Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti On.le Matteo Salvini; Al Presidente della Regione Siciliana On.le Renato Schifani; Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; All’Assessore Regionale delle infrastrutture e della mobilità On.le Alessandro Aricò; Dipartimento delle Infrastrutture Mobilità e TrasportiE pc. PREFETTURA DI AGRIGENTO; PREFETTURA DI MESSINA; PREFETTURA DI PALERMO; PREFETTURA DI TRAPANI
OGGETTO: Collegamenti marittimi con le isole della Sicilia. URGENTE RICHIESTA DI REVOCA ED ANNULLAMENTO DEGLI AUMENTI TARIFFARI ENTRATI IN VIGORE IN DATA ODIERNA.
I sottoscritti Sindaci dei Comuni delle isole della Sicilia, riuniti in data odierna a Pantelleria, esprimono profonda preoccupazione e ferma condanna per l'entrata in vigore, a partire da oggi, dei previsti aumenti sulle tariffe dei collegamenti marittimi.
L'applicazione di tali rincari — ennesimo capitolo di una gestione precariamente affrontata sempre in chiave di emergenza — rappresenta un colpo durissimo e inaccettabile per le comunità insulari, andando ad aggravare ulteriormente le già pesanti criticità legate alla condizione di insularità e micro-insularità, caratterizzata in atto da una inadeguatezza dei trasporti marittimi, come abbiamo più e più volte rappresentato alle autorità in indirizzo. Le conseguenze immediate si traducono in un sensibile peggioramento delle condizioni di vita dei residenti e in un impatto devastante sull'economia turistica locale, un settore caratterizzato da un'elevata stagionalità e già messo a dura prova dall’aumento generale dei costi; il rischio a lungo termine è quello di desertificare socialmente ed economicamente i nostri Comuni. Per le nostre comunità, infatti, navi, aliscafi e aerei non sono servizi accessori, ma un'arteria vitale per l'accesso a salute, studio, lavoro e per il trasporto delle merci
È necessario invertire subito la rotta: non si può continuare a condizionare la qualità della vita e i diritti fondamentali degli isolani a risorse stanziate a priori e del tutto insufficienti. È fondamentale stabilire prima i servizi indispensabili per la tenuta sociale ed economica delle isole e, solo successivamente, individuare le coperture necessarie.
Dalla riunione di Pantelleria, la voce unanime delle Amministrazioni locali ha formulato un documento di protesta e con forza si chiede:
- La revoca e l'annullamento immediato e definitivo degli aumenti tariffari scattati in data odierna;
- L'istituzione urgente di un Tavolo di concertazione permanente (Ministero, Regione e Sindaci) per superare una volta per tutte la gestione in emergenza e le criticità sui collegamenti con le isole;
- La stesura delle prossime gare di servizio basata sulle esigenze reali delle isole, vincolando i futuri affidamenti a quadri finanziari congrui, frequenze e capacità adeguate e a un sistema di tariffe protette per residenti, lavoratori e visitatori.
Le isole minori della Sicilia chiedono certezza, dignità e di essere coinvolte direttamente nella costruzione delle politiche che riguardano il loro futuro.
In attesa di un urgente e formale riscontro, si allega il Documento di protesta approvato e sottoscritto dai Sindaci delle Isole Minori Siciliane e si inviano distinti saluti.
Pantelleria, 10/09/2026
F.to
Domenico Arabia, Sindaco di Santa Maria Salina; Fabrizio D’Ancona, Sindaco di Pantelleria; Ireneo Giardinello, Sindaco di Leni; Riccardo Gullo, Sindaco di Lipari; Filippo Mannino, Sindaco di Lampedusa e Linosa; Salvatore Militello, Sindaco di Ustica; Giuseppe Pagoto, Sindaco di Favignana - Isole Egadi; Giuseppe Siracusano, Sindaco di Malfa
PANTELLERIA 10 SETTEMBRE 2026
DOCUMENTO DI PROTESTA DEI SINDACI DELLE ISOLE MINORI SICILIANE
Per la tutela della continuità territoriale, il diritto alla mobilità e la salvaguardia delle comunità insulari, I Sindaci delle Isole Minori Siciliane esprimono il loro forte e profondo disappunto di fronte al paventato aumento delle tariffe dei collegamenti marittimi da e per le isole minori siciliane.
Si tratta dell'ennesimo segnale di una situazione che le comunità insulari non sono più disposte a subire passivamente. L'ipotesi di un incremento delle tariffe marittime, più volte prospettata dal vettore negli ultimi anni e già per ben due volte scongiurata, torna oggi nuovamente a gravare sulle popolazioni delle isole, alimentando una condizione di incertezza, precarietà e penalizzazione che rischia di compromettere ulteriormente la vita quotidiana dei residenti e le prospettive di sviluppo dei nostri territori.
La domanda che le comunità insulari pongono con forza alle Istituzioni è semplice e non può più essere elusa: cosa accadrà questa volta?
Non è accettabile che, ogni volta che si avvicina una scadenza contrattuale o si apre una fase di riorganizzazione dei servizi, siano le popolazioni delle isole a dover affrontare il rischio di aumenti, riduzioni dei servizi, disagi e incertezze. I collegamenti marittimi e aerei non sono servizi accessori né una concessione alle comunità insulari: rappresentano una condizione essenziale per garantire il diritto alla mobilità, l'accesso ai servizi fondamentali, la possibilità di lavorare, studiare e curarsi e, più in generale, il pieno esercizio dei diritti di cittadinanza. Per chi vive su un'isola, una nave o un aereo non rappresentano semplicemente un mezzo di trasporto: sono il collegamento vitale con il resto della Regione e del Paese. Una situazione che non può più essere affrontata in emergenza.
Alla data odierna, inoltre, permane una preoccupante incertezza sul fronte dei rinnovi contrattuali e sulle procedure che dovrebbero assicurare, per gli anni a venire, dignità, stabilità e certezza ai collegamenti marittimi e aerei con le isole minori. È proprio questa incertezza a rendere ancora più grave la prospettiva di un nuovo aumento delle tariffe. Le comunità insulari hanno già sostenuto, e continuano a sostenere, costi enormemente superiori rispetto a quelli che gravano sui cittadini della terraferma. Il costo dell'insularità incide sulla mobilità delle persone e delle merci, sull'approvvigionamento, sulla sanità, sull'istruzione, sull'occupazione e sulla competitività delle imprese. A ciò si aggiunge la particolare fragilità delle economie insulari, fortemente condizionate dalla stagionalità e dalla necessità di garantire servizi essenziali durante tutto l'anno.
Un ulteriore incremento delle tariffe rischierebbe pertanto di produrre ricadute pesantissime sia sulle famiglie residenti sia sulle attività economiche, con conseguenze dirette anche sulla capacità delle nostre isole di attrarre visitatori, investimenti e nuove opportunità di sviluppo. Non possiamo accettare che il tema dei collegamenti venga affrontato esclusivamente attraverso la logica della disponibilità finanziaria contingente.
Le gare devono partire dalle esigenze delle isole. È necessario cambiare radicalmente approccio. Le future gare per l'affidamento dei servizi di continuità territoriale marittima e aerea devono essere costruite a partire dalle reali esigenze delle isole, dalle loro caratteristiche, dalle necessità delle comunità residenti e dalle loro legittime prospettive di crescita. Non può essere l'esiguità delle risorse oggi disponibili a determinare, a priori, il livello dei servizi da garantire. Non possono essere le “ridicole somme” attualmente stanziate a stabilire quanto valgono il diritto alla mobilità, la dignità e il futuro delle comunità insulari.
È esattamente il contrario che deve accadere: prima si definiscono i servizi necessari a garantire la continuità territoriale e lo sviluppo delle isole; successivamente si individuano le risorse adeguate ad assicurarli. Le isole non chiedono privilegi. Chiedono che venga finalmente riconosciuto e affrontato il costo dell'insularità e che il principio della continuità territoriale trovi concreta applicazione attraverso servizi adeguati, affidabili, accessibili e sostenibili.
Per queste ragioni, i Sindaci delle Isole Minori Siciliane chiedono con forza:
1. L'immediata sospensione di qualsiasi ipotesi di aumento delle tariffe dei collegamenti marittimi con le isole minori, fino a quando non sarà definito un quadro complessivo, stabile e condiviso dei servizi di continuità territoriale.
2. La convocazione urgente di un tavolo istituzionale che coinvolga il Ministero competente, la Regione Siciliana e i Sindaci delle isole minori, affinché le amministrazioni locali siano direttamente coinvolte nelle decisioni che riguardano il futuro dei loro territori.
3. Che il tavolo definisca una strategia pluriennale per la continuità territoriale marittima e aerea, superando definitivamente la logica dell'emergenza e delle proroghe.
4. Che le nuove gare per i servizi marittimi e aerei siano predisposte partendo dalle esigenze effettive delle isole, attraverso un confronto preventivo e strutturato con le amministrazioni locali e con le comunità interessate.
5. Che vengano garantiti standard minimi di servizio, frequenze, orari, capacità di trasporto e livelli tariffari coerenti con il diritto alla mobilità dei residenti e con le esigenze delle attività economiche.
6. Che venga individuato un quadro finanziario adeguato e pluriennale, capace di sostenere servizi di continuità territoriale realmente rispondenti alle necessità delle isole, senza scaricare ulteriori costi sui cittadini.
7. Che le procedure di gara tengano conto non soltanto della sostenibilità economica del servizio, ma anche del suo valore sociale, territoriale ed economico, riconoscendo che la continuità dei collegamenti costituisce un investimento per il futuro delle isole e non un semplice costo per la collettività.
I Sindaci ritengono che sia giunto il momento di superare definitivamente una modalità di gestione dei collegamenti che troppo spesso vede le isole intervenire soltanto quando le decisioni sono già state assunte o quando l'emergenza è ormai esplosa. Le comunità insulari hanno diritto a conoscere con certezza quale sarà il futuro dei loro collegamenti. Hanno diritto a servizi efficienti, continui e accessibili, hanno diritto a programmare il proprio futuro e hanno diritto a che le politiche pubbliche tengano conto delle specificità e delle difficoltà strutturali dell'insularità.
Per questo i Sindaci delle Isole Minori Siciliane chiedono al Governo nazionale e alla Regione Siciliana di assumere immediatamente una responsabilità politica chiara, convocando il tavolo istituzionale richiesto e mettendo in campo tutte le iniziative necessarie per scongiurare l'ennesimo aggravio a carico delle popolazioni insulari. Non è più tempo di rinviare, non è più tempo di affrontare l'insularità in emergenza. Non è più accettabile che siano gli abitanti delle isole a pagare il prezzo delle inefficienze e delle incertezze istituzionali e contrattuali. Le isole minori siciliane chiedono certezza, dignità, continuità e futuro. E chiedono che le regole dei prossimi servizi di continuità territoriale vengano scritte insieme alle isole e per le isole, partendo dai loro bisogni e dalle loro legittime aspirazioni di crescita, e non dalle limitate risorse che oggi qualcuno ha deciso di mettere a disposizione.
I Sindaci delle Isole Minori Siciliane
Comune di