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mercoledì 1 luglio 2026
Una barca affonda a Pollara, salvi i 28 turisti. L'Ansa del direttore Sarpi
I passeggeri sono stati inizialmente soccorsi e presi a bordo da alcune barche presenti in zona, per poi essere ricondotti a Lipari con due imbarcazioni private, di cui una della stessa società del natante affondato,
Villa Diana è in Via Edwin Hunziker (ex via Tufo) n°1
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Ci sono occasioni in cui la bellezza dei fiori può veramente fare la differenza. Contattate il garden center per avere maggiori informazioni, sicuramente troverete ciò che state cercandoMarevivo, sospendere iter autorizzazioni per i dissalatori alle Eolie. L'Ansa del direttore Sarpi e la nota dell'associazione ambientalista
Marevivo, spiega in una nota, "non si dichiara contraria alla dissalazione come tecnologia se realmente necessaria e gestita secondo rigorosi criteri ambientali e scientifici". Ritiene, tuttavia, "indispensabile che vengano resi pubblici e sottoposti a un confronto trasparente gli studi relativi al rapporto costi-benefici, alla reale domanda idrica, agli impatti cumulativi e alle possibili alternative, prima della realizzazione di opere permanenti che possono comportare impatti acustici, paesaggistici e ambientali in ecosistemi particolarmente fragili".
COMUNICATO - La Fondazione scrive al MASE e al Comune di Lipari per chiedere la sospensione cautelativa dell'iter e un confronto pubblico prima della realizzazione dei nuovi impianti finanziati dal PNRR
In un contesto segnato dalle criticità dell’approvvigionamento idrico, Marevivo esprime profonda preoccupazione per l’avvio dei cantieri destinati alla realizzazione di nuovi impianti di dissalazione nell’arcipelago eoliano – Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli – un territorio di straordinario valore naturalistico, paesaggistico e culturale riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO.
La Fondazione non si dichiara contraria alla dissalazione come tecnologia se realmente necessaria e gestita secondo rigorosi criteri ambientali e scientifici. Ritiene, tuttavia, indispensabile che vengano resi pubblici e sottoposti a un confronto trasparente gli studi relativi al rapporto costi-benefici, alla reale domanda idrica, agli impatti cumulativi e alle possibili alternative, prima della realizzazione di opere permanenti che possono comportare impatti acustici, paesaggistici e ambientali in ecosistemi particolarmente fragili.
La Legge “SalvaMare” (17 maggio 2022, n. 60) all’articolo 12 ha introdotto criteri stringenti per la realizzazione degli impianti di dissalazione, prevedendo che il loro utilizzo sia subordinato alla dimostrazione dell’assenza di alternative sostenibili, alla riduzione delle perdite della rete idrica, allo svolgimento di un’analisi costi-benefici e delle procedure di valutazione ambientale previste dalla normativa vigente. Disposizioni finalizzate a limitare gli impatti degli scarichi di salamoia sulla biodiversità marina, che rappresentano uno degli aspetti più delicati.
La letteratura scientifica e le linee guida dell’UNEP per il Mediterraneo evidenziano come la dissalazione possa generare impatti ambientali significativi, in particolare a causa del concentrato salino e delle sostanze chimiche impiegate nei processi di trattamento. Uno studio condotto dal professor Francesco Aliberti dell’Università Federico II di Napoli sul dissalatore di Lipari ha, inoltre, documentato come gli scarichi ipersalini possano produrre stress cronico e alterazioni del biota marino.
Particolare attenzione deve essere rivolta anche alla Posidonia oceanica, habitat prioritario di fondamentale importanza per la biodiversità, all’ossigenazione delle acque, alla protezione dei fondali e al contrasto all’erosione costiera. A ciò si aggiunge l’elevato fabbisogno energetico degli impianti di dissalazione che rende ancora più necessaria una valutazione approfondita del rapporto tra benefici attesi, costi ambientali e possibili alternative.
Un ulteriore elemento da considerare è la marcata stagionalità dei consumi idrici nelle isole minori, dove la domanda cresce sensibilmente durante i mesi estivi per effetto dei flussi turistici, mentre nel resto dell’anno risultano decisamente inferiori. Dimensionare impianti permanenti sui picchi stagionali potrebbe comportare il rischio di realizzare infrastrutture sovradimensionate rispetto ai fabbisogni medi annuali, con conseguenti costi ambientali e gestionali.
Accanto alla dissalazione, Marevivo ritiene necessario valutare anche soluzioni alternative e complementari, quali: la riduzione delle perdite della rete idrica, l’efficientamento dei consumi, il recupero e il riuso delle acque reflue, la raccolta delle acque piovane, una migliore gestione della domanda turistica e, per far fronte ai picchi stagionali, il ricorso a navi dissalatrici. Queste ultime, se adeguatamente progettate, localizzate e controllate, potrebbero offrire una risposta più flessibile e adeguata alle esigenze temporanee di approvvigionamento, evitando nuovi impianti permanenti a terra e consentendo lo scarico della salamoia in aree meno sensibili dal punto di vista ambientale.
Alla luce di queste considerazioni, la Fondazione ha inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, all’Assessore all’ambiente della Regione Sicilia Giuseppa Savarino e al Sindaco di Lipari Riccardo Gullo, chiedendo una sospensione cautelativa dell’iter autorizzativo, l’apertura di un confronto pubblico con comunità locali, associazioni, mondo scientifico ed enti competenti, nonché la realizzazione di studi indipendenti sugli impatti ambientali, con particolare riferimento alla Posidonia oceanica e agli scarichi di salamoia.
Garantire l’approvvigionamento idrico delle comunità eoliane è un obiettivo essenziale, ma deve essere perseguito senza compromettere il patrimonio naturale dell’arcipelago. Per Marevivo il principio di precauzione deve guidare ogni scelta, affinché la tutela degli ecosistemi marini proceda di pari passo con lo sviluppo sostenibile delle isole.
Tanti auguri di...
Buon compleanno a Luigi Rizzo, Pietro Braì, Noemi Spadaro,Tommaso Sapienza, Salvatore Belardo, Francesco Berenati, Bartolo Ficarra, Mariella Piluso, Fabiana D'Ambra, Luca Sgroi, Elodia Sabatini, Matteo Mangano
Eolienews ricorda Onofrio Mirabito
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento
Eolienews ricorda Nicoletta Colosi
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Da domani il Trofeo del Gattopardo per auto d'epoca
Non è una gara. È una manifestazione turistico-culturale che celebra la bellezza, lo stile e l’identità delle Eolie.
Quattro giorni di auto d’epoca d’élite che attraversano l’isola.
Senza cronometri, senza traguardi. Solo il fascino di vedere la storia muoversi lentamente tra vicoli, stradine e panorami unici con il mare come sfondo.
Lipari è il palcoscenico.
Panarea, Stromboli, Vulcano, Salina, Filicudi, Alicudi sono la cornice naturale che rende ogni scatto irripetibile.
Organizzazione: Hotel Gattopardo • Famiglia Famularo
Un appuntamento che da anni trasforma Lipari nel salotto più elegante del Mediterraneo.
Per residenti, turisti, appassionati.
Oggi 1° luglio: Sant'Aronne

Sant'Aronne il fratello maggiore di Mosè e Maria nacque in Egitto dal levita Amram, figlio di Caath, e da lochabed. Sposò Elisabetta, sorella di Naasson, che era capo della tribù di Giuda. Ebbe quattro figli: Nadab e Abiu che morirono senza prole; Eleazaro e Ithamar invece perpetuarono il sacerdozio fino alla venuta di Cristo (il quale fu sacerdote secondo l'ordine molto più antico di Melchisedec, non di Aronne).
Col fratello minore (Dio nella Bibbia non sceglie mai i primogeniti) guidò gli ebrei dall'Egitto alla Terra Promessa. Aveva ottantatré anni quando il Signore nel roveto ardente lo designò quale interprete di Mosè (il quale aveva difficoltà a esprimersi). Sempre con Mose si recò dal faraone Ramses 11 a chiedere il permesso per gli ebrei di recarsi a tre giorni di cammino nel deserto per celebrare una festa in della Concezione di Maria.
onore del loro Dio. Il faraone non solo rifiutò ma obbligò gli ebrei a procurarsi da soli la paglia per la fabbricazione dei mattoni (attività cui erano adibiti in condizione di semischiavitù dagli egizi).
La cosa provocò il malumore degli ebrei contro i due profeti. Tornati dal faraone, venne loro chiesto di provare la loro autorità. Aronne trasformò in serpente la verga data da Dio a Mosè nel roveto. Ma anche i maghi egizi fecero lo stesso con le loro. Solo che il serpente di Aronne uccise e divorò gli altri. La verga di Aronne cambiò l'acqua egiziana in sangue e provocò le altre piaghe: rane, zanzare, mosche, grandine, locuste, tenebre, morte dei primogeniti.
Fu Aronne a raccogliere un po' di manna da custodire nel Tabernacolo. Fu lui con Hur a sostenere le braccia di Mosè levate in preghiera nel corso della battaglia contro gli Amaleciti (gli ebrei perdevano quando Mosè, stanco, le abbassava). Sostituì Mosè salito sul Sinai (a ricevere i Comandamenti), ma cedette alle pressioni del popolo e permise la costruzione del vitello d'oro (e dire che poco prima aveva avuto una meravigliosa visione sulle pendici del monte GebelMusa: per gli arabi, "Monte di Mosè"). Dopo i rimproveri del fratello, fu perdonato da Dio e consacrato sommo sacerdote con i figli (ma nello stesso giorno i primi due di essi perirono nelle fiamme sprigionatesi dall'altare: non avevano osservato le prescrizioni divine).
In seguito Aronne e la sorella Maria cercarono di svincolarsi dalla leadership di Mosè, ma Dio li rampognò e punì lei con la lebbra (poi guarita da Mosè). In realtà il sacerdozio sarebbe spettato al primogenito, cioè alla tribù di Ruben; ma Dio volle premiare la tribù di Levi per la fedeltà dimostrata nel fatto del vitello d'oro. La cosa provocò la rivolta del cugino Core, ma i ribelli furono inghiottiti dalla terra. La folla accusò Mosè e Aronne di questa strage, e venne dispersa dal fuoco divino. Dio ordinò poi che nel Tabernacolo venissero poste le verghe delle dodici tribù e quella di Aronne. Solo questa si trovò fiorita. Dopo la morte di Maria a Cades, tale verga colpì la roccia e ne fece scaturire acqua.
Ma i due fratelli non entrarono nella Terra Promessa. Aronne morì sul monte Hor e gli succedette Eleazaro. Aveva centoventitré anni. Dalla sua discendenza nacque il Battista. Il monte l lor, vicino a Petra, è venerato dagli islamici come Gebel Nebi Harún (Monte di Aronne). La protezione dei fabbricanti di bottoni forse proviene dalle gemme che portava sul pettorale da sommo sacerdote.
MARTIROLOGIO ROMANO. Commemorazione di sant’Aronne, della tribù di Levi, da suo fratello Mosè unto con l’olio sacro sacerdote dell’Antico Testamento e sepolto sul monte Hor.



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