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martedì 17 novembre 2015

Racket delle estorsioni. Arrestati in 8 del clan "Barcellonesi". I nomi e le motivazioni dell'arresto. Incendiarono anche nave da mini-crociere per le Eolie

COMUNICATO STAMPA COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI
I Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto e della Sezione Anticrimine del R.O.S. di Messina, nella mattinata odierna, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Messina, Dr. Giovanni DE MARCO, su richiesta del Procuratore Capo Guido LO FORTE e dei P.M. Vito DI GIORGIO ed Angelo CAVALLO della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo.
L’operazione ha portato all’arresto di 8 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, porto abusivo di arma da fuoco, furto e incendio, aggravati dalla disponibilità di armi e materiale esplodente nonché dall’aver commesso i fatti avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p., al fine cioè di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa denominata “famiglia barcellonese”.
Questi i destinatari della misura cautelare:
1.     OFRIA Giuseppe, nato a  Milazzo il 05.04.1994
2.     D’AMICO Bartolo, nato a Messina il 05.12.1989
3.     CHIOFALO Marco, detto Balduccio”, nato a Barcellona P.G. il 18.01.1993
4.     CHIOFALO Salvatore, nato a Barcellona P.G. il 26.09.1989.
5.     BENVENGA Santino, detto “Gigi”, nato a Barcellona P.G. il 13.09.1992
6.     FIORE Giovanni, nato a Milazzo l’08.03.1989.
7.     BIONDO Tonino, detto “palloncino”, nato a Reutlimgen (Germania) il 09.09.1975.
8.     CRISAFULLI Carmelo, nato a Messina il 07.04.1990.

Il provvedimento scaturisce dalle indagini avviate nel 2014 dai Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto a seguito di una serie di gravi danneggiamenti, portati a termine nel comprensorio tirrenico della provincia di Messina, i cui esiti, anche grazie allo sviluppo investigativo degli elementi emersi a margine dell’operazione “Gotha 5”, che tra i mesi di aprile e giugno 2015 ha portato all’esecuzione di un totale di 32 provvedimenti restrittivi, e delle dichiarazioni di 2 nuovi collaboratori di giustizia, hanno permesso di comprovare l’operatività, nell’area barcellonese, di un gruppo criminale affiliato a “Cosa Nostra” dedito alle attività estorsive e al narcotraffico, documentando i ruoli dei diversi sodali nella realizzazione di molteplici atti intimidatori e danneggiamenti funzionali all’imposizione del racket sia nel settore dei servizi di sicurezza privata all’interno delle discoteche di Barcellona P.G. e Milazzo, sia in quello del trasporto marittimo dei turisti verso le isole Eolie.
Inoltre è stato possibile individuare gli autori degli incendi che hanno causato la distruzione di gran parte della discoteca-sala ricevimenti “Villa Liga” ubicata nel Comune di Furnari-ME (circa 1 milione di euro di danni) e della motonave da diporto di 32 metri “Eolo d’oro”, impiegata per minicrociere nelle isole Eolie (circa 800mila euro di danni, interamente indennizzati attraverso i fondi messi a disposizione dalla “FAI-Federazione Antiracket Italiana”) avvenuti rispettivamente in data 13 agosto e 3 dicembre 2014 .
Per entrambi gli avvenimenti, nell’immediatezza dei fatti, numerosi sono stati i messaggi di solidarietà provenienti dall’intera opinione pubblica come molteplici sono state le iniziative di sostegno, finalizzate a far ripartire le attività così duramente colpite dagli atti incendiari.
L’attuale ordinanza emessa dall’A.G. ha confermato, ancora una volta, la complessa attività investigativa svolta dai Carabinieri recentemente che ha individuato l’esistenza di un gruppo criminale operante nell’ambito della famiglia mafiosa c.d. “dei barcellonesi”, riconducibile agli odierni indagati.
Come nei precedenti provvedimenti cautelari, anche le odierne risultanze investigative hanno statuito l’esistenza del citato gruppo dedito a violenti delitti commessi nell’hinterland barcellonese. Risultanze ulteriormente confermate anche dalle dichiarazioni rese dai nuovi collaboratori di giustizia, MUNAFO’ Franco ed ALESCI Alessio, già colpiti dalle citate ordinanze di custodia cautelare i quali,  oltre a confermare l’esistenza del gruppo criminale cui appartenevano (riferibile al medesimo ALESCI Alessio ed al nipote OFRIA Giuseppe), hanno svelato i nomi dei soggetti che hanno rappresentato nel corso del tempo l’ assetto operativo dell’associazione mafiosa,  composto anche dalle persone tratte in arresto in data odierna, prima in libertà.     
Ancora una volta nella presente ordinanza è contestata l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di poter disporre di armi e materie esplodenti. Nel caso specifico è stato colpito dal provvedimento in argomento BIONDO Tonino, ritenuto custode della sostanza stupefacente nonché di un arsenale di armi, a disposizione dell’intero gruppo di OFRIA Giuseppe, ALESCI Alessio, D’AMICO Bartolo e CHIOFALO Marco. Nella stessa operazione è stato tratto in arresto anche CRISAFULLI Carmelo, autore in concorso con altri due complici della rapina al supermercato “Spaccio Super Fresco” di Campogrande di Tripi. Nel corso di tale rapina i malviventi, per guadagnarsi la fuga, esplosero due colpi d’arma da fuoco di cui uno ferì un cliente provocandogli gravi lesioni ad una gamba.
Il provvedimento cautelare ha messo in luce, inoltre, l’estrema ferocia e violenza con cui gli appartenenti al sodalizio barcellonese hanno affermato la propria egemonia sia nell’ambito dei servizi di sicurezza privata all’interno delle discoteche della zona di Milazzo e Barcellona P.G., sia nel settore del trasporto turistico per le isole Eolie. Sintomatici in tal senso sono gli incendi della sala ricevimenti “Villa Ligà” e della nave da crociera “Eolo d’oro” che portano, entrambi, la firma dell’organizzazione criminale colpita con l’odierna operazione.
L’incendio di “Villa Ligà” fu deciso da ALESCI Alessio,  MUNAFÒ Franco e OFRIA Giuseppe dopo che quest’ultimo, durante una serata danzante, ebbe una discussione con alcuni componenti del servizio di sicurezza del locale. Nonostante la stessa sera l’OFRIA avesse umiliato pubblicamente e aggredito fisicamente tali soggetti, sottolineando il proprio “rango mafioso”, il gruppo si determinò a un gesto eclatante. Secondo quanto riportato dai collaboratori, OFRIA era intenzionato a vendicarsi a livello personale con chi non l’aveva rispettato in quella circostanza: “a questo pezzo di merda glielo devo fare pagare, o gli brucio la macchina o gli sparo nella macchina” ma la decisione finale fu di dare un segnale di pubblica intimidazione da parte di tutto il gruppo ”<<No, lo sai che facciamo? La cosa migliore ce la prendiamo con il locale, e gli facciamo vedere il segno del potere, loro si comportati così? Niente per nessuno>> e così è stato. Si è organizzato e si è bruciato il locale”. L’azione di fuoco veniva portata al termine materialmente da D’AMICO Bartolo, BENVENGA Santino, CHIOFALO Marco e CHIOFALO Salvatore. L’incendio fu di vaste proporzioni, come testimoniato dagli stessi ALESCI e MUNAFÒ:
“In effetti, di lì a poco tempo vedemmo una colonna di fiamme molto alta, addirittura lunga quindici- venti metri; in effetti erano stati utilizzati almeno settanta- ottanta litri di benzina…”;
 “le fiamme si vedevano a chilometri di distanza; quando io, qualche giorno dopo, mi trovai nelle vicinanze, avvertii ancora la puzza di bruciato”.
La vastità delle fiamme fu tale che nelle operazioni di accensione, come confermato dagli accertamenti effettuati dal Nucleo Operativo di Barcellona,  D’AMICO Bartolo si ferì gravemente ai piedi, tanto da doversi ritirare per qualche settimana a Lipari, a casa di un’amica che provvide a curarlo poiché lui non era neanche in grado di deambulare. Fu l’ALESCI a dare 1000 al D’AMICO per poter provvedere alle sue cure.
Diversamente, l’incendio della nave da diporto “Eolo d’oro” è stato commissionato da FIORE Giovanni, soggetto emergente dell’area milazzese e recentemente tratto in arresto per estorsioni commesse nei confronti di imprenditori edili che stanno svolgendo lavori sul lungomare di ponente. Secondo le dichiarazione dei due collaboratori, supportate dalle attività d’indagine a riscontro condotte dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Barcellona, FIORE si sarebbe rivolto al gruppo barcellonese, proprio attraverso MUNAFÒ e ALESCI, per incendiare l’imbarcazione dell’imprenditore milazzese Salamone. FIORE si sarebbe “affidato” al gruppo barcellonese non soltanto per accreditarsi presso di loro, essendo in ascesa nell’imposizione delle estorsioni agli imprenditori di Milazzo, ma anche per dimostrare in maniera eclatante alla famiglia della sua fidanzata, figlia del titolare di una società concorrente dei Salamone nell’ambito del trasporto turistico verso le isole Eolie, il proprio potere territoriale. Il vasto incendio che distrugge completamente la nave “Eolo d’oro”, in questo senso, è stato quasi una dimostrazione d’amore dai chiari connotati mafiosi. Per l’esecuzione della commessa, il gruppo barcellonese ha percepito un corrispettivo di 2000 euro più il costo dei circa 200 litri di benzina utilizzati per distruggere interamente l’imbarcazione. 
Sul punto il GIP ha rilevato che “il riferimento operato dal FIORE all’ALESCI non è meramente funzionale alla ricerca di un gruppo di sicari da assoldare, bensì è il chiaro atteggiamento di chi si rivolge al vertice di un’organizzazione criminale che esercita il controllo su una determinata porzione di territorio”.

I provvedimenti cautelari odierni si inseriscono in un percorso investigativo ormai consolidato, si tratta infatti di un filone d’indagine dell’operazione “Gotha 5”. Attraverso questi arresti la D.D.A. di Messina, i Carabinieri della Compagnia di Barcellona e del ROS di Messina sferrano un ulteriore colpo alla consorteria mafiosa barcellonese, i cui gangli territoriali, mediante il collaudato meccanismo del rimpiazzo e dell’ascesa delle nuove leve, continuano ad essere operativi.
Il merito dell’operazione è sicuramente quello di aver attinto giovani e spregiudicati esponenti del sodalizio, spietati e violenti, le cui gesta, in particolare i due devastanti incendi della discoteca “Villa Ligà” e della nave da crociera “Eolo d’oro”, avevano suscitato grande allarme sociale e clamore. A distanza di meno di un anno dal loro verificarsi il gruppo criminale che li ha progettati, decretati e posti in essere è stato, così, radicalmente disarticolato.

Messina, 17 novembre 2015         

Salina, ultimati i lavori di riqualificazione e messa in sicurezza dei sentieri di accesso alla riserva naturale orientata “Montagne delle Felci e dei Porri”

Sono stati ultimati i lavori di riqualificazione, ripristino e messa in sicurezza dei sentieri d’accesso alla riserva naturale orientata “Le Montagne delle Felci e dei Porri” nell’Isola di Salina.
La riserva ricade nel territorio dei Comuni di Leni, Malfa e Santa Marina Salina e dal 1987, l’area protetta misura complessivamente 1.521,06 ettari ed è affidata in gestione a Palazzo dei Leoni.
Il progetto esecutivo, per un importo complessivo di 492.639,54 euro è stato attuato nell’ambito del PO FESR 2007/2013.
I lavori sono stati aggiudicati con un ribasso del 32,7175%.
Gli interventi hanno interessato i tredici sentieri e sono consistiti nel recupero del piano pedonale e dei muretti a secco, la realizzazione ex novo di barriere in legno e la sistemazione delle opere di protezione laterali già esistenti, il recupero e la realizzazione di gradini in pietra e in legno ed il recupero ed integrazione della segnaletica in legno.
L’intervento di competenza della VI Direzione “Servizi Tecnici Generali” – Servizio Ingegneria Ambientale, è stato progettato e diretto dall’ing. Giacomo Russo mentre il responsabile unico del procedimento è stato l’arch. Vincenzo Gitto.

Al via la demolizione del fabbricato a Marina Lunga

Al via stamani a  Marina Lunga i lavori di demolizione, da parte della  ditta Biviano, del fabbricato crollato venerdì scorso. Per l'effettuazione dell'intervento è  stato chiuso l'accesso veicolare nella zona. 
I lavori dovrebbero essere completati nel giro di 24/48 ore. Si potrà così riaprire  il transito nel vico Monterosa i cui  abitanti, per il momento, accedono o escono da esso attraverso un passaggiorealizzato trai campi

Racket: arrestati in 8 . Estorsioni anche a compagnie di navigazione turistica impegnate nelle Eolie

I Carabinieri di Messina e del Ros hanno arrestato questa notte gli 8 componenti di un gruppo emergente della famiglia mafiosa “dei barcellonesi”, specializzato nel racket delle estorsioni ai danni di locali notturni della riviera tirrenica e di compagnie di navigazione turistica nell’Arcipelago delle Eolie.
L’inchiesta, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia del capoluogo peloritano, ha permesso di risalire agli autori di due diversi incendi, verificatisi nel 2014, che hanno provocato la completa distruzione di una discoteca e di un motonave impiegata per le crociere turistiche nelle isole Eolie, causando danni per quasi 2 milioni di euro.
Dalle indagini dei Carabinieri è inoltre emerso il coinvolgimento della banda sia in un vasto traffico di stupefacenti, con i quali venivano rifornite le spiagge ed i locali estivi del litorale messinese, sia in una sanguinosa rapina a un supermercato di Tripi, nel corso della quale i malviventi non esitarono ad aprire il fuoco contro un cliente che aveva tentato di ostacolarne la fuga.



I PARTICOLARI DELL’OPERAZIONE SARANNO RESI NOTI NEL CORSO DI UNA CONFERENZA STAMPA CHE SARA’ TENUTA PRESSO IL COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI MESSINA ALLE ORE 10.30 ODIERNE, ALLA PRESENZA DEL PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA.


lunedì 16 novembre 2015

Grazie S. Bartolo per lo scampato pericolo. Ringraziamento al Patrono dai residenti in vico Monterosa

 La Processione del Patrono San Bartolomeo di oggi 16 Novembre, come da tradizione, raggiungerà anche Marina Lunga.
Per l'occasione i residenti nel vico Monterosa, limitrofo all'edificio crollato lo scorso venerdì, hanno voluto così accogliere il Santo Patrono, ringraziandolo per lo scampato pericolo. 

Messina: Identificato il cadavere ritrovato sulla spiaggia

E’ stato identificato il cadavere rinvenuto nella mattinata di ieri dai Carabinieri sulla spiaggia della località Paradiso.
Si tratta di un pensionato 74/enne della provincia di Latina, i cui familiari avevano denunciato l’allontanamento il 14 novembre scorso.

L’autopsia che definirà la cause del decesso sarà svolta domani.  

Come eravamo: Silvia e Ruccio Carbone

Lavori SEL. Domani divieto di transito e sosta in un ampio tratto della Cesare Battisti


Al "Conti" sarà posta targa in memoria di Marcello D'Albora

Dopodomani alle 11 e 30, presso l'Istituto Superiore "Isa Conti" di Lipari, su iniziativa del dirigente scolastico professoressa Tommasa Basile, sarà apposta una targa in ricordo del ragionier Marcello D'Albora che in questa struttura lavorò come segretario per tanti anni

C'è ancora pericolo per la pubblica incolumità. Vigili del fuoco chiudono Vico Monterosa, limitrofo allo stabile crollato venerdì

La parziale demolizione dell’edificio crollato lo scorso venerdì sera non affranca chi risiede o transita nel limitrofo vicolo Monterosa o nella passeggiata di Marina Lunga dal pericolo. 
Lo hanno stabilito stamattina i vigili del fuoco del distaccamento di Lipari (caposquadra Rocco Torre) giunti nell’area per un ulteriore sopralluogo a seguito di un pacifico sit-in di protesta da parte dei residenti nel vicolo che chiedevano, per l’appunto, che l’immobile venisse abbattuto nella sua interezza. 
Stante la condizione di pericolo per la pubblica incolumità l’ingresso al vicolo è stato chiuso e così resterà sino a quando lo stabile non sarà demolito. 
I cittadini per accedere alle proprie case o alle attività usufruiranno di un percorso alternativo attraverso i campi. 
Dovrebbe trattarsi di una soluzione di breve durata in quanto i proprietari dell’immobile hanno dato la disponibilità ad effettuare l’intervento in tempi brevissimi: i lavori potrebbero già iniziare domani. Un sopralluogo è stato effettuato dalla ditta di Angelino Biviano che già era intervenuta nell'immediatezza del crollo per rimuovere quanto crollato e una parte della struttura.
  Sul posto per prendere atto delle legittime richieste dei cittadini è intervenuto anche l’assessore Giovanni Sardella, unitamente al responsabile della Protezione civile comunale, geometra Placido Sulfaro e alla polizia municipale

L'immobile crollato a Marina Lunga è pericoloso e va demolito. Lo chiedono i residenti in zona.

"Quell'edificio è pericoloso e va demolito, non può essere lasciato in questo stato". 
Lo hanno detto chiaramente, in attesa dell'arrivo dei tecnici comunali, all'assessore Giovanni Sardella, i residenti nel vicolo Monterosa di Lipari che scorre parallelamente allo stabile crollato lo scorso venerdì sera, per fortuna senza gravi conseguenze.
Residenti che, a turno, stanno effettuando da stamane un pacifico sit-in nella zona
I residenti - da quanto ci  hanno dichiarato - sono intenzionati a percorrere ogni strada per tutelare il loro diritto all'incolumità

Lipari. Consiglio comunale slitta a domani. Osservato silenzio per le vittime di Parigi

Slitta a domani per mancanza del numero legale (sia alla prima che alla seconda chiamata) il consiglio comunale di Lipari che doveva tenersi stamane alle 10.
Nella prima seduta, comunque, il presidente del consiglio comunale Adolfo Sabatini ha fatto osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime di Parigi. 

Comprensivo Lipari : Alle 12 un minuto di silenzio per commemorare vittime di Parigi e riflettere

Commemorazione delle vittime della strage del 13 novembre 
 Nella serata dello scorso 13 novembre si è consumata a Parigi un’azione terroristica di inaudita violenza che ha colpito, in una delle città più belle, importanti e rappresentative dei valori della cultura europea, cittadini provenienti dai più svariati Paesi del mondo, compresa l’Italia. 
 Gli alunni e il personale di questo Istituto Comprensivo esprimono vicinanza e solidarietà alle vittime della strage, soffermandosi in modo particolare a riflettere sul senso e la necessità di coltivare e promuovere pensieri di pace e di integrazione tra le culture, ribadendo in modo fermo e netto il dissenso per ogni forma di violenza, di odio e di sopraffazione e affermando il bisogno di una educazione ai valori della solidarietà e della convivenza civile. 
Alle ore 12.00 della giornata di lunedì 16.11 p.v. verrà fatta suonare la campanella in ogni plesso di questo Istituto e da quel momento alunni e personale osserveranno un minuto di silenzio per commemorare le vittime della strage. 
 Il Dirigente Scolastico 
 Prof. Renato CANDIA 

Docenti convocati a Messina per assunzione

Carissimo Direttore,
nei giorni 25-26-27 Novembre 2015 presso I.C. Verona Trento via Ugo Bassi a Messina , alle ore 9,00 sono convocati i docenti destinatari di proposta di assunzione a tempo indeterminato nell’ambito della fase c) di cui all’art. 1, commi 96 e ss. della legge n. 107 del 13 luglio 2015 nella provincia di Messina.
I docenti convocati (tra altro, anche, docenti residenti nelle nostre isole) dovranno presentarsi personalmente nel giorno e nell’ora indicata, muniti di valido documento di identità, codice fiscale e proposta di nomina.
I convocati hanno facoltà di delegare altra persona di fiducia che si presenterà munita di corretta. delega, firmata in originale, unitamente a copia del documento di identità del delegante e del delegato.
L’elenco delle sedi disponibili sarà pubblicato entro il giorno 24/11/2015.
Le nostre scuole avranno assegnato altri posti e docenti per migliorare l’offerta formativa stabilita dalla legge 107/2015.
Coord. Naz. Confintesa scuola
Ins. Bartolo Pavone

Speriamo non finisca come al solito a “Tarallucci e vino”. Il giusto sfogo di una cittadina di Acquacalda

Speriamo non finisca come al solito a “Tarallucci e vino”
Letta la notizia dell’arrivo delle guardie zoofile a Lipari ricordo che:
Tutta la zona di via ROCCHE, strada provinciale e soprattutto rione comunale è frequentata da circa 8 cani (quando sono in calore si moltiplicano) se patronali, se randagi non si è capito. (Ho invitato diverse volte gli enti competenti a verificarne la provenienza, ma al solito nessun riscontro, quindi/ovviamente nessun interesse)
Il piccolo rione della zona ROCCHE di Acquacalda è una vera e propria giungla.
Proposta: 2/3 volte a settimana interventi di pulizia da parte di volontari nominati da Comune (erbacce che ormai sono diventate liane da cui lanciarsi), sacchi di spazzatura trascinati dai cani e quindi tappeti di immondizia e di escrementi di animali.
La sottoscritta da anni, ogni giorno è costretta a pulire montagne di feci prima di uscire e di entrare dalla propria abitazione, per incuria (mancato controllo) e disattenzione dell’ente competente e per mancanza di rispetto e di senso civico degli abitanti stessi della zona.
Supplico per l’ennesima volta chi di competenza a tutelare e difendere i cittadini onesti!!!!!!!!!!
CHI SBAGLIA, CHI INFRANGE LE REGOLE DEVE PAGARE!
IO NON MI SENTO TUTELATA! Non mi sento difesa ma presa in giro. Io devo combattere da sola! I pochi cittadini onesti sono rimasti abbandonati al proprio destino.
Aprite gli occhi e punite chi del territorio ne sta facendo scempio! Abbiate orgoglio e dignità nello svolgimento del vostro compito. Mettetevi nei panni dei cittadini onesti e cercate di capire l’amarezza e il disagio che ogni giorno si prova a non potere entrare ed uscire dalla propria casa.
(Non posto documentazione fotografica per ritegno e dignità personale)
Rabbia! Tanta rabbia e mortificazione.
Spero che quanto scritto non rimanga   solo uno sfogo personale,  spero di non dover  continuare a combattere da sola contro un muro di gomma.
 Liparoti vi invito a sfondare il muro di omertà e di ipocrisia: Uscite! Scrivete e firmatevi, è inutile parlare dove nessuno vi può sentire, lottate, anzi lottiamo insieme per difendere i nostri diritti e il nostro territorio. Siete in tanti dietro una penna, abbiate il coraggio di prenderla in mano e scrivere a difesa dei vostri diritti!
Pubblico la legge sul randagismo per invitare chi di competenza a leggere e meditare sulla stessa. Ricordo inoltre, che fondamentale, doveroso e obbligatorio è il controllo sul territorio (purtroppo inesistente)

Obblighi e doveri dei proprietari, detentori di cani. (Invito a leggere attentamente)
Silvia Buttò
IL MINISTRO DELLA SALUTE

  Visto l'articolo 32 della Costituzione;
  Visto il Regolamento di polizia veterinaria approvato  con  decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 e  successive
modificazioni;
  Visto l'articolo 32  della  legge  23  dicembre  1978,  n.  833,  e
successive modificazioni;
  Vista la Convenzione europea per la  protezione  degli  animali  da
compagnia,  fatta  a  Strasburgo  il  13  novembre  1987,  ratificata
dall'Italia con la legge 4 novembre 2010, n. 201,  recante  «Ratifica
ed esecuzione della  Convenzione  europea  per  la  protezione  degli
animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonche'
norme di adeguamento dell'ordinamento interno»;
  Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in
materia di animali  d'affezione  e  prevenzione  del  randagismo»,  e
successive modificazioni;
  Visto l'articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
e successive modificazioni;
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  28
febbraio  2003,  concernente  il  «Recepimento  dell'accordo  tra  il
Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento  e
Bolzano del 6 febbraio  2003,  recante  disposizioni  in  materia  di
benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 4 marzo 2003, n. 52;
  Visti gli articoli 544-ter, 650 e 727 del codice penale;
  Vista l'ordinanza del Ministro del lavoro,  della  salute  e  delle
politiche   sociali   del   3   marzo   2009   concernente    «Tutela
dell'incolumita'  pubblica  dall'aggressione  dei  cani»,  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23 marzo 2009,
n. 68;
  Visto il decreto del Ministro del  lavoro,  della  salute  e  delle
politiche sociali del 26 novembre 2009,  recante  percorsi  formativi
per i proprietari dei cani, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 25 gennaio 2010, n. 19;
  Vista l'ordinanza del Ministro della  salute  del  22  marzo  2011,
«Differimento del termine di efficacia e modificazioni dell'ordinanza
del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 3
marzo  2009   concernente   la   tutela   dell'incolumita'   pubblica
dall'aggressione dei cani», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 13 maggio 2011, n. 10;
  Vista l'ordinanza del Ministro della  salute  del  4  agosto  2011,
«Integrazioni all'ordinanza del Ministro del lavoro, della  salute  e
delle  politiche  sociali  3  marzo  2009,  concernente   la   tutela
dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani, come  modificata
dall'ordinanza del Ministro della salute 22 marzo  2011»,  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana  dell'8  settembre
2011, n. 209;
  Considerato che continua a sussistere  la  necessita'  di  adottare
disposizioni cautelari volte alla  tutela  dell'incolumita'  pubblica
dall'aggressione dei  cani  a  causa  del  verificarsi  di  incidenti
soprattutto in ambito domestico legati  alla  non  corretta  gestione
degli animali da parte dei proprietari;
  Ritenuto necessario, in attesa dell'emanazione  di  una  disciplina
normativa organica in materia, rafforzare il sistema  di  prevenzione
del  rischio  di  aggressione  da  parte  di  cani  basato  non  solo
sull'imposizione di divieti e obblighi per i proprietari e  detentori
di cani ma anche sulla formazione degli stessi per migliorare la loro
capacita' di gestione degli animali;
  Considerato al riguardo che il Consiglio dei Ministri nella  seduta
del 26 luglio 2013 ha approvato un  disegno  di  legge  recante,  tra
l'altro, delega  per  la  disciplina  della  tutela  dell'incolumita'
personale dall'aggressione di cani (art. 21);
  Ritenuto pertanto di determinare  la  durata  dell'efficacia  della
presente ordinanza in 12  mesi,  stante  la  pendenza  dell'iter  del
predetto d.d.l.;
  Visto il decreto ministeriale 8  luglio  2013,  recante  delega  di
attribuzioni del Ministro della salute al  Sottosegretario  di  Stato
On.le  Paolo  Fadda,  pubblicato  nella  Gazzetta   Ufficiale   della
Repubblica italiana del 2 agosto 2013, n. 180;
                               Ordina:
                               Art. 1

  1. Il proprietario di un cane e' sempre responsabile del benessere,
del  controllo  e  della  conduzione  dell'animale  e  risponde,  sia
civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone,  animali  o
cose provocati dall'animale stesso.
  2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di
sua proprieta' ne assume la responsabilita' per il relativo periodo.
  3. Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone,  animali
o cose il proprietario e il detentore di un cane adottano le seguenti
misure:
    a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non  superiore  a
mt 1,50 durante la conduzione dell'animale nelle aree  urbane  e  nei
luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per  cani  individuate
dai comuni;
    b) portare con se' una museruola, rigida o morbida, da  applicare
al cane in caso di rischio per l'incolumita' di persone o  animali  o
su richiesta delle autorita' competenti;
    c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
    d)  acquisire  un   cane   assumendo   informazioni   sulle   sue
caratteristiche fisiche ed etologiche nonche' sulle norme in vigore;
    e) assicurare che il cane abbia un  comportamento  adeguato  alle
specifiche esigenze di convivenza con persone e animali  rispetto  al
contesto in cui vive. Prendere ogni possibile precauzione per impedire
la fuga del proprio animale.
  4. E' fatto obbligo a chiunque conduca il  cane  in  ambito  urbano
raccoglierne le feci e avere con se' strumenti idonei  alla  raccolta
delle stesse.
  5. Sono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani,  in
conformita' al decreto ministeriale 26 novembre 2009, con rilascio di
un attestato  di  partecipazione  denominato  patentino.  I  percorsi
formativi sono  organizzati  dai  comuni  congiuntamente  ai  servizi
veterinari delle aziende sanitarie locali, i quali possono  avvalersi
della collaborazione dei seguenti soggetti: ordini professionali  dei
medici veterinari, facolta'  di  medicina  veterinaria,  associazioni
veterinarie e associazioni  di  protezione  animale.  Il  comune,  su
indicazione  del  servizio  veterinario   ufficiale,   individua   il
responsabile  scientifico  del  percorso  formativo  tra   i   medici
veterinari esperti in comportamento animale o  appositamente  formati
dal Centro di  referenza  nazionale  per  la  formazione  in  sanita'
pubblica veterinaria,  istituito  presso  l'Istituto  zooprofilattico
sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna.
  6.  Il  medico  veterinario   libero   professionista   informa   i
proprietari  di  cani  in  merito  alla  disponibilita'  di  percorsi
formativi e, nell'interesse della salute pubblica, segnala ai servizi
veterinari dell'azienda sanitaria locale  la  presenza,  tra  i  suoi
assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale  in
quanto impegnativi per la corretta  gestione  ai  fini  della  tutela
dell'incolumita' pubblica.
  7. A seguito di episodi di morsicatura, di aggressione o sulla base
di altri criteri di rischio i  comuni,  su  indicazione  dei  servizi
veterinari,  decidono,  nell'ambito  del  loro  compito   di   tutela
dell'incolumita' pubblica, quali proprietari di cani hanno  l'obbligo
di svolgere i percorsi formativi. Le spese per i  percorsi  formativi
sono a carico del proprietario del cane.

Art. 6
  1. Le violazioni delle disposizioni della presente  ordinanza  sono
sanzionate dalle competenti  autorita'  secondo  le  disposizioni  in
vigore.