Cerca nel blog

martedì 1 agosto 2023

Subba: Gli eoliani e i diritti fondamentali negati. L'importante ruolo della Bicamerale presieduta dall'onorevole Calderone

“Il numero delle linee, la periodicità dei collegamenti ed il tipo di naviglio debbono essere adeguati a soddisfare le esigenze di mobilità dei cittadini, nonché quelle dei servizi postali e commerciali, contribuendo a promuovere lo sviluppo socio-economico di ciascuna isola.” Così recitava il secondo comma dell’art. 3 della Legge 19/05/1975, n.169 dal titolo “Riordinamento dei servizi marittimi postali e commerciali di carattere locale”.

In virtù della predetta normativa furono costituite le 3 società regionali: SIREMAR, TOREMAR e CAREMAR con partecipazione di maggioranza detenuta dalla “TIRRENIA Spa” del gruppo FINMARE.

Le 3 società subentrarono alle gestioni private l’1 gennaio 1976.

Il Parlamento nazionale, nel lontano 1975, si è reso conto che le linee marittime per le piccole isole della Sicilia, Toscana e Campania, dovevano essere espletate da società a partecipazione statale al fine di assicurare il loro graduale potenziamento.

La stessa Legge 169/1975, per garantire la migliore efficienza dei servizi, con mezzi finanziari a carico dello stato, prevedeva: il rinnovo della flotta navale attraverso piani quinquennali di sviluppo, presentati dalla società madre TIRRENIA e l’erogazione di contributi in conto esercizio per il pareggio dei bilanci annuali delle 3 società.

Le linee marittime per le 14 piccole isole siciliane furono affidate alla SIREMAR, che , in virtù della speciale normativa, riuscì, durante il periodo di gestione 1976-2010, a fare fronte, in modo encomiabile, alle esigenze di economie e popolazioni fortemente dinamiche.

Le 14 piccole realtà insulari siciliane, da angoli dimenticati dove l’esistenza era condotta a metà tra il passato e l’inconcepibile, divennero protagoniste nella sfera economica nazionale posizionandosi tra le mete turistiche italiane più ricercate.

Il rinnovo della flotta navale, con mezzi dell’ultima generazione E il sensibile incremento delle linee (ricordo che la linea “Milazzo-Eolie-Napoli e viceversa” dall’1 di aprile al 30 settembre di ciascun anno veniva effettuata 6 volte alla settimana dai traghetti “Piero della Francesca” e “Vittore Carpaccio”) spinsero gli operatori economici dell’arcipelago a realizzare nuove strutture produttive qualificate (alberghi, pubblici esercizi, negozi, ecc) che hanno generato un forte sviluppo economico, sociale e culturale con consistente crescita dei livelli occupazionali.

Nel 2011 la legge n.169/1975 fu abrogata e partì il disastro (come affermato dal sindaco di Lipari, dott. Riccardo Gullo) con la privatizzazione e la liberalizzazione del cabotaggio marittimo, previsti dal diritto europeo.

            

La SIREMAR, posta in amministrazione straordinaria nel 2010, fu ceduta alla “Compagnia delle Isole S.p.a.”, una società partecipata dalla Regione Siciliana e controllata dalla “Mediterranea Holding” dell’armatore Salvatore Lauro.

Nel 2015, i giudici del TAR Lazio, su ricorso della società “Navigazione Siciliana”, annullano l’aggiudicazione a “Compagnia delle Isole S.p.a.”.

Nel 2016 le linee per le piccole isole siciliane furono affidate alla “Caronte e Tourist Isole Minori” che si occupa dei collegamenti con traghetti e della “Liberty Lines” quelli con aliscafi.

Le nuove gestioni, subentrati alla SIREMAR, pur non avendo ricevuto le stesse agevolazioni riconosciute alle società di Stato, hanno mantenuto con alcune riduzioni rotte e salvaguardato i livelli occupazionali.

Nello scorso mese di giugno, a seguito di un’inchiesta l’Autorità Giudiziaria ha posto sotto sequestro prima 3 traghetti e successivamente altri 6 che la società “Caronte e Tourist Isole Minori” utilizzava per i collegamenti con le Eolie, Egadi e Ustica.

Per 6 traghetti il GIP di Palermo ha concesso la facoltà d’uso, per altri 3 è stato negato l’utilizzo.

Tale decisione, che ha ridotto la flotta traghetti, ha portato la predetta società a risolvere il contratto con la Regione e rinunziare, di conseguenza, al sostegno finanziario pubblico, ma continua a garantire le linee a condizioni di libero mercato.

Proprio nei giorni scorsi le tariffe per il passaggio di autoveicoli che trasportano merci pericolose (carburanti, bombole di gas, ecc) sono cresciute a dismisura provocando un rilevante aumento dei costi dei trasporti ribaltati, dagli operatori del settore, sui consumatori finali e imprese dell’arcipelago.

La Regione Siciliana si è attivata per risolvere il grave problema che ha diffuso il panico tra le collettività isolane e provocato un danno d’immagine nel settore turistico tanto da causare un calo di presenze dopo la notizia dell’avvio del procedimento di sequestro dei traghetti.

Oltre al caos che regna nel settore dei trasporti marittimi, gli eoliani sono costretti a convivere con numerosi svantaggi per la soppressione di servizi essenziali.

In cima alla lista dei disagi figura la sanità in quanto l’ospedale di Lipari, unico presidio dell’arcipelago, è stato privato di importanti servizi per carenza di organico e mancanza di strutture.

Per banali cure e/o accertamenti diagnostici bisogna recarsi in ospedali o cliniche private della terra ferma e per patologie che richiedono interventi immediati bisogna utilizzare l’elisoccorso che ha frequenza plurigiornaliera.

Oltre alla salute a ostacoli nelle Eolie sono stati soppressi importanti servizi prima presenti nell’isola di Lipari: lo sportello clienti INPS , sezione staccata dell’Agenzia delle Entrate e lo sportello del concessionario della riscossione.

Nell’elenco delle prossime soppressioni figura anche il Tribunale di Lipari.

Nei giorni scorsi è arrivata la buona notizia: è in corso la costituzione della Commissione bicamerale per dare attuazione alla Legge Costituzionale sull’insularità 7 novembre 2022 n. 2, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 15 novembre 2022.

A presiedere l’importante Commissione è stato chiamato l’onorevole Tommaso Calderone di Forza Italia, un eccellente politico che conosce le difficoltà che gravano sulle collettività isolane e in particolare su quelle delle Eolie.

La legge sull’insularità, nell’inserire un comma aggiuntivo, dopo il quinto comma dell’art. 119 della Costituzione prevede che “La Repubblica riconosce la peculiarità delle isole e promuove misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”.

Il riconoscimento in Costituzione dei disagi derivanti dalla condizione di insularità dipende non solo dalla collocazione geografica, ma anche da altri fattori quali la demografia, l’esistenza di servizi pubblici essenziali e la disponibilità di collegamenti marittimi e aerei, condizione imprescindibile per garantire effettività alla libertà di circolazione, tutelata dall’art. 16 della Costituzione.

E’ stato, dunque, accertato a livello costituzionale l’esigenza di garantire a tutti i cittadini uguali condizioni nella fruizione dei diritti fondamentali.

Si tratta di un’ulteriore e puntuale specificazione del principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’art.3, secondo comma, della Costituzione, là dove si impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini.

La nuova disposizione si pone in linea anche con la normativa europea sulla continuità territoriale e sulla libertà di circolazione.

Gli isolani sono sicuri che la nuova Commissione Bicamerale, presieduta dall’onorevole Tommaso Calderone, saprà dare attuazione alla Legge sull’insularità e alle altre norme costituzionali per ripristinare la fruizione dei diritti fondamentali fino ad ora negati o garantiti in modo precario a coloro che vivono e operano nelle isole italiane.

Dottor Giuseppe Subba

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.