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giovedì 20 febbraio 2020

Aspettando il Carnevale 2020. Carnevale eoliano 2014. Il balletto del carro" Un sogno chiamato Carnevale"

ASP Messina, nominati a tempo indeterminato altri 4 Dirigenti Medici di Radiodiagnostica

(Comunicato) Dopo avere immesso in servizio i primi cinque dirigenti medici di radiodiagnostica vincitori del concorso a tempo indeterminato bandito dall'ASP di Messina, l'Azienda Provinciale scorre la graduatoria e immette in servizio altri quattro dirigenti medici a tempo indeterminato che andranno a coprire i posti rimasti vacanti negli ospedali.
I nuovi medici firmeranno il contratto e prenderanno servizio presso le sedi di lavoro dopo l'accertamento del possesso dei requisiti per l'accesso al pubblico impiego e dopo la verifica della idoneità fisica per le mansioni della qualifica di appartenenza, come previsto dalle vigenti disposizioni di legge.

Costi dell’insularità, Regione avvia ricerca per calcolarli

La condizione di insularità potrebbe costare alla Sicilia tra i 4 ai 5 miliardi di euro l’anno. E’ la stima presunta di una ricerca valutativa che il governo Musumeci condurrà attraverso il dipartimento della Programmazione e l’assessorato all’Economia. La definizione di insularità comprende il concetto di “discontinuità territoriale” che caratterizza alcune regioni e che determina una specificità di natura economica, trasportistica, ambientale e sociale. Questa condizione rappresenta un oggettivo svantaggio rispetto ai territori continentali che possono godere di una maggiore facilità di collegamento e interscambio. Che l’insularità sia un fattore penalizzante è riconosciuto dalla Commissione Europea che considera le regioni interessate meritevoli di azioni politiche capaci di far superare il gap rispetto alle aree continentali.
«Lo studio che sarà terminato entro il prossimo mese di luglio – commenta l’assessore dell’Economia Gaetano Armao - fornirà al governo regionale il dato puntuale del costo occulto dell'insularità. Costo che si aggiunge alle risorse sottratte alla Sicilia. Dai conti pubblici territoriali, per i siciliani siamo oltre i 10 miliardi di perdita secca».
Si calcola che nell’Unione Europea ci sono 450 isole con 14 milioni di abitanti, e di questi ben oltre 5 milioni, pari al 36 per cento, sono residenti in Sicilia. Lo studio del costo dell’insularità per l’Isola parte dalla valutazione di alcuni parametri come l’accessibilità e i relativi i costi di tempo dovuti al fatto che quasi tutte le isole dipendono dal trasporto pubblico, i conseguenziali costi monetari che derivano dall’assenza di valide alternative di collegamento e trasporto, i costi delle infrastrutture e dei servizi, che devono essere forniti singolarmente a ciascuna isola senza possibilità di realizzazioni sinergiche e i costi che, in conseguenza dei fattori elencati, gravano sugli abitanti isolani.

Santo del giorno: Santi Francesco e Giacinta Marto

Santi Francesco e Giacinta Marto
Veggenti di Fatima
Nella Cova da Iria, tramutata in uno stagno dalla pioggia incessante, s'erano radunate sin dalla sera prima sessantamila persone. Tre pastorelli, Lucia di Gesù di dieci anni, i suoi cuginetti, Francesco e Giacinta Marto, nove e sette anni, avevano annunciato che il 13 ottobre in quel luogo si sarebbe compiuto un grande prodigio. Analfabeti, i tre appartenevano a due modestissime famiglie di Aljustrel, minuscola frazione di Fatima. Il prodigio avrebbe dovuto apporre il sigillo di garanzia e di veridicità alle «visioni» che dicevano di avere il 13 di ogni mese. Appariva loro una giovane e bellissima Signora, vestita di bianco, librata sopra un leccio verdeggiante non più alto di un metro, accompagnata da un invisibile fruscio d'ali. Ed era stata la bianca Signora a promettere: «Il 13 ottobre farò un grande miracolo perché tutti possano credere».

La prima apparizione era avvenuta il 13 maggio nella Cova da Iria. La Signora si era presentata così ai piccoli che la fissavano attoniti: «Vengo dal cielo. Venite qui per sei mesi consecutivi, il giorno 13. Poi vi dirò chi sono». Era iniziata per Lucia, Francesco e Giacinta l'esaltante, e terribile, avventura che avrebbe segnato la loro giovanissima vita: le consolanti visioni della dolce Signora; i suoi inviti a pregare il rosario e a mortificarsi per i peccatori che offendevano il cuore di Gesù e della Madonna e destinati all'inferno se non si convertivano (era il motivo ricorrente di ogni incontro); le confidenze di inquietanti segreti che preannunciavano cose «terribili»...

Ma non mancarono anche il sospetto e l'ostilità dei miscredenti («Sono piccoli imbroglioni, esaltati», dicevano) e delle autorità civili che mal sopportavano quelle astruse novità, quegli inopportuni assembramenti nel luogo delle presunte apparizioni che turbavano la quiete pubblica. Ci fu anche l'ostilità di qualche burbero prevosto che ritenne di dover andare oltre la tradizionale prudenza della chiesa, che in queste faccende -giustamente - è solita procedere con i piedi di piombo. Gli uni e gli altri non furono teneri con i tre «sospettati», tenuti persino per una notte nella buia e fredda cella di una prigione per convincerli a dire che si erano inventati tutto. A tutto questo si aggiunse la ruvidezza dei genitori che temevano di finire male per tutto il trambusto sorto a causa dei loro figli...

Sessantamila erano dunque quel 13 ottobre nell'acquitrino di Cova da Iria, sotto un cielo plumbeo che rovesciava acqua a torrenti. C'erano credenti e miscredenti, gente venuta dai campi e dalla città, analfabeti e uomini di scienza, liberi pensatori e giornalisti inviati persino da agenzie d'oltreoceano. Tutti a cercare conferma alle proprie opinioni sui fatti che avevano diviso il paese.

La Signora aveva detto a mezzogiorno. E un po' prima dell'ora prevista, accompagnati dalle mamme, arrivarono i tre veggenti. Lucia invitò tutti a chiudere gli ombrelli. E tutti li chiusero benché la pioggia continuasse a scrosciare. La piccola intono il rosario e a mezzogiorno la Signora riapparve. Sarebbe stata l'ultima volta. «Sono la Madonna del rosario - disse ai veggenti -. Voglio che facciate qui una cappella in mio onore».

Nel 1917 l'Europa stava vivendo la tragedia del primo conflitto mondiale e la Madonna assicurò: «La guerra finirà e i so dati torneranno presto alle loro case». A un certo punto Luci con un dito indicò il cielo. Tutti alzarono gli occhi e all'improvviso cessò di piovere e squarciando le fitte nubi, apparve il disc solare simile a una ruota che proiettava in ogni direzione fast di luce d'ogni colore che accendevano le nubi, gli alberi, la terra e si riverberavano sulla folla, abbagliandola. La cosa si ripeté per tre volte. E la gente, attonita, pregava, si batteva il petto chiedendo perdono per i propri peccati.

Mentre il sole danzava, i pastorelli rividero la Madonna tra le nuvole con accanto san Giuseppe e Gesù Bambino benedicente. La «danza del sole» era per la gente, perché vedesse e vedendo credesse e credendo diffondesse tra chi non c'era la notizia del prodigio, ma anche che la. Madonna era venuta davvero a portare agli uomini un messaggio di misericordia e di salvezza. Del fatto insolito si occupò lungamente anche la stampa, non solo locale. Finito lo «spettacolo», i veggenti faticarono a raggiungere la casa: Giacinta piangente fu trasportata in braccio da un conoscente; Lucia, issata sulle spalle di un robusto paesano, fu sottratta a forza alla gente che le strappava brandelli di vestito, tagliava ciocche di capelli per tenerle come reliquie. Solo Francesco riuscì a sgusciare indenne tra la folla.

Tutti li volevano vedere, farsi raccontare che cosa avevano visto, che cosa aveva detto la Madonna, supplicarli di pregare per questo o quell'altro ammalato. Nei giorni seguenti davanti alle loro case la processione dei curiosi e dei devoti era incessante. I tre per un po' stettero al gioco, mostrandosi e raccontando, ma poi, sgomenti per l'ammirazione, le lodi che la gente tributava loro, cominciarono a sparire per tempi sempre più prolungati. Si nascondevano in una grotta fonda e buia, nascosta tra i cespugli per poter continuare a recitare il rosario, a dire le preghiere che un angelo durante le apparizioni aveva loro insegnato, a fare sacrifici per la conversione dei peccatori.

Francesco e Giacinta sono stati proclamati beati il 13 maggio del 2000 da Giovanni Paolo II che con Fatima ha sempre avuto un legame particolare: attribuiva a un miracolo della Madonna l'essere sopravvissuto all'attentato di piazza San Pietro. Lucia è invece sopravvissuta ai due cugini fino al febbraio 2005.

Prima delle apparizioni i tre bambini non avevano nulla di speciale. Erano solo tre bambini, poveri e pastorelli: categoria che la Madonna pare privilegiare quando si tratta di apparire per trasmettere agli uomini qualche importante messaggio. Non erano mai andati a scuola, ma avevano conosciuto assai presto la fatica del lavoro. Però erano buoni: la loro semplicità e una buona educazione religiosa avevano reso in loro un fatto naturale la presenza di Dio, il rivolgersi confidenzialmente a lui nella preghiera, cosa che facevano spesso. Probabilmente come migliaia di altri bambini in Portogallo e altrove. Perché poi siano stati scelti per un'esperienza così intensa e rara, fa parte dei misteriosi disegni che Dio ha per ognuno.

La Madonna non ha fatto che accentuare e arricchire di nuovi contenuti la loro esperienza già impregnata di sacro: aveva detto loro di pregare, e loro ce la misero tutta, con uno slancio che solo i bambini hanno. 11 rosario ogni giorno, più volte al giorno, le visite in chiesa a «Gesù nascosto», i sacrifici e i digiuni per i peccatori diventarono gli appuntamenti più attesi delle loro giornate, espressione di una vita integra, senza sbavature.

Tutto questo, per Francesco e Giacinta durò poco. La bianca Signora aveva fatto loro una promessa: «Verrò presto a prendervi». I piccoli lo sapevano e vivevano nell'attesa. La Signora aveva anche detto che Francesco per essere accolto in paradiso avrebbe dovuto dire molti rosari. E lui obbedì. Ogni volta che poteva si appartava (amava pregare da solo) a far scorrere tra le dita i grani del rosario. Qualche volta alla scuola, che aveva iniziato a frequentare, preferiva la chiesa. «Va' tu a scuola - diceva a Lucia -, passa dopo a prendermi, tanto non mi serve imparare, se fra poco dovrò morire». E si infilava in chiesa a pregare «Gesù nascosto».

La fine venne davvero presto. Pianti i morti della grande guerra, la gente si rimise in lutto per le vittime di una terribile epidemia, la febbre spagnola. Il 23 dicembre 1918 anche Francesco e Giacinta ne furono colpiti. Per Francesco tutto si compì in pochi mesi, il 4 aprile dell'anno seguente, a soli undici anni, andava a rivedere la Madonna.

Più tormentata la fine di Giacinta, un vero calvario, che sopportò con grande forza d'animo, nonostante la paura e le angosce, «per la conversione dei peccatori e per riparare gli oltraggi che si fanno al cuore immacolato di Maria». La pleurite purulenta, conseguenza della febbre spagnola, l'aveva costretta per due mesi all'ospedale. Aveva sofferto molto la lontananza dai genitori, dagli amici. Anzi, la prospettiva di morire da sola in ospedale la terrorizzava. E sarà proprio da un ospedale di Lisbona che Giacinta spiccherà il volo per andare a rivedere per sempre la bianca Signora. Ve l'avevano portata su indicazione di un celebre medico, il dottor Lisboa, che sperava di salvarla con un intervento chirurgico. La partenza era stata uno strazio. La piccola era rimasta a lungo aggrappata al collo di Lucia, che le era sempre stata accanto raccogliendo le confidenze, le paure, gli slanci di generosità della cuginetta, asciugandole le lacrime. L'intervento chirurgico, molto doloroso perché non fu possibile per la sua estrema debolezza farle l'anestesia totale, fu inutile. La sera del 20 febbraio 1920 la Madonna era andata a prendersela. Come aveva promesso. Tra le confidenze di Giacinta a Lucia, ci fu anche questa: «Penso alla guerra che deve venire... Morrà tanta gente e tanta andrà all'inferno. Vi saranno tante case distrutte e tanti sacerdoti morti. Se desistessero dall'offendere il Signore, la guerra non verrebbe». Poi ci sono state la guerra civile in Spagna e la seconda guerra mondiale. Il messaggio di Fatima è chiaro. I guai gli uomini se li procurano da soli. Convertiamoci, mutiamo vita tutti e un nuovo millennio di pace è assicurato.

La cappellina che la Madonna aveva chiesto per sé è diventata uno dei grandi e frequentati santuari mariani. Il prodigio, non del sole che danza, ma di tanti che lì trovano conforto e occasione per ravvedersi e iniziare una vita nuova nel segno dell'amore di Dio, si avvera ogni giorno.

mercoledì 19 febbraio 2020

L'avvocato Erika Pajno ha giurato oggi, formalizzando l'iscrizione all'albo professionale.

In data odierna l'avvocato Erika Pajno ha formalizzato l'iscrizione all'albo professionale presso il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Barcellona P. G. prestando il giuramento di rito innanzi i componenti dello stesso collegio, presieduto dall'avv. Antonella Fugazzotto.
La cerimonia si è svolta nell'Auditorium dell'ordine forense presso il Tribunale di Barcellona P.G.
All'avvocato Pajno il nostro augurio per un brillante futuro professionale

L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud del 19.02.20



Parco giochi Diana riaprirà tra meno di un mese, dopo effettuazione lavori. E il parco di Zinzolo?

(Comunicato) Come comunicato in più occasioni, anche sui social network, dall’Assessore Tiziana De Luca e dall’Assessore Massimo Taranto, si rende noto che con determina n. 9 del 14 febbraio 2020, immediatamente esecutiva, è stato affidato dagli Uffici alla ditta Castelli di Quattropani l’intervento per il ripristino di una parte di ringhiera in legno posta a delimitazione del parco giochi “Diana”, la cui condizione di pericolosità ha determinato la chiusura al pubblico dello stesso parco nelle ultime settimane per tutelare l’incolumità dei bambini.
Acquisiti i necessari materiali, consoni all’area archeologica che ospita il parco giochi, saranno avviate prontamente le opere di posa della recinzione, necessarie a consentire la messa in sicurezza e la conseguente piena fruibilità del parco giochi da parte delle famiglie e dei più piccoli utenti. Le operazioni dovrebbero concludersi in meno di un mese.


Nota del direttore - Sin qui il comunicato dell'amministrazione. Alla stessa ci rivolgiamo affinchè si intervenga per "disboscare" e aprire il parco giochi a Zinzolo

Incontro sul turismo alla Camera di Commercio a Messina.

Creare una “destinazione Messina” tra esperienza e marketing, unica, creativa e riconoscibile, con un’offerta concreta e ben definita, istituendo una “cabina di regia territoriale” che promuova l’immagine turistica della città dello Stretto. «Un tavolo operativo che intende realizzare un piano strategico condiviso sul turismo - afferma il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina - volto a offrire una Messina che non sia solo città di transito, di arrivi e partenze, ma che, sfruttando i collegamenti, sia in grado di attivare progetti di rigenerazione turistica, con un incremento del senso di reputazione e apprezzamento».
A tal fine, ieri, nella sala Giunta del Palazzo camerale si è svolto un incontro programmatico per individuare strategie comuni di sviluppo per un turismo di qualità. «L’idea è quella di costruire un’offerta turistica integrata in un territorio coeso, pronto a offrire servizi di qualità, in ogni ambito – prosegue Blandina – partendo dal presupposto che non si può prescindere da un’analisi di contesto che tenga presente i cambiamenti registratisi negli ultimi tempi: nuove categorie di viaggiatori che prediligono viaggi brevi e frequenti, optando per il turismo sostenibile, il 94% dei quali prenota on line e il 55% si fida più dei contenuti generati dagli utenti che del marketing».
«Ringrazio i componenti della Giunta della Camera di commercio, i consiglieri camerali, il prof. Filippo Grasso, i funzionari della Città metropolitana e i rappresentanti delle associazioni di categoria – aggiunge il presidente dell’Ente camerale – per i preziosi contributi offerti all’incontro. In particolare, i presidenti di Federalberghi Taormina, Italo Mennella, Federalberghi Isole Eolie, Christian Del Bono, e Federalberghi Giardini Naxos, Giovanni Russotti».
Si è discusso di turismo crocieristico, religioso, scolastico, convegnistico. Ma anche di portualità, aeroporto dello Stretto e di piano di marketing turistico. «Ma il primo punto dal quale partire è un’analisi dei dati qualitativi e quantitativi sui flussi turistici – precisa la segretaria generale Paola Sabella – per poi passare a una mappatura delle attività, dei tour operator e delle guide turistiche finalizzata alla creazione di un’offerta di valore che tenga conto di tutti gli elementi distintivi. Altra fase necessaria, è certamente l’ascolto del territorio per costruire un percorso in modo partecipato e, oltre a questi step, occorre, senza dubbio, analizzare la domanda, anche potenziale, di turismo e attuare una storia e un’esperienza attorno all’offerta. E’ essenziale, inoltre, costruire un’analisi swot in modo da mettere in evidenza punti di forza e di debolezza. Solo così si può costruire un brand di destinazione concreto».
«È necessario oggi unire le forze, le competenze e le idee per dare risposte concrete ad un territorio che guarda a questo nuovo corso con grandi aspettative di riscatto e di identità – dichiara l’assessore comunale al Turismo, Vincenzo Caruso - Messina merita di lasciarsi alle spalle l’atteggiamento depresso e di rassegnazione a cui ci siamo lasciati andare, nell’ottica del puro assistenzialismo e in attesa di aiuti provenienti dall’esterno. Occorre oggi fare impresa e andare tutti nella stessa direzione come una grande squadra che vuole vincere, contro ogni pronostico, il campionato. Il Comune di Messina è pronto a costituirsi parte di quella regia, più volte richiesta per il raggiungimento di ambiziosi obiettivi».
«Messina e la sua provincia hanno tutte le caratteristiche per diventare meta di un turismo di qualità che può contribuire a far crescere l'appeal dei porti dello Stretto ai fini crocieristici – aggiunge il presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, Mario Paolo Mega - il percorso di condivisione strategica che è stato tracciato fa ben sperare che presto si possa disporre di un progetto unitario di sviluppo turistico che costituisce strumento indispensabile per il rilancio del territorio».

Coscione : "Per successione Merenda si vada oltre i meri e spesso miopi orizzonti politici"

Leggo delle dimissioni, già conosciute, del Dott. Merenda da Assessore ai trasporti, turismo e sport, attività produttive, bilancio e tributi, programmazione, sviluppo economico, e patrimonio del nostro Comune. Naturalmente il toto-nomi è già ufficialmente partito. La delega lasciata vacante dovrebbe mettere reverenziale timore soltanto a leggerne i contenuti. Ritengo che sia indispensabile per la nostra comunità far cadere la scelta su una persona di elevatissima capacità organizzativa e professionale, integrità personale e morale e riconosciute doti manageriali. Chiedo, da cittadino di questo Comune, in un momento delicatissimo come quello che stiamo attraversando, che si riesca a guardare, per una volta, oltre i meri e spesso miopi orizzonti politici che, spesso, non fanno altro che impastare gli ingranaggi della macchina amministrativa comunale. La democrazia chiede che la maggioranza esprima dei nomi ma la saggezza e la lungimiranza gridano alla coscienza di esprimersi secondo esse per amore a questa terra e, ancor di più, a chi vi abita. Voglio fermamente evidenziare che non conosco personalmente nessuno dei "papabili" sui quali, quindi, non mi permetto di esprimere nessun parere. Al futuro Assessore chiedo di sentirsi onorato per questo incarico agendo sempre secondo la propria retta coscienza che, solitamente, è più critica dei cittadini e degli accordi politici.
Buon lavoro.
Francesco Coscione

Santi Trovato è il nuovo Commissario straordinario del Consiglio Metropolitano della Città Metropolitana di Messina

Il Presidente della Regione Siciliana, on. Nello Musumeci, nelle more dell’insediamento degli organi e degli enti di area vasta e comunque non oltre il 31 maggio 2020, con decreto n. 511/GAB del 17 febbraio 2020 ha conferito l’incarico di Commissario straordinario del Consiglio Metropolitano della Città Metropolitana di Messina all’ing. Santi Trovato, Dirigente tecnico della Regione Siciliana.
L’ing. Santi Trovato, attualmente Dirigente della Regione Siciliana presso il Servizio Centro per l’Impiego di Palermo, nel corso della sua prestigiosa attività professionale, ha ricoperto numerosi incarichi tra i quali quelli di Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Messina, Direttore Generale reggente dell’Ente Parco Etna, Coordinatore della Segreteria Tecnica dell’Assessorato alle Infrastrutture, Dirigente della sede di Messina del Servizio dell’Ufficio Speciale Difesa del Suolo e Protezione dell’Ambiente – Dipartimento Foreste della Regione Sicilia, Dirigente Responsabile STO e Dirigente Servizio Pianificazione e Controllo della Segreteria Tecnica Operativa dell’ATO Idrico di Messina.
Il neo Commissario straordinario ing. Santi Trovato subentra al dimissionario dott. Filippo Ribaudo che ha retto il medesimo incarico da marzo 2018 a febbraio 2020.

Scuole del Comune di Lipari chiuse dal 22 al 25 febbraio.

Con Ordinanza Sindacale numero 33/20 è sta disposta la chiusura degli istituti scolastici, siti nell'ambito comunale, dal 22 al 25 febbraio 2020, al fine di consentire ai dirigenti scolastici di avviare le attività di disinfestazione nei relativi plessi. 

Buon Compleanno!

Auguri a Valentina Marino, Melina China, Giuseppe Vattemi, Tobias Scoglio, Maria Bianca,, Andrea Caprara, Filippo Isaija, Giuseppe Farchica, Valentina Martelli, Davide Cafarella, Norma Chiarelli, Alessandro Monteleone, Danilo Conti, Genj Groppo

Ricordando... Giuseppe Sgroi.

Le foto pubblicate sono tratte, in ordine assolutamente casuale e non su richiesta, tra quelle che abbiamo nel nostro archivio.
Per le commemorazioni, anniversari ect. mettiamo a disposizione uno spazio apposito, previo contributo.

Auguri mamma!

Il figlio Roberto augura Buon Compleanno alla mamma Maria Foti che oggi compie 89 anni.
Alla signora anche gli auguri di Eolienews.