(Leonardo Orlando- Gazzetta del Sud) Condannato dal tribunale di Barcellona il barcaiolo libertino che col pretesto del giro dell'isola alla ricerca di calette e spiagge esclusive, si sarebbe reso protagonista di audaci avances nei confronti di una avvenente turista romana in vacanza col fidanzato nell'isola di Salina. Ieri il Tribunale, presidente Donica Mandalà, componenti Gianluca Grasso e Paolo Corda, ha condannato a 1 anno e 2 mesi di reclusione per abusi sessuali il barcaiolo, E. C. 48 anni di Salina che, secondo l'accusa, nell'assolato pomeriggio del 23 luglio del 2004, dopo aver preso a bordo una turista romana di 20 anni che aveva espresso il desiderio di fare il bagno in una spiaggetta riservata, in una caletta inaccessibile da terra, avrebbe insidiato la giovane donna, palpandola a più riprese. L'imputato, difeso dagli avv. Gaetano Pino e David Bongiovanni, ha avuto concessa la sospensione della pena per un episodio che è stato classificato come di lieve entità rispetto a ipotesi più gravi. Secondo l'accusa sostenuta in aula dal pm Domenico Musto che aveva chiesto la condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione, il barcaiolo una volta giunto sulla spiaggetta avrebbe abbracciato la donna, tentando di baciarla. L'episodio contestato all'imputato aveva avuto un prologo il giorno precedente, quando nel molo del porticciolo di Santa Marina Salina, si recarono la turista ventenne e il suo fidanzato. Qui incontrarono il barcaiolo – così come ha raccontato la stessa turista nella denuncia ai carabinieri – che si offrì di accompagnarli, il giorno dopo, con la sua barca alla scoperta delle insenature dell'isola.L'indomani, all'appuntamento, si presentò la turista ventenne con costume e pareo e tanta voglia di fare il bagno. Il fidanzato – ha poi raccontato – aveva preferito dormire. Il barcaiolo ha quindi accompagnato la giovane in una caletta. Poi le presunte avances, che sarebbero state respinte dalla giovane, la quale – una volta rientrata in porto – ha denunciato l'episodio.La ragazza si è costituita parte civile con l'avv. Sara Composto
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(da un articolo di Peppe Paino- Gazzetta del sud)




"Se voi suonerete le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane». La famosa frase di Pier Capponi del 1494, riveduta e corretta, è aleggiata più volte nella stanza del sindaco Mariano Bruno durante la riunione tenutasi con il comandante del porto di Lipari Luca Politi, consiglieri comunali e operatori turistico-commerciali di Marina Corta sulla delicata questione dell'approdo dei barconi turistici. «Se questi barconi continueranno ad attraccare e a "vomitare" turisti a Sottomonastero – ha detto il sindaco – non staremo certo a guardare e adotteremo i necessari ed indispensabili provvedimenti non appena fuori dall'area portuale. Vi è un chiaro ed inequivocabile problema di ordine e sicurezza pubblica creato dall'approdo dei barconi a Sottomonastero piuttosto che a Marina Corta come era stato concordato. Sottomonastero è – ha continuato Bruno – un approdo intasato da aliscafi, navi, traghetti che sbarcano centinaia di auto e camion, mezzi per l'alaggio, natanti per il trasporto dei rifiuti, con il più che probabile rischio di incidenti. A ciò va ad aggiungersi il possibile danno che l'ormeggio e il disormeggio di questi natanti può creare all'appena ritrovata area archeologica sottomarina».










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