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lunedì 30 marzo 2026
domenica 29 marzo 2026
Oggi, dopo 100 anni di storia, il Filippino è un ristorante moderno e funzionale, articolato in due sale interne e in una grande e rinnovata terrazza climatizzata.
L’arredamento, in legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante, con mobili d’epoca e un caldo camino.
Le specialità proposte sono prevalentemente legate alla cucina di mare, regionale, con piatti a base di pesce fresco pescato quotidianamente, unitamente a materie prime dell’isola, quali le verdure e gli oli, che ne esaltano il sapore. Il ristorante dispone inoltre di un’ottima cantina vini con una selezione che include più di 100 etichette, oltre a un’ottantina di grappe. Complessivamente offre la disponibilità di 250 coperti. E l’accoglienza e l’attenzione alle esigenze di ogni cliente sono sempre di casa: oggi come ai primi del Novecento.
Ancora un podio per il giovanissimo Lorenzo Orto
Altro podio, dopo quello conquistato la scorsa settimana, per l’eoliano Lorenzo Orto.
Nella seconda gara stagionale del Regionale Sicilia Fmi, disputata sul tracciato di Noto, Lorenzo, che correva nella categoria 65 Cadetti, ha ottenuto due terzi posti.
La dottoressa liparese Caterina Cacace direttore del Dipartimento Materno infantile dell’Asp 5 Messina
La dottoressa Caterina Cacace, nativa di Lipari, è il nuovo direttore del Dipartimento Materno infantile dell'Asp Messina. L'incarico è stato ufficializzato con delibera del direttore generale Cuccì dello scorso 24 marzo
La dottoressa Cacace è anche Direttore della Struttura complessa di Pediatria dell'ospedale di Patti.
A Caterina, prezioso punto di riferimento per tante famiglie, comprese quelle eoliane, le nostre felicitazioni.
Schanti a Ginostra: le estati tranquille del santone oggi coinvolto nel caso Gibilmanna (di Gianluca Giuffrè)
Dal silenzio delle Eolie al casolare delle Madonie: due capitoli lontani della stessa storia
Ginostra, Stromboli: – Per anni, nel minuscolo borgo di Ginostra, nelle Eolie, il nome di Schanti, alias Mark Ravikiran Koppikar, evocava soltanto un’estate lenta, fatta di meditazioni all’alba, camminate leggere e una convivenza pacifica con gli isolani. Oggi, invece, quel nome è tornato al centro dell’attenzione nazionale per un episodio che nulla ha a che vedere con le sue stagioni eoliane: il ritrovamento di due bambini in un casolare isolato nei boschi di Gibilmanna, vicino a Cefalù, e lo scioglimento della piccola comunità che vi risiedeva. Due scenari opposti, due contesti lontani, un unico protagonista. Un santone “di passaggio” che Ginostra aveva accolto senza timori. Chi ha vissuto quegli anni a Ginostra ricorda bene la figura di Schanti, l’uomo che, per alcuni anni, appariva nelle estati ginostresi con il suo gruppo: un uomo dai modi pacati, barba lunga, abiti stravaganti, e un accento straniero. Arrivava quasi sempre d’estate, accompagnato da un piccolo gruppo di amici o seguaci, persone tranquille, rispettose, mai invadenti. La sua presenza non generò mai allarme né fastidio. Anzi, nel microcosmo ginostrese – abituato a ospiti eccentrici, artisti, viaggiatori solitari – Schanti si inserì con naturalezza. Le sue giornate di vacanza scorrevano tra meditazioni informali davanti al mare immobile, letture condivise all’ombra dei fichi, passeggiate verso i sentieri alti, cene semplici, spesso preparate con prodotti locali e saluti cordiali al molo, due parole con i pescatori, un sorriso ai bambini del posto. Per quello che si poteva vedere nessuna comunità chiusa, nessun minore coinvolto, nessuna attività che potesse destare sospetti. Ginostra lo considerava un “forestiero particolare”, a capo di un gruppo stravagante, ma nulla più.
Il casolare di Gibilmanna: un’altra storia, un altro tempo. Il quadro emerso, stando alle cronache, dalle recenti indagini a Gibilmanna è completamente diverso. Nel casolare isolato tra i boschi, le autorità hanno trovato: due bambini che vivevano in condizioni precarie, assenza di scolarizzazione e cure regolari, una piccola comunità di adulti che seguiva il santone e un contesto di isolamento prolungato dal resto della società. La Procura dei minori è intervenuta, i bambini sono stati affidati ai servizi sociali e la comunità è stata sciolta. Le indagini proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e dinamiche interne al gruppo. È in questo contesto che il nome di Schanti è riemerso, collegando la cronaca attuale a un passato che, per Ginostra, aveva tutt’altro sapore.
Due capitoli che non si somigliano. Il contrasto tra le due realtà è evidente. A Ginostra, Schanti era un visitatore stagionale e rispettoso, senza comportamenti problematici. La sua spiritualità era leggera, quasi contemplativa, più vicina a un ritiro personale che a una guida organizzata.
A Gibilmanna, invece, si parla di una comunità stabile, di adulti che lo consideravano un riferimento, di minori coinvolti in un contesto di isolamento. Due mondi che non si toccano, se non per la figura del santone.
A Ginostra gli isolani ricordano: un uomo gentile, un gruppo tranquillo, nessun comportamento invasivo, nessuna richiesta strana, nessuna tensione con la comunità. Per molti, la notizia del suo coinvolgimento nel caso di Gibilmanna è stata uno shock. “Qui non ha mai fatto male a nessuno”, ripetono in diversi. E questo resta un dato di fatto. Il presente nelle mani della magistratura, il passato nelle memorie dell’isola. Mentre la vicenda giudiziaria segue il suo corso, Ginostra conserva un ricordo distinto, quasi impermeabile alla cronaca attuale. Le estati di Schanti sull’isola appartengono a un tempo diverso, fatto di luce e mare. Il caso di Gibilmanna, invece, apre interrogativi più ampi: sul ruolo delle comunità spirituali, sulla tutela dei minori, sulla fragilità di chi cerca alternative radicali alla società. Due storie lontane, unite solo da un nome e un’isola che, ancora una volta, dimostra di saper accogliere senza giudicare, ma anche di distinguere tra ciò che ha visto e ciò che oggi la cronaca racconta.
Gianluca Giuffrè
Tanti auguri di...
Buon compleanno a Dario Salvatore Forestiere, Anna Martinucci, Andrea Licari, Giovanni Paino, Felicia Zaia, Isabella Foti, Vincenzo Basile, Luca Lo Presti, Maria Rosa Merlo
Ritrovata scarpetta
Eolienews ricorda...Agostino Dioguardi
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.
Oggi: Domenica delle Palme.
sabato 28 marzo 2026
A Canneto: Residence La Villetta


E' deceduta Immacolata Saltalamacchia ved. D'Ambra.
Enti locali, oltre 289 milioni dalla Regione per i Comuni. Schifani: «Trasferimenti anche quest'anno in anticipo»
Fondi per oltre 289 milioni di euro ai Comuni siciliani. Con un decreto del presidente della Regione, Renato Schifani, nelle funzioni di assessore ad interim delle Autonomie locali, infatti, è stato stabilito il criterio di ripartizione delle risorse regionali che spettano agli enti locali per il 2026.
Calcio a 5: Il 98055 Lipari calcio supera la Ludica Lipari nella semifinale dei playoff per la promozione in C2
Con il punteggio di 4 a 1 il 98055 Lipari calcio ha superato, oggi pomeriggio, nella semifinale dei playoff per la promozione in C2. A segno F. Vitagliana, G. Costanzo e S. Mollica(2). Per la Ludica Lipari G.Lo Schiavo.
Il 98055 Lipari calcio affronterà la Siac Messina che si è imposta per 9 a 0 al Domenico Savio.
tel: 090.98 17 388
whatsapp: 333 81 59 745
mail: primigistorelipari@gmail.com
facebook: PRIMIGI STORE LIPARI
Eolienews ricorda...Nando Russo
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.
Tanti auguri di...
Buon compleanno a Alice Paratore, Arianna Spinella, Rosa Abbate, Olinda Spanò, Josie Merlino, Salvatore Milazzo, Moira Biviano, Salvatore Spartà, Alessandra Falanga
Villa Diana è in Via Edwin Hunziker (ex via Tufo) n°1
98055 LIPARI (ME) - Tel. e Fax: 0909811403 www.villadiana.com - www.edwinhunziker.it
email: info@villadiana.com - PEC: villadianalipari@pec.it
U Marmuraru di Bartolomeo Basile, artigiano in Lipari - Via Francesco Crispi (Marina Lunga)
Lavorazione di marmi, graniti, soglie, scale, rivestimenti in pietra, pulitura bocciardatura, lavori edili e cimiteriali di ogni genere.
Artista della pietra locale con la scultura come hobby.
"La natura crea, io la modello: la mia professione ed esperienza, acquisita negli anni, tramandatami prima dal nonno e, poi, da mio padre, si vede in ogni lavoro che eseguo usando mani, testa, cuore e passione.
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Contatti: 345 4239 640 - mail: bartolobasile74@gmail.com
IL VIDEO CON ALCUNI DEI LAVORI REALIZZATI:
Eventi meteo: Prorogato dal Governo lo stato di emergenza per Stromboli
Eolienews ricorda...Natale Famà
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.
Santo del giorno: Santo Stefano Harding.
Dopo l'invasione normanna lasciò la vita monastica trasferendosi in Scozia divenendo uno studioso itinerante. Si trasferì infine nell'abbazia di Molesme in Borgogna, sotto l'abate San Roberto di Molesme .
Stephen Harding fu una delle figure più significative dei primi decenni della storia cistercense viaggò in Francia a Parigi per completare gli studi, e a Roma in un pellegrinaggio penitenziale accompagnato da un giovane chierico, prima di rientrare nella vita monastica a Molesme, per poi partire con i fondatori del Nuovo Monastero di Citeaux. Dal 1108 al 1133, periodo della prima espansione cistercense, prestò servizio come abate e, secondo alcuni, il genio formativo dietro l'Ordine cistercense.
Di ritorno da Roma, verso l'Inghilterra, si fermarono nell'abbazia di Molesme in Borgogna, dove fecero la conoscenza dell'abate benedettino Roberto di Molesme che tentava di riformare lo spirito cluniacense, considerato ormai poco vicino all'ispirazione dello spirito monastico benedettino.
Egli aveva fondato in un clima di particolare austerità proprio a Molesme nel 1075 il monastero: fu questa una caratteristica che attirò l'interesse del giovane Stefano, che decise di fermarsi.
Con il tempo la prosperità economica e le numerose filiazioni dell'abbazia di Molesme allontanarono l'abate Roberto, e altri monaci tra cui Stefano, inducendoli a lasciare Molesme per fondare un nuovo monastero, più vicino ai principi che si erano persi.
Nel 1098, una volta ottenuta l'approvazione dell'arcivescovo di Lione Ugo, Roberto, Alberico e Stefano Harding fondarono un nuovo monastero a Citeaux. Era stato fatto loro dono di un terreno ad opera del visconte Rinaldo di Beaume, si pensa fosse un parente dello stesso Roberto, e aiuti materiali anche da parte del duca di Borgogna, Eudes.
A seguito della partenza del famoso abate Roberto dal monastero di Molesme ci fù in tutta la regione molto scalpore e disonore all'abbazia. Per questo motivo i monaci di Molesme si rivolsero direttamente al papa Urbano II chiedendogli che ordinasse a Roberto di tornare a Molesme come abate.
Nel 1099 Roberto, lasciò Citeaux per tornare definitivamente a Molesme. Gli successe come abate a Citeaux Alberico, che guidò la congrega fino alla sua morte, avvenuta nel 1109. Alla sua morte fu eletto abate Stefano Harding. Fu proprio quest'ultimo che portò una fase di cambiamento al nuovo monastero attraverso la famosa Charta Caritatis, quello che rappresenta uno degli statuti dell'ordine cistercense.
La Cartha Caritatis stabiliva i rapporti tra i diversi monasteri: case-madri e le rispettive filiazioni; tutti gli abati dovevano riunirsi una volta l'anno a Citeaux.
Stefano segui la riforma dei libri liturgici, con la revisione del Graduario, dell'Antifonario e degli Inni. Fu lui che impose la tunica bianca ai nuovi monaci: il segno tangibile della particolare devozione alla Madonna e forse, in antitesi al colore scuro dei benedettini cluniacensi.
Con lui continuò il clima di austerità che era stata una delle caratteristiche originarie data da Roberto di Molesme. Mantenne l'obbligo per i monaci di sostentarsi anche con il loro lavoro manuale e gli edifici del monastero e la chiesa dovevano conservare e testimoniare questo spirito di austerità.
Durante la sua guida, dal 1109 al 1133, ebbe luogo l'ingresso a Citeaux di Bernardo che oltre a portare con sé molti parenti ed amici, diede luogo alla fondazione di un nuovo monastero a Clairvaux
L'opera di San Bernardo diede un impulso decisivo e grandioso al nuovo ordine cistercense, facendolo divenire in breve il più grande ordine monastico del tempo.
Nel 1115 Stefano inviò gli statuti e gli usi del nuovo ordine ad un gruppo di monache che erano a Jully-les-Nonnains, presso Digione, dando inizio al ramo femminile dell'ordine cistercense.
S occupò di stilare la prima storia dell'ordine nello scritto dal titolo Exordium Cisterciensis Coenobii.
Ebbe importante impegni nel rimediare ai contrasti che si verificarono tra le diverse filiazioni. Esausto e infermo si dimise dalla carica di abate nel 1133.
Morì il 28 marzo 1134 a Citeaux, dove fu sepolto nella chiesa abbaziale, accanto al suo predecessore Alberico. Le due tombe furono poi spostate quando si costruì una nuova chiesa.
Alla sua morte l'ordine contava settanta monasteri diffusi in tutta Europa.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Cîteaux in Borgogna, nell’odierna Francia, santo Stefano Harding, abate: giunto da Molesme insieme ad altri monaci, resse questo celebre cenobio, istituendovi i fratelli laici e accogliendo in esso il famoso Bernardo con trenta suoi compagni; fondò dodici monasteri, che vincolò tra loro con la Carta della Carità, affinché non esistesse tra i monaci discordia alcuna e tutti vivessero sotto il medesimo dettame della carità, sotto la stessa regola e secondo consuetudini simili.





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