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domenica 25 ottobre 2026
Tanti auguri!
Lipari, la fiera dei candidati e le domande che la politica dovrebbe porsi (di Rosa Oliva)
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| La foto è realizzata dal direttore con l'AI |
Almeno sei nomi circolano in vista delle amministrative del 2027. Ma
prima di chiedersi chi vuole fare il sindaco, sarebbe opportuno capire per fare
cosa.
A Lipari la
primavera elettorale del 2027 è ancora lontana, ma il dibattito politico sembra
già entrato nel vivo. Le indiscrezioni si moltiplicano, i nomi circolano, le
possibili candidature aumentano. Stando alle voci che si rincorrono negli
ambienti politici locali, gli aspiranti alla carica di sindaco potrebbero
essere almeno sei.
Naturalmente, le
indiscrezioni non equivalgono a candidature ufficiali e il quadro è destinato a
evolversi. Ma proprio questo affollamento anticipato merita una riflessione.
Non perché
candidarsi sia sbagliato. Al contrario, la disponibilità ad assumersi
responsabilità pubbliche è legittima e, in una democrazia, anche necessaria. Il
problema nasce quando la competizione per le persone precede il confronto sulle
idee, quando i nomi diventano protagonisti prima dei progetti e quando
l'ambizione di guidare una comunità sembra occupare più spazio della
discussione sul suo futuro.
Perché così
tante candidature? Che cosa ci raccontano di questa comunità politica? E,
soprattutto, che cosa possono pensare i cittadini che assistono a questo
spettacolo?
Sono domande
legittime, soprattutto in un Comune che deve fare i conti con difficoltà
finanziarie, criticità nei servizi essenziali e problemi che da anni attendono
risposte.
Sulla situazione
finanziaria dell'ente si è aperta una discussione pubblica e istituzionale che
richiede attenzione, rigore e capacità di programmazione. Al di là delle
diverse valutazioni politiche sulle cause e sulle responsabilità, i conti
pubblici sono una questione che non può essere elusa né trasformata in uno
slogan elettorale.
Non siamo,
dunque, davanti a una comunità che può permettersi di considerare le elezioni
soltanto una competizione tra gruppi, personalità e aspirazioni individuali.
Siamo davanti a
un territorio composto da sei isole, ciascuna con esigenze specifiche, che deve
affrontare problemi concreti: trasporti, sanità, servizi, gestione dei rifiuti,
disponibilità di abitazioni, opportunità di lavoro, spopolamento e prospettive
per le nuove generazioni.
Problemi che non
si risolvono moltiplicando le candidature, ma costruendo programmi credibili,
individuando le priorità e dimostrando di conoscere le risorse disponibili e i
vincoli entro i quali un'amministrazione è chiamata a operare.
E allora la
domanda diventa inevitabile: se davvero esistono tante persone convinte di
poter amministrare meglio il Comune, perché questa pluralità di aspirazioni non
si traduce, prima di tutto, in un confronto pubblico sulle soluzioni?
Perché non
partire da un'analisi seria di ciò che è stato fatto negli ultimi cinque anni,
delle opportunità colte e di quelle perdute, delle promesse mantenute e di
quelle rimaste sulla carta?
Perché non
confrontarsi su un progetto di sviluppo che consideri tutte le isole, anziché
lasciare che la competizione elettorale finisca per alimentare divisioni
territoriali e personali?
E perché non
chiarire, prima di tutto, quale idea di Comune si intende realizzare, quali
competenze occorrono e quale squadra sarebbe davvero in grado di trasformare gli
impegni in risultati?
Sono
interrogativi che non riguardano una singola candidatura, ma il modo stesso di
intendere la politica.
La presenza di
molti candidati, da sola, non è necessariamente un segnale negativo. Può
esprimere pluralismo, desiderio di partecipazione e volontà di rinnovamento. Ma
può anche diventare il sintomo di una difficoltà a trovare una sintesi, a
riconoscere ciò che unisce, a mettere le esigenze collettive davanti alle
aspirazioni individuali.
È questa la
distinzione che conta.
Quando ogni
gruppo ritiene indispensabile esprimere un proprio candidato, viene spontaneo
chiedersi se le differenze riguardino davvero visioni amministrative
inconciliabili oppure se, almeno in parte, siano legate alla difficoltà di
costruire un percorso condiviso.
Non è possibile
conoscere le intenzioni di ciascuno sulla base delle sole indiscrezioni.
Sarebbe ingiusto formulare giudizi personali senza elementi concreti. Ma è
altrettanto legittimo che l'elettorato si interroghi sulle ragioni di una
competizione che sembra accendersi molto prima che siano chiarite le priorità
per il futuro del Comune.
Il rischio è
che la ricerca del candidato prevalga sulla ricerca della soluzione.
E se così fosse,
il problema non sarebbe semplicemente l'eccessivo numero di aspiranti sindaci.
Sarebbe una questione di maturità politica: la capacità, cioè, di distinguere
il desiderio legittimo di amministrare dalla necessità di dimostrare di saperlo
fare.
Per governare un
Comune come Lipari non basta voler diventare sindaco. Occorre comprendere la
complessità di un territorio frammentato, saper lavorare con una squadra
competente, conoscere i limiti finanziari dell'ente, stabilire priorità
realistiche e assumersi la responsabilità delle scelte, anche quando non
producono consenso immediato.
Occorre
soprattutto avere una visione che non si esaurisca nella durata di un mandato.
Le isole non
hanno bisogno di programmi confezionati per la campagna elettorale, né di
promesse che si dimenticano una volta chiuse le urne. Hanno bisogno di una
politica capace di garantire continuità territoriale, servizi adeguati,
sicurezza, opportunità economiche e condizioni di vita dignitose per chi
sceglie di restare.
Hanno bisogno di
amministratori che sappiano guardare oltre il proprio consenso e oltre i confini
del proprio gruppo.
Ecco perché, di
fronte alla proliferazione dei nomi, sarebbe opportuno invertire l'ordine delle
domande.
Non partire
da chi vuole fare il sindaco, ma da ciò che occorre fare.
Non partire
da quante liste si possono costruire, ma da quale progetto possa unire
competenze ed energie.
Non partire
da chi deve guidare la squadra, ma da quale squadra serva davvero alla
comunità.
Solo dopo aver
chiarito questi punti sarà possibile valutare candidature, programmi e persone
sulla base di elementi concreti.
Voglio chiarire
un aspetto, per evitare interpretazioni che non corrispondono al senso di
questa riflessione: queste considerazioni non nascono da una mia volontà di
scendere in campo nella prossima competizione elettorale.
Nascono,
piuttosto, dalla posizione di una cittadina che osserva quanto sta accadendo e
si pone domande che, a mio avviso, molti elettori potrebbero condividere.
Non c'è bisogno
di essere candidati per interrogarsi sulla qualità della politica. Non occorre
aspirare a una carica pubblica per chiedere che il confronto elettorale sia
all'altezza dei problemi da affrontare.
Assistere a
questa anticipata fiera dei nomi, mentre le questioni fondamentali del Comune
restano sul tavolo, suscita perplessità che meritano di essere espresse.
Perché il
cittadino ha il diritto di chiedersi se dietro ogni candidatura esista un
progetto amministrativo preciso, una squadra adeguata e una reale disponibilità
ad assumersi responsabilità, oppure se la competizione rischi di trasformarsi
in una sommatoria di ambizioni che faticano a trovare un terreno comune.
Non sto
affermando che le candidature annunciate siano mosse da interessi personali.
Sto dicendo che, quando i nomi si moltiplicano prima delle idee, è inevitabile
che nell'elettorato sorgano interrogativi sulla natura e sulla solidità delle
motivazioni che le sostengono. Sulla maturità della nostra comunità.
La fiducia,
infatti, non si conquista dichiarando di voler amministrare. Si conquista
dimostrando di sapere perché, con quali strumenti e per quale obiettivo si
intende farlo.
La prossima
campagna elettorale dovrebbe essere l'occasione per alzare il livello del
confronto, non per moltiplicare le divisioni. Dovrebbe permettere ai cittadini
di valutare proposte, competenze, risultati e capacità di governo.
Altrimenti, il
rischio è che si finisca per discutere a lungo di chi siederà sulla poltrona di
sindaco e troppo poco di ciò che quel sindaco sarà chiamato a fare.
E allora,
davanti a una comunità che deve affrontare problemi tanto complessi, la domanda
conclusiva resta semplice.
Abbiamo
davvero bisogno di una fiera dei candidati o abbiamo bisogno di una politica
finalmente capace di fare sintesi, mettere da parte ciò che divide e individuare
ciò che serve a tutte le nostre isole?
La risposta non
spetta a chi osserva dalla finestra. Spetta soprattutto a chi oggi manifesta la
volontà di guidare il Comune.
Perché, prima di chiedere ai cittadini di affidargli il proprio voto, sarebbe opportuno dimostrare di aver compreso che amministrare non significa affermare se stessi, ma assumersi la responsabilità del futuro di un'intera comunità
Rosa Oliva
Villa Diana è in Via Edwin Hunziker (ex via Tufo) n°1
98055 LIPARI (ME) - Tel. e Fax: 0909811403 www.villadiana.com - www.edwinhunziker.it
email: info@villadiana.com - PEC: villadianalipari@pec.it
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Oggi, 25 ottobre : Santi Crisanto e Daria
Il loro zelo e la loro opera furono efficacissimi tra la moltitudine dei pagani, e le conversioni furono innumerevoli sia tra gli uomini per opera di Crisante, che fra le donne per opera della sua santa sposa Daria.
Ma la loro opera non poteva restare nascosta in tempo di persecuzione, per cui essendone venuto a conoscenza il prefetto Cirino, furono fatti arrestare e dati in mano al tribuno Lisia perchè facesse loro rinnegare la fede ed in caso contrario li giustiziasse.
Arrestati dai soldati del prefetto, furono entrambi sottoposti ai tormenti. Ma la loro invitta costanza trionfò di ogni ostacolo. Incatenati mani e piedi e gettati in una tetra prigione, ebbero per miracolo spezzate le catene. Allora furono esposti ai cocenti raggi del sole immobilizzati in una pelle di bue: ma anche questo supplizio non li fiaccò, per cui trasportati di nuovo in carcere furono nuovamente stretti da catene. Però anche questa volta il Signore spezzò i loro ceppi, ed una luce vivissima illuminò il loro tetro carcere. Daria poi, tratta dalla prigione, fu condotta in un luogo di malavita : ma un leone mandato da Dio le si pose al fianco e la liberò da ogni offesa dei cattivi.
Vedendo che nulla poteva rimuoverli dalla loro fede e dalla loro invitta costanza, il giudice li fece condurre in una arenaria di via Salaria, e quivi scavata una fossa vi furono immersi fino al capo e poi lapidati dalla turba dei fanatici pagani. In tal modo essi dettero a Gesù la loro suprema testimonianza di fedeltà e amore.
I loro corpi, raccolti religiosamente dai fedeli, vennero custoditi come preziose reliquie e sepolti nelle catacombe in mezzo ai loro fratelli di fede.
PRATICA. Siamo costanti nella nostra fede e pratichiamo fedelmente i nostri doveri religiosi.
PREGHIERA. Ci assista, o Signore, la preghiera dei beati martiri Crisanto e Daria affinché sperimentiamo continuamente il pio soccorso di coloro che veneriamo con devoto ossequio.
sabato 24 ottobre 2026
Scopri dove fare il pieno prima di salpare!
A LIPARI (EOLIE) E’ DISPONIBILE UN MODERNO IMPIANTO CARBURANTI
L’ Eolian Bunker è un deposito, stazione di rifornimento di gasolio nazionale, agevolato e benzina per imbarcazioni e natanti.
Situato nella baia di Marina Lunga, a Lipari – Eolie, vicino al Porto Pignataro, è dotato di un pontile di circa 50 metri che consente l’attracco dei natanti per le operazioni di rifornimento.
Effettua inoltre il bunkeraggio con gasolio agevolato a navi, aliscafi, pescherecci e imbarcazioni che svolgono attività di trasporto passeggeri.
Tel. 0909812335
0909216237
VHF canale 76
info@eolianbunker.com
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Grazie
Filicudi, prima che il profitto sconfigga il cuore. La riflessione di Mariagrazia Bonica
Riceviamo e pubblichiamo:
Oggi finalmente abbiamo ricevuto il pane. Siamo andati giù al porto per fare quel po' di spesa che è possibile fare nell'unico alimentari rimasto aperto. Lì abbiamo scoperto l'ennesimo paradosso: la titolare ha dovuto pagare ben 8,20 euro di solo trasporto in più per far arrivare 10 kg di pane. I beni di prima necessità qui stanno diventando un lusso.Proprio al porto, con sorpresa e tanta amarezza, ho incontrato una cara amica, un’attrice che frequenta l'isola da tantissimo tempo e che qui aveva una casa splendida. Mi ha dato una notizia tristissima che mi ha davvero colpita: non verrà più a Filicudi perché è stata costretta a venderla.
Venire a Filicudi, specialmente nei mesi invernali, era diventato ormai un'impresa difficilissima. Con un solo collegamento marittimo da Napoli e per di piu con la nave Pietro Novelli: una nave persino senza cabine. L'aliscafo che viaggia costantemente "con riserva" o, peggio ancora, non arriva affatto.
La vita quotidiana è ridotta all'osso. L'ufficio postale è chiuso se l'aliscafo "si riserva" di giungere a destinazione.
La farmacia è chiusa( apre solo nel w.e) e se hai bisogno di un farmaco, devi ordinarlo a Milazzo e te lo spediscono, certo, ma pagando una" tassa" di 5 euro in più su ogni singolo medicinale.
Ormai l'isola d'inverno si è letteralmente svuotata. Le donne di Filicudi che prima incontravi o frequentavi sono quasi tutte trasferite a Milazzo con i figli per garantire loro l istruzione e una vita fatta anche di altro: sport, studio, servizi adeguati alla loro età.
Qui sono rimasti solo i mariti, che lavorano incessantemente per mantenere le famiglie fuori. E anche loro non hanno letteralmente il tempo "di grattarsi la testa": se oggi hai bisogno di un giardiniere o di un muratore, non trovi piu' nessuno.
In questa situazione non resta che starsene chiusi in casa. E la solitudine va bene, ma non quando la socialità è azzerata.
Queste parole mi hanno fatto riflettere ancor di piu sull' inesorabile spopolamento dell'isola.
La mia amica ha ragione. E aggiungo:
se non fosse per l'altro e unico posto aperto al centro dell'isola, il ristorante del delegato municipale, potremmo dire di essere entrati in un letargo totale,tutti.
Filicudi è meravigliosa, ma la bellezza non basta senza i servizi essenziali e senza " la gente". Questo sistema incentrato solo sui profitti ci ha tolto i diritti fondamentali e sta allontanando tutti: i filicudari storici e i turisti. Chi ha amato quest'isola sta vendendo tutto. Se non cambia qualcosa, piano piano, Filicudi si trasformerà da luogo bellissimo e speciale a "posto di mare", male antropizzato d' estate e per gente con le tasche piene e il cuore vuoto di autentici sentimenti e rispetto.
Mi auguro solo che chi sta già pensando a candidarsi al governo di questo arcipelago, rifletta bene sulle cose da fare, prima che sia troppo tardi.
Specie per le isole minori.
Prima che il Profitto sconfigga il cuore.
P.S Chiedo ai funzionari del Comune che avevano detto che c 'erano i soldi per un campetto per i nostri ragazzi.
Abbiamo fatto una petizione anche l anno scorso.
Perche non cominciamo da lì?
Eppure ne avete fatti di campi a Lipari!
Un abbraccio da Filicudi ..
Mariagrazia Bonica
VULCANO: MINORE SUBISCE VIOLENZA SESSUALE A BORDO DI UN ALISCAFO. 46ENNE ARRESTATO DAI CARABINIERI.
Nella serata di ieri, sull’Isola
di Vulcano (ME), i Carabinieri della Stazione del luogo hanno arrestato in
flagranza un 46enne, originario dello Ski Lanka, ritenuto responsabile di “violenza
sessuale aggravata”.
Tale condotta si sarebbe poi interrotta
solo allorquando la vittima è riuscita ad allontanarsi e chiedere aiuto al Comandante
del natante, il quale ha a sua volta chiesto l’intervento delle Forze di
polizia.
“Quanto sopra, ai fini
dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e rilevato
l’interesse pubblico della notizia che ha suscitato notevole clamore mediatico,
nonché nel rispetto dei diritti degli indagati, i quali - in considerazione
dell’attuale fase delle indagini preliminari - sono da presumersi innocenti
fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la
precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e
le difese davanti al giudice terzo e imparziale, potrà concludersi anche con la
prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo ai medesimi
indagati”.
Terremoti: a Lipari cittadini in pellegrinaggio da San Bartolomeo. L'Ansa del direttore Sarpi
Resta alta l’attenzione per lo sciame sismico in atto da ieri
Lipari, ottobre 24 ANSA - Resta alta l’attenzione alle Eolie, con monitoraggi costanti anche durante la notte nelle zone costiere più esposte, per lo sciame sismico nel Tirreno meridionale cominciato ieri e che continua anche oggi. I controlli sono finalizzati anche a prevenire eventuali rischi legati alla formazione di onde anomale in caso di nuovi terremoti. Verifiche in corso anche sulla sicurezza degli edifici scolastici e delle altre strutture pubbliche e private.Intanto la popolazione, come sempre si affida al Patrono San Bartolomeo: già da ieri pomeriggio diversi fedeli hanno raggiunto, 'in pellegrinaggio' la Cattedrale di Lipari per ringraziare il santo per lo scampato pericolo. (ansa)
tel: 090.98 17 388
whatsapp: 333 81 59 745
mail: primigistorelipari@gmail.com
facebook: PRIMIGI STORE LIPARI
Eolienews ricorda Angela Peluso ved. Iacono
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
TRASPORTI ISOLE MINORI, FEDERALBERGHI: NESSUNA MISURA IN MANOVRA ALL’ARS. BIGLIETTI STATALI AL DOPPIO DI QUELLI REGIONALI
Il mancato intervento acuisce un'anomalia tariffaria insostenibile: allo stato attuale, l'importo dei biglietti sui mezzi in convenzione statale risulta quasi pari al doppio rispetto a quelli a contribuzione regionale. Si tratta di una disparità gravosa e ingiustificata, che penalizza quotidianamente i residenti, i pendolari e le imprese insulari, comprimendo il diritto fondamentale alla continuità territoriale, soprattutto delle isole più remote.
Al contempo, permane un forte disorientamento in merito alla predisposizione dei futuri bandi di gara che dovranno affidare i servizi di collegamento con navi e mezzi veloci. A seguito delle prime consultazioni istituzionali, il territorio ha formalizzato e trasmesso copiose e dettagliate osservazioni tecniche. Non appare concepibile giungere alla pubblicazione dei capitolati di gara senza aver prima reso noto quali istanze siano state recepite, privando le rappresentanze insulari della possibilità di entrare nel merito delle soluzioni adottate e di quelle eventualmente disattese. Si rende pertanto indifferibile l'apertura immediata di un tavolo di confronto istituzionale prima di qualsiasi determinazione definitiva.
Tanti auguri!
Buon compleanno a Raffaele De Carlo, Isabella Scorsone, Bartolo Lauria, Carlos Diaz, Serena Portelli, Gennaro Rago, Eloisa Galletta, Remo Giordano, Silvia Vitagliano, Rita Zaia, Andrea Buscema Imbruglia
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Oggi, 24 ottobre: Sant'Antonio Maria Claret
Ottimi genitori i suoi: onesti, laboriosi, fiduciosi nella Provvidenza Divina. Se la radice era sana, il frutto fu squisito. Antonio si distinse presto per la devozione alla Vergine e all'Eucarestia. Spesso con la sorella si recava nel vicino Santuario e recitava devotamente il S. Rosario. Maria gradiva quest'omaggio. Si dice infatti che fu salvato dalla Vergine mentre i flutti del mare stavano per inghiottirlo.
Le buone doti d'animo coltivate per mezzo di una accurata educazione familiare maturarono in lui la vocazione al sacerdozio. Con una volontà tenace e costante seppe superare gli ostacoli. Tra un'occupazione e l'altra trovava il tempo per applicarsi agli studi del latino. Ebbe la consolazione di trovarsi molto presto libero dal mestiere di operaio tessile e così poter prepararsi al sacerdozio.
Il 13 giugno 1835 saliva l'altare per celebrare la Prima Messa. Mosse i suoi primi passi di levita nella natia Parrocchia di Sallent, ove, dopo brevissimo tempo, venne proposto come Vicario ed Economo Spirituale. Qui concepì il desiderio di fondare una nuova Congregazione i cui membri si spargessero per il mondo a portare la buona novella. Ma le ristrettezze finanziarie, in seguito alla guerra civile, non permisero al Claret l'attuazione del suo disegno.
Solo più tardi potrà dare inizio alla nuova Congregazione dei Missionari, Figli dell'Immacolato Cuore di Maria. In quest'opera egli profuse il suo grande cuore. Fu padre, maestro e sapiente guida a quanti venivano a mettersi sotto il vessillo del Cuore Immacolato di Maria.
Fu pure grande apostolo della penna e della stampa. Di lui dobbiamo citare, oltre i numerosi volumetti di devozione e di dottrina cristiana utili per tutti, i vari opuscoletti intorno alla Madonna, per i quali la Vergine gli espresse personalmente la sua gratitudine. Nel 1848 fondò in Barcellona una tipografia che stampò tra l'altro 50 edizioni in catalano e 69 in spagnolo (tutte di 10 o di 15 mila copie) della « Via retta e sicura per andare al cielo », prezioso libro di pietà scritto dal Santo. Sono circa 120 i libri ed opuscoli, che diede alla luce, dei quali sono stati stampati oltre 7.715.800 volumi, senza tener conto delle altre 160 edizioni fatte a Cuba, a Madrid e altrove.
Nominato Arcivescovo di Cuba, continuò a esercitare l'apostolato della stampa e si applicò con zelo intrepido ad arginare il dilagare continuo dell'immoralità. Operò con grande fermezza, con tanta carità, ma soprattutto con un profondo amore alla Vergine, per la cui protezione sfuggì a numerosi attentati organizzati dalla massoneria.
Nel 1857 lasciò Cuba per rientrare a Madrid come confessore della Regina di Spagna, continuando ad esercitare l'apostolato della predicazione in favore di ogni categoria di persone. I massoni non cessarono di perseguitarlo e calunniarlo nei modi più infamanti. Neppure sul letto di morte lo lasciarono in pace.
PRATICA. «...ma colui che osserverà i miei comandamenti ed avrà insegnato ad osservarli, sarà chiamato grande nel regno dei cieli».
PREGHIERA. Difendeteci, o Signore, da ogni errore e dalle massime corrotte del mondo. Concedeteci di essere per il mondo luce che illumina e sale che risana, anziché venire avvolti dalle sue tenebre e trascinati dai suoi vizi .





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