



In Prima categoria, la Ludica Lipari, all'esordio tra le mura amiche, è stata superata per tre a uno dalla Città di Galati, dopo essere andata in vantaggio con la rete di M. Tripi. Da evidenziare che la compagine ospite è una delle favorite del torneo.
In Seconda categoria, il Lipari IC è stato superato per uno a zero sul campo del Castaneo.
Per entrambe, ovviamente, non mancheranno le occasioni per rifarsi
Compie cento anni l’energia elettrica a Lipari
Nel 1926 fece installare nell’isola eoliana 346 lampade. In pochi mesi costruì una prima centrale nella zona di Marina Lunga e una nuova nel 1970
Riccardo D’Andrea
Il suo nome e il suo cognome sono legati a un fatto epocale: aver portato la luce e l’elettricità a Lipari. Ciò che tutti danno per normale e scontato, come pigiare un interruttore e vedere accendersi un lampadario o inserire il cavo in una presa e ricaricare un cellulare, nell’arcipelago eoliano ha dietro una narrazione. È quella di Bartolo Zagami, che nel 1926 ha fondato la Società elettrica liparese (Sel), ma che in realtà è iniziata molto prima, il 28 dicembre 1908, quando Messina e Reggio furono devastate da un terremoto e da un maremoto.
Zagami aveva 8 anni e si trovava ad Alicudi. Inizia da qui il libro “Sogno, Passione, Realtà - La vita di Bartolo Zagami nella storia di Lipari”, scritto da Silvia Campantico ed edito dal Centro studi eoliano. Alicudi, «una roccia in mezzo al mare senza tempo», si legge nel volume, con 800 abitanti quasi completamente isolati, fuori dalle rotte commerciali e raggiunti da una nave una volta a settimana. I ricordi di quella realtà misera generarono in Bartolo Zagami «sentimenti di paura e rifiuto», tanto che dopo aver lasciato l’isola non volle mai più tornare indietro, «nemmeno per una breve visita alla sua casa».
Il fratello Salvatore si trovava proprio a Messina durante il sisma, il padre Bartolomeo si recò in riva allo Stretto per cercarlo. Il figlio, soccorso, fu poi ritrovato miracolosamente vivo in un ospedale palermitano, dopo circa un mese. Nel 1909, la famiglia Zagami si trasferì a Messina, mossa dalla speranza e dalla fiducia nel futuro. Comprò due delle baracche costruite in via della Croce Rossa e contribuì alla ricostruzione della città.
Nel 1917, Bartolo Zagami, che frequentava la Sezione motoristi dell’Istituto tecnico nautico, fu chiamato al fronte, nel Corpo dei bersaglieri. Per sua fortuna, la guerra finì prima che fosse chiamato a combattere. Si diplomò a Messina col massimo dei voti e fu ammesso all’Accademia navale di Livorno, quindi si imbarcò come ufficiale di macchina della Regia Marina sulla corazzata Duilio. Dopo tre anni, tornò nuovamente a Messina e superò il concorso pubblico per diventare impiegato alla Dogana. Ma, pur primo in graduatoria, rifiutò il posto. Nel frattempo, l’8 settembre 1923, a Lipari, aveva incontrato Iolanda Saltalamacchia, che sarebbe diventata sua moglie.
Proprio quel giorno, i due trascorsero una giornata di festa a Quattropani. «Lo scambio di uno sguardo – si racconta nel libro – fu l’inizio di un grande amore che durò una vita intera». Si sposarono il 18 dicembre 1926 e dalla loro unione nacquero Maria, Rosa e Bartolomeo.
Tornando a quella giornata, mentre gli uomini giocavano a carte e al primo buio fu necessario accendere il lume, Bartolo Zagami disse al signor Saltalamacchia: «Non vi vergognate a stare in un’isola così bella con il lume?». «La metta lei, se è tanto scaltro», fu la risposta. «Sì, metto la luce a Lipari», ribatté il giovane, raccogliendo la sfida. La sfida si trasformò in sogno e il sogno in progetto.
Tornato a Messina, manifestò al padre quella volontà, gli chiese di prestargli i soldi, ma ottenne un rifiuto. Si fece prestare centomila lire da una zia paterna emigrata in America, necessari per l’avvio dei lavori. Seguirono studi e ricerche per la realizzazione di una centrale elettrica a Lipari. Già nel 1923, a Santa Marina Salina, era stata installata una piccola centrale. I lumi a petrolio e le candele erano costosi e solo alcune zone di Lipari erano dotate di illuminazione pubblica. Bartolo Zagami trovò i soci: Carmelo Biscotto e i fratelli Giuseppe e Angelo De Luca.
Il 29 aprile 1926 venne costituita la Sel, Società elettrica liparese. Successivamente, Bartolo Zagami comprò le quote dei soci e dal 1948 fu l’unico a guidarla, mentre dal 1957 fu affiancato dal figlio Bartolomeo.
Il Comune concesse senza indennizzo il diritto di occupare gratuitamente il suolo, il soprassuolo e il sottosuolo di sua proprietà delle vie e delle piazze per la distribuzione dell’energia elettrica, a condizione che non venisse impedito né ostacolato il transito in quelle aree.
L’illuminazione prevista consisteva in 346 lampade (282 a Lipari e 64 a Canneto). Il 3 gennaio 1926, Iolanda Saltalamacchia posò la prima pietra per la costruzione della centrale nella zona di Marina Lunga. E il 26 settembre fu accesa la luce. In soli 9 mesi, erano stati costruiti la centrale che produceva energia elettrica, le reti di distribuzione e alcuni impianti domestici pronti a far entrare il progresso nelle case.
Zagami pensò anche al potenziamento della produzione. Un terzo motore fu trasportato da Milazzo con un piroscafo che quotidianamente effettuava i collegamenti con le Eolie. Per trasferirlo a terra, fu realizzato uno scivolo di legno e il carico venne trainato da buoi e uomini fino alla centrale di Marina Lunga. «La centrale elettrica, concepita e realizzata con semplicità, rappresentò uno dei primi esempi di impresa organizzata dell’isola».
Scoppiata la Seconda guerra mondiale, Zagami fu richiamato alle armi e l’intera famiglia si trasferì a Messina, poi ad Acquedolci e a Rodia. Il suocero fece partire una barca da Lipari con un equipaggio di cinque persone per raggiungere la spiaggia di Rodia. Così, insieme ai familiari, intraprese la traversata per ritornare a Lipari con una semplice barca a remi.
Nonostante le dure condizioni causate dal conflitto bellico, la centrale trasformò Lipari da isola sconosciuta a meta turistica e sito industriale di rilievo internazionale. La richiesta di energia elettrica subì un incremento anche da parte degli utenti privati. Dal 1955, fu necessario integrare le apparecchiature esistenti con altri motori da 500 cavalli.
Nel 1959, si pensò all’elettrificazione delle frazioni, a partire da quelle di Pianoconte e Acquacalda, fino a coprire tutta Lipari. Zagami maturò l’idea di una nuova centrale con due motori da 1500 cavalli ciascuno. La centrale elettrica di Lipari diventò così una importante realtà imprenditoriale.
Il 27 dicembre 1965, Bartolo Zagami fu nominato Commendatore all’Ordine della Repubblica («era così sobrio da non aver detto a nessuno che sarebbe andato alla cerimonia di consegna dell’onorificenza», si evidenzia in “Sogno, Passione, Realtà”) e il 14 giugno 1967 la Camera di commercio di Messina gli consegnò un diploma e una medaglia d’oro per aver contribuito al progresso economico dell’isola.
Tre anni dopo la nascita della nuova centrale, fu installato un altro motore da 2000 cavalli e intorno al 1970 fu ampliata per poterne integrare un altro. «Ogni due anni si aggiungeva un gruppo termoelettrico fino ad arrivare a circa 27000 Cv. Alle Eolie si sperimentò la comodità dell’utilizzo dei primi televisori ed elettrodomestici. Tutto questo grazie al “signore della luce”», al quale, peraltro, nel 2009, il Comune di Lipari dedicò una strada, su input del Consiglio direttivo del Rotary Club.
Nel libro, poi, si narra che «nonostante l’incedere degli anni, mantenne costante il suo impegno di amministratore, ruolo che condivideva con il dott. Bartolomeo Zagami».
Altro esempio del suo talento fu la realizzazione di una fabbrica del ghiaccio. Il toccante ricordo della nipote Vera
Altro esempio del suo talento fu la realizzazione di una fabbrica del ghiaccio, che prima degli anni Cinquanta veniva trasportato a blocchi da Milazzo e venduto al dettaglio. Ma spesso arrivava sciolto e d’estate si trasformava in acqua. Allora, Zagami costruì uno stabilimento vicino alla centrale elettrica. La produzione di ghiaccio si protrasse fino al 1963, quando lo stabilimento chiuse i battenti.
Arrivò la malattia e gli ultimi anni li trascorse a casa perché stava molto male. Soffriva di una patologia alle ossa. Il commendatore Bartolo Zagami morì il 30 settembre 1989 e il funerale fu celebrato il 2 ottobre. Gli operai della centrale gli dedicarono le seguenti parole:
«Le maestranze e i collaboratori della Società elettrica liparese piangono la scomparsa dell’indimenticabile maestro di vita comm. Bartolo Zagami e nel ricordo della sua bontà, affabilità e grande disponibilità, si uniscono commossi al dolore del dott. Bartolino e dei familiari tutti».
Nel volume a lui dedicato si legge testualmente: «Se ne era andato l’uomo della luce, ma Lipari non rimase più al buio».
Bartolo Zagami aveva la passione per le rose e i gelsomini, che coltivava anche nel cortile della centrale elettrica. Quando si recava a Messina, portava con sé valigie piene di fiori che in parte destinava alle chiese e alle cappelle votive.
«Assaggialo, senti com’è dolce». La nipote, Vera Zagami, ricorda così il nonno Bartolo, che la invitava a gustare il nettare dalla base allo stelo del gelsomino. In quel gesto, il nonno racchiudeva la sua essenza: mettersi alla prova, fare, vivere in prima persona, raccogliere le sfide.
Sempre la nipote, nella parte finale del libro, scrive:
«Aveva le sue luci e le sue ombre come ognuno di noi, ma è proprio la luce immensa che emana dalle persone speciali che ti fa apprezzare anche la sua ombra. Ha saputo tenere il timone in tutte le tempeste che si sono abbattute sulla famiglia, è stato il punto di riferimento di figli e nipoti con poche parole e tanti, tantissimi esempi. Per me resterà l’uomo dal gelsomino in bocca, il mio interlocutore nei momenti in cui ho bisogno di un silenzio attento che quasi diventa consiglio».
Oggi ricorre il centenario della Società elettrica liparese (26 settembre 1926 - 26 settembre 2026). Oltre al valore storico, la Sel rappresenta ancora oggi una risorsa fondamentale per il territorio, in quanto unica azienda dell’isola di Lipari di grandi dimensioni che garantisce lavoro stabile a 50 dipendenti diretti, oltre all’importante indotto locale.
Egregio direttore,
trasmetto alcune mie riflessioni sulle prossime elezioni amministrative e ringrazio anticipatamente ove le ritenga meritevoli di pubblicazione.
“Tra meno di un anno ci ritroveremo, nuovamente, a scegliere il primo cittadino per le nostre meravigliose isole.
Tre autocandidature sono già state rese pubbliche: Gaetano Orto, Mario Pajno e Marco Giogianni; ciò sicuramente merita stima e apprezzamento perché mettersi in gioco, esporsi, di questi tempi è tutt’altro che semplice.
Si attende peraltro – ammesso che ne abbia la forza e il coraggio – la ricandidatura di Riccardo Gullo, il Sindaco che ha ben pensato di dichiarare guerra al turismo e all’imprenditoria in un luogo che di turismo ha sempre vissuto e che proprio grazie ad una miglior gestione del turismo dovrebbe rinascere dopo anni di buio.
A parte gli apprezzamenti personali però non si può sottacere come nessuno parli di idee, nessuno parli di progettualità, nessuno abbia una visione di come, da oggi a dieci anni, le nostre isole dovranno diventare per consentire ai nostri figli di non essere costretti a cercar fortuna altrove.
Tutti i potenziali futuri Sindaci sono figli della vecchia politica e presenti sulla scena locale da qualche decennio.
Figli di quella vecchia politica che spesso, purtroppo, ha trovato riscontro nella parte più miope del territorio, e le cui modalità hanno determinato una lenta e inesorabile decadenza delle nostre isole che, pur potendo vantare una bellezza ineguagliabile, si trovano ormai a competere, a causa dell’incapacità amministrativa, della mancanza di visione del futuro, nonché della totale assenza di promozione del territorio e di partnership tra politica e imprenditoria, con luoghi improbabili, che non meriterebbero neanche di esporre nel loro territorio la promozione delle Eolie.
È veramente questa la via che si vuole continuare a seguire? È mai possibile che questa meravigliosa terra non sia in grado di dare un taglio col passato? Di progettare un futuro diverso, un futuro sostenibile che riporti benessere diffuso a chiunque decida di vivere qui?
Io credo fermamente – e sono certo di non essere il solo – che sia invece giunto il momento di voltare pagina, di mettere da parte i personalismi e il fallimentare modo di fare politica degli ultimi decenni. Serve iniziare a guardare oltre, a progettare un futuro che consenta alla nostra meravigliosa terra di diventare finalmente ciò che da tempo avrebbe dovuto essere. Ciò dando voce ai cittadini, partendo dal basso, dalle idee e dai programmi con la finalità di costruire un progetto condiviso da una squadra seria e competente. Evitando ogni personalismo e lavorando per la comunità con spirito di servizio.”
Avvocato Gianluca Corrado
Buon compleanno a Nicoletta Biviano, Luca Aliberti, Luana Pergolizzi, Sharon Allegrino, Giuseppe Giunta, Angela Chiara Ziino
A LIPARI (EOLIE) E’ DISPONIBILE UN MODERNO IMPIANTO CARBURANTI
L’ Eolian Bunker è un deposito, stazione di rifornimento di gasolio nazionale, agevolato e benzina per imbarcazioni e natanti.
Situato nella baia di Marina Lunga, a Lipari – Eolie, vicino al Porto Pignataro, è dotato di un pontile di circa 50 metri che consente l’attracco dei natanti per le operazioni di rifornimento.
Effettua inoltre il bunkeraggio con gasolio agevolato a navi, aliscafi, pescherecci e imbarcazioni che svolgono attività di trasporto passeggeri.