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giovedì 30 giugno 2016

L'ultimo saluto a Lorena Mangano: lacrime e preghiere per lei a Capo d'Orlando (da tempo stretto)


E' stato un vero e proprio abbraccio quello che oggi Capo d'Orlando ha stretto intorno alla famiglia di Lorena Mangano, la ventitreenne uccisa da un'auto impegnata in una corsa folle, sabato scorso notte, a Messina. Un abbraccio caldo, composto e silenzioso, nella chiesa di Cristo Re gremita, fuori e dentro, tantissima gente ha salutato per l'ultima volta Lorena, chiusa nella sua bara bianca davanti l'altare.
In prima fila mamma Carla e papà Vincenzo, mano nella mano, hanno ascoltato le parole di padre Nello Triscari. "Lorena ci insegna ad amare la vita, a non sprecarla in liti e odio, a gustarla pienamente ogni giorno con le persone che il Signore ci ha messo accanto. A volte siamo noi stessi a procurarci il male, per egoismo e arroganza, invece Lorena ci insegna che la vita è amore".
Sull'altare, con la fascia tricolore, c'erano il sindaco orlandino Franco Ingrillì e quello di Messina Renato Accorinti. Tra i banchi, i parenti e gli amici di Lorena, quelli di sempre, e i colleghi di università. Tutti hanno seguito in silenzio la messa di cordoglio, tantissimi i ragazzi coi colori del lutto, hanno tentato di trattenere le lacrime.
"Grazie Signore - ha concluso padre Nello-per averci donato questo bel fiore anzi tempo reciso. E grazie a te Lorena, hai fatto da scudo alla morte con la tua, per evitare che quella notte fosse fatta una strage".
"Vi promettiamo che ci impegneremo perché Lorena non venga dimenticata, perché diventi simbolo della lotta perché quel che è accaduto non accada di nuovo- ha detto il sindaco di Capo d'Orlando Franco Ingrillì rivolto alla famiglia. -Una volta i genitori temevano per i figli che andavano in guerra, oggi forse dimentichiamo che è in atto un'altra guerra, quella contro l'alcol, la droga, la tracotanza".
Anche Accorinti ha voluto salutare Lorena: "dobbiamo cambiare il nostro stile di vita, e dobbiamo vincere l'odio con l'amore", ha detto il sindaco di Messina.
E una voce ha rotto il silenzio commosso della sala: "vogliamo giustizia. Ciao dolce Lorena, adesso sei la stella che vegli su di noi", è stato il saluto dei suoi compagni di liceo, che hanno dovuto prendere la parola prima del dovuto perché la loro preside, salita all'altare per leggere qualche riga, non è riuscita a vincere lo strazio.
All'uscita, uno stormo di piccoli cuori bianchi, i palloncini candidi del dolore, si sono liberati in cielo insieme al cuore di Lorena.
Intanto in Procura si lavora senza tregua. Il sostituto procurate Marco Accolla, titolare del caso, attende le risultanze delle perizie in corso per valutare le responsabilità di Forestiere, il conducente dell'Audi TT pirata che quella notte, ubriaco, ha travolto la Panda della ragazza. Trascorsa la flagranza, per l'uomo non é allo stato possibile disporre l'arresto dell'uomo, anche alla luce della nuova legge sull'omicidio stradale. Ma i risultati degli accertamenti potrebbero cambiare il quadro.

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