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sabato 16 gennaio 2021

Covid: In Sicilia 1.954 nuovi casi, seconda in Italia; 38 morti

Sono 1.954 i nuovi casi Covid in Sicilia, che è seconda in Italia per incremento di contagiati, dietro solo alla Lombardia. Un significativo aumento, in linea con quello dell’ultimo periodo che ha determinato la decisione di istituire la zona rossa per due settimane a partire dalla mezzanotte. Il totale degli attuali positivi è di 45.452: 1.406 ricoverati con sintomi, 212 in terapie intensiva (16 di oggi), 2 in più di ieri, 3 43.384 in isolamento domiciliare. Sono 2.954 i deceduti, 38 in più. I casi totali sono 119.290, i dimessi guariti 70.884 (+1.509). L’incremento dei tamponi processati è pari a 25.097.

Lipari: Modificata temporaneamente la viabilità nel porto di Sottomonastero


 

Giorgianni: "Da parte mia nessun'altra restrizione oltre a quelle previste dal Dpcm e dall'ordinanza di Musumeci"

Nelle Eolie "rosse", non perchè ve ne sia la necessità, ma perchè lo è la regione Sicilia, alla quale apparteniamo, non vi saranno ulteriori restrizioni, oltre a  quelle previste dal Dpcm e dall'ordinanza del presidente Musumeci

Lo ha evidenziato il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, nel corso della diretta di oggi su fb.

Nel corso della diretta diversi cittadini hanno postato commenti preoccupati circa la riapertura da lunedì delle scuole, sino alla prima media. Preoccupazioni dovute al fatto che la larghissima maggioranza dei docenti proviene dalla costa sicula, dove come è chiaro il virus circola.

I ringraziamenti delle famiglie Mollica - Ivaldi - La Macchia

E' accaduto il 16 gennaio... lo scorso anno


 

Gattopardo Park Hotel cerca per la prossima stagione la figura di "Receptionist".
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Ricordando... Tindara Costanzo in Fonti, nel giorno del suo compleanno

Zona Rossa, il Governo regionale: “Scelta meditata, pronti a ulteriori misure se situazione non migliora"

La Sicilia in zona rossa fino al 31 gennaio come atto di responsabilità per fronteggiare l’impennata di contagi, con l’opzione di “chiudere elementari e prima media” se i dati non miglioreranno tra 15 giorni; intesa col governo nazionale per ripianare il disavanzo in dieci anni anziché tre per consentire di mettere finalmente ordine nei conti della Regione, dopo decenni di “allegra gestione”. I provvedimenti su questi due temi sono stati illustrati questa mattina al PalaRegione di Catania dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e dagli assessori all’Economia Gaetano Armao, alla Salute Ruggero Razza e all’Istruzione Roberto Lagalla.

La zona rossa, ottenuta dal governo regionale a seguito della richiesta avanzata al ministro della Salute, è stata chiesta sulla base dei dati relativi alla costante e graduale crescita dei contagi: un indice Rt regionale che nel suo punto massimo segnava già 1,25 e i 2000 nuovi positivi al giorno hanno fatto valutare al Comitato tecnico scientifico e all’Osservatorio epidemiologico dell’assessorato alla Salute l’opportunità di anticipare di una settimana quello che quasi certamente si sarebbe verificato fra sette giorni. Anche i dati di contact tracing hanno suggerito l’adozione del provvedimento, posto che in genere la media regionale è oltre la soglia dei 50 positivi su 100mila abitanti e in molti casi addirittura sopra i 250/100mila (400/100mila a Messina).

E’ stato chiarito che l’apertura delle scuole fino alla prima media è in linea con lo screening avviato il 14 gennaio, che restituisce dati di positività molto bassi: la prima giornata di monitoraggio indica che su oltre 14mila test ci sono stati 48 positivi, per una percentuale dello 0,33%, con un minimo ad Agrigento (0,086%) e un massimo a Catania (0,6%). Questa la fotografia dei soggetti che rientreranno a scuola lunedì.
Chiarito anche che per bar e ristoranti valgono le stesse disposizioni del DPCM emanato dal governo Conte.

Sull’altro tema affrontato in conferenza stampa, l’accordo Accordo Stato-Regione sul disavanzo è stato raggiunto al termine di un inter avviato a dicembre 2019 e finalizzato l’altro ieri sera, dopo un serrato negoziato, con l’intesa approvata dal Consiglio di Ministri. L’accordo prevede la ripartizione di un disavanzo di quasi 2 miliardi in dieci anni, a partire dal 2022, la “liberazione” di 421 milioni per il bilancio 2021 e una operazione di riqualificazione della spesa che dal 2021 al 2029 porterà a risparmi per 1 miliardo e 740 milioni. In quest’ambito sono state individuate aree di intervento sui cui agire in quota percentuale, senza dover indicare con puntualità le riduzioni di spesa voce per voce.

“La zona rossa– ha detto il presidente Musumeci - è stata una decisione sofferta e a lungo meditata. Applicheremo le restrizioni per due settimane, se i risultati non saranno soddisfacenti adotteremo ulteriori misure di restrizione e prorogheremo la zona rossa. Per quanto riguarda le scuole, se il dato non migliora chiuderò anche prima media ed elementari. Rinnovo l’appello a prefetti e sindaci a far rispettare le restrizioni. In merito all’accordo con Roma sul disavanzo – ha aggiunto Musumeci – permetterà alla Regione, come diceva Piersanti Mattarella, di avere finalmente “le carte in regola”. E’ un accordo che rappresenta l’autonomia della responsabilità”.

“Dalla fine del 2019 a oggi – aggiunge l’assessore Armao - abbiamo spinto per spalmare il disavanzo risultante dal rendiconto 2018 in dieci anni anziché in tre anni. Il negoziato col ministero dell’Economia ci ha consegnato risultati importanti: 740 milioni di minori entrate a causa del Covid che saranno interamente ricoperte dallo Stato, 13 milioni di differimento delle rate di muto come ottenuto da altre regioni, la possibilità di “liberare” 421 milioni di cui disporre nel bilancio 2021 e affrontare in serenità quest’anno. Complessivamente, il nuovo accordo costituisce una manovra che vale 2.161 milioni di euro, composta da una progressiva riduzione di spesa sino al 2029 che va nella direzione già intrapresa dal governo Musumeci e da investimenti. In più Abbiamo ottenuto una franchigia del 10% sugli obiettivi di riduzione di spesa accorpati per gruppi, cosa che ci lascia ambiti di manovra”.

Tornando alla istituzione della zona rossa, l’assessore alla Salute, Ruggero Razza, ha precisato che la richiesta è nata con l’obiettivo di “proteggere il nostro sistema sanitario e produttivo e garantire una adeguata campagna vaccinale nelle prossime settimane. Obiettivo, evitare che se aumentino i contagi si sia costretti a convertire strutture sanitarie in reparti Covid: dobbiamo garantire le cure ordinarie a chi non è malato di Covid, non farlo sarebbe un errore. Ci dispiace, infine, avere dovuto sospendere la campagna vaccinale in alcune province per garantire i richiami, ma abbiamo fatto magazzino per garantire la seconda dose ai vaccinati, aspettiamo che lunedì il commissario Arcuri faccia chiarezza sulle forniture e che l’Ema “liberi” l’uso di altri vaccini che altri Paesi hanno già adottato”.

Sul fronte della scuola, l’assessore Lagalla ha replicato a chi ha parlato di incoerenza: “Abbiamo ricevuto tanti consensi, lavoriamo affinché la vita scolastica prosegua nel rispetto delle regole e nelle condizioni di sicurezza per docenti e studenti, in piena coerenza con l’ordinanza regionale 5/2021 e il dpcm del 15 gennaio. A chi dice che abbiamo iniziato lo screening troppo tardi, dico che occorreva disporre campionamenti quasi in concomitanza del ritorno a scuola per fotografare la situazione attuale. Adesso abbiamo 15 giorni per verificare cosa succederà, ma siamo pronti a riammettere a scuola anche il 50% degli studenti delle superiori. Grazie all’assessorato alle Infrastrutture è pronto un piano per potenziare i trasporti pubblici. Ci stiamo anche occupando di combattere la dispersione scolastica accentuata dalla Dad. Nei prossimi giorni presenterò al presidente Musumeci un piano complessivo di interventi per la resilienza in campo scolastico e per il ritorno alla conoscenza, confidando su una campagna vaccinale prioritaria per i docenti maggiormente esposti: sostegno, infanzia e quelli con fragilità particolari”.

I ringraziamenti della famiglia Biviano

E' deceduto Luigi D'Auria

Le onoranze funebri sono a cura della ditta

ALFA E OMEGA DI LIPARI

Alla famiglia le nostre condoglianze

SCELTE SCIENTIFICHE O SCELTE POLITICHE (di Francesco Finocchiaro)

Una cosa che ognuno di noi dovrebbe essere in grado di fare è almeno riuscire a capire se una determinata scelta è frutto di un ragionamento scientifico oppure, laddove esso sia assente, si debba presumere che vi siano altre logiche alla base.


Torniamo a parlare di tamponi molecolari. 

Avevamo già spiegato mesi fa i motivi per cui una semplice positività al tampone, in mancanza di altri dati, non significa nulla "scientificamente" parlando, seppur politicamente ha legittimato, e continua a fare, le strategie governative di progressive restrizioni.

La nostra tesi non solo non è stata smentita, ma anzi ha trovato conferme tra i più stimati virologi,trovate l'articolo qua 


https://www.affaritaliani.it/coronavirus/tamponi-positivi-contagiosita-699129.html?refresh_ce


ciononostante i “decisori” politici sembrano non tenerne minimamente conto e gli screening continuano.


Si può tranquillamente affermare che la scelta di utilizzare i tamponi molecolari per rilevare le infezioni da covid, insieme a quella di considerare i “positivi asintomatici” pericolosi, è stata quella che senz’altro ha impattato di più sulla vita dei cittadini e del pianeta in generale, in quanto l’idea di fondo di tale ragionamento è che “chiunque” ( seppur sanissimo ed in perfetta salute ) sia potenzialmente contagioso e che grazie a questi test sia possibile “scovare” questi malati nascosti. E che anche una volta avuto un risultato negativo, dopo poche ore si ritorna ad essere potenziali untori...


Possiamo dire che il concetto stesso di "malato asintomatico" nasce in ossequio ai risultati dei tamponi, altrimenti non avrebbe senso di esistere.


Da questa idea deriva in linea concettuale tutto il resto delle restrizioni ( altrimenti basterebbe isolare i malati ed i loro contatti ) come pure il ragionamento che si debba usare la mascherina sempre e dovunque,e non solo quando si ha a che fare con malati o si è malati ( come si faceva prima,cit.), poichè “chiunque” è un potenziale pericolo.

L'adozione dei test PCR di massa è dunque alla base della distruzione di intere economie e della limitazione della libertà alle persone.


Tutto questo costrutto, per stare in piedi, si basa sull'idea che questi test siano ovviamente affidabili. 


Ma dovete anche sapere una cosa…


L’unico studio esistente ( non lo diciamo noi, è cosa nota) che certifica il fatto che i tamponi ( molecolari e non ) rilevano effettivamente una porzione del virus Sars-Cov-2, e dunque possono essere utili alla diagnosi della malattia, è questo


https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31992387/


uno studio dal titolo “Detection of 2019 novel coronavirus (2019-nCoV) by real-time RT-PCR”, altrimenti noto tra gli addetti ai lavori come studio “Corman-Drosten”, pubblicato il 23 gennaio 2020.


Un’unico studio dal quale sono dipese le sorti di intere nazioni e di miliardi di persone. L’unico studio che ha legittimato la “tamponatura” di massa della popolazione.


Speriamo sia corretto, giusto? Che sia almeno particolarmente accurato. 

Chiunque darebbe per scontato di si, e viste le valanghe di restrizioni che dipendono da questo piccolo dettaglio si suppone che si sia valutata bene la questione…


Voi l’ avete letto?


Un gruppo di ricercatori indipendenti lo ha fatto, andando ad esaminare la correttezza delle procedure e la fondatezza dei dati, ed ha pubblicato il 27 novembre 2020 un report su Eurosurveillance dal titolo


“ External peer review of the RTPCR test to detect SARS-CoV-2 reveals 10 major scientific flaws at the molecular and methodological level: consequences for false positive results.”


Che trovate  a questo link 


https://cormandrostenreview.com/report/


ed in fondo all’articolo trovate una chat dove si svolge in modo trasparente una discussione tra i vari ricercatori di tutto il mondo che vogliono esaminare le conclusioni di questo report o discuterne con gli autori. 


Abbiamo aspettato un po' prima di divulgarlo perché oggi possiamo affermare che in quasi 2 mesi nessuno ha trovato errori nella revisione! 


In religioso silenzio vi traduco solo questo passaggio che riassume quanto riscontrato dai revisori, e vi ricordo nuovamente che se lo studio Corman-Drosten è sbagliato vuol dire che i milioni di tamponi fatti in tutto il mondo finora sono stati inutili, siamo andati a alla cieca e abbiamo distrutto una civiltà intera rilevando positività e negatività a casaccio.


“Il protocollo del RT-qPCR pubblicato per la rilevazione e la diagnosi del Cov-2019 e lo studio annesso soffrono di numerosi errori tecnici e scientifici, incluso una insufficiente elaborazione dei primer, un protocollo PCR problematico e insufficiente, l’assenza di un’accurata validazione dei test. Nè il test presentato nè lo studio hanno minimamente i requisiti perchè una pubblicazione scientifica sia ritenuta accettabile. Infine, il brevissimo tempo intercorso tra la sua presentazione e la sua pubblicazione (24 ore) sta a significare che non è stato svolto il classico lavoro di esame che si fa prima di una pubblicazione, o è stato fatto molto superficialmente. Noi forniamo prove inoppugnabili di varie inadeguatezze scientifiche, errori e difetti. 

Considerando le varie imperfezioni sia metodologiche che scientifiche, noi siamo certi che il board editoriale di Eurosurveillance non abbia altra scelta se non quella di ritirarlo.

Questo nostro lavoro vi mostrerà i numerosi errori del paper Corman-Drosten, sulla base del quale in tutto il mondo si sono verificate diagnosi errate ed erroneamente attribuite al covid-19,  distrutte le vite di milioni di persone e imposte restrizioni dai governi di tutto il mondo.”


Chiunque voglia farci pervenire le sue considerazioni può farlo alla seguente mail

calmorespiro@protonmail.com


Grazie dell'attenzione

Francesco Finocchiaro 

Accessibilità agli atti della SRR e richiesta informazioni. La nota del sindaco Arabia


Cercasi insegnante di doposcuola per un alunno del quinto geometra.
Serve un aiuto per le materie tecniche cioè costruzioni e topografia. 
Chiamate al numero 3479891792 O mandate un messaggio su WhatsApp al 3313967251. 
Se sapete invece chi consigliare scrivete su messenger a Giusy Marsiglia

Nei "palazzi" della politica locale (36° puntata): Antonio Casilli, Giuseppe Finocchiaro, Antonio Gugliotta (consiglieri comunali). Alle spalle vigili Agostino Portelli e Giacomo Marino (Acquacalda 17 febbraio 2009)


 

Accadde alle Eolie.16 gennaio 1963: Torna a Lipari la salma di Mons. Bernardino Re


 

Martedì interruzione energia elettrica sul Corso Vittorio Emanuele di Lipari e vicoli adiacenti

Buon Compleanno a Maria Lauricella, Concetta Favorito, Anna Cincotta, Don Gino Profilio, Angelo Groppo, Dario Guarnuto, Maurizio Di Pietro, Tatiana Pisagatti,Generosa Cafarella

Lipari: CittadinanzAttiva sollecita istituzione Garante comunale tutela disabili

Lettera del Coordinatore territoriale  di CittadinanzAttiva, Benedetto Marcello Tedros, al Presidente del Consiglio comunale di Lipari , Giacomo Biviano; al sindaco Marco Giorgianni e per conoscenza ai consiglieri comunali, al segretario comunale e al Prefetto di Messina



OGGETTO: Proposta nomina “Garante Comunale dei diritti della persona Disabile”
Facendo riferimento alla missiva da noi inoltrata in data 21.10.2020, avente oggetto, ut supra. Ribadendo che la Ns. Associazione “CITTADINANZATTIVA”, ha per obbligo statutario di intervenire per proporre e favorire la realizzazione degli istituti preposti alla tutela delle persone con disabilità, e agisce nei confronti di qualsiasi soggetto, sia di diritto pubblico che di diritto privato, anche attraverso attività di proposta, conciliazione e mediazione sociale, in virtù della Legge Regionale 47/12, la quale ha istituito il garante alla Disabilità Regionale, affermando oltre, con l’art. 6, 2° comma che: “Il Garante svolge la propria attività in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione”; ed esso non è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale, altresì con l’art. 7 comma 1, ne precisa i destinatari della tutela.
Si richiedeva al Sig. Presidente del Consiglio Comunale, al Sig. Sindaco, e per conoscenza ai Sigg. Consiglieri Comunali, di potersi attivare, in tempi ragionevolmente rapidi, al fine di istituire ai sensi delle varie disposizioni normative, sia nazionali che regionali (D.L., Leggi, Decreti ministeriali ed alle convenzioni internazionali), la detta figura del : GARANTE COMUNALE a tutela della persona disabile, i quali per numero di casi, ai noi, nel nostro territorio (Isole Eolie), sono tutt’altro che tascurabili.
Non avendo a tutt’oggi avuto riscontro dalle SS.LL., nonostante i tempi concessi per Legge, in violazione all’art. 328 comma2 del Codice Penale; all’art. 3 Reg. Com. D.CC n. 4/96; all’art. 12 del R.C. n. 212/06, se ne richiedono le motivazioni, sia di diniego, con eventuali specifiche, o accoglimento, per la predisposizione dei bandi.
Nello spirito della reciproca collaborazione, cogliamo l’occasione per porgere
Distinti saluti
IL COORDINATORE
Benedetto Marcello Tedros

Oggi è il 16 Gennaio. Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie e con il Santo del giorno

Pollara (Comune di Malfa - Isola di Salina) -
Santo del giorno:  San Marcello I° - 

San Marcello I


Nei primi tre secoli del Cristianesimo, non tutte le persecuzioni furono uguali. Da Nerone a Diocleziano, fu un alto e basso, un incrudelire e un blandire. Qualche Imperatore, come Decio, mirò più a fare apostati, cioè rinnegati, che Martiri, cioè « testimoni ».

L'ultima persecuzione, prima che Costantino accogliesse come insegna la Croce, fu quella del vecchio Diocleziano, e fu la più lunga e cruda. Ebbe inizio nel 303. Distrutte le chiese, bruciati i libri sacri, i Cristiani che si rifiutavano di sacrificare agli dèi erano considerati peggio di schiavi, I nobili, se cristiani, perdevano i loro titoli; gli ufficiali, i loro gradi; i funzionari, i loro uffici; i mercanti, i loro averi.

Ma a queste persecuzioni morali si aggiunsero presto anche quelle materiali. Accusati d'aver bruciato il Palazzo imperiale i Cristiani vennero arsi, affogati, decapitati, crocifissi, sbranati. Città intere restarono spopolate; l'esercito decimato.

Dinanzi a questo vero e proprio « terrore », molti Cristiani cedettero: abiurarono e apostatarono. Non tutti furono capaci di reggere, specialmente alla persecuzione civile, e per conservare, non tanto la loro vita, quanto la loro dignità, i loro gradi, i loro uffici, i loro averi, caddero nell'apostasia.

Vennero chiamati lapsi, cioè caduti; e relapsi quando erano ricaduti più di una volta nell'apostasia.

Per questi suoi figli infelici, la Chiesa devastata, smembrata, prese il lutto, e alla morte del Papa Marcellino si ebbe un lungo periodo di vacanza della sede apostolica.

In questo momento difficilissimo, anzi, addirittura tragico, s'alzò la figura di San Marcello, presbiterocapo della Chiesa Romana. Nei calendari e negli elenchi dei Pontefici, gli viene dato il titolo di Papa, trentunesimo della serie Apostolica. Ma forse egli non fu Papa, ma soltanto « Presbiterocapo », cioè primo tra i sacerdoti romani.

In ogni modo, il suo pontificato ebbe inizio quattr'anni dopo la morte del suo predecessore, e fu di breve durata. La Chiesa, dopo la persecuzione e l'assenza di un capo, mostrava le piaghe dell'infedeltà e le cicatrici del tradimento. San Marcello fu severo coi lapsi, ai quali impose gravi penitenze; severissimo coi relapsi. Duro con coloro i quali, addirittura, avevano formato una specie di partito « lassista », che tentava di giustificare, se non addirittura difendere, l'operato dei cristiani rinnegati.

E la durezza di San Marcello era santa e salutare, perché se i deboli possono destare pietà, i traditori compiaciuti e i protervi non possono suscitare che la riprovazione e la condanna.

Con la morte di Diocleziano e la successione di Massenzio, che doveva essere poi l'avversario sconfitto da Costantino, la persecuzione parve placarsi. La Chiesa romana si riorganizzò sotto la guida inflessibile di San Marcello, finché anche l'Imperatore Massenzio, insospettitosi, mandò in esilio il Pontefice, o « Presbiterocapo », della Chiesa Romana.

E in esilio morì, nel 309, per quanto le leggende, e anche il Martirologio accennino ad una fine diversa e più colorita.

Narrano infatti come Marcello celebrasse nella casa che una ricca matrona, Novella, aveva lasciato alla Chiesa, convertendosi al Cristianesimo, e che si trovava sulla via Lata. L'Imperatore, avrebbe fatto trasformare quella casachiesa in una stalla per i cavalli dei corrieri imperiali; e San Marcello, dopo essere stato battuto con le verghe, fu condannato a servire come stalliere.

Nel qual servizio — conclude la Leggenda — dopo molti anni di fatiche e di strapazzi, si riposò in pace », cioè morì. Ecco perché San Marcello, presbitero-capo e Papa, viene venerato come Patrono degli stallieri e protettore delle scuderie, men duro forse verso le bestie che con i relapsi compiaciuti e protervi!

venerdì 15 gennaio 2021

Covid: ordinanza di Musumeci, zona rossa con maggiori restrizioni. Vietati anche gli spostamenti, nei limiti di 2 persone, per fare visita ad amici e parenti.

COMUNICATO

La Sicilia sarà “zona rossa” dalla mezzanotte tra sabato e domenica (17 gennaio) per due settimane (fino a domenica 31 gennaio). Lo stabilisce l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che recepisce i contenuti dell’ultimo Dpcm e in linea con quanto deciso dal governo nazionale per l’Isola.

Alle regole previste dalla normativa nazionale per la “zona rossa”, nell’ordinanza del presidente Musumeci, d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, sono state aggiunte delle misure ancora più restrittive: non sarà consentito fare visita ad amici e parenti.
Per quanto riguarda le lezioni scolastiche, saranno in presenza i servizi educativi per l’infanzia (asili nido), la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado, come prevede il Dpcm, mentre per le altre classi si continuerà con la didattica a distanza.

«Ho appena firmato l’ordinanza con la quale si recepisce il Dpcm e quindi la condivisione che il ministro Speranza ha voluto fare della nostra richiesta di istituire in tutta la Sicilia la zona rossa – afferma il presidente Musumeci - I dati dei contagi sono allarmanti e purtroppo non c’è altra soluzione. Non si può giocare con la vita e la salute delle persone. Sul fronte scolastico torneranno a scuola i ragazzi delle elementari e della prima media. Per tutte le altre scuole di ogni ordine e grado varrà la didattica a distanza. Sono convinto che l’ordinanza senza le misure di vigilanza e senza le necessarie sanzioni rischia di essere inutile. Ecco perché rivolgo ancora una volta un appello ai prefetti e ai sindaci perché le forze dell’ordine e la polizia municipale possano essere mobilitate per questo tipo di attività».

MOBILITÀ
Divieto di entrata e di uscita dal territorio regionale, divieto di accesso e allontanamento dal proprio comune, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. Divieto di circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e privato, all’interno del territorio comunale, ad eccezione di comprovate esigenze di lavoro, per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria.
Diversamente da quanto previsto dal Dpcm, sono vietati anche gli spostamenti, una volta al giorno, verso una sola abitazione privata nei limiti di due persone per fare visita ad amici e parenti.
Vengono mantenuti i controlli per i passeggeri in arrivo nell’Isola (registrazione obbligatoria sul sito dedicato e tampone rapido).

ATTIVITÀ DIDATTICHE
In linea col Dpcm, svolgeranno attività didattica in presenza i servizi educativi per l’infanzia, la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Tutte le altre classi scolastiche e le Università continueranno con la didattica a distanza. Resta la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori e per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. 

ESERCIZI COMMERCIALI
Restano sospese tutte le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità. Aperti lavanderie, barbieri e parrucchieri, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.

 

Il  video con intervento del presidente Musumeci su : https://www.facebook.com/regionesiciliana/posts/2808789559368245/

Il virus "corre" in Sicilia: oggi 1945 nuovi casi e 39 vittime

Sono 1.945 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia, cifra vicina al record di pochi giorni fa. I tamponi processati sono stati 24.005 (da oggi vengono conteggiati anche i test rapidi) con un tasso di positività dell'8,1%. Le vittime odierna sono 39, mentre aumenta il numero dei guariti: ben 1.726 nelle ultime 24 ore. Negli ospedali ci sono 11 pazienti Covid in più rispetto a ieri: 1.403 ricoverati in regime ordinario (+6) e 210 in terapia intensiva (+5).

Il totale dei casi di Coronavirus registrati sull'isola da inizio pandemia è di 117.336. I decessi sono 2.916 mentre i guariti dall'infezione ammontano a 69.375. Attualmente i positivi sono 45.045, di cui 43.432 in isolamento. Questa la suddivisione dei nuovi contagi per provincia: Palermo 510, Catania 456, Messina 327, Trapani 312, Siracusa 185, Caltanissetta 87, Agrigento 38, Ragusa 29 ed Enna 1.

Conte firma il nuovo Dpcm, Sicilia rossa : ecco cosa si può fare

Per visualizzare il Dpcm cliccare sul link  

Ricordando... Giacomo Biviano

 
Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito

LIPARI: TAMPONI RAPIDI COVID 19 MODALITA’ DRIVE IN DOMANI A PIAZZA MAZZINI

COMUNICATO

Si avvisa la cittadinanza che

SABATO 16 GENNAIO 2021 DALLE ORE 10:00 ALLE ORE 13:00

si svolgerà l’attività di screening per la popolazione promossa dalla Regione Siciliana e diretta dall’ASP Messina.

VERRÀ ATTIVATA UNA POSTAZIONE DRIVE IN PIAZZA MAZZINI DOVE CI SI POTRÀ SOTTOPORRE A TAMPONI ANTIGENICI RAPIDI SU BASE VOLONTARIA E IN FORMA GRATUITA.

L’invito a partecipare a tale attività, così da poter monitorare e seguire l'andamento epidemiologico nel nostro territorio e potere, eventualmente, mettere in campo le necessarie azioni di prevenzione e controllo, è rivolto a tutta la cittadinanza in particolar modo alla popolazione scolastica (personale docente e non docente, alunni), in vista della possibile ripresa delle attività didattiche in presenza.

A tale scopo saranno eventualmente previste e comunicate ulteriori date di effettuazione dei tamponi rapidi che potranno coinvolgere anche chi presta attività lavorativa nel nostro Comune, così come sarà organizzato uno screening dedicato al personale scolastico pendolare, sempre su base volontaria, alla riapertura delle scuole.

Si ricorda che non potranno partecipare allo screening coloro che sono sottoposti a isolamento fiduciario o quarantena e coloro che presentano una sintomatologia compatibile con il Covid -19 ovvero febbre superiore a 37,5°, tosse, difficoltà respiratoria, assenza di gusto e olfatto.

Ci si scusa per il breve preavviso ma la scelta della data è stata condizionata dalle nuove disposizioni nazionali emanate in data odierna e che avranno effetto da domenica 17 gennaio, con cui si ritiene di non dover entrare in contraddizione.

Si ringrazia il personale USCA e la Direzione Sanitaria dell’ASP Messina.

Lipari, 15/01/2021

                                                         L’Amministrazione Comunale

Pescando nel nostro archivio sportivo. Anno 2014 : Calcio a 5, derby di andata tra Ludica Lipari e Salina


 

Convocato per il 21 gennaio il consiglio comunale di Lipari

Domenica interruzione energia elettrica in varie zone dell'isola di Lipari

Accadde alle Eolie. 15 gennaio 2010: I marosi invadono il lungomare di Canneto


Giornate di storia eoliana a cura di Giuseppe La Greca : Muore Mons. Bernardino Re (15.01.63)

Nei "palazzi" della politica locale (35° puntata): Antonio Casilli (più volte consigliere comunale a Lipari)

 

Buon Compleanno a Anna Favaloro, Rosalba Marchetta, Antonio e Felice De Gregorio, Giovanni Cannistrà, Francesco Cannistrà, Ilenia Scolaro, Maria Catena Cannistrà, Vanessa Maniàci, Carmelo Cianciano, Manila Sabatini, Tinarelli Patrizia, Pippo Cafarella, Carla Veneziano, Janu Gayan, Milena Mollica, Lucia Cannistrà, Robert Paino, Francesco Trio

Riaperta la provinciale di Bagnamare

Riaperta da stamane la provinciale di Bagnamare chiusa, nei giorni scorsi, per consentire la bitumazione dei tratti interessati dai recenti lavori.

Foto d'archivio

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie e con il Santo del giorno


Le acque calde a Vulcano -
Santo del giorno: San Mauro Abate - 
San Mauro


La splendida figura di San Benedetto forma, nella storia del monachesimo occidentale, una specie di mistico sistema planetario, di cui il Patriarca è il sole; sua sorella Scolastica è la luna, e le prime due stelle sono San Mauro e San Placido. La leggenda ci presenta i due primi discepoli di San Benedetto, giovanissimi, nel momento in cui sono condotti al Patriarca dai loro stessi genitori. Mauro apparteneva ad una famiglia senatoriale romana. Il nome del padre, Equizio, e quello della madre, Giulia, dicono chiaramente la loro nobiltà. A soli dodici anni, Mauro, nato a Roma nel 512, fu presentato a San Benedetto. Si legge infatti nei Dialoghi di San Gregorio Magno: « Perseverando lo santissimo Benedetto nella solitudine e crescendo in fama e in virtù... cominciarono eziandio li nobili e onesti uomini di Roma a venire a lui e offrirgli li propri figlioli, acciò che li nutricasse nel servigio di Dio... Et allora, fra gli altri, gli furono offerti due giovani di buon aspetto », cioè Mauro e Placido. San Benedetto accolse con gioia tanto Mauro quanto Placido, che furono, come si suol dire, le pupille dei suoi occhi. Docile come cera vergine, austero già nella sua fanciullezza e praticante la più assoluta astinenza, Mauro fu presto portato da San Benedetto come esempio agli altri monaci più indocili e anche ribelli al morso del grande riformatore. Specialmente la perfetta obbedienza era di consolazione al Patriarca e doveva essere d'esempio agli altri religiosi. Per questo, nei Dialoghi, San Gregorio narra un episodio, del quale sono protagonisti proprio i due allievi prediletti di San Benedetto. Un giorno, infatti, Placido, che era andato ad attinger acqua, cadde in un lago. San Benedetto chiamò San Mauro e gli disse di correre al salvamento del confratello, che l'onda allontanava dalla riva. San Mauro corse fino alla riva, e oltre ancora, sull'acqua. Raggiunse il compagno e lo trasse di pericolo. Solo quando furono a terra, « voltandosi a drieto — dice San Gregorio — conobbe che era andato sopra l'acqua ».
Lo qual miracolo, — conclude San Gregorio = Santo Benedetto imputò non ai suoi meriti, ma all'ubbidienza di Mauro; e d'altra parte Mauro dicea che per solo comandamento e merito di Santo Benedetto era fatto, e non per suo ». Soltanto una volta il giovane Mauro diede un dispiacere al suo maestro. San Benedetto era perseguitato da un pessimo prete di nome Fiorenzo, che lo vessava in mille maniere. L'indegno ministro di Dio morì, e Mauro, non sapendo fingere, corse a darne notizia a San Benedetto, con evidente sollievo e soddisfazione. Il Santo Io rimproverò di quella notizia con un'aspra penitenza, che Mauro accettò, riconoscendo d'aver peccato. Mauro seguì San Benedetto a Montecassino, dove divenne priore e amministratore del monastero che doveva avere una storia tanto gloriosa. Egli veniva ormai considerato il successore di San Benedetto. In assenza del Patriarca, tutti si rivolgevano a lui, anche per ottenere guarigioni.Un giorno venne condotto a Montecassino un bambino muto. Si voleva che lo benedicesse San Benedetto, ma l'Abate non c'era. Ed ecco Mauro che, per quanto Priore, torna dal lavoro dei campi, con la zappa sulle spalle. Presentano a lui il mutolino. Egli da prima si schermisce. Poi, cedendo alle preghiere, lo benedice e lo guarisce. Tutti pensavano ch'egli avrebbe preso il posto di San Benedetto, a Montecassino quando dalla Francia fu richiesta una fondazione benedettina. San Benedetto affidò a Mauro quel delicato e impegnativo incarico. Lo munì della Regola, e lo inviò, con la sua benedizione, nel lontano paese. E il suo prediletto fondò il primo monastero benedettino in terra francese, sulla riva della Loira, a Glanfeuil. Verso i 70 anni, rinunziò al pastorale d'Abate per prepararsi santamente alla morte, che lo colse improvvisa, ma non di sorpresa, il 15 gennaio del 584.

giovedì 14 gennaio 2021

Musumeci: "Chiederemo a Roma, Sicilia "rossa" per 2 settimane. In assenza di accoglienza procederò con ordinanza (video)

«Alla luce dell’aumento dei contagi, che è ulteriormente progredito rispetto alla scorsa settimana, abbiamo sottoposto al governo centrale la proposta di dichiarare per due settimane la “zona rossa” in Sicilia. L’istanza sarà valutata nella cabina di regia convocata per domani a Roma e, ove la nostra richiesta non dovesse essere accolta, prudenzialmente domani stesso procederò con mia ordinanza ad applicare le limitazioni previste per le “zone rosse” in tutte le aree regionali a maggiore incidenza di contagio, come peraltro richiesto da numerosi sindaci. Dobbiamo evitare che rimandare misure inevitabili ci costringa a restare chiusi quando il resto d’Italia riaprirà. Confidiamo nei ristori più volte sollecitati assieme ad altri presidenti di Regione al governo centrale e, soprattutto, nel comportamento rispettoso da parte dei cittadini. Una minoranza non deve condizionare la vita sociale ed economica della nostra comunità».

Lo ha appena dichiarato il presidente della Regione, Nello Musumeci.
Il video con la dichiarazione


Coronavirus, altri 1.867 casi in Sicilia e 36 vittime

Sono 1.867 i nuovi positivi al Covid in Sicilia su 10.737 tamponi con un tasso di positività sempre molto alto, il 17,3%. Le vittime sono state 36 nelle ultime 24 ore che portano il totale a 2877 deceduti. I positivi sono 44.865, con un aumento di 188 casi. Negli ospedali i ricoveri sono 1.602, 23 in più rispetto a ieri, dei quali 205 in terapia intensiva, 3 in meno rispetto a ieri. I guariti sono 1.643. La distribuzione nelle province vede Catania con 581, Palermo 479, Messina 222, Trapani 163, Ragusa 25, Siracusa 188, Caltanissetta 98, Agrigento 84, Enna 27.

Istruzione,al via screening ad alunni e docenti di scuole elementari e medie. La nota della Regione e dell'assessore De Luca

Avviate le operazioni di screening per alunni e docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado in vista del possibile ritorno a scuola di lunedì, 18 gennaio. 

E' quanto prevede l'ordinanza del presidente della Regione Siciliana (n. 5 dell'8 gennaio) che ha l'obiettivo di monitorare l'andamento della diffusione del contagio da Covid-19 e, in base alle risultanze, valutare l'opportunità di ripristinare la didattica in presenza.
  
Da oggi e fino al 17 gennaio, i direttori delle Asp provinciali, in accordo con i sindaci dei Comuni, individueranno le sedi opportune in cui eseguire i tamponi. In particolare, nei drive saranno previsti dei percorsi preferenziali per alunni e docenti. I risultati del monitoraggio saranno poi trasmessi al Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico.

"Esprimo soddisfazione - sottolinea l'assessore regionale all'Istruzione e Formazione, Roberto Lagalla - per l'alto livello di collaborazione con l'assessorato alla Salute, che consente una speciale attenzione verso i temi della sorveglianza sanitaria del personale scolastico e degli studenti, anche in vista della ripresa della didattica in presenza appena passata la fase critica della pandemia". 

LA NOTA DELL'ASSESSORE TIZIANA DE LUCA

Riceviamo dall’Anci, nel pomeriggio di oggi, indicazioni rivolte alle Asp per l’effettuazione di test rapidi a studenti e personale scolastico delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Informati immediatamente i dirigenti scolastici interessati. Domattina, renderemo noto, sentito il personale Usca di Lipari, data ora e luogo in cui avverrà lo screening.

Assessore alla Sanità
Tiziana De Luca

Lipari: In Aula nasce il gruppo di Forza Italia. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud del 14 gennaio 2021

Nuove prospettive per ragazzi dai 13 a 17 anni a Lipari


 Per iscrizioni e modulistica contattare Francesca Falconieri 
al numero 324.0978899




Ricordando... Giacomo Greco


Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito

REGIONE, DEFINITI GLI ACCORDI PER L’INNOVAZIONE: 28 PROGETTI PER 228 MILIONI DI INVESTIMENTI IN SICILIA

Ventotto progetti ad alto contenuto tecnologico e innovativo saranno finanziati nell'ambito degli Accordi per l'Innovazione tra la Regione Siciliana e il Ministero dello Sviluppo economico. Gli Accordi, definiti dall’assessorato delle Attività produttive, hanno un importo complessivo di circa 343 milioni di euro, 228 dei quali destinati a investimenti ricadenti sul territorio regionale.

I progetti prevedono la realizzazione di iniziative di innovazione e avanzamento tecnologico in settori come l’agrifood, le scienze della vita e le cosiddette fabbriche intelligenti. Tra i soggetti capofila che hanno firmato gli accordi con la Regione Siciliana e il Mise spiccano STMicroelectronics, la Fondazione Giglio, Enel, Vodafone, Etna Hitech e ancora tra i partner siciliani le Università di Palermo e Catania e la Kore di Enna, l’Ismett, la Fondazione Rimed e il Cnr di Catania.

“Sui ventotto progetti individuati e definiti sulla base dei bandi pubblicati dal Mise nel triennio 2017-2019 - spiega l’assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano - la Regione interverrà con 15 milioni di cofinanziamento. Oltre ai consistenti investimenti che questi Accordi per l’Innovazione porteranno in Sicilia - continua Turano – è significativo come ogni valutazione sia avvenuta tenendo conto del contesto socio-economico regionale, degli obiettivi prioritari di sviluppo, della crescita occupazionale e della valorizzazione delle PMI innovative aventi sede legale e operativa nell’Isola. Nello specifico, abbiamo inserito tra i criteri vincolanti per un giudizio positivo sui progetti, una ricaduta occupazionale non inferiore al 30% dell’importo complessivo del progetto. Questo perché siamo convinti che per la Sicilia sia indispensabile che innovazione e sviluppo siano motori di una svolta occupazionale”.

Borsa di studio 2017-2020 ” Anna Maria Leone”: il bando

 

Per onorare la memoria della Dott.ssa Anna Maria Leone, già Presidente del Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani di Lipari, è istituita una borsa di studio per gli anni ( 2017 – 2020) da destinare ad uno studente universitario, che presenti una Tesi inerente, per temi e/o argomenti, le Isole Eolie, dell’importo di Euro 1.000,00 (Mille/00).
Gli aspiranti alla borsa di studio devono possedere i seguenti requisiti:
    Essere cittadini italiani;
    Conseguire una laurea, in qualsiasi disciplina, con un voto non inferiore a 80/110.
Per partecipare al concorso gli interessati devono presentare o far pervenire, entro il 31 maggio 2021, alla sede del Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani – Via Maurolico,15 – 98055 Lipari (Me) – tel. 090-9812987, apposita domanda in carta semplice.
Le domande devono contenere:
    Generalità e numero di codice fiscale;
    Recapito a cui indirizzare eventuali comunicazioni;
Alla domanda vanno allegati, sempre in carta semplice, i seguenti documenti:
Certificato di laurea;
Copia della Tesi di Laurea;
Autocertificazione di nascita e stato di famiglia.

La documentazione inviata al Centro Studi non verrà restituita.

La Borsa verrà assegnata da un’apposita Commissione Giudicatrice formata dai soci “onorari”.

Il giudizio della commissione è insindacabile.
Non verrà assegnata la Borsa di Studio se non si potranno esaminare almeno tre Tesi di lauree, e l’importo previsto andrà a cumularsi con quello del biennio successivo.
Per informazioni: centrostudieolie@gmail.com
Lipari, 11 gennaio 2021
Centro Studi Eoliano

Stromboli: Possibili distacchi di porzioni limitate dei coni. Protezione civile dichiara fase di "allarme"


COMUNICATO STAMPA

Si informa la cittadinanza che il Dipartimento Regionale di Protezione Civile ha dichiarato la fase operativa di “allarme” relativamente all’evento di impatto locale in atto sul vulcano Stromboli.

L’Università di Firenze ha comunicato, infatti, che “le osservazioni del sistema di monitoraggio GB-InSAR mostrano variazioni significative del campo deformativo nel settore Fianco Cratere NE, con valori di velocità alti (21.6 mm/ora).” valutando, come potenziale scenario di impatto locale, il possibile distacco di porzioni limitate dei coni con scorrimento di valanghe di detrito caldo lungo la Sciara del Fuoco con ricadute di materiale, in condizioni di vento favorevole, nelle aree abitate di Stromboli e Ginostra.

Come da procedura, sono attive le attività di monitoraggio del vulcano e sono state interessate le strutture locali di volontariato e di protezione civile per l’avvio delle attività precauzionali, che possano garantire una maggiore sicurezza in caso di evento vulcanico.

Si raccomanda alla popolazione residente l’adozione di adeguati e prudenti comportamenti nello svolgimento delle proprie quotidiane attività.

Si rammentano, inoltre, le disposizioni vigenti come da Ordinanza Sindacale n.125 del 15.09.2020 e del relativo regolamento, tra cui

-        L’assoluto divieto di accesso ai visitatori/escursionisti a partire da quota 290 sul livello del mare e sino all’area sommitale del vulcano Stromboli, sul versante di Ginostra il sentiero di punta Corvi è interdetto da quota 130 fino all’area sommitale;

-        È consentito, soltanto se accompagnati da guide alpine e/o vulcanologiche autorizzate, l’accesso dei visitatori escursionisti sul tratto dei sentieri di “Punta Labronzo”, a partire da quota 290 e sino a quota 400 metri s.l.m. mentre nel versante di Ginostra è consentito il sentiero di Punta Corvi a partire da quota 130 e sino a quota 400 metri s.l.m., sempre se accompagnati da guide alpine e/o vulcanologiche autorizzate.

Eventuali aggiornamenti saranno prontamente comunicati.

                                                            Il Sindaco

Marco Giorgianni

Le Eolie nelle stampe d'epoca (CLXXXII puntata): Stromboli


 

14 gennaio 2020: Le Eolie sulla Gazzetta del sud

Nei "palazzi" della politica locale (34° puntata): Antonella Caccetta (consigliere a Lipari, eletta nel 2012)

Buon Compleanno a Marco Giaquinta, Ramona, Bartolo Zaia, Giacomo Alessi, Santino Giannetto, Tiziana Scarcella, Bernadette Godillon, Irene Fichera, Giovanni Bausani, Giovanni Giachino Busacca, Patrizia Sobrero

In tre da stamane agli arresti domiciliari per l'esplosione della fabbrica di fuochi pirotecnici a Barcellona Pozzo di Gotto. Contestato il disastro colposo ed omicidio colposo plurimo

COMUNICATO ARMA DEI CARABINIERI

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di Messina hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Barcellona P.G., su richiesta dei Pubblici Ministeri dott.ssa Rita Barbieri, dott. Matteo De Micheli e dott.ssa Emanuela Scali, coordinati dal Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, dott. Emanuele Crescenti, a carico di 3 persone gravemente indiziate dei reati di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali, nonché di violazioni concernenti le norme di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro, con la mancata valutazione dei rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive, la mancata informazione, formazione e addestramento dei lavoratori sui rischi cui erano specificamente esposti ovvero la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale. La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata applicata al 73enne COSTA Vito, titolare della ditta produttrice di artifici pirotecnici Costa Vito e figlidi Barcellona Pozzo di Gotto, al 65enne BAGNATO Corrado ed al figlio 38enne BAGNATO Antonino responsabili della ditta “Bottega del ferro” di Barcellona P.G. Inoltre è stato disposto il sequestro dei compendi e dei beni delle due citate aziende nonché l’applicazione a carico dei tre indagati della misura interdittiva dell’esercizio dell’attività imprenditoriale, per la durata di dodici mesi.

Il provvedimento cautelare scaturisce dall’esito delle indagini svolte a seguito dei tragici fatti avvenuti a Barcellona Pozzo di Gotto, in Contrada Pezze Cavalieri, nel pomeriggio del 20 novembre 2019, quando, all’interno dello stabilimento industriale per lo stoccaggio e la lavorazione di fuochi pirotecniciCosta Vito e figli”, un’esplosione aveva provocato la morte di 5 persone ed il ferimento di altre due.

Presso il citato opificio, esteso su un’area di circa 13.000 mq, composto da dodici strutture indipendenti, costituite da pilastri e travi in cemento armato, denominati caselli, destinati allo stoccaggio ovvero alla lavorazione di prodotti pirotecnici, erano in corso dei lavori di adeguamento della struttura produttiva prescritti dalla Commissione Tecnica Territoriale per le Sostanze Esplodenti, finalizzati ad elevare gli standard di sicurezza del sito mediante l’installazione apposite di grate di protezione in tutti i caselli destinati al deposito di materiale attivo. I lavori erano stati appaltati dal COSTA Vito alla ditta “Bottega del Ferro” dei BAGNATO che stava impiegando 5 operai tra cui BAGNATO Antonino. Intorno alle ore 16,30, nei pressi dei caselli numero 7 e 8 si verificavano delle esplosioni in sequenza che provocavano la morte di TESTAVERDE Giovanni, MANNAI Mohamed Tahar, PORCINO Fortunato e MAZZEO Vito operai della ditta “Bottega del Ferro” e di MAZZEO Venera moglie di COSTA Vito, nonché il ferimento di BAGNATO Antonino e di COSTA Antonino tutte persone che si trovavano nei pressi dei citati caselli 7 e 8. Le esplosioni provocavano un fortissimo boato percepito a grande distanza e facevano divampare un vasto incendio che si propagava all’interno dello stabilimento sollevando una fitta coltre di fumo notata dai Carabinieri della Stazione di Castroreale che intervenivano per primi sul posto cinturando la zona ed allertando i soccorsi con l’intervento dei Vigili del Fuoco di Milazzo che riuscivano ad arginare il vasto incendio e dei sanitari del 118 che prestavano le prime cure ai feriti. Inoltre, nei giorni seguenti, si è reso necessario l’intervento del IV Reggimento Genio Guastatori di Palermo, che ha bonificato l’area facendo brillare i manufatti pirotecnici rimasti nel sito.

Le indagini per la ricostruzione dell’evento, dirette sul posto già nelle immediate fasi successive alla tragedia dal Procuratore Capo dott. Emanuele Crescenti sono state affidate ai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina e della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto che hanno avviato una attività di sopralluogo. La complessità della scena criminis, ha reso necessario l’intervento delle componenti specialistiche dell’Arma dei Carabinieri tra cui gli addetti della Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo di Messina ed i Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche che hanno operato con il supporto del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania Fontanarossa, per le ricognizioni aeree.

Nel corso delle attività di sopralluogo è stata svolta un’attenta opera di catalogazione e repertamento di numerosissimi frammenti di materiale vario, tra cui piccole parti di circuiti elettronici e componenti delle attrezzature utilizzate dagli operai, rinvenute a distanza anche di decine o centinaia di metri ove erano stati scagliati dalla potenza dello scoppio. I numerosi reperti sequestrati si sono rivelati fondamentali per la ricostruzione della dinamica dei fatti, effettuata anche a seguito delle puntuali analisi di laboratorio eseguiti dai Carabinieri della Sezione “Chimica, Esplosivi ed Infiammabili” del R.I.S. di Messina.

Inoltre, sono state svolte attività di ispezione anche da parte dei Vigili del Fuoco del Nucleo Investigativo Antincendio Territoriale di Palermo, che, attraverso mirati accertamenti, ha consentito di escludere che l’esplosione ed il successivo incendio fossero da attribuire a “causa elettrica”.

Le indagini sono proseguite con la raccolta di numerose testimonianze tese a ricostruire i fatti, definire la legittimità delle posizioni lavorative degli operai impiegati nonché a ricostruire i rapporti di natura commerciale tra le ditte e, contestualmente, è stata acquisita la documentazione amministrativa, comprensiva delle licenze e autorizzazioni possedute per l’esercizio dell’attività di fabbricazione di fuochi d’artificio. Parimenti, con il contributo specialistico dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Messina e del Dipartimento di Prevenzione U.O.C. SPRESAL dell’Azienda Sanitaria Provinciale sono stati approfonditi gli aspetti relativi al rispetto delle normative sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, riscontrando gravi violazioni nello specifico settore.

Il quadro indiziario è stato arricchito dai riscontri emersi dalle intercettazioni telefoniche compiute dai Carabinieri di Barcellona P.G., grazie alle quali è stato possibile acquisire preziosi elementi che, globalmente, hanno consentito di ricostruire la delicata vicenda.

Al fine della completa e puntuale ricostruzione della dinamica dei fatti e delle responsabilità degli indagati, sono risultati decisivi i convergenti elementi raccolti nel corso delle articolate investigazioni svolte dai Carabinieri.

Le attività di sopralluogo avevano da subito permesso di individuare l’area in cui si era verificata l’esplosione e le acquisizioni di informazioni da parte dei testimoni avevano coerentemente integrato il quadro emerso, parallelamente le attività tecniche di intercettazione avevano confermato la ricostruzione dei fatti e gli accertamenti tecnici dei Carabinieri del R.I.S. di Messina, effettuati mediante l’analisi dei numerosi reperti e la valutazione degli scenari possibili, secondo ricostruzioni operate in laboratorio, hanno contribuito a ricostruire la verosimile dinamica dell’evento.

Il complessivo esito degli accertamenti ha permesso di ricostruire che l’esplosione ha avuto come punto di origine il fabbricato n. 7, destinato all’attività di miscelazione dei colori dei manufatti pirotecnici. A seguito della prima deflagrazione, dal punto di origine la stessa esplosione si è propagata al fabbricato n. 6, adibito allo stoccaggio dei manufatti pirotecnici finiti, ed al fabbricato n. 8 adibito a laboratorio. Proprio al casello n.7, al cui interno erano presenti diversi quintali di materiale esplodente, stavano lavorando sia con l’elettrosaldatrice che con la smerigliatrice, entrambi utensili capaci di produrre scintille, i lavoratori della ditta Bottega del Ferro. L’esecuzione di questi lavori, in presenza di materiale esplodente molto sensibile all’innesco, costituisce la causa dell’esplosione.

Infine, la conferma della ricostruzione dei fatti è arrivata dal sequestro dello smartphone in uso a BAGNATO Antonino nella cui memoria è stata rinvenuta una fotografia, scattata pochi istanti prima della tragedia, che riprendeva uno degli operai della ditta “Bottega del Ferro” mentre stringe tra le mani una saldatrice con cui lavorava alla sbarra di scorrimento delle grate installate nel casello 7.

In tale quadro, non avere rimosso il materiale esplodente dalla zona interessata ai lavori costituisce una grave imprudenza commessa dai tre arrestati.

Al termine delle indagini, la locale Procura ha avanzato richiesta di misura cautelare a carico dei tre indagati, avendo ricostruito che, in data 20 novembre 2019 la ditta “Bottega del Ferro” di Bagnato Corrado ed Antonino, stava eseguendo, all’interno dell’opificio industriale “Costa Vito e figli”, sotto la supervisione del titolare Costa Vito, lavori di installazione di cancelli di sicurezza e grate di protezione nei caselli destinati al deposito di materiale esplodente attivo, senza che i responsabili adottassero le adeguate cautele, evidenziando, pertanto, imprudenza, negligenza ed imperizia nonché l’inosservanza delle norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Il G.I.P. del Tribunale di Barcellona P.G., condividendo la ricostruzione operata dall’Ufficio di Procura, a seguito dei convergenti elementi probatori acquisiti nel corso delle indagini dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina e della Compagnia di Barcellona P.G., ha emesso l’Ordinanza di Applicazione della Misura degli Arresti Domiciliari a carico degli odierni ristretti nonché il sequestro preventivo dei complessi aziendali e l’interdizione dell’esercizio dell’attività imprenditoriale.

Al termine delle formalità di rito gli arrestati sono stati condotti presso le proprie abitazioni a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.