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sabato 7 settembre 2013

Grande evento. Il dottor Giacomantonio ci farà sapere (di Antonio Previti)

Ho letto l'ultimo intervento del dott.SIDOTI e mi sono rincuorato,allora avevo capito bene che a settembre ci sarebbe stato un grande evento.
Per la verità  avevo chiesto in giro, e nessuno dico nessuno, sapeva cosa rispondere.
Il dott. GIACOMANTONIO avrà una risposta definitiva? grazie
                                       Antonio Previti

Come eravamo: "Quaterna" di giornalisti: Natoli, Barrica, Leone e N. Subba

Geografia Giudiziaria: autorizzato smaltimento arretrato civile in 8 sedi

(di Paolo Intilisano) Il Ministro della Giustizia, in applicazione dell’art. 8 del d.lgs. n. 155 del 2012, ha ritenuto di autorizzare -  per un periodo di due anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 2012 n. 15 e dopo aver acquisito i pareri previsti dalla legge - la trattazione dei procedimenti civili ordinari e delle controversie in materia di lavoro, di previdenza e assistenza obbligatoria pendenti alla data del 13 settembre 2013 presso un numero limitato di sedi soppresse nell’ambito della riforma della geografia giudiziaria.
L’intervento riguarda i Tribunali soppressi di maggiore dimensione per popolazione amministrata o per indice delle sopravvenienze ed è diretto a evitare che le procedure di accorpamento possano ritardare la definizione dei predetti procedimenti civili. 
La selezione è stata effettuata con riferimento alle sedi soppresse caratterizzate alternativamente:
a) da un numero di abitanti superiore a 180.000 unità, corrispondenti alla metà della media nazionale dei tribunali provinciali assunta quale parametro di riferimento nell’attuazione della sopra richiamata legge delega realizzata con il decreto legislativo n. 155/2012; 
b) da una sopravvenienza media annuale di 6.874 affari complessivi, corrispondente alla media delle sopravvenienze dei tribunali con popolazione superiore a 180.000 abitanti.
In relazione al primo parametro sono stati individuati i tribunali di Alba, Bassano del Grappa, Pinerolo e Vigevano; con riferimento al parametro della domanda di giustizia, sono stati individuati i Tribunali di Chiavari, Lucera, Rossano e Sanremo. Inoltre presso il Tribunale di Rossano si svolgeranno anche i dibattimenti penali relativi ai procedimenti pendenti alla data del 13 settembre 2013. 
Pertanto, la riforma entrerà in vigore il prossimo 14 settembre, senza alcun ripristino di Tribunali soppressi, ma  consentendo che i soli processi civili pendenti presso le sedi soppresse sopra indicate siano trattati in tali sedi, e ciò al fine di accelerare la loro definizione.

Sidoti: "Assessore Cuccia...batta un colpo o se invece lo ritiene opportuno si dimetta"

Mi scusi Assessore Cuccia ma il famoso "grande evento di settembre dove e' finito"? Non mi dica che si e' perso come il suo cv nelle stanze del Comune sempre se lo ha mai inviato.
Poi ci ha riempito la testa di programmazione e poi alla fine nel sito del Comune mi trovo questa quattro informazioni:
Ufficio Programmazione e Turismo : turismo@pec.comunelipari.it
1)Contributi a favore di Istituzioni Culturali e per Convegni di rilevante interesse culturale del 13/02/2013
2)Incentivi alle Imprese in materia di salute e sicurezza nel lavoro del 13/02/2013
3)Erogazione di premi a favore di pescatori e proprietari che praticano la piccola pesca costiera 28/01/2013
4)Avviso: Strumento finanziario per gli investimenti e la crescita delle Micro-Imprese attive nella Regione Sicilia 28/01/2013
5)Giovani per il Sociale - Giovani per valorizzazione dei beni pubblici 30/10/2012 forse?
6)Avviso: Legge 26 febbraio 2010 n. 3 - Disciplina Agriturismo in Sicilia 01/03/2010.
 Come può rilevare dalle date che ho indicato in coda ad ogni documento pubblicato gli stessi sono alquanto datati? Ma cosa fa questo ufficio? Di cosa si occupa?Di quante persone e' composto? Da quanto si vede sul sito produce ben poco.
Le ricordo il progetto LE VELE NERE di cui fino ad oggi sulle motivazioni del mancato finanziamento ci sono pareri discordanti.
Mi raccomando batta un colpo e se invece lo ritiene opportuno si dimetta.

Angelo Sidoti

INTOCCABILI E SOSTITUIBILI: LUPO, CRACOLICI E FERRANDELLI IN POLE

Grandi manovre, piccolo cabotaggio. Nei prossimi giorni il rimpasto. Non riguarderà solo l’assessore Bartolotta (Pd, Innovazioni), che pare essere diventato il “muro vascio” (l’anello debole ) della giunta di governo, ma una parte cospicua della formazione di governo. Almeno nelle intenzioni, perché le ambizioni sono tante e le candidature, se fosse possibile, più numerose delle ambizioni.
La mappa del governo propone, allo stato, assessori di stretta osservanza crocettiania (Marino, Sgarlata, Scilabra, Stancheris), di aree democratica (Bianchi e Bartolotta, Innovazioni); Lo Bello (Crisafulli-Capodicasa) , di area Udc (Cartabellotta, Valenti e Bonafede). Infine c’è Linda Vancheri, che rappresenta la Confindustria Sicilia.

Il rimpasto dovrebbe interessare soprattutto l’area di Innovazioni, anche per dare spazio ai neo-renziani, oggi vicini a Franceschini dopo l’endorsement dei giorni scorsi). Gli assessori crocettiani sarebbero intoccabili, almeno tre su quattro (Scilabra si colloca fra le tre unità inamovibili).
Rischiano Bianchi, che peraltro ha vissuto qualche mese fa un momento di “stanchezza” (troppo stress, troppo pressing, troppi conflitti…), Bartolotta, Sgarlata e Lo Bello.
Le candidature più forti, sulla carta, sono quelle solite: Antonello Cracolici, Beppe Lupo, Fabrizio Ferrandelli. Ma su Ferrandelli potrebbe esserci un veto del governatore, che non vuole nemici in casa. E Ferrandelli, che pure era stato sponsorizzato proprio da Crocetta nella campagna elettorale di Palermo, è stato il critico più aspro ed irriducibile.
In definitiva c’è un’apertura del presidente della Regione sul rimpasto di assessori designati da Pd o altri con una clausola di salvaguardia: porte chiuse agli indesiderabili.
L’Udc, infine, non vive tensioni da rimpasto: la squadra sembra salda. Se dovesse sopravvenire una “urgenza”, tuttavia, sarebbe la Valenti a doversi sacrificare, ma non ci sono avvisaglie di questa natura.
Siamo alla vigilia del primo anno di vita della giunta di governo, due assessori (il cantautore Battiato e lo scienziato Zichichi) sono stati avvicendati in corso d’opera dopo una breve e tormentata permanenza. La stabilità dunque, non potrà essere annoverata come una delle virtù del governo in carica.

OggI. "Festival Territorio Zero”, evento educativo e divulgativo non a scopo di lucro promosso da Movimento 5 Stelle, Territorio Zero, Città Aperta e Cetri Tires, patrocinato dal Comune di Barcellona

Si terrà, oggi, sabato 7 settembre, presso Villa Oasi di Piazza S. Sebastiano il “Festival Territorio Zero”, evento educativo e divulgativo non a scopo di lucro promosso da Movimento 5 Stelle, Territorio Zero, Città Aperta e Cetri Tires, patrocinato dal Comune di Barcellona. “L'idea di un festival o, meglio, ecosagra -affermano Carmelo Giunta e Sebastiano Coppolino, due dei promotori- nasce dall'esigenza di sensibilizzare i cittadini ad adottare uno stile di vita votato al riuso, al riciclo e alla riparazione, educandoli inoltre a preferire le energie rinnovabili a quelle tradizionali”. “In tal senso -aggiunge Antonio Zanotto di Messina- intendiamo anche mettere in contatto i cittadini consumatori con le realtà “rinnovabili” già presenti sul territorio, coinvolgendo anche operatori ed artigiani del riciclo”. Il Festival Territorio Zero, che dopo Barcellona toccherà numerose altre tappe in Sicilia, riserverà grande attenzione anche ai più piccoli, che saranno intrattenuti con giochi educativi sul tema “spreco zero” dagli animatori dell'associazione “Ne combiniamo di tutti i colori”. In piazza S. Sebastiano, proprio dinanzi all'ingresso di Villa Oasi, sarà allestito il palco sul quale si esibiranno numerosi musicisti locali e tra questi, Giuseppe Alesci, “Giò nel mondo dei chi”, il duo acustico “M&D”, i “SenzaNome”, i “South Skunk Family” e una sorpresa. All'interno del centro polifunzionale, invece, saranno presenti gli stand di operatori locali nei settori dell'agricoltura biologica, della raccolta differenziata e del compostaggio: hanno dato la loro adesione anche Rete Abile Messina, MessinAmbiente, Ecofra e Dusty. Nei locali dell'auditorium sito al primo piano si svolgerà un convegno sul tema “Territorio Zero”: previsti, tra gli altri, gli interventi di Angelo Consoli presidente del Cetri Tires, Carmelo Celona urabista a “Cemento Zero” e di Tiziana Morina del Gasecogastronomia di Messina. Gli organizzatori confidano inoltre in una massiccia presenza degli amministratori locali di tutta la provincia di Messina, ai quali hanno nei giorni scorsi inoltrato formale invito. Nel corso della manifestazione, sarà chiesto al Sindaco di Barcellona Maria Teresa Collica di sottoscrivere il “Manifesto Zero”, impegno formale con il quale l'amministrazione comunale si impegna ad adottare e rafforzare le politiche più idonee per promuovere le emissioni zero, i rifiuti zero e lo spreco zero di energia, acqua e cibo.
Domenico La Cava 
I dettagli dell'evento sono disponibili a questo link: https://www.facebook.com/events/215164951969124/
Giovanni Bausani
Collaboratore del Dep. Francesco D'Uva - M5S

Auguri agli sposi Milena Mollica e Davide Starvaggi

Lo staff di Partylandia e il direttore di Eolie news formulano i più sentiti auguri a Milena Mollica e Davide Starvaggi nel giorno del loro matrimonio

Un quarto d'ora di pioggia intensa sprigiona un..fiume di fogna (dalla G. del Sud)

L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del Sud di oggi
Un quarto d'ora di pioggia intensa sprigiona un...fiume di fogna
Salvatore Sarpi
LIPARI
Non è stato certo uno spettacolo da località turistica quello che hanno trovato ieri mattina a Marina Corta i circa 450 croceristi che sono sbarcati a Lipari dalle navi "Le Ponent" e "Berlin". 
L'intensa pioggia della notte prima, ed una sempre più evidente fatiscenza della rete fognante, ha fatto saltare tutti i tombini delle fogne e la piazza (area esterna ai locali inclusa) si è riempita di liquami maleodoranti. Il lezzo, che qualcuno ha tentato di "spacciare" ai turisti per puzza di zolfo che il vento sospingeva sino a Lipari dalla vicina Vulcano, era davvero insopportabile. 
Sul posto per cercare di riportare la situazione alla normalità (ma il danno d'immagine era già bello che fatto) sono intervenute la ditta di espurgo di Angelino Biviano e quella di Saro Gitto. Erano anche presenti il vice-sindaco Gaetano Orto e l' assessore Giovanni Sardella. Oltre al lezzo i turisti hanno potuto "ammirare" una via Roma, che dopo la pioggia della sera prima e il fiume che l'ha attraversata (come sempre), era ricolma di detriti specie nella parte terminale. E la pioggia, caduta copiosa per circa quindici minuti, ha riproposto la drammaticità in cui versano alcuni punti nevralgici dell'isola quali sono le vie Roma, Franza, Zinzolo, S.Lucia e le zone di Ponte e Valle e, conseguentemente, i rischi che corrono gli abitanti e/o coloro che si trovano a transitarvi in occasione della pioggia. 
Strade, zone che, per l'ennesima volta, si sono trasformate in torrenti in piena che hanno trascinato lungo il loro percorso tutto ciò che hanno trovato massi, sabbia, detriti, vecchi elettrodomestici e, sulla via Roma, anche una transenna posizionata dal comune per indicare l'esistenza di un'area a traffico limitato. 
Tante le persone bloccate in casa o nei locali pubblici, impossibilitate ad uscire dall'enorme massa d'acqua che ha allagato le strade, arrivando a lambire gli ingressi. Non è stata risparmiata anche la parte inferiore del Corso principale dell'isola dove si è riversato il fiume proveniente da Zinzolo-S. Lucia. Contestualmente da Marina Corta a Sottomonastero, da Zinzolo a Bagnamare si è assistito allo “spettacolo” dei tombini delle fogne in “eruzione”. E per fortuna che il “nubifragio” si è esaurito in un breve arco temporale.
Una situazione che, anche in previsione dell'inverno, desta non poche preoccupazioni tra i cittadini, in particolare tra quelli residenti nelle aree a rischio. 
 Sappiamo che la giunta Giorgianni si è mossa per ottenere la possibilità di "sforare" il patto di stabilità e "recuperare" i fondi (tra l'altro disponibili) per procedere alle operazioni di messa in sicurezza dei torrenti e delle aree a rischio. 
Sappiamo anche che è passato quasi un anno da quando l'allora ministro all'Ambiente Corrado Clini sbarcò a Lipari (all'indomani di un nubifragio che mise a dura prova territorio e cittadini) e promise un pronto intervento per sbloccare i fondi. Da allora nulla è cambiato, i soldi sono dove erano, le strade restano torrenti in piena anche a seguito di 10/15 minuti di pioggia più o meno intensa, il rischio è sempre dietro l'angolo. Forse è il momento di "battere i pugni"  e mettere chi di competenza di fronte alla realtà e ai rischi che si corrono. Prima che sia  troppo tardi

Da Partylandia auguri a Giulia Ramaglia per il suo compleanno

Lo staff di Partylandia augurra Buon Compleanno a Giulia Ramaglia che oggi compie 3 anni

Auguri a....

Eolienews  augura Buon Compleanno a Giuseppe Lo Schiavo

venerdì 6 settembre 2013

La revoca della cittadinanza onoraria concessa al Presidente della Repubblica sarebbe potuta essere una eclatante protesta (di Alfio Ziino)

Mi associo alla richiesta del geometra Aldo Natoli di procedere alla revoca della cittadinanza onoraria nel tempo conferita a quei rappresentanti, istituzionali o politici, che nulla  hanno fatto  per le Eolie, remando anzi contro.
Commentando  l' intervento  a  gamba tesa  (fallo da espulsione) del Presidente Giorgio Napolitano sulla Corte Costituzionale prima che questa decidesse in ordine alla  legittimità del provvedimento di "riforma" della geografia  giudiziaria, ebbi  ad invocare proprio la revoca della cittadinanza onoraria conferitagli dal Comune di Lipari. Motivazione? l'assoluto disprezzo mostrato nei confronti degli isolani.
Ma chi mai proporrà in  Consiglio  Comunale siffatta istanza?  Da una ammucchiata di eunuchi è difficile trarre un' impennata di virilità. Un lavoretto di bocca, parole parole parole, è invece facile ottenerlo.
E pensare che la revoca della cittadinanza  onoraria concessa  al  Presidente della  Repubblica avrebbe potuto essere proprio la  " eclatante, legale protesta" promessa dal Sindaco in occasione dell'incontro con cittadini ed avvocati. Parole parole parole.
Avv. Alfio Ziino

VERBALE DEL CONSIGLIO D'ISTITUTO "CONTI" DEL 5/09. SUCCESSIVO AD UNA COMUNICAZIONE DELL'ASSESSORE ALLA P.I.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL VERBALE DI RIUNIONE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO "ISA CONTI" DEL 5 SETTEMBRE
Il giorno 05 settembre 2013, alle ore 11,00, presso l’aula magna dell’Istituto Istruzione Superiore “Isa Conti Eller Vainicher” – Lipari, su convocazione in modalità straordinaria ed urgente del presidente, Sig.ra Paino Irene, si è riunito il Consiglio d’Istituto, per discutere il seguente ordine del giorno:
- Comunicazione pervenuta a mezzo fax, a firma dell’Assessore alla P.I. del Comune di Lipari, in relazione alla richiesta di n. 2 aule scolastiche da attribuire all’I.C. Lipari.
Sono presenti: il Dirigente Scolastico Prof.ssa Tommasa Basile; ; il DSGA Rag. Caterina Cullotta; i sigg. Girolamo Biviano, Rossano Giorgi, in rappresentanza del personale ATA; i proff. Elvira Casaceli; Michela Corda; M. Rosaria Lazzarini, Mariella Livoti; Floriana Lopes; Giuseppe Mirabito; M. Paola Roncaglia, rappresentanti della componente docenti; i Sigg. Rijtano Salvatore, per la componente genitori.
Risultano assenti i sigg. Paino Irene, presidente del Consiglio dell’Istituto e Salvatore Sarpi; la prof.ssa M. Jose Calderone, per la componente docenti.
Presiede la riunione il sig. Rijtano Salvatore, che, constatata la validità della seduta, dichiara aperta la discussione. Assume funzione di segretario la prof.ssa Lazzarini.
Il dirigente scolastico saluta in Consiglio e provvede a dare lettura della comunicazione pervenuta alla scuola e a mezzo della quale l’istituzione scolastica viene informata in merito ad un sopralluogo ad opera di Tecnici provinciali e comunali, che avrà luogo in data 09 settembre c.a. presso l’edificio sede centrale della scuola.
La verifica posta in oggetto avrebbe lo scopo di affrontare le criticità evidenziate dalla dirigenza dall’I.C. Lipari, con sede in via E. Carnevale, risolvendo la questione relativa alla nuova formazione di una classe 1^ media, da cui dipende la necessità di fruizione, in sede, di due aule scolastiche, individuabili nella sede staccata di via Cappuccini. tra quelle che finora hanno utilizzato gli studenti dell’Istituto Conti.
Dopo ampio ed acceso dibattito a cui ha preso parte anche il sig. Angelo La Torre, in qualità di genitore poiché presente nella scuola nella quale svolge funzione di collaboratore scolastico, il Consiglio dell’Istituto, con unanimità di consensi, delibera il seguente atto:
Il Consiglio dell’Istituto Istruzione Superiore Conti – Vainicher – Lipari, nelle sopra indicate componenti rappresentate, a tutela del regolare svolgimento dell’a.s. 2013/14 ed al fine di non catalizzare pericolose situazioni di protesta degli studenti, lesive del loro regolare percorso didattico – educativo, sottopone all’attenzione delle istituzioni territoriali competenti, facendone richiesta anche in virtù del principio di sussidiarietà, quanto di seguito elencato:
  1. A garanzia dell’ idonea Offerta Formativa scolastica, programmata per l’imminente avvio delle lezioni del 09 c.m. Il Consiglio d’istituto rappresenta la necessità di porre una moratoria alla richiesta di cessione delle aule per l’anno scolastico 2013/14.
  2. Nella considerazione della multi - territorialità dell’utenza dell’istituto che accoglie, nella frequenza, studenti provenienti da tutte le Isole e le frazioni dell’arcipelago eoliano, il Consiglio d’Istituto chiede che venga opportunamente tutelato il diritto – dovere d’istruzione per tutti gli studenti della scuola, con particolare rispetto del principio normativo d’obbligo scolastico, che insiste sulla frequenza degli alunni iscritti nelle classi del primo biennio di studi superiori.
  3. A completezza dell’azione e per un’efficace verifica complessiva che possa condurre ad una solida e tempestiva soluzione al problema evidenziato nella documentazione pervenuta ed allegata al presente verbale, il Consiglio d’istituto sollecita, i Tecnici e degli Amministratori della Provincia e del Comune di Lipari, un sopralluogo congiunto, da effettuarsi oltre che nelle aule dell’Istituto Conti, anche nelle aule di pertinenza dell’Istituto Comprensivo Lipari: sede centrale: plesso S. Lucia; sez. staccata: plesso Pianoconte; sez. staccata: plesso Quattropani; sez. staccata: plesso Canneto.
Riconoscenti per il ruolo assunto e svolto con completezza dall’Amministrazione comunale, certi che ad Essa non sfuggirà il fondamentale compito educativo e formativo a cui l’Istituto Conti assolve con esperta efficienza nel servizio erogato, consapevoli delle difficoltà che la soppressione delle Province ha determinato nel territorio, si attende una soluzione che avrà indubbio carattere di sollecita, positiva, duratura ed informata sensibilità culturale.
A conclusione degli interventi il Consiglio d’Istituto delibera per la richiesta di un incontro esplicativo alla presenza del Sindaco del Comune di Lipari e di una rappresentanza di genitori degli studenti e di cui si farà carico il dirigente scolastico in qualità di rappresentante legale dell’Istituto Conti.
La seduta è tolta alle ore 13,00.
Il segretario
f.to M. Rosaria Lazzarini
Il Presidente
f.to Sig. Salvatore Rijtano

E' nato Mario Basile

E' venuto alla luce ieri all'ospedale di Milazzo, Mario Basile, figlio di Salvatore e Liliana Lauricella. 
Al piccolo il più caloroso benvenuto, auguri e felicitazioni per i genitori, per i nonni e per i parenti tutti
Nonna Immacolata ringrazia per la grande professionalità tutta l'equipe del reparto di ostetricia dell'ospedale.

Studenti del Conti a Canneto? Lauria chiede spiegazioni al sindaco Giorgianni

La S.S. ricorderà che in un incontro con gli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Isa Conti Eller Vainicher” di Lipari, tenutosi presso il Palazzo Comunale alla presenza dell’Assessore Provinciale alla P.I ed al Dirigente della Provincia Regionale di Messina, ha promesso di supplire alle deficienze di aule per le esigenze dell’Istituto, mettendo a disposizione il fabbricato sito in via Madre Florenzia Profilio (ex Comando P.M.). 
Nel medesimo incontro ha anche fornito  la disponibilità dell’Ente nel mettere a disposizione l’ex Palazzo dei Congressi per istituire i corsi della Scuola Alberghiera. 
Come è ben noto alla S.S. attualmente alcuni locali della Scuola Media “S.Lucia” di Lipari sono date in uso all’Istituto Tecnico per supplire alle deficienze di aule. E’ giunta notizia allo scrivente che in un incontro con i responsabili scolastici  l’Assessore alla P.I. del Comune avrebbe comunicato la non disponibilità di queste aule, suggerendo di trasferire gli alunni in aule presso la Scuola Media di Canneto.
La notizia, ovviamente, ha già destato preoccupazione nelle famiglie di Lipari e delle altre isole. 
Il sottoscritto, nella qualità di Consigliere Comunale, chiede alla S.S. di verificare la fondatezza di quanto gli è stato riferito, ed in caso affermativo, di desistere da tale previsione che penalizzerebbe gli studenti interessati per gli ulteriori disagi, soprattutto per quelli che giungono a Lipari dalle altre isole dell’Arcipelago. 
Il sottoscritto ritiene che il problema, sicuramente importante, possa essere risolto mantenendo la promessa fatta agli studenti ed alle famiglie. 
Certo della sensibilità della S.S. nei confronti della problematica ben rappresentata dagli studenti nei vari incontri, lo scrivente resta in attesa di un riscontro.
Bartolo Lauria (consigliere comunale)

Torrenti e allagamenti (di Luca Chiofalo)

Visto il ripetersi dello “spettacolo” dei torrenti d’acqua che percorrono il paese dopo 5 minuti di pioggia sostenuta, mi chiedo se la pulizia periodica di tutti i tombini e dei “canali di sfogo” dell’acqua viene eseguita regolarmente e se sono stati pianificati interventi per “mettere in sicurezza” le aree solitamente critiche.
Sono certo che l’esborso di denari pubblici sia maggiore per gli interventi di bonifica posteriori agli allagamenti rispetto ai costi di una regolare attività di prevenzione che ridurrebbe i disagi con cui conviviamo da troppo tempo.
Dico stupidaggini, è troppo difficile da capire, o a qualcuno conviene così…?
CORDIALMENTE

LUCA CHIOFALO  

Politici disinteressati. Revochiamo la cittadinanza onoraria a chi la possiede

In una riunione tenutasi presso il "Seminario delle Lettere", sull'imminente adozione del Piano Territoriale Paesistico, ebbi a dire come Presidente dell'AGE, all'Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Fabio Granata, che le Eolie sarebbero state destinate a diventare "un Presepe senza pastori". 
Togli oggi questo e domani quell'altro è inevitabile che la qualità della vita di noi isolani è in continuo decadimento, e per i nostri giovani lasciare l'isola torna ad essere una necessità. 
Non entro nel merito della vicenda che ha portato all'inevitabile soppressione del Tribunale perchè i nostri avvocati hanno, da tempo, scritto già abbastanza. Condivido in particolare, con il giovane Avv.to Luca Zaia, che è stata scritta una "pagina nera" per la storia del nostro Arcipelago. 
Bisogna, con molta onestà, prenderne atto perchè gli sconfitti, anche se con responsabilità diverse, siamo tutti. Ritengo che un segnale debba essere dato ai nostri rappresentanti politici regionali e nazionali, di sinistra, di centro e di  destra. Che il Consiglio Comunale revochi il conferimento della cittadinanza onoraria di Lipari a tutte le personalità politiche, che in atto sono in carica, per il loro disinteresse e silenzio su una problematica di vitale importanza per il nostro Paese. 
Sicuramente gli facciamo "un baffo", ma almeno salviamo l'onore! 
Aldo Natoli

Turisti a Marina Corta. Sbarco tra i liquami e il lezzo

Non è stato certo uno spettacolo da località turistica quello che hanno trovato stamani a Marina Corta i circa 450 crocieristi che sono sbarcati a Lipari dalle navi "Le Ponent" e "Berlin".
La pioggia di ieri sera, ed una sempre più evidente fatiscenza della rete fognante, ha fatto saltare i tombini delle fogne e la piazza (area esterna ai locali inclusa) si è riempita di liquami.
Il lezzo, che qualcuno ha  tentato di "spacciare" per puzza di zolfo che il vento sospingeva dalla vicina Vulcano, davvero insopportabile.
Sul posto per cercare di riportare la situazione alla normalità (ma il danno d'immagine era già bello che fatto) è intervenuta la ditta di espurgo di Angelino Biviano e quella di Saro Gitto.
Presenti anche gli assessori Gaetano Orto e Giovanni Sardella.
Oltre al lezzo i turisti hanno potuto "ammirare" una via Roma, che dopo la pioggia di ieri sera e il fiume che l'ha attraversata (come sempre), era ricolma di detriti specie nella parte terminale.
Sappiamo che la giunta Giorgianni si è mossa per ottenere la possibilità di "sforare" il patto di stabilità e "recuperare" i fondi (tra l'altro disponibili) per procedere alle operazioni di messa in sicurezza dei torrenti e delle aree a rischio. Sappiamo anche che è passato quasi un anno da quando l'allora ministro Corrado Clini sbarcò a Lipari (all'indomani di un nubifragio che mise a dura prova territorio e cittadini) e promise un pronto intervento per sbloccare i fondi.
Da allora nulla è cambiato, i soldi sono dove erano, le strade restano torrenti in piena anche a seguito di 10/15 minuti di pioggia più o meno intensa, il rischio è sempre dietro l'angolo. Forse è il momento di "battere i pugni" e mettere chi di competenza di fronte alla realtà e ai rischi che si corrono.
Nelle foto: i liquami a Marina Corta e il camion dell'espurgo al lavoro; una foto del fiume che scorreva ieri sera sul Corso Vittorio Emanuele


Da Partylandia auguri di Buon Compleeanno a Emilie, Michela e Domenico

Lo staff di Partylandia augura  Buon Compleanno ad Emilie che compie 2 anni, a Michela che ne compie 12 e a Domenico che ne compie 3

Figuccia(Pds-MpA): "Crocetta si dimetta"

"Se sono gli stessi esponenti del PD a dire che il PD in Sicilia è morto, non si capisce come possa  il Presidente Crocetta continuare a far dipendere l'esistenza del proprio governo dal PD.
E' giunto il momento che Crocetta prenda atto della situazione e si dimetta, se davvero ha a cuore le sorti della Sicilia.
La prematura ma inesorabile agonia del suo Governo è cominciata e non ci sarà rimpasto che potrà salvarlo. Se davvero il Presidente della Regione ha un minimo di interesse per il futuro della nostra isola, riconosca che un governo in stato di coma e sottoposto a ricatti di qualsiasi tipo dalle faide e dalle correnti interne del PD, può solo fare del male."
Vincezo Figuccia, vice capogruppo del Partito dei Siciliani all'Assemblea Regionale Siciliana, prende spunto dalla parole di molti rappresentanti della sedicente maggioranza per certificare quella che ritiene "la morte di fatto del Governo Crocetta."
"Speriamo che i venti di rottamazione continuino a soffiare e che possano spazzare via la classe politica che ha governato la Sicilia negli ultimi venti anni."
"Intanto, visto che certamente Crocetta non si darà facilmente per vinto, l'opposizione dovrà tenere gli occhi ben aperti su ciò che il Governatore farà nei prossimi mesi, perché se già in questo breve periodo di inizio legislatura ha brillato per le sue clamorose sparatee per le altrettanto clamorose nomine di amici e raccomandati, non possiamo immaginare cosa si inventerà da oggi in poi, come è tipico che avvenga quanto un Governo entra in coma e annaspa regalando postidi sottogoverno."
"Temo - conclude il parlamentare del Pds-MpA - che ne vedremo delle belle."

Le Eolie e le pagine da ricordare (a cura del dottor Giuseppe (Pino) La Greca)

Alexandre Dumas padre (1802-1870) fu un grande scrittore francese dell’inizio dell’800, maestro del romanzo storico e del teatro romantico.
 Dumas fu un autore eccezionalmente prolifico e durante tutta la sua carriera ottenne uno straordinario successo di pubblico. Le sue due opere letterarie più note sono “I tre moschettieri” e “ Il Conte di Montecristo”. Dumas padre è in assoluto lo scrittore le cui opere hanno ispirato il maggior numero di riduzioni cinematografiche e televisive (alcune centinaia).

Dumas amava molto viaggiare: fu infatti in Russia, in Austria, in Ungheria, in Germania e venne più volte in Italia, anche in virtù di una grande ammirazione per Giuseppe Garibaldi, a cui fornì delle armi durante la spedizione dei Mille. Il suo viaggio in Italia del 1835 – durante il quale fu a Genova, Livorno, Roma, Napoli e da qui in Sicilia (e nelle isole Eolie) – rientrava in un più ampio progetto che aveva come obiettivo la riscoperta delle radici della cultura mediterranea e che, dopo analoghe richieste al governo francese non andate a buon fine, fu finanziato da sottoscrittori privati fra i quali c’era anche Victor Hugo.
L’escursione alle Eolie, che occupa i capitoli III, IV e V del diario di viaggio, si svolge dal 6 al 9 settembre 1835. Fra i compagni di viaggio citati nel diario ci furono l’amico Jadin e il cane Milord, ma è storicamente dimostrato che il gruppo fu accompagnato anche da Ida Ferrier, l’amante di Dumas, che però stranamente non viene mai citata. Come in un giallo, anche Dumas stesso viaggiò sotto falso nome.
Il viaggio si compie a bordo di una speronara – un tipo di imbarcazione lignea leggera e veloce lunga circa 15 metri dotata di una carena affilata che terminava con uno sperone (o tagliamare). Era attrezzata con una vela latina e dotata di quattro rematori al comando del capitano Arena, il personaggio che ha ispirato il titolo originale dell’opera.

Il Viaggio (Dal libro "La storia della pomice di Lipari" del Dott. Giuseppe La Greca) 
La speronara lascia il porto di Palermo nella mattinata di lunedì 6 settembre, il martedì mattina sosta brevemente ad Alicudi e nel pomeriggio giunge a Lipari tramite il canale tra Lipari e Vulcano. Sbarcati con non poche difficoltà, i nostri viaggiatori vengono accolti nel convento dei Francescani poiché ai tempi a Lipari non c’erano alberghi. Qui conoscono il Governatore della città e visitano le cave di pomice.
Il mercoledì 8 settembre mattina partono per Vulcano dove saranno ospiti dei figli del generale Nunziante e ritornano a Lipari nel pomeriggio per poi fare rotta in serata verso Panarea, dove arrivano la mattina di giovedì, 9 settembre. Qui sostano a lungo presso lo scoglio di Lisca Bianca, poi fanno incetta di gamberi e aragoste a Panarea, cacciano conigli a Basiluzzo e verso sera arrivano a Stromboli per ammirare col favore del buio lo spettacolo pirotecnico del vulcano lungo la sciara di fuoco. La mattina del venerdì, 10 settembre, effettuano la scalata al cratere per riprendere infine la strada del ritorno.
Il diario di viaggio alle Eolie di Dumas ruota sui miti ambientati nell’arcipelago eoliano. I paesaggi delle isole Eolie hanno stimolato la fantasia del grande scrittore francese romantico che le considerava come una sorta di Paradiso perduto sullo stile di Gauguin. Il diario di Dumas è volutamente piuttosto leggero, attento più ai piaceri della tavola e ai racconti locali che alla sostanza del luogo visitato, oggi diremmo da turista invece che da vero e proprio viaggiatore, ma senz’altro un turista attento al patrimonio ambientale dei luoghi visitati e cosciente del suo valore.
Dumas aveva una forte inclinazione per il romanzo e la teatralità, e pertanto più che alla precisione mirava a suscitare emozioni, a stimolare la fantasia del lettore. E naturalmente, operando secondo le sue tendenze e in quella ottica, non poteva costruire un’opera di consistente spessore scientifico. Veritiere sono le descrizioni che il Dumas da di Vulcano e Stromboli, e del tutto ineccepibile è quanto scrive su Lisca Bianca e Basiluzzo. Nessun rilievo inoltre gli si può muovere per quel che dice dei frati e della malvasia delle Lipari, della pescosità del mare eoliano, di Campo Bianco e del governatore di Lipari, delle sacche di povertà presente a Lipari, della misera condizione economica degli abitanti di Alicudi e di varie altre cose. Ma non mancano le inesattezze in quelle stesse pagine. Per Alicudi, infatti, sbaglia sul numero degli abitanti, perché nel 1835 erano almeno quattrocento. E sbaglia nel qualificare pescatori gli Alicudari, perché in realtà erano dedite più all’agricoltura che alla pesca. Non è attendibile, inoltre, il dato relativo alle abitazioni. È da non credere, infine, che gli abitanti di Alicudi fossero tristi e sfortunati come Dumas, pensava, perché, al contrario, tutto lascia supporre che vivessero in piena tranquillità e felici anche solo di esistere. Purtroppo, anche per quanto riguarda Lipari e i suoi abitanti il Dumas non sempre è attendibile. Dumas sbaglia nel sostenere che l’unico commercio di esportazione dell’isola era quello della pietra pomice. Le esportazioni delle Lipari riguardava Capperi, uva passa e vini. Ancora non dà una notizia esatta quando afferma che la popolazione è stata, tutta, tratta in schiavitù da Barbarossa.
Tuttavia è inconfutabile che col suo scritto Dumas rinverdì la notorietà delle Isole Eolie e nel contempo spronò verso le stesse non pochi viaggiatori e studiosi. Di qui, nonostante quanto gli va addebitato, il suo diritto all’inclusione nell’elenco dei benemeriti delle Isole Eolie.
E’ difficile vedere qualcosa di più triste, di più tetro, di più desolato di questa sfortunata isola che forma la punta occidentale dell’Arcipelago Eoliano. E un angolo della terra dimenticato fin dal momento della creazione e rimasto immutato dai tempi del Caos. Nessun sentiero conduce alla cima o corre lungo le sue rive: alcune sinuosità scavate dalle acque piovane sono gli unici passaggi offerti ai piedi martoriati dalle pietre appuntite e dalle asperità della lava. Non un albero su tutta l’isola né un poco di vegetazione che riposi gli occhi; solo nel fondo di qualche fenditura della roccia, negli interstizi delle scorie laviche, si intravede qualche raro stelo di quelle sterpaglie di erica, per le quali Strabone chiamò qualche volta l’isola Ericusa. È il solitario e periglioso cammino di Dante, dove tra le rocce ed i dirupi il piede non può avanzare senza il soccorso della mano.
Ciò nonostante, su questo angolo di terra rossastra, vivono in misere capanne centocinquanta o duecento pescatori che hanno cercato di sfruttare i rari fazzoletti di terra sfuggiti alla distruzione generale. Uno di questi poveretti rientrava con la sua barca: gli comprammo per tre carlini (più o meno ventotto soldi) tutto il pesce che aveva pescato.
Risalimmo sul nostro bastimento, il cuore stretto da tanta miseria. A dire il vero, quando si vive in un certo mondo e in una certa maniera, ci sono delle esistenze che diventano incomprensibili. Chi costringe questa gente su un vulcano spento? Ci sono forse cresciuti come le sterpaglie da cui prende il nome? Quale ragione impedisce loro di abbandonare questo atroce sito? Non c’è un angolo al mondo dove non starebbero meglio di lì. Questo scoglio bruciato dal fuoco, questa lava indurita dall’aria, queste scorie solcate dall’acqua delle tempeste, possono essere una patria? Che ci si nasca, è concepibile, si nasce dove si può; ma che, avendo la facoltà di muoversi, il libero arbitrio che consente di cercare il meglio, una barca per portarsi ovunque, si resti là, è impossibile da capire: ed è quello che questa stessa gente sfortunata, ne sono sicuro, non saprebbe spiegare.
Lipari, con la sua roccaforte costruita sulla roccia e le sue case distribuite secondo le sinuosità del terreno, presenta un aspetto molto pittoresco. Avemmo, del resto, tutto il tempo di ammirarla nell’attesa di risolvere le innumerevoli difficoltà che ci vennero fatte per poter sbarcare. Le autorità locali, alle quali avemmo l’imprudenza di ammettere che non venivamo per il commercio della pietra pomice, unico commercio dell’isola, e che non capivano che si potesse capitare a Lipari per qualche altro motivo, non volevano lasciarci entrare a nessun costo. Alla fine, quando attraverso un’inferriata passammo i nostri passaporti che, per paura del colera, ci furono presi dalle mani con delle pinze gigantesche, e che si furono ben assicurati che venivamo da Palermo e non da Alessandria o da Tunisi, ci aprirono il cancello e consentirono a lasciarci passare.
Appena sbarcati ci mettemmo alla ricerca di un albergo: sfortunatamente era una cosa del tutto sconosciuta al capoluogo. Cercammo da un capo all’altro della cittadina: non la più piccola insegna né alcun segno di locanda.
Eravamo là, Milord seduto e noi, Jadin ed io, ci guardavamo estremamente imbarazzati, quando vedemmo un grande gruppo di persone davanti ad una porta; ci avvicinammo, ci facemmo spazio tra la folla e vedemmo un bambino di sei o otto anni, morto, su una specie di giaciglio. Nonostante ciò la sua famiglia non sembrava particolarmente affranta; la nonna si occupava delle faccende domestiche e un altro bambino, di cinque o sei anni, giocava per terra rotolandosi con due o tre maialini da latte. Solo la madre era seduta al fondo del letto e, invece di piangere, parlava al cadaverino con una volubilità tale da non farmi capire neanche una parola. Chiesi ad un vicino il motivo di quello strano discorso e lui mi rispose che la madre stava incaricando il bambino di alcune commissioni da riportare al padre ed al nonno, morti rispettivamente uno e tre anni prima. Le commissioni erano piuttosto singolari; il bambino doveva, per esempio, informare il genitore che la madre stava per risposarsi e che la scrofa aveva partorito otto cinghialini “belli come angeli”.
In quel momento due francescani entrarono per portar via il cadaverino; lo deposero su una barella. La madre e la nonna lo abbracciarono un’ultima volta e distolsero il fratellino dalle sue occupazioni per fargli fare altrettanto, cosa che fece piagnucolando, non perché il fratello maggiore fosse morto, ma perché lo si disturbava nel bel mezzo del suo daffare; gettarono poi sul morto un lenzuolo tutto stracciato e lo portarono via. Il cadavere non aveva ancora varcato la soglia di casa che madre e nonna si misero a rifare il letto, cancellando anche l’ultima traccia di ciò che era successo. Quanto a noi, volendo seguire fino in fondo la cerimonia funebre, seguimmo il cadavere. Lo stavano portando alla chiesa dei francescani, attigua al convento, senza che nessun parente lo seguisse. Dissero per lui una breve messa, poi sollevarono una grande pietra e lo gettarono nella fossa comune, dove ogni mese veniva buttato uno strato di calce sul nuovo strato di cadaveri.
Il nostro arrivo aveva fatto scalpore: a parte i marinai francesi e inglesi che vengono a caricare pietra pomice, è molto raro che qualche straniero sbarchi a Lipari. Eravamo l’oggetto di una curiosità generale; uomini, donne e bambini si affacciavano alle porte per guardarci passare e non rientravano che quando eravamo ben lontani. Attraversammo così tutta la città.
In fondo alla strada principale e ai piedi della montagna del Campo Bianco, c’è una piccola collina che risalimmo per gioire del panorama che offriva la città tutta intera. Eravamo là da appena un istante quando fummo avvicinati da un uomo, sui trentacinque-quarant’anni, che da qualche minuto ci seguiva con l’evidente intenzione di rivolgerci la parola. Era il governatore della città e dell’arcipelago. Questo titolo pomposo all’inizio mi spaventò; viaggiavo sotto falso nome, ed ero entrato clandestinamente nel Regno di Napoli. Ma fui prontamente rassicurato dalle espressioni gentili del nostro interlocutore; ci stava domandando notizie sul resto del mondo, col quale era raramente in comunicazione, e ci invitava a pranzo per il giorno seguente: lo informammo su tutto quello che di più nuovo conoscevamo sulla Sicilia, su Napoli e sulla Francia e accettammo il suo invito.
Noi, per contro, gli chiedemmo novità di Lipari. Ciò che di più nuovo conosceva erano l’organo eolico di cui parla Aristotele e le stufe di cui parla Diodoro Siculo; quanto ai viaggiatori che avevano visitato l’isola prima di noi, gli ultimi erano stati Spallanzani e Dolomieu. Il brav’uomo, al contrario del re Eolo di cui era il successore, si annoiava a morte; passava la vita sulla terrazza della sua casa con un cannocchiale in mano; ci aveva visti arrivare e non aveva perso neanche un particolare del nostro sbarco; in seguito si era prontamente messo alla nostra ricerca. Per un attimo ci aveva perduti e fu quando entrammo nella casa del bambino morto e in seguito durante la pausa al convento dei francescani; ma ormai ci aveva ritrovati e dichiarò di non volerci più lasciare. La buona sorte era stata generosa con noi e con lui in egual misura; ci mettemmo a sua completa disposizione, cena al convento a parte, fino alle cinque del giorno successivo, a condizione che risalisse con noi, seduta stante, il Campo Bianco, che quindi ci lasciasse un’ora dai nostri francescani e che infine ci accompagnasse, l’indomani, durante la nostra escursione a Vulcano. Questi tre punti, che formavano la base del nostro patto, furono accettati all’istante. La montagna stava proprio alle nostre spalle, non dovevamo che girarci e metterci in marcia; era completamente disseminata di rocce biancastre, dalle quali aveva preso il nome. Non essendo prevenuto e pensando che quelle fossero vere rocce, volli appoggiarmi ad una di esse per aiutarmi nella salita; ma la mia sorpresa fu enorme quando, cedendo alla piccola scossa che gli diedi, il masso, dopo aver vacillato per un attimo, cominciò a rotolare a valle direttamente su Jadin che era rimasto indietro. Non c’era modo di sfuggire; Jadin in un attimo si vide schiacciato e istintivamente si riparò con le mani: passai un istante di angoscia indicibile ma improvvisamente, e con mio grande stupore, vidi questa roccia enorme arrestarsi davanti al ridicolo ostacolo che Jadin meccanicamente le aveva posto davanti. Jadin allora prese il masso in mano e lo sollevò all’altezza degli occhi, lo esaminò con attenzione e lo ributtò giù scagliandolo senza alcuno sforzo.
Si trattava di un blocco di pietra pomice che non pesava più di venti libbre; le rocce circostanti erano tutte del medesimo materiale e la montagna stessa sulla quale stavamo camminando, con la sua apparente solidità, non aveva consistenza reale: staccandola dalla sua base, ci assicurò il governatore, noi tre avremmo potuto trasportarla da una parte all’altra dell’isola. Questa spiegazione fece calare la mia ammirazione per i titani, e non penso di poterli riabilitare prima di essermi accertato di persona che Ossa e Pelion non siano montagne di pietra pomice.
Arrivati sulla cima del Campo Bianco potemmo dominare l’intero arcipelago; ma tanto il panorama che ci circondava era magnifico quanto quello che avevamo ai nostri piedi era triste e desolato: Lipari non è che un ammasso di pietre e scorie; le case stesse, in lontananza, sembravano un cumulo di pietre allineate male. A fatica sulla superficie dell’isola potevamo distinguere due o tre macchie di verde che sembravano, per servirmi di un’espressione di Sannazar, frammenti di cielo caduti sulla terra. Compresi allora la tristezza e la noia del nostro sfortunato governatore che, nato a Napoli, e cioè nella più bella città del mondo, era costretto, per millecinquecento franchi all’anno, ad accettare quell’abominevole soggiorno. Ci eravamo attardati su quella vista meravigliosa e sul lugubre spettacolo sotto di noi: suonarono le sei e mezza: ci restava solo mezz’ora per non fare attendere i nostri ospiti; scendemmo quasi di corsa e, dopo aver promesso al governatore che saremmo andati a prendere il caffè da lui, ci incamminammo verso il convento. Arrivammo mentre la campana suonava. Fortunatamente, per paura di combinare qualche pasticcio con i Liparesi avevamo precauzionalmente legato Milord: entrando nel refettorio trovammo quindici o venti gatti. Lascio giudicare al lettore a quale sterminio felino avremmo assistito se Milord fosse stato libero.
L’intera comunità consisteva di una dozzina di monaci; erano seduti ad una tavola con un lato centrale e due piegati come le ali di un castello: il padre superiore era seduto nel centro della tavola che dava sulla porta; i nostri due coperti erano sistemati proprio di fronte a lui.
Nonostante fosse martedì, la comunità mangiava di magro con pesce e verdure; ci vennero serviti a parte un pezzo di manzo bollito e delle tortorelle arrosto che avevo già visto parecchie volte nell’isola.
Alla fine della cena, e appena i monaci si alzarono per andarsi a ritirare dopo aver detto le loro preghiere, il superiore fece loro cenno di risedere e venne portata una bottiglia di malvasia di Lipari; fu il vino più eccezionale che abbia mai assaggiato nella mia vita; veniva vendemmiato e prodotto nel convento stesso.
Terminata la cena prendemmo congedo dal superiore, domandandogli sino a quale ora saremmo potuti rientrare: egli rispose che d’abitudine il convento veniva chiuso alle nove ma che per noi sarebbe rimasto aperto tutta la notte.
Ci recammo dal governatore che abitava in una casa pomposamente chiamata castello e che in effetti, paragonata a tutte le altre case, indubbiamente meritava quel titolo. Ci attendeva con impazienza e ci presentò a sua moglie; tutta la sua posterità consisteva di un bambino di cinque o sei anni.
Appena ci fummo accomodati su una deliziosa terrazza - addobbata di fiori e che dominava il mare - ci furono offerti caffè e sigari: il caffè era preparato alla maniera orientale e cioè brillato senza essere tostato e bollito invece di essere filtrato: le tazze stesse erano piccole e simili a quelle turche, come anche l’abitudine di vuotarle cinque o sei volte, cosa che non presenta inconveniente alcuno data la leggerezza della bevanda. Quel modo di preparare il caffè mi piaceva molto e feci onore a quello del nostro ospite. Così non fu per i sigari che dall’aspetto e dal colore io supposi fossero locali; Jadin, meno difficile di me, ne fumò per entrambi.
Quel mare vasto e tranquillo, disseminato di isole e isolotti, era veramente stupendo racchiuso com’era in quell’orizzonte vaporoso formato dalle coste siciliane e dalle montagne della Calabria. Grazie al lento calare del sole oltre il Campo Bianco, la terra, per un gioco di luci ricco di calore e di armonia, cambiò cinque o sei volte di colore e finì per svanire tra i vapori; quindi la brezza deliziosa del grecale, che arriva ogni sera con l’oscurità, venne ad accarezzarci il viso ed io cominciai a pensare che il nostro governatore non fosse poi così sfortunato. Provai allora a consolarlo elencandogli una dopo l’altra tutte le delizie della sua residenza ma mi rispose sospirando che ne godeva ormai da quindici anni: da quindici anni la medesima sera, alla medesima ora, godeva dello stesso spettacolo e dello stesso vento che veniva a rinfrescargli il viso, cosa che alla lunga rischiava di essere monotona, per quanto amanti della natura si possa essere. Non potei fare a meno di ammettere che c’era qualche cosa di fondato in quel ragionamento.
Restammo sulla terrazza fino alle dieci. Rientrando in casa trovammo la sala da biliardo illuminata e non mancammo di fare la nostra partita. Dopo la partita, la padrona di casa ci invitò a passare nella sala da pranzo dove ci attendeva uno spuntino a base di torte e frutta. Tutto era presentato con una grazia così squisita che decidemmo di apprezzare ogni cosa sino in fondo.
Ed era quasi mezzanotte quando il governatore, pensando che avessimo bisogno di riposo, ci lasciò andare: erano dieci anni che non si coricava ad un’ora simile e ci assicurò che non aveva mai passato una serata così piacevole.

Lasciai a Jadin l’onore di fare i ringraziamenti: era stato così eccitato per aver potuto parlare francese che aveva fatto faville.

Auguri a....

Eolienews augura Buon Compleanno a Antonio Marino, Melles, Laura Costanzo e Fiorenza Raccuia

Aperto il museo del Cinema a Stromboli

Un luogo per raccogliere i video e le immagini relative alla isole Eolie, uno dei posti più suggestivi al mondo. È il Museo dei cinema, un archivio per riscoprire la storia dell’arcipelago attraverso le immagini più belle. La raccolta, che include le foto più belle, sarà consultabile nell’edificio della scuola di Stromboli. Si parte con una mostra che raccoglie le immagini e i video degli archivi RAI dagli anni ’50 ad oggi. L’esposizione ripercorre la storia delle isole, dagli anni dell’emigrazione fino al boom turistico.
L’idea è di preservare la memoria storica e l‘identità di questi luoghi. Particolare attenzione è rivolta al cinema, che ha spesso raccontato le isole eolie e i suoi paesaggi, da “Stromboli-Terra di Dio” di Roberto Rossellini al "Postino" con Massimo Troisi. L’archivio è già consultabile a questo indirizzo: www.museodistromboli.blogspot.com.

Via Roma...stamattina (foto di Michele Puglisi)

giovedì 5 settembre 2013

Via Roma... e la transenna naviga verso il mare (foto Michele Puglisi)


Ancora da via Roma, Senza parole. (foto Michele Puglisi)

Via Roma. Basta questa foto di Serena Biviano per capire cosa sta accadendo?

Piove. E le via Franza, Roma e Zinzolo...sono torrenti in piena (foto Alessandra Martello)

Nelle foto di Alessandra Martello l'incredibile situazione di Via Franza.
Ci segnalano, inoltre, una Via Roma alluvionata, una via Zinzolo senza luce e con massi che rotolano lungo la via insieme all'acqua, fogne in "ebollizione". Problemi anche a Canneto dove, tra l'altro, un tuono violentissimo ha creato paura.
Ma  è mai possibile che ogni volta che piove 10-15 minuti debba accadere questo? Urge la messa in sicurezza e la pulizia dei torrenti. Le promesse del settembre 2012 del Governo nazionale che fine hanno fatto? Andando avanti di questo passo non vorremmo che fosse un inverno da ricordare tristemente



La lotta dei Biviano. Come essergli vicini anche con una cartolina

In occasione della trasferta romana il sindaco Marco Giorgianni, il vice-sindaco Gaetano Orto e il presidente del consiglio comunale di Lipari, Adolfo Sabatini, hanno incontrato a Roma (dove ormai portano avanti la loro battaglia da oltre un mese)  i fratelli Biviano. A loro è stata garantita la massima vicinanza e l'impegno dell'amministrazione e del consiglio comunale.
Tramite il presidente Sabatini abbiamo ricevuto le foto di alcune delle centinaia di cartoline che i due fratelli di Lipari stanno ricevendo da tutt'Italia. 
Un prezioso supporto per la loro lotta.
A quanti volessero essere vicini ai fratelli Biviano, di seguito trascriviamo l'indirizzo presso il quale poter scrivere:
Tenda F.lli Biviano
Piazza Montecitorio 117
Civico 117/A
00186 Roma 


Le cartoline si ingrandiscono cliccandoci sopra

Operatori ecologici ancora "all'asciutto"


Riceviamo dalla signora Carbone e pubblichiamo un lettera aperta sul depuratore

Al Sindaco del Comune di Lipari Marco Giorgianni 
Al portavoce del Sindaco del Comune di Lipari Michele Giacomantonio
Agli Assessori Cuccia Matteo, Orto Gaetano, De Luca Tiziana, Sardella Giovanni
Al Presidente del Consiglio Comunale Adolfo Sabatini
Ai Consiglieri Comunali Orifici Daniele, Rifici Raffaele, Lauria Bartolo, Russo Antonino, Bivano Giacomo, Fonti Gesuele, Caccetta Antonella, D'Alia Nunizatina, Famà Natale, Bruno Mariano, Carnevale Emanuele, Casilli Antonino, Bertè Ugo, Profilio Luciano, Gugliotta Annarita, Centorrino Rosario, Sgroi Claudio, Portelli Giovanni, Lo Cascio Pietro
Al Presidente Associazione per Canneto Antonino Giardina
Al Presidente Associazione Borgata Lami Saverio Merlino
Al Codacons Messina
A Legambiente Sezione di Lipari
A Unione Nazionale Consumatori sede di Messina
Al Club Unesco di Lipari
A Italia Nostra - Sicilia 

Al WWF Sicilia 
LETTERA APERTA SUL DEPURATORE
 Ho seguito con interesse il dibattito sul depuratore di Lipari, interloquendo con tante persone che si sono occupate della questione, sentendo tutte le voci e le campane, leggendo i vari articoli e le dichiarazioni, ed in particolar modo visionando il progetto ed il lotto di appalto che mi è stato fatto vedere. Non sono una tecnica ma dalla lettura del progetto ho potuto capire che:
1. Per realizzare il depuratore verrà sbancata la montagna con eliminazione delle due colate laviche sovrapposte;
 2. Tutto il materiale sbancato verrà caricato su dei camion che per molti mesi attraverseranno il centro di Canneto e si arrampicheranno su verso Lami;
 3. In caso di malfuzionamento dell'impianto i liquami verranno sversati nella baia di Canneto
 4. La realizzazione delle due vasche di UNCI e di Marina Lunga non è stata data in appalto alla ditta che ha vinto la gara di appalto perchè la realizzazione delle vasche verrà effettuata nel secondo lotto.
 Questi fatti mi pare costituiscano delle certezze che dovrebbero essere portate a conoscenza della popolazione di Lipari e Canneto. Come operatrice turistica, infatti, temo l'esecuzione dei lavori, temo la durata degli stessi e gli imprevisti che possono sempre capitare, temo il passaggio continuo di camion e la polvere che verrà alzata sul litorale di Canneto e a Lami, temo gli effetti di un'abbondante pioggia, temo lo sversamento dei liquami nella baia di Canneto nel pieno della stagione turistica. Ma i tecnici incaricati e pagati dal Commissario affermerebbero che non bisogna temere nulla, che il progetto è ben realizzato. Dobbiamo quindi fidarci. Ma se capita qualcosa i tecnici, i funzionari ed i politici che affermano con sicumera che il progetto è perfetto provvederanno di tasca loro a risarcire i danni che turisti, i residenti e gli operatori turistici subiremo? Ma non solo.
Ho letto dichiarazioni in cui si afferma che la ditta che ha vinto i lavori con un progetto migliorativo (?????????)eliminerà le vasche previste di Unci e di Marina Lunga. Si pongono quindi altre domande:
Se la realizzazione delle due vasche non fa parte delle opere date in appalto (verranno date in appalto successivamente con il secondo lotto) di quale progetto migliorativo si sta parlando?
La ditta che ha vinto l'appalto non deve eseguire la vasca di Unci e di Marina Lunga - che non rientrano, si ribadisce, tra le opere che le sono state appaltate Se le vasche non erano necessarie perchè sono state progettate? Se i tecnici - di cui dobbiamo fidarci - le hanno progettate, evidentemente dovevano essere necessarie per il buon funzionamento dell'impianto .
Se ciò non fosse , come è che che sono state stralciate dal progetto? Si vuole fare passare per un miglioramento - di cui quasi ringraziare la ditta che ha vinto l'appalto - la mancata realizzazione delle vasche che comunque la stessa ditta non deve realizzare perchè non ha avuto l'incarico di farle. E così agli abitanti di Canneto viene propinato per "miglioramento" e "venire incontro" alle esigenze della frazione la non realizzazione della vasca ad Unci da parte della ditta che ha vinto l'appalto, quando in realtà tali opere non rientrano nell'appalto. Ma stiamo scherzando o ci hanno preso per deficienti???????????????????
 Lipari, 05/09/2013
 Distinti saluti
 Silvia Carbone

Gal "in perdita" (di Angelo Sidoti)

Bilancio del 2012 del GAL Leader II Eolie anch'esso in perdita di Euro 25.969. Complessivamente siamo alla soglia di Euro 100 mila di perdite complessive per questa partecipata (il Comune di Lipari detiene il 47,37%)
Sono curioso di leggere la relazione dei Revisori del Comune a tal proposito (in generale su tutte le partecipate). Personalmente avrei da porre diverse domande, osservazioni e riflessioni. Insomma le partecipate danno sempre spunti interessanti a Noi comuni lettori ma soprattutto mettono molta carne sul fuoco.
Angelo Sidoti

Ancora una scossa nel distretto sismico delle Eolie

Una lieve scossa di terremoto, del resto anche molto profonda, si è verificata stamattina alle ore 10.51. La scossa di magnitudo 2.0 è stata in mare, nel distretto sismico delle Isole Eolie. Vista la notevole profondità alla quale si è verificato l'evento (133,5 km), il terremoto, non è stato avvertito dalla popolazione.

Cassoni della messa in sicurezza. Il vice-sindaco Orto domani a Palermo

Non c'è tregua per  il vice-sindaco di Lipari, avvocato Gaetano Orto che, rientrato da Roma, domani sarà a Palermo per  definire, una volta per tutte, i vari passaggi della variante che permetterà di posizionare a  Sottomonastero, in prolungamento all'attuale approdo degli aliscafi, i cassoni  della messa in sicurezza. Cassoni che, come si ricorderà, erano stati previsti in altra zona tra la  contestazione degli addetti ai lavori

L'incontro a Roma sul Tribunale. Il comunicato stampa dell'amministrazione

Riunione al Ministero per il Tribunale distaccato: non il successo ma una riunione proficua
L’incontro che il Sindaco Marco Giorgianni, il vice Sindaco Gaetano Orto e il Presidente del Consiglio Adolfo Sabatini hanno avuto ieri, 4 settembre, al Ministero di giustizia con il Direttore generale dott. Birritteri era finalizzato a salvare la sezione distaccata del Tribunale ed è stato di grande interesse e comunque, come vedremo, proficuo.
Fin dall’inizio dell’incontro il Direttore generale ha voluto sgomberare il tavolo da ogni equivoco: l’istituto del Tribunale distaccato non esiste più nel nostro ordinamento, è stato abolito e quindi non esiste la possibilità né di una proroga, né di una deroga. Né per Lipari né per altre sedi distaccate. Le notizie che sono circolate su possibili eccezioni, perorate da questo o quel deputato, sono destituite di fondamento. Forse in alcuni casi, quando vi è stata una esplicita richiesta del Presidente del Tribunale (che non è certo il caso della sezione di Lipari) potrà essere concessa una proroga per un periodo transitorio e sulla base di speciali esigenze, ma sono casi che vanno ad esaurirsi velocemente.
La reazione della delegazione liparese è stata immediata e decisa: “Non è possibile fare di ogni erba un fascio”. E qui si sono ricapitolate tutte le ragioni sociali, culturali e pratiche che giocano a favore del mantenimento nelle Eolie di una istituzione così fondamentale come il Tribunale. Si è discusso molto e si entrato nel merito di diverse questioni, valutando diverse possibilità. Il Direttore generale ha manifestato grande attenzione ed apertura. Se non è possibile recuperare l’istituto del Tribunale distaccato perché non esiste più, quali altre cose è possibile fare per venire incontro alle esigenze reali delle Eolie? Qui si è aperta la fase più innovativa ed anche inedita della discussione. Si è parlato di sperimentare il mantenimento di un’aula giudiziaria a Lipari dotata di un suo budget. Un’aula che permetta di istituzionalizzare la resa delle testimonianze e la raccolta delle prove collegandosi in videoconferenza al Tribunale di Barcellona evitando così che i testimoni ed i loro avvocati lascino Lipari. E questo sia per i pubblici funzionari sia per i comuni cittadini. Si è anche considerata la possibilità che nell’aula di Lipari si raccolgano le prove documentali e cartacee che sono gran parte dei procedimenti civili. Il raggiungimento di questi obiettivi darebbe l’unica vera operatività possibile per queste sedi.
Quando potranno entrare in vigore questi provvedimenti? Trattandosi di una prospettiva innovativa e inedita, fino ad allora mai emersa e considerata, ci si è rivolti al consigliere giuridico del ministero perché verifichi se potranno essere inserite nello stesso decreto che si va ad emettere fra breve oppure se deve essere predisposta una norma che faccia il suo iter specifico. Proprio per verificare la strada ci si è aggiornati alla prossima settimana mentre, nel frattempo, resta pendente il ricorso del Comune del 24 settembre prossimo. I rappresentanti dell’Amministrazione Comunale hanno chiarito che, nonostante l’apertura ventilata, non rinunceranno ad ogni legittima iniziativa a difesa della sezione staccata di Lipari.
In conclusione dall’incontro di Roma se non è uscita una fumata bianca non si può nemmeno parlare di fumata nera.
Dalla residenza municipale, il 5 settembre 2013

Il consigliere Fonti per avere la documentazione richiesta deve acquistare 2 risme di carta

Sulla tarda mattinata mentre uscivo dal Palazzo Comunale di Piazza Mazzini ho incontrato il Consigliere Comunale Gesuele Fonti con due risme di carta che era andato a comprare  per donarle all'Ente, al fine di ottenere copia  della documentazione richiesta.
Il gesto del Consigliere Fonti è sicuramente encomiabile. Ma mi domando: il Comune e messo così male?
Aldo Natoli 


NDD- Il consigliere Fonti ha dovuto giocoforza comprare  le risme di carta per poter ricevere le fotocopie del rendiconto 2012 che sarà discusso in consiglio comunale il prossimo 23 Settembre. 
Fonti, nell'esercizio delle sue funzioni, prima di andare in aula, intendeva rendersi materialmente conto delle varie operazioni che hanno portato alla compilazione del rendiconto 2012.
Per fotocopiare, tutta la documentazione, sarebbero occorsi troppi fogli e l'ufficio preposto non ne possedeva.
Per fortuna c'era il toner della stampante..altrimenti...si sarebbe dovuto fare carico pure di questo?

Sidoti torna a scrivere e "sollecitare" il portavoce Giacomantonio

Caro Portavoce,
non trovo riscontro alle mie precedenti richieste di pubblicazione “per trasparenza” di alcuni documenti amministrativi di codesto Ente. A questo punto deduco che non sono stati ancora predisposti (o forse mai?) anche se alcuni di essi sono previsti dalla legge.
Leggo oggi il comunicato di convocazione del Consiglio Comunale per l'approvazione del rendiconto del 2012 e spero che oltre ai documenti già disponibili sul sito vengano pubblicati tutti i pareri resi dagli organi societari (ad. es. collegio dei Revisori).
Spero, inoltre, che i Consiglieri Comunali chiedano contezza alla Giunta ed al Sindaco della situazione delle società partecipate:
  • il loro stato di approvazione dei bilanci chiusi al 31 dicembre 2012
  • tutta la documentazione (bilanci infrannuali, bilanci di previsione e relazioni etc) richiesti lo scorso anno in occasione dell'approvazione del rendiconto
  • l'importo delle perdite e le determinazioni adottate dai vari organi socio e dallo stesso socio Comune di Lipari in materia
  • i progetti di riconversione di alcune partecipate che dovrebbero determinare delle importanti disponibili finanziarie per lo stesso Comune
    Ricordo a Lei, ma anche al responsabile della trasparenza e preposto alla norma anticorruzione, che i bilanci delle società partecipate devono “per legge” essere pubblicati sul sito del Comune oltre i compensi percepiti dai vari organi societari. Attendiamo fiduciosi allo stato non sono presenti.
    Infine, quanto prima l'Organismo di Valutazione Interna dovrà affrontare delle questioni importanti in termine di trasparenza, certificazioni etc etc. Ma questo Organo quest'anno quante volte si è riunito e su quali temi? Ma sopratutto da chi ancora è composto? Tali soggetti hanno i requisiti previsti dalla norma per ricoprire tale incarico? Se non ricordo male percepiscono Euro 4.000 di compenso annuo.
    Angelo Sidoti

Partylandia augura Buon Compleanno a Christian D'Auria che compie 4 anni

Lo staff di Partylandia augura Buon Compleanno a Christian D'Auria che compie 4 anni

La politica dei nani (di Luca Chiofalo)

Il tribunale se ne va, l’ospedale smobilita, i buchi nei bilanci pubblici crescono, i porti e i trasporti sono penosi, i servizi sociali sono ridotti al minimo, le tasse aumentano, il comparto turistico soffre, la programmazione langue, le decisioni sulla realizzazione delle opere pubbliche (vedi depuratore) continuano a passare sulla testa degli Eoliani, il rispetto delle leggi e delle regole di civile convivenza sono, nell’arcipelago, sempre più “cose da fessi”, oltre al fatto, non marginale, che l’orgoglio isolano e il senso di comunità sono valori quasi perduti…
Dopo un simile elenco, anche se fossi fraternamente legato a chi ci amministra (e amministrato) avrei l’ardire di manifestargli qualche dubbio circa l’efficacia della sua azione.
Mi è stato però sconsigliato di infastidire i “manovratori” (molto suscettibili, pare) e suggerito di accettare di buon grado le spiegazioni degli “esperti” di palazzo che attribuiscono la totale responsabilità dei “problemini” locali alla revisione della spesa pubblica (traduzione dell’abusata spending review), alla Merkel o a supposti complotti planetari orditi da forze oscure (in questo singolare caso, non all’opposizione perché assente).
Dunque, una sola certezza: non è un problema di uomini e di metodi!
Nessuna delle “illustri e sottili intelligenze” di questo paese si spinge ad ipotizzare né tantomeno ad affermare (se non nascosto tra i tavoli di un bar) che abbiamo una classe politica e dirigente magari volenterosa ma inadeguata, oltreché culturalmente compromessa e tollerante con ciò che dovrebbe cambiare o combattere, e che bisognerebbe preparare una generazione di svolta, slegata dagli atavici intrecci di interessi.
A me (come ad altri) tocca “sopportare”, obtorto collo, le scelte delle “volontà superiori”, quelle capaci di indirizzare (o deviare?) l’elettorato; agitarsi e biasimare serve a poco, il paese non è pronto a cambiare.
Concludo con un aforisma illuminante: “dove il sole della cultura e della politica è basso, i nani sono visti e si atteggiano come giganti…”
CORDIALMENTE

LUCA CHIOFALO

Tanti auguri Nunzia !

Eolienews, il direttore Salvatore Sarpi e Silvia Sarpi  formulano gli auguri più affettuosi per il suo compleanno a Nunzia Cincotta

Auguri a...

Eolienews augura Buon Compleanno a Eugenio Spanò, Mary Cannistrà e Carmelo Gallo.

Isola d'Elba, il senatore Matteoli (PdL) incontro il ministro Cancellieri per il tribunale

''Ho avuto un colloquio con il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, per sottoporle ancora una volta la questione dell'ipotizzata chiusura'' della sezione distaccata di Portoferraio, all'isola d'Elba, del tribunale di Livorno.
 ''Il ministro conosce bene la situazione che riguarda, al pari dell'Elba, anche Ischia e le isole Eolie, dove si riscontrano problematiche molto simili e mi ha rassicurato circa la volontà del Governo di verificare la possibilità di mantenere l'operatività di questi uffici giudiziari''.
 Così il senatore del Pdl Altero Matteoli in una nota. ''Conoscendo la serietà ed il rigore del ministro - aggiunge Matteoli -, confido nel positivo accoglimento di una richiesta che trova reale fondamento nelle necessità dei territori di rifermento che sarebbero oltremodo penalizzati dall'eventuale chiusura delle sedi giudiziarie''. 
Fonte: ANSA

mercoledì 4 settembre 2013

Furto in casa del vice-sindaco di Lipari, Gaetano Orto

Furto di preziosi in casa del vice-sindaco di Lipari, avvocato Gaetano Orto. Dall'abitazione dello stimato professionista è stato asportato dell'oro contenuto in un porta-gioielli. Si parla di un valore di migliaia di euro ma, principalmente, gli oggetti sottratti rappresentano per l'avvocato Orto e i suoi famigliari un notevole valore affettivo. Ad accorgersi del furto- da quanto apprendiamo- sarebbe stata ieri la moglie del vice-sindaco che ha aperto il portagioielli per prendere dei gemelli del marito in partenza per Roma per affari legati alla sua attività amministrativa. Il furto, presumibilmente, si è verificato nell'arco delle 24 ore precedenti. 
I ladri, che evidentemente ben conoscono la movimentazione della famiglia Orto e hanno approfittato della loro, non hanno portato via nient'altro.
All'amico Gaetano e alla sua famiglia va tutta la nostra solidarietà