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martedì 26 maggio 2026
"Eureka, le soluzioni giuste per le tue comunicazioni"
Corso Vittorio Emanuele 287 Lipari
Tracimazione lavica dall'area craterica nord dello Stromboli
E’ in corso da stamattina sullo Stromboli un'attività effusiva da tracimazione lavica. Si sviluppa dall'area craterica nord del vulcano e sta producendo un flusso lavico il cui fronte si attesta nella parte alta della Sciara del Fuoco con il rotolamento di blocchi lungo il pendio.
Il fenomeno è osservato dal sistema di monitoraggio dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo, di Catania.
Dal punto di vista sismico, l'ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato un incremento dei suoi valori, passando dall'intervallo dei valori medi a quello dei valori alti
Eolienews ricorda...Onofrio La Greca
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
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Il punto sulle elezioni a Malfa con le preferenze di tutte le liste. Chi sono i sindaci di Messina, Milazzo, Barcellona PG
Come già ampiamente riportato il sindaco di Malfa (in basso il video della proclamazione) è Giuseppe Siracusano. A Messina sindaco è stato riconfermato Basile con il 58% dei voti; a Milazzo riconferma per Giuseppe Midili Giuseppe Midili con il 59% dei voti; a Barcellona nel testa a testa la spunta Melangela Scolaro con il 40,50% dei voti, ovvero con un centinaio di voti di scarto rispetto a Nicola Barbera
Novecento. Rubrica a cura di Giuseppe La Greca: Le giornate di Filicudi
È la giornata dello sbarco, delle barricate, della protesta, dell’arrivo dei centinai di eoliani sull’isola per dimostrare contro l’invio dei mafiosi.
Nel corso del 27 maggio a Filicudi, i due gruppi contrapposti si fronteggiano, mentre dal resto dall’arcipelago confluiscono persone e vettovagliamenti; complessivamente arrivano nell’isola circa mille eoliani.
Si comprende chiaramente che è una situazione di estrema tensione che non si sa dove potrà portare. Anche nelle altre isole dell’arcipelago la situazione si fa pesante: i negozi sono chiusi da tre giorni e nella mattinata solo per due ore è stato consentito di fare rifornimento di generi alimentari, ma per le altre ore del giorno quasi tutti i negozi mantengono l’impegno di rimanere chiusi.
A Filicudi i boss, almeno i più anziani, nella notte tra il 26 ed il 27, hanno avuto una sistemazione tutto sommato decente in un vecchio bar. I meno fortunati, quelli che non hanno trovato posto nel bar, sono stati costretti a rimanere fuori nell’albergo in costruzione. Il rapporto fra poliziotti e abitanti da l’idea dello stato di tensione che vi è nell’isola: per ognuno dei 400 abitanti dell’isola di Filicudi c’è un poliziotto. La notte, tra il 27 ed il 28 maggio, la seconda lunga notte, vede ancora una volta da una parte i 15 boss della mafia protetti dagli agenti di P.S., dall’altra parte gli eoliani che continuano a darsi cambio per essere il più possibile freschi e pronti per ogni necessità. Gli eoliani si dividono quel poco che hanno: ai boss nulla.
Il 28 maggio 1971 è il giorno più lungo vissuto nell'isola. Da due giorni quasi mille eoliani fanno scudo con il proprio corpo per impedire che i mafiosi siano sistemati a Filicudi. Di fronte all'invio massiccio di forze dell'ordine, i responsabili del comitato dovranno prendere una decisione grave, troveranno quella più intelligente e che alla fine darà i frutti sperati.
Intorno alle 8 e 30 arrivano quasi contemporaneamente la “Basiluzzo” da Lipari e la motonave “Nuova Ustica” da Palermo. Dalla “Nuova Ustica”, appositamente requisita, quasi contemporaneamente, vengono sbarcati 200 carabinieri. Questo arrivo mette in allarme gli eoliani che continuano a raccogliersi dietro la barricata.
Sono le 11, un traghetto entra in rada. Si stenta a credere a ciò che si vede. Sulla chiatta sono parcheggiati in triplice fila nove automezzi della polizia compresi alcuni cellulari, camion, cucine da campo, autoblindo del battaglione mobile della PS di Taranto. Ovviamente questi mezzi non hanno potuto prendere terra dal momento che Filicudi non ha una sola strada carrozzabile, ma soltanto sentieri di montagna; eppure hanno fatto arrivare nell’isola autocarri forniti anche di idranti per cariche impossibili; anche questo spiegamento di forze, che si aggiungeva al reparto dei carabinieri, ha avuto il suo effetto psicologico su gran parte della popolazione che si è resa subito conto di non poter difendere le quattro barricate che erano state innalzate dinanzi all'imbarcadero tra mercoledì e giovedì scorsi. Il reparto Mobile di polizia di Taranto, circa duecento agenti, si viene ad aggiungere agli oltre duecento fra poliziotti e carabinieri già presenti. La gente ride amaramente o piange di rabbia e continua a rimanersene nelle barricate. Poco dopo dalla lancia dei carabinieri scende anche il questore di Messina, Ottavio Reggio D’Aci con il capo di gabinetto dott. Toscano e il commissario De Felice dirigente della squadra politica della Questura.
Quindi, l’incontro con i rappresentanti del comitato. “Via i mafiosi dall’isola”, chiedono quelli del comitato. I componenti tentano di spiegargli che quello spiegamento di forze è assurdo, che a Filicudi non vi sono delinquenti ma che i delinquenti ce li ha portato lo Stato e che devono riportarseli indietro. Il questore dice chiaro e tondo che non può ascoltare le pur giuste rimostranze degli isolani in quanto aveva ricevuto il tassativo ordine di mandare in porto tutta l’operazione. Sono momenti altamente drammatici. Il colloquio si svolge con toni aspri e vivaci.
A questo punto la situazione precipita, i consiglieri Carnevale e De Pasquale rendono nota la decisione, liberamente ed autonomamente, presa nella mattinata dagli abitanti di Filicudi, quella di evacuare l’isola per dar completamente posto alle forze dell’ordine ed ai quindici presunti mafiosi. Sul breve tratto di molo dove è stata eretta la barricata inizia un movimento di folla. Gente che va senza meta, donne anche uomini che piangono, svenimenti. La gente spranga le porte delle loro case, ammassano nei lenzuoli quel che possono, ne fanno enormi fagotti ad abbandonano l’isola. Vecchi che non riescono dapprima a rendersi conto di quel che sta accadendo e che poi inveiscono contro lo Stato traditore che gli ruba la terra. È inizia l’evacuazione disperata dell’isola. Donne, bambini, anziani e giovani, quasi cedendo di schianto, si sono avviati alle barche dei pescatori per trasferirsi sulla “Basiluzzo”. Una fila mesta di persone piegate dalla fatica e dal dolore di dover lasciare ogni cosa. Alle 12 sulla prima imbarcazione prendono posto donne, bambini, anziani, che portano vie poche masserizie raccolte in fretta. È una scena tragica, la scena del naufragio assurdo incredibile di una intera isola che va a fondo anche se rimane col suo carico di agenti carabinieri e mafiosi.
Dopo due giorni e due notti di resistenza Filicudi ammaina la bandiera della rivolta, in maniera dignitosa, rifiutando qualsiasi accenno alla violenza. Gli eoliani cedono piangendo di disperazione di fronte ad una manifestazione di forza, 500 uomini armati di tutto punto, una operazione di pretta marca militare che non ha precedenti nella storia delle Eolie. Non si era mai visto uno schieramento di forze così importante, e suggestivo contro una popolazione che da due giorni andava ripetendo a voce alta che non voleva in modo assoluto provocare incidenti con le forze dell’ordine, ma solo difendere con la forza della dignità e del decoro il diritto alla vita. Il diritto a sperare in una vita migliore che doveva essere garantita proprio da quello Stato che oggi ha violentato Filicudi.
Tutti i corrispondenti della stampa presenti a Filicudi sono impressionati dall’energia con cui il Governo ha voluto mandare in porto l’operazione, un’energia spiegata contro una popolazione inerme e pacifica che, difendeva il proprio diritto ad un’esistenza dignitosa.
Abbiamo voluto qui ricordare i momenti più drammatici di una vicenda che resterà nella storia delle nostre isole e nella storia della cronaca nazionale, come pagina di sublime e civile eroismo di un pugno di eoliani, contro un provvedimento assurdo per la cui esecuzione sono stati mobilitati mezzi e truppa, sufficienti per affrontare un nemico armato o per eseguire in guerra una occupazione militare.
Per approfondimenti: Giuseppe La Greca, Le Giornate di Filicudi, prefazione di Pietro Grasso, edizioni del Centro Studi Eoliano, 2011.
Santo del giorno: San Filippo Neri
Nacque a Firenze da ricca famiglia nel 1515. Ebbe un carattere singolarmente mite, così da essere chiamato "Pippo il Buono".
Studiata umanità, per poter farsi sacerdote rinunziò all'eredità dello zio e partì per Roma, ove fu accolto da un suo concittadino. Visse in questa famiglia vita illibata e mortificata, cautissimo nello stringere amicizie. Il demonio gli suscitava violenti moti della carne, che egli vinceva coll'orazione e coi digiuni, fin che il Signore in premio di tanta lotta gli concesse la grazia di esserne per sempre immune.
Finiti gli studi e fatto sacerdote, si diede con tutte le forze alla propria santificazione.
Favorito della più sublime contemplazione, le ineffabili dolcezze spirituali lo facevano esclamare: « Basta, Signore, basta! perchè questo mio cuore è sì piccolo per amare Voi così amabile! ».
Amava molto i poveri ed era di continuo a contatto con il popolo; visitava gli ammalati nelle loro case e negli ospedali, e li serviva di giorno e di notte. Però prediligeva i giovani, e la sua stanza era divenuta il loro ritrovo gradito. La sua parola era ricca di facezie e comunicava agli astanti l'allegria santa che traboccava dal suo cuore: i suoi detti ai giovani sono passati alla posterità come proverbi di grande sapienza.
Nella celebrazione della santa Messa era spesso rapito in dolci estasi, sollevato in aria e circonfuso da ogni parte di luce celestiale: un angelo in carne!
Al confessionale passava le intere giornate ed era tanta la sua abilità che non andava a lui peccatore, per ostinato che fosse, senza rimettersi sulla retta via; taluni appunto lo evitavano per non avere a convertirsi!
Il Signore lo visitò anche con prove e contrarietà gravissime: fino allo scherno sopra le sue opere di bene, fino alla calunnia più vile, fino alla ribellione di qualcuno dei suoi confratelli; prove che egli vinceva colla dolcezza e colla confidenza filiale in Dio.
A S. Maria della Vallicella fondò la Congregazione dell'Oratorio che di tanto aiuto fu ed è alla Chiesa nell'educazione della gioventù.
Filippo, semplice ed umile, rifuggì sempre gli onori e dignità ecclesiastiche, più volte offertegli. E Dio lo favorì col dono della profezia, dei miracoli e con frequenti visioni.
Morì il 26 maggio del 1595, in età di anni 80. I medici gli trovarono due costole adiacenti al cuore inarcate a causa dei violenti battiti di amor di Dio.
CITAZIONE. State buoni se potete.
PRATICA. « Paradiso! Paradiso! Attendete a vincervi nelle piccole cose, se volete vincervi nelle grandi » (S. Filippo Neri).
PREGHIERA. Signore, che sublimasti alla gloria dei tuoi Santi il tuo beato confessore Filippo, concedici, propizio, che mentre ci rallegriamo per la sua festa approfittiamo dell'esempio delle sue virtù.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma san Filippo Neri, Prete e Confessore, Fondatore della Congregazione dell'Oratorio, insigne per la verginità, per il dono della profezia e pei miracoli.
lunedì 25 maggio 2026
Elezioni a Malfa, Messina, Milazzo e Barcellona PG: ultimo aggiornamento, con dato definitivo su Malfa
| Messina | 188.540 | 116.772 | 61,93% | ||
| Milazzo | 27.621 | 19.106 | 69,17% |
| Barcellona Pozzo di Gotto | 36.556 | 24.442 | 66,86% |
| Malfa | 1.076 | 626 | 58,18% |
Milazzo: Giuseppe Midili è di nuovo sindaco. Al momento ha il 54,9% dei voti. Lo seguono Laura Castelli che ha il 17,1% dei voti e Michele Vacca col 14% dei voti.
Barcellona P.G.: è testa a testa tra Barbera Nicola Maria e Scolaro Melangela; entrambi sono al di sopra del 40% con qualche decimale in più per Barbera
Dichiarazione a caldo, non appena raggiunto il quorum, di Giuseppe Siracusano, nuovo sindaco di Malfa
L'intervista è di Daniele Corrieri di Controcorrente eoliana
Giuseppe Siracusano è il nuovo sindaco di Malfa
Siracusano potrà contare sulla maggioranza del consiglio comunale (6 consiglieri)
Vi aggiorneremo con i dati ufficiali quando si concluderà lo spoglio.
Test a Stromboli per nuovo sistema di allarme per maremoto e attività parossistica del vulcano. L'Ansa del direttore Sarpi
Urne chiuse. Spoglio in corso (in aggiornamento)
Alle quindici si sono chiuse le urne.
Per quanto riguarda Malfa gli elettori votanti sono stati 626, pari al 58,18% degli aventi diritto. Numero di votanti in rialzo rispetto alle scorse amministrative.
In crescita vengono dati anche i votanti di Milazzo.
Al momento lo spoglio su Malfa vede in testa Siracusano, seguito da Isaja e Saltalamacchia
2° lancio
Malfa: Siracusano 52, Isaja 23 e Saltalamacchia 14Messina: Basile in netto vantaggio su Scurria (25% di voti in più), terza Russo Terza Russo
Malfa: Siracusano 230, Isaja 83 e Saltalamacchia 45
Messina: Basile 56,3%, Scurria 28,2%
Milazzo: Giuseppe Midili 53,9% dei voti scrutinati. Lo seguono Laura Castelli17,1% dei voti, Michele Vacca 14% dei voti.
Barcellona: Barbera 39,48%, Scolaro 39,2%, Bongiovanni 21%
A Lipari... spunta una discarica di scaldabagni nel giro di un paio di ore
Sopra Santa Nicola a Lipari - così come ci segnala la lettrice che ci ha inviato la foto - nel giro di tre ore (alle 14 e 30 non c'erano), è spuntata questa bella discarica di scaldabagni.
Al di là dell'inciviltà dilagante non sarebbe male riuscire ad individuare il responsabile (questo numero di scaldabagni è pensabile arrivi da una sola abitazione? O da altro?)
Il 5 giugno "Salina Street Food": Sapori, musica e convivialità nel cuore di Malfa
incontrano musica e convivialità in uno degli scenari più affascinanti dell’arcipelago.
Per una sera Via Roma si trasformerà in un grande percorso del gusto tra piatti tipici, prodotti a chilometro zero, vini eoliani e ricette della tradizione.
A confermare il valore e la credibilità dell’iniziativa è l’importante rete di sostegno istituzionale che accompagna la manifestazione. “Salina Street Food” gode infatti del patrocinio degli assessorati della Regione Siciliana al Turismo, Sport e Spettacolo e all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, della Città Metropolitana di Messina, della Camera di Commercio peloritana e del Comune di Malfa.
Accanto alle istituzioni, numerosi partner di prestigio hanno scelto di sostenere il progetto: la Condotta Isole Slow Siciliane, il Consorzio Malvasia delle Lipari, l’Associazione Salina Isola Verde e Liberty Lines, realtà impegnate nella promozione del territorio, delle produzioni locali e del turismo sostenibile e non ultimo il Marchio Brand Eolie , impegnato, per l’occasione, a fornire gli spettacoli musicali e a collaborare nella comunicazione con i media e social media
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Saranno protagoniste della manifestazione otto cantine locali e diciannove attività tra ristoranti, strutture ricettive ed esercizi commerciali del territorio, unite dalla volontà di promuovere la qualità dell’offerta eoliana e creare nuove occasioni di aggregazione e sviluppo.
Non solo cibo e vino. “Salina Street Food” sarà animato da spettacoli musicali e intrattenimento lungo tutto il centro del paese. Tra i momenti più attesi, l’esibizione itinerante dei Cantori Popolari delle
Isole Eolie, che porteranno tra le vie di Malfa canti, suoni e balli della tradizione popolare eoliana.
“Salina Street Food”, insomma, si conferma un appuntamento clou del calendario eoliano dell'estate 2026, capace di promuovere un turismo esperienziale fondato su identità territoriale, qualità, sostenibilità e valorizzazione delle produzioni locali.
Una manifestazione che punta a raccontare l’anima più autentica di Salina attraverso sapori, tradizioni e momenti di condivisione, rafforzando il legame profondo tra le Eolie e la loro cultura gastronomica.
Per ulteriori informazioni consultare le pagine social di Salina Pro
Loco Malfa https://www.facebook.com/SalinaProLoco?locale=it_IT
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Eolienews ricorda... Wanda Giunta
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Turista tedesco salvato grazie al 118 e al defibrillatore donato dai bambini della Prima comunione nel 2024
Un turista tedesco di 70 anni è stato salvato, ieri pomeriggio a Marina Corta, grazie alla rapidità e alla professionalità del personale del 118. L’uomo, appena sbarcato insieme ad altri visitatori provenienti da Vulcano — dove aveva affrontato la scalata al cratere — si è improvvisamente sentito male non appena raggiunto il porticciolo della penisoletta del Purgatorio.
L’allarme è scattato immediatamente. In quel momento l’ambulanza del 118 si trovava a Canneto per un soccorso meno grave, ma l’equipaggio ha raggiunto Marina Corta in pochissimi minuti. Valutate le condizioni del turista, i sanitari lo hanno trasferito nella vicina chiesa di San Giuseppe, dove è installato un defibrillatore ad uso pubblico.
Proprio grazie all’utilizzo del dispositivo e alle manovre dei soccorritori, l’uomo è letteralmente “rinato”. Stabilizzato, è stato poi affidato alle cure successive ed è ora fuori pericolo.
Un intervento che conferma, ancora una volta, l’importanza della presenza di defibrillatori nei luoghi pubblici e della prontezza del personale sanitario nelle situazioni di emergenza.
Il defibrillatore era stato donato alla comunità, nel maggio del 2024, dai bambini della Prima Comunione, di quell'anno, della Parrocchia di San Giuseppe
Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca: 25 maggio 1979 Menandro “ritorna” a Lipari
Il giorno 25 del prossimo mese di maggio avrà luogo a Lipari una manifestazione culturale di notevole interesse. In occasione del congresso do studi sul Dramma Antico, che terrà a Lipari alcune sedute, verrà presentata in anteprima nel Teatro all’aperto del Castello una commedia di Menandro, la Samia (La donna di Samo) che verrà poi ripresa con qualche altra recita nel corso della stagione estiva.
La Samia era una delle famose commedie di Menandro, una di quelle che avevano avuto maggiore successo. Con essa l’autore aveva conseguito una delle maggiori vittorie della sua carriera artistica nei concorsi teatrali che si facevano ad Atene in occasione delle Dionisie o delle Lenee, le feste in onore del dio Dionisio, e a seguito di questa vittoria aveva dedicato un rilievo marmoreo, opera famosa anch’essa, di eccellenti scultori, del quale ci sono pervenute alcune repliche di età romana.
Ma la Samia, così come tutta l’opera letteraria di Menandro, nonostante la enorme fama di cui per secoli ha goduto questo scrittore era andata perduta nei secoli di mezzo, e solo da pochi decenni il testo di essa è stato almeno parzialmente riscoperto nei papiri egiziani. Faticosamente decifrato e ricucito è stato integrato nelle numerose lacune, sicché oggi se ne può presentare una versione coerente, così d’altronde come di un’altra commedia menandrea il Diskolos (l’uomo difficile).
Menandro, nato ad Atene nel 341 a.C., al tempo cioè di Alessandro Magno è morto nel 290 all’età di 52 anni, è uno dei massimi commediografi della Grecia e creatore (insieme a qualche altro scrittore di poco più anziano di lui come Difilo e Filemone) di quel genere teatrale che i grammatici alessandrini di un secolo dopo hanno chiamato “La commedia nuova” per distinguerla da quella di Aristofane del V secolo a.C.
Mentre la commedia di Aristofane era soprattutto buffonesca, ridicola, piena di trovate originali ed ardite, e carica di satira politica, la “commedia nuova” di Menandro è una commedia di carattere, che rispecchia la vita quotidiana della borghesia ateniese della sua età. Piccoli intrighi familiari, contrasti di carattere, disaccordi spesso generati da malintesi, danno luogo ad intrecci complicati, che per essere capiti dagli spettatori richiedono un prologo che li metta al corrente degli antefatti da cui l’azione scenica prende origine.
I personaggi sono dei “tipi” comici ben definiti: il vecchio bonario, il vecchio arcigno, il giovane innamorato, il giovane timido, il soldato millantatore, lo schiavo astuto e intrigante, il parassita, la moglie petulante e chiacchierona, la ragazza sedotta, l’etera, ecc. ognuno vi rappresenta la propria parte. Nel mondo greco la commedia (così anche la tragedia e il dramma satiresco) era rappresentata da attori che portavano sul volto la maschera, una maschera che caratterizzava il personaggio cercando di rilevarle anche nell’aspetto esterno, l’indole, il temperamento, l’umore da cui ovviamente sarà determinato il suo comportamento. La maschera era quindi una parte essenziale del costume scenico.
Ora il fatto di grande rilievo per Lipari è che, se il testo della commedia di Menandro è stato riscoperto attraverso i papiri venuti in luce negli scavi dell’Egitto, le maschere relative alla commedia menandrea sono state scoperte a Lipari negli scavi della necropoli eseguiti negli ultimi vent’anni. In questi scavi infatti sono stati trovati centinaia di modellini in terracotta delle maschere teatrali dell’età di Menandro ora esposti nel Museo Eoliano. Vi si riconoscono quasi tutti i personaggi che sono descritti in un elenco pervenutoci attraverso scrittori di età romana, ma risalente senza dubbio allo stesso Menandro.
La straordinaria quantità di questi modellini delle maschere della commedia nuova ci dimostra che i liparesi del III secolo a.C. avevano per Menandro una enorme ammirazione. E ciò è confermato dal fatto ancora più straordinario, che fra queste mascherette è stato trovato anche un ritratto dello stesso Menandro. La Samia sarà quindi messa in scena con le maschere originarie, con maschere cioè plasmate nelle dimensioni normali e con gli stessi materiali usati nell’antichità fedelmente riprodotte dai modellini trovati negli scavi di Lipari.
La ripresa delle commedie greche con le maschere originali è un esperimento del tutto nuovo della riesumazione moderna del teatro antico; un esperimento che si fa per la prima volta a Lipari perché Lipari ha l’onore di aver portato attraverso gli scavi archeologici un contributo importantissimo alla riscoperta di Menadro.
Luigi Bernabò Brea
Aprile 1979 (L’Arcipelago)
Cosa aggiungere alle parole del nostro indimenticabile archeologo? La nostra comunità deve rivendicare con orgoglio il proprio passato greco, la nostra grande eredità culturale, gli ideale di solidarietà e di cooperazione che hanno caratterizzò i nostri fondatori, gli ecisti che arrivarono da Cnido: Testore, Epiterside, Gorgone. Dobbiamo fare del nostro patrimonio storico-archeologico un motore dello sviluppo turistico chiedendo e provando ad ottenere per il museo ed il Parco archeologico delle Isole Eolie il titolo di “Patrimonio dell’Umanità” in aggiunta a quello per i valori vulcanologici e geologici.















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