Quanta differenza può esserci tra un’isola e l’altra nello stesso arcipelago?
A circa 40 chilometri da Salina, Alicudi si rivela una realtà assai diversa, quasi un altro modo di abitare il mondo. Lo abbiamo scoperto raggiungendola non soltanto da visitatori, ma da studenti e partecipanti a un’esperienza che ci ha invitati a guardare con occhi nuovi un luogo che, pur appartenendo alla nostra stessa realtà insulare, custodisce ritmi, storie e forme di vita tutte sue.
La partecipazione degli studenti della Scuola secondaria di primo grado di Malfa (Salina) dell’Istituto Comprensivo “Isole Eolie”, accompagnati dalla Dirigente scolastica, prof.ssa Patrizia Muscolino, dall’ingegnere e insegnante Maria Grazia Mollica e dai docenti Umberto Albanese, Emanuela Caravello e Irene Famulari, ha permesso loro di uscire dai confini consueti dell’aula e trasformare l’isola stessa in un luogo di apprendimento: uno spazio da esplorare, interrogare e comprendere, nel quale la curiosità si è fatta strumento di conoscenza e l’esperienza diretta ha dato concretezza a ciò che si studia sui libri.
L’occasione è stata offerta dalle attività del Master in Social Ecological Design dello IED di Torino, guidato dalla professoressa Francesca Gattello: un percorso di progettazione e ricerca che mette in dialogo ambiente, società, memoria e pratiche quotidiane. A incontrarsi, in questo laboratorio aperto, sono stati studenti provenienti da Paesi diversi (dagli Stati Uniti al Regno Unito, dall’India alla Colombia, dal Perù al Brasile, fino al Messico), portatori di esperienze, sensibilità e sguardi differenti. Ed è proprio da questo incontro che è nata una domanda: come possiamo conoscere davvero un luogo, prima ancora di immaginare come trasformarlo?
Per gli alunni di Salina, partecipare a un contesto di ricerca internazionale ha rappresentato anche un’importante e decisamente unica occasione di orientamento: vedere all’opera studenti e professionisti provenienti da realtà culturali e formative differenti, assistere alla costruzione di un progetto e scoprire come discipline diverse possano dialogare ha acceso in loro la capacità di intuire nuove possibilità per il proprio futuro. Nel nostro istituto l’orientamento, del resto, non consiste soltanto nell'indicare una strada: per noi significa offrire occasioni per esplorare interessi, riconoscere attitudini e comprendere quanto la conoscenza possa nascere dall'incontro tra competenze, passioni e prospettive differenti.
Non si è trattato semplicemente di osservare Alicudi, né di raccogliere informazioni da custodire in un archivio. L’obiettivo è stato imparare a leggere l’isola nella sua complessità, mettendo in relazione ciò che vediamo con ciò che spesso rimane nascosto: le conoscenze tramandate, i gesti quotidiani, le tracce lasciate da chi è venuto prima di noi. Come ha sottolineato la professoressa Gattello la progettazione, in questa prospettiva, comincia dall’ascolto e dalla capacità di riconoscere il valore di ciò che esiste già.
Uno dei momenti più intensi è stato la visione di un filmato dedicato ad Alicudi di circa cinquant’anni fa, precedente alla grande migrazione che ha trasformato profondamente la vita dell’isola. Le immagini ci hanno restituito un mondo lontano, senza bisogno di spiegazioni: volti, spazi, abitudini e frammenti di un’esistenza scandita da tempi diversi dai nostri. È stato un racconto per immagini, capace di avvicinarci a una realtà che non possiamo conoscere soltanto attraverso le parole. In quel silenzio e nel dolore di chi era costretto ad abbandonare l’arcipelago per trovare migliore fortuna abbiamo percepito anche la distanza tra il passato e il presente, tra ciò che rimane e ciò che il tempo porta inevitabilmente con sé.
La ricerca ha guardato anche al futuro. Tra le attività previste del master vi è la costruzione di un archivio condiviso delle conoscenze e delle risorse presenti sull’isola: dai sentieri ai gradini che ne disegnano i percorsi, dalle tecniche tradizionali dei muretti a secco ai saperi artigianali che rischiano di disperdersi se non vengono trasmessi. Documentare questi elementi significa riconoscerne il valore, renderli accessibili e creare una base di conoscenza alla quale possano contribuire abitanti, ricercatori e visitatori. Non un archivio distante dalla vita quotidiana, ma uno strumento vivo, capace di conservare e mettere in circolo ciò che Alicudi sa ancora insegnare. In questa direzione si muoveranno anche i futuri workshop, pensati come occasioni concrete di incontro con i materiali e le pratiche locali. Tra questi, la professoressa Gattello auspica che possa tenersi un laboratorio dedicato all’intreccio delle fibre naturali per realizzare una nassa tradizionale: un gesto antico che, attraverso l’esperienza diretta, può tornare a essere conoscenza condivisa.
Perché certe cose non si comprendono fino in fondo osservandole da lontano; occorre avvicinarsi, provare, ascoltare chi le ha imparate nel tempo.
Il progetto prevede inoltre la preparazione di un invito e di un handbook, un quaderno di documentazione che raccolga e renda accessibile il lavoro svolto durante i dieci giorni. Saranno strumenti per raccontare l’esperienza e divulgarne i risultati, ma anche per far conoscere l’attività dello IED sul territorio, favorendo nuove occasioni di collaborazione. L’intenzione è lasciare qualcosa che possa continuare a essere utile anche dopo la conclusione del percorso: una traccia concreta, aperta alla partecipazione e al confronto.
A riportarci al legame tra memoria e comunità è stata anche la visita alla Biblioteca di Alicudi e la visione del filmato “Tra cielo e mare”. In quel luogo, dove i libri diventano presenze e testimonianze, abbiamo ripercorso la storia della biblioteca e ascoltato il racconto di come siano arrivati sull’isola i volumi di Franco Scaglia. E così anche la storia di una raccolta di libri ha potuto emozionarci, raccontandoci una comunità: incontri, relazioni, persone che hanno scelto di affidare alla lettura una parte della propria memoria.
Per la nostra scuola, esperienze come questa restituiscono un significato concreto alla didattica: imparare non vuol dire soltanto acquisire nozioni, ma sviluppare la capacità di osservare, formulare domande, confrontare punti di vista e collegare ciò che si apprende alla realtà. Molto più che il ricchissimo patrimonio di biodiversità dell’arcipelago per noi il vero tesoro sono e saranno sempre i nostri splendidi, meravigliosi e inestimabili studenti: è per loro che la nostra scuola continuerà a tendersi nel massimo sforzo per proporsi e offrirsi come un laboratorio esperienziale, un luogo in cui le conoscenze possano prendere forma attraverso l'incontro con il mondo e in cui ogni occasione possa trasformarsi in una possibilità di crescita. Crediamo fermamente sia anche questa la strada attraverso cui un istituto comprensivo possa contribuire alla formazione di giovani curiosi, consapevoli e capaci di riconoscere le proprie potenzialità: coltivando le eccellenze senza lasciare indietro nessuno, valorizzando i talenti e insegnando a guardare oltre ciò che è immediatamente familiare.
Ripensando a questa giornata ci accorgiamo che Alicudi ci ha offerto molto più di un paesaggio da ammirare.
Ci ha invitati a rallentare lo sguardo e a capire che dietro un gradino, un sentiero, una tecnica artigianale o un vecchio filmato può nascondersi un intero patrimonio di conoscenze. E che custodirlo non significa fermare il tempo, ma trovare il modo di consegnarlo a chi verrà dopo. Siamo partiti da Salina pensando di raggiungere un’altra isola. Siamo tornati con la consapevolezza che, a volte, basta attraversare un tratto di mare per scoprire quanto siano diversi i modi di vivere, ricordare e immaginare il futuro.
La stipula del Protocollo d’intesa rappresenta, in questo senso, un passo di particolare rilievo per l’Istituto Comprensivo “Isole Eolie”: testimonia la volontà di investire in una collaborazione con realtà formative di prestigio e di trasformare un’esperienza preziosa in un’opportunità destinata a durare nel tempo. Per i nostri studenti significa soprattutto poter accedere ad autentiche occasioni di crescita, confronto e orientamento che ampliano gli orizzonti della didattica e li avvicinano a contesti di ricerca e progettazione di respiro internazionale. È anche attraverso queste sinergie polifoniche che la scuola rafforza la qualità e l’ambizione della propria offerta formativa, valorizzando il territorio e dimostrando che anche da una piccola isola possono nascere grandi opportunità. Perché il prestigio di una scuola si misura anche dalla capacità di aprire strade ai propri ragazzi, offrendo loro strumenti per immaginare il futuro e il coraggio di sentirsi parte di un mondo più grande.
Per i nostri studenti, Alicudi è stata un’aula senza pareti, un incontro con la memoria e un’apertura verso nuove possibilità. Per noi docenti, la conferma che educare significa anche saper portare i ragazzi fuori da percorsi abituali, inerpicandosi con loro per accompagnarli nella scoperta e lasciare che siano le domande, prima ancora delle risposte, a indicare nuove e sempre più belle direzioni.