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lunedì 20 aprile 2026

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (70° puntata: Anni 70 :Via Crucis vivente a Canneto)


 


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Novecento. Rubrica a cura di Giuseppe La Greca: Il 25 aprile 1977 si chiude l’esistenza terrena di Padre Agostino Lo Cascio da Giardini

 


Il 25 aprile 1977 si chiudeva l’esistenza terrena di Padre Agostino Lo Cascio da Giardini, parroco della chiesa di Porto Salvo.

Questo l’articolo pubblicato da “L’arcipelago” del marzo aprile 1977.

Padre Agostino non è più.-

Mentre tutto è pronto per andare in macchina, ci giunge fulminea la notizia P. Agostino Lo Cascio da Giardini, parroco in S. Maria di Porto Salvo di Lipari, non è più fra noi.

Colpito quasi improvvisamente da un male insidioso, imbarcatosi sulla “Caravaggio” per andare a cercar rimedio in clinica attrezzata alla bisogna, spirò a mezzo canale alle ore 15,35 del 25 aprile 1977.

Aveva sessantadue anni.

I liparoti, i quali in ventun anni di affettuosa consuetudine con Lui Lo amarono e lo stimarono come sacerdote, come uomo e come felice saggista e ricercatore, non avranno purtroppo la Sue spoglie mortali che i congiunti vogliono tumulare nel paese natale. Per ben altre e più nobili ragioni, però, il nome e la memoria di lui resteranno perennemente legati al domani storico-culturale dell’arcipelago Eolio e della Chiesa Liparitana.



Questo l’articolo dedicato dal “Notiziario delle Isole Eolie” nel maggio 1977 – n. 5

È morto

Padre Agostino da Giardini

Su un camion di frutta, mentre lo portavano a Milazzo. Aperta un’inchiesta

Frate Agostino da Giardini è morto il 25 aprile scorso, mentre veniva trasportato a Milazzo, in circostanze che dovranno essere chiarite in sede giudiziaria. A seguito di un esposto dell’avv. Paino, assessore alla sanità del Comune di Lipari, alla Procura della Repubblica ed alla pretura di Lipari, è stata infatti aperta un’inchiesta.

Il pretore di Lipari, dopo alcuni interrogatori di testi, ha inviato il fascicolo, per competenza, alla procura della repubblica. Dal canto suo questa ha ordinato la riesumazione del cadavere, per l’esame necroscopico ed ha inviato avviso di reato al direttore dell’ospedale di Lipari, dr. Spadaro, per omicidio colposo, al dr. Di Bella, per falso in certificato sanitario e al comandante della Caravaggio, Russo, per falso in atto pubblico, avendo questi due ultimi sottoscritto che la morte era avvenuta a Milazzo, mentre invece sembra fosse avvenuta in navigazione subito dopo lo scalo di Vulcano.

Padre Agostino soffriva di occlusioni intestinali ed il 25 aprile era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale di Lipari a seguito di un collasso.

Le condizioni dell’ammalato furono subito giudicate così gravi da suggerire l’immediato ricovero in un ospedale più attrezzato, quello appunto di Milazzo.

Il comandante di Porto, Gangemi, aveva suggerito e mezzo a disposizione, un mezzo veloce per il trasporto, ma il dr. Spadaro lo sconsigliò per non sottoporre l’ammalato ad eccessivi sobbalzi.



Oggi, tuttavia, non vogliamo parlare della sua morte (e dell’inchiesta della Magistratura) ma di come ha vissuto tra noi eoliani e delle opere che ci ha lasciato in eredità.


Padre Agostino era nato a Giardini-Naxos il 6 novembre del 1914. Dopo aver partecipato alla seconda guerra mondiale in marina, il 27 agosto 1944 aveva raggiunto Gangi per iniziare il suo noviziato tra i Frati Minori Cappuccini. Il 10 settembre 1950 era ordinato sacerdote a Giardini da mons. Bernardino Salvatore Re, Vescovo di Lipari.

Il 4 settembre 1956 raggiunse il convento di Lipari con l’incarico di superiore dei Frati Minori Cappuccini. A Lipari, oltre alle funzioni di padre guardiano e di parroco delle chiese di Porto Salvo e di Santa Lucia, espletò egregiamente quelle di membro del consiglio Presbiteriale, di direttore locale delle Opere Missionarie, di officiale del Tribunale Ecclesiastico Diocesano e di custode del cimitero.

Sempre a Lipari fu attivo nel campo artistico e quale studioso e scrittore.

Come autore P. Agostino esordì nel 1957 con una lettera aperta al Notiziario delle Isole Eolie, volta a censurare un breve articolo dovuto ad un cronista occasionale.

Le sue opere più importanti sono:

  • I frati Minori Cappuccini in Lipari, Storia dei due conventi e dei Cappuccini liparesi più insigni, 1962;

  • P. Felice da Lipari, Edizioni Spes, Milazzo 1967;

  • Il romanzo “Scarpe Chiodate”, 1970;

  • Un Piccolo strumento nelle mani della Provvidenza, Madre Florenzia Profilio, fondatrice delle Suore Francescane di Lipari (1873-1956), 1975;

  • Due saggi di Storia Liparitana, 1975;

  • Mons. Bernardino Salv. Re, vescovo cappuccino di Lipari (1883-1963). 1977, (opera postuma).


Era un uomo schietto ed amava la precisione; i suoi scritti, i suoi libri rendono ampia testimonianza al suo impegno sociale e alla sua personalità.

I suoi scritti sono opere di sicuro rilievo storico per le Isole Eolie. È stato un onore conoscerlo ed averlo avuto come insegnante nei miei primi anni scolastici a Marina Lunga.


Per approfondimenti:

Giuseppe A. M. Arena, Della Vita e degli scritti di Padre Agostino da Giardini, La Grafica Editoriale, Messina 1993.

E' deceduta Trentina Mandarano Carmela ved. Li Donni

Le onoranze funebri sono a cura della ditta ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le nostre condoglianze

Oggi, 20 aprile: Santa Sara


Santa Sara di Antiochia visse fra il III ed il IV secolo, originaria della città mediorientale di Antiochia, dove trovò la morte a causa della fede: aveva fatto battezzare i figli contro il volere del marito e contravvenendo alle disposizioni Imperiali Romane.
Il Sinassario Alessandrino è l'unico a portare testimonianza scritta della martire, ponendo il giorno commemorativo della sua "rinascita al cielo" (dies natalis) il 20 aprile.

Figlia di una famiglia benestante, andò in sposa ad un alto ufficiale impegnato nelle persecuzioni avviate da Diocleziano. Preferì non fare battezzare in città i figli, perciò decise di farlo ad Alessandria d'Egitto, dove viveva una prosperosa comunità di cristiani che non erano ancora stati eccessivamente vessati dalle persecuzioni.
Durante il viaggio, avversato da una tempesta che faceva prospettare il naufragio, Sara si incise il petto con un coltello e con il sangue segnò con un segno di croce la fronte dei due bambini; poi li immerse per tre volte nell'acqua del mare, invocando la Trinità, secondo il rito battesimale. La tempesta passò e la nave giunse al porto di Alessandria d'Egitto, qui Sara si presentò dal prete Pietro per fare battezzare i figli. Giunto il momento di ricevere il battesimo, però, avvenne un fatto inspiegabile: ogni volta che Sara si avvicinava per far battezzare i figli, l'acqua si congelava all'istante. Sara domandò spiegazioni al prete, il quale, saputo del battesimo somministrato in un momento di grande pericolo, la rassicurò della validità del sacramento da lei impartito ai figli.
Sara fece ritorno ad Antiochia con i figli. Giunta a casa raccontò il fatto al marito Socrate, il quale fece rapporto al suo comandante Diocleziano. Questi fece convocare Sara e la inquisì con asprezza, ella spaventata si chiuse in un totale mutismo. Irritato per il comportamento tenuto dalla donna, la condannò al rogo con i suoi due figli.

fonte:wikipedia.org




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Accusati di aver offeso su fb la reputazione di Giorgianni: Difesi dall'avvocato Venuto sono stati assolti "perchè il fatto non sussiste""

Non doversi procedere perché il fatto contestato non sussiste. Questa la sentenza emessa al tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto dalla dottoressa Mariacristina Polimeni nei confronti dei liparesi Giuseppe Casamento, Tindaro Fichera, Antonio Favaloro e Giovanni Iacono, tutti difesi dall'avvocato Rosario Venuto. 

Erano accusati di aver offeso, attraverso il social facebook, la reputazione di Angelo Giorgianni, segretario generale dell’Organizzazione mondiale della vita che aveva chiesto al Comune di Lipari la chiusura del locale commerciale denominato Sealight, gestito da Iacono, a causa dei rischi connessi al verificarsi di eventi franosi nella baia dove il locale è ubicato. 

Nello specifico ai quattro veniva contestato di avere, in concorso tra loro, utilizzando i propri profili personali su Facebook, di avere pubblicato dei commenti diffamatori, nei confronti di Giorgianni, a supporto di una immagine fotografica dell’evento franoso. 

L’avvocato Venuto nella memoria presentata aveva evidenziato, tra l’altro, la radicale insussistenza del reato di diffamazione aggravata, nonché un preliminare profilo di criticità inerente la legittimazione alla proposizione della querela. 

Secondo il legale, le espressioni oggetto dell’imputazione si inserivano in un contesto di dibattito pubblico generato dalla richiesta avanzata dal Giorgianni, nella qualità di segretario generale dell’Organizzazione mondiale della vita. 

Ha anche sottolineato, nel chiedere l’inammissibilità della querela, che le persone giuridiche, così come le associazioni, abbiano diritto a presentare querela, ad opera del legale rappresentante, solo se il reato riguarda direttamente il patrimonio o ‘interesse dell’associazione: situazione non riscontrabile nel caso in esame.  

 L’avvocato Venuto ha anche chiesto l’inammissibilità (ottenuta) della costituzione come parte civile del Giorgianni, in quanto questi si costituiva in proprio ma, contemporaneamente, fondava tutta la vicenda sulla sua qualità di segretario generale dell’Organizzazione, una sovrapposizione con consentita dalla legge. La dottoressa Polimeni ha accolto tutte le richieste avanzate dall’avvocato Venuto. 

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

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Domani all'Immacolata inaugurazione mostra



Motocross: Terzo podio in tre gare per Lorenzo Orto



Ancora sul podio l’eoliano, Lorenzo Orto. Si è classificato al terzo posto a Partanna, in quella che era la terza gara del campionato Acsi Sicilia 2026, motocross Categoria Cadetti classe 65c.c.


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Lipari. Un punto d'ascolto per il gioco d'azzardo. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 19 aprile 2026