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sabato 4 ottobre 2025

Il "grazie" di Mons. Gaetano Sardella

 Al termine di questi 52 anni di servizio pastorale nella città di Lipari trovandomi con Francesco nel giorno del suo onomastico sento dal profondo del cuore il bisogno di ringraziare voi tutti fedeli per l'affetto, la stima e l'amicizia che mi avete donato in questo lungo tempo. Accolgo a braccia aperte il nuovo parroco don Bartolo Saltalamacchia e auguro che la chiesa che vive alle Eolie possa crescere nella fede e nella Carità..

Un caro abbraccio a tutti

Don Gaetano...


Accadde oggi...nel 1965 (fonte: accaddeoggi.it)


 

Calcio, stagione 2025/26: Domani esordio casalingo per il Lipari

 Il Lipari, dopo la battuta d'arresto nella prima giornata del campionato di Prima categoria, torna in campo domani, affrontando al Monteleone - Scoglio, con inizio alle 14 e 30. il Real Gescal, vittorioso nel corso della prima giornata

Collegamenti marittimi. I timori di Federalberghi. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 4 ottobre 2025


 

Cambi in parrocchie eoliane: Don Giuseppe a Malfa, Don Bartolo a Lipari


 

Schifani: «Un piano di 1,3 miliardi per lo sviluppo e la coesione della Sicilia»

Opere pubbliche di grande valenza sociale e infrastrutturale potranno essere finanziate grazie alla delibera approvata dalla giunta Schifani, su proposta del presidente della Regione. Il provvedimento avvia la programmazione di fondi per oltre 1,3 miliardi di euro. Sono risorse del Fondo di rotazione istituito con la Legge n. 183 del 1987 e destinate ad interventi complementari rispetto ai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea per il periodo di programmazione 2021 – 2027.

«Abbiamo avviato – dice Schifani – il percorso che consentirà di completare la programmazione di tutte le risorse del ciclo 21-27. A partire dall’assicurare il completamento del ciclo di programmazione 2014/20 dei fondi Fsc, Fesr e Fse dando la possibilità di attuare una serie di importati interventi che non era stato possibile definire per la scadenza dei termini o per l'insufficienza delle risorse. Adesso potremo realizzare una serie di opere fondamentali per le nostre città, per i nostri territori, anche in settori di forte valenza sociale come le scuole o gli ospedali delle aree ad alto rischio ambientale o potenziando gli interventi già avviati per contrastare la crisi idrica e nel settore dei rifiuti. Abbiamo previsto risorse per finanziare le misure in favore delle fasce più disagiate della società e per favorire nuova occupazione. È una visione strategica e di grande respiro per la quale il mio governo intende utilizzare al meglio e fino in fondo tutte le fonti finanziarie disponibili, senza rischiare di perdere tempo e risorse e, soprattutto, senza lasciare indietro nessuno. In questo senso, il dialogo e con le amministrazioni e l'attenzione per i territori sono stati costanti».

La delibera, dopo il passaggio in Commissione all'Ars cui seguirannno le consultazioni con la Presidenza del Consiglio e l'approvazione da parte del Cipess, costituirà un atto aggiuntivo all'accordo di coesione firmato dal presidente Schifani con la premier Giorgia Meloni a Palermo nel 2024.

La programmazione riguarda, in particolare progetti per un importo di 1,07 miliardi di euro complementari al Fesr 21/27 e 277,6 milioni di interventi complementari al Fse+.
Tra i primi figurano gli interventi nelle città. A Palermo sarà finanziata con oltre 47 milioni la realizzazione di due poli educativi territoriali; a Messina saranno destinati 65 milioni per la bonifica e la valorizzazione delle aree ex Sanderson e per il risanamento delle zone degradate. Per interventi di rigenerazione urbana a Catania sono previsti 25 milioni, mentre per il completamento degli scavi e la valorizzazione dell'area del teatro antico di Agrigento sono programmati 2 milioni di euro.

Spiccano, poi, i 175 milioni per progetti che erano stati ammessi a finanziamento con le risorse del programma operativo del 2014/20, ma non finanziati per esaurimento delle risorse; i circa 400 milioni per il completamento del ciclo integrato dei rifiuti che prevede anche investimenti per il miglioramento della raccolta differenziata e per la diffusione del compostaggio domestico; 35 milioni per il piano delle traverse idriche, quasi 85 milioni per la tutela del territorio attraverso interventi di bonifica e di mitigazione del rischio idrogeologico e dell'erosione costiera, mentre altri 50 milioni saranno investiti per la prevenzione dei danni da calamità naturale.

Per quanto concerne la sanità, 26 milioni andranno al potenziamento dei presidi ospedalieri nei territori ad alto rischio ambientale. Un investimento di 41 milioni, inoltre, è previsto per l'attuazione del Piano triennale della transizione digitale, attraverso l'Arit.

Importanti gli interventi complementari al Fse+. Tra questi, per le borse di studio degli Ersu è previsto uno stanziamento di 120 milioni, 55 milioni per interventi sociali per i soggetti svantaggiati e i servizi a sostegno delle persone non autosufficienti, 22 milioni per la formazione professionale.

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (16° puntata - 3 foto di luoghi negli anni '60)

1) Interno del castello di Lipari (anni '60)
2) Marina Corta vista dal Castello (anni '60)
3) Ginstra dal mare (anni '60)




Circolo territoriale di Fratelli d’Italia – Isole Eolie: "No alla soppressione dei collegamenti tra Eolie e Napoli e la Calabria

 Al Presidente della Regione Siciliana On. Renato Schifani; All’Assessore delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana On. Alessandro Aricò; Al Dipartimento Infrastrutture della Regione Siciliana; Al Sindaco di Lipari Dott. Riccardo Gullo

Oggetto: Ferma opposizione alla soppressione delle corse marittime tra le Eolie e Napoli e con la Calabria

Alla cortese attenzione delle Istituzioni competenti,

Il circolo territoriale di Fratelli d’Italia – Isole Eolie esprime con forza la propria contrarietà alla paventata soppressione delle corse marittime che collegano le Isole Eolie con Napoli e con la Calabria, una scelta che se attuata riteniamo inaccettabile e gravemente lesiva dei diritti dei cittadini eoliani.

Questi collegamenti rappresentano una infrastruttura strategica di mobilità, non solo per il turismo, ma soprattutto per garantire:

• il diritto alla salute,

• la continuità scolastica e lavorativa,

• la coesione sociale e familiare,

• e lo sviluppo economico delle nostre isole.

L’ eventuale cancellazione di queste tratte rischia di isolare ulteriormente le nostre comunità, già penalizzate da carenze strutturali e da una cronica disattenzione istituzionale. È paradossale che, a fronte di un aumento dei fondi per la continuità territoriale, si possa proceda con tagli che colpiscono proprio le tratte più vitali.

Fratelli d’Italia – Isole Eolie chiede con urgenza:

• Il mantenimento delle corse che si vogliono sopprimere

• L’apertura di un tavolo tecnico permanente con la partecipazione diretta delle comunità insulari

• La definizione trasparente e stabile delle tariffe e degli orari

• Un piano pluriennale di mobilità marittima che metta al centro le esigenze reali dei territori

Le Isole Eolie non possono essere trattate come periferie dimenticate. La mobilità è un diritto costituzionale, e Fratelli d’Italia si impegna a difendere con determinazione la dignità e la sovranità dei nostri territori.

In attesa di risposte concrete e tempestive, porgiamo distinti saluti.

Fratelli d’Italia – Circolo Isole Eolie

Tanti auguri di...

Buon compleanno  Francesco Megna, Salvo Giannetto, Francesco Corrieri, Concetta Cincotta, Giuseppe Merlino, Oscar Caimano, Francesco Lo Nardo, Francesca Marino, Salvatore Cincotta, Angela Tesoriero, Vincenzo Mirabito, Roberto Gurgone   





Scriveva così...oggi...lo scorso anno la Gazzetta del sud


 

Il Comune di Lipari apre le porte al Servizio Civile Universale con i sei giovani selezionati dalla Project Form

Salvatore Cincotta, Martina Costa, Domenico Portelli, Sabrina Saltalamacchia, Paolo Scarpino e Karen Ziino sono i sei giovani selezionati dalla Project Form di Catania per un anno di Servizio Civile Universale con il Comune di Lipari. Stamattina, hanno incontrato il Sindaco, il Vice Sindaco e l'Assessore alle Politiche Sociali per il benvenuto ufficiale dell'Ente.
𝐈𝐥 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐡𝐚 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ e, allo stesso tempo, come prezioso contributo agli uffici comunali che, per la prima volta a Lipari, aprono le porte al Servizio Civile Universale, e che certamente trarranno benefici dalla iniezione di energie giovani e nuove idee.
𝐈 𝐯𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝟐𝟓 𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 "𝐍𝐨𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞" - con la supervisione del Geom. Spartà e del Geom. Beninati - e "Piano cultura: start and go" - con la supervisione della Dr.ssa Schilirò e del Dr. Rando.
Ai nuovi arrivati va l'augurio dell'Amministrazione per un anno pieno di stimoli formativi, di esperienze interessanti e di occasioni di sviluppo personale.

Interruzione energia elettrica in varie zone di Canneto


 

Buongiorno. Oggi è il 4 ottobre


 

venerdì 3 ottobre 2025

Accadde oggi...nel 1976


 

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (15° puntata): Attività sul corso V.E. a Lipari (1968)

Nuova palestra pubblica nel segno dell'inclusione. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 3 ottobre 2025


 

Ginostra: Diffida alle Autorità per rischio capre selvatiche. "Cittadini prigionieri in casa e incolumità a rischio"

Al Sindaco del Comune di Lipari Dott. Riccardo Gullo; Al Prefetto di Messina Sua Eccellenza Cosima Di Stani; All’Assessorato Agricoltura e Foreste e della Pesca Della Regione Siciliana; Al Dirigente del Servizio 13 Servizio per il Territorio di Messina; Al Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale ; Al Dirigente del Servizio 3 Del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale – Gestione Faunistica del Territorio

e.p.c.

Stazione Carabinieri di Stromboli

Procura della Repubblica di Barcellona (P.G.)

Oggetto: Diffida per pericolo alla sicurezza pubblica causato da presenza incontrollata di capre a Ginostra

Io sottoscritto Gianluca Giuffrè, residente a Ginostra nell’isola di Stromboli, con la presente intendo segnalare e diffidare le autorità competenti in merito alla grave situazione di pericolo causata dalla presenza incontrollata di oltre duemila capre nel territorio di Ginostra e Stromboli. Tale situazione rappresenta un rischio concreto per l’incolumità dei cittadini, in particolare per i soggetti più vulnerabili come i bambini e gli anziani. Personalmente, ho due figli di 8 anni e due genitori anziani, e temo per la loro sicurezza a causa di frequenti incursioni degli animali fin dentro le nostre abitazioni e lungo i sentieri e nelle aree pubbliche. Numerosi branchi sono localizzati nel territorio comunale ed assediano continuamente le abitazioni costringendo i cittadini a vivere prigionieri in casa ed esposti a gravi pericoli per la loro incolumità fisica oltre agli ingenti danni che arrecano nelle proprietà private e rischi di natura igienico-sanitaria per la salute pubblica.                       Chiedo pertanto un intervento urgente volto a:

Adottare misure immediate per contenere e gestire gli animali.

Garantire la sicurezza dei residenti e dei visitatori.

In mancanza di riscontro entro 15 giorni dalla presente, mi riservo di adire le vie legali e di coinvolgere  le associazioni di tutela dei diritti civili.

Distinti saluti, 

Gianluca Giuffrè

Ginostra, 03/10/2025



San Francesco e Madonna di Pompei


 

Eoliani e amici delle Eolie che non ci sono più( Riproposizione 81° puntata, deceduti a gennaio- febbraio 2024) video di 2 minuti e 10

 In questo video, realizzato con le foto in nostro possesso: Angela Provvidenti ved. Lazzaro, Angela Quadara (Lina) ved. Paino, Angelo Favaloro, Antonino Loprestini, Bartolina Ruggiero in Cavalletto, Bartolo Lo Surdo, Caterina Filolungo ved. Bartoli, Caterina Natoli ved. Favaloro, Caterina Quadara in Ficarra, Elena Scoglio ved. Lazzaro, Genj Groppo, Gino Vulcano, Giovanni Raffaele (Giovannazzo), Giuseppa Peluso ved. Cafarella, Giuseppe Fonti, Ivana Bonica, Nunziata Cannistrà, Pino Martinucci, Provvidenza Longo ved. Sardella, Stefano Caizzone 

ISOLE MINORI MARINE, CODACONS: STATI GENERALI LONTANI DAI CITTADINI

 STATI GENERALI ISOLE MINORI MARINE DAL 10 AL 12 OTTOBRE A LIPARI 


CODACONS ATTACCA: STATI GENERALI LONTANI DAI CITTADINI

TANASI (CODACONS): TRASPORTI, SANITÀ, SCUOLA E LOTTA AL CARO-PREZZI LE PRIORITÀ 


Il Codacons interviene sugli Stati Generali delle Isole Minori Marine, in programma a Lipari dal 10 al 12 ottobre, denunciando il rischio che l’iniziativa resti distante dalle reali esigenze delle comunità locali.

"È inaccettabile – dichiara Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons – discutere del futuro delle isole senza dare voce ai cittadini che ci vivono ogni giorno, subiscono disservizi, pagano rincari e affrontano l’isolamento. Senza ascoltare i consumatori e senza il coinvolgimento delle associazioni che li rappresentano, questi Stati Generali rischiano di produrre risultati inconsistenti".

Il Codacons sottolinea come sia grave che a un appuntamento del genere non sia stato invitato il Codacons stesso, ossia una delle principali realtà di rappresentanza dei cittadini e dei consumatori, che da anni è in prima linea con esposti, denunce e proposte concrete. "Si tratta di un’esclusione che riduce la credibilità dell’iniziativa e priva i cittadini della loro voce" aggiunge Tanasi.

L’associazione ricorda che i problemi delle Isole Minori Marine non riguardano solo i trasporti, ma anche:  la sanità, con presidi ridotti e difficoltà di accesso alle cure; la scuola, penalizzata da strutture carenti e dall’assenza di continuità didattica; l’approvvigionamento di acqua ed energia, ancora troppo legato a fonti costose e inquinanti; e il caro-prezzi, che grava quotidianamente su famiglie e pendolari.

"Occorre un piano organico – prosegue Tanasi – che garantisca più corse marittime, tariffe agevolate per residenti e pendolari, presidi sanitari potenziati e telemedicina, scuole digitali e stabili, energia e acqua da fonti rinnovabili e misure efficaci contro il caro-prezzi che colpisce beni e servizi di prima necessità. Senza risposte concrete, parlare di sviluppo resta un esercizio sterile".

"Siamo pronti  a presentare un pacchetto di misure immediate e chiediamo l’istituzione di un tavolo permanente con la partecipazione obbligatoria delle associazioni dei cittadini e dei consumatori: senza la loro presenza, qualsiasi piano rischia di restare inapplicato".– conclude Tanasi

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Gabriele Costanzo, Davide Osvaldo, Valentino Merlino, Marco Allegrino, Daniele Vella, Alessandro Puglisi, Rosalba Zavone, Michele Maggio

Enti locali, ai Comuni siciliani le funzioni di Polizia amministrativa: decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, in vigore dal 15 ottobre

Firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, entrerà in vigore il 15 ottobre il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri che stabilisce il trasferimento delle funzioni di Polizia amministrativa ai Comuni della Sicilia, come avviene già nel resto d'Italia. Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre, era stato approvato lo scorso 4 settembre secondo lo schema proposto dal governo Schifani nel gennaio 2024.

«Il decreto legislativo, su cui il mio governo si è a lungo speso dopo anni di attesa - dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani - allinea finalmente i Comuni siciliani alla normativa nazionale in materia di concessioni e autorizzazioni proprie delle attività di polizia amministrativa. Un risultato importante nel processo di semplificazione e snellimento delle procedure amministrative e nel miglioramento dei servizi per i cittadini. Gli enti dell'Isola potranno così più celermente semplificare le attività in materia di autorizzazioni, rilascio di licenze per lo svolgimento di spettacoli, manifestazioni pubbliche e attività similari e concessioni che nella nostra regione sono state finora di competenza dell'autorità pubblica statale».


Il decreto legislativo, composto da 5 articoli, specifica che il trasferimento non determina oneri aggiuntivi a carico dei Comuni o della stessa Regione, dal momento che le nuove funzioni sono assimilabili ai procedimenti autorizzativi comunali ordinariamente gestiti già dal personale in servizio.

Scrivevamo così...oggi...lo scorso anno


 

La "Pagina culturale": QUELLA DI FLORENZIA, UNA STORIA DA RACCONTARE di Michele Giacomantonio (Puntata 10 di 10)

Decima puntata
LE FORZE MI VENGONO MENO…
Le ultime settimane di vita

Florenzia già anziana 

Florenzia seguì i problemi della congregazione fino alle ultime ore di vita con una partecipazione che andava dai problemi più impegnativi della congregazione e delle case fino alle vicende delle singole suore. Poneva domande, dava consigli, si preoccupava della loro salute...
Anche nel chiedere aiuto alle consorelle era molto discreta. Uno dei malanni che la vecchiaia le aveva recato era il gonfiore alle gambe e il problema che aveva tutte le mattine, anche perché era divenuta molto robusta, era quello di allacciarsi le scarpe. Da sola non ci riusciva e quindi aspettava la prima suora che passasse per il corridoio e potesse aiutarla. Spesso questa era suor Colomba e la Madre un giorno le chiese:
– Che cosa pensi, quando fai questo servizio?
– A niente, Madre.
– E invece devi pensare che lo fai per amore del Signore.
Le difficoltà nei movimenti facevano sì che avesse sempre bisogno di qualcuno che l’aiutasse a coricarsi e ad alzarsi. Una notte cadde dal letto, ma per non disturbare le consorelle durante il sonno non volle chiedere aiuto. Rimase a terra fino al mattino, quando la trovarono tutta infreddolita perché era inverno.
Amava conversare e comunicare con le consorelle. Lo faceva di persona o per lettera.
Aveva una grande dote di discernimento nel giudicare le persone ed era sempre prodiga di consigli, ma badava bene a farlo amichevolmente senza  pregiudizio. Fin da giovane, era stata devota di suor Teresa di Gesù Bambino e voleva che soprattutto le novizie ne leggessero la vita e la <<Storia di un’anima>>. Suor Maria Maddalena era rimasta colpita dal brano in cui Teresa si era scelta una consorella che le correggesse i difetti.
– Quale suora mi potrebbe essere di aiuto?, si chiedeva, ed era titubante, perché pensava a una consorella molto sveglia e intraprendente, ma aveva dei dubbi.
– Che cosa la preoccupa suor Maria Maddalena? – le chiede un giorno Florenzia vedendola turbata.
La giovane le confidò il suo problema e le fece anche il nome della suora a cui aveva pensato.
– Se vuoi un mio consiglio, non credo che quella suora sia adatta per la tua anima. Ti faccio io una proposta e poi decidi tu.
Suor Maria Maddalena seguì il consiglio della Madre e si trovò bene, mentre la consorella a cui aveva pensato dopo pochi anni perdette la vocazione e abbandonò l’abito e l’istituto.
Alla capacità di discernimento univa un naturale senso pedagogico basato sulla fiducia nell’interlocutore. Un giorno, mentre è alla finestra della casa di Roma che guarda i bambini giocare nel cortile, si accorge che una giovane suora aveva perso la pazienza con un bambino che continuava a fare capricci. Florenzia subito non dice niente, ma nel pomeriggio fa chiamare la suora nella sua stanza. Questa si era accorta che la Madre aveva notato la sua reazione ed era impaurita. Chissà che cosa le avrebbe detto… Era così severa… Florenzia vede la suora tutta tremante e cerca di metterla a suo agio, la invita a sedersi.
– L’ho fatta chiamare, cara figliola, per sapere se si trova bene con noi. Incontra difficoltà nella vita religiosa? Sta bene in salute?
La giovane è sorpresa. Credeva di doversi scusare e, invece, la Madre l’invitava a una conversazione serena. Senza rimproverarle nulla, Florenzia le parla dell’amore di Cristo, dello spirito di sacrificio che le suore devono acquistare, della carità verso gli altri.
– Molte volte è difficile trattare con i bambini, specie se sono dei piccoli ribelli. Ma Gesù amava i bambini e li portava ad esempio agli adulti. Con loro bisogna avere più pazienza che con i grandi.
Un altro episodio la vede esercitare questa virtù pedagogica con una bambina. C’era in istituto una ragazzina di 13 anni, Teresa, che le suore avevano accolto per carità, visto che la famiglia non poteva mantenerla. Florenzia amava chiacchierare con lei e Teresa, rassicurata dalla confidenza che le dimostrava la Madre, un giorno le chiese perché non potesse indossare l’abito delle novizie e divenire suora.
– Sei ancora troppo giovane, Teresa. Devi avere pazienza, verrà anche il tuo momento, la rassicurò la Madre.
– Ma è già un anno che sono qui e conosco tutte le preghiere meglio di tante novizie. Perché non fa un’eccezione?
Florenzia vede che la ragazzina non vuole convincersi e sembra chiudere il discorso.

La cameretta di Florenzia nella Casa di Roma ora trasformata in Cappella.

– Teresa, in giardino c’è un piccolo tronco di albero quasi secco; vedi di estirparlo e portalo qui.
Sembra un incarico di responsabilità e Teresa, lieta, corre in giardino. Provò e riprovò a svellere il tronco, ma per quanti sforzi facesse la pianta non si mosse di un centimetro. Delusa, stanca e accaldata, tornò dalla Madre.
– Il tronco è più grande di me, non riesco a smuoverlo.
– Vedi, Teresa, ci sono cose che alla tua età, con le tue forze puoi fare e altre no. Quello che si verifica per le piante, accade nella nostra vita. Quando si è giovani, bisogna pensare a curare la vita e a raddrizzarla se ce n’è bisogno. Quindi in questo periodo studia, lavora e strappa, se occorre, le erbe cattive, cioè le cattive inclinazioni che scopri in te. Il Signore premierà la tua generosità e, se vorrà, quando sarai più grandicella, potrai diventare suora.
Spesso andava a trovare la suora che era in cucina.
– Figlia mia, fammi pulire la verdura, diceva.
– Madre, mai io non voglio che lei faccia queste cose –, rispondeva imbarazzata la suora cuciniera.
– Perché no? Non ho forse anch’io il diritto di andare in paradiso con il mio lavoro? Vede, fra pentole e pentolini sta spesso la nostra santità.
– Spesso qui, Madre, non si ha nemmeno il tempo di dire un Gloria.
– Eppure è semplice. Quando accende il fuoco, si ricordi dell’inferno e del purgatorio e così il suo impegno sarà, tra meditazione e lavoro, tutto per Gesù. Che cosa vuole di più? Si faccia santa e preghi per me.
Molto tempo Florenzia lo dedica alle lettere rivolte alle suore lontane o alle circolari che scrive per Natale o per Pasqua. Sono quasi sempre lettere serene e, se qualche volta deve rimproverare, lo fa con franchezza come con la stessa franchezza è pronta a chiedere scusa se si accorge di essere stata ingiusta o di avere ecceduto. Ma nell’ultimo anno di vita doveva avere un cruccio molto forte che serbava dentro di sé, anche se qualche volta prorompeva alla superficie.
La circolare del 31 marzo 1955 è particolare e sembra rilevare questo stato d’animo: “Il mio cuore materno – vi si legge dopo l’indirizzo alle “figliuole carissime” e l’annunzio dell’approssimarsi della Pasqua – sente il bisogno di manifestare i sensi di soprannaturale affetto che a voi mi lega, affetto purtroppo mal corrisposto perché, se il cuore delle figlie battesse all’unisono con quello della Madre, ben diversa sarebbe la vostra condotta. Soffro tanto nel considerare che voi non vi amate, non vi compatite scambievolmente, anzi spesso si deve constatare quello spirito di fazione, di ribellione, di mormorazione, di riferire i difetti delle consorelle trasportandoli di Comunità in Comunità, inasprendo gli animi e disseminando malanimo e discordie. Che piaga terribile!!! Figliuole care, perché amareggiare tanto il cuore di Gesù e quello della Madre vostra? Penso, però, che la Quaresima sarà stata un periodo di ravvedimento e che la S. Pasqua del 1955 segnerà per il nostro istituto l’inizio di un rifiorimento dello spirito di carità vera e sentita, che stabilirà nelle anime vostre e nelle vostre comunità la pace e la gioia santa che unisce i cuori a Gesù. Questo l’augurio sentito che la Madre vi fa giungere in questa S. Pasqua, fiduciosa che ognuna di voi coopererà a rimarginare questa piaga terribile che tende a distruggere lo spirito religioso nei membri della nostra cara Congregazione”.
E, infine, la conclusione: “Figliuole care, l’avvenire della nostra cara Congregazione è nelle vostre mani, scuotetevi e in questa Pasqua fate propositi santi”.
Critiche di questo tipo non erano usuali in Florenzia. Probabilmente negli ultimi mesi vi era una vena di pessimismo che l’amareggiava e che, di tanto in tanto, emergeva. Di più, proprio in questi ultimi mesi, scomparivano alcune compagne – suor Veronica e suor Nazarena – che erano state con lei fin dai primi momenti della creazione dell’istituto.
Il 18 febbraio 1956 Florenzia, che sente approssimarsi la propria fine, scrive a suor Pia, che era ancora in Sicilia, chiedendole, se possibile, di sospendere le visite in programma e tornare a Roma. È una lettera espresso che consegna alla segretaria generale per spedirla. Ma questa, oltre a spedire la lettera, decide di telefonare alla casa di Acireale dove era suor Pia per manifestarle le sue preoccupazioni. Niente di grave in apparenza, solo la pressione un po’ alta, ma il fatto che Florenzia avesse chiesto il rientro della vicaria l’aveva messa in allarme. La telefonata confermò a suor Pia alcuni presentimenti che lei stessa aveva avuto e così – “spinta da un incubo che la tormentava” – decise di partire senza frapporre indugi.
Il 19 suor Pia è già a Roma. Vi era arrivata la sera precedente a tarda ora, avendo viaggiato tutto il giorno, e non aveva voluto disturbare Florenzia. Ma la mattina del 20, alle nove, è già nella sua camera. La Madre sta benino e non sembra che sia prossima alla morte. È felice di vedere suor Pia e subito vuole essere messa al corrente di come vanno le cose in Sicilia e, in particolare, a Palermo e a Petralìa Sottana, dove vi erano stati problemi nella realizzazione delle nuove sedi. Parlano per tre ore fino a mezzogiorno e Florenzia vuole conoscere tutto, fin nei minimi particolari, delle case, ma anche delle suore, dei bambini assistiti, delle aspiranti alla vita religiosa, delle postulanti, delle novizie, delle opere di carità. Aveva nella sua testa, con grande lucidità, il quadro delle attività siciliane e con interesse voleva essere aggiornata.
Nel pomeriggio fa chiamare il padre francescano che le ha promesso la donazione di una villetta a Roma centro da parte di una benefattrice. È un problema che le sta molto a cuore. Ha sempre sperato – visto che Monte Mario risulta un po’ fuori mano – di potere avere una casa anche piccola a Roma dove potessero abitare le suore che dovevano frequentare le scuole. Meglio se fosse dalle parti di San Pietro, “per essere più vicine al Papa”. Il padre arriva subito e l’incontro si tiene nella cameretta di Florenzia, che lo accoglie seduta nella sua solita poltrona di legno, alla presenza di suor Pia e della segretaria generale. Ma padre Bernardo non ha novità e pare a Florenzia troppo evasivo. Essa, però, è pressata dal tempo che le sfugge e si rivolge al francescano con toni accorati: “Padre, Lei mi può aiutare, mi deve aiutare. Non ho più testa né gambe, non posso più muovermi, non posso più reggere l’istituto… Ci deve aiutare, segua la pratica della donazione della casa in città. Poi c’è da fare la chiesa, il progetto è pronto, desidero essere sepolta nella nuova chiesa vicina a Gesù, vicino alla Madonna, in mezzo alle mie figlie”.

2. Un transito sereno

  Quella del martedì, 21 febbraio 1956, fu la giornata fatidica. Pioveva e vi era umido e freddo. La mattina Florenzia non se la sentì di alzarsi per sedersi sulla sua poltrona come faceva sempre, ma rimase a letto. Questo fu il segnale che soffriva molto e le forze la sorreggevano sempre meno, anche se lei alle domande di come si sentisse rispondeva sempre “bene”. Chiese di parlare con don Traiano, il cappellano dell’istituto, ma questi era fuori sede e così suor Pia pensò di far venire il parroco di Nostra Signora di Guadalupe, che era la loro parrocchia e distava dalla casa un paio di centinaia di metri. Don Paolo arrivò subito e le suore gli suggerirono di dire che non erano state loro a chiamarlo, ma che era venuto di sua iniziativa per una visita di cortesia. Florenzia, che aveva compreso la preoccupazione delle consorelle, fu contenta di vederlo.
“Padre parroco, come faceva a sapere che stavo male?”, chiese con una punta di ironia.
“Madre – rispose sorridendo don Paolo –, il parroco sa tutto”. E, dopo questi convenevoli, la suora chiese di confessarsi. Dopo il parroco volle somministrarle il viatico, anche se Florenzia appariva serena nel volto, parlava e non manifestava nessun segno di crisi grave. Ed ora, aggiunse don Paolo, facciamo la comunione. “Non posso – rispose questa imbarazzata – ho fatto da poco colazione”. “Non importa – ribatté don Paolo –, la dispenso io”. E recitò le preghiere di preparazione e di ringraziamento alla comunione a voce alta e chiara.
Intorno al letto le suore, che nel frattempo, dopo la confessione erano sopraggiunte, prendendo posto nella stanzetta o sostando nel corridoio dinanzi alla porta, impietrite dal dolore, seguivano ogni suo movimento e ogni sua parola. Florenzia recitò alcune preghiere insieme al parroco, da sola ridisse la preghiera a Gesù crocifisso “Anima Christi”. Poi ripeté più volte: “Nel bel cuore di Gesù che mi ha redento, in pace io riposo e mi addormento”. Quindi, col suo solito sorriso, si fece aiutare a mettersi seduta nel letto e si mise a conversare col parroco chiedendogli perché da un po’ di tempo non invitava le sue suore ad andare in parrocchia e, in particolare, perché non le aveva invitate alla solenne festa dell’incoronazione della Madonna. Però, sia perché parlava piano, sia perché incespicava un po’ nelle parole, non si capiva tanto bene quello che diceva.
Si erano fatte già le 12,30 e, mentre conversavano, il parroco chiese se voleva amministrato quello che oggi si chiama sacramento dell’unzione degli infermi e che allora era conosciuta come estrema unzione. Florenzia acconsentì sorridendo, seguì attentamente tutta la cerimonia, vi partecipò con devozione, rispondendo “Amen” con voce chiara. Le suore, con il cuore straziato, seguivano i minimi movimenti della Madre, che in viso era serenissima.
In questo intervallo, arrivò anche il medico curante che le auscultò il cuore, disse che era un po’ debole, ma che non c’era una vera gravità, e andò via. Il parroco, a questo punto, volle darle anche la benedizione papale e, nell’atto che Florenzia ebbe Gesù crocifisso fra le mani, lo strinse forte e, a voce alta e chiara, disse: “Gesù, Gesù mio” e baciò il crocifisso con trasporto. Lo consegnò poi nelle mani del parroco, che lo posò sul tavolo, e ancora a voce alta disse: “Gesù, Gesù mio, Gesù bello”.
Quindi, rivolgendosi alle suore, disse: “Perdono tutte le suore, anche le più discole e benedico di cuore le vicine e le lontane”. Stette un po’ di tempo in silenzio, ringraziò don Paolo e questi, vedendo che stava benino, andò via. Erano le 13,30 e si era trattenuto per circa tre ore.
Accettò di mangiare qualcosa e volle alzarsi e sedersi sulla sua poltrona. Scesero a trovarla, per informarsi sulla sua salute, suor Biagina, che era stata a letto con acuti dolori intercostali, e suor Adele che, malgrado avesse la febbre, aveva voluto fare una visitina alla Madre. A questa, che le chiedeva come stesse, Florenzia rispose sorridendo: “Io sto bene, è lei che è tanto malata. Cerchi di salvaguardarsi”.
Le suore passarono il pomeriggio tutte intorno a Florenzia e – vedendola serena e attenta, come al solito, alla conversazione – si interrogavano perché mai il parroco avesse voluto amministrarle l’estrema unzione. A suor Ludovina, che durante l’assenza di suor Pia dormiva in camera con lei e, quindi, durante la notte si alzava diverse volte per assisterla, disse: “Lei vada a letto a riposare ora, io riposerò stanotte”. A suor Amalia, che di solito si occupava del bucato, disse: “Consegni presto la biancheria ad uso mio che mi servirà”. Riflettendo su queste frasi, suor Pia si chiese se fosse un indizio che Florenzia presagiva la propria morte. Ma non disse nulla a questo proposito. Alle 18,30 fece cena, mangiò come al solito e bevve acqua calda con succo di mandarino, perché sentiva freddo. Alle ore 19 volle che le suore andassero a cenare e rimasero a farle compagnia solo suor Ludovina e suor Amalia.
In questo intervallo, venne a trovarla don Traiano che era rientrato in istituto. Lei gli disse, contenta, che vi era stato don Paolo, di aver fatto la comunione e di aver ricevuto anche l’estrema unzione.
– Se lei ha pazienza, Padre, vorrei esporle un ragionamento che sono venuta facendo in questi ultimi mesi e che è come un riassunto della mia vita spirituale. Il mio cammino spirituale. Il Padre le disse che era felice di ascoltarla e Florenzia riprese il discorso.

Interno della chiesa di Pirrera, oggi

“Vede, Padre, la cosa più importante nella mia vita è stata la preghiera, e cioè il dialogo con Gesù e con la Madonna. Ma forse, ancor prima della preghiera, è stato il silenzio. Le suore pensano che io sia un po’ fissata con il silenzio. E può essere vero. Con l’età anche alcuni valori finiscono con l’apparire manie. Ma per me il silenzio vuol dire l’incontro della mia anima con Dio. Il silenzio è una tale forza trasformatrice che ci fa scoprire la nostra povertà umana, la nostra incapacità, i nostri limiti. Il silenzio non è il nulla, ma è ascolto per cogliere la presenza di un altro che è oltre la percezione dei nostri sensi. Il silenzio è la premessa della preghiera, perché vuol dire fare spazio all’ascolto di Dio. Questo l’ho sempre saputo, fin da bambina, quando passavo lunghe ore in silenzio dinanzi al quadro della Madonna degli Angeli nella vecchia chiesetta di Pirrera a Lipari. E un giorno, il giorno della mia prima comunione, ho sentito finalmente la voce di Gesù.
Ho detto molte volte che “Gesù parla alle anime silenziose. Quando si accorge che nel nostro cuore si nutrono pensieri che non sono per lui, ci lascia sole e non si può conoscere la via che porta al cielo”. Sì, il silenzio è già preghiera. E la preghiera è stata per me l’alimento giornaliero, il sostegno a cui appoggiarmi nelle difficoltà. La preghiera fatta di ascolto e di dialogo. Dialogo con Gesù. Dialogo con la Madonna. Dialogo e meditazione. Anche il rosario è stato per me dialogo e meditazione. Un modo di comunicare con Dio lungo i misteri della fede.
Silenzio e preghiera sono fra loro connessi e uno introduce all’altro, così come la perfetta letizia e l’abbandono a Dio, che sono le altre tappe di questo cammino sulla strada dello Spirito.
La perfetta letizia è stato il passaggio, credo, più complesso. Mi riusciva difficile pensare come si potesse rimanere nella gioia interiore di fronte a eventi terribili, a disgrazie familiari, alla sofferenza che vedevi intorno a te. Il racconto di Francesco che torna da Perugia in una durissima notte d’inverno e, giunto al convento, non lo lasciano entrare, la prima volta che lo sentii mi parve una storiella, allo stesso tempo, irritante e divertente. Com’è possibile essere lieto, quando subisci un’ingiustizia? Com’è possibile non reagire?
È possibile – mi disse un giorno un frate francescano –, se al centro non ci sei tu, se non sei tu al centro dei tuoi pensieri, delle tue emozioni, del tuo mondo. Fino a quando non ti poni in un angolo e non occupi quel centro con Dio, non puoi. Per questo, la perfetta letizia pretende l’abbandono fiducioso a Dio.
Ho ancora nelle orecchie le parole di quel frate. Si chiamava padre Daniele e lo conobbi viaggiando sulla nave verso gli Stati Uniti e poi lo ritrovai a New York nella chiesa di Sant’Antonio. Quel viaggio verso l’America fu un momento importante della mia maturazione spirituale e, soprattutto, la notte terribile di tempesta quando pareva che dovessimo affondare e sentivo intorno a me grida e pianti. La mattina, la tempesta si era quietata e raccoglievamo morti e feriti. Allora mi sono detta che, se ero ancora viva, è perché l’aveva voluto Dio e, quindi, la mia vita non mi apparteneva più. Apparteneva a lui e dovevo vivere ogni momento nella gioia di servirlo. Da quel momento, per quanto forti fossero le preoccupazioni, mi dicevo che, se una cosa era bene che si verificasse, allora Dio avrebbe provveduto. Se c’era qualcosa che io avrei potuto fare, dovevo impegnarmi sino in fondo. Ma se le cose esorbitavano dalle mie possibilità dovevo affidarmi a lui.
Affidarsi a Dio non è lo stesso che fidarsi di Dio, è un passo in più. Vuol dire abbandonarsi a lui e avere la certezza che tutto quello che ti succede ha una finalità e questa finalità non può non essere buona perché viene da Dio. Le contrarietà sono le forti carezze di Dio. Le difficoltà, le prove arrivano perché Dio vuole saggiare la nostra fiducia in lui, ma lui stesso le avrebbe risolte. Alle mie suore, di fronte alle traversie, alle contrarietà e alle preoccupazioni, ho sempre detto: “Uniformiamoci alla volontà di Dio, il quale tutto sa risolvere per il nostro bene”.
Dio, Padre, non è mai stato per me un essere impersonale. È sempre stato una persona viva e vera. È stato Gesù e Gesù è stato l’unico e grande amore della mia vita. Gesù che mi parla attraverso la Scrittura, Gesù che mi parla nell’Eucaristia. Anche nella ricerca di Gesù Francesco mi è stato maestro. Il Gesù della povertà del Presepio, il Gesù dell’umiltà della Croce, il Gesù dell’annientamento dell’Eucaristia. Sono tre momenti che rendono Gesù vero, presente. Eppure fra questi tre momenti quello verso cui ho sempre provato un particolare trasporto è l’Eucaristia. Nell’Eucaristia Gesù si è annientato per rimanere con gli uomini per sempre. E così non siamo stati più soli. Alle mie suore, che si lamentavano qualche volta della solitudine in cui vivevano a Rosarno, a Castagnolino, in Brasile ho sempre ricordato: “Gesù dimora con voi e, quindi, avete tutto. Amatelo Gesù. Ditegli spesso: Gesù ti amo, resta con noi”. Per questo volevo che il primo pensiero nell’apertura di una casa fosse quello della cappella in cui celebrare la messa, possibilmente tutti i giorni.
L’Eucaristia è stata per me il centro della giornata e alle mie figliole dicevo di dividere la loro giornata in due periodi di raccoglimento: la prima metà in costante ringraziamento per l’eucaristia ricevuta la mattina, e la seconda mezza giornata vissuta nell’attesa della comunione dell’indomani.
L’amore per Gesù è stato il culmine del mio percorso. L’amore per gli uomini e, in particolare, per i più bisognosi non è che l’estensione di questo amore. Sì, l’amore è stato il movente di ogni aspirazione nella mia vita, di ogni opera intrapresa, l’amore che innalza all’Onnipotente un cantico di gioia, di gratitudine, di riconoscenza nel trambusto di una vita sacrificata, francescanamente vissuta. Nel povero mendicante, nell’ammalato che soffre, nella ragazza madre abbandonata, nel bambino senza affetti vedevo Gesù. Ho scritto alle mie figliole in Brasile, che tanti problemi hanno avuto nell’ospedale di Jatai: “Oh, come sarebbe bello, se in uno dei tanti ammalati trovaste Gesù in persona. Ma se non lo trovate visibile, lo troverete sempre invisibile. Quando avvicinate un ammalato, andate col pensiero che vedete Gesù”. E a tutte ho sempre ricordato che, quando un povero bussa alla porta, bisogna accoglierlo e aiutarlo, perché in lui c’è l’immagine di Gesù Cristo. Ecco, questo è il testamento che lascio alle mie figliole, un percorso per diventare sante non compiendo azioni straordinarie, ma affrontando i problemi di tutti i giorni lungo quella “piccola via” che ci ha indicato suor Teresa di Gesù Bambino”.

La casa della famiglia Profilio a Pirrera trasformata in casa di preghiera con la sua piccola cappella

Parlò a lungo Florenzia ed era veramente come se volesse consegnare a  don Traiano il proprio testamento spirituale. In alcuni momenti la voce sembrava spegnersi in gola ma, subito, riprendeva come se quel racconto fosse il canto della sua vita.
Dopo cena, il cappellano si incontrò con le suore e le tranquillizzò perché Florenzia era lucida e serena. Il tempo della ricreazione le suore lo passarono rimanendo attorno alla Madre e, all’orario delle preghiere serali, le chiesero la benedizione e andarono in cappella. A recitare le preghiere con Florenzia rimasero suor Pia e suor Ludovina e la Madre partecipò alle preghiere col solito fervore facendo sentire la propria voce.
Poi volle alzarsi e, mentre suor Pia le rifaceva il letto, suor Ludovina l’aiutava a sorreggersi. A un tratto esclamò: “Le forze mi vengono meno”. Subito suor Pia accorse e a stento le due suore la sorressero per fare quei pochi passi dalla poltrona al letto. Nell’attimo di mettersi a letto, Florenzia si sconvolse in viso e, mentre le suore cercavano di farle prendere la posizione più giusta che la aiutasse a respirare, chiuse per sempre gli occhi. Erano le 21 precise del 22 febbraio 1956,, l’orario in cui, in quel periodo dell’anno, la comunità andava a riposare. Subito accorsero le suore che si inginocchiarono intorno al letto e pregavano e piangevano. Accorse anche don Traiano per l’ultima benedizione e anche lui si raccolse in preghiera.

3. L’omaggio a Florenzia

Ricomposta la salma, le suore, don Traiano e le orfanelle più grandi, che chiesero di poter restare, passarono la notte in veglia di preghiera alternando, fra le lacrime, le orazioni con la lettura della passione e morte del Signore. 

La cerimonia dell’olio per la luce dinnanzi alla tomba di Madre Florenzia nella Cappella della Casa generalizia.

Il corpo rimase esposto nella sua stessa camera per due giorni, fino alle 18 del giovedì, quando Florenzia fu deposta nella cassa dalle sue stesse figlie e portata in cappella dove la bara rimase aperta tra una profusione di fiori e ceri accesi. Le suore vegliarono per tre notti e quasi tre giorni. La Madre per tutti i tre giorni conservò l’aspetto di una persona viva, soavemente addormentata, senza la freddezza e il pallore della morte.
Moltissime furono le autorità religiose, i sacerdoti, che vennero a sostare in preghiera. Così anche le suore della zona e poi un via vai di vicini, di parenti delle ragazze assistite, di famiglie amiche e di persone sconosciute. Le suore posarono sul corpo della Madre medagliette dell’Immacolata e piccoli crocifissi per poterli poi conservare come ricordo della defunta. La bara rimase aperta fino alle 10,30 del venerdì 24 febbraio. Quando si chiuse la bara, gli uomini addetti alla saldatura, avevano tentato di stendere le braccia lungo il corpo, ma fu inutile perché per ben due volte le mani da sole si ricongiungevano nella posizione primitiva, cioè a stringere il crocifisso, la corona del rosario e la santa Regola che erano sul petto.
Il  corpo di Madre Florenzia Profilio ora riposa nella chiesa della Casa generalizia dell’Istituto a Roma in via delle Benedettine. Dal luglio del 1980 è iniziato il cammino verso il riconoscimento della sua santità ed il 14 aprile 2018 il Santo Padre ha firmato il decreto col riconoscimento delle virtù eroiche della Serva di Dio e l’attribuzione quindi del titolo di Venerabile..
                                                                                           (10.Fine)

Buongiorno. Oggi è venerdì 3 ottobre.


 

giovedì 2 ottobre 2025

Sciopero generale di domani "pro fottiglia": I collegamenti minimi garantiti da Caronte&Torist

Messina - 02/10/2025 - In previsione dello sciopero generale di venerdì 3 ottobre proclamato dalle organizzazioni sindacali CGIL e Unione Sindacati di Base in difesa della Flotilla, dei valori costituzionali e per Gaza, il Gruppo Caronte & Tourist ha predisposto lo schema dei servizi minimi da assicurare nello Stretto di Messina e da e per le isole minori individuando navi e lavoratori comandati.

Nello specifico, Caronte & Tourist comunica che nelle ventiquattro ore di sciopero (dalle ore 00:00 alle ore 23:59) saranno in servizio nello Stretto due navi tra Rada San Francesco e Villa San Giovanni e una nave ogni due ore tra Tremestieri e Villa San Giovanni.

Per quanto concerne invece le isole minori, saranno in servizio tre navi da e per le Eolie; due navi da e per le Egadi; una nave da e per Ustica; una nave da e per Pantelleria; una nave da e per le Pelagie


Ulteriori informazioni saranno disponibili online sul sito del Gruppo Caronte & Tourist (carontetourist.it).

Continuità territoriale marittima – Grave preoccupazione dei Comitati 20-30 e Trasporti Eolie per le scelte della Regione Siciliana

Comunicato stampa

Lipari, 2 ottobre 2025 

Oggetto: Continuità territoriale marittima – Grave preoccupazione per le scelte della Regione Siciliana

Il Comitato 20-30 e il Comitato Trasporti Isole Eolie esprimono forte preoccupazione per l’esito dell’incontro tenutosi il 29 settembre 2025 presso la Regione Siciliana sul tema della continuità territoriale marittima.

La convocazione, avvenuta con *tempistiche inadeguate e senza obiettivi chiari, ha impedito un confronto serio e condiviso, escludendo le comunità locali, le associazioni e le categorie economiche. Un metodo che mina la credibilità delle istituzioni e tradisce il principio di partecipazione democratica. Ancora più grave è stata l’assenza dei sindaci, interlocutori fondamentali in un processo che riguarda la vita quotidiana delle nostre isole.

Durante la riunione sono emerse contraddizioni allarmanti: da un lato si è parlato di rafforzamento del servizio e di mantenimento degli itinerari e delle frequenze, anche alla luce dell’aumento delle risorse da 55 a 105 milioni di euro; dall’altro si è annunciata la cancellazione dei collegamenti con la Calabria e la soppressione della storica linea Napoli–Eolie.

Questo doppio linguaggio genera sfiducia e disorientamento. Inoltre, la comunicazione che non sono previsti ulteriori incontri in presenza, ma solo la possibilità di inviare note scritte, appare come un tentativo di chiudere il dialogo, relegando i cittadini al ruolo di spettatori passivi di decisioni già prese.

La soppressione dei collegamenti con Napoli e con la Calabria rappresenterebbe un atto politico gravissimo. Non si tratta di una semplice modifica tecnica, ma di una scelta che condannerebbe le Eolie e in particolare l’isola di Stromboli a un isolamento inaccettabile. Questi collegamenti sono la nostra autostrada sul mare, il nostro ponte vitale verso il continente, essenziali per garantire diritti fondamentali come salute, studio, lavoro e mobilità.

Chiediamo con forza:

•  La convocazione urgente di un nuovo incontro con le parti sociali 

•  L’istituzione di un tavolo tecnico permanente e di un osservatorio territoriale, con la presenza diretta delle isole minori, delle categorie produttive e delle amministrazioni locali 

•  La garanzia di tariffe certe e trasparenti, definite con criteri analoghi a quelli dei servizi integrativi regionali, per evitare aumenti spropositati come quelli già verificatisi (fino al +56%)

Eventuali fluttuazioni dei flussi turistici o eventi straordinari non possono ricadere sui cittadini: deve essere lo Stato, attraverso le linee di continuità territoriale, a farsi carico della sostenibilità economica del servizio.

Oggi, la Regione Siciliana, il Governo nazionale e le comunità delle isole minori hanno l’opportunità di ripensare il sistema dei collegamenti marittimi in modo equo, stabile e rispettoso delle esigenze reali dei territori. Non sprechiamo questa occasione: apriamo all’ascolto e costruiamo insieme soluzioni concrete.

Comitato 20-30 

Comitato Trasporti Isole Eolie

Accadde oggi...nel 2005


 

Collegamenti con le isole minori. Vertice sui nuovi bandi di gara. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 2 ottobre 2025


 

Auguri ai neo sposi Antonio Quadara e Annalise Donato

Gioia e amore vi accompagnino per tutti i giorni della vostra vita insieme. 

Auguri di cuore

Alicudi, impossibile catturare altre capre. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 2 ottobre 2025