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venerdì 14 marzo 2025
NELL’ISOLA DI PANAREA COMPLETATO L’AMMODERNAMENTO DELLA RETE ELETTRICA
La realizzazione di tali lavori, che ha consentito di aumentare la resilienza della rete elettrica di Panarea, consentirà, in caso di guasto, una più rapida selezione del tratto di linea interessato e, laddove possibile, ridurrà i tempi delle eventuali disalimentazioni.
A favorire il raggiungimento di tale obiettivo è stata la fattiva collaborazione tra l’azienda, gli Enti locali e i cittadini. Considerate le notevoli difficoltà di operatività, dovute alla conformazione dell’isola di Panarea, altrettanto importante è stato lo spirito di abnegazione e determinazione con cui hanno operato i tecnici dell’azienda.
"Tali importanti interventi consentiranno di migliorare il grado di resilienza degli impianti alle ondate di calore e di migliorare la qualità e l'affidabilità del servizio elettrico per tutte le forniture di energia elettrica presenti sull’isola di Panarea. Un particolare ringraziamento a tutte le Amministrazioni che si sono fattivamente adoperate per il rilascio delle autorizzazioni necessarie " - questo il commento di Francesco Vescio, Responsabile della Zona Messina di E-Distribuzione.
Tanti auguri!
𝐌𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐢𝐧 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞? (di Gianni Iacolino, assessore e consigliere)
GULLO … il fallimento della tua politica è soltanto opera tua. (di Impegno per le Eolie)
Riceviamo dal gruppo consiliare "Impegno per le Eolie" e pubblichiamo:
GULLO … il fallimento della tua
politica è soltanto opera tua.
Alla luce delle recenti accuse mosse nei riguardi del Gruppo consiliare del Comune di Lipari “Impegno per le Eolie”, composto dai consiglieri comunali Russo Antonino, Lucy Iacono e Portelli Angelo, con la presente riteniamo doveroso rispondere con chiarezza e trasparenza ai cittadini del comune di Lipari facendo una cronistoria. Le dichiarazioni riportate sui social media non corrispondono alla realtà e sono frutto di una distorsione della verità, finalizzata a gettare discredito su di noi e sui gruppi di opposizione al fine di recuperare la credibilità ormai irrecuperabile.
In primo luogo, ci teniamo a ribadire che la nostra
candidatura al Gruppo di Rinascita Eoliana avvenne per aver condiviso un
programma basato su una politica pragmatica, inclusiva, volta ad incrementare
diritti e servizi primari (sanità, continuità territoriale, istruzione,
portualità), vicina a quelli che erano i bisogni della gente, anche dei più
fragili, volta alla crescita economica
finanziaria che valorizzava in toto il territorio, dal termalismo alla sentieristica, garante
del contrasto dello spopolamento insulare e della valorizzazione di un’
economia rurale e della pesca.
Abbiamo sposato il suddetto programma guidati da principi di
etica, legalità, senso di appartenenza ed amore per il territorio eoliano, e
dal primo giorno di insediamento di questa Amministrazione tutti e tre siamo
stati impegnati in un’opera di riqualificazione e di grande impegno anche
economico, portando avanti iniziative che hanno richiesto un contributo finanziario
e non solo per rendere accoglienti le nostre isole per l’approssimarsi della
stagione estiva. Inoltre il Presidente con l’Ex Assessora Lucy Iacono hanno
rinunciato a diverse mensilità al fine di portare avanti opere utili per il
Comune.
Il consigliere Portelli impegnato in prima persona in
trasferte interisole, a contribuire alla bonifica di diverse aree di interesse
turistico, a garantire l’esito di manifestazioni e coadiuvando anche l’operato
delle deleghe dell’assessora Iacono. La stessa cosa dicasi per il Consigliere
Russo e Iacono, i quali insieme al Consigliere Saltalamacchia portarono avanti
e sostennero dei gruppi di volontari che fecero risplendere le nostre Isole,
occupandosi di diserbamenti di strade, sentieri, aiuole, parchi e aree di
interesse turistico.
Ma sin da subito emergono i primi segnali di tensione del
Gruppo Rinascita Eoliana ed in particolare tra il Capogruppo di Rinascita
Salvatore Agrip contro il Presidente del Consiglio Russo Antonino, creando una
lotta interna e con la finalità di sostenere iniziative seppur non condivise da
tutti i consiglieri e non descritti ed anticipati nel programma, vedi
l’adesione all’UNICEF proposta dall’assessora Roccella. Capogruppo che non ha
mai perso occasione per criticare e giudicare parte dei consiglieri di
Rinascita, nonché l’operato che portavano avanti gli uffici con posts da grande
esperto tuttologo di botanica e non solo, creando critiche sterili che hanno
avuto soltanto un risultato: farci migrare dal gruppo!!!Con grande rammarico l’Assessora
Iacono si dimette e consegna le deleghe al Sindaco dimostrando di non essere
legata alla poltrona ed allo stipendio, cosa che qualcun altro non ha
fatto!!!
Inoltre altri
attriti sono stati generati da provvedimenti poco inclusivi nei confronti dei
disabili, ai quali a molti è stato negato il rinnovo del pass-disabili utile
per l’inclusione e le pari opportunità degli stessi, nonostante fossero in
possesso di certificazione medico-legale. Il nostro intento era stare in un
gruppo consiliare concentrato su tematiche e proposte concrete a beneficio
della comunità eoliana, puntando al dialogo, alla cooperazione ed al rispetto
reciproco. Invece il “dissentire” o esprimere la propria opinione creava liti
ed isolamento, da gruppi telefonici ed esclusione dalle riunioni, nonché
critiche pesanti, illazioni e dirette sui social in assemblee pubbliche dove i
sottoscritti venivano messi al patibolo e considerati causa di ogni male
assoluto, di fronte ad un gruppo di fanatici estremisti che gridano in aula “in
nome dei DISSIDENTI” consiglieri.
Consiglieri che hanno creduto in ben altre proposte, lungi
dalla pressione delle attività attraverso contenimenti che vanno oltre il buon
senso, non rispettando i criteri e la fragilità di un’economia ridotta a poche
settimane l’anno ed in competizione con altre mete turistiche più accessibili.
Consiglieri trattati e definiti con le peggiori etichette possibili per aver
deliberato dei cambiamenti per il regolamento del suolo pubblico e a sostegno
delle attività, pur consapevoli e certi che le stesse dovranno rispettare le
norme ed i parametri numerici stabiliti dai regolamenti, nel rispetto degli
spazi comuni pubblici consentendo e garantendo la normale circolazione.
Le ragioni per le quali abbiamo abbandonato al loro destino
gli odierni superstiti della ex maggioranza non sono solo quelle appena
esplicitate, ma sono state generate dopo aver preso consapevolezza delle
iniziative ideologiche di una sinistra estrema ed immobilista, lontanissima dal
programma ben narrato in campagna elettorale e non in linea con le esigenze
della società eoliana o con le proprie convinzioni. Inoltre sono state ignorate
diverse proposte che potevano essere utili per la comunità, solo perché il
nostro compito si stava limitando ad un semplice obbedire: NO tavoli, NO tende,
NO ombrelloni, NO vasi, NO Elicotteri (vedi Ginostra, Filicudi e Alicudi), NO
Gazebi, NO lecite COMMISSIONI….ma SI migranti, SI randagi liberi, SI
spopolamento, SI Casa alla comunità (privatizzazione) SI Capre e TOPI SI Contingentamento
turistico SI Monnezza….Colpa
dell’overtourism??!! .Eppure molte di queste cose non erano state chiarite in
campagna elettorale.
Motivazioni che finora per rispetto istituzionale della
compagine dalla quale siamo usciti non avevamo chiarito nei dettagli. Eppure
siamo stati definiti TRADITORI, delinquenti, mascalzoni, cialtroni. Noi in
verità abbiamo dato alla comunità e continueremo a contribuire al bene della
popolazione, certamente il Sindaco e i consiglieri rimasti dovrebbero prendere
consapevolezza che per amministrare occorrono ben altre capacità politiche e
ben altre condizioni di democraticità e coerenza e, in definitiva, ben altri
numeri!!! E non contare ancora sulle nostre possibili dimissioni così come
auspicato dal momento che abbiamo assunto posizione di libertà ed autonomia nel
Consiglio Comunale.
Da oltre un anno l’Amministrazione Gullo non è in grado di
portare avanti autonomamente degli atti, e nonostante ciò, si fa comunque
lecito di offendere l’opposizione e gli altri componenti del Consiglio Comunale
anche in maniera teatrale senza mai pensare a fare autocritica e senza sentire
la necessità di prendere atto del proprio clamoroso insuccesso amministrativo e
politico.
Non dobbiamo giustificarci
certamente con il gruppo di Rinascita, irriconoscente dell’operato portato
avanti dagli stessi sinergicamente al lavoro espletato dagli uffici.
E ce ne vuole di faccia tosta per dire bugie così grosse ai
cittadini… Oggi ci additano di aver bocciato in data 10 Marzo 2025 il bilancio…
ma quale Bilancio??? E’ stato presentato
alla nostra attenzione un bilancio? Sono stati proposti soltanto documenti che,
contrariamente a legge, riguardavano l’esercizio 2024 ormai chiusoe esuperato e
che, proprio per questo, non potevano di
certo essere condivisi dal gruppo “Impegno per le Eolie”.
L’onda di odio mediatico pilotato e finalizzato a farci
desistere dalla carica di consigliere non trarrà il risultato ATTESO, poichè
teniamo al nostro territorio eoliano e certamente non facciamo i nostri
interessi personali e tutto ciò lo ha dimostrato, in particolare, anche l’ex
assessore Iacono espletando con impegno, presenza e responsabilità il suo ruolo
da assessore ordinariamente e con la presentazione di progetti utili al
territorio. Ma oggi viene screditata dall’ex compagine di appartenenza, in nome
della pacificazione e del dialogo.
Ma poco importa perché ormai la modalità di comportamento è
ben nota e famigerata e tutta Lipari, ormai vi ha smascherati e vi conosce per
i vostri fallimenti e ormai sa bene e ricorderà per sempre chi siete
veramente..!
giovedì 13 marzo 2025
I ringraziamenti della famiglia Giannò ai componenti il reparto di Oncologia ed Ematologia di Villa Salus
Grazie al Prof Vincenzo Pitini,e a tutti gli infermieri e a tutti gli inservienti, per tutto l'amore dato
Grazie a nome mio e della mia famiglia
Per la morte di Lorenza Famularo non luogo a procedere per quattro sanitari
La sentenza è stata emessa dal giudice Giuseppe Caristia.
Erano accusati di aver causato il decesso della 21enne, avvenuto a Lipari il 23 agosto 2020, per arresto cardiaco dovuto a tromboembolia massiva (embolia polmonare).
Invasione capre a Ginostra, esposto in Procura. L'ANSA del nostro direttore Salvatore Sarpi
LIPARI, marzo 13 ANSA - Arriva sui tavoli della magistratura l’invasione delle capre selvatiche a Ginostra, frazione di Stromboli, dove i residenti affrontano da anni problemi legati a questi animali, il cui numero è cresciuto a dismisura dopo la fuoriuscita nel 2003 di alcuni capi da un allevamento. Dopo aver chiesto aiuto alle istituzioni senza ricevere risposte, i residenti hanno denunciato la grave problematica alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto.
La denuncia, presentata dall'avvocato Carlo Zappalà, evidenzia come circa duemila caprini danneggiano il borgo con incursioni che portano a danni materiali e a rischi igienico-sanitari, poiché contaminano le cisterne d'acqua e distruggono i sentieri e i muretti a secco, causando frane. Inoltre, le capre distruggono la vegetazione, compromettendo le coltivazioni e rischiando la desertificazione del terreno. Denunciata nell’esposto, che segue le varie segnalazioni e richieste d’intervento del Comitato “Per Ginostra”, anche l’aggressione avvenuta il mese scorso ai danni di un abitante.
Analoga situazione vivono gli abitanti di Alicudi dove, nonostante gli annunci, non è ancora partito il piano di eradicazione del migliaio di caprini. (ANSA)
Tanti auguri!
Presentato l'albero genealogico e la storia della famiglia Puglisi
Presentata stamane a Lipari - Marina Corta, nella saletta attigua alla chiesetta del Purgatorio, messa a disposizione dall'Associazione Cosma e Damiano.la storia dei Puglisi, ovvero l’albero genealogico con 2000 persone raccontate attraverso video, libri e foto.
Abbiamo intervistato Salvatore Puglisi e Roberto Pennisi, l'autore della ricerca genealogica LA VIDEO INTERVISTA:
C.S. Lipari, una storia a tinte rosso - blu: Anni 50, prima che fosse C.S. Lipari
In alto da sx: ?. ?, Orazio Salomi, Elio Cataliotti, Nino Restuccia (
U vulcanaru) Gianni Merlino, Pino Caputo ( U Gemellu )
Accovacciati da sx :Felice Monte, Stefano Russo, Peppuccio
Uggeri, Umberto De Fina .
Eoliani che non ci sono più. Riproposizione 42° video : Deceduti a Gennaio - Febbraio 2019.
Forse serve una raccolta fondi e un mastro muratore
Forse potremmo indire una raccolta di soldi e disponibilità volontaria gratuita di qualche mastro muratore. Chissà…
mercoledì 12 marzo 2025
La storia della famiglia Puglisi: Presentazione albero genealogico domani a Lipari
Parcheggi Milazzo, abbonamento residente anche per gli eoliani. Accolta proposta di Saltalamacchia (Forza Italia). Agevolazione anche per dipendenti pubblici
Sulla tangenziale di Messina perde la vita un centauro. La moglie era una delle vittime dell'alluvione di Giampilieri
Santo Pellegrino lascia due figli, Dario e Antonino, che vivono oggi un'altra tragedia. Santo, infatti, era il marito di Agnese Falgetano, una delle vittime dell'alluvione di Giampilieri. L'uomo aveva allertato al telefono i carabinieri, l'audio di quella telefonata è stato trasmesso sulle tutte le tv a testimonianza della drammaticità dell'evento. Pellegrino aveva avuto anche esperienze nel mondo dello sport, essendo stato dirigente in un società di basket dove giocavano proprio i due figli che, in ricordo della madre, lo scorso anno, avevano inaugurato il B&B "Ines", il nome con cui veniva chiamata la mamma.
TORNA ALLE EOLIE LA CAMPAGNA DI PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE ”SPER, SEA YOUR HEART”
Torna, nelle Isole Eolie, la Campagna di prevenzione cardiovascolare organizzata dall’Associazione SPER, in continuità con il progetto “Una vela per il cuore”.
Quest’anno, a partire dalla prossima settimana, l’Associazione SPER porta a Lipari la sua equipe medica con il progetto “SPER sea your Hart”
➡️Ecocardiogramma e Color Doppler
🗓️Prenota subito inquadrando il QRcode
📌A Lipari - Porto Pignataro
Dal 17 al 29 marzo 2025
➡️Non sono previsti limiti di età
📌Il Camper di SPER sbarcherà anche a Vulcano e Stromboli. Seguiranno indicazioni sulle date precise e le modalità di prenotazione.
Tanti auguri!
Pesca. Orto: "A Palermo garantito impegno per l'attuazione del Piano di gestione locale"
Durante l’audizione, ho ribadito con forza l’urgenza di interventi immediati per una categoria in ginocchio da oltre due anni. La sospensione delle uscite in mare da parte dei pescatori è l’ennesimo segnale di allarme che non possiamo più ignorare. Ai danni economici già esistenti si aggiunge il problema dei delfini, che saccheggiano il pescato e distruggono le reti, rendendo insostenibile l’attività per molte famiglie.
È stato evidenziato, inoltre, come i ritardi nell’attuazione del Piano di Gestione Locale, previsto dalla legge regionale 9/2019, abbiano aggravato la crisi, impedendo l’accesso a strumenti fondamentali per la sostenibilità del settore.
Insieme a me, il rag. Pinuccio Spinella, ha illustrato le misure urgenti necessarie per la sopravvivenza del comparto. Le sue proposte sono state accolte con interesse dai dirigenti regionali, che lo hanno invitato ad avviare i procedimenti per la loro attuazione.
L’on. Gaspare Vitrano, presidente della Commissione, ha annunciato l’impegno del Dipartimento della Pesca a destinare risorse e ad accelerare l’attuazione del Piano, riconoscendo l’importanza di agire tempestivamente per evitare il collasso definitivo della piccola pesca eoliana.
Un momento particolarmente significativo dell’audizione è stato l’intervento di Salvatore Merlino, che ho personalmente invitato a partecipare in quanto giovane operatore del settore e Presidente della Cooperativa Aurora, che con amarezza ha dichiarato: "Io a mio figlio cerco scuse per non portarlo a pescare con me, perché temo che tra qualche anno la pesca non avrà più un futuro."
Non possiamo permettere che ciò accada. Come capogruppo e leader politico, continuerò a battermi affinché la marineria eoliana ottenga finalmente le risposte e il supporto che merita. Mi auguro che dalle parole si passi rapidamente ai fatti, perché il tempo è scaduto.
Avv. Gaetano Orto (Capogruppo consiliare)
Santo del giorno: San Luigi Orione.
D'estate, al tempo della mietitura, la mamma andava a spigolare trascinandosi dietro il piccolo Luigi. «Il pane per i poveri è sacro gli diceva e neppure una briciola deve andare perduta». E si inchinava lei stessa a raccoglierla. Quel gesto, di raccogliere e portare alla bocca ogni pezzo di pane, divenne anche per Luigi un'abitudine. Che un giorno gli costò cara. I compagni di collegio, avendo notato il suo innocente vezzo, buttavano pezzi di pane che poi con sottile perfidia si affrettavano a calpestare. E quando Luigi, obbedendo al suo istinto, si chinava a raccogliere le briciole, era un coro di risate. Per tutta la vita, in verità, non farà che curvarsi per sollevare gli emarginati, i disgraziati abbandonati a se stessi da una società gretta e meschina.
A Voghera Luigi non stette per molto: una broncopolmonite lo costrinse a lasciare il convento. Il papà lo prese allora con sé a lavorare lungo le strade: un buon noviziato, che gli fece conoscere il mondo operaio, un mondo difficile, di gente sfruttata e arrabbiata, un po' anticlericale ma non lontano da Cristo. Poi Luigi conobbe don Bosco che lo prese con sé a 'Torino e lo coinvolse nelle sue iniziative a favore dei ragazzini che la durezza della vita aveva ridotto a vivere nei marciapiedi delle città. Ma alla vigilia del noviziato, quando don Bosco pensava ormai di avere un confratello in più, inspiegabilmente Luigi Orione lasciava Torino c chiedeva di essere accolto nel seminario diocesano di Tortona.
In seminario Orione non fu mai un chierico come gli altri. L'ansia per i ragazzi male in arnese, che don Bosco gli aveva comunicato, gli fece fare cose che di solito i chierici non fanno. Un'estate, quando i chierici tornavano in famiglie, Luigi chiese di restare. E poiché il seminario chiudeva, il rettore gli mise a disposizione una stanzetta, un bugigattolo nel soffitto della cattedrale, che al caldo estivo era tutt'altro che un luogo di delizie.
Un giorno la porta della sua stanzetta si aprì per accogliere un ragazzino cacciato dalla scuola di catechismo perché turbolento. Qualche giorno dopo una frotta di marmocchi invadeva la soffitta del duomo, contenti di passare qualche ora con quel chierico un po' matto che si faceva in quattro per loro. Un po' meno contenti furono i piissimi canonici, disturbati nel loro devoto salmodiare dai rumori «sospetti» provenienti dalla soffitta.
Disturbare la preghiera dei canonici fu considerato quasi un delitto e Orione dovette sloggiare, accompagnato dalla fama di soggetto poco raccomandabile. Ma non tutti furono d'accordo con quella sbrigativa definizione, non il vescovo, monsignor Igino Bandi, che, apprezzando l'iniziativa del chierico Orione, gli mise a disposizione il proprio giardino, presto trasformato in oratorio. Ma anche lì la storia durò poco. Qualcuno ravvisò nel gruppetto di ragazzini un covo di papalini antipatriottici e sovversivi. E si diede da fare perché il patronato venisse chiuso.
E l'oratorio chiuse i battenti. Ma Orione si inventò qualche altra cosa: aprì un piccolo collegio per seminaristi poveri, con la benedizione del vescovo. L'iniziativa per un po' funzionò, ma poi alcuni malintenzionati misero in giro la voce che Orione fosse indebitato fino al collo. 11 vescovo fu costretto a prendere delle precauzioni per non trovarsi nei guai. E Orione si trovò da solo. Ma non mollò l'impresa. «Aiutati ché il ciel t'aiuta», dice la saggezza popolare e lui, dandosi da fare, trovò i soldi per pagare l'affitto del locale che ospitava il collegio. Per mettere tutti a tacere. La Piccola opera della divina provvidenza, una delle sue iniziative più incisive, nascerà da quel collegio, della provvidenza, è il caso di dire. Aveva allora solo ventuno anni. Ed era ancora chierico. Sacerdote lo divenne due anni dopo, nel 1895.
Ancora chierico ne aveva combinata un'altra delle sue. Il patriarca di Venezia Giuseppe Sarto, il futuro Pio X aveva invitato nella città della Serenissima, per dirigere il coro della basilica, il chierico Lorenzo Perosi, compagno di corso di Orione e promettente musicista.
Notizie che giungevano dalla città di san Marco avevano inquietato il severissimo papà Perosi, il quale un giorno andò a confidare a Orione le sue angustie. Secondo lui, il cardinale Sarto stava «viziando» suo figlio: lo invitava a pranzo, giocava con lui ai tarocchi, gli offriva sigari... Orione, contagiato dal sacro furore di papà Perosi, prese carta e penna e inviò una lettera di rimproveri al cardinale. Se ne pentì subito, ma ormai la frittata era fatta. Il patriarca Sarto, letta la lettera dell'audace chierico, si vendicò, ma a suo modo: inviandogli un pezzo di stoffa per la talare che avrebbe indossato il giorno della prima messa. Quando, anni dopo, don Orione sarà ricevuto in udienza, Pio X, mostrandogli la lettera che aveva posto nel breviario come segnalibro, gli dirà: «Certi rimproveri fanno bene ai patriarchi».
Intanto la Piccola casa della divina provvidenza prendeva piede. A don Orione si era aggregato un altro sacerdote, don Sterpi, suo futuro successore, e con lui tanti giovani che volevano essere della compagnia. E l'iniziativa cresceva. Don Orione era un vulcano. Una ne faceva e cento ne pensava. La Casa della provvidenza divenne più di una e a esse si affiancarono presto asili, scuole professionali, centri giovanili, ospedali... In Italia e fuori Italia, in Brasile e Argentina. Troppo successo, per non suscitare nei soliti invidiosi qualche sospetto: dove trovava i soldi quel pasticcione di prete? II suo castello era solido o poggiava su un mare di debiti? Perché non era mai in casa ma sempre in giro per il mondo?...
Sospetti e altro ancora finirono raccolti in un bel dossier che monsignor Bandi dovette leggersi. E non ne fu contento. Tanto che, chiamato don Orione, gli disse con tono che non ammetteva repliche: «La Piccola opera della divina provvidenza deve essere chiusa».
Il monsignore si aspettava chissà quali reazioni. Don Orione rispose solo: «Obbedisco». Sollecitato poi dal vescovo, sconcertato dalla secca risposta, a esplicitare la sua opinione, egli si mise in ginocchio dicendo: «Eccellenza, domani lei non può celebrare la messa perché ha compiuto un'ingiustizia troppo grossa».
Tre mesi dopo l'Opera di don Orione otteneva dal vescovo l'approvazione ufficiale, insieme alla raccomandazione di dare basi solide all'istituzione, perché non finisse travolta dai debiti. Don Orione promise. Ma intanto chiedeva di poter aprire una 'uova casa a Borgonovo, nel piacentino, per ospitarvi i più poreri tra i poveri. E il vescovo glielo concesse perché, in fondo, aveva fiducia in quel suo prete un po' pasticcione, è vero, ma mimato da una grande passione che aveva nell'amore di Dio e iel prossimo la sua origine.
Nel 1908 Messina veniva rasa al suolo dal terremoto. Don Orione fu tra i primi a portare soccorso in nome del papa e della carità cristiana. E mentre gli anticlericali lo accusavano di essere una spia del Vaticano e chiedevano che fossero incamerati tutti i beni ecclesiastici per soccorrere i terremotati, don Orione scriveva mirabili pagine di Vangelo vivo, «incamerando» duemila orfanelli nei suoi collegi. Quando Pio X lo nominò vicario generale della diocesi disastrata, un canonico gli offrì un materasso e una stanza scampata alla devastazione. Ma lui cedette tutto a una famiglia senza casa e andò a dormire in un vagone ferroviario.
Erano tempi duri, di miseria, di fame e di lotte. Gli operai e i poveri lo ebbero sempre dalla loro parte. Tanto che i socialisti di Alessandria lo chiamavano «il nostro prete». In una predica incitò provocatoriamente i poveri a rubare: «Non nella terra dei poveri specificò , ma in quella dei ricchi. Andate nella proprietà di Pedenovi (suo amico, che sapeva presente in chiesa). Però non portategli via la carretta ma solo il canestro».
Anche il terribile terremoto della Marsica (1915) lo vide prodigarsi in prima persona e con gesti di carità al limite della legalità. Per portare in salvo dei bambini, ad esempio, requisì l'automobile del re, il quale, presente alla scena, non osò opporsi. Tra i bambini che un giorno accompagnò alla stazione per portarli in un suo collegio in Liguria, c'era anche un ragazzetto che nel terremoto aveva perso tutta la sua famiglia, Ignazio Silone. Intervistato in seguito su quali personaggi l'avessero più colpito, il celebre scrittore disse: «Don Orione e Trotskij: il primo non era il cristiano della domenica mattina; il secondo non era il rivoluzionario del sabato sera».
Mentre imperversava la prima grande guerra con le sue drammatiche vicende, don Orione diede le ultime rifiniture alla Piccola opera, che articolò in cinque rami: i piccoli figli della divina provvidenza, le piccole suore missionarie della carità, gli eremiti di sant'Alberto, le figlie della Madonna della Guardia o sacramentane e i fratelli laici coadiutori. Le sacramentine e gli eremiti, due comunità contemplative, che accolgono anche i ciechi di solito rifiutati dagli istituti religiosi perché non idonei, sono il fiore all'occhiello di don Orione, e il motore di tutte le sue altre attività. E nell'eremo di Sant'Alberto don Orione si rifugiava per disintossicarsi dai veleni delle critiche che da più parti gli venivano mosse: cosa normale per chi realizza qualcosa di importante. Ebbe però anche attestazioni di stima da importanti personaggi della chiesa, come monsignor Roncalli (Giovanni XXIII). 11 cardinale Pacelli (futuro Pio XII), mentre si recava in nave al Congresso eucaristico di Buenos Aires come legato pontificio, a chi gli chiedeva la benedizione rispondeva, indicando don Orione, compagno di viaggio: «Andate da lui: è un santo».
Ai primi di marzo del 1940 don Orione si ammalò gravemente. Aveva chiesto di essere portato a Borgonovo (Piacenza) in quella che considerava la più povera delle sue case. Invece lo trasferirono nella sede di Sanremo, sperando che il buon clima fosse favorevole alla sua salute. Invece il 12 marzo moriva. Scrivendo un giorno all'amico padre Stefano Ignudi, un francescano conventuale di grande cultura, don Orione aveva chiesto: «Ci sarà il ballo in Paradiso?». Non era una irriverenza, ma un suo modo per sottolineare che la chiesa deve essere il luogo della festa e non dei funerali, della Pasqua e non solo del venerdì santo; una chiesa dell'osare e non solo dell'attendere in pantofole; con un briciolo di pazzia...
Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 26 ottobre 1980 e proclamato Santo dallo stesso Papa il 16 maggio 2004.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Sanremo in Liguria, san Luigi Orione, sacerdote, fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza per il bene dei giovani e di tutti gli emarginati.

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