni; dal 20 agosto all’11 settembre Kambresco, Leupa, Okroglo; dal 20 settembre al 30 novembre q.800 Bate/ Bansizza, Nakobil, Plava, Monte Fortin, Farra, Talmassons, S. Vendemmiano e Limena.

Anno 1918
Dal 30 maggio al 15 luglio, la Brescia è stata impiegata sul Fronte Francese (Vanquois e Bois de Courton); dal 16 settembre all’11 novembre Fismes, Paars, Sisonne,  Aouste, Mosa.

Alla fine della Guerra le perdite della Brigata Brescia ammonteranno secondo un calcolo approssimativo dei riassunti del diario di guerra della Brescia a:

19° Reggimento
Ufficiali
Truppa
Morti
Feriti
Dispersi
Morti
Feriti
Dispersi
94
166
68/63
1481
7842
3833

20° Reggimento
Ufficiali
Truppa
Morti
Feriti
Dispersi
Morti
Feriti
Dispersi
81
166
51/40
1421
6208
3697


Dai riassunti dei diari di guerra della brigata Brescia:

“ Il 29 giugno l’attacco Austriaco contro il  S. Michele, preparato con lancio di gas venefici, coinvolse il 1° battaglione del 19° Reggimento ed il il 2° del 20° che, unitamente 2° battaglione del 48° Reggimento, difendevano le trincee presso la Cima 1 e 2. Benché decimati i battaglioni della Brigata, con furioso ritorno offensivo, ripresero le trincee momentaneamente perdute catturando un centinaio di prigionieri.
Le perdite  sofferte nella giornata dai due battaglioni ammonterano a 1200 uomini,  dei quali 32 ufficiali.
Il magnifico contegno mantenuto dai fanti anche in quell’occasione, è ricordato dalla motivazione  delle medaglia d’argento concessa alla bandiera dei due reggimenti.”

Esaurito lo slancio iniziale della Strafexpedition (Spedizione punitiva) portata avanti dagli austriaci nel settore del Trentino, con la parziale stabilizzazione del fronte i due schieramenti belligeranti cercarono di consolidare le rispettive posizioni. Gli italiani nei primi di giugno del 1916, disimpegnarono una consistente parte delle unità spostate nel Trentino per arginare la rottura del fronte sulle rispettive posizioni iniziali della settore Carsico. Era piena convinzione del Generale Cadorna e del suo stato maggiore che la guerra sarebbe stata vinta proprio sull’Altipiano Di Asiago e nei settori periferici dei Sette Comuni.
Sentendo forte la pressione italiana portata avanti con consistenti azioni dimostrative sulle alture intorno Gorizia per tutta la metà del mese di giugno, iI generale austriaco Boreoviec cercò di rafforzare e consolidare le preziose posizioni attenute sul Monte San Michele e ordino perciò ai suoi reparti di preparare un attacco per il 29 giugno.                               Il numero di unità ed uomini impiegati nell’azione non aveva nulla di eccezionale rispetto alle precedenti battaglie ma la data del 29 giugno 1916 rimarrà tristemente famosa per l’impiego dei gas venefici (cloro e fosgene) utilizzati dagli austriaci per la prima volta sul fronte italiano.
Alle ore 5:15 del mattino furono aperte le più di 6000 bombole contenente la nuvola mortale che in breve tempo calò dalle cime sulle posizioni dei triceramenti italiani.
Fu stimato che in pochi minuti tempo morino circa 2000 soldati italiani. Dopo la battaglia  intere unità vennero ritrovate all’interno delle trincee e nelle loro postazioni  con gli equipaggiamenti ancora addosso quasi come se dormissero. Non avevano avuto neanche il tempo di indossare le inadeguate e poche maschere antigas distribuite dal nostro esercito.
La ferocia austriaca non lasciò scampo ai pochi superstiti rimasti intossicati ed ustionati dai gas , infatti i primi battaglioni Ungheresi penetrati senza alcun problema nei trinceramenti di prima linea, finirono i poveri fanti italiani a colpi di mazza ferrata.
L’iniziale sbandamento e terrore generato nelle retrovie, fu prontamente arginato e grazie ad un potente bombardamento ed all’improvviso cambio del vento  che sposto da massa venefica verso le linee austriache, i fanti italiani con uno slancio di ira riuscirono a riconquistare parte delle posizioni perdute. Per azione dei loro stessi gas gli austriaci persero anche loro molti uomini. La crudeltà con cuoi gli austroungarici avevano finito i superstiti ai gas, suscito nei fanti italiani sconcerto e rabbia, tante che durante le contro offensive porte avanti per recuperare le posizioni, si cercò di non fare prigionieri, passando per le armi chiunque si arrendesse, soltanto i gruppi più consistenti furono risparmiati.

Il corpo del soldato Marino Acquaro originario della frazione di Quattropani, non fu mai ritrovato e dichiarato disperso, probabilmente sepolto come ignoto nel cimitero di Sdraussina.

Anche se la battaglia del San Michele non cambiò sostanzialmente, lo schieramento e l’assetto dei due eserciti, la ferocia dello scontro determino il comando italiano ad un maggiore impegno per la conquista di Gorizia e dei suoi Santi (monti che coronano la città) che culminerà nella 6^ Battaglia dell’Isonzo e nell’ennesimo bagno di sangue.

Soldati italiani vittime dei gas sul Monte San Michele  
(foto fondo Badoglio)


                                                       Maschera antigas italiana   1915/16                                 

                                                                  Mazza ferrata austriaca

Approfondimenti:
Al 19° Reggimento della Brigata Brescia apparteneva il poeta  Giuseppe Ungaretti arruolatosi volontario e salvatosi nella battaglia  del San Michele, poiché inviato per un periodo di riposo a Mariano del Friuli.
“Soldati
Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” (Giuseppe Ungaretti)

Tratto dall’Espresso (La Grande Guerra 1915-1918) Racconto del soldato Antonio Santo Quintino Preite

La mattina, all’alba del 29 giugno 1916, l’artiglieria nostra incominciava a bombardare le linee nemiche, e tutto l’11° Corpo d’Armata stava pronto per andare all’assalto dalla parte di Monfalcone.
II 29° Reggimento, il 30°, il 19° ed il 20° Reggimento erano sul Monte Cappuccio, il 9° ed il 10° Reggimento Brigata Regina erano dalla parte di Duino, il 47° ed il 48° erano alla vallata fra il San Michele e il San Martino, e tutti dovevano andare all’assalto; e quattro Reggimenti altri erano di rincalzo a tutto l’11° Corpo d’Armata.
Il cimitero di Monfalcone (Fondo Arturo Busto)
Verso le ore 7.30 del mattino, l’artiglieria nostra bombardava le retrovie allungando sempre il tiro, acciocché i nostri possono avanzare.
Cinque minuti prima di andare all’assalto, gli Austriaci incominciarono a buttare gas asfissiante. L’artiglieria nemica a bombardare le nostre retrovie con granate cariche di gas asfissiante.
Non vedevi altro che una nube che camminava a passo d’uomo, abbassandosi appena due palmi da terra.
Appena questo gas arrivava alle nostre linee, i nostri, respirando di quel gas avvelenato, cadevano a terra morti.
Per cinque chilometri ormai erano quasi tutti morti, senza che nessuno si potè salvare.
La mia Compagnia e quasi tutto il 2° Battaglione non subirono nessuna perdita, causa che eravamo ad un posto avanzato, in contatto con le trincee nemiche, e perciò il gas non penetrò.
Del 48° Reggimento, che si trovava alla nostra destra vicino al Monte San Michele, quasi che restarono tutti i colpiti. Il Colonnello del 48°, che si trovava in un posto avanzato, ed avendo la maschera, si salvò, con qualche centinaia di soldati e graduati. Allora, veduto che il Reggimento era distrutto, di sua spontanea volontà prende una mitragliatrice, la piazza sulla trincea nostra, e incomincia a far fuoco, che gli Austriaci, sicuri che erano tutti morti gli Italiani, avanzavano col fucile. Già di quel punto, gli Austriaci furono costretti a retrocedere ma, una mezz’ora dopo, si vedevano gli Austriaci sul Monte Cappuccio avanzare dove erano i nostri del 29° e del 30° Reggimento che erano perfettamente colpiti di gas, e tutti giacevano a terra morti, e con mazze di ferro gli davano in testa, barbaramente, per farli morire più presto.
Una Compagnia di Austriaci, oltre 300 soldati e ufficiali, era arrivata alla nostra linea di resistenza, e stavano cominciando a rovesciare la linea, cioè a voltare le feritoie in viceversa, e i pezzi di artiglieria e quelli delle bombarde l’avevano rivoltati contro di noi; in quel momento che il nemico stava facendo quell’operazione, incominciarono ad arrivare i primi nostri rincalzi, che circondarono il nemico e, senza nessuna azione di resistenza, i nostri li fecero prigionieri.
In mezzo a quei prigionieri nemici, trovasi un Maggiore che li comandava, ed era leggermente ferito alla testa e al braccio. Fu portato al posto di medicazione nostro, dove fu medicato.
C’era un nostro Capitano che, per mezzo di certi sacchi pieni di aria, faceva respirare parecchi soldati che erano stati colpiti leggermente di gas avvelenato, e così per mezzo di quell’aria se ne salvarono parecchi.
Appena entrato il Maggiore, disse il Capitano medico verso il Maggiore: “Ma siete veramente barbari voi altri Austriaci, avete buttato questi gas per far morire tanti giovani, senza nemmeno che si potevano difendere!”.
Senza perdere un sol momento di tregua, si alza il Maggiore austriaco e dice: “Siete voi altri italiani barbari, perché avete messo fuori combattimento undici Battaglioni dei nostri soldati. La vostra artiglieria ha fatto strage di noi; ogni granata ci colpiva in pieno, che faceva saltare i soldati con le gambe e braccia, e certi squartati, e per questo noi altri Austriaci abbiamo dovuto servircene del gas ”. Sentendo ciò, il nostro ufficiale non parlò più.
Per due giorni e due notti, tutte le automobili, autocarri, carri e carrette, trasportavano dei soldati morti dal gas, che erano diventati neri come il carbon fossile, e li trasportavano al cimitero di Sdraussina, dove centinaia di soldati del Genio avevano aperte delle buche, e là dentro seppellirono tutti i nostri morti.

Immaginate che gran dispiacere sentivamo nell’animo nostro a vedere centinaia e centinaia di nostri fratelli morti, senza poter nemmeno vendicarsi col nemico e senza poter nemmeno scrivere per l’ultima volta ai loro cari.

La Madonna del Terzito ad Alicudi e Filicudi (di Antonio Brundu)

Prosegue il pellegrinaggio mariano della Madonna del Terzito nell’ arcipelago eoliano. 
Il 30 giugno scorso, infatti, il simulacro della Madonna con il campanello, dopo la visita nelle parrocchie di Lipari e di Vulcano, è stato portato nelle isole di Alicudi e Filicudi (Foto di Antonio Brundu). 
Qui rimarrà sino al prossimo lunedì, 4 luglio e, nella stessa mattinata, farà ritorno a Salina, nel Santuario di Val di Chiesa dove, il 23 luglio si svolgerà la festa annuale in onore della Madonna. Intanto, dopo l’estate, la statua sarà portata anche a Panarea e Stromboli a conclusione del pellegrinaggio in tutte le sette isole Eolie. 
Nel primo pomeriggio di ieri, giovedi, ultimo giorno del mese di giugno, la Madonna del Terzito, a bordo dell’imbarcazione liparese “Principessa”, ha lasciato l’isola di Vulcano dopo una permanenza di circa 10 giorni e si è diretta dapprima verso Alicudi (estrema isola ad Ovest delle Eolie), dove all’Hotel “Ericusa” si è svolta la Santa Messa concelebrata dal canonico Don Alessandro Lo Nardo, rettore del Santuario di Val di Chiesa, da P. Godwin e da P. Enzo. 
Festante, con bandiere e bandierine colorate, è stata l’accoglienza della gente sul porto della piccola e graziosa isola eoliana. Quindi, dopo la concelebrazione eucaristica, la Madonna è stata portata a Filicudi, dove visiterà le parrocchie di Santo Stefano (patrono dell’isola) ubicata in località Val di Chiesa e di San Giuseppe, situata in contrada Pecorini Alto. 
Anche a Filicudi l’accoglienza della popolazione è stata gioiosa e commovente e molte bambine hanno offerto petali di fiori alla Madonna. 
Sia ad Alicudi che a Filicudi P. Alessandro e P. Godwin hanno evidenziato il significato di questo viaggio della Madre nelle isole che non avveniva dal 1948 (cioè da 68 anni), a suo tempo organizzato dal Vescovo di Lipari del tempo Mons. Bernardino Salvatore Re. 
 Come allora, anche oggi, le popolazioni eoliane delle isole di Lipari, Vulcano , Alicudi e Filicudi (come quelle di Panarea e Stromboli e, quindi Salina hanno mostrato e dimostreranno la loro grande e sentita devozione filiale verso la Madonna di Val di Chiesa, il cui culto risale al secondo secolo dopo la nascita di Gesù, quando un monaco eremita giunto dall’Oriente, si è rifugiato nella boscaglia dell’isola eoliana per sfuggire alle persecuzioni degli imperatori romani. 
E qui ha portato una immagine di Maria Vergine e ha dato l’avvio all’antichissimo culto mariano che perdura nel tempo, lungo i secoli ed i millenni. 
 Antonio Brundu

Residenti nelle isole. Dal 4 luglio basterà un click per prenotare il viaggio in aliscafo

Comunicato
Residenti alle Isole. Dal 4 luglio basta un click

Anche ai residenti basterà un click per prenotare il viaggio in aliscafo. Dal prossimo 4 luglio, sul sito libertylines.it, nella sezione booking, i residenti delle Isole siciliane potranno prenotare on line il viaggio di andata e ritorno per la propria destinazione. La richiesta era stata avanzata alla società dal Presidente del Consiglio comunale di Santa Marina Salina alcuni giorni fa. I vertici della Libertylines, hanno accolto immediatamente l’esigenza proveniente dal territorio ed hanno proceduto ad ampliare il servizio booking on line anche alle persone residenti nelle Isole. Un servizio, che unito a quelli già offerti, arricchisce ancora di più il pacchetto delle opportunità rivolte principalmente a chi vive l’insularità giornalmente. Basterà quindi aprire il sito internet della compagnia di navigazione, e prenotare immediatamente il proprio posto in aliscafo. Il ticket di viaggio dovrà essere ritirato all’ufficio di biglietteria del porto di imbarco esibendo il documento d’identità.

SPIAGGIA DI PORTINENTE (LIPARI) ISCRITTA NEL REGISTRO DELLE EREDITA’ IMMATERIALI DELLA SICILIA

Portinente: Com'era
   La spiaggia di Portinente è stata recentemente iscritta ne Il Libro degli Spazi Simbolici, uno dei sei libri del Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia; ed è il primo luogo dell’arcipelago eoliano ad ottenere questo importante riconoscimento, per il suo valore sacrale e simbolico.
  La richiesta di iscrizione, da noi preparata e presentata alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Messina,  è stata valutata positivamente, in quanto  la spiaggia di Portinente possiede i requisiti  per l’iscrizione nel Libro degli Spazi Simbolici “quale luogo legato al sacro” che “ha registrato eventi tali da sortire dinamiche di memorie collettive”. La richiesta è stata quindi trasmessa all’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’ Identità Siciliana, dove la Commissione apposita l’ha accolta nel mese di aprile, ratificandone l’approvazione nei giorni scorsi.
Siamo particolarmente grate a quanti nelle Istituzioni suddette hanno espresso giudizi favorevoli alla nostra proposta.
L’idea di richiedere l’iscrizione è nata, da parte nostra, sia dal legame affettivo con le isole che dalla conoscenza delle tradizioni religiose e della cultura popolare eoliane; conoscenza che ha consentito di motivare la richiesta, documentando con ampiezza e accuratezza che la spiaggia di Portinente da tempo immemorabile “produce memorie legate al sacro” nelle isole Eolie, ed è riconosciuta dalla collettività insulare  come un luogo  importante della identità eoliana. 
Portinente : Oggi
Secondo una tradizione molto antica, come è noto,  sulla spiaggia di Portinente giunse, navigando sulle acque del mare, la cassa contenente il corpo di San Bartolomeo, il 13 febbraio del 264.
Questo evento miracoloso, accompagnato da altri miracoli, diede vita al mito di fondazione del culto di San Bartolomeo, protettore di Lipari e patrono dell’arcipelago eoliano, ed è  celebrato dalla chiesa locale; ma soprattutto se ne è tramandato il ricordo nella tradizione religiosa popolare, in cui rimane vivido e attuale.
Molti scrittori, antichi e moderni, a partire da San Gregorio di Tours, nella seconda metà del VI secolo, hanno raccontato la storia dell’approdo a Portinente, cui seguì la costruzione della prima chiesa di San Bartolomeo sul suo sepolcro ; e altri avvenimenti connessi alla chiesa e al culto, famosi in tutto il mondo antico, compreso il saccheggio che avrebbe causato  il trasferimento del corpo del Santo a Benevento.
Ed è sempre a Portinente che,  molti secoli dopo, nel 1926, avvenne la riconsegna alla comunità ecclesiale di un lembo della pelle di San Bartolomeo, proveniente da Venezia, a bordo di una torpediniera della Regia Marina, a celebrazione ufficiale e solenne di quel lontano accadimento.
 Innumerevoli racconti della devozione popolare, di cui fino a pochi anni sono state raccolte e registrate preziose testimonianze, narrano la venuta miracolosa del Santo e l’episodio dell’arrivo della reliquia  arricchendoli con i  particolari prodigiosi e fantastici dell’immaginario popolare.
Tutti questi elementi fanno di Portinente un Monumento della storia eoliana, oltre e più che della tradizione religiosa.
Nelle nostre intenzioni, l’iscrizione nel Registro delle Eredità Immateriali dovrebbe contribuire a rafforzare e ad accrescere fra gli abitanti di Lipari e delle isole la consapevolezza di avere un grande patrimonio culturale comune; dovrebbe favorirne la valorizzazione, e anche contrastare il pericolo dell’oblio 
    Il Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia è il catalogo delle espressioni della cultura immateriale della Sicilia, che  l'Assessorato Regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione ha istituito il 26 luglio 2005 con il D.A. n.77, secondo la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, approvata dall’UNESCO il 17 ottobre 2003.
 L'art.2 della Convenzione definisce così i patrimoni culturali immateriali: “le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale”.
Con l’ istituzione del Registro, la Regione Sicilia ha avviato le attività essenziali per l'identificazione e registrazione delle proprie eredità culturali, contribuendo così alla loro salvaguardia, con particolare riguardo per quelle a rischio di estinzione. Il Registro,composto inizialmente da quattro libri, nel 2014  è stato aggiornato, secondo le ultime direttive UNESCO, con il D.A. 571  ed ora è composto dai seguenti sei libri: delle Celebrazioni, delle Feste e delle Pratiche Rituali; dei Mestieri, dei Saperi e delle Tecniche; dei Dialetti, delle Parlate e dei Gerghi; delle Pratiche Espressive e dei Repertori Orali; Tesori Umani Viventi; e degli Spazi Simbolici.
Gli spazi simbolici, vogliamo sottolineare, sono luoghi in cui si sono verificati eventi significativi per la storia di una comunità, e di cui si è conservata e rinnovata la memoria.
Ci auguriamo che lo sguardo di tutti coloro che vedranno o visiteranno Portinente, siano essi eoliani o turisti, possa percepire  la sacralità di questo luogo denso di memorie, che è un prezioso Bene culturale oltre che una splendida baia, anche attraverso qualche segno tangibile che ne attesti la storia  e ne perpetui il ricordo.

Macrina Marilena Maffei e Anna Siracusano

"Svuotamento straordinario" dei cassonetti in giro per l'isola. I cittadini facciano la loro parte

Giornata di "pulizia straordinaria" per gli operatori ecologici in servizio a Lipari. Con il vigile urbano Simona Grella al seguito (incaricato dal sindaco ai controlli sullo smaltimento dei rifiuti) a partire dalle sei del mattino, si sono svuotati i cassonetti di Quattropani, Serra, Pirrera, Sparanello. 
Per rimuovere i copertoni di auto, posizionati abusivamente, si attende l'arrivo della ditta specializzata.
E' auspicabile adesso uno smaltimento dei rifiuti consapevole da parte dei cittadini e, principalmente, si eviti di conferire materiale in modo non differenziato, così come è auspicabile cessi la "cattiva abitudine" di depositare rifiuti ingombranti nei pressi dei cassonetti. Per questo c'è il centro di raccolta di Canneto Dentro

Libertylines, a breve prenotazione online anche per residenti e titolari Liberty card

Così scrive su fb il presidente del consiglio comunale di Santa Marina Salina, Alessandro Lopes:
Nei giorni scorsi ho scritto alle società di navigazione chiedendo l'apertura delle procedure di prenotazione online anche per i residenti ed i titolari di Liberty Card.
Oggi il Presidente Morace mi ha comunicato di aver dato disposizioni in tal senso affinché ciò sia possibile già a partire dal prossimo lunedì.
Ringrazio il Presidente Morace per la completa disponibilità.


Nota del direttore - Nelle  prossime ore Libertylines emetterà un comunicato ufficiale

Frasi

Adesso sento che sei triste. Mi guardi con due occhi grandi pieni di curiosità e dici che mi sbaglio, che è solo un'invenzione, ma è tanto tempo ormai che ho imparato la follia e leggo chiaro un'anima come se leggessi un libro, dove al posto di parole leggo le emozioni, leggo le espressioni... Adesso, lasciati abbracciare, è ciò che vuoi, è ciò che voglio, staremo bene in due...
(Nicola Aliberti)

Gli auguri ai festeggiati di oggi, 1° Luglio

Eolienews augura Buon Compleanno ad Elodia Sabatini,  Noemi Spadaro, Mariella Piluso, Bartolo Ficarra, Matteo Mangano, Luca Sgroi, Andrea Sgroi, Piero Braì, Fabiana D'Ambra, Luigi Rizzo, Tommaso Sapienza, Noemi Spadaro 

Armando Esposito coordinatore del Psi per le Eolie

Giuseppe Marano, segretario del Nuovo Partito Socialista per la Provincia di Messina, comunica l’adesione al Psi di Armando Esposito di Lipari, al quale è stato affidato il Coordinamento del Partito per le isole Eolie. La segreteria provinciale, intanto, si prepara ai prossimi appuntamenti politici, uno tra tutti il lancio del Comitato del “No” al Referendum Costituzionale.

Le "mie" isole dentro il mito. Un documento del professor Vincenzo Consolo

Grazie alla signora Caterina Consolo pubblichiamo un pezzo che il compianto professor Vincenzo Consolo nel luglio del 2009 inviò al Giornale delle isole Eolie

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie e con il Santo del giorno

FILICUDI

SANTO DEL GIORNO:
Ester è la protagonista del libro biblico che porta il suo nome. L'episodio che le riguarda è ambientato nell'impero persiano: il nome di Ester si fa derivare nel persiano: il nome di Ester si fa derivare dal persiano stara(= atro, stella, Venere, oppure Istar, la dea) mentre il nome ebraico è Hadassah(mirto). La donna è della tribù di Beniamino, deportata a Susa al tempo del re Joackim. 
Rimasta orfana da bambina, Ester viene accolta e allevata come una figlia dallo zio Mardocheo. Cresciuta in eta e bellezza a presentata al re Assuero che, ripudiata la moglie Vasti, a alla ricerca di una sua sostituta fra le figlie più belle del regno. 
Ester piace tanto, che il re «l'amò più di tutte le altre donne... e la fece regina al posto di Vasti».
Mardocheo, per quanto suddito fedele (ha scoperto un complotto contro Assuero), si rifiuta di «piegare il ginocchio» e di «prostrarsi» davanti al potentissimo Aman, che riveste la più alta carica del regno. Ritenuto questo atteggiamento un insulto, Aman decide di eliminare Mardocheo e tutto il suo popolo; emana un decreto di genocidio, la data a fissata con il lancio del «pur», cioè della sorte che cade sul tredici del mese di Adar (febbraio-marzo). 
Mardocheo comunica a Ester il decreto di sterminio e la sollecita a intervenire in favore di se stessa e del suo popolo; la regina è colpita da angoscia mortale, cerca rifugio presso il Signore; innalza a lui una fervorosa preghiera e cosciente di compiere un gesto che le può costare la vita si presenta al re: «mentre gli parla, Cade a terra svenuta». Il re si commuove e si rende disponibile ad ascoltarla: ella lo invita a cena senza rivelargli per ora il motivo dell'angoscia. 
Intanto Aman procede nell'attuazione del suo progetto preparando il patibolo per Mardocheo. Ester invita per la seconda volta il re insieme ad Aman e durante il banchetto svela ad Assuero la sua origine ebraica e di conseguenza la sua condanna a morte insieme a quella del suo popolo. La reazione del re è furibonda. La situazione si capovolge. Aman a appeso al patibolo preparato per Mardocheo e con un nuovo decreto il re ordina ai Giudei di difendersi dai loro nemici. 
Nel giorno in cui tutto a pronto per la loro eliminazione sono gli ebrei a trionfare. Per la città di Susa Ester chiede che la strage degli avversari continui anche il giorno successivo. Il Libro si chiude con l'istituzione della festa ebraica dei Purim per la salvezza raggiunta. La figura di Ester a diversamente valutata dai commentatori, a negativa per alcuni che la trovano insignificante e succube dello zio, a una donna esemplare per altri: ella espone liberamente e coscientemente la sua vita per il popolo; manifesta profonda pietà verso Dio: nella tribolazione si rivolge a lui con il digiuno e la preghiera; agisce con saggezza: sa vivere in diaspora e comportarsi in mode sapiente con il re per ottenere quanto desidera; al memento opportuno è lei che salva il popolo dal genocidio; pietà, saggezza, forza di carattere ne fanno un'eroina. Nell'Aggadah i lati positivi sono ulteriormente ampliati: Ester non è ne magra ne grassa, di carnagione olivastra, nulla di eccezionale nell'aspetto fisico, ma di uno charme femminile che supera in bellezza tutte le donne dei Medi e dei Persiani. Il nome ebraico di Hadassah ( = mirto) e descrittivo delle sue virtù; i suoi atti spargono fragranza come il mirto. Ester regina trova riscontro in alcuni martirologi della Chiesa latina; è ricordata nella Chiesa greca nel Sinassario metrico e nel Meneo di dicembre e nella Chiesa copta il 24 Takhsharash (30 dicembre).

giovedì 30 giugno 2016

Ci aiuti ad aiutare?

Ci aiuti ad aiutare?
Torno a chiedere aiuto ai miei lettori di Eolienews e ai miei amici. 
Un appello che ripropongo a distanza di circa un anno da quello andato a buon fine e che, grazie a voi, ci ha permesso di aiutare una famiglia in difficoltà. Fondi che abbiamo consegnato e documentato.
Questa volta - sono stato contattato da amici e da un familiare di una persona che conosco e che so ha realmente bisogno di sottoporsi ad un ciclo di cure costose, da compiere tra l'altro fuori Lipari. 
Non mi sarei lasciato coinvolgere se non ne fossi stato certo. Anche perchè come sempre ci metto la mia di faccia
So che è un momento difficile per tutti vi chiedo, se volete, un piccolissimo contributo per sostenerla in questa "battaglia". Gli amici di Lipari, che mi conoscono, se vogliono possono anche darmi personalmente il loro "pensiero". Va bene anche il costo di una piccola colazione. Il mio contatto telefonico è 339.5798235
Gli amici che mi seguono da Lipari e da fuori Lipari, possono farlo con 

un versamento sulla Postepay n° 5333 1710 2104 44 21
- un bonifico all'IBAN IT94W0760105138204924504926
L'Intestatario, in entrambi i casi,  il direttore Salvatore Sarpi 
( Codice Fiscale SRP SVT 59 B14 E606 P )
Conclusa la raccolta vi renderò conto di quanto avete versato e che girerò alla persona interessata. Ringrazio chi vorrà contribuire ed una raccomandazione. Se volete fare del bene fatelo ma non state a fare indagini sui destinatari. Da me non avrete risposta e preferisco, in tal caso, rinunciare al contributo.
Grazie
Salvatore Sarpi (direttore Eolienews)


N.B. Manterremo aperta la raccolta ancora sino a fine mese