COMUNICATO : ABBIAMO PRESENTATO UN ESPOSTO: ORA SI FACCIA CHIAREZZA SULLE TARIFFE IDRICHE E SUI CONTI DEL COMUNE DI LIPARI
Come Consiglieri comunali abbiamo formalmente presentato un esposto all’Assessorato Regionale, alla Prefettura, alla Corte dei Conti, all’ATI di Messina, ad ARERA e agli organi di controllo del Comune di Lipari per denunciare la gravissima vicenda relativ
a agli aumenti delle tariffe idriche.
Parliamo di aumenti disposti con un atto sindacale che, a nostro avviso, presenta evidenti profili di illegittimità, poiché adottato in assenza dei necessari presupposti di legge e in contrasto con provvedimenti già revocati e dichiarati inefficaci.
Non siamo di fronte a una semplice irregolarità burocratica.
Siamo di fronte a una questione che investe la legalità dell’azione amministrativa, la tutela dei cittadini e la tenuta finanziaria del Comune.
Se le tariffe applicate sono illegittime, le somme introitate sulla loro base rischiano di essere prive di fondamento giuridico. Questo significa che il prossimo rendiconto e il bilancio di previsione potrebbero essere costruiti su entrate contestabili, con conseguenze gravissime sugli equilibri economici dell’Ente.
In altre parole: a pagare non sarebbero solo i cittadini con bollette ingiuste, ma l’intera comunità, attraverso il rischio di un bilancio non veritiero e di futuri squilibri strutturali.
Abbiamo chiesto alle Autorità competenti di intervenire con urgenza, di attivare i poteri ispettivi e sostitutivi e di accertare ogni eventuale responsabilità, anche sotto il profilo del danno erariale.
La legalità non è un’opinione.
Le istituzioni devono operare nel rispetto delle regole, soprattutto quando incidono direttamente sulle tasche dei cittadini.
Continueremo a vigilare, a denunciare e a difendere gli interessi della nostra comunità con determinazione e trasparenza.
Lipari merita rispetto, chiarezza e buona amministrazione.
I Consiglieri Comunali: Gaetano Orto, Lucy Iacono, Raffaele Rifici, Cristina Dante, Adolfo Sabatini, Angelo Portelli, Giorgia Santamaria
L'esposto dei consiglieri d'opposizione
All’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica – Regione Siciliana Palermo; Al Dirigente del Settore Economico-Finanziario del Comune di Lipari; Alla Procura Regionale della Corte dei Conti – Sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana; Al Collegio dei Revisori dei Conti; Al Segretario Generale del Comune di Lipari; Alla Prefettura – U.T.G. di Messina; All’Assemblea Territoriale Idrica di MessinaAll’Autorità di Regolazione per Energia Reti ed Ambiente (ARERA)
OGGETTO: Esposto per gravi, reiterate e sistematiche violazioni
di legge in materia di determinazione delle tariffe del servizio idrico
integrato – Profili di illegittimità radicale, elusione di atti efficaci e
compromissione degli equilibri finanziari dell’Ente – Richiesta urgente di
attivazione dei poteri ispettivi, sostitutivi e straordinari, ivi inclusa la
valutazione ai fini della rimozione del Sindaco del Comune di Lipari
I
sottoscritti Consiglieri Comunali del Comune di Lipari,
PREMESSO CHE
- con nota formale già trasmessa
alle Autorità competenti, che si allega quale parte integrante e
sostanziale del presente esposto, il Presidente del Consiglio Comunale,
Rag. Antonino Russo, ha denunciato con precisione e dovizia di riferimenti
normativi plurimi e gravi profili di illegittimità connessi alla Determinazione
Sindacale n. 7 del 31/03/2026 in materia di tariffe idriche;
- tale nota ricostruisce in
maniera puntuale un quadro fattuale e giuridico allarmante, evidenziando
l’adozione di aumenti tariffari disposti unilateralmente dal Sindaco in
assenza dei necessari presupposti legali e in aperto contrasto con atti
amministrativi vigenti e pienamente efficaci;
RILEVATO CHE
i fatti
sopra richiamati non si esauriscono in meri vizi formali o procedurali, ma
delineano un quadro di grave alterazione delle regole fondamentali di esercizio
del potere amministrativo, con possibili riflessi su più livelli di
responsabilità, inclusi quelli amministrativo-contabili e, ove ne ricorrano i
presupposti, ulteriori profili di rilievo giurisdizionale;
ESPONGONO QUANTO SEGUE
Violazione
radicale del riparto di competenze e della normativa regionale.
La
disciplina del servizio idrico integrato, come recepita nell’ordinamento della
Regione Siciliana (in particolare L.R. n. 19/2015 e successive disposizioni
attuative in materia di ATI), attribuisce in via esclusiva all’Assemblea
Territoriale Idrica le funzioni di regolazione e determinazione del sistema
tariffario.
Il Comune,
pertanto, non è titolare di poteri autonomi di determinazione delle tariffe, se
non nei limiti e secondo le procedure previste dal sistema regolatorio.
L’adozione,
da parte del Sindaco, di un provvedimento unilaterale di aumento tariffario:
-
in assenza
di validazione dell’ATI;
-
in contrasto
con un atto di revoca pienamente efficace;
configura
una palese violazione del riparto di competenze stabilito dalla normativa
regionale, nonché un esercizio del potere amministrativo in carenza assoluta di
attribuzione.
Non si è,
dunque, in presenza di una mera irregolarità, ma di un esercizio del potere
amministrativo al di fuori di ogni perimetro legale, in aperta violazione
dell’ordinamento
Condotta
elusiva e aggiramento consapevole di atti amministrativi efficaci
Dalla
documentazione richiamata emerge che il Sindaco ha fondato il proprio operato
su una Determinazione (ATI n. 155/2024) già:
-
dichiarata
inefficace;
- formalmente revocata con
Determinazione n. 44/2025;
-
non sospesa
da alcun provvedimento giurisdizionale.
La
reiterazione degli aumenti tariffari, sino all’introduzione di ulteriori
incrementi per l’anno 2026, non può essere qualificata come errore o
fraintendimento, ma appare integrare una condotta sistematica e consapevole di
elusione dell’efficacia degli atti amministrativi.
Si configura, pertanto, una vera e propria forzatura dell’ordinamento, volta a produrre effetti economici in assenza di base giuridica.
Violazione della regolazione ARERA e assenza dei
presupposti sostanziali
Come
evidenziato nella nota del Presidente del Consiglio Comunale, la deliberazione
ARERA n. 639/2023 subordina gli aggiornamenti tariffari al raggiungimento di
specifici obiettivi:
-
al
raggiungimento di standard di qualità tecnica;
-
alla
sostenibilità gestionale;
-
alla
correttezza e trasparenza contabile.
Nel caso del
Comune di Lipari, tali condizioni non risultano in alcun modo dimostrate né
conseguite.
Ne deriva
che l’aumento tariffario:
-
è privo dei
presupposti sostanziali richiesti dalla regolazione nazionale;
-
è stato
adottato in assenza del necessario procedimento di validazione;
configurando così un ulteriore e autonomo profilo di illegittimità.
Profili di
responsabilità amministrativo-contabile e danno erariale
Le condotte
descritte appaiono suscettibili di determinare:
-
un aggravio
economico ingiustificato a carico degli utenti;
- un’esposizione dell’Ente a
contenziosi e richieste risarcitorie;
-
possibili
ipotesi di danno erariale, anche sotto il profilo dell’adozione di atti
illegittimi produttivi di effetti economici.
Tali effetti delineano un concreto pregiudizio patrimoniale per l’Ente, idoneo a integrare ipotesi di danno erariale, anche sotto il profilo dell’adozione e della reiterazione di atti illegittimi con effetti finanziari.
Compromissione
della veridicità e attendibilità del bilancio
L’illegittimità
delle tariffe idriche incide in modo diretto e sostanziale sulla formazione dei
documenti contabili dell’Ente.
In
particolare:
-
le entrate
derivanti dall’applicazione di tariffe illegittime risultano prive di valido
fondamento giuridico, con conseguente compromissione del principio di
veridicità e attendibilità delle poste di bilancio;
- la loro eventuale iscrizione tra le
entrate comporta una rappresentazione non corretta della situazione finanziaria
dell’Ente;
-
si determina
una potenziale violazione dei principi contabili applicati agli enti locali,
come recepiti nell’ordinamento regionale siciliano;
Tali
criticità assumono carattere di assoluta urgenza in vista:
-
dell’approvazione
del Rendiconto della gestione (scadenza 30 aprile);
- della predisposizione del Bilancio di previsione 2026–2028;
Rischio concreto di squilibrio strutturale
La gestione
del servizio idrico, nelle modalità attualmente poste in essere, appare idonea
a determinare un rilevante e strutturale squilibrio di bilancio, in
considerazione:
-
della
possibile necessità di rettifica o restituzione delle somme indebitamente
introitate;
- dell’incremento dei costi a carico
diretto del Comune, con particolare riferimento al servizio di depurazione e
gestione;
-
dell’impossibilità
di continuare a fare affidamento su meccanismi compensativi o contenziosi nei
confronti della Regione Siciliana per il rimborso dei costi sostenuti;
Ne deriva il concreto rischio di una compromissione degli equilibri finanziari dell’Ente, con possibili effetti anche ai fini delle procedure di salvaguardia.
Reiterazione
delle condotte e rilevanza ai fini dei poteri straordinari
Particolarmente
grave appare la reiterazione consapevole di atti già oggetto di rilievo e di
intervento da parte delle Autorità competenti.
Tale
comportamento evidenzia un possibile sistematico mancato rispetto della
legalità amministrativa, idoneo a configurare una grave e persistente
violazione di legge, rilevante ai fini dell’attivazione dei poteri straordinari
previsti dall’ordinamento, come applicabile nella Regione Siciliana;
La
reiterazione consapevole di atti già dichiarati illegittimi, unitamente alla
loro incidenza diretta sugli equilibri finanziari dell’Ente, configura un
quadro di grave e persistente violazione di legge, rilevante ai fini
dell’attivazione dei poteri straordinari previsti dall’ordinamento, come
applicabile nella Regione Siciliana.
ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA, SI RICHIAMA FORMALMENTE
il Dirigente del Settore Economico-Finanziario e il Collegio dei Revisori dei Conti, ciascuno per quanto di competenza, al rispetto rigoroso e non derogabile dei principi di:
- veridicità, attendibilità e
integrità del bilancio;
-
corretta rappresentazione delle entrate e delle spese;
-
legalità dell’azione amministrativa;
- salvaguardia degli equilibri finanziari dell’Ente;
Si evidenzia che la contabilizzazione di entrate fondate su atti illegittimi, ovvero l’omessa adozione di misure correttive, potrà determinare responsabilità dirette e personali, anche sotto il profilo erariale.
Si chiede, in particolare, al Dirigente del Settore Economico-Finanziario:
- di indicare se e in quale misura le
entrate derivanti dalle tariffe oggetto di contestazione siano state
contabilizzate;
-
di chiarire quali misure intenda adottare in sede di Rendiconto per
garantire il rispetto dei principi contabili;
-
di specificare quali valutazioni siano state effettuate in ordine al
rischio di squilibrio;
- di indicare le determinazioni che si
intendono assumere nella predisposizione del Bilancio 2026–2028;
SI SOLLECITA CON URGENZA
· all’Assessorato Regionale delle
Autonomie Locali di attivare con urgenza i poteri ispettivi e sostitutivi e alla
Prefettura di Messina di avviare ogni opportuna verifica sulla legittimità
dell’azione amministrativa, nonché ad entrambi, ognuno per le proprie
competenze, di verificare la sussistenza dei presupposti per l’adozione di
misure straordinarie, ivi compresa la rimozione del Sindaco in presenza di
gravi e persistenti violazioni di legge.
· all’ATI Messina e ad ARERA di intervenire per il ripristino della legalità regolatoria;
· alla Procura della Corte dei Conti
di accertare eventuali responsabilità per danno erariale;
La gravità, la reiterazione e la sistematicità delle condotte denunciate impongono un intervento immediato delle Autorità competenti, al fine di ristabilire il rispetto della legalità, tutelare i cittadini e preservare l’equilibrio finanziario dell’Ente.
Si resta a disposizione per ogni ulteriore elemento utile e si riserva la produzione di documentazione integrativa.
I Consiglieri Comunali

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