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sabato 3 giugno 2017

Malattia..terapie fuori dall'isola...disagi...difficoltà ed elezioni. Ci scrive Francesco Coscione

Gentile Direttore,
ho saputo della signora Bartola di Lipari e di ciò che ha dovuto "subire" per tornare a casa dopo la chemioterapia. Mi sono trovato anche io nella stessa situazione con mia moglie più di una volta. A dover subire un "perchè non ha fatto il biglietto prima?", a dover chiedere l'elemosina di un posto su un aliscafo per farla tornare a casa, almeno lei. Abbiamo conosciuto anche la meravigliosa comprensione e disponibilità di un Comandante e del suo Equipaggio che ci hanno "accolto" sul loro mezzo con una gentilezza e una comprensione che non dimenticheremo mai! Ci sono cose nella vita che si comprendono solo quando si vivono in prima persona. La malattia, la terapia, le odissee interminabili, i disagi, l'umiliazione non si possono ne capire ne descrivere. Vorrei che i quattro candidati a Sindaco di questo comune, di cui uno attualmente in carica, rispondessero alla Signora Bartola avendo la dignità, per favore, di non fare ne promesse ne, tanto meno, scaricando colpe su chi è passato prima di loro. Gli ammalati non hanno bisogno di parole vuote, promesse e scaricabarile ma di comprensione e fatti. Pensate che chi si alza alle sei la mattina con la nausea, prende un aliscafo magari con mare forte, sta ore attaccato ad una flebo magari vomitando, torna a Milazzo in autobus, perchè forse non ha la possibilità economica di potersi permettere un' auto a noleggio, va a fare un biglietto che gli viene rifiutato magari dicendogli che doveva pensarci prima, aspetta ore su una sedia, quando c'è, e poi arriva finalmente a casa, e questo ogni sette, quindici o ventuno giorni, d' inverno e d'estate, con la paura di morire che ti sta attaccata alla schiena, possa aver voglia di sentire parole, promesse e polemiche?
Suppongo che a nessuno di loro interessi chi sarà il prossimo Sindaco di Lipari, ma certamente interessa avere la giusta dignità e la possibilità, perchè no a chi ha difficoltà, ad avere un contributo economico per essere aiutato nelle spese.
Nel Padre Nostro chiediamo a Dio il "pane quotidiano" non le grandissime opere. Questo paese bellissimo vuole ciò che serve ogni giorno. Solleviamo la testa, solleviamoci alla dignità di "Persone". I valori cristiani sono universalmente condivisi da credenti e non, spero che chi guiderà questo Comune ne faccia largo uso e propria guida. Facciamo invece di mormorare nei bar, facciamo invece di promettere, facciamo invece di dire che l'altro non fa o non ha fatto. Usciamo da sotto i sombreri delle nostre interminabili sieste aspettando che un altro faccia qualcosa. Tiriamo fuori la testa dalla sabbia e mettiamola a disposizione. Smettiamo di pensare solo al nostro orticello: quando tutto il resto sarà deserto che ce ne faremo? Queste persone sono le stesse che dicono che, per protesta, non andranno a votare.
«Svègliati, o tu che dormi, déstati dai morti e Cristo ti illuminerà». Ef 5,13
Francesco Coscione

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