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venerdì 22 giugno 2018

Morte del sub tra Lipari e Vulcano. Annullate le condanne. Atti rinviati in Corte d'appello

(di Leonardo Orlando) La sesta sezione della Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio alla Corte d’Appello di Reggio Calabria per la celebrazione di un nuovo processo, la sentenza di condanna ad 8 mesi di reclusione ciascuno che in primo grado, il 21 dicembre 2015, era stata pronunciata dal Tribunale di Barcellona nei confronti dell’ex patron di Aicon, Lino Siclari, 58 anni di Messina; Emanuele Bucalo, 54, di Barcellona e Giuseppe Cattafi, 59, difesi dagli avv. Gaetano Barresi, Pinuccio Calabrò e Angela Pino.
I tre, con la sentenza confermata in appello il 13 marzo 2017, erano stati condannati per il reato di favoreggiamento nei confronti degli autori che causarono l’incidente in cui perse la vita il sub torinese Mauro Falletta, anestesista di 34 anni, ucciso a quanto pare dall’imbarcazione “Nubilia” di proprietà della società “Aironblu” del gruppo “Aicon”, mentre si immergeva nelle acque tra Vulcano e Lipari il 13 luglio del 2006. Secondo l’accusa originaria che aveva causato la sentenza di condanna - adesso annullata per un nuovo processo che si dovrà tenere a Reggio Calabria - i tre imputati tra cui Lino Siclari e gli altri due, quali comandanti, Bucalo e Cattafi, incaricati dei collaudi degli yacht appena ultimati dai cantieri di Giammoro, avrebbero favorito con false dichiarazioni Francesco Bonaccorsi e Martino Bianco. Gli imputati, interrogati, avrebbero taciuto, pur conoscendoli, i nominativi dell’equipaggio a bordo dell’unità rimasta ignota ma fortemente sospetta di appartenere al cantiere Aicon.

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