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domenica 27 settembre 2026

A Canneto: Residence La Villetta


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Alfa e Omega: Onoranze funebri nelle Eolie

Lipari, l'opposizione consiliare: "Bilancio, avanzo e debiti: La "sagra delle fesserie" e un sindaco che gioca a nascondino"

BILANCIO, AVANZO E DEBITI: LA “SAGRA DELLE FESSERIE” E UN SINDACO CHE GIOCA A NASCONDINO

Subito dopo il Consiglio Comunale di venerdì scorso è andata in scena la sagra delle fesserie.
E diventa ancora più sconcertante quando a parteciparvi è il primo cittadino, che continua a presentarsi come una sorta di mago dei bilanci.
Peccato che, quando si smette di leggere i comunicati e si cominciano a leggere gli atti, la magia finisca.

PARTIAMO DAI 15,9 MILIONI DI AVANZO LIBERO
Sì, Sindaco: i 15,9 milioni sono avanzo libero.
Ma proprio per questo bisogna spiegare ai cittadini come e perché si è formato e cosa racconta realmente quel numero.
Perché il risultato di amministrazione non è automaticamente una medaglia da appuntarsi al petto.
Il Comune di Lipari ha dovuto accantonare negli ultimi anni milioni di euro nel Fondo crediti di dubbia esigibilità, proprio perché una parte delle proprie entrate presenta difficoltà di riscossione.
Nel rendiconto 2025 il Comune registra un FCDE accantonato a rendiconto pari a €9.997.636,15: praticamente 10 milioni di euro.
E attenzione: il FCDE non è ricchezza prodotta dall'Amministrazione ma un accantonamento prudenziale legato al rischio di non riuscire a riscuotere determinati crediti.
Ed è proprio questo che il “mago dei bilanci” dovrebbe spiegare:
Come si è formata la quota libera dell'avanzo? Non diciamo che il fcde diventa automaticamente avanzo libero ma a rendiconto dopo le successive verifiche una buona parte lo diventa. E allora quale ruolo hanno avuto gli accantonamenti e le loro successive verifiche? E, soprattutto, perché il problema della riscossione resta così pesante?
E poi Sindaco, a prescindere dal ruolo fondamentale degli accantonamenti del fcde, AVERE UN AVANZO LIBERO NON SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE AVER AMMINISTRATO BENE. ANZI, É PROPRIO IL CONTRARIO.
Perché se dopo quattro anni i cittadini continuano a lamentare problemi sull'acqua, sui rifiuti, sulla manutenzione, sui servizi e sulle infrastrutture, qualcuno dovrebbe spiegare: come si concilia l'enorme avanzo sbandierato con la qualità dei servizi offerti? Se quelle risorse erano disponibili, perché non sono state utilizzate e tanti problemi sono ancora lì

MA C'È UN ALTRO “DETTAGLIO” CHE IL SINDACO DIMENTICA

Quando Gullo racconta la storia dei bilanci 2022 e 2023, sembra quasi che tutto ciò che ha consentito al Comune di farli approvare sia nato con la sua Amministrazione.
Non è così.
Tra le risorse che l'Amministrazione ha trovato c'erano anche importanti finanziamenti destinati al servizio idrico, ottenuti negli anni precedenti; grazie soprattutto vice sindaco oggi Orto
Per il triennio 2021-2023 furono previsti 1,5 milioni di euro per ciascuna annualità, destinati all'approvvigionamento idrico delle isole minori: 4,5 milioni complessivi
Risorse che hanno contribuito a sostenere il servizio idrico e ad alleggerire il peso finanziario sui bilanci comunali.
E su questo il comunicato del Sindaco tace.
Quando si rivendicano i risultati dei bilanci 2022 e 2023, bisogna anche dire quali risorse erano già state ottenute e lasciate in eredità dalla precedente Amministrazione.
E soprattutto bisogna dire:

CHE COSA STA LASCIANDO INVECE OGGI GULLO?

Perché è proprio questo il punto.
Bisogna dire anche che cosa si lascia a chi verrà dopo.

E QUI VENIAMO AL “COMUNE IN PRE-DISSESTO”

Il Sindaco sostiene nei suoi comunicati che “lo stato di riequilibrio non è predissesto”.
E qui, onestamente non sappiano se piangere o ridere. Ma forse é meglio piangere.
Possiamo discutere sulle parole. Ma l'atto approvato dal Consiglio parla di procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell'art. 243-bis del TUEL.
È quella la procedura che nel linguaggio comune e giornalistico viene definita “predissesto”.
Nel 2020 e nel 2021 c'erano problemi e comunicazioni relative agli equilibri finanziari. É vero. Ma questi sono stati risolti brillantemente senza ricorrere a nessuna procedura di riequilibrio, cosiddetta predissesto. Anzi sono stati lasciati, come detto prima, milioni di finanziamenti per l idrico.
La procedura prevista dall'art. 243-bis del TUEL non era mai stata avviata da nessuna precedente Amministrazione.
È stata avviata adesso.
Il 24 settembre 2026 il Consiglio comunale ne ha deliberato l'avvio. E ciò se verrà concretizzata tra meno di 87 giorni con l approvazine del piano di riequilibrio pluriennale comporterà lacrime e sangue per tutti per i prossimi anni. Ma lei probabilmente non ci sar6 più. Sarà nella sua amata Salina a godersi la pensione e a guardare Lipari e i disastri lasciati dal lungomare di Lingua . Rinella docet.

SUI DEBITI FUORI BILANCIO LA MEMORIA DEL SINDACO È MOLTO SELETTIVA
Nessuno sostiene che tutti i debiti siano nati con questa Amministrazione.
Alcuni hanno origini molto lontane.
Ma ci sono anche debiti maturati durante l'attuale Amministrazione e addirittura molti già approvati.
Basti pensare ai €1.199.074,58 relativi alla fornitura di energia elettrica per il servizio idrico negli anni 2023, 2024 e 2025, riconosciuti come debito fuori bilancio nel 2026.
Oppure ai €413.248,69 riconosciuti in favore di Bel.Mar. per servizi relativi agli anni 2024 e 2025.
E tanti altri
Questi non sono debiti del 2018.
Non sono debiti del 2019.
Non sono debiti del 2020.
Sono obbligazioni relative agli anni della sua Amministrazione e altri ne arriveranno in futuro che magistralmente vengono adesso nascosti, come quelli sulla gestione del depuratore e sui mancati rimborsi alla regione Sicilia.
Qui la questione è ancora più delicata.
Per il periodo 2021-2024, i provvedimenti regionali richiamano somme per la gestione del depuratore che, complessivamente, superano i 3,2 milioni di euro.
Solo per il 2024 il DDS n. 529/2025 indica €1.416.284,14.
E allora la domanda è semplice:
DOVE SONO QUESTE SOMME?
Sono dovute?
Sono contestate?
Sono accantonate?
Sono state inserite tra le passività?
Qual è oggi la situazione contabile?
Questo vogliamo sapere.
E se nell'elenco trasmesso al Consiglio queste partite non risultano, vogliamo sapere perché.
Nei prossimi giorni chiederemo gli atti e verificheremo ogni passaggio nelle sedi competenti.
Perché quando si parla di milioni di euro di debiti potenziali o già accertati, non si può giocare a nascondino con i numeri.

I CONSIGLIERI COMUNALI: Gaetano Orto, Lucy Iacono, Adolfo Sabatini, Cristina Dante, Raffaele Rifici, Portelli Angelo, Giorgia Santamaria

Punteggi in più per i docenti nelle Eolie. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 27 settembre 2026


 

Collegamenti Liberty Lines: gli orari dal 1° ottobre da Lipari, Milazzo, S.M. Salina e Rinella





 


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Calcio: In 1° e 2° categoria esordio amaro per Ludica Lipari e Lipari IC

 Cominciano con il "piede sbagliato", i rispettivi campionati, le due formazioni liparesi.

In Prima categoria, la Ludica Lipari, all'esordio tra le mura amiche, è stata superata per tre a uno dalla Città di Galati, dopo essere andata in vantaggio con la rete di M. Tripi. Da evidenziare che la compagine ospite è una delle favorite del torneo.

In Seconda categoria, il Lipari IC è stato superato per uno a zero sul campo del Castaneo.

Per entrambe, ovviamente, non mancheranno le occasioni per rifarsi

Lami: Al team di Nicolò Beninati il 1° Torneo in memoria di Valentino Raffaele (Cat. junior)



 

Tanti auguri!

Buon compleanno a Bartolina Favorito, Valentina Tesoriero, Massimo Giunta, Gian Mario Ferrara, Michela Angelini, Italo Toni, Angela Lo Schiavo, Giuseoppe Aiello, Nellina Cavaliere, Mario Natoli, Angela D'Ambra, Luca Giorgianni, Marco Coscione, Ciccio Rizzo, Marenza Tanya, Massimo Ziino, Andrea De Salvatore

La Parola, video commento al Vangelo di domenica 27 settembre



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Il "signore della luce". Una pagina di Riccardo D'Andrea sulla Gazzetta del sud di ieri dedicata al commendatore Zagami

 Il “signore della luce”

Compie cento anni l’energia elettrica a Lipari
Nel 1926 fece installare nell’isola eoliana 346 lampade. In pochi mesi costruì una prima centrale nella zona di Marina Lunga e una nuova nel 1970

Riccardo D’Andrea

Il suo nome e il suo cognome sono legati a un fatto epocale: aver portato la luce e l’elettricità a Lipari. Ciò che tutti danno per normale e scontato, come pigiare un interruttore e vedere accendersi un lampadario o inserire il cavo in una presa e ricaricare un cellulare, nell’arcipelago eoliano ha dietro una narrazione. È quella di Bartolo Zagami, che nel 1926 ha fondato la Società elettrica liparese (Sel), ma che in realtà è iniziata molto prima, il 28 dicembre 1908, quando Messina e Reggio furono devastate da un terremoto e da un maremoto.

Zagami aveva 8 anni e si trovava ad Alicudi. Inizia da qui il libro “Sogno, Passione, Realtà - La vita di Bartolo Zagami nella storia di Lipari”, scritto da Silvia Campantico ed edito dal Centro studi eoliano. Alicudi, «una roccia in mezzo al mare senza tempo», si legge nel volume, con 800 abitanti quasi completamente isolati, fuori dalle rotte commerciali e raggiunti da una nave una volta a settimana. I ricordi di quella realtà misera generarono in Bartolo Zagami «sentimenti di paura e rifiuto», tanto che dopo aver lasciato l’isola non volle mai più tornare indietro, «nemmeno per una breve visita alla sua casa».

Il fratello Salvatore si trovava proprio a Messina durante il sisma, il padre Bartolomeo si recò in riva allo Stretto per cercarlo. Il figlio, soccorso, fu poi ritrovato miracolosamente vivo in un ospedale palermitano, dopo circa un mese. Nel 1909, la famiglia Zagami si trasferì a Messina, mossa dalla speranza e dalla fiducia nel futuro. Comprò due delle baracche costruite in via della Croce Rossa e contribuì alla ricostruzione della città.

Nel 1917, Bartolo Zagami, che frequentava la Sezione motoristi dell’Istituto tecnico nautico, fu chiamato al fronte, nel Corpo dei bersaglieri. Per sua fortuna, la guerra finì prima che fosse chiamato a combattere. Si diplomò a Messina col massimo dei voti e fu ammesso all’Accademia navale di Livorno, quindi si imbarcò come ufficiale di macchina della Regia Marina sulla corazzata Duilio. Dopo tre anni, tornò nuovamente a Messina e superò il concorso pubblico per diventare impiegato alla Dogana. Ma, pur primo in graduatoria, rifiutò il posto. Nel frattempo, l’8 settembre 1923, a Lipari, aveva incontrato Iolanda Saltalamacchia, che sarebbe diventata sua moglie.

Incontro, sfida e progetto

Proprio quel giorno, i due trascorsero una giornata di festa a Quattropani. «Lo scambio di uno sguardo – si racconta nel libro – fu l’inizio di un grande amore che durò una vita intera». Si sposarono il 18 dicembre 1926 e dalla loro unione nacquero Maria, Rosa e Bartolomeo.

Tornando a quella giornata, mentre gli uomini giocavano a carte e al primo buio fu necessario accendere il lume, Bartolo Zagami disse al signor Saltalamacchia: «Non vi vergognate a stare in un’isola così bella con il lume?». «La metta lei, se è tanto scaltro», fu la risposta. «Sì, metto la luce a Lipari», ribatté il giovane, raccogliendo la sfida. La sfida si trasformò in sogno e il sogno in progetto.

Tornato a Messina, manifestò al padre quella volontà, gli chiese di prestargli i soldi, ma ottenne un rifiuto. Si fece prestare centomila lire da una zia paterna emigrata in America, necessari per l’avvio dei lavori. Seguirono studi e ricerche per la realizzazione di una centrale elettrica a Lipari. Già nel 1923, a Santa Marina Salina, era stata installata una piccola centrale. I lumi a petrolio e le candele erano costosi e solo alcune zone di Lipari erano dotate di illuminazione pubblica. Bartolo Zagami trovò i soci: Carmelo Biscotto e i fratelli Giuseppe e Angelo De Luca.

La creazione della Sel

Il 29 aprile 1926 venne costituita la Sel, Società elettrica liparese. Successivamente, Bartolo Zagami comprò le quote dei soci e dal 1948 fu l’unico a guidarla, mentre dal 1957 fu affiancato dal figlio Bartolomeo.

Il Comune concesse senza indennizzo il diritto di occupare gratuitamente il suolo, il soprassuolo e il sottosuolo di sua proprietà delle vie e delle piazze per la distribuzione dell’energia elettrica, a condizione che non venisse impedito né ostacolato il transito in quelle aree.

L’illuminazione prevista consisteva in 346 lampade (282 a Lipari e 64 a Canneto). Il 3 gennaio 1926, Iolanda Saltalamacchia posò la prima pietra per la costruzione della centrale nella zona di Marina Lunga. E il 26 settembre fu accesa la luce. In soli 9 mesi, erano stati costruiti la centrale che produceva energia elettrica, le reti di distribuzione e alcuni impianti domestici pronti a far entrare il progresso nelle case.

Zagami pensò anche al potenziamento della produzione. Un terzo motore fu trasportato da Milazzo con un piroscafo che quotidianamente effettuava i collegamenti con le Eolie. Per trasferirlo a terra, fu realizzato uno scivolo di legno e il carico venne trainato da buoi e uomini fino alla centrale di Marina Lunga. «La centrale elettrica, concepita e realizzata con semplicità, rappresentò uno dei primi esempi di impresa organizzata dell’isola».

Scoppiata la Seconda guerra mondiale, Zagami fu richiamato alle armi e l’intera famiglia si trasferì a Messina, poi ad Acquedolci e a Rodia. Il suocero fece partire una barca da Lipari con un equipaggio di cinque persone per raggiungere la spiaggia di Rodia. Così, insieme ai familiari, intraprese la traversata per ritornare a Lipari con una semplice barca a remi.

Nonostante le dure condizioni causate dal conflitto bellico, la centrale trasformò Lipari da isola sconosciuta a meta turistica e sito industriale di rilievo internazionale. La richiesta di energia elettrica subì un incremento anche da parte degli utenti privati. Dal 1955, fu necessario integrare le apparecchiature esistenti con altri motori da 500 cavalli.

Nel 1959, si pensò all’elettrificazione delle frazioni, a partire da quelle di Pianoconte e Acquacalda, fino a coprire tutta Lipari. Zagami maturò l’idea di una nuova centrale con due motori da 1500 cavalli ciascuno. La centrale elettrica di Lipari diventò così una importante realtà imprenditoriale.

Il 27 dicembre 1965, Bartolo Zagami fu nominato Commendatore all’Ordine della Repubblica («era così sobrio da non aver detto a nessuno che sarebbe andato alla cerimonia di consegna dell’onorificenza», si evidenzia in “Sogno, Passione, Realtà”) e il 14 giugno 1967 la Camera di commercio di Messina gli consegnò un diploma e una medaglia d’oro per aver contribuito al progresso economico dell’isola.

Tre anni dopo la nascita della nuova centrale, fu installato un altro motore da 2000 cavalli e intorno al 1970 fu ampliata per poterne integrare un altro. «Ogni due anni si aggiungeva un gruppo termoelettrico fino ad arrivare a circa 27000 Cv. Alle Eolie si sperimentò la comodità dell’utilizzo dei primi televisori ed elettrodomestici. Tutto questo grazie al “signore della luce”», al quale, peraltro, nel 2009, il Comune di Lipari dedicò una strada, su input del Consiglio direttivo del Rotary Club.

Nel libro, poi, si narra che «nonostante l’incedere degli anni, mantenne costante il suo impegno di amministratore, ruolo che condivideva con il dott. Bartolomeo Zagami».

Altro esempio del suo talento fu la realizzazione di una fabbrica del ghiaccio. Il toccante ricordo della nipote Vera

Altro esempio del suo talento fu la realizzazione di una fabbrica del ghiaccio, che prima degli anni Cinquanta veniva trasportato a blocchi da Milazzo e venduto al dettaglio. Ma spesso arrivava sciolto e d’estate si trasformava in acqua. Allora, Zagami costruì uno stabilimento vicino alla centrale elettrica. La produzione di ghiaccio si protrasse fino al 1963, quando lo stabilimento chiuse i battenti.

Arrivò la malattia e gli ultimi anni li trascorse a casa perché stava molto male. Soffriva di una patologia alle ossa. Il commendatore Bartolo Zagami morì il 30 settembre 1989 e il funerale fu celebrato il 2 ottobre. Gli operai della centrale gli dedicarono le seguenti parole:

«Le maestranze e i collaboratori della Società elettrica liparese piangono la scomparsa dell’indimenticabile maestro di vita comm. Bartolo Zagami e nel ricordo della sua bontà, affabilità e grande disponibilità, si uniscono commossi al dolore del dott. Bartolino e dei familiari tutti».

Nel volume a lui dedicato si legge testualmente: «Se ne era andato l’uomo della luce, ma Lipari non rimase più al buio».

L’uomo dal gelsomino in bocca

Bartolo Zagami aveva la passione per le rose e i gelsomini, che coltivava anche nel cortile della centrale elettrica. Quando si recava a Messina, portava con sé valigie piene di fiori che in parte destinava alle chiese e alle cappelle votive.

«Assaggialo, senti com’è dolce». La nipote, Vera Zagami, ricorda così il nonno Bartolo, che la invitava a gustare il nettare dalla base allo stelo del gelsomino. In quel gesto, il nonno racchiudeva la sua essenza: mettersi alla prova, fare, vivere in prima persona, raccogliere le sfide.

Sempre la nipote, nella parte finale del libro, scrive:

«Aveva le sue luci e le sue ombre come ognuno di noi, ma è proprio la luce immensa che emana dalle persone speciali che ti fa apprezzare anche la sua ombra. Ha saputo tenere il timone in tutte le tempeste che si sono abbattute sulla famiglia, è stato il punto di riferimento di figli e nipoti con poche parole e tanti, tantissimi esempi. Per me resterà l’uomo dal gelsomino in bocca, il mio interlocutore nei momenti in cui ho bisogno di un silenzio attento che quasi diventa consiglio».

I 100 anni

Oggi ricorre il centenario della Società elettrica liparese (26 settembre 1926 - 26 settembre 2026). Oltre al valore storico, la Sel rappresenta ancora oggi una risorsa fondamentale per il territorio, in quanto unica azienda dell’isola di Lipari di grandi dimensioni che garantisce lavoro stabile a 50 dipendenti diretti, oltre all’importante indotto locale.

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Oggi, 27 settembre: San Vincenzo de' Paoli


È chiamato il Tommaso d'Aquino della carità; come S. Tommaso diede al mondo cristiano il capolavoro della teologia con la sua Somma, così S. Vincenzo de' Paoli con le sue istituzioni diede agli uomini il capolavoro della carità. Seppe raccogliere nell'anima sua tutto ciò che la generosità cattolica, nel volgere delle età aveva trovato per sollevare il dolore e la povertà. 
Nacque a Puy nella diocesi di Dax, il 24 aprile del 1576. 
Piccolo e povero, aveva spartito il pane della sua colazione coi compagni di scuola. Possedendo una volta trenta soldi li aveva regalati ai poveri. Portando del grano al mulino ed incontrandosi con un mendico, gliene aveva dato la metà. 
A dodici anni studiò a Dax, a 16 faceva ripetizione al figlio di un avvocato, perchè il padre povero non poteva fargli continuare gli studi. A venti anni riceveva gli ordini minori, ed a 24 il Sacerdozio. 
I primi anni di ministero furono terribili per il giovane prete, ardente di carità, ma necessariamente senza esperienza: consumò non solo tutto il suo, ma contrasse debiti notevoli per cui si trovò in serie difficoltà: difficoltà che risolse con sapienza e con l'aiuto di anime buone. 
Consigliato da Pietro De Berulle, accettò la parrocchia di Clichy, dove fece tanto bene; s'incaricò dell'educazione dei figli di casa Gondy che furono mecenati generosi per le sue molteplici opere di carità; e diede la celebre missione di Colleville che fu la prima di una lunga serie, ottenendo mirabili conversioni. Nominato regio cappellano di tutte le galere di Francia, fu il padre dei galeotti e pose ogni cura per sollevarli dalle loro miserie. Ottenne che fossero trattati meno duramente, fondò ospedali per gli ammalati, e la sua comparsa nelle galere era una festa per quei poveri disgraziati. 
Un giorno le guardie lo trovarono in una cella, legato alla catena in veste da galeotto. Aveva messo in libertà un miserabile e l'aveva sostituito. 
Confessore d'Anna d'Austria, distribuì due milioni in elemosine. Aprì orfanotrofi, ricoveri per i vecchi, ritiri per i dementi. 
Per tutte queste opere occorreva il personale adatto ed a questo scopo istituì le Figlie della Carità. 
Né qui si fermò la sua ardente carità. Egli attese anche al clero: istituì delle conferenze ecclesiastiche che ancor oggi continuano tra il clero di Francia, fondò seminari e spesso diede esercizi ai chierici ordinandi. Infine riunì in congregazione i sacerdoti che lo aiutavano nelle sue opere e li chiamò Preti della Missione.
Morì all'età di 84 anni, affranto dalle fatiche, il 27 settembre del 1660. 
La Francia atea gli innalzò un monumento. Leone XIII lo dichiarò patrono universale delle Congregazioni di carità. 
PRATICA. — Rendiamo anche noi la nostra carità « paziente, benefica, sempre pronta a scusare e a sopportare ». 
PREGHIERA. — O Dio, che per evangelizzare i poveri e per promuovere il decoro dell'ordine ecclesiastico arricchisti il beato Vincenzo di virtù apostoliche, deh! concedi, che come ne veneriamo la pietà ed i meriti, così ne imitiamo gli esempi.

Buongiorno e buona domenica con questa cartolina dalle Eolie


 



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sabato 26 settembre 2026

Elezioni amministrative 2027 a Lipari. Le riflessioni dell'avvocato Corrado

 

Egregio direttore,

trasmetto alcune mie riflessioni sulle prossime elezioni amministrative e ringrazio anticipatamente ove le ritenga meritevoli di pubblicazione.

 

“Tra meno di un anno ci ritroveremo, nuovamente, a scegliere il primo cittadino per le nostre meravigliose isole.

Tre autocandidature sono già state rese pubbliche: Gaetano Orto, Mario Pajno e Marco Giogianni; ciò sicuramente merita stima e apprezzamento perché mettersi in gioco, esporsi, di questi tempi è tutt’altro che semplice.

Si attende peraltro – ammesso che ne abbia la forza e il coraggio – la ricandidatura di Riccardo Gullo, il Sindaco che ha ben pensato di dichiarare guerra al turismo e all’imprenditoria in un luogo che di turismo ha sempre vissuto e che proprio grazie ad una miglior gestione del turismo dovrebbe rinascere dopo anni di buio.

A parte gli apprezzamenti personali però non si può sottacere come nessuno parli di idee, nessuno parli di progettualità, nessuno abbia una visione di come, da oggi a dieci anni, le nostre isole dovranno diventare per consentire ai nostri figli di non essere costretti a cercar fortuna altrove.

Tutti i potenziali futuri Sindaci sono figli della vecchia politica e presenti sulla scena locale da qualche decennio.

Figli di quella vecchia politica che spesso, purtroppo, ha trovato riscontro nella parte più miope del territorio, e le cui modalità hanno determinato una lenta e inesorabile decadenza delle nostre isole che, pur potendo vantare una bellezza ineguagliabile, si trovano ormai a competere, a causa dell’incapacità amministrativa, della mancanza di visione del futuro, nonché della totale assenza di promozione del territorio e di partnership tra politica e imprenditoria, con luoghi improbabili, che non meriterebbero neanche di esporre nel loro territorio la promozione delle Eolie.

È veramente questa la via che si vuole continuare a seguire? È mai possibile che questa meravigliosa terra non sia in grado di dare un taglio col passato? Di progettare un futuro diverso, un futuro sostenibile che riporti benessere diffuso a chiunque decida di vivere qui?

Io credo fermamente – e sono certo di non essere il solo – che sia invece giunto il momento di voltare pagina, di mettere da parte i personalismi e il fallimentare modo di fare politica degli ultimi decenni. Serve iniziare a guardare oltre, a progettare un futuro che consenta alla nostra meravigliosa terra di diventare finalmente ciò che da tempo avrebbe dovuto essere. Ciò dando voce ai cittadini, partendo dal basso, dalle idee e dai programmi con la finalità di costruire un progetto condiviso da una squadra seria e competente. Evitando ogni personalismo e lavorando per la comunità con spirito di servizio.”

Avvocato Gianluca Corrado

Lipari, si può affidare l'appalto per la sicurezza di Acquacalda. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 26 settembre 2026

 

Al Comune di Leni banditi 2 concorsi a tempo pieno e indeterminato



 I due bandi possono essere visualizzati sull'Albo Pretorio del Comune di Leni connettendosi al sito https://www.comune.leni.me.it/






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Donna getta l’acido contro il suo avvocato a Messina, l'uomo è in terapia intensiva

L'aggressione è avvenuta ieri sera a Messina. La vittima, Pierfrancesco Broccio, è stata portata al pronto soccorso di Messina e poi trasportata al centro Grandi ustioni dell'ospedale Cannizzaro di Catania. Presenta ustioni profonde sul 20% del corpo: la prognosi è riservata ma non è in pericolo di vita. "Appena mi ha visto mi ha detto che voleva bere un poco d'acqua e inaspettatamente ha preso l'acido e me lo ha buttato addosso", ha raccontato il legale all'Ansa

È stato ricoverato in terapia intensiva ma è "fortunosamente fuori pericolo", come lui stesso ha dichiarato all'Ansa, l’avvocato rimasto vittima di un aggressione con acido da parte di una sua cliente. L’episodio è avvenuto ieri sera in strada a Messina, quando una donna ha gettato dell’acido addosso al suo legale provocandogli ustioni su tutto il corpo. L’uomo, Pierfrancesco Broccio, 58 anni, in un primo momento è stato trasportato al pronto soccorso del Policlinico Gaetano Martino di Messina e poi, dopo essere stato stabilizzato, è stato trasferito all'ospedale Cannizzaro di Catania dove è stato preso in carico dagli specialisti del centro Grandi ustioni. Dopo l'aggressione la donna è scappata ma la vittima ha fornito la sua identità agli investigatori che la stanno cercando.

SEL, 100 anni di luce a Lipari: Una storia a braccetto con Lipari e la sua comunità


26 settembre 1926 – 26 settembre 2026
100 anni di luce. 100 anni di Lipari
Nel gennaio del 1926 veniva posata la prima pietra della centrale elettrica di Lipari. Il 26 settembre dello stesso anno iniziava l’attività della Società Elettrica Liparese.
Cento anni fa, proprio oggi, Lipari si illuminava per la prima volta.
La luce elettrica entrava nelle case – ancora pochissime allora – portando con sé anche tutta l’energia delle idee di un giovane di Alicudi che, a soli ventitré anni, ebbe una visione straordinaria: accendere l’isola quando ancora buona parte della Sicilia era priva di elettrificazione.
Quel giovane era il Comm. Bartolo Zagami.
Oggi ricordiamo lui e celebriamo un secolo di storia costruito da tutte le persone che, generazione dopo generazione, hanno lavorato e continuano a lavorare nella nostra azienda.
Perché la storia di SEL non è soltanto la storia di un’impresa.
È anche la storia di Lipari e della sua comunità.
Sono passati cento anni, ma le idee del Commendatore camminano ancora sulle gambe di chi ogni giorno porta avanti il suo lavoro con la responsabilità di custodire una storia lunga un secolo e con l’energia di chi ha ancora futuro da costruire.

Tanti auguri!

Buon compleanno a Nicoletta Biviano, Luca Aliberti, Luana Pergolizzi, Sharon Allegrino, Giuseppe Giunta, Angela Chiara Ziino 


 

Scopri dove fare il pieno prima di salpare!

A LIPARI (EOLIE) E’ DISPONIBILE UN MODERNO IMPIANTO CARBURANTI

L’ Eolian Bunker è un deposito, stazione di rifornimento di gasolio nazionale, agevolato e benzina per imbarcazioni e natanti.

Situato nella baia di Marina Lunga, a Lipari – Eolie, vicino al Porto Pignataro, è dotato di un pontile di circa 50 metri che consente l’attracco dei natanti per le operazioni di rifornimento.

Effettua inoltre il bunkeraggio con gasolio agevolato a navi, aliscafi, pescherecci e imbarcazioni che svolgono attività di trasporto passeggeri.

Tel. 0909812335
0909216237
VHF canale 76
info@eolianbunker.com

LN Garden a Lipari - Marina Lunga 
E' rivenditore ufficiale "Il giardino delle meraviglie"
Da noi troverete: Piante ortive - da frutto - ornamentali e fiori
Prodotti per il giardinaggio e l'agricoltura; Semi da orto e bulbi; Mangimi per animali; Antiparassitari; Concimi e ammendanti