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domenica 10 maggio 2026

Oggi, 10 maggio: San Cataldo


Non comune, ma diffuso un po' dappertutto in Italia, il nome di Cataldo è frequente particolarmente in Puglia, e soprattutto nella città di Taranto, di cui è Patrono, da tempi remoti, l'unico Santo di nome Cataldo.

Eppure Cataldo non è un Santo locale, ma un Santo irlandese, venerato a Taranto, dove si trova la sua tomba, in una ricchissima e bella cappella del Duomo, detta il « Capellone ». Sarebbe approdato sulla piana terra pugliese nella rada che si apre, sul lido adriatico, presso la città di Lecce, e che da allora s'intitola perciò a San Cataldo, ed è oggi celebre località balneare.

I Tarantini, orgogliosi sia del loro Cappellone, sia del loro San Cataldo, avrebbero desiderato considerarlo secondo Vescovo della loro città, se a questo desiderio non si fosse opposta una croce d'oro ritrovata nella tomba del Santo nell'anno 1094, durante la ricostruzione della chiesa distrutta dai Saraceni.

Si tratta di una di quelle croci, dette benedizionali, che venivano infisse a un bastoncino e impugnate anticamente dai Vescovi con la sinistra, mentre con la mano destra benedicevano i fedeli.
Sulla croce ritrovata nella tomba di Taranto era scritto: Cataldus Rachau, cioè Cataldo Vescovo di Rachau. Da un attento esame dell'incisione, gli studiosi hanno potuto stabilire che la scritta risale al VII secolo.
E’ stato così possibile ricostruire la personalità di questo Santo, nato al principio del secolo in Irlanda. Allievo e poi maestro nel celebre monastero di Lismore, fondato da San Cartago, egli sarebbe poi giunto all'episcopato in modo insolito, cioè con la morte del Duca dei Desii, il quale lo aveva accusato di stregoneria, a causa dei suoi miracoli.
Dopo aver retto santamente il vescovado, Cataldo si sarebbe imbarcato, verso il 666, per un viaggio in Terrasanta. All'andata o al ritorno, approdato o naufragato sulla costa salentina, si sarebbe recato a Taranto, dove i cittadini lo vollero porre sulla cattedra vescovile vacante. Morto nel 685, venne sepolto sotto l'impiantito della cattedrale dove il suo corpo fu rinvenuto e chiaramente identificato, come abbiamo detto, nel 1094. Della sua santità fecero fede innumerevoli miracoli, che diffusero prima in Puglia, poi in tutta Italia, la devozione per il Vescovo irlandese, al cui nome s'intitolarono cappelle e chiese, località e paesi, dalla costa del mare al crinale dei monti. Insieme alla sua fama, al suo culto e al suo nome, si diffusero anche i proverbi sul suo conto. Uno di questi, legato alla sua festa celebrata in maggio, dice: « Quando è il giorno di San Cataldo, passa il freddo e viene il caldo ».


 

Eolienews ricorda...Albertina Portelli ved. Giampino

 


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.

Le Eolie nelle stampe d' epoca (60° Puntata): Strombolicchio


 

La Parola - Video - commento al Vangelo di domenica 10 maggio 2026


 

A Canneto: Residence La Villetta


Un sano relax e una stupenda vacanza nella quiete di Canneto, a soli 50 metri dal mare
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Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

sabato 9 maggio 2026

Per la Festa della Mamma appuntamento nelle Eolie con l'Azalea della ricerca. Il programma


Le volontarie della Fondazione Airc Lipari-isole Eolie vi aspettano dalle ore 08:00 alle 13:30 : Lipari centro sagrato Chiesa del Pozzo ; a Canneto sagrato della Basilica di San Cristoforo.

Vi aspettano, inoltre, a Vulcano, Panarea e Stromboli.

Si ringraziano Padre Bartolo Saltalamacchia e Padre Alex che hanno concesso l'uso dei sagrato.


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Stromboli, la magia del flusso lavico che si consegna al mare


 

Triangolare a Milazzo per i Pulcini della Ludica Lipari (4 foto)

 




Dopo il Pulcino d’oro, altro impegno per i Pulcini della Ludica Lipari. Oggi a Milazzo hanno affrontato la Folgore e la Gi.Fra. Milazzo

Per i Pulcini della Ludica due vittorie un pareggio ed una sconfitta

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (94° puntata: Quando si lavavano le botti a Calandra (Canneto) Anno 1968 )

Da notare l'ampiezza della spiaggia.

 


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Eolienews ricorda... Domenico Castrogiovanni



 La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

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Brand Eolie accende la destagionalizzazione: tre giorni tra gusto, cultura e futuro. Imprenditori e stampa internazionale per il rilancio delle isole

 Tre giorni per far scoprire o riscoprire la bellezza e le potenzialità economiche e turistiche delle Isole Eolie.

È l'obiettivo degli imprenditori coordinati da Brand Eolie, che hanno deciso di unire le forze per concretizzare il concetto di destagionalizzazione, sostenendo i giovani che credono in questo progetto e che vogliono costruirsi un futuro dove hanno le proprie radici. 

A dare voce a Brand Eolie una quarantina di testate giornalistiche, la metà delle quali internazionali, che tra il 15 e il 17 maggio si muoveranno tra Lipari, Vulcano e Salina per raccontare un percorso enogastronomico e culturale unico al mondo. 

Tre giorni, quindi, tre percorsi e, soprattutto, tre eventi serali in luoghi esclusivi. . Si inizia venerdì sera, con la cena di gala al ristorante da Filippino. Sabato sera, invece, la conclusione della giornata è prevista al ristorante Panorama. Gran finale, domenica 17 maggio, al ristorante La Chimera. 

Le tre cene non saranno solo un momento conviviale al termine di importanti appuntamenti con le eccellenze locali ma, grazie alla presenza di chef di altissimo livello e pasticceri rinomati, ognuno dei quali illustrerà una portata dei menu proposti, un vero e proprio itinerario nel gusto, nella storia e nelle tradizioni delle Isole Eolie. 

Lipari, 9 maggio 2026

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Marco Torre, Giusy Giardina, Carlo Aguglia, Santino Belmuda, Andrea Cortese, Monica Blasi, India Bongiorno, Sarni Teresa



Eolienews ricorda la tragedia del Santamarina e i caduti in quel 9 maggio 1943


 Per leggere un articolo dello storico La Greca cliccare su questo link Per leggere l'articolo cliccare sul link

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Si confezionano e si vendono coffe siciliane. Per informazioni contattare su instagram Katia Antonia Scolaro

Oggi, 9 maggio: Sant'Isaia

Isaia, profeta ebreo, nacque attorno all’anno 765 a.c dal padre Amoz e visse in un periodo di forti tensioni dal punto di vista sociale e politico, sotto minaccia di un’invasione assira in Israele.

Nel 740 a.C., anno in cui morì il re Ozio, Isaia ebbe nel tempio di Gerusalemme una visione nella quale il Signore lo inviava ad annunciare al popolo la rovina di Israele. Sacerdote della tribù di Levi, Isaia è uno dei cinque più importanti profeti di cui si parla nella Bibbia. Ciò che di importante si può dire circa la vita del profeta Isaia è che, differentemente da quanto accada per altri profeti, in Isaia prevale l’aspetto poetico, politico e visionario dell’essere un profeta.

Il suo peso politico, in maniera particolare, fece sì da renderlo un personaggio molto noto al suo tempo grazie soprattutto ai suoi continui e costanti tentativi di impedire alleanze militari, dietro il sostegno dell’unica strada possibile: la fiducia in Dio. La sua attività profetica, invece, fu quella di costante impegno nel denunziare il degrado morale diffuso tra il popolo a causa della prosperità del paese.

Del profeta Isaia si perde ogni traccia attorno al 700 a.C. e secondo quanto detto dalla tradizione ebraica fu molto probabilmente arrestato e successivamente condannato a morte sotto Manasse. I vangeli apocrifi, diversamente, ritengono che venne torturato e che il suo corpo venne squarciato in due parti.

MARTIROLOGIO ROMANO. Commemorazione di sant’Isaia, profeta, che, nei giorni di Ozia, Iotam, Acaz ed Ezechia, re di Giuda, fu mandato a rivelare al popolo infedele e peccatore la fedeltà e la salvezza del Signore a compimento della promessa fatta da Dio a Davide. Presso i Giudei si tramanda che sia morto martire sotto il re Manasse.

Lettere in redazione: “Io non posso entrare e uscire con la mia bicicletta e raggiungere casa mia?”

Riceviamo e pubblichiamo questa segnalazione e sul divieto di transito nel Vico Dott. Giuseppe Di Perri, a Canneto


Una bambina davanti al vicolo di casa. Un cartello di divieto di transito. Una domanda semplice, ma pesante: “Io non posso entrare e uscire con la mia bicicletta e raggiungere casa mia?” 
È questa l’immagine che racconta quanto sta accadendo nel Vico Dott. Giuseppe Di Perri, a Canneto, dove con ordinanza comunale n. 105 del 15 aprile 2026 è stato disposto un divieto di transito che rischia di incidere direttamente sulla vita quotidiana di una famiglia e, soprattutto, su quella di una bambina. 

Quando si adotta un provvedimento che riguarda un vicolo abitato, non si interviene su uno spazio vuoto. Si interviene su un luogo di vita: ci sono case, ingressi, famiglie, bambini, abitudini quotidiane e necessità concrete. 

E allora la domanda diventa inevitabile: i bambini sono stati considerati? 

Prima di adottare un divieto così incisivo, l’Amministrazione ha valutato che in quel vicolo vivono o transitano minori? Ha considerato che una bambina possa avere bisogno di entrare e uscire con la propria bicicletta per raggiungere casa? Ha valutato l’impatto del provvedimento sulla vita quotidiana di una famiglia? Ha previsto deroghe, chiarimenti o soluzioni che tutelino chi deve semplicemente accedere alla propria abitazione? 

La sicurezza dei pedoni è certamente importante e nessuno la mette in discussione. Ma la sicurezza non può essere usata in modo astratto, senza considerare le persone reali che vivono quel luogo. E tra queste persone ci sono anche i bambini.

Un provvedimento pensato per tutelare il passaggio pedonale dovrebbe prima di tutto garantire che una bambina possa muoversi in modo sereno e sicuro nel vicolo di casa propria. Invece, per come appare formulato, il divieto rischia di creare incertezza proprio su questo: una bambina può o non può entrare e uscire con la bicicletta per raggiungere casa? 

La questione non riguarda il voler trasformare un vicolo in una strada trafficata. Al contrario: chi abita lì ha sempre cercato di usare attenzione e rispetto, evitando rumori, disagi e comportamenti invasivi. I motorini, quando presenti, non vengono utilizzati abitualmente nel vicolo e, se devono essere spostati, vengono condotti a mano proprio per non arrecare disturbo. 

Il punto vero è un altro: un divieto così generico può arrivare a rendere incerto persino l’accesso ordinario di una bambina alla propria casa? 

Può una minore trovarsi davanti a un cartello e non sapere se può passare con la sua bicicletta? Può una famiglia sentirsi limitata nell’accompagnare una bambina dentro e fuori dal vicolo di casa? Può un provvedimento incidere sulla quotidianità dei bambini senza chiarire in modo preciso quali siano le eccezioni e quali diritti restino garantiti? 

Il divieto appare ancora più difficile da comprendere perché riguarda proprio questo vicolo.

E allora la domanda resta: perché qui sì e negli altri vicoli no? 

Se il problema è la sicurezza pedonale nei vicoli stretti, perché il provvedimento è stato adottato solo in questo punto e non anche in altri vicoli con caratteristiche simili? Sono state fatte verifiche anche altrove? Sono stati valutati gli accessi, le abitazioni, le famiglie, i bambini, i residenti, i frontisti e le persone che quel vicolo lo attraversano per raggiungere casa? 

Un divieto di transito non è un semplice cartello. È un provvedimento che può cambiare concretamente la vita delle persone. Prima di adottarlo, l’Amministrazione dovrebbe verificare non solo le caratteristiche tecniche di una strada, ma anche chi quella strada la usa, perché la usa e quali conseguenze subisce. 

Nel vicolo ci sono case. Ci sono ingressi. Ci sono famiglie. E c’è una bambina che vorrebbe semplicemente poter entrare e uscire con la sua bicicletta e raggiungere casa propria. 

I bambini dovrebbero essere tutelati, ascoltati e protetti nelle loro esigenze quotidiane. Non dovrebbero diventare gli effetti collaterali di un provvedimento poco chiaro. 

La sicurezza dei pedoni è importante. Ma anche il diritto di una bambina a raggiungere serenamente casa propria merita rispetto. 

Per questo l’immagine di una bambina davanti a un cartello non è solo una fotografia. È una domanda rivolta all’Amministrazione: “Io non posso entrare e uscire con la mia bicicletta e raggiungere casa mia?” 

E soprattutto: chi ha pensato ai bambini prima di mettere quel divieto?

Diritti in Comune. Nuovo appuntamento lunedì 11 maggio

 

💥LUNEDI' 11 MAGGIO 💥
un altro appuntamento importante per dare voce ai più piccoli, e parlare con loro dei loro diritti 👫👫👫
🔵Insieme al Sindaco e all'Assessore alle politiche sociali, alle Dirigenti Scolastiche che tanto hanno voluto questo incontro, alle insegnanti di educazione civica e alle ragazze e i ragazzi del Servizio civile, avremo il piacere di collegarci per un saluto con il Presidente nazionale di UNICEF Italia

Eolienews ricorda...Umberto Saltalamacchia e Maria Miranda

 


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