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venerdì 11 agosto 2017

L’ONDA DI MAOMETTO DIVENTA UN LUNGOMETRAGGIO E SI “INFRANGE” SU UNA FOLLA DI SPETTATORI CURIOSI, PRESSO CHIESA VECCHIA A QUATTROPANI (di Gianluca Veneroso)

A pochi mesi dalla morte di Alberto La Volpe, ex-Direttore del Tg2, fondatore del Tg3 e pilastro del giornalismo italiano, L’ONDA DI MAOMETTO, fatica a sei mani che Alberto ha plasmato con l’amico-collega LIVIO ZANOTTI e con la docente di Arte Scenica STEFANIA PORRINO, torna a far parlare di sé. 
Il testo, dopo alcune letture e rappresentazioni presso due teatri della capitale (Palladium, Argentina), per volontà degli autori approda a Lipari nel 2015 e diventa un toccante lavoro teatrale affidato alla regista TINDARA FALANGA. 
La perspicace e poliedrica Tindara, al termine di una meticolosa analisi delle potenzialità sceniche del copione, mette in piedi con la Compagnia locale PICCOLO BORGO ANTICO una vera e propria tournèè a più tappe (Lipari, Salina, Favignana, Ischia…): ecco che l’ONDA si infrange sulle coscienze di un pubblico profondamente colpito e sensibilizzato dalla tematica scottante e attualissima trattata. Il teatro si inchina di fronte a messaggi educativi di somma urgenza ed entra finanche nelle scuole. 
Quest’inverno una nuova sfida: trasformare la sceneggiatura teatrale in un lungometraggio! 
La vicenda dell’inviata LUCIANA CONSALVI, rapita in Pakistan da una cellula terroristica, la cui sorte crea fibrillazione presso la redazione giornalistica dove opera, passa così, tout-court, dal palcoscenico alla macchina da presa. 
Con l’impeccabile consulenza di NINO ALLEGRINO, occhio attento alle regole di montaggio da seguire, e il valido contributo di DANIELA COSTANZO , laureata presso l’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria, è stato realizzato un movie di 40 minuti, spendibile in concorsi nazionali a tema e in materiale didattico da proporre a studenti e giovani. 
Naturalmente l’operazione ha richiesto una mappatura di location e risorse locali da “investire” nel progetto, creando un’affascinante sovrapposizione tra i siti della vicenda e il contesto liparota: le rocce brulle dell’area di Caolino hanno evocato gli scenari mediorientali del fatto di cronaca; i capannoni dell’ASL si sono prestati a fungere da redazione; l’attico dell’hotel Filadelfia ha ospitato l’incontro tra i due teologi, su uno sfondo archeologico (la Civita) adatto a quelle reminiscenze multietniche di cui L’ONDA è imbevuta. 
Ieri sera, 10 Agosto, sotto un cielo solcato dalle tradizionali stelle cadenti di San Lorenzo, il video è stato proiettato a Chiesa Vecchia, in località Quattropani, riscuotendo successo e sollevando interrogativi e spunti di riflessione su una storia ancora in fieri. 
Punto forte dell’opera: il relativismo intellettuale con cui – sciorinando teorie e testimonianza da più fonti (Corano, vicende storiche, cronaca, disquisizioni etimologiche…) – il famigerato TERRORISMO ISLAMICO viene esaminato. 
Se ne ricava l’immediata caduta di assiomatici luoghi comuni che da decenni aleggiano intorno alla questione: crolla l’idea che il terrorismo nasca dalla sfera islamica; cade l’assunto in base al quale la “guerra santa” sia suggerita e contenuta all’interno del Corano; viene meno la visione meramente religiosa ed ideologica di un conflitto che ha radici economico-finanziarie millenarie, ben precedenti rispetto all’avvento di Maometto. 
Erano presenti all’evento: Sindaco, Vicesindaco, rappresentanti di varie associazioni locali, la formazione di Marco Manni, Salvatore Sarpi e un parterre di turisti e di Eoliani….in cerca di una stella che “lacrimasse” nonostante il chiarore lunare. 
GIANLUCA VENEROSO

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