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mercoledì 17 febbraio 2021

Startup, Presidenza della Regione Siciliana e Irfis finanziano giovani con nuove idee d’impresa



Dieci premi da 10 mila euro ciascuno per le migliori idee d’impresa presentate da giovani. Questo l’obiettivo del premio “La tua idea di impresa in Sicilia”, iniziativa che intende finanziare la fase di startup di nuovi progetti imprenditoriali sviluppati da giovani inoccupati o disoccupati. I vincitori potranno anche usufruire di finanziamenti a tasso agevolato a valere sul Fondo Sicilia ed essere affiancati da personale qualificato dell’Irfis, a titolo gratuito, per lo sviluppo dell’idea d’impresa.

Il regolamento del premio, finanziato con un plafond di 100 mila euro, 50 mila dalla Presidenza della Regione Siciliana e 50 mila dall’Irfis, è stato presentato questa mattina in conferenza stampa a Palazzo Orleans dal presidente della Regione, Nello Musumeci, e dal presidente dell’Irfis, Giacomo Gargano.

«È un modo per stimolare la cultura dell’autoimprenditorialità nei giovani - sottolinea il presidente della Regione, Nello Musumeci - Siamo convinti che la Regione possa offrire nuove occasioni per fare impresa, creando e promuovendo iniziative innovative. Vogliamo testimoniare un momento di orgoglio dell’appartenenza, dare la possibilità ai giovani di restare in Sicilia, seguire le proprie attitudini e produrre lavoro e reddito».

«Vogliamo essere vicini ai giovani e dare speranza proprio in un periodo difficile come questo - aggiunge il presidente dell’Irfis, Giacomo Gargano - L’Irfis metterà a disposizione un fondo per realizzare e sostenere finanziariamente l’idea d’impresa di questi giovani che si metteranno in gioco. È importante che le startup vengano avviate, ma soprattutto che sopravvivano».

Per concorrere bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, essere residenti in Sicilia da almeno sei mesi ed essere inoccupati o disoccupati al momento della presentazione della domanda. La proposta imprenditoriale va descritta con un business plan e può riguardare tutti i settori della produzione o dei servizi. La scadenza per candidarsi è fissata alle ore 12 del 31 maggio 2021.


I dieci migliori progetti saranno selezionati da un apposito comitato, composto da tre esperti nominati dal presidente della Regione, entro il 15 giugno 2021. Saranno premiati con un importo di 10 mila euro ciascuno.

Il regolamento è disponibile sul sito dell'Irfis a questo link

Stromboli: Nuova ordinanza di Giorgianni per disciplinare l'accesso al vulcano e le escursioni





Camera di commercio di Messina. Più iscrizioni e meno cessazioni nel 2020, ma oltre 3.500 posti di lavoro in meno. Blandina: «Il calo occupazionale è solo il primo degli effetti disastrosi generati dalla pandemia»

Messina, 17 febbraio 2021. E’, certamente, il calo occupazionale il primo effetto generato dalla pandemia da Covid 19 nel 2020: - 3.645 posti di lavoro in meno rispetto al 2019.

Pur se la consistenza dell’imprenditoria messinese tra aperture e chiusure di imprese fa registrare un saldo positivo di 605 unità (nello stesso periodo del 2019, il saldo era +616), su uno stock complessivo di imprese pari a 62.808, la lettura del dato va, però, analizzata tenendo conto anche della contrazione del numero di addetti rispetto all’anno precedente (nel 2019, erano 134.360).

La variazione di iscrizioni rispetto al 2020 ha registrato un decremento percentuale pari a -18,6%, peggiore se paragonata alla tendenza nazionale (-17,2%). Se si guarda al settore produttivo, dove è più ampia l’iscrizione di nuove società, risalta in termini assoluti il settore del Commercio (+332), seguito da quello delle Costruzioni (+295) e dall’Agricoltura (+161), anche se in termini percentuali il Commercio segna, in confronto al 2019, una decrescita pari a – 0,3%, l’Agricoltura rimane invariata (0%), mentre le Costruzioni fanno registrare un leggero incremento: +0,1%. In leggera crescita percentuale rispetto al 2019 sono le iscrizioni nei settori Alloggio/Ristorazione (+0,2%), Attività Immobiliari (+0,1%), Attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,1%) e di Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto a esse (+0,1%).

«Il saldo tra le imprese iscritte e quelle cessate è sostanzialmente uguale – afferma il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina – nessuna flessione registrata è significativa. Ma questa non è, certamente, la fotografia di quel che sta accadendo perché le cessazioni hanno tempi molto più lunghi rispetto alle iscrizioni. Il dato che, invece, fa riflettere è che, sicuramente, il primo effetto concreto della pandemia è il calo verticale che si rileva sul piano occupazionale per quel che concerne i lavoratori a tempo determinato e quelli stagionali. E questo in un sistema in cui ancora i posti di lavoro sono garantiti, vista l’impossibilità di effettuare licenziamenti. Quando queste misure saranno rimosse, purtroppo, vedremo crescere esponenzialmente il numero di lavoratori che perderanno il proprio posto di lavoro. Per vedere gli effetti veri e preoccupanti dovuti alla pandemia, dobbiamo aspettare. Una proiezione va fatta analizzando l’intero contesto, facendo un’analisi sull’andamento nazionale, regionale e locale. Per questo, seguiamo attentamente le rilevazioni di centri studi accreditati, in modo da poter elaborare una strategia di recupero della produttività e di salvaguardia dei posti di lavoro nel nostro territorio. Una strategia che dev’essere condivisa da tutti gli attori istituzionali».

Le cessazioni non d’ufficio diminuiscono a livello provinciale in maniera più marcata rispetto al dato nazionale (-22,0% contro il -16%). Una migliore reattività del tessuto imprenditoriale di Messina rispetto alla media nazionale si evidenzia, soprattutto, nel comparto Trasporti e Spedizioni, dove si ha un decremento delle cessazioni pari al 46,9%, che si traduce in 26 attività cessate rispetto alle 50 del 2019. Un ulteriore settore con marcata diminuzione di cessazioni è quello delle Costruzioni (-34,1% cessate 2020: 234, cessate 2019: 357).

«Ma bisogna tener presente che, normalmente, le cancellazioni di attività dal Registro delle imprese si palesano nei primi tre mesi dell’anno - precisa il segretario generale della Camera di commercio, Paola Sabella - ed è in questo periodo che si attendono le maggiori ripercussioni della crisi dovuta alla pandemia. Per poter stabilire concretamente l’entità degli effetti prodotti nel 2020 dalla crisi pandemica sul tessuto imprenditoriale messinese, è necessario aspettare. Probabilmente, qualche dato in più lo avremo con le risultanze del primo trimestre dell’anno in corso, ma ci vorrà almeno un anno per registrare i danni subiti».

Rispetto al dato dell’anno precedente, nella provincia messinese crescono le imprese femminili dello 0,55% con un saldo positivo (+107), anche se il dato delle iscrizioni registra 186 unità in meno rispetto al 2019. Decrescono, al contempo, anche le imprese cessate (647), con una differenza pari a 118 unità rispetto all’anno precedente. Le nuove iscrizioni si dirigono nel settore del commercio (97 nuove imprese), dato che costituisce circa il 13% delle nuove iscrizioni; segue il comparto agricolo con 42 nuove iscrizioni e le “altre attività di servizi” (32).

Accadde alle Eolie. 17 febbraio 2015: Mareggiata a Porticello


 

Nei palazzi della politica locale (60° puntata): Eliana Mollica e Gesuele Fonti, consiglieri comunali a Lipari, eletti nel 2017


Buon Compleanno a Irina Zhuravleva, Isabella Lopes, Alexandro Pallone, Luca Greco, Giuseppe Lo Verde, Nicola Pandolfo, Alessia Merlino, Francesco Cataliotti, Francesca La Greca, Magda Ziino, Rossana Acquaro

martedì 16 febbraio 2021

Covid: Nelle ultime 24 ore altri 22 morti in Sicilia

Sono 625 i nuovi contagi di Coronavirus in Sicilia secondo il bollettino di oggi, 16 febbraio. Si registrano altri 22 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 22.868 tamponi. Sono 672 i pazienti dimessi o guariti. In totale nell'isola ci sono 34.480 positivi, 69 in meno rispetto a ieri, e di questi 1.005 sono ricoverati in regime ordinario, 158 in terapia intensiva e 33.317 sono in isolamento domiciliare.

L'Etna fa paura (video)

Città Metropolitana di Messina: al via le esercitazioni alla progettazione europea dedicate ai Comuni

Il prossimo 18 febbraio sarà avviato, online, un importante passaggio della formazione alla progettazione europea rivolta ai tecnici dei Comuni del territorio metropolitano.

I corsi sono inseriti nel progetto “Metropoli Strategiche” condotto dalla Città Metropolitana di Messina in partnership con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Dopo il primo incontro introduttivo, che si svolgerà in modalità plenaria, il lavoro proseguirà nelle giornate di martedì 23 febbraio, 2 marzo, 9 marzo e 16 marzo con esercitazioni sul modello di quelle già sperimentate con i dipendenti della Città Metropolitana. In particolare, i rappresentanti dei Comuni saranno suddivisi in gruppi per svolgere le attività relative ai bandi europei, guidati dalla docente Dott.sa Matilde Ferraro.

Agli incontri parteciperanno alcuni dipendenti dell’Ente che hanno già effettuato il percorso formativo e possono, quindi, svolgere un ruolo di supporto, in qualità di “facilitatori”, nello svolgimento dei lavori.

Isolate le Eolie, numerosi danni per le mareggiate. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud del 16 febbraio 2021


 

Ricordando... Giovanni Deidda


Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito

Carnevale eoliano...quest'anno solo in foto. Oggi: Carnevale 2011 (4 foto)




16 febbraio 2019: Le Eolie sulla Gazzetta del sud con un articolo del nostro direttore



 

Cassonetto in fiamme in pieno giorno a Unci


Un cassonetto, nel momento in cui stiamo scrivendo, è in fiamme ad Unci. Sul posto i vigili del fuoco che davvero ben poco possono fare per salvarlo dall'atto vandalico.  

Per la notizia e le foto ringraziamo Matteo Mollica

"Vignettando". Rubrica a cura di GRAZIA EMME MUSUMECI (5° puntata) : In zona gialla... comanda Vulcano


 

Covid: Lo screening a Stromboli rinviato a domani

Lo screening, previsto per oggi a Stromboli, è stato rinviato a domani, per motivi di servizio del personale USCA.

DALLE ORE 10:45 ALLE ORE 15:30 si svolgerà SU BASE VOLONTARIA E IN FORMA GRATUITA nell’area antistante la Guardia Medica.

Non è necessaria la prenotazione

Nei palazzi della politica locale (59° puntata): L'elenco dei consiglieri comunali eletti a Lipari nel 2017


 

Buon Compleanno a Francesco Giunta, Meftah Ezzine, Paola G Giorgi, Grazia Cappadona, Maurizio Sucameli, Nando Bianchi, Maria Mangano, Anna Pera, Grazia Cappadona, Gaetano Marchese, Maurizio Fonti

Buongiorno con questa "cartolina" dalle Eolie e con il Santo del giorno

Foto: Antonio Iacullo

Santo del Giorno: 

Santa Giuliana, quella che spaventò il demonio. Le storie, o meglio le leggende, delle Sante martiri dei primi secoli del Cristianesimo sembrano, a prima vista, tutte simili. Hanno invece sfumature sapienti e diversità di significato, o almeno di poesia. Sant'Agata e Sant'Agnese, per esempio, furono come angioli purissimi che l'amore dello Sposo mistico conservò attraverso le insidie della passione.

Santa Giuliana, invece aveva accettato di andare sposa ad Eulogio, prefetto pagano della sua città, Nicomedia in Bitinia. Dopo le nozze, però, si rifiutò fermamente all'amplesso dello sposo idolatra. Per comprendere meglio il suo gesto, bisogna pensare che in quell'epoca le fanciulle erano maritate giovanissime, e spesso non era neppure richiesto il loro consenso. Il matrimonio cioè era combinato dai parenti, ai quali era difficile rifiutare un partito influente, come era in questo caso il prefetto di Nicomedia. Giuliana, Santa ubbidiente, accettò lo sposo impostole.

Fu poi Santa amorosa, di amore sovrumano, quando mise il suo corpo come premio alla conversione dello sposo pagano. Ma lo sposo, superficiale innamorato, temeva troppo la potenza dell'Imperatore. Rifiutò di convertirsi; anzi, spaventato dall'idea di una moglie cristiana, si valse della sua autorità di prefetto e comandò che fosse torturata, perché apostatasse, cioè rinnegasse la sua fede.

Giuliana fu così finalmente Santa eroica, nei tormenti sostenuti per la fede. Ed eroica nel suo disperato tentativo amoroso di aprire alla luce l'anima dello sposo terreno.
Quella del demonio è poi una storia a sé, inserita con devota fantasia nella sua leggenda.
Si narra infatti che il tentatore le apparve in carcere, sotto forma di Angiolo, esortandola a sacrificare agli dei e a por fine ai suoi lunghi tormenti. Con l'ausilio della preghiera, Giuliana riconobbe però il demonio, e « allora - narra la Leggenda - gli legò le mani di dietro, e gittandolo in terra si 'l batté durissimamente con la catena con la quale era legata, e 'l diavolo sì la pregava: Madonna Giuliana, abbi misericordia di me" ».Andò al supplizio traendosi dietro il demonio in catene che supplicava: « Madonna mia Giuliana, non fare ischernie di me, ch'io non potrò, da qui innanzi, avere valore contro altrui ».
Una storia ingenua, una delicata leggenda, che ci rappresenta, con parole di favola, quanto grande fosse la virtù di Santa Giuliana, fanciulla di Nicomedia, decapitata verso il 305, ai tempi della persecuzione di Diocleziano.

lunedì 15 febbraio 2021

Covid, in calo i contagi in Sicilia

Ancora in calo i casi di Coronavirus in Sicilia: oggi ne sono stati registrati 332 su 18.637 tamponi processati (tra molecolari e test rapidi). È il dato più basso del 2021 con il tasso di positività che crolla all'1,8% confermando la discesa della curva epidemica. Rimane stabile il numero delle vittime, oggi 21.

Lieve aumento dei ricoveri ospedalieri, un dato sui cui però pesa il fattore weekend in cui le dimissioni sono sempre molto poche: sono 5 in più i pazienti ricoverati in regime ordinario rispetto a ieri, stabile invece il conto delle terapie intensive occupate. La distribuzione nelle province vede Palermo con 110 casi, Catania 110, Messina 51, Trapani 9, Siracusa 16, Ragusa 5, Caltanissetta 19, Agrigento 2, Enna 10.

Anestesisti, un' emergenza mai risolta. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud del 15 febbraio 2021


 

Ricordando... Giovanni D' Ambra


Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito

Carnevale eoliano...quest'anno solo in foto. Oggi: Carnevale 2013 in 3 foto



Niente nave domani alle 6 e 30 da Lipari per Vulcano - Milazzo

 Perdura lo stop ai collegamenti marittimi da e per le Eolie. Non partità neppure la nave delle 17 e 15 da Milazzo. Di conseguenza salterà il collegamento delle sei e trenta da Lipari per Vulcano - Milazzo

Al via stamane la consegna gratuita delle mascherine chirurgiche da parte dei volontari del Gruppo di Protezione Civile Comunale

Ha preso il via stamane la distribuzione gratuita alla cittadinanza di mascherine di tipo chirurgico, inviate dalla Protezione civile regionale su richiesta dell'amministrazione 

I dispositivi vengono consegnati dai volontari del Gruppo di Protezione Civile Comunale, presso la sede del Centro Operativo Comunale di Via Falcone e Borsellino (piano terra del Palazzo dei Congressi), ad un componente per ogni nucleo familiare, previa esibizione di carta di identità e codice fiscale.


Il calendario con orari e giorni in cui sarà possibile recarsi a ritirare le mascherine.

- Martedì 16 febbraio dalle ore 16:00 alle ore 19:00

- Mercoledì 17 febbraio dalle ore 9:00 alle ore 12:00

- Giovedì 18 febbraio dalle ore 16:00 alle ore 19:00

- Venerdì 19 febbraio dalle ore 9:00 alle ore 12:00

- Sabato 20 febbraio dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00

Salina: Innevate le montagne dell'isola. L'arcipelago è isolato (foto e video)

Il repentino abbassamento delle temperature, nella notte nelle zone più alte, si è raggiunto lo zero, ha portato la prima neve dell'anno sui monti Fossa delle Felci e Porri a Salina.

Qualche fiocco è caduto anche a Quattropani e Pianoconte nell'isola di Lipari.

Oltre al freddo pungente l'arcipelago deve fare i conti con le avverse condizioni meteomarine e, di conseguenza, con l'isolamento. Lipari, Vulcano e Salina sono isolate dal tardo pomeriggio di domenica, mentre le altre isole e la frazione di Ginostra da sabato.

I marosi hanno colpito con una certa intensità nelle zone più esposte, in particolare nella zona di Calandra a Canneto hanno invaso la carreggiata, limitrofa alla spiaggia, facendo saltare un ampio tratto del manto stradale. Sempre a Canneto sulla Marina Garibaldi, dove sono in corso i lavori per l'ampliamento della sede stradale, con contestuale demolizione e ricostruzione del muraglione protettivo, il mare ha depositato pietre, sabbia e detriti vari, rendendo difficoltosa la circolazione in alcuni tratti


N.B. Foto e video sono di Elio Bennati che ringraziamo

Accadde alle Eolie. 15 febbraio 2009: Quattropani in bianco


 

Nei palazzi della politica locale (58° puntata): Davide Starvaggi (assessore giunta Giorgianni)

Buon Compleanno a Manuela Taranto, Geltrude Bonsignore, Salvatore Trapani, Pino Casella, Paolo Benforte, Giselle Basile, Lidia Mantineo, Emanuela Taranto, Clara Favaloro, Caterina Biviano

Temperature alquanto basse e su Pianoconte cadono fiocchetti di neve (video di Luciano Vivacqua)

Oggi è il 15 Febbraio. Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie e con il Santo del giorno

Vista su Filicudi ed Alicudi -
Santo del giorno: Faustino e Giovita -

Santi Faustino e Giovita


I Ss. Faustino e Giovita nacquero a Brescia da nobile famiglia, e fin dalla più tenera età furono educati cristianamente. Durante la persecuzione di Adriano, si consacrarono alla visita ed al conforto dei confessori della fede cristiana. In premio della loro costanza in questo apostolato, Apollonio. allora vescovo della città, li ammise agli ordini sacri: Faustino fu fatto sacerdote e Giovita diacono.

Dopo la consacrazione i santi fratelli raddoppiarono lo zelo e procurarono ai prigionieri, oltre che la parola di conforto, la grazia dei Ss. Sacramenti.

In pari tempo si dedicarono alla predicazione ottenendo abbondante frutto di conversioni. Ma tanto zelo non poteva restare a lungo nascosto: un certo Giuliano li denunziò e li fece arrestare.

Condotti dinanzi ad Adriano imperatore, di passaggio in quei giorni per Brescia, furono invitati a sacrificare agli dèi dell'impero.

— Noi giammai sacrificheremo ai vostri dèi bugiardi, perchè uno solo è il Dio vero: Gesù Cristo il quale si fece uomo e mori sulla croce per la nostra salvezza! — risposero con coraggio.

— Ed io vi costringerò colle torture — disse l'imperatore.

— E noi non vogliamo offendere il nostro Dio con simile atto di idolatria!

— Io vi farò scorticare vivi, vi taglierò le mani se non getterete una manata d'incenso sul turibolo del tempio; vi taglierò la lingua se non griderete « Evviva gli da dell'impero! » e poi vi butterò alle fiere!

— Ma noi non ti ubbidiremo ugualmente! Le tue minacce, o imperatore, non ci fanno tremare, perché. senza il permesso del nostro Dio, non ci puoi torcere un sol capello!

Adriano, viste inutili le minacce, li condannò alle fiere.

— Oh, quanto dolce ì il patire e morire per il Signore! — cantavano i santi fratelli mentre venivano condotti al circo.

Furono dati in pasto alle fiere. Queste uscirono saltelloni con alti ruggiti, ma giunti vicine ai due Santi, si accovacciarono ai loro piedi lambendoli dolcemente. A nulla valsero le urla, le istigazioni dei domatori e del popolo, a nulla valse il prolungato digiuno delle belve: non era ancora scoccata l'ora di Dio.

Tratti fuori dal circo, furono tradotti a Milano e da Milano a Roma; quindi a Napoli, sempre fatti segno al ludibrio della plebaglia e assoggettati a tormenti d'ogni specie. Ma gli invitti confessori di Cristo pregavano e tacevano, e il Signore dava loro la forza per resistere e vincere.

Da Napoli furono rimandati a Brescia, ove si compi il loro lungo martirio, colla decapitazione. 

domenica 14 febbraio 2021

Coronavirus in Sicilia, 24 i morti ma calano i positivi

Sono 479 i nuovi positivi che si registrano oggi in Sicilia con 19.985 tamponi processati e una incidenza di poco sopra il 2,3%: il tasso è lo stesso di ieri. La regione è nona nel numero dei nuovi contagi. Le vittime sono state 24 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 3.848. Gli attualmente positivi sono 34.866, con una diminuzione di 104 casi rispetto a ieri. I guariti sono 559. Negli ospedali continuano a diminuire i ricoveri che adesso sono 1.185; 26 in meno rispetto a ieri, diminuiscono i ricoveri in terapia intensiva che sono 165, 3 in meno rispetto a sabato. La distribuzione nelle province vede Palermo con 144 casi, Catania 115, Messina 101, Trapani 19, Siracusa 34, Ragusa 10, Caltanissetta 19, Agrigento 34, Enna 3.

Il plauso di un eoliano al comandante Tesoriero

 

Riceviamo e pubblichiamo: 

Oggi sono rientrato a Lipari con l’aliscafo Platone partito da Milazzo alle ore 12:15.
Al comando c’era il nostro paesano Andrea Tesoriero che ha dimostrato ancora una volta la grande professionalità della marineria Eoliana. Bravo. Grazie
Fabio Merlino

Squilibrio finanziario. Necessario intervenire. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud del 14 febbraio 2021

Accadde alle Eolie. 14 febbraio 2009: Strombolani a Roma per protestare contro la paventata soppressione della Laurana



IL PARCO DI EOLO di Roberto Sauerborn

E’ indubbio come le Eolie rappresentino, per la storia delle popolazioni del Mediterraneo, un fondamentale paradigma di riferimento grazie alla “stratificazione” storica e culturale che è possibile leggere sul loro territorio. 
Tracce naturali e artificiali.
Tracce naturali, rappresentate dalla natura vulcanica delle isole. Tracce artificiali, rappresentate dalla loro trasformazione, sin dal neolitico, ad opera dell’uomo.
E sulle tracce artificiali, specialmente quelle recenti, che è in corso un forte dibattito nelle e sulle Eolie.
Nelle Eolie vivono, in maniera stanziale, circa 12.000 abitanti mentre la presenza di popolazione fluttuante raggiunge d’estate punte di 200.000 unità al giorno, con un carico ambientale e sociale incontrollato.
Le isole diventano, così, teatro di modelli di vita estranei che ne alterano l’equilibrio naturale.
Come è noto, con la legge finanziaria nazionale del 2008 sono stati fondati quattro nuovi parchi nel Mediterraneo tra i quali il Parco delle Eolie. I quattro parchi, di cui da anni si sentiva parlare, sono stati istituiti nel 2007. Oggi, finalmente, prende corpo la possibilità di dare un nuovo afflato al tema della gestione eco-sostenibile delle isole minori del mediterraneo.
Per gli addetti ai lavori e, in particolare, per coloro che ritengono fondamentale un approccio eco-sostenibile con il tema dello sviluppo, il Parco rappresenta un’occasione unica per “inventare” un nuovo processo di gestione del territorio.
Le Eolie proprio perché isole e, specificatamente, arcipelago rappresentano un esempio unico di realtà territoriale complessa e articolata in cui, innanzitutto, vi è la necessità di una più attiva e consapevole partecipazione della popolazione locale alla problematica della gestione eco-sostenibile del territorio.
Tale profonda lacuna, si è fatta maggiormente sentire, per la prima volta, proprio in occasione della approvazione del Piano Paesistico delle Isole Eolie.
Gli eoliani, non adeguatamente informati sul significato e sulla portata dell’esistenza di un vincolo paesistico su tutto il territorio comunale ex L.1497/39 già dal 1967, reagirono, anche con veemenza, ritenendo “il vincolo” una limitazione innanzitutto alla proprietà privata e, quindi alla possibilità di trasformare il territorio secondo le esigenze/richieste dettate da uno sviluppo turistico di massa incontrollato.
La fondazione del Parco e, dunque, la gestione sostenibile delle isole, dovrà consentire, innanzitutto, di risolvere il conflitto sociale esistente tra la varie fazioni, indigene e non, tra chi ritiene lo sviluppo solo legato al depauperamento del territorio ed ad un suo uso commerciale e chi lo ritiene un bene culturale.
A tale proposito, di grande aiuto possono essere i nuovi strumenti di partecipazione democratica per un approccio sostenibile alla gestione del territorio quale, ad esempio il processo di Agenda 21 locale oppure, o inoltre, l’implementazione di un processo di certificazione ambientale secondo il Regolamento Comunitario EMAS.
L’avvio di questi processi potrebbe consentire di definire, unitamente alla popolazione locale, una politica ambientale veramente sostenibile.
Infatti, è opportuno ricordare come la sostenibilità presupponga una condivisione degli obiettivi con chi li deve perseguire che è, nella fattispecie, la popolazione locale e che, quindi, deve essere convinta e consapevole del percorso avviato.
Si capisce così, come l’interesse per queste isole, oggi, non possa e non debba più essere solo di carattere turistico ma investe altri aspetti di carattere antropologico e geografico.
Si rende necessaria una sensibilità nuova innanzitutto da parte delle istituzioni vocate al governo e alla gestione del territorio anche al fine di avviare una ricerca utile ad individuare, con esattezza, nuovi indicatori ambientali congruenti con le realtà microinsulari.

AMORE E/O PASSIONE. Per San Valentino la prefazione di Armando Riitano del volume collettaneo di realizzazioni artistiche sul tema dell'eros, di prossima pubblicazione.

Come abbia potuto Dante Alighieri sbagliare cosí grossolanamente, facendo dire a Francesca da Rimini ― personaggio di una delle storie d’amore e di passione piú struggenti e tragiche trattate dalla letteratura ― che chi sia amato non possa non ricambiare l’amore, in quanto l'amore non permette alla persona amata di non riamare (amor, ch’a nullo amato amar perdona - Inferno, V, 103, in cui si palesa in verità la suggestione delle teorie intorno all’amore elaborate dal protostilnovista Guido Guinizelli), è un arcano talmente impenetrabile da far ipotizzare che altra debba essere l’interpretazione del celebre verso ― come talora qualcuno tenta di azzardare ― o addirittura che esso ci sia giunto alterato.
Ci è noto per sapienza comune che la realtà coincide con l’esatto opposto; all’infuori delle volte ― mai davvero tantissime ― in cui il sentimento sia istintivamente reciproco (una casuale attrazione “incrociata”), assistiamo da un lato a colui/colei che ama, il/la quale soffre penosamente, dall’altro, specularmente, all’amato/a il/la quale non soltanto s’infastidisce per le attenzioni che non sente di poter ricambiare, ma quanto piú comprende che il/la pretendente è ebbro/a d’amore, tanto piú lo/la fugge.
Perché l’universo sentimentale è organizzato secondo tale crudele schema? Gli abitatori di questi luoghi al tempo aureo della Magna Grecia non avrebbero dovuto scervellarsi per individuarne l’origine; per loro ogni umano patimento era causato dal divino; e non soltanto, genericamente, perché, da ente superiore, determina l’esistenza degli uomini, bensí in quanto appartenenti ad una temperie culturale ― quella greca ― la quale aveva in suo seno concepito il concetto di “invidia degli dèi”. «Perché l’umana stirpe è infelice?» «Perché gli dèi sono invidiosi della felicità degli uomini.» Ecco ben condensata la forma mentis del glorioso Uomo ellenico d’un tempo. Cosí quando Odisseo (meglio noto come Ulisse) e Penelope si interrogano del perché il loro amore abbia dovuto rinunciare agli anni migliori, trovano la risposta pronta e confezionata: ‘perché gli dèi sono invidiosi di noi’, tanto per rinunciare alla chiarezza.
(Un’altra galassia quindi rispetto alla morale ― moda ideologica ― d’oggidí, la quale riesce pur a dettare la linea di condotta a coloro i quali risultano sprovvisti di anticorpi culturali.)
Ed  il  nume  del   complesso  pantheon  greco  deputato  alla turbinosa  sfera  sentimental-passionale era accentuatamente irriguardoso e dispettoso; si chiamava Eros (il Cupido dei Romani). Secondo una versione dell’ingarbugliato racconto mitologico, egli fu il primo degli dèi, in quanto senza di lui, principio animatore dell’universo, nessuna delle altre divinità sarebbe potuta nascere (poveri Antichi, ignari di clonazione e provette; N. d. A.); assumendo un’altra fonte ― quella olimpia, la quale è anche la piú nota, almeno ai giorni nostri ―, Eros fu il frutto di un adulterio (tanto per intendere dove si va a parare) di Afrodite (Venere per i Romani) con il dio della guerra Ares (identificato a Roma con Marte). Consuetamente rappresentato come un fanciullo, sovente alato, era un terribile arciere, nella cui faretra venivano custoditi due differenti tipi di dardi: uno d’oro, l’altro di piombo (per precisione ― ricalcando il poeta latino Ovidio ―: «… sotto l’asta cela il piombo.»); chi veniva colpito dal primo s’infiammava d’amore come una torcia, per il/la primo/a che incontrava; chi, per contro, dalla seconda freccia, fuggiva con irrefrenabile disgusto chiunque avesse la mala ventura di comparirgli/le innanzi. Per quanto poi testé richiamato circa l’assunto di ‘invidia degli dèi’, ci appare tutt’altro che sorprendente la circostanza ― ne è viceversa una attuazione ― che ciò ― il saettamento ― avvenisse in assenza della benché minima parvenza di razionalità o, figuriamoci ― sarebbe come la pioggia da sotto in su ―, coscienza. La peculiarità che non ci aspetteremmo, però, è che perfino gli altri dèi ― superi o inferi che fossero ― erano soggetti agli arbítri del capriccioso imberbe figlio di Afrodite; lo constatò anche il nostro Apollo (“nostro” in quanto venerato nella Lipari greca), la cui vicenda è meritevole di una pur succinta narrazione: Apollo, Arciere per antonomasia, scorgendo un dí Eros mentre questi si esercitava con arco e frecce, gli si rivolse con tono canzonatorio, ignaro evidentemente del rischio che correva: «Che fai, ragazzetto, con quell’arnese in mano? Lascia le armi a chi è davvero in grado di usarle. Io con le mie saette ho sterminato i miei nemici!» «Attento, o Divino Apollo,» ribatté l’impertinente dio, «tu puoi colpire tutti, ma io sono in grado di colpire anche Apollo.» Ciò detto estrasse dalla faretra due dardi provocanti gli opposti effetti sopra descritti, e scagliò quello d’oro sul dio il quale lo aveva deriso, l’altro su una ninfa di nome Dafne, proprio nell’istante in cui i due si trovarono di fronte. Il dio smarrí issofatto la tramontana e per nulla vi fu posto nella sua mente, satura della disfrenata smania di far sua la ninfa; Dafne per converso se la diede a gambe, correndo piú velocemente che poté, pervasa da ripugnanza per la vista di Apollo. Va aggiunto che a prescindere dalla freccia maledetta che l’aveva ferita, ella si avvicinava caratterialmente non poco a quelle donne le quali pur dichiarandosi eterosessuali, non vogliono saperne del sesso maschile; ecco infatti come ce la descrive Ovidio nelle Metamorfosi (cosí come dalle Metamorfosi sono tratte le parole del poeta in precedenza riportate, e sull’opera medesima sono basate le frasi del dialogo suesposto e quelle che seguono dei due protagonisti): «… sdegnosa verso i pretendenti, intollerante e ignara del maschio, si aggirava per inaccessibili selve, né si domandava cosa fosse Imene, né si domandava cosa fosse Amore.» Ciò nonostante Apollo tentò ogni via per convincerla, dicendole dapprima: «Tu mi fuggi soltanto perché non sai chi fuggi!» In seguito le si rivolse teneramente: «Chi ti insegue non è un nemico, è l’amore. Attenta piuttosto a non cadere, sfigurandoti il candido viso, e le tue gambe non meritano di essere graffiate dai rovi. Se fuggirai piú lentamente, io ti prometto d’inseguirti a mia volta piú lentamente.» Tutto risultò vano; una volta raggiunta dal dio invocò l’ausilio del padre Peneo ― il quale era nientemeno che un fiume ―: «Soccorrimi, o padre, e voi, fiumi, se lo potete, mutate il mio aspetto, essendo questo che mi rende desiderabile.» Ciò implorando, si sentí pian piano intorpidire le membra, il suo corpo fu avvolto da delicata corteccia, i capelli si trasformarono in foglie, le braccia in rami, i piedi si infissero nel terreno come radici: Dafne era divenuta un albero di alloro (dáphnē in greco ― δάφνη ― vuol dire proprio ‘alloro’), il quale da quel giorno divenne la pianta cara al dio. Eppure… perfino in queste sembianze, Apollo continuava ad amarla…

Non questo costituisce tuttavia, si badi, il solo portato degli Elleni, né il principale; ne è però il presupposto necessario: movendo difatti dall’asserto che ‘gli dèi sono invidiosi degli uomini’, l’Uomo ellenico si trova posto innanzi all’ineludibile corollario sentenziante che egli può e deve contare soltanto su sé stesso: niente può sperare da un qualcuno a cui dare la Q maiuscola posto in Alto Loco, che non può anzi che individuare come oscuro nemico sul quale prevalere, intraprendendo quel percorso il quale lo conduce ad una meta priva di precedenti storici: la filosofia, vale a dire l’indagine razionale di ciò che è e dei motivi di quello che accade, sottraendo in tal modo la materia cerebrale alla funzione di contrappeso nell’ambito dei movimenti corporali fin lí svolta. È una mutazione decisiva: l’homo sapiens per la prima volta fa pace con il cervello. Da qui il processo si rivela ― continuando tuttora ad esserlo ― inarrestabile, manifestandosi in quelle conquiste scientifiche inimmaginabili per i mirabili Elleni che le determinarono; tra queste ― cruciali per il nostro tema ― le neuroscienze. Ebbene, benché taluno potrebbe palesare scetticismo, stentando a crederci ― scoperta meritevole del Nobel ― le neuroscienze hanno dimostrato che Eros non è mai esistito. Innamoramento, eros (con la e minuscola, beninteso), disquassante passione, non sono altro che un particolare stato biochimico dell’organismo, differente da quello usuale, al punto di essere definito ‘alterazione’: press’a poco una patologia, tanto per non girarci intorno; sommariamente: surplus dell’ormone oxitocina — particolarmente importante ché iperattivatore dell’amigdala, avente come conseguenza l’inibizione della corteccia (non la cute di Dafne…) sede dell’io razionale —, del neurotrasmettitore dopamina, deficit per contro di un altro neurotrasmettitore, ossia la serotonina, intervento dei ferormoni, tutta una serie di sostanze aventi effetto specifico per quello che inerisce alla sfera sessuale: sono coloro che ‘ci agiscono’ (per dirla con Freud) o ― piú icasticamente ― i marionettisti impersonali che si beffano di noi. E le aree encefaliche le quali immediatamente ne subiscono l’azione ― tenendo sempre ben presente che di inevitabile schematica supersemplificazione si tratta ― sono quelle identificabili con il cosiddetto ‘cervello arcaico’: il rettiliano ― sede degli istinti e delle pulsioni primarie, tra i quali quelli sessuali, accompagnati o meno che siano dal sentimento d’amore ― ed il sistema limbico il quale presiede ad emozioni e sentimenti, in seno ai quali, ciascuno può testimoniare, spicca quello amoroso prescindente o includente la libido. Ora, se è constatabile che la pretta appetizione erotica, pur entro certi limiti, accetta la fungibilità dell’oggetto desiderato, l’amore, oppostamente, prevede nel proprio statuto la cecità per qualsivoglia persona diversa da quella amata; ma il sentimento amoroso integralmente ricambiato è una rarità, in quanto a quello rifiutato sic et simpliciter, si accosta subdolamente la circostanza in cui esso non appare simmetricamente corrisposto (l’attrazione sentimentale ‘incrociata’ di cui ho fatto parola all’inizio), evento questo meno infrequente di quanto talora ci illudiamo di credere; quante volte una delle due parti investe ogni micron di sé in una storia d’amore, mentre l’altra si limita, all’incirca, a non dire no?
Si scorge, semicelato, un paio di manette tra i lavori del catalogo (visibile nella foto in alto) — ideatore e realizzatore il fine esteta Nino Allegrino — ; di là da patenti richiami a giochi erotici e figurae veneris piú o meno trasgressive, il suggerimento che mi piace cogliere ― senza volere in alcun modo forzare ed alterare l’intendimento dell’autore ― è che un totalizzante amore richiedente ed impegnante ogni energia di chi ne sia ‘vittima’, potrebbe trovare realizzazione ove fosse tangibilmente catturabile e imprigionabile: giammai.                         

Il sentimento  d’amore  si risolve  il piú delle volte in un sentire unilaterale, accentuabile dalla chimera di una corresponsione esistente esclusivamente nello specchio interiore del patito tormento.
E poi, l’amore è forse altro rispetto all’esacerbazione dell’egoismo? Chi mai asserendo bollentemente di amare una donna o un uomo sopra e piú di qualsiasi altro essere, si dichiarerebbe felice, qualora l’amata/o gli/le comunicasse di essere a sua volta felice tra le braccia di un'altra donna o uomo che prediligesse? Se l’amore fosse per davvero ― secondo la piú mendace delle vulgate ― sentimento di altruismo, ciò dovrebbe provocare balzi di gioia sfrenata. Invece? All’inverso, sconcertantemente, dati ufficiali dell’OMS (la speranza che siano falsi ci viene proprio dal fatto che sono ufficiali) ci informano che tra le maggiori cause di suicidio sono annoverate le delusioni sentimentali. Quale il rimedio? Forse non proprio la totalità dei lettori, ma è plausibile ritenere verosimile che una percentuale tutt'altro che trascurabile di costoro non ignori come il perseguimento e la pratica di un’attività sessuale assidua ― che le manette peraltro ben si prestano a simboleggiare ― possano costituire idoneo succedaneo dell’amore frustrato: un succedaneo però, non certo l’esatto omologo né la soluzione guarente. Ed allora? Nota la causa, scovato il riparo; come primo, non invasivo, approccio, somministrazione di antagonisti della biochimica sopra compendiosamente menzionata: antidopaminergici, serotoninergici e atosiban (maestoso neutralizzatore dell’esiziale oxitocina). Se ciò non si rivelasse risolutivo?  L’origine dell’innamoramento ― abbiamo visto ― è stata individuata nel sistema limbico; in particolare, precisiamo, in una porzione di esso denominata ‘corteccia cingolare anteriore’, la quale, si ipotizza, si sia evoluta negli animali superiori, per consentire il legame e le attenzioni della madre verso il neonato, il quale di quelli necessita e da questa è dipendente; pertanto (riporto la parte conclusiva di una mia rubrica di qualche anno fa, la quale trattò l’argomento) è dalla neurochirurgia che va preteso il rimedio: un bisturi che interrompa il pathway (via di comunicazione nervosa) verso quella terrifica area cerebrale, fino a giungere, quando necessario, alla drastica cingolectomia (ablazione della corteccia cingolare anteriore).
Esisterebbe invero una soluzione incruenta, teoricamente di non disagevole implementazione: la persona amata e non ricambiante o corrispondente in maniera inadeguata, in luogo di irridere ed evitare a mo’ d’appestato/a lo/a spasimante, dovrebbe assumere la conoscenza delle seguenti espressioni: empatia, partecipazione emotiva, sentimento di partecipazione,  adesione umana, solidarietà; praticamente: «Io non ti amo, tuttavia so bene che non puoi importi di non pensarmi e di non soffrire per me; credimi ti comprendo e farò di tutto per aiutarti, soprattutto non lesinandoti la mia presenza e prodigandomi in parole di conforto affinché tu possa ― lentamente, impercettibilmente, ma inesorabilmente ― disintossicarti dallo squilibrio biochimico che ti affligge a causa del nobile sentimento ― che purtroppo non riesco a ricambiare ― che provi per me. Del resto navighiamo a bordo del medesimo natante, e potrebbe capitare a me di patire le tue pene, ed in quel caso invocherei anch’io sostegno morale e conforto; abbandonarti al tuo dolore sarebbe, alla luce di ciò, davvero poco saggio oltre che abietto e disumano. Sarò tuo/a alleato/a e complice nell’impari lotta contro quello sconquasso biochimico, profanamente appellato innamoramento.
Collaboriamo: insieme riusciremo a restituirti la voglia di esistere.»
Ho contezza di una persona ― la conosco ― che si comporta sistematicamente cosí: pare si tratti dell’unica eccezione nota in seno all’umano consorzio.

                                                             Armando Riitano