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martedì 7 luglio 2026

Filicudi: immissione in possesso dei terreni per il dissalatore tra vizi procedurali e assenza di fondi

COMUNICATO STAMPA
Filicudi: immissione in possesso dei terreni per il dissalatore tra vizi procedurali e assenza di fondi


È stata eseguita ieri 6 luglio l'immissione in possesso dei terreni sulla spiaggia di Filicudi individuati dal Comune di Lipari per la realizzazione di un impianto di dissalazione, nonostante la procedura presenti plurimi profili di illegittimità.

Le notifiche relative all'immissione in possesso d'urgenza risultavano carenti di elementi essenziali in violazione degli obblighi di comunicazione e partecipazione al procedimento amministrativo previsti dagli articoli 7 e 8 della Legge 7 agosto 1990, n. 241, nonché delle garanzie procedimentali stabilite dal D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità) in tema di occupazione d'urgenza e immissione in possesso.

A ciò si aggiunge che lo stato d'urgenza posto a fondamento della procedura risulta ormai decaduto per effetto della scadenza del termine di finanziamento previsto dal PNRR, ai sensi del Regolamento (UE) 2021/241 istitutivo del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, venendo così meno il presupposto stesso che giustificava il ricorso alla procedura accelerata di cui all'articolo 22 del D.P.R. 327/2001.

Tali criticità sono state formalmente segnalate sia ai tecnici del Comune di Lipari sia ai Carabinieri intervenuti sul posto, senza che ciò abbia impedito l'avvio della procedura.

Desta ulteriore perplessità la circostanza che, essendo venuto meno il finanziamento PNRR, non risulti ad oggi chiaro con quali risorse economiche il progetto dovrebbe essere realizzato.

L'avvocato che assiste uno dei proprietari dei terreni interessati dall'esproprio ha richiesto ieri la nullità del procedimento per molteplici motivi. Si attende adesso la sentenza del ricorso al TAR fissata per il prossimo 9 luglio e avviata dallo stesso proprietario dei terreni, il cui esproprio comprometterebbe la sua attività lavorativa gestendo un piccolo lido balneare.

Gli uffici tecnici comunali hanno peraltro annunciato l'imminente arrivo tra il 13 e il 17 luglio della ditta appaltatrice per l'avvio dei lavori, in piena stagione turistica: una tempistica che appare quantomeno illogica, se non illegittima, per un cantiere destinato alla spiaggia più frequentata dell'isola.

L'area, ricompresa nella zona archeologica di Capo Graziano e tutelata ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42), si affaccia su una baia caratterizzata dalla presenza di praterie di Posidonia oceanica, habitat prioritario tutelato dalla Direttiva 92/43/CEE ("Habitat") e recepito nell'ordinamento italiano con il D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, nonché dalla presenza della Pinna nobilis, specie a rischio critico di estinzione, rigorosamente protetta a livello europeo.

Il progetto si configura pertanto come una concreta minaccia per l'ambiente marino e per il patrimonio archeologico sommerso, che rischierebbe di essere esposto ai reflui chimici e alla salamoia di scarico prodotti dall'impianto di dissalazione.





Il movimento spontaneo di Filicudi ribadisce la propria contrarietà al progetto, denuncia il mancato ascolto da parte dell'Amministrazione comunale di Lipari e continua a rivendicare il diritto della comunità alla tutela del proprio territorio e del proprio ambiente.

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