Riceviamo da Gianluca Giuffrè, responsabile isole Eolie di FdI
C’è un punto che va chiarito subito: i carabinieri hanno fatto il loro dovere. Hanno applicato un’ordinanza. Punto.
Il problema non sono loro. Il problema è l’ordinanza. E, più in profondità, l’idea di isola che quell’ordinanza tradisce.
Perché vietare la musica il mercoledì a Stromboli — un’isola che vive di turismo, cultura, ospitalità, relazioni internazionali — non è una misura amministrativa: è un messaggio politico. Un messaggio che dice: meglio il silenzio della vita, meglio la paura del movimento, meglio la quiete del museo che il respiro di una comunità viva.
Il paradosso eoliano
Stromboli è un luogo che il mondo sogna. Un set naturale, un laboratorio culturale, un magnete per artisti, registi, scrittori, viaggiatori.
Eppure, viene governata come se fosse un oggetto fragile da chiudere in una teca. Come se la presenza di Mick Jagger, di un cast internazionale, di una produzione cinematografica fosse un fastidio da contenere, non un’opportunità da valorizzare.
Un’ordinanza che spegne la musica non tutela l’isola: la spegne.
La legge applicata non basta: serve una visione
Applicare un divieto è facile. Costruire un futuro è difficile.
E qui sta il nodo: che futuro vogliamo per le Eolie?
Un arcipelago vivo, che produce lavoro, cultura, economia, accoglienza o un arcipelago imbalsamato, dove tutto è proibito per paura di disturbare qualcuno.
Non si può chiedere turismo e poi trattare i turisti come intrusi. Non si può invocare sviluppo e poi soffocare ogni forma di vita sociale. Non si può pretendere lavoro e poi spegnere la musica perché “è mercoledì”.
Il caso Jagger non è folklore: è un campanello d’allarme
Che la musica provenisse da una cassa portatile o da un’orchestra sinfonica è irrilevante. Il punto è che un’isola che vive di relazioni internazionali non può permettersi ordinanze che sembrano scritte per un condominio litigioso.
Il mondo guarda. E quando il mondo guarda, bisogna decidere cosa mostrargli: la vitalità di un territorio o la sua paura.
La scelta è adesso
O si governa con una visione — moderna, aperta, consapevole — oppure si continua a produrre divieti che trasformano le Eolie in un luogo dove tutto è proibito e niente è possibile.
Le isole non si salvano imbalsamandole. Le isole si salvano tenendole vive.
Gianluca Giuffrè
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