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lunedì 28 settembre 2026
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Uomo perde la vita nel mare di Filicudi
Un uomo, un turista polacco, che si trovava a bordo di un catamarano turistico ha perso la vita nel mare di Filicudi : potrebbe essere stato colto da malore.
La salma dello sfortunato sta per essere trasferita all'obitorio del cimitero di Lipari in attesa delle determinazioni dell'autorità giudiziaria.
Filicudi e i totem di ricarica ambulanza e di auto elettriche che non funzionano (Comitato civico "Occhio vigile su Filicudi")
FILICUDI: TOTEM A “RICARICA LENTA”…
LETTERA APERTA AL SINDACO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, ALLA GIUNTA E AI CONSIGLIERI COMUNALI DI LIPARIDal 2005 ad oggi cambiano i progetti, cambiano le amministrazioni, ma i totem restano. E le risposte?Lettera aperta al Comune di Lipari e, per conoscenza, agli organi di informazioneIL PARADOSSO DI FILICUDIImmaginiamo un turista che arriva a Filicudi con un’auto elettrica.«Scusi, dove posso ricaricare l’auto?»E il filicudaro:«Lì c’è il totem.»«E funziona?»«Questo è un altro progetto.»Una battuta, certamente.Ma dietro questa battuta c’è una domanda molto seria:QUANTI SOLDI PUBBLICI SONO STATI INVESTITI NEGLI ANNI E QUALE SERVIZIO CONCRETO HANNO PRODOTTO?A Filicudi la storia delle infrastrutture per la ricarica elettrica non nasce oggi.Dal 2005 ad oggi si sono susseguiti diversi interventi e progetti: inizialmente attraverso un progetto regionale e, successivamente, con nuovi interventi realizzati nell’ambito di programmi finanziati dal Ministero dell’Ambiente.Cambiano i progetti, Cambiano le amministrazioni, Cambiano i finanziamenti.Ma i totem rimangono.E tutti, ancora oggi, installati ma non utilizzabili.E LE RISPOSTE?Nel corso degli anni sono state presentate varie istanze e richieste di chiarimento al Comune di Lipari, ma a queste richieste non è seguita una nessuna risposta.È COSÌ DIFFICILE DIRE QUANTO È STATO SPESO, DA CHI, PER COSA E CON QUALE RISULTATO? Stiamo parlando di infrastrutture pubbliche realizzate con risorse pubbliche, su un’isola dove ogni euro investito dovrebbe essere verificabile e ogni opera dovrebbe essere concretamente utilizzabile dalla comunità.Per questo chiediamo al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, alla Giunta e a tutti i Consiglieri comunali di contribuire a fare finalmente chiarezza.Chiediamo trasparenza , chiediamo che il Comune indichi, il responsabile del procedimento o l’ufficio competente e lo stato amministrativo e tecnico aggiornato.DOPO VENT’ANNI, CREDIAMO SIA ARRIVATO IL MOMENTO DI FARE IL BILANCIONon il bilancio economico di un singolo progetto.Il bilancio di vent’anni di progetti : la domanda da cittadino è :qual è stato il beneficio prodotto dall’investimento pubblico?Filicudi non ha bisogno di altri totem simbolici.Ha bisogno di servizi funzionanti, manutenzione, efficienza e trasparenza.E soprattutto ha bisogno che alle domande dei cittadini venga data una risposta.SINDACO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIUNTA E CONSIGLIERI: VI CHIEDIAMO UNA RISPOSTA PUBBLICA.ACCENDIAMO ANCHE LA TRASPARENZA.Comitato Civico “Occhio vigile su Filicudi”Coordinamento: Beatrice Bonica, Gabriella Federico
Villa Diana è in Via Edwin Hunziker (ex via Tufo) n°1
98055 LIPARI (ME) - Tel. e Fax: 0909811403 www.villadiana.com - www.edwinhunziker.it
email: info@villadiana.com - PEC: villadianalipari@pec.it
Tanti auguri!
Buon compleanno a Anna Castrogiovanni, Melania Minciullo, Sabrina Currò, Fabrizio Falconieri, Giuseppe Sarpi, Gaetano Accetta, Nino Germanà, Virginia Caruso, Catena Fichera, Giuseppe Giardina, Gabriele Famularo, Donatella Coppolino, Stella Amico, Rosaria Traviglia.
Ordinanza sui cani a Leni. Conti, Biviano, Garofalo: "La quiete nasce dal benessere del cane non dalle sanzioni"
con la presente desideriamo sottoporre alla Sua attenzione alcune considerazioni in merito all'ordinanza recentemente adottata dall'Amministrazione comunale, con particolare riferimento alle disposizioni concernenti l'abbaio dei cani nelle ore notturne e alle sanzioni previste, che possono arrivare fino a 20.000 euro.
Premesso che nessuno di noi intende mettere in discussione il legittimo e sacrosanto diritto dei cittadini alla quiete, al riposo e alla serenità, riteniamo tuttavia doveroso evidenziare come una sanzione di tale entità, applicata senza un'adeguata valutazione delle circostanze concrete, possa determinare conseguenze potenzialmente molto problematiche.
Il cane, infatti, non è un dispositivo che può essere semplicemente "spento" quando produce rumore. L'abbaio è una forma naturale di comunicazione, connaturata alla sua specie, e può essere determinato da molteplici fattori: paura, stress, solitudine, dolore, disagio, presenza di altri animali o persone, o una situazione di pericolo o intrusione nella proprietà. Come per il pianto di un bambino, non si tratta di un fenomeno sempre immediatamente controllabile.
È proprio questo l'aspetto che maggiormente ci preoccupa. Di fronte alla prospettiva di una multa così elevata, esiste il rischio concreto che alcuni proprietari, per puro timore, ricorrano a forme di contenimento improprie: cani rinchiusi per ore in sgabuzzini, isolati, legati a catena in condizioni precarie, fino alla sedazione farmacologica o, nei casi estremi, all'abbandono.
Si tratta di un rischio indiretto ma reale, che riteniamo doveroso prevenire. Tali condotte, oltre ad essere eticamente inaccettabili, hanno rilevanza penale. Sarebbe paradossale che una disposizione volta a tutelare la quiete favorisse indirettamente comportamenti che l'ordinamento considera ben più gravi. Cosa dovrebbe fare un proprietario per impedire al cane di abbaiare?
Riteniamo che l'abbaio persistente possa certamente costituire un disturbo, ma possa anche essere un importante segnale di disagio dell'animale. In tali casi, la sola repressione dell'effetto rischia di essere insufficiente e controproducente. Sarebbe più utile e responsabile prevedere, prima dell'applicazione di sanzioni così gravose, un accertamento concreto della situazione e, ove necessario, il coinvolgimento dei servizi veterinari e di professionisti qualificati in comportamento animale, al fine di intervenire sulle cause.
In questa prospettiva, ci permettiamo di osservare che sarebbe stato più urgente e opportuno occuparsi del benessere animale a 360 gradi. Ancora oggi, sulle nostre isole, moltissimi animali sono tenuti a catena o in condizioni igieniche e di vita pessime. Vi sono situazioni sotto gli occhi di tutti, come quella delle capre di Stromboli lasciate per giorni chiuse in un camion, senza cibo né acqua, nelle loro stesse deiezioni. Crediamo siano queste le priorità di cui un'Amministrazione debba farsi carico.
Vi è infine una questione di coerenza applicativa: se il disturbo deriva dall'abbaio in quanto tale, come si applica il principio quando a vagare liberi e ad abbaiare sono cani randagi o privi di proprietario identificabile? In quel caso paga il Comune? Ciò evidenzia come il fenomeno non possa essere affrontato esclusivamente in chiave sanzionatoria.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo rispettosamente all'Amministrazione comunale di Leni di voler riesaminare le disposizioni dell'ordinanza, valutando l'introduzione di:
1. criteri di accertamento chiari, oggettivi e verificabili, che distinguano il normale comportamento da situazioni realmente e persistentemente moleste;
2. gradualità e proporzionalità degli interventi, affinché una problematica di convivenza non si trasformi in fonte di sofferenza per gli animali;
3. strumenti di prevenzione e supporto per i proprietari, favorendo ove necessario il ricorso a figure professionali competenti per risolvere il problema alla sua origine.
Siamo convinti che un'Amministrazione attenta alle esigenze della propria comunità possa e debba trovare un punto di equilibrio tra il diritto dei cittadini alla quiete e il dovere di garantire il rispetto e il benessere degli animali, senza che la tutela di un diritto avvenga a discapito dell'altro.
Confidando nella Sua attenzione e sensibilità, restiamo in attesa di un cortese riscontro e porgiamo distinti saluti.
Danilo Conti
Sandro Biviano
Sara Garofalo
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LN GARDEN - Rivenditore ufficiale "Il giardino delle meraviglie"
LN Garden è un'attività commerciale presente a Lipari, operante nel settore floreale e che si occupa di decorazioni floreali personalizzate, allestimenti per cerimonia e bouquet da sposa.
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Eolienews ricorda Tilak
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca: Diciassette settembre 2006, muore il giudice Edward Re
Muore Edward Re
Il 17 settembre del 2006 è morto a Brooklyn all’età di 85 anni il giudice Edward Domenico Re. Con lui scompare una delle figure italoamericane più prestigiose del sistema giudiziario americano. Gli furono affidati incarichi prestigiosi da ben tre presidenti degli Stati Uniti.
In una intervista ad "America Oggi" gli fu chiesto in quale modo gli sarebbe piaciuto essere ricordato, rispose: “Come un italiano che è arrivato qui a sette anni e che con il sudore degli studi e del lavoro è riuscito a fare qualcosa, a dare un buon nome ai suoi figli e ai suoi nipoti e che sarà ricordato come una persona che ha avuto il privilegio di insegnare diritto a migliaia di alunni, che ricordano ancora i valori che parlano di giustizia e del trattare tutti nella maniera giusta”.
Figlio delle isole Eolie, nato a Santa Marina Salina il 14 ottobre 1920, il giudice Re ha percorso una carriera brillante fino a diventare un esponente di spicco del sistema giudiziario americano. Un’impresa non facile la sua che riuscì a realizzare grazie al suo eccezionale impegno negli studi. Si laureò con lode il 4 febbraio del 1943 alla St. John University, e solo pochi giorni dopo fu chiamato alle armi per indossare la divisa di semplice aviere dell’Air Force. Si congedò con il grado di colonnello. Ma subito riprese il suo lavoro di avvocato, oltre che a dedicarsi a scrivere libri giuridici che ancora oggi rappresentano la “bibbia” per studenti e studiosi nordamericani. È autore - tra gli altri - di un testo sul diritto internazionale e confische di capitali esteri che non sfuggì all’attenzione dell’allora presidente John Kennedy. Impegnato nell’incarico federale al Board of Higher Education di New York, il giudice Re venne chiamato nel 1961 dal presidente Kennedy a ricoprire l’incarico di Chairman of Foreign Claims Settlement degli Stati Uniti. Dal presidente Johnson venne chiamato a ricoprire la carica di assistente Segretario di Stato per gli affari culturali ed educativi, mentre in riconoscimento di quanto da lui fatto nelle cariche pubbliche, sempre Johnson, lo nominò giudice federale, carica che l’italoamericano mantenne per molti anni, senza mai fermarsi nella pubblicazione di numerosissimi testi di materia giuridica.
Il presidente Jimmy Carter lo nominò primo giudice capo presso la Corte Internazionale di Commercio degli Usa, mentre il giudice Re continuava a collezionare numerosi premi, tra i quali il “Distinguished Service Award of the U.S. junior Chamber of Commerce” ottenuto nel 1957, il “St. Thomas More Award” dalla University of San Francisco nel 1987 e l’Award della St. John University nel 2003.
Anche l’Italia non ha mai dimenticato il suo figlio illustre di Santa Marina Salina. Nel 1986 il presidente della Repubblica gli conferì l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, oltre ad aver ricevuto numerosi attestati dagli atenei di Roma, Bologna, Verona, Urbino e L’Aquila. Il giudice Re è stato presidente dell’Associazione internazionale dei giudici d’Italia e degli Stati Uniti. Tra i suoi studenti il giudice Re annoverava anche due ex governatori di New York: Hugh Carey e Mario Cuomo e per la sua profonda cultura giuridica nel 1961 fu nominato consigliere della Nunziatura Apostolica presso le Nazioni Unite.
Padre di dodici figli e nonno di più di venti nipoti, Edward Domenico Re non ha mai dimenticato il fascino della sua isola natale e della sua casa affacciata sul mare eoliano. Ricordava sempre a tutti quelli che l’incontravano questa meravigliosa “cartolina illustrata” che aveva fissato nella sua mente. Nel corso del 1997 e 1998 ha presieduto il Comitato d’Onore della “Settimana Eoliana di New York” del febbraio 1998.
Per approfondimenti: Le Eolie all’Onu, di Giuseppe La Greca, Centro Studi Eoliano, 2013.
Ad ottobre arriva a Lipari il Motorhome sanitario: chi può accedervi
Arriva a Lipari, dal 2 al 4 ottobre, il Motorhome sanitario, l’ambulatorio mobile che offre gratuitamente visite mediche, farmaci essenziali e supporto per la prenotazione di visite specialistiche.
Il servizio è rivolto in particolare alle persone con Isee inferiore a 10 mila euro, ai possessori di codice STP o ENI, alle persone senza fissa dimora e a quanti vengono segnalati dai servizi sociali.
Il personale del Motorhome sarà presente alla Festa dei Popoli con un banchetto informativo e resterà a Lipari anche nei due giorni successivi, per garantire l’accesso ai servizi sanitari.
L’iniziativa rientra nel Programma Nazionale Equità nella Salute, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle cure alle fasce della popolazione più fragili.
U Marmuraru di Bartolomeo Basile, artigiano in Lipari - Via Francesco Crispi (Marina Lunga)
Lavorazione di marmi, graniti, soglie, scale, rivestimenti in pietra, pulitura bocciardatura, lavori edili e cimiteriali di ogni genere.
Artista della pietra locale con la scultura come hobby.
"La natura crea, io la modello: la mia professione ed esperienza, acquisita negli anni, tramandatami prima dal nonno e, poi, da mio padre, si vede in ogni lavoro che eseguo usando mani, testa, cuore e passione.
Massima puntualità e serietà per soddisfare le vostre esigenze"
Contatti: 345 4239 640 - mail: bartolobasile74@gmail.com
IL VIDEO CON ALCUNI DEI LAVORI REALIZZATI:
Oggi, dopo 100 anni di storia, il Filippino è un ristorante moderno e funzionale, articolato in due sale interne e in una grande e rinnovata terrazza climatizzata.
L’arredamento, in legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante, con mobili d’epoca e un caldo camino.
Le specialità proposte sono prevalentemente legate alla cucina di mare, regionale, con piatti a base di pesce fresco pescato quotidianamente, unitamente a materie prime dell’isola, quali le verdure e gli oli, che ne esaltano il sapore. Il ristorante dispone inoltre di un’ottima cantina vini con una selezione che include più di 100 etichette, oltre a un’ottantina di grappe. Complessivamente offre la disponibilità di 250 coperti. E l’accoglienza e l’attenzione alle esigenze di ogni cliente sono sempre di casa: oggi come ai primi del Novecento.
Oggi, 28 settembre: San Venceslao
Ludmilla, nonna di questi due principi, volle Venceslao presso di sé, premendole educare l'erede secondo le massime del Cristianesimo. Venceslao ebbe per maestro un prete di santità e prudenza non comune, alle cui cure corrispose lodevolmente, mostrando già in tenera età il suo amore per lo studio e la virtù. Fu messo in seguito a compire gli studi in un collegio di Praga.
Era ancor giovane, quando gli morì il padre. La madre Drahomira allora prese le redini del regno. Questa pessima donna sfogò il suo odio contro il Cristianesimo, facendo atterrare le chiese, proibendo il culto pubblico e persino l'insegnamento della religione cristiana ai fanciulli. Revocò tutte le leggi emanate dal marito Uratislao in favore dei cristiani e scacciò i magistrati che non si professavano pagani. Gran numero di fedeli furono vittime di questo suo odio.
Non è a dire quanto grande fosse il dolore di Ludmilla per queste cose e quanto raddoppiasse i suoi sforzi e le sue preghiere perché Venceslao, erede al trono, un giorno ponesse termine a questi mali. E appena fu possibile, incitò Venceslao a prendere in mano le redini del governo, assicurando da parte sua protezione, preghiera e consiglio. Ma bisognava fare i conti col fratello Boleslao, educato e sostenuto dalla perfida Drahomira. Si decise di dividere il regno: la parte preponderante toccò a Boleslao e la Boemia propriamente detta rimase a Venceslao. Non contenta Drahomira volle sopprimere anche la pia Ludmilla, rea di aver educato cristianamente Venceslao. La fece infatti strangolare nel suo oratorio mentre stava in orazione. Ludmilla è venerata come martire di Boemia e la Chiesa ne celebra la solennità il 16 di settembre. Intanto scoppiò la guerra: Radislao, principe di Gurima, si portò con una potente armata negli stati del nostro santo; Venceslao. per difendersi prese anch'egli le armi. Quando i due eserciti si trovarono di fronte, Venceslao, divinamente ispirato, propose a Radislao di affidare l'esito della contesa a un duello, per impedire in tal modo spargimento di sangue innocente. Il principe di Gurima accettò, certo di vincere. Ma ecco che mentre combattevano, due Angeli si posero ai fianchi di Venceslao, dandogli la vittoria.
Lo zelo di Venceslao nel reprimere i disordini della nobiltà e difendere gli oppressi, gli attirarono molti nemici, e la stessa sua madre si mise a capo della congiura. A tradimento lo invitò nel suo palazzo, ed una notte, mentre Venceslao si recava a pregare, lo fece barbaramente trucidare. Era l'anno 936.
PRATICA. La preghiera deve essere sempre il nostro conforto, anche nelle più atroci pene.
PREGHIERA. O Dio, che per mezzo della palma del martirio trasferisti il beato Venceslao dal principato terreno alla gloria celeste, custodiscici per le sue preghiere da ogni avversità, , e concedici di gioire della sua compagnia.
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