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sabato 22 ottobre 2011

Rumors da Megaporto (di Pietro Lo Cascio)


Si avvicina la data delle prossime elezioni amministrative e, puntualmente, si ricomincia a parlare del megaporto. Ad accendere il fuocherello sotto la minestra da riscaldare, questa volta, è nientemeno che il presidente Lombardo, intervenuto in una recente convention a Lipari, dove – evidentemente – le preoccupazioni degli esponenti eoliani del MPA gravitavano attorno al megaporto, piuttosto che sull’argomento dell’ospedale di Lipari, demolito dagli iniqui provvedimenti di quel governo regionale che Lombardo presiede. Sebbene la questione abbia ancora un profilo “basso”, per così dire, i “rumors” che l’accompagnano disegnano un nuovo scenario: la società privata intenderebbe rivedere il progetto originario, scorporandone il porto commerciale e riservandosi di intervenire a man bassa su Marina Corta, Marina Lunga e Pignataro. Sottomonastero, infatti, si è rivelato una trappola mortale per il megaporto di Condotte d’Acqua: meglio abbandonare un campo minato dai ritrovamenti archeologici, dagli ingrottamenti sotto la banchina e dalle contestazioni dei comandanti di navi e aliscafi. A questo punto, si impone una riflessione, anche se preventiva: quale vantaggio trarrebbero gli eoliani da questa colossale operazione, se il Porto – quello con la P maiuscola, quello che serve a partire e ad arrivare – viene completamente trascurato in quella che è stata elegantemente definita come “rifunzionalizzazione della portualità”? In sostanza, interventi migliorativi del porto commerciale – che tutti auspicherebbero, purché realmente migliorativi – non vengono previsti, nemmeno come parziale compensazione della privatizzazione di tutto il resto della portualità di Lipari. A chi vanno dunque i benefici di questa operazione? Non certo ai pescatori: bene che gli vada, si vedranno assegnare un numero di posti barca di gran lunga inferiore alle unità da pesca attualmente in armamento, e possibilmente in posti – tipo Marina Corta lato Sud – che non offrono garanzie di sicurezza per le imbarcazioni. Non certo a chi opera nel settore del traffico locale e del noleggio: per loro, valgono le stesse considerazioni espresse a proposito dei pescatori. Non certo ai diportisti locali: se già oggi sono costretti a fare fronte a costi spesso al limite delle loro possibilità e faticano a trovare posti liberi a Pignataro, figuriamoci cosa accadrebbe con un porto interamente privatizzato (l’esempio delle tariffe di Salina è abbastanza eloquente). Non certo ai concessionari dei pontili galleggianti: vedrebbero spazzato via il frutto dei loro investimenti e perderebbero il loro lavoro in nome di uno sviluppo turistico che, chissà perché, quando viene pianificato da una società esterna alla realtà locale, ci sembra sempre più bello. Non parliamo, infine, dei commercianti e degli esercenti locali, che si vedrebbero nascere sotto il naso una concorrenza già favorita dalla propria collocazione nell’ambito portuale privato, o dovrebbero accettare le condizioni di gestione dettate dalla società. Allora, chi resta? Mi viene in mente una certa tipologia di politici che, sicuramente, è pronta a riscuotere il quinquennale privilegio di potere disporre, o fare finta di disporre, di un certo numero di “posti di lavoro”. Durante le scorse elezioni, si vociferava di trecento, addirittura quattrocento posti di lavoro; una cifra favolosa, irresistibile, ma ricavata da quale piano economico, da quale previsioni concrete? Non lo abbiamo mai saputo dai signori di Condotte d’Acqua che, ormai un anno fa, nel corso di un infelice incontro con la cittadinanza, hanno preferito sottrarsi al dovere di fornire informazioni riscontrabili e prendere la scusa dell’aliscafo che partiva, per scomparire precipitosamente. Adesso, con il megaporto rimodulato, questa cifra rimarrà la stessa? Magari aumenterà: avremo cinquecento, seicento posti di lavoro, un’isola intera a servizio di Condotte d’Acqua e soggiogata dai giochetti di prestigio dei politici vicini al nuovo padrone. Se era prevedibile che l’argomento megaporto sarebbe stato uno dei pilastri della campagna elettorale per le amministrative del 2012, le affermazioni sibilline del governatore Lombardo hanno fugato ogni dubbio. Certo, in un’isola dove le incertezze sul futuro dei trasporti marittimi essenziali continueranno a gravare sulla comunità e sull’economia turistica ancora per molto tempo, dove un decreto regionale rischia di cancellare una delle poche garanzie tangibili – il diritto alla salute e alla nascita – che ci ricordano di essere ancora cittadini di questo Stato, dove con il giochetto delle emergenze e delle deroghe ad ogni costo si decide prepotentemente e arbitrariamente di piazzare un depuratore nelle immediate adiacenze di centri abitati, il colmo della misura sarebbe dire “scusate, dobbiamo rifunzionalizzare il porto (non quello che vi serve, ovviamente), dunque lo diamo in gestione ai privati per i prossimi cinquant’anni”. Eppure, è proprio quello che è accaduto, e che inevitabilmente Lombardo e i suoi intimi locali stanno per fare accadere di nuovo. Sarebbe veramente grave, veramente sconfortante, veramente tragico, se gli eoliani abboccassero di nuovo all’amo.
Pietro Lo Cascio (consigliere comunale di Sinistra Ecologia Libertà)

Etichettatura, pesca e commercio. Infrazioni in calo nelle Eolie

Comunicato Stampa
Oggetto: Attività di controllo in materia di pesca e commercializzazione del prodotto ittico – Resoconto attività ispettiva –.
Iniziata l’operazione di controllo sulla filiera del prodotto ittico in materia di “Etichettatura e tracciabilità” del prodotto ittico ai sensi del D.M. del 27/03/2002, con particolare attenzione per le restrizioni previste dalla Raccomandazione ICCAT 09-04 in materia di pesca/detenzione del pescespada (Xiphias Gladius) in vigore dal 01 Ottobre al 30 Novembre, controllo della pesca marittima professionale e sportiva, controllo della grande e piccola distribuzione.
Gli uomini dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari hanno avviato un’intensa attività su M/B da pesca locali, mezzi di trasporto, pescherie, grossisti locali, ristoranti, cooperative pesca e supermercati, al fine di verificare la corretta presenza della documentazione accompagnatoria al prodotto ittico unitamente e con particolare riferimento, all’accertamento della corretta “etichettatura” del prodotto esposto, il tutto a tutela e garanzia del consumatore finale.
Con estrema soddisfazione del Comando dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari, dal raffronto dei dati statistici derivanti da anni di controlli, è risultata una flessione della percentuale di infrazioni rilevate rispetto al numero di controlli effettuati.
L’obiettivo delle suddette operazioni e dei successivi controlli, che proseguiranno per tutta la stagione invernale, non è, ovviamente, a scopo repressivo, ma è volto a garantire la corretta implementazione della vigente normativa comunitaria in materia, a tutela del consumatore finale e della salute pubblica.
F.to
IL COMANDANTE
T.V.(CP) Cosimo BONACCORSO

Punto nascite. La parte terminale della protesta degli eoliani davanti all'ARS (immagini dall'alto)

Biviano, presidente della commissione speciale Sanità scrive al dottor Poli

Commissione Consiliare Speciale “Sanità”

Lipari, 22/10/2011
Al  Direttore Generale dell’ASP di Messina
Dott. Francesco Poli
E, p.c.
Al  Direttore Sanitario dell’Ospedale di Lipari
Dott.ssa  Maria Rigoli
All’Assessore Regionale alla Salute
Dott. Massimo Russo
Al Sindaco del Comune di Lipari
Dott. Mariano bruno
 OGGETTO: Nomina nuovo ginecologo e richiesta di personale infermieristico, ostetrico e ausiliario.
Egregio Direttore,
Apprendo dagli organi di stampa che nella qualità di Commissario dell’Asp di Messina  la S.S. ha provveduto  alla nomina di un nuovo ginecologo per l’ospedale di Lipari, il Dott. Santino Federico. Queste, inoltre, le sue dichiarazioni riportate da diverse testate giornalistiche: L’obiettivo è di ritornare a far partorire normalmente all’ospedale di Lipari, mentre i casi delicati saranno trasferiti nei nosocomi della terraferma”.
Non posso non mostrare il mio totale apprezzamento per le sue parole e per il suo immediato intervento con la nomina del dott. Federico, medico di indiscussa bravura, ma allo stesso tempo ritengo che oltre all’invio di ginecologi esperti e qualificati il reparto di ostetricia e ginecologia di Lipari necessita di ulteriori figure professionali quali infermieri, ostetrici e ausiliari. Le ricordo, infatti, che a tutt’oggi vige una presunta disposizione della Dott.ssa Rigoli, emanata nell’ottobre dello scorso anno, che chiude di fatto il suddetto reparto, limitando i parti ai soli casi urgenti e adducendo come motivazione principale la mancanza di personale qualificato.
Pertanto, nell’invitare la S.S. a verificare l’esistenza o meno della suddetta disposizione e all’eventuale revoca della stessa, Le chiedo di procedere urgentemente all’ invio di personale adatto e sufficiente al funzionamento del reparto.
Auspico, inoltre, che venga presto impiantata nel nostro ospedale la figura dell’anestesista/rianimatore, 24 ore su 24,  in modo da garantire quegli standard di sicurezza richiesti sia dall’organizzazione mondiale della  sanità che dagli stessi cittadini eoliani.
Certo di un suo immediato riscontro, porgo i migliori saluti.
                                                                              IL Presidente della Commissione
                                                                                          Dott. Giacomo Biviano

Lipari: arrestato dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento custodiale.


COMUNICATO STAMPA
Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Lipari, nell’ambito dei servizi volti alla prevenzione e repressione dei reati, hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dall’A.G. peloritana nei confronti di un 23enne di nazionalità tunisina.
In particolare, intorno alle 19:30 di ieri, i militari della Stazione Carabinieri di Lipari si sono presentati presso l’abitazione di HABOUBI Khobaib, nato in Tunisia cl. 1988, ma residente a Lipari (ME), già sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, per dare esecuzione all’ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria.
Secondo quanto riportato nel provvedimento custodiale, il citato HABOUBI Khobaib avrebbe violato le prescrizioni impostegli nel periodo di sottoposizione all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Il prevenuto, dopo le formalità di rito è stato tradotto presso il proprio domicilio a disposizione dell’A.G. mandante.

Auguri amore mio !

Tre mesi insieme e ti amo tantissimo! 
Vorrei poter festeggiare con te questo e tutti gli altri compleanni a venire.
Tanti tanti auguri, piccolina mia!
Filippo

Auguri Tamara !

Per i tuoi sedici anni i nostri migliori auguri di buon compleanno: ti vogliamo un mondo di bene!
Silvia, Salvo e Christian

E' l'ortopedia il nuovo servizio fruibile presso lo studio del dottor Iacolino a Lipari.

Presso lo studio del dr. Giovanni Iacolino ( tel 3381903731 ), ai gia' avviati servizi di ecografia-ecodoppler ed urologia, si sono aggiunti, in questi giorni, il servizio di psichiatria ed, ogni giovedì mattina, il servizio di ortopedia con possibilita' di applicazione di apparecchi gessati o di asportazione degli stessi. Il servizio di ortopedia e' gestito dal dr. Carmelo Mammoliti, specialista in ortopedia, dirigente primo livello reparto ortopedia dell'Ospedale di Milazzo.
Il neonato servizio di ortopedia vuole rappresentare per gli eoliani la possibilità di accedere a servizi e/o prestazioni che non sono effettuate presso l'ospedale di Lipari e che costringono numerosi concittadini a doversi spostare altrove con un notevole e pesante aggravio in termini economici e di giornate "bruciate"

L'indignazione (di Giovanni Giardina)

Riceviamo e pubblichiamo:
Lo  faccio  con  ritardo  perche’  in questi giorni le testate giornalistiche sono  state  invase  da  fatti  certamente  meritevoli di  priorità ma,  non è  di  meno  rilievo  lo sconcerto  che ho  provato  giorni  fa nel  sentire  un’ intervista  fatta  al  vice  Sindaco  e  assessore  Giulio  China e che non poteva passare inosservata . (RIGUARDAVA   i danni  provocati  dal  cattivo  tempo a  Lipari ).
Diverse  le  immagini  e le  localita’  colpite,  ma  quando  si  parlo’  della  via  Roma  e  di  Marina  corta, gli venne rivolta  questa domanda: "E  quello  che  e’  successo  in  via  Roma ?".  Il  nostro  vice Sindaco  rispose: "Qui succede sempre ! questo perche’ la’… sotto il  ponte, c’e’ una vasca che almeno una volta al  mese si dovrebbe  pulire”."
Mi  sarei aspettato un' altra  domanda che  pero’ non venne fatta.  E  chi  deve  pulirla? 
 Il vice Sindaco  e assessore  al  ramo si era dimenticato  in quel momento del  ruolo che copre , rispondendo da semplice cittadino. Caso  di  demenza  senile ? Mi  sono  sdegnato,  prima  per  l’immagine  che  rappresenta  al  Comune  di  Lipari, poi per il Sindaco e la sua  giunta ,che per difetti della politica, deve  sopportare ; infine per il  partito, che China rappresenta in giunta e che  lo stesso  ha scelto  per  amministrarci compiaciuto ed appagato. Ora da  liparoto v’invito a fare  memoria, per avere conferma.  .
Non e’vero che ogni anno assistiamo sempre alle stesse  cose , vediamo le stesse  immagini ? Avete  visto  marina  corta  i  materiali  che  sono scesi? Certo non era solo acqua e fango, ma  materiali e rifiuti di tutti  i  generi, che ormai da anni proliferano  e messi a  dimora indisturbatamente sotto quel ponte coperto. Un serio e attento assessore, prima che iniziano le prime piogge , non  dovrebbe per  logica far fare una preventiva  e seria ricognizione seguita  da eventuali  interventi di  bonifica? Di chi e’ il compito di sorvegliare il nostro territorio? Di chi e’ il compito fare opera di prevenzione? Pulire le vasche, i pozzetti, i torrenti  le strade,  la vasca  di Calandra, ecc..? Pensate che senza  la  prevenzione sia  piu’ economico?  Per  i post  interventi, e danni subiti a  persone o cose, successivamente si spende molto di piu’.  Credetemi  mi sento indignato ! Non volevo farlo e capisco  anche che sto  diventando   troppo invadente,  approfittando del vostro spazio, ma  come si fa a far  passare  inosservate  certe  cose?  Di anno in anno ormai   rassegnati  assistiamo le stesse scene! (tutte degne  di  essere  mandate a  paperissima).
Infine mi tornano  in  mente coloro  che  proposero di  sottoporre  tutti i parlamentari al test della droga ; suggerirei di estenderla a tutti i pubblici  amministratori, e se siete d’accordo con me;  con  l’obbligo del collaudo……. (ogni due anni)  come  si  fa  per  i  veicoli. Chissa’...quanta  gente  uscirebbe  fuori  da  rottamare! E  invece  li  dobbiamo  sopportare e  per  giunta  pagare  profumatamente. Appuntamento  ai  prossimi  temporali.
Giovanni Giardina

venerdì 21 ottobre 2011

Fidejussione per Siremar, interviene D'Alia

Pubblichiamo l'interrogazione del senatore Giampiero D'Alia al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per le politiche europee, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze 
Premesso che:
con decreto del Ministero dello sviluppo economico del 17 settembre 2010, la Siremar è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria di cui all'art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 347 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 39 del 2004;
con avviso pubblicato su vari organi di stampa, il commissario straordinario della procedura invitava chiunque fosse in grado di garantire la continuità del servizio pubblico di trasporto marittimo e a presentare manifestazioni di interesse per l'acquisto del ramo di azienda di Siremar preposto all'erogazione in regime convenzionale del servizio di collegamento con le isole, di cui alla legge 20 dicembre 1974, n. 684;
in tale invito si precisava che l'obiettivo della procedura promossa era la dismissione, mediante trattativa privata, ai sensi dell'art. 4, comma 4-quater, del citato decreto-legge n. 347 del 2003, del complesso aziendale della Siremar preposto all'erogazione del servizio di collegamento con le isole, di cui al suddetto regime convenzionale, al fine di proseguire e concludere il processo di liberalizzazione del settore di cabotaggio marittimo da realizzarsi mediante privatizzazione;
il 23 maggio 2011, termine indicato dalla procedura, presentavano offerta: la società Navigazione siciliana SpA, con sede a Trapani, costituita tra Ustica Lines SpA, con sede a Trapani, e Caronte & Tourist SpA, con sede a Messina, e la Compagnia delle isole SpA, con sede a Palermo, presso l'Assessorato regionale all'economia, costituita da Mediterranea holding di savigazione SpA, anche essa con sede a Palermo presso il medesimo assessorato, Davimar Eolia navigazione Srl, con sede a Milazzo, Navigazione generale italiana SpA, con sede a Messina, Lauro.it SpA, con sede ad Ischia (Napoli), Isolemar Srl, con sede a Napoli; successivamente alla presentazione dell'offerta, entrava a far parte di tale compagnia societaria anche la Sicilia occidentale marittima Srl, con socio unico, con sede a Trapani;
nell'ambito del procedimento, succintamente descritto, la Regione Siciliana ha assunto iniziative che appare opportuno segnalare all'attenzione dei Ministri in indirizzo;
in primo luogo, la Mediterranea holding di navigazione SpA costituita in data 17 febbraio 2010 è oggi dotata di un capitale sociale così ripartito tra i singoli soci: la Regione Siciliana detiene il 53,94 per cento del capitale sociale, la Lauro.it SpA il 27,70 per cento, Isolemar Srl l'11,80 per cento, Acies Srl il 6,56 per cento;
la Mediterranea holding di navigazione SpA detiene, a sua volta, il 66 per cento del capitale sociale della Compagnia delle isole SpA, che, come sopra indicato, ha presentato offerta di acquisizione del ramo di azienda Siremar;
ne deriva che la Regione Siciliana è il socio maggioritario della società (Mediterranea holding di navigazione SpA) che, a sua volta, possiede la maggioranza del capitale sociale della società (Compagnia delle isole SpA) che si è proposta l'acquisto del ramo di azienda;
in aggiunta, come si evince da organi di stampa e da atti di sindacato ispettivo indirizzati alla Presidenza della Regione Siciliana e all'Assessore all'economia da alcuni componenti l'Assemblea regionale siciliana, pare che, nell'ambito dell'offerta di acquisto presentata dalla Compagnia delle isole SpA, UniCredit abbia manifestato disponibilità a garantire i pagamenti dilazionati ivi previsti in ragione di una promessa di controgaranzia in suo favore formulata direttamente dalla Regione Siciliana sotto forma di lettera di patronage;
ne deriva, pertanto, che la Regione ha assunto nella vicenda della privatizzazione della Siremar un ruolo primario ed essenziale, divenendone nei fatti la principale protagonista, e ciò tanto per l'entità dell'apporto economico operato quanto per gli impegni assunti al fine di garantire il pagamento del prezzo di acquisto offerto;
quanto precede suscita una perplessità di fondo: nel caso di specie la privatizzazione di un'impresa pubblica viene realizzata grazie all'apporto economico decisivo di una pubblica amministrazione, in evidente contraddizione rispetto alle manovre di finanza pubblica dirette alla dismissione delle partecipazioni societarie pubbliche;
ciò va valutato anche alla luce della complessiva operazione di dismissione delle società regionali, originariamente ricondotte sotto il controllo della società Tirrenia di navigazione SpA, adibite al trasporto marittimo locale;
in primo luogo, infatti, occorre ricordare che, con decreto-legge n. 135 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 166 del 2009, veniva trasferito il 100 per cento del capitale sociale di tali società alle rispettive Regioni di appartenenza territoriale affinché provvedessero alla successiva privatizzazione attraverso procedure di gara aperte, con la sola esclusione della Siremar, in ragione del diniego espresso dalla Regione Siciliana;
in secondo luogo, suscita perplessità il fatto che per la costituzione della Mediterranea holding SpA l'individuazione dei soci privati risulti essere avvenuta con procedura conclusasi in appena quattro giorni, previa la pubblicazione di un avviso per manifestazione di interesse a prendere parte alla suddetta società pubblicato in data 11 febbraio 2011 nel sito Internet dell'Assessorato regionale all'economia e sui quotidiani "Giornale di Sicilia" e "Il Sole-24 ore", di cui è dato conto nelle deliberazioni della Giunta regionale n. 39 del 9 febbraio 2010 e n. 48 del 15 febbraio 2010;
a tal riguardo, si deve ricordare che la lettera b) del comma 2 dell'articolo 23-bis del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, prevedeva invece espressamente che il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali potesse avvenire a favore di società a partecipazione mista pubblica e privata «a condizione che la selezione del socio avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a)ovvero economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità, le quali abbiano ad oggetto, allo stesso tempo, la qualità di socio e l'attribuzione di specifici compiti operativi connessi alla gestione del servizio e che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento»; non sembra che tali principi siano stati rispettati nel caso di specie;
a ciò si aggiunga che l'originaria costituzione della citata società Mediterranea holding di navigazione SpA avvenne con l'espresso intento di acquisire il pacchetto azionario della sola Tirrenia SpA, e che nulla - di contro - fu previsto con riferimento alla partecipazione alla gara per l'acquisizione della Siremar, che pertanto sembrerebbe avvenuta in assenza di qualsivoglia previo atto deliberativo regionale;
in terzo luogo, e non ultimo in ordine di importanza, ad alimentare ulteriormente l'anomalo ruolo esercitato dalla Regione Siciliana nella procedura, con riguardo alla già menzionata promessa di controgaranzia rilasciata in favore di UniCredit, non è dato conoscere gli atti con i quali tale promessa sarebbe stata formalizzata dagli amministratori regionali ed a quali condizioni, né le modalità con le quali si sarebbe provveduto all'assunzione del relativo impegno di spesa nel bilancio regionale;
tale intervento, peraltro, non sarebbe neanche in linea con le deliberazioni della Giunta regionale n. 39 e 48 del 2010, che - come già esposto - avevano ad oggetto l'originario progetto di partecipazione della Regione Siciliana alla sola procedura di privatizzazione della Tirrenia SpA;
ma, pur volendosi prescindere da tali considerazioni procedimentali, e se pur l'iter deliberativo potesse risultare formalmente regolare - non si vede tuttavia come la mancanza di idonea copertura finanziaria possa consentirlo ai sensi della legge regionale n. 47 del 1977 - non si può tacere che con tale promessa di controgaranzia, in primo luogo, la Regione, con impegno di risorse finanziarie, diverrebbe il garante sostanziale dell'acquisizione di un ramo di azienda attuato da un soggetto privato; in secondo luogo, con tale intervento finanziario regionale risulterebbe palesemente alterata la libera concorrenza tra le imprese interessate all'acquisizione del ramo di azienda Siremar;
infine, la citata controgaranzia, prestata in favore di una delle partecipanti alla trattativa privata, risulterebbe comunque illegittima, configurando una palese violazione del divieto di aiuti di Stato sancito dall'articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), data la nota equiparabilità tra i finanziamenti direttamente erogati alle imprese dagli enti pubblici ed il rilascio di garanzie a favore di terzi finanziatori;
in altri termini, gli atti amministrativi che sorreggerebbero la prestazione di controgaranzia appaiono ictu oculi invalidi e comprometterebbero, così, non solo la validità ed efficacia della garanzia bancaria, ma anche il regolare svolgimento della procedura di cessione indetta dall'amministrazione straordinaria, in quanto finalizzati a garantire migliori condizioni di partecipazione ai soggetti privati che detengono partecipazioni in Mediterranea holding di navigazione SpA ed in Compagnia delle isole SpA;
a tal riguardo, da un comunicato stampa del 5 ottobre 2011 si apprende dell'apertura di una indagine approfondita da parte della Commissione europea sulle procedure di privatizzazione della Tirrenia e della Siremar, al fine di valutare se le stesse siano state "aperte, trasparenti, non discriminatorie e incondizionate", e ciò anche in termini di concessione di aiuti di Stato non consentiti dalla normativa comunitaria;
quanto premesso potrebbe costituire, pertanto, motivo di ulteriore rallentamento della privatizzazione della Siremar, per il raggiungimento della quale - è bene ricordarlo - lo Stato italiano ha assunto stringenti impegni con l'Unione europea in termini di tempi di conclusione della relativa procedura;
quanto precede, peraltro, deve essere valutato anche alla luce delle determinazioni assunte dallo stesso Assessorato dell'economia della Regione Siciliana in una decreto del 19 agosto 2011, laddove si precisa che la partecipazione nella società Mediterranea holding SpA sarà mantenuta dalla medesima Regione Siciliana fino a quando la presenza pubblica, giustificata in fase di costituzione, potrà venir meno per le gestione di attività prettamente imprenditoriali; tale circostanza, laddove confermata, conforterebbe ancor più il sospetto che la Regione stia impegnando risorse finanziarie pubbliche per garantire l'acquisizione del ramo di azienda Siremar, che resterebbe dopo l'aggiudicazione nelle mani esclusive di soggetti privati;
ma occorre considerare che, pur dove così non fosse, qualora la Regione Siciliana dovesse mantenere le suddette partecipazioni societarie, la posizione di controllo di diritto (ai sensi dell'art. 2359, comma 1, del codice civile) e di influenza dominante esercitata sulle società Mediterranea holding SpA e Compagnia delle isole SpA comporterebbe - tanto più se dovesse risultare esistente la prestazione di una controgaranzia a favore di Compagnia delle isole SpA - una palese violazione degli obiettivi di privatizzazione e liberalizzazione del settore del cabotaggio marittimo perseguiti dalla legislazione in materia (decreto-legge n. 135 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 166 del 2009; decreto-legge n. 125 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 163 del 2010) che regolamenta la durata, le condizioni e le risorse disponibili per la stipula delle convenzioni di servizio pubblico; legislazione nel quadro della quale si espleta ovviamente la dismissione operata dal commissario straordinario;
a tal riguardo, la medesima disciplina assegna alla Regione Siciliana dei compiti istituzionali di programmazione, amministrazione e controllo sullo svolgimento del servizio pubblico di trasporto marittimo (art. 19-ter, comma 7, del citato decreto-legge 135 del 2009), che non potrebbero conciliarsi con il suo ruolo di controllante indiretta della società aggiudicataria dell'azienda ceduta e titolata della stipula della convenzione,
si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri in indirizzo siano edotti di quanto in premessa e se, per le ragioni esposte, non ritengano di dover intervenire, per i profili di rispettiva competenza, a tutela dell'erario, a salvaguardia della libertà di concorrenza ed a garanzia della parità di trattamento tra le società partecipanti alla trattativa privata indetta per l'acquisizione del ramo di azienda Siremar.

Lettere al direttore

Caro direttore,
Seppure da lontano invito i miei concittadini a non abbassare la guardia sul punto nascite così come sull'ospedale nel suo complesso. Non si può pensare altrimenti. Non si possono togliere diritti sanciti dalla Costituzione, specie se si vive in una isola.
A te caro direttore, un grazie di cuore per avere dato a me, così come a tanti altri, la possibilità di seguire, attraverso foto e video, la mobilitazione degli eoliani su Palermo per difendere un diritto sacrosanto.
Un servizio che hai reso, come al solito, con grande professionalità e sensibilità da vero eoliano e da vero padre di famiglia quale sei.
Aspettando di poterti riabbracciare questa estate, insieme alle mie amate isole, ancora un grazie
Angela Mandarano (Zurigo)

Judo. Lo Sporting Lipari "Alle pendici dell'Etna)

(di Adalgisa Ferlazzo) Sabato e domenica prossima parteciperemo con i nostri atleti, sia piccoli che grandi, alla  gara di judo denominata 8° Torneo Internazionale di Judo “ALLE PENDICI DELL’ETNA”
La  gara sarà al PalaLivatino di Cannizzaro, Catania: sabato pomeriggio saliranno in materassina i più giovani ( Fanciulli e Ragazzi), domenica sarà la volta degli agonisti cimentarsi sul tatami per l’ultima tappa del Trofeo Sicilia Esordienti B, Gran Prix Sicilia Cadetti e Coppa Sicilia Juniores.
Gli atleti  dello Sporting Club Judo Lipari che partiranno  per la trasferta sono:
FANCIULLI: LIVOTI ENYA –2003 - KG 36 ; DE SALVO ANDREA –2002 - KG 32 ;OLIVERI UGO –  2003 - KG 32
RAGAZZI:  BASILE LUCA SANTI – 2001 – KG 40 ; ZIINO LEONARDO – 2000 –  KG 50
ESORDIENTI B: PUGLISI SALVATORE – 1998 –KG 66
CADETTE: RUSSO FRANCESCA –  1996 – KG + 70
     JUNIORES: VITAGLIANA ALESSANDRO– 1994 – kg 66

Club Unesco delle Eolie. Convegno sul termalismo

Riceviamo dalla dottoressa Angela Mazziotta e pubblichiamo:
Illustre Direttore, invio il programma del prossimo convegno di questo Club UNESCO di Lipari, sempre impegnato nella promozione delle potenzialità del nostro territorio e nella valorizzazione della nostra identità .
Il  Convegno avrà luogo domenica 23 ottobre p.v. presso i locali dell'hotel La Filadelfia ed interverranno: l'On.Vincenzo Garofalo (Deputato Nazionale PDL); l'On.Francantonio Genovese (Deputato Nazionale PD)  l'On.Giovanni Ardizzone (Deputato Regionale UDC);il dott.Giosuè Marino (Assessore Regionale  all'Energia e Vicepresidente della Regione Siciliana); il dott.Gianluca Galati
( Dirigente Generale del Dipartimento Energia della Regione Siciliana); l'ing.Angelo Trupia (Dirigente del Distretto minerario di Catania); il Prof.Umberto Spigo (Direttore del Distretto Archeologico delle Eolie); il Prof.Roberto Mantia (Direttore sanitario del Centro Medeco Mantia).
Il  tema è importante, rappresentando il termalismo una delle nostre maggiori risorse naturali, perenne e pressocchè inesauribile,che come tale dovrebbe rappresentare uno dei punti forti dello sviluppo turistico e dello sviluppo lavorativo nel territorio di tutto l'arcipelago, fino a potere prevedere un turismo termale destagionalizzato.
Inutile sottolineare l'enorme vantaggio in termini economici,di immagine e di sviluppo che avremmo  se, per esempio, lo stabilimento delle  Terme di  S. Calogero fosse effettivamente funzionante ed organizzato.
Non è difficile immaginare quale forte offerta vi sarebbe di posti di lavoro  e per le differenti tipologie professionali che troverebbero impiego, quale sarebbe il considerevole sviluppo  di tutto l'indotto ed il  grande impulso turistico immediatamente soprattutto per il il bacino territoriale Pianoconte -Quattropani.
Il nostro territorio offrirebbe grandi possibilità di sviluppo economico,sociale e turistico se soltanto si valorizzassero adeguatamente le nostre enormi e speciali risorse, di cui una appunto il termalismo. E  quei nostri giovani  oggi costretti -come  cinquant'anni fa -ad emigrare per trovare lavoro, avrebbero il diritto di trovare a casa propria il proprio futuro e le migliori prospettive di vita 
Data l'importanza del tema  sono certa di una sentita ed interessata presenza.
Angela Mazziotta (Presidente del Club UNESCO delle Isole Eolie)

Malfa: una persona denunciata dai Carabinieri per violazione della normativa ambientale.

Nella mattinata di ieri, nell’ambito delle attività volte all’intensificazione dei servizi di prevenzione e repressione dei reati, con riferimento specifico alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica, i Carabinieri della Stazione di Santa Marina Salina, hanno segnalato all’A.G. una persona, in quanto ritenuta responsabile di violazione delle norme in materia ambientale.
In particolare, dagli accertamenti eseguiti dai militari dell’Arma, è emerso che il prevenuto aveva realizzato, senza le prescritte autorizzazioni, una discarica abusiva a cielo aperto di rifiuti, pericolosi e non, in un sito di sua proprietà
A quel punto, i Carabinieri, dopo un accurato sopralluogo, hanno proceduto al sequestro dell’intera area che si estende per complessivi 1.300 mq. circa, informando l’Autorità Giudiziaria competente.

Auguri Francesco !

L'amico e vice presidente del consiglio comunale Francesco Megna nel pomeriggio sarà operato d'urgenza di appendicite. L'intervento sarà eseguito all'ospedale di Lipari dal dottor Enzo Compagno. A Francesco, che mercoledì scorso era a Palermo per lottare per il nostro ospedale, i più sinceri auguri per una pronta guarigione

TRASPORTI MARITTIMI E PRIVATIZZAZIONE SIREMAR (di Gianfranco Guarino)

Purtroppo per noi Eoliani, siamo di fronte ad un periodo davvero difficile, questa volta tocca al settore trasporti, tutti aspettavamo ormai da tempo la privatizzazione della Siremar, dopo che la Regione Sicilia ne ha rifiutato l'acquisto per la somma di € 1,00.
Oggi sappiamo per certo l'impegno economico della regione ammonterà a € 35.000.000 Il commissario della Siremar ha infatti chiesto una garanzia alla cordata siciliana e l' unico socio solvibile è la Regione: così il dipartimento Bilancio ha autorizzato la garanzia, emessa da Unicredit., una bella somma, viene da chiedersi se sono impazziti tutti, in realtà si tratta di una vera e propria operazione imprenditoriale a forte impatto economico, sociale e politico che frutterà alla Regione Sicilia, quale azionista di riferimento la gestione con i privati di ben € 55.000.000 per 12 anni quale contributo dello stato italiano alla società aggiudicataria e la gestione di 500 dipendenti e 9 navi.
Di fatto una finta privatizzazione come potrete leggere più avanti e un contributo economico dato alla Regione Sicilia davvero importante, un vero e proprio scippo e schiaffo alle logiche europee che chiedevano ben altro.
Mi chiedo, come possa la regione con i problemi di bilancio che si ritrova, far fronte ad impegni economici così importanti, che vanno ben oltre le cifre evidenziate, e cioè nuove navi, aliscafi, etc. in un arco di tempo ben definito nell'offerta che ha ottenuto il via libera dal Commissario dello stato.
 Mi sorge il dubbio che possa trattarsi di bassa speculazione economica e politica per la gestione di fondi pubblici e consensi elettorali.
 Ma veniamo ai fatti:
 L' ACQUISTO DELLA SIREMAR  
La Regione Sicilia voluto fortemente mettere in piedi una cordata d' imprenditori per rilevare la compagnia di navigazione controllata dalla Tirrenia.
Dimenticandosi che il motivo per cui la Siremar deve essere ceduta dallo Stato è l' obbligo della privatizzazione imposto da Bruxelles.
La Regione Siciliana invece ha creato una serie di società, la Mediterranea Holding e la controllata Compagnia delle Isole, che vedono alla fine sempre maggioritaria la presenza di Palazzo d' Orleans.
Facendo andare su tutte le furie l' altro raggruppamento in corsa per l' acquisto della Siremar, quello composto da Vittorio Morace e dai Franza di Messina: entrambi all' ultimo minuto si sono ritirati presentando esposti alla Corte dei conti e all' Antitrust contro quella che definiscono «una finta privatizzazione visto che alla fine è la Regione che si sta facendo carico di tutta l' operazione».
In corsa è rimasta quindi solo la cordata guidata da Palazzo d' Orleans, composta dall' armatore campano Salvatore Lauro, dalla Isolemar che vede socio di riferimento l' imprenditore sardo Franco Del Giudice, dalla Acies che ha come amministratore delegato l' imprenditrice proprietaria dello stabilimento della Cocacola a Catania, Maria Cristina Busi, e dalla Davimar eolia navigazione e dalla Ngi, guidate da un gruppo di piccoli imprenditori di Milazzo e Messina.
Mediterranea Holding di Navigazione S.p.A.,
Il Gruppo armatoriale Lauro di Napoli, La Regione Siciliana ed il Fondo CAPE hanno costituito la Mediterranea Holding di Navigazione S.p.A.,
La cordata
capitale sociale di un 1 mln €,  presidente Salvatore Lauro

Mediterranea Holding di Navigazione Il Gruppo armatoriale Lauro di Napoli, La Regione Siciliana ed il Fondo CAPE
Isolemar 50mila euro
Davimar Eolia Navigazione (cordata di imprenditori milazzesi ed eoliani)*
Navigazione Generale Italiana
Lauro.it Spa
* Cordata composta: Bartolo, Cristina e Anselmo Taranto, Felice Nania, Daniela Trio, Gaetano Nani, Carmelo Gitto, Antonio Bernardi e Poseidon
CAPE Regione Siciliana SGR S.p.A. è una società di Gestione del Risparmio, costituita il 19 Dicembre 2006 da Cimino & Associati Private Equity S.p.A (CAPE) con una quota del 51% e dalla Regione Siciliana con una quota del 49%.
CAPE REGIONE SICILIANA SGR nasce in seguito alla emissione da parte della Regione Siciliana di un bando pubblico per la ricerca di un advisor di un Fondo Chiuso di Investimento che investa nel capitale di rischio di aziende operanti in Sicilia, e alla successiva nomina di Cape quale advisor del Fondo e socio di maggioranza della Società di gestione del fondo stesso.
Un risultato è stato ottenuto da subito, è cioè una serie di ricorsi ed esposti, che nelle more di essere esaminati, ci lasceranno nello stallo attuale e con i problemi che conosciamo, bisogna avere molta fede per pensare che prima della prossima stagione turistica sarà tutto concluso.
Come accade da un periodo a questa parte, a pagare saremo solo è sempre noi.
Ricordiamoci che le isole Eolie sono patrimonio dell'umanità o almeno così dicono.
Spero che la lettura del documento faccia riflettere tutti ed in particolare l'Amministrazione Comunale.
I dati citati, sono ricavati da documenti pubblici, pubblicati nei varii siti internet.
Il Consigliere Comunale
Gianfranco Guarino

CittadinanzAttiva e il paraocchi dell’Assessore Russo

Come tutti sappiamo, mercoledi 19 u.s., si è riunita la  “Commissione Sanità” dell’ARS presieduta dall’On. Laccoto a Palermo.
Invitati all’audizione i Sindaci di: Lipari,S.M.Salina,Mistretta e Pantelleria, nonché il presidente della Commissione Speciale per la Sanità del Comune di Lipari, e rappresentanti politici Eoliani.
Detta Commissione, nella persona del Presidente On. Laccoto, sentite le giuste ragioni degli intervenuti, in quella sede ha affermato “ che le richieste di modifica del Decreto erano legittime, e che la Commissione avrebbe operato in tal senso”.
Immediatamente dopo l’incontro, l’Ass.re Russo emana un suo comunicato, ove ribadisce quanto sino ad oggi dichiarato sulla validità del Decreto: abolizione dei punti nascite, accorpamenti di reparti ecc. .
Tutto ciò in spregio alla disponibilità e sensibilità dimostrata dalla “Commissione Sanità” tenutasi, e terminata, qualche ora prima ove si faceva risaltare l’assoluta leggittimità delle richieste delle località disagiate (montane e isolane).
Noi crediamo che un’Assessore, chiunque esso sia, dovrebbe saper ascoltare, rispettare ed esaudire delle richieste così ben motivate, nel caso contrario, dovrebbe essere mandato a casa dai politici Siciliani (eletti dal popolo).
Vorremmo ricordare che l’Ass.re Russo, non è stato eletto dal popolo, bensì è volontà del Presidente della Regione Lombardo (MPA) ,di cui conosciamo l’opinione in materia, del tutto uguale al suo assessore, e contraria all’interesse della nostra collettività.
Il Russo, ha dato più volte dimostrazione di poca attenzione che l’insularità richiederebbe, d’altro canto, la Sanità non è la sua materia, e questo lo giustifica in parte, gli Eoliani (come altri) non sono disposti ad affidare la propria vita, e quella dei propri cari al primo arrivato, solo perché magari ha un’incarico politico temporaneo, i giuochi di politica scellerata e le poltrone sono una cosa, la vita delle persone un’altra (ciò viene molto difficile da comprendere all’ Assessore), come qualcuno ha detto: “ non si può passare dal catetere al biberon”
L’On. Laccoto ha dichiarato : “un fermo no! alla chiusura del punto nascite delle Isole minori” noi aggiungiamo inoltre: che se l’Ass.re Russo non rivede le sue posizione, noi Eoliani chiederemo all’unisono ai nostri rappresentanti politici che appoggiano questo governo: PD, UDC, MPA ecc. di dare la sfiducia al Presidente Lombardo insieme al suo esecutivo, insensibile alle legittime richieste dei suoi cittadini su argomenti di così evidente importanza.
Gli Eoliani ricorderanno i partiti, che in tale circostanza, hanno fatto “orecchio da mercante”, soprattutto alle prossime elezioni elettorali.

                                                                            Il Coordinatore di CittadinanzAttiva
                                                                              B. M. Tedros
TANTI AUGURI......
C'è chi per l'oro uccide, voi l'avete avuto con l'amore e il vostro è un oro molto importante, che molti vorrebbero raggiungere come voi. Auguri cari, Maria e Mario !
Mihaela Cristea

Siremar a Compagnia delle Isole. Ma si preannunciano ricorsi

Firmato ieri, come riporta "Il Sole 24 Ore", il contratto per il passaggio di Siremar a Compagnia delle Isole, la Spa guidata da Salvatore Lauro che con un’offerta di 69 milioni, messa a punto dal’advisor finanziario accuracy e dagli studi legali gitto e partners e Santaroni, si è aggiudicata la gara per l’assegnazione. Nelle prossime ore partiranno la lettera per avviare la consultazione sindacale e la comunicazione indirizzata all’antitrust. «Pur esprimendo il nostro compiacimento per la positiva conclusione della gara – ha affermato il segretario generale Uiltrasporti Luigi Simeone - vorremmo sapere se la Regione Sicilia, che aveva incomprensibilmente rifiutato il trasferimento a titolo gratuito della Compagnia, si sia esposta direttamente o indirettamente attraverso la sua controllata Mediterranea Holding, socio di Compagnia delle Isole, con una fideiussione bancaria a favore di Unicredit per 35 milioni di euro, per costruire l'offerta onerosa che non ci sarebbe stata se solo avesse accettato il trasferimento così come le altre regioni, per avviarne la privatizzazione che allo stato appare del tutto disattesa». «Se ciò dovesse corrispondere al vero – ha concluso il segretario - ci troveremmo indubbiamente di fronte a una privatizzazione “anomala” in quanto Siremar passerebbe dal controllo pubblico statale a quello altrettanto pubblico ma regionale». In pratica la privatizzazione di un ‘impresa pubblica sarebbe realizzata grazie all’apporto economico, decisivo, di una pubblica amministrazione, la Regione Sicilia, che avrebbe garantito l’investimento dei privati con una fideiussione da 35 milioni, senza la quale – si sostiene- l’offerta della Compagnia delle Isole non avrebbe avuto speranze. Proprio quello che contesta in un esposto alla procura della corte dei conti e all’antitrust Vittorio Morace, rappresentante della cordata concorrente di Compagnia delle Isole, fra il gruppo Franza e Ustica lines che aveva offerto, invece, 55 milioni così suddivisi: 30 alla consegna, 10 garantiti da un gruppo bancario, e 15 dilazionati ma garantiti dai soci. La parte della Regione in Compagnia delle Isole, presente come socio di maggioranza insieme a Davimar Eolia, Ngi, Isolemar e alla Lauro provocherà anche una serie di ricorsi al Tar da parte degli stessi Franza e Morace i quali evidenziano come “l’iniziativa della Regione sia in controtendenza rispetto alla dismissione delle partecipazione societarie”. La Regione che impegna soldi pubblici divenendo garante dell’acquisizione di un’azienda attuata da un privato- per Franza e Morace- altera di conseguenza la libera concorrenza e si potrebbe configurare come aiuto di stato. La vicenda potrebbe avere anche ripercussioni politiche. Nei giorni scorsi il deputato Giovanni Ardizzone in una interrogazione ha rilevato come gli atti della fideiussione, (negata lo scorso 4 ottobre dall’assessore all’economia Gartano Armao) fossero stati secretati.

Chiesto il rinvio a giudizio per l'ex sostituto Canali (dalla Gazzetta del Sud)

La notizia è venuta fuori in maniera molto particolare. L'altra mattina davanti al gup di Reggio Calabria era sotto processo il boss barcellonese Giuseppe Gullotti detto "l'avvocaticchio". È imputato di minaccia ad un corpo giudiziario per la sua lunga deposizione in videoconferenza rilasciata all'udienza dell'11 marzo del 2009 tenutasi a Messina davanti alla corte d'assise d'appello del maxiprocesso alle cosche mafiose tirreniche e nebroidee "Mare Nostrum", nel corso della quale fece tra l'altro pesanti allusioni ai giudici popolari. In questo procedimento s'è costituito parte civile l'avvocato Fabio Repici, che è stato il legale di parte civile per la famiglia di Beppe Alfano, il giornalista ucciso dalla mafia a Barcellona Pozzo di Gotto nel gennaio del 2003.
Il pm reggino che si sta occupando del processo a Gullotti è Federico Perrone Capano, e lo sta facendo da mesi insieme al capo dell'ufficio, il procuratore Giuseppe Pignatone. L'altra mattina nell'ambito di questa udienza preliminare che vede imputato il boss Gullotti, che peraltro è stata rinviata all'11 gennaio prossimo, tra gli atti a supporto che ha depositato il pm Perrone Capano c'era anche quello che riguardava un suo collega, l'ex sostituto della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, oggi giudice della quinta sezione penale del Tribunale di Milano, Olindo Canali.
E lì, tra le carte del processo, il pm Perrone Capano, controfirmata dal capo della Procura reggina Giuseppe Pignatone, ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per Canali, in cui s'ipotizza il reato di falsa testimonianza «con l'aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l'attività dell'associazione di tipo mafioso denominata cosa nostra ed in particolare della sua articolazione di Barcellona Pozzo di Gotto, facente capo a Gullotti Giuseppe». Quindi viene anche contestata l'aggravante prevista dall'articolo 7 della legge n. 203/1991.
La falsa testimonianza sarebbe stata commessa nel corso della seconda parte della deposizione che Canali fece il 15 aprile del 2009 davanti alla corte d'assise d'appello del maxiprocesso "Mare Nostrum", di cui tra l'altro il magistrato fu pm in primo grado. E si sarebbe concretizzata con una condotta specifica, perché nel corso della testimonianza resa in aula, Canali «negava il vero sostenendo di non aver redatto, nel periodo immediatamente successivo alle festività natalizie 2005, documenti e memoriali, relativi all'omicidio Alfano, diversi ed ulteriori rispetto al file inviato per posta elettronica al giornalista Leonardo Orlando e negava il vero sostenendo di non aver ricevuto confidenze da Beppe Alfano in merito all'omicidio in danno di Giuseppe Iannello». Quindi avrebbe negato l'esistenza di più memoriali, quei memoriali scritti da Canali che "irruppero" nel maxiprocesso d'appello.
Tornando al processo che vede imputato il boss Gullotti a Reggio Calabria, nasce sostanzialmente da una dettagliata relazione di servizio che il 13 marzo del 2009 scrisse il sostituto della Dda Fabio D'Anna, uno dei magistrati che rappresentò l'accusa al maxiprocesso d'appello Mare Nostrum, inviandola al capo del suo ufficio, Guido Lo Forte, e che il procuratore capo di Messina inviò per competenza ex art. 11 c.p.c. al collega di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone. In quella relazione il pm D'Anna segnalava tra l'altro al capo del suo ufficio la vicenda del memoriale di Canali e la lunga deposizione del boss Gullotti («... ha concluso le sue dichiarazioni formulando quelle che, almeno a mio avviso ma questa è stata l'impressione di tutti i presenti, sono state delle vere e proprie minacce nei confronti di tutti...»)