Maria Caterina Calogero
SPADAFORA
Le intramontabili pellicole degli anni Cinquanta nello scrigno dei ricordi di chi ha vissuto il set. La famiglia del pescatore Antonino La Macchia, originario di Spadafora, conserva diversi aneddoti sulle diverse troupe che hanno girato i primi film nelle Isole Eolie. Da "Stromboli terra di Dio" prodotto da Roberto Rossellini, a Vulcano diretto da William Dieterle a "L'Avventura" di Michelangelo Antonioni ambientato a Panarea. A rispolverare quelle pagine di vita cinematografica è Giuseppe La Greca, nipote del pescatore di Spadafora Antonino La Macchia. Nonno Nino aveva infatti raccontato alle figlie un episodio particolare, quando aveva sollevato Ingrid Bergman per aiutarla a sbarcare, prendendole il braccio. A tanti anni di distanza, “la leggerezza” della diva era presente nella sua mente. In quella produzione aveva noleggiato una delle sue imbarcazioni per le attività di supporto alle troupe. Attività analoga durante le riprese del film “Vulcano” con Anna Magnani.
Nel set non era mancata neppure qualche nota romantica. La diva aveva organizzato una festa alla fine delle riprese e lo zio Pasquale La Macchia aveva suonato la chitarra per lei. Gli aneddoti più numerosi e personali erano quelli legati al film “L’Avventura” di Michelangelo Antonioni girato a Panarea nell’estate autunno del 1959. Ogni conversazione telefonica che Monica Vitti, Lea Massari o Lelio Luttazzi facevano con la persona del cuore era di dominio pubblico, visto che a Panarea esisteva un solo telefono pubblico. Il registra tra le barche visionate aveva scelto la “Santa Rita”. Le riprese a Panarea erano durate tre mesi.
Lo zio Franco La Macchia ricordava soprattutto un temporale di fine estate. Una vera e propria avventura. Sullo scoglio rimasero Michelangelo Antonioni, il suo aiuto Franco Indovina, Monica Vitti, un signore inglese e un giornalista americano venuto dagli Stati Uniti per raccontare come lavorava Antonioni. Il giorno dopo, nonostante il cattivo tempo, la “Santa Rita” partì e raggiunge Panarea. L’altro figlio di Nino, Giuseppe, raccontava, invece, di quella volta che “tagliò la tromba marina” mentre si dirigeva verso Lisca Bianca. Durante le riprese sull’isolotto una tromba marina si dirigeva verso di loro e il regista, Antonioni, gridò all’operatore di portare la macchina da presa per riprendere la scena. La Vitti era impaurita e guardò Giuseppe con uno sguardo disperato; lo zio le disse di stare tranquilla che lui sapeva “tagliare” la tromba, il padre glielo aveva insegnato dicendogli le parole magiche nella chiesa di Porto Salvo durante una notte di Natale: Giuseppe prese il coltello e pronunciò la formula magica e la tromba d’aria si spezzò, svanendo. L’unico che si arrabbiò fu il regista, voleva riprendere la tromba per inserirla nel film, ma ormai era fatta! Almeno però, la Vitti si sentì subito sollevata. Le testimonianze rese dal nipote Giuseppe La Greca restano nel cuore di tutta la famiglia, ogniqualvolta se ne parla.
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