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venerdì 28 agosto 2015

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Stromboli. Dopo la partenza dei barconi, quel che resta è....tanta immondizia



Nelle foto scattate ieri sera a Stromboli, subito dopo la partenza dei barconi dei "mordi e fuggi", quel che resta in prossimità del porto. 

Nuova rubrica. Foto dal nostro ampio archivio: Alba a Marina Corta di Roberto Greco

Vi proponiamo, pescandola dal nostro archivio, una bellissima alba a Marina Corta. La foto è di Roberto Greco

LA SECONDA "RICATA" TRA GOZZI ALL'OMBRA DELLO STROMBOLI. VITTORIA PER OLIVA, CUSOLITO D e F., CACCETTA F. e C.

COMUNICATO STAMPA
Successo annunciato a Stromboli, Eolie, per la seconda edizione dell'appassionante "Ricata", la kermesse a metà strada tra storia e sport organizzata dalla cooperativa “Stromboli pesca società cooperativa” (pescatori professionisti di Stromboli) e dall'associazione “Stromboli Blu” (pescatori amatoriali di Stromboli) in concomitanza con la festa del patrono: San Bartolo.
Fedeli alla traduzione che vuole una competizone tra gozzi realizzati dagli stessi isolani e solitamente usati per la pesca, trentadue strombolani si sono presentati infatti sulla spiaggia di Scari per l'atteso sorteggio delle barche da abbinare agli equipaggi, a loro volta composti da quattro membri l'uno. 
Da qui, gli equipaggi hanno raggiunto a motore lo Strombolicchio da dove il comitato di regata composto da Giuseppe Utano, Franco Utano e Gaetano Cusolito ha dato finalmente il segnale di via tra le grida e le incitazioni delle tantissime imbarcazioni di residenti e turisti accorse sul posto per tifare per i propri beniamini ed assistere ad uno spettacolo senza dubbio unico nel suo genere.
E l'attesa, del resto, non era stata vana. Alle decine di "fan" presenti i canottieri d'eccezione hanno regalato infatti lo spettacolo di una competizione al cardiopalma, vissuta vogata dopo vogata, all'ultimo respiro, combattendo non solo con lo sforzo fisico, non da poco, ma anche con le difficoltà naturali create da corrente, onde e vento.
Trenta minuti di gara per rendere giustizia di un allenamento durato mesi interi, che hanno premiato infine l'equipaggio composto da Stefano Oliva, Carlo Caccetta, Federico Cusolito ed il timoniere Franco Caccetta a bordo di "Salvatore" dell'armatore Domenico Cusolito. 
Sono stati loro, infatti, i primi a tagliare la linea immaginaria del traguardo posizionato a pochi metri dalla spiaggia di Scari, in posizione di estrema visibilità quindi per i tantissimi che, a loro volta, attendevano l'esito della corsa di ritorno dal mare. 
Alle loro spalle, distaccati di pochi centesimi di secondo, è stata quindi la volta di Laurent, Andrea e Michele Cusolito con il timoniere Vincenzo Cincotta a bordo di "Apache" di Stefano Oliva. Terza piazza, infine, per "Torpedine": il gozzo di Gaetano Cusolito timonato da Paolo De Rosa e spinto dalle vogate di Marco e Vincenzo Cincotta con Francesco Restuccia.
Per tutti loro, un bagno di folla e di abbracci ma soprattutto per i vincitori la soddisfazione di poter apporre il proprio nome ai piedi del prestigioso challenge perpetuo realizzato con un'ascia dell'800 donata da Domenico Cusolito ed installata su un pezzo di tartana a sua volta regalo di Ahimèe Camoz, che sarà poi esposta presso il bar Amore Mio di Scari.
Per i primi tre classificati, invece, gli organizzatori hanno previsto delle inedite medaglie in bronzo realizzate per l'occasione da Chiara Metelli.
Una festa nella festa ha celebrato infine l'esito della gara, con una popolata festa aperta a tutti ricca di pesce fresco alla griglia, dolci, vino e musica resa possibile dalla collaborazione di tanti che per mesi hanno preso parte all'organizzazione della serata. 
E' il caso ad esempio di Roberto Bauducco, che ha messo a disposizione lo spazio su cui gli strombolani hanno festeggiato fino a notte fonda, così come di Nino Utano & “I soliti Minestra” (Musica), Maria Cusolito, Angelina Scibilia, Veronica Oliva, Rosaria Cincotta per le pietanze tipiche, Tommaso La Macchia e tutti i volontari che ha coordinato i “fuochi” nonché Giuseppe Utano per l'adattamento delle barche, Giovanni Ferrara del bar Amore Mio per il supporto logistico e la disponibilità a custodire ed esporre il trofeo, Claudio Utano, Carlo Lanza e tanti altri.
Una regata, insomma, che è stata anche stavolta il simbolo dell'unione e dialogo tra tradizione ed innovazione con equipaggi che rispecchiavano nella loro composizione la società stessa dell'isola, composti com'erano da atleti di età comprese tra i quindici ed i sessant'anni ed oltre: a riprova, insomma, di quanto Stromboli non sia uno scoglio ma un'isola abitata da persone che hanno una storia e che stanno costruendo il futuro dei propri figli.

INFO MANIFESTAZIONE :

La regata vuole ricordare la gara per la “presa della posta” che si svolgeva tra le cosiddette palamitare (a remi e/o a vela) quando andavano a prendere posizione per calare le reti e si svolge il giorno della festa di S. Bartolomeo, 24 agosto.
Gli equipaggi sono formati da quattro componenti, tre vogatori ed un timoniere, così disposti: un vogatore (con due remi) seduto a prua, due vogatori (con un remo l'uno), un timoniere a poppa (con un remo “all'antica”, paledda). Il timoniere, stando al regolamento concordato, deve avere compiuto almeno 55 anni di età al momento della regata.
Le barche utilizzate sono gozzi tradizionali in legno, dotati di timone (inteso come paledda). Ogni equipaggio quindi ha presentato al Comitato tecnico di regata l'imbarcazione affinché fosse ammessa alla gara almeno tre giorni prima ed ogni equipaggio gareggerà invece con remi propri. Le imbarcazioni presentate sono state però assegnate attraverso sorteggio
agli equipaggi. Il gozzo è quello tipico strombolano con carene (lunghezza min 480 cm, max 580 cm) mentre i remi sono diversi a seconda che si tratti della coppia di prua (lunghezza min 220 cm, max 280 cm) o dei singoli (330 - 410 cm).
Trofeo marinaro “Ascia del mastro”.
Imponente, alto circa 180 cm, è una composizione di tre oggetti: un'ascia piantata su un solido legno di quercia a forma di V, che era parte di un bastimento, incastrato su una base di sostegno, anch'essa di legno. L'ascia, usata un tempo nella costruzione delle barche per disgrossare e sagomare il legno, è un pezzo da museo. È fra gli oggetti più preziosi e rari che testimoniano la cultura materiale dei marinai e dei mastri d'ascia strombolani dell'Ottocento, che erano autorizzati a costruire barche fino a trenta tonnellate.
(Foto d'archivio)