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giovedì 23 aprile 2026
Operai dovevano sbarcare a Filicudi ma lo scalo è inoperabile e finiscono a Rinella
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| Filicudi Pecorini |
Un tour che si sarebbe potuto, tranquillamente, evitare se lo scalo alternativo di Filicudi Pecorini, dove oggi il mare era piatto, rendendo quindi fattibile l'ormeggio, non fosse stato interdetto per mancanza di respingenti: situazione che si trascina da quasi un anno, nonostante gli appelli e, nonostante, la sua riattivazione consentirebbe agli isolani la certezza di poter fare ritorno a casa con qualsiasi condizione meteo
L'ultimo precedente, in ordine di tempo, si è verificato a marzo, quando per l'inoperabilità del pontile a giorno di Sottomonastero e l'interdizione dello scalo alternativo di Punta Scaliddi a Lipari a causa di danni strutturali (ad oggi non ancora risolti), una ottantina di passeggeri diretti a Lipari sono stati sbarcati a Rinella, mentre un'altra ventina che dalla località di Salina dovevano raggiungere Lipari sono sbarcati a Milazzo.
Da sottolineare, infine, che, in atto, i mezzi veloci a Lipari approdano solo in uno dei due lati del pontile a giorno di Sottomonastero essendo l'altro inagibile. Una situazione che crea disagi ed inevitabili ritardi quando vi è il contemporaneo arrivo di due mezzi
Beni culturali: Tornano le giornate di ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici della Regione
«Le ricorrenze nazionali rappresentano momenti di riflessione condivisa sul nostro percorso collettivo - ha detto l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato - In queste giornate, aprire gratuitamente i luoghi della cultura significa mettere in relazione la memoria civica con il patrimonio che la custodisce e la racconta. Vogliamo che musei e parchi archeologici diventino spazi vivi, capaci di accompagnare i cittadini in una lettura consapevole del passato e in una partecipazione più attiva al presente, riconoscendo alla cultura un ruolo centrale nei momenti che segnano l’identità del Paese».
Tanti auguri di...
Buon compleanno a Marina Vitagliano, Antonio Villa, Domenico Biviano, Sergio Costanzo, Ella Parisi, Giovanni Quadara, Rita Lo Nardo, Bartolo Natoli, Ilaria Uccello, Tatiana Podetti
Eolienews ricorda...la famiglia Scoglio e Pippo Costa
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.
Eolienews ricorda...Elena Virgona
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.
Il cordoglio del Sacro Militare Ordine Costantiniano e di Federalberghi per la scomparsa di Sidoti
Federalberghi Isole Eolie, appresa con incredulità e profondo dolore la notizia dell’improvvisa scomparsa di Angelo Sidoti, Presidente della Delegazione Eolie di Italia Nostra, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con sincera vicinanza alla sua famiglia.
Nel ricordarne l’impegno, le iniziative condivise e la proficua collaborazione, ne sottolinea altresì la stima e il rispetto che hanno sempre contraddistinto i rapporti.
Ci lascia Federico Gallo, bandiera del glorioso CS Lipari. Il ricordo di Peppe Cirino
In silenzio, nello stesso silenzio sospeso che avvolge un campo da calcio prima del fischio d’inizio di una partita importante, se n’è andato un altro frammento prezioso della storia del calcio eoliano.
Federico Gallo non è stato soltanto un calciatore del glorioso Centro Sportivo Lipari. È stato molto di più. Capitano, guida, simbolo. Il volto tenace di un calcio che oggi sembra lontano anni luce.
“Gloria heroes immortales facit”, la gloria rende gli eroi immortali. E in queste parole vive il senso di ciò che Federico e una generazione di calciatori ha rappresentato per Lipari.
Quel C.S. Lipari, che ormai conta sempre meno reduci, era fatto di uomini forgiati dal tempo e dalla fatica. Figli di una generazione che ha saputo sfidare gli anni e incidere il proprio nome nella memoria collettiva. Perché, senza togliere nulla a nessuno, quando a Lipari si parla di calcio, il cuore torna indietro, a quei nomi, a quei volti, a chi oggi continua a vivere nel ricordo.
Erano anni duri. Anni nati all’ombra di un dopoguerra che aveva lasciato poco, se non dignità e una ostinata voglia di rialzarsi. Lipari era povera, sì, ma conosceva il valore del rispetto. E su quel piccolo campo del vecchio Santa Lucia, fatto di fango e sassi, tra linee appena accennate e palloni consumati, accadeva qualcosa che andava oltre il gioco, lì si costruiva speranza.
Federico correva più degli altri. Lottava su ogni pallone come fosse l’ultimo. Non per la gloria, non per gli applausi, ma per quella maglia che racchiudeva un’intera comunità. Il sudore si mescolava al fango, le ginocchia sbucciate raccontavano storie che le parole non sapevano dire. Ogni partita era una battaglia silenziosa, contro la fatica, contro i limiti, contro la vita stessa.
Quel calcio non aveva riflettori. Non aveva contratti né promesse per quei figli della strada. Aveva uomini veri, sacrificio e un sogno semplice, sentirsi vivi, per novanta minuti. E Federico Gallo, con la fascia al braccio e il cuore in gola, era anima e sostanza di tutto questo.
Noi che ti abbiamo conosciuto conserveremo questo ricordo con cura. Abbiamo visto, con orgoglio, uomini che dagli spalti sembravano piccoli, quasi anonimi, trasformarsi in giganti al primo fischio. Custodiremo quelle immagini, quei volti impressi nelle fotografie sbiadite, quei nomi scritti a penna negli album che ci mostravi con orgoglio, nei giorni di festa, quando attorno alla tavola, insieme al cibo, condividevamo anche memoria, storie, identità.
Ieri sera Federico ci ha lasciati, portando con sé un pezzo di quel mondo. Lascia un vuoto profondo in chi lo ha conosciuto e anche in chi, semplicemente ascoltandone i racconti, ha imparato a riconoscere il valore autentico di un tempo che non tornerà.
Oggi vogliamo immaginarlo così, tornato su un campo senza tempo, dove il fango non pesa più e il respiro è leggero. Di nuovo in corsa, fascia al braccio, a raggiungere i suoi compagni di squadra. Lassù, tra le nuvole, a dribblare, scattare e segnare, tra gli angeli.
Alla famiglia le condoglianze della famiglia Sarpi e di Eolienews
Oggi, 23 aprile: San Giorgio
S. Giorgio visse nel III secolo, sotto l'impero di Diocleziano. Di questo Santo, tanto venerato ovunque, e specialmente in Inghilterra, si hanno poche notizie, tuttavia sappiamo che egli fu onorato in tutta l'antichità quale soldato valoroso e martire illustre, e invocato patrono della milizia cristiana.
Nacque in Cappadocia da genitori cristiani e come il Maestro Divino, crebbe in sapienza, in età ed in grazia presso Dio e gli uomini.
Arruolato nella milizia imperiale, grazie alla sua perizia nelle armi e al suo valore salì al grado di capitano.
Però servì assai più generosamente a Dio; e combattè sotto una ben più nobile bandiera, quella divina. Fu il campione intrepido di Gesù Cristo, il nemico giurato di Satana: non per nulla è rappresentato in atto di sconfiggere colla lancia il dragone, mentre legata ad un palo sta in atto supplichevole una fanciulla. Onde osserva il cardinale Baronio, che quest'antica usanza di rappresentare S. Giorgio non è che un simbolo della sua potente protezione contro le tentazioni del demonio.
Nella terribile persecuzione di Diocleziano, il nostro santo guerriero animava i Cristiani perseguitati a ricevere con fortezza il martirio, a non cedere alle lusinghe dei tiranni, a professare sinceramente Gesù Cristo.
L'imperatore gli impose di cessare questo suo ministero e di piegarsi davanti agli dèi di Roma imperiale; ma S. Giorgio francamente gli rispose: « Rispetto le tue leggi, ma non piego le ginocchia a terrene e false divinità ». Infuriato a tale risposta, il tiranno lo degradò, lo condannò a molti terribili supplizi, ma Giorgio miracolosamente rimase illeso, finché gli fu troncato il capo e cadde martire di Cristo il 23 aprile del 303.
Nella notte precedente al martirio, gli era apparso in sogno Gesù, il quale, ponendogli sul capo una corona, gli aveva detto: « Ah! Giorgio, tu sei degno di regnare meco in eterno ».
PRATICA. S. Giorgio ci è esempio di perfetta carità; egli ci insegna le opere di misericordia: consigliare i dubbiosi, confortare gli afflitti e i travagliati, fortificare i deboli nella fede e aiutare il prossimo in tutte le sue necessità, ricordandoci che in Cristo siamo tutti fratelli.
PREGHIERA. Dio, che ci aiuti con i meriti e l'intercessione del tuo beato martire Giorgio, concedici propizio, che mentre domandiamo per suo mezzo i tuoi bene fizi, li conseguiamo abbondantemente.
MARTIROLOGIO ROMANO. Natale di san Giorgio Martire, il cui illustre martirio si venera dalla Chiesa di Dio tra le corone dei Martiri
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