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martedì 18 febbraio 2014

POMICE: VIAGGIO ALL'INFERNO (2° PARTE)





Citazione da: GASTON VUILLIER- Escursione alle Eolie. Impressioni del presente e del passato “La vita di quei poveracci è spaventosa. Nel nord avete le miniere di carbone; la vita è dura per i lavoratori, è vero, ma almeno alcune società forniscono loro dei mezzi per lo sfruttamento della miniera e il trasporto del materiale. Ci sono compagnie che li assicurano e in caso d'incidente si dà una pensione alle vedove, ai vecchi. L'operaio della pomice non ha niente; lavora quattordici quindici ore al giorno guadagnando 1 franco, 1 franco e 25 centesimi, non di più.[...]
“Vive nel paese del vino e non beve che acqua, a tavola non conosce la carne e campa soltanto di legumi e pane cotto un mese prima. Eppure non si è mai messo in sciopero. Dopo la sua faticosa giornata, scende al villaggio con 50 o 60 chili di pomice sulle spalle, attraverso i sentieri pericolosi che ha percorso al mattino. Arriva dal sensale e deposita il suo fardello ricevendo un acconto. Quando la pomice si è seccata viene pesata e l'operaio riscuote il prezzo convenuto. È lì che lo aspetta il sensale, o piuttosto il suo aguzzino, che stabilisce il prezzo al suo piacimento. Il povero disgraziato non può protestare, perché ha ricevuto un anticipo e ha bisogno di quell'individuo per il giorno dopo. Quando è stanco di tanta fatica e miseria, espatria e va in America. Spesso torna qualche anno dopo, avendo messo da parte un pò di soldi. Ma, strano a dirsi, è sempre attirato dalla cava infernale che aveva abbandonato e in cui aveva tanto sofferto, e riprende ben presto il suo calvario”.