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domenica 14 giugno 2026
A Canneto: Residence Mistral
Oggi, 14 giugno: Sant'Eliseo
La fonte per ricostruirne la vita è il ciclo di Eliseo» che include anche narrazioni relative alle guerre di Israele contro Damasco e Moab e notizie sui contemporanei re di Giuda. Il ciclo è costituito da racconti popolari simili ai «Fioretti di S. Francesco», collegati tra loro da criteri associativi esteri ai contenuti e alla cronologia quali somiglianze di parole, di personaggi, di luoghi, più interessati a esprimere la venerazione dei discepoli verso il maestro padre che non alla storicità dei fatti. Eliseo esercita il ministero profetico nella seconda metà del X sec., nel regno del Nord, vicino a Galgala, senza un vincolo stretto con un santuario, mentre segnano Joram, Jeu, oacaz e Joas: è in rapporto con i «figli dei profeti», legati da una vita comunitaria, in gran parte celibi, di basso livello economico.
La sua attività si svolge nella seconda metà del secolo a.C. Il ciclo narrativo che lo riguarda è trasmesso dalla Bibbia nel Secondo libro dei Re. Inizia il suo ministero divenendo discepolo del profeta Elia, al quale chiede i due terzi del suo spirito, cioè la parte del figlio maggiore. Elia acconsente e gli getta addosso il proprio mantello; Eliseo può allora dividere
le acque del fiume Giordano, gesto simbolico che significa fedeltà al carisma ricevuto e promessa di salvezza annunciata dal suo stesso nome che significa «Dio è mia salvezza».
Il suo insegnamento è trasmesso attraverso il racconto di una decina dì miracoli. Il primo riguarda una povera vedova indebitata cui i creditori minacciano di portare via i figli. Il profeta prima esorta la vedova a chiedere in prestito molti vasi, poi moltiplica l'olio e invita la donna a riempirli tutti con l'unico orcio che ha in casa.
II secondo miracolo riguarda una facoltosa donna di Sunem, che si mostra generosa verso il profeta. Viene guarita dalla sterilità e partorisce un figlio. II bambino, divenuto ragazzo, improvvisamente si ammala e muore. II profeta lo richiama in vita e lo restituisce alla mamma.
Il terzo miracolo racconta della guarigione di un famoso generale siro di nome Naamàn, ammalatosi di lebbra. Avendo sentito parlare delle virtù taumaturgiche del profeta, egli si mise in viaggio e raggiunse Eliseo, ma il profeta gli mandò a dire di andare a bagnarsi nel fiume Giordano. Dapprima indispettito, Naamàn eseguì l'ordine ed ecco che il suo corpo tornò perfettamente guarito.
I miracoli di Eliseo rivelano la vicinanza e la benedizione di Dio verso tutte le persone giuste, a qualunque popolo appartengano.
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sabato 13 giugno 2026
Da Capo Peloro e San Vito Lo Capo a Stromboli: il cielo delle Eolie si riempie di aquiloni
STROMBOLI, 13 giugno 2026 – Ha preso ufficialmente il via oggi sulla spiaggia di Ficogrande la prima edizione della Festa degli Aquiloni di Stromboli, la manifestazione promossa dalla Pro Loco Amo Stromboli, con la collaborazione della Pro Loco Capo Peloro, che porterà sull'isola uno spettacolo di colori e creatività.
La giornata inaugurale si è aperta con l'arrivo degli aquilonisti, l'accoglienza dei partecipanti e l'avvio delle attività organizzative. Nel corso del pomeriggio si svolgono il briefing di apertura e la presentazione ufficiale del programma ed avranno inizio i laboratori per i più piccoli.
Già dalle prime ore della manifestazione si sono alzati in volo alcuni degli aquiloni protagonisti dei Festival Internazionali degli Aquiloni di Capo Peloro e San Vito Lo Capo, portando anche a Stromboli colori, fantasia e spettacolo in una cornice unica, tra il mare e il vulcano più attivo d'Europa.
La giornata di domani, domenica 14 giugno, sarà dedicata alle famiglie e ancora ai più piccoli con i laboratori didattici organizzati dalle due Pro Loco, la presentazione del Gruppo Eolo di Gubbio e dei Millepiedi di Foligno, tra le realtà più conosciute e apprezzate nel panorama italiano dell'aquilonismo, oltre a numerose attività dedicate alla scoperta dell'arte del volo.
A spiegare il significato dell'iniziativa è Lilly Amendola, componente del direttivo della Pro Loco Amo Stromboli e tra le promotrici dell'evento:
"Stromboli, come le altre isole sorelle, è legatissima a Eolo. Abbiamo sperato nel vento e nel sole e siamo stati ripagati. Per noi saranno due giorni di colori, vento e spettacolo sul mare. Sarà la festa del dono, perché il nostro obiettivo è regalare leggerezza e spensieratezza e, attraverso i laboratori, trasmettere la voglia di osservare e ammirare quella libertà che si può provare lasciandosi cullare dal soffio del vento. Una festa profondamente ecosostenibile che vedrà grandi e, soprattutto, i piccoli gioielli dell'isola – i nostri bambini – collaborare con professionisti e apprendisti di quella che considero l'arte più gioiosa che esista. Volevamo sognare... oggi quel sogno è diventato realtà. Desidero inoltre rivolgere un pensiero speciale e un sincero ringraziamento alla presidente della Pro Loco Amo Stromboli, Rosa Oliva, che ha fortemente creduto in questo progetto e ne ha reso possibile la realizzazione. Da Stromboli le mandiamo un caloroso saluto e l'abbraccio di tutta la manifestazione, pur non potendo essere oggi presente per motivi personali. Il motto della Festa? Vulamu autu!"
Anche gli organizzatori dei Festival Internazionali degli Aquiloni di San Vito Lo Capo e Capo Peloro, Ignazio Billera e Nello Cutugno, quest'ultimo in rappresentanza della Pro Loco Capo Peloro, hanno voluto esprimere il proprio entusiasmo per l'iniziativa.
"Quando Rosa e i ragazzi della Pro Loco Amo Stromboli ci hanno invitato a partecipare a questa avventura abbiamo accettato senza alcun dubbio. Essere oggi a Stromboli, insieme agli amici del Gruppo Eolo di Gubbio e dei Millepiedi di Foligno, è motivo di grande gioia e di grande emozione. Vedere gli aquiloni volare tra il mare e il vulcano è qualcosa di straordinario."
Poi, quasi all'unisono e con lo sguardo rivolto a “Struognoli ” ed al cielo di Ficogrande, sintetizzano lo spirito della manifestazione con due semplici parole: "Vulamu autu!"
L'iniziativa rappresenta un'importante occasione di promozione culturale e turistica per Stromboli e per l'intero arcipelago eoliano, valorizzando il territorio attraverso un evento sostenibile, inclusivo e capace di coinvolgere residenti e visitatori di tutte le età, organizzato nel massimo rispetto dell'ambiente, del mare e del patrimonio naturalistico che rende unica l'isola di Stromboli.
Il programma proseguirà domani a partire dalle ore 9.00 presso il campo di volo di Ficogrande, con laboratori, dimostrazioni e momenti di condivisione che culmineranno alle ore 19:00 con il grande volo collettivo finale degli aquiloni.
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Inaugurati i parcheggi di interscambio a Canneto e Lipari - Cappuccini. Biancheri: "Ma davvero dovremmo essere contenti e soddisfatti ?"
Sabato caratterizzato dall’inaugurazione di due nuovi parcheggi di interscambio realizzati nella frazione di Canneto - Calandra e a Lipari centro.
All’inaugurazione delle due strutture ha presenziato il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo.
Le due opere sono state realizzate con l’obiettivo di migliorare l’organizzazione della mobilità urbana, favorendo l’interscambio tra i diversi mezzi di trasporto e contribuendo alla riduzione del traffico veicolare nei centri abitati.
A seguire i link attraverso i quali visualizzare le ordinanze, del dirigente Francesco Cataliotti, che regolamentano i due parcheggi
Cappuccini https://servizi.comune.lipari.me.it/mc/mc_p_dettaglio.php?id_pubbl=51492
Canneto - Calandra https://servizi.comune.lipari.me.it/mc/mc_p_dettaglio.php?id_pubbl=51519
A proposito dei due parcheggi ci scrive il dottor Alfredo Biancheri:
Gentile Direttore ,
ma davvero dovremmo essere contenti e soddisfatti per la ristrutturazione di questi due parcheggi pubblici, quello di Calandra a Canneto e quello dei Cappuccini a Lipari? Si certo, ora abbiamo due strutture più moderne, belle a vedersi e, speriamo , anche funzionali. Ma era questo di cui avevamo bisogno nella nostra Isola vista la cronica carenza di posti macchina per la sosta? E’ forse aumentato , il numero dei posti macchina per la sosta ? Sicuramente no! Forse è anche diminuito.
Ed allora mi chiedo ,da semplice cittadino: non sarebbe stato meglio utilizzare queste risorse pubbliche per costruire qualche nuovo parcheggio, magari a Canneto, dove soprattutto in estate la sosta regolare per turisti è residenti e’ un dramma? Sicuramente si sarebbero potuti realizzare più posti auto per una sosta regolamentare.
Probabilmente però era più facile spendere i soldi in questo modo. Forse qualcuno aveva bisogno di piantare una “ bandierina” in un percorso amministrativo che sta giungendo alla conclusione, e che verrà tra non molto giudicato dagli elettori se è stato positivo o negativo.
Così funziona in democrazia, o almeno dovrebbe.
Alfredo Biancheri
Anastasia Tiziana ha vinto, studierà in prima media a Filicudi. Da Ansa box: pezzo del direttore Sarpi
Trovata soluzione per corso su isola. Madre della scolara raggiante, grazie a tutti
(Ansa)“A Filicudi ha vinto il diritto allo studio”. Con questa frase genitori, docenti ed alunni hanno accolto la notizia che Anastasia Tiziana, 10 anni, potrà il prossimo anno scolastico frequentare la prima media nella sua isola, dopo la soluzione trovata dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Isole Eolie, Patrizia Muscolino.
La notizia, arrivata proprio mentre nella piccola scuola isolana si stava festeggiando la fine dell’anno scolastico, chiude una vicenda che si trascinava da diversi mesi, tra richieste, da parte della mamma della bambina Linda dell’apertura di un Corso preparazione esami sull’isola, spiragli e dinieghi.
Una vicenda che ha avuto il suo apice lo scorso fine maggio quando la scolara ha scritto un’accorata lettera alla Presidente del consiglio Giorgia Meloni dove evidenziava la sua preoccupazione, mista a tristezza, per la prospettiva di dover abbandonare l’isola e continuare gli studi altrove, in assenza del Corso sull’isola.
“Ho chiesto – aveva scritto - assieme alla mia mamma, che venga riavviato, per me e per gli alunni che verranno nei prossimi anni. Ci è stato detto che non si possono inviare 8 docenti sull' isola, per una sola alunna. Ma loro non sanno che qui il Corso di preparazione agli esami è sempre andato avanti con due soli docenti. Presidente, io non voglio andarmene. Voglio restare con i miei nonni, nella mia isola, con i miei amici e con mia madre che qui lavora. Ho solo 10 anni e chiedo di avere le stesse opportunità date agli altri bambini".
Il lieto fine di questa vicenda, oltre che dalle dirette interessate, è stata accolta con grande gioia nell’isola eoliana anche perché 'apre una porta' per situazioni analoghe che si verificheranno nei prossimi anni quando altri scolari saranno chiamati a compiere il salto dalle elementari alla scuola media: due a conclusione dell’anno scolastico 2026/27. Raggiante e consapevole di aver centrato un importante obiettivo per il futuro didattico della sua bambina è mamma Linda: “Io e Anastasia Tiziana ringraziamo quanti, a vari livelli, si sono impegnati affinché venisse trovata una giusta soluzione, garantendo il diritto allo studio senza doversi sobbarcare trasferimenti che avrebbero pesato su di noi”. (ANSA)
Da studente a docente del Conti...il bel percorso del giovane liparese Bartolo Fonti
Scrive Bartolo sul suo profilo fb: "Con tanta felicità posso finalmente dire ufficialmente di essere un docente di ruolo a tempo indeterminato dell’IIS “Isa Conti Eller Vainicher”.
Eolienews ricorda Alfonsino Aiello
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento
A Canneto: Residence La Villetta


Oggi, 13 giugno: Sant'Antonio da Padova
Sentendosi portato alla solitudine, il Santo pensò presto di ritirarsi in un convento e scelse i Canonici Regolari di S. Agostino. Quivi si diede con tale fervore alla mortificazione della carne, alla ritiratezza e ad un silenzio operoso, da divenire uno specchio per i suoi confratelli.
Ma le sue brame non erano ancora pienamente appagate: il Santo desiderava di ricevere il martirio, se cosi fosse piaciuto al Signore; e a questo scopo, abbandonato il convento di S. Croce, si ritirò tra i Frati Minori ai quali erano permesse le Missioni.
Ma chi può scrutare i disegni altissimi dell'Onnipotente? Antonio, appena giunto in terra di Missione, è assalito da una malattia tale che lo costringe alla più assoluta inazione, e lo inchioda inesorabilmente in un letto, tanto che è costretto al ritorno. Si imbarca allora per ritornare in Portogallo, ma la nave, sbattuta da violenta tempesta, dopo una fortunosa navigazione, viene a sfasciarsi contro il litorale della Sicilia.
Soccorso da alcuni pescatori, viene trasportato a braccia al più vicino convento. Antonio adora la volontà di Dio, ed appena è in grado di camminare si reca ad Assisi. Quivi ebbe la grazia di vedere il suo caro padre S. Francesco, e di assistere al capitolo delle stuoie. Ma in questa circostanza il nostro Santo non parlò, nè fu notato. Dopo l'umiliazione però la Provvidenza, in modo inaspettato, gli apriva la via della predicazione.
Fu una rivelazione: in poco tempo divenne celebre e dovette passare a Montpellier, a Tolosa, a Bologna, a Rimini e a Padova. Nella quaresima che tenne in quest'ultima città, i frutti della grazia divina furono copiosissimi: riconciliò nemici, ridusse i dissoluti a vita migliore, persuase gli usurai alla restituzione. La sua parola era come un dardo che trapassava i cuori e li infiammava d'amore alla virtù.
Il Signore confermava la santità del Santo con numerosissimi miracoli.
Conoscendo per rivelazione che suo padre era accusato ingiustamente della morte di un nobile, pregò Dio e si trovò miracolosamente a Lisbona accanto al padre. Quivi richiamò a vita l'ucciso che indicò Pomici_da: suo padre fu salvo.
Sentendosi vicino al termine della vita ottenne il permesso di ritirarsi nel romitorio di Camposampiero; ,qui passò i suoi ultimi giorni nella contemplazione e nell'esercizio sempre più puro dell'amor di Dio. Morì ad Arcella, presso Padova, il 13 giugno del 1231 a 36 anni di età.
Dopo la sua morte i fanciulli di Padova e dei dintorni andavano gridando: «È morto il Santo, è morto il Santo ». Ed era veramente morto un santo ed un grande santo, che lasciò tracce indelebili di ogni virtù.






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