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giovedì 16 gennaio 2025

Allarme capre, denunce presentate ai Carabinieri. Dalla Gazzetta del sud del 16 gennaio 2025

L'ordinanza di chiusura di tutte le scuole del Comune di Lipari


 

Ospedale di Lipari, commissione Salute garantisce interventi. Dalla Gazzetta del sud del 16 gennaio 2025

Calcio a 5, Giovanili/Giovanissimi: Ludica Lipari vittoriosa in trasferta contro la Pro Mende (foto, classifica e video)

Nuova vittoria in trasferta per gli atleti della Ludica Lipari. Si sono imposti per 7 a 5 sul campo della Pro Mende a Santa Lucia del Mela. A segno per la Ludica Lipari: Iacono M. (2); Finocchiaro F. (3); Saltalamacchia A; Profilio J.


 


Sicilia: Si è dimessa l'assessora alla Sanità, Giovanna Volo

L'assessore regionale della Salute, Giovanna Volo, ha rassegnato stamattina le sue dimissioni dall'incarico per motivi personali. Il presidente della Regione, Renato Schifani, durante un incontro a Palazzo d'Orléans, l'ha ringraziata per il lavoro svolto e l'abnegazione dimostrata in questi primi due anni di legislatura. Al suo posto, il presidente ha nominato l'attuale direttore generale dell'Asp di Palermo, Daniela Faraoni.

Sicilia: Domani allerta meteo rossa. Scuole chiuse . Ordinanza in arrivo anche per Lipari


 Le scuole saranno chiuse anche a Salina

Acquacalda, interdetto l'uso del ponte di ferro. L'articolo del 16 gennaio 2025


 

Tanti auguri!

Buon compleanno a Maria Lauricella, Angelo Groppo, Dario Guarnuto, Maurizio Di Pietro, Tatiana Pisagatti, Generosa Cafarella, Concetta Favorito, Anna Cincotta 
 

Orto e Sabatini replicano a Gullo e "tirano le orecchie" alla vice -presidente del consiglio Starvaggi

COMUNICATO-  La critica mossa dal Sindaco riguardo l’assenza dei sottoscritti e del Presidente del Consiglio Comunale nella seduta di ieri è non solo strumentale, ma anche priva di fondamento. È importante sottolineare che, al momento del rinvio del Consiglio precedente, non era nota la convocazione della Commissione Regionale Sanità, un evento di importanza cruciale per discutere le criticità del nostro ospedale. Di fronte a un’occasione così rilevante, è chiaro che la nostra presenza a Palermo fosse giustificata e prioritaria rispetto a un Consiglio Comunale il cui scopo principale – ovvero la partecipazione del Direttore Generale dell’ASP, Giuseppe Cuccì – era già venuto meno. 

L’accusa del Sindaco, quindi, non tiene conto del contesto reale e appare come un tentativo di sminuire un’azione concreta a favore del nostro territorio. La seduta di ieri, peraltro, era un semplice aggiornamento votato dal Consiglio e, in quanto tale, ancora in prima convocazione. In caso di assenza del numero legale, come previsto dal regolamento, la seduta avrebbe dovuto proseguire oggi in seconda convocazione. Tuttavia, a causa dell’ennesimo ed evidente errore procedurale da parte del Vicepresidente del Consiglio, Antonella Starvaggi, questa regola è stata ignorata. 

Il Vicepresidente Starvaggi ha arbitrariamente chiuso la seduta, dichiarandola come seconda convocazione, contravvenendo sia al nostro regolamento comunale sia all’articolo 30 della legge regionale n. 9/86, che disciplina chiaramente il funzionamento del Consiglio. Secondo queste norme: 

1. In caso di mancanza del numero legale, la seduta deve essere sospesa per un’ora. 

2. Se il numero legale non viene raggiunto dopo la ripresa, la seduta deve essere aggiornata al giorno successivo con lo stesso ordine del giorno, senza bisogno di un’ulteriore convocazione. 

Nulla di tutto ciò è stato rispettato. Per questo motivo valuteremo una richiesta di intervento presso l’Assessorato Regionale degli Enti Locali per denunciare l’ennesima violazione di legge perpetrata dal Vicepresidente del Consiglio Comunale.

Ritornando alla questione principale riteniamo che il Sindaco, diversamente da quanto fatto, avrebbe dovuto apprezzare l’impegno dimostrato da una parte del Consiglio nel cercare soluzioni per migliorare i nostri servizi sanitari, piuttosto che limitarsi a critiche sterili e senza costrutto. A differenza sua, i capigruppo e il Presidente del Consiglio Comunale si sono recati a Palermo per affrontare concretamente le attuali criticità, avanzando proposte e cercando risultati concreti per il tramite della Commissione regionale sanità convocata appositamente 

Diversamente, il Sindaco si è accontentato di ottenere vaghe rassicurazioni dall’Assessore Regionale alla Sanità, incontrato solo di sfuggita, durante una riunione che trattava tutt’altro, e solo per mostrare di “anticipare tutti”. Questo “lampo di genio” si è rivelato, in realtà, un gioco patetico e strumentale: un’azione di facciata priva di sostanza. 

Piuttosto che attaccare chi si impegna concretamente e tenta di affrontare i problemi della nostra sanità con un approccio propositivo, il Sindaco dovrebbe riflettere sul proprio operato e ricordare come, durante la campagna elettorale, non abbia esitato a sfruttare i problemi della sanità per raccogliere consenso. È tempo di abbandonare le polemiche sterili e di collaborare seriamente per risolvere le difficoltà della nostra comunità. 

I Capigruppo consiliari 

Gaetano Orto 

Adolfo Sabatini

Saltalamacchia (Forza Italia): Dal presidente Russo scorrettezza istituzionale"


Il #pensiero di Don Bernardino Giordano: Tristezza

C.S. Lipari. Un'altra pagina della storia rosso - blu che si chiude: Ci lascia Eugenio Murciano

Eugenio Murciano, un altro calciatore che ha vestito la gloriosa maglia del CS Lipari ci lascia.

Ce lo comunica Rino Colaci, altro calciatore del Lipari di quel periodo.
"Buon giorno direttore.
Sono Rino Colaci ex calciatore del Lipari calcio degli anni 70. 
Purtroppo ho una brutta notizia da comunicare. 
Questa notte ci ha lasciato Eugenio Murciano ex stopper del Lipari.
Sono profondamente dispiaciuto e commosso per la perdita del mio caro amico Eugenio; non riesco a dire altro". 


Ad Eugenio, con il quale ci sentivamo tramite fb, l'ultima volta a novembre scorso, e che aveva voluto contribuire con delle foto al gruppo "C.S. Lipari...una storia a tinte rosso - blu", va il nostro deferente pensiero e la nostra preghiera, unitamente alle condoglianze per i suoi cari


Lungomare di Acquacalda disastrato e abbandonato da prima di Natale. Reportage fotografico di Gennarino Saltalamacchia

 La situazione rappresentata è così dalla mareggiata di Dicembre. Una situazione  gravissima di pericolo....tra l'indifferenza. La "denuncia" fotografica di Gennarino Saltalamacchia
























Oggi: San Marcello I°

Nei primi tre secoli del Cristianesimo, non tutte le persecuzioni furono uguali. Da Nerone a Diocleziano, fu un alto e basso, un incrudelire e un blandire. Qualche Imperatore, come Decio, mirò più a fare apostati, cioè rinnegati, che Martiri, cioè « testimoni ».

L'ultima persecuzione, prima che Costantino accogliesse come insegna la Croce, fu quella del vecchio Diocleziano, e fu la più lunga e cruda. Ebbe inizio nel 303. Distrutte le chiese, bruciati i libri sacri, i Cristiani che si rifiutavano di sacrificare agli dèi erano considerati peggio di schiavi, I nobili, se cristiani, perdevano i loro titoli; gli ufficiali, i loro gradi; i funzionari, i loro uffici; i mercanti, i loro averi.

Ma a queste persecuzioni morali si aggiunsero presto anche quelle materiali. Accusati d'aver bruciato il Palazzo imperiale i Cristiani vennero arsi, affogati, decapitati, crocifissi, sbranati. Città intere restarono spopolate; l'esercito decimato.

Dinanzi a questo vero e proprio « terrore », molti Cristiani cedettero: abiurarono e apostatarono. Non tutti furono capaci di reggere, specialmente alla persecuzione civile, e per conservare, non tanto la loro vita, quanto la loro dignità, i loro gradi, i loro uffici, i loro averi, caddero nell'apostasia.

Vennero chiamati lapsi, cioè caduti; e relapsi quando erano ricaduti più di una volta nell'apostasia.

Per questi suoi figli infelici, la Chiesa devastata, smembrata, prese il lutto, e alla morte del Papa Marcellino si ebbe un lungo periodo di vacanza della sede apostolica.

In questo momento difficilissimo, anzi, addirittura tragico, s'alzò la figura di San Marcello, presbitero capo della Chiesa Romana. Nei calendari e negli elenchi dei Pontefici, gli viene dato il titolo di Papa, trentunesimo della serie Apostolica. Ma forse egli non fu Papa, ma soltanto « Presbitero capo », cioè primo tra i sacerdoti romani.

In ogni modo, il suo pontificato ebbe inizio quattr'anni dopo la morte del suo predecessore, e fu di breve durata. La Chiesa, dopo la persecuzione e l'assenza di un capo, mostrava le piaghe dell'infedeltà e le cicatrici del tradimento. San Marcello fu severo coi lapsi, ai quali impose gravi penitenze; severissimo coi relapsi. Duro con coloro i quali, addirittura, avevano formato una specie di partito « lassista », che tentava di giustificare, se non addirittura difendere, l'operato dei cristiani rinnegati.

E la durezza di San Marcello era santa e salutare, perché se i deboli possono destare pietà, i traditori compiaciuti e i protervi non possono suscitare che la riprovazione e la condanna.

Con la morte di Diocleziano e la successione di Massenzio, che doveva essere poi l'avversario sconfitto da Costantino, la persecuzione parve placarsi. La Chiesa romana si riorganizzò sotto la guida inflessibile di San Marcello, finché anche l'Imperatore Massenzio, insospettitosi, mandò in esilio il Pontefice, o « Presbitero capo », della Chiesa Romana.

E in esilio morì, nel 309, per quanto le leggende, e anche il Martirologio accennino ad una fine diversa e più colorita.

Narrano infatti come Marcello celebrasse nella casa che una ricca matrona, Novella, aveva lasciato alla Chiesa, convertendosi al Cristianesimo, e che si trovava sulla via Lata. L'Imperatore, avrebbe fatto trasformare quella casa chiesa in una stalla per i cavalli dei corrieri imperiali; e San Marcello, dopo essere stato battuto con le verghe, fu condannato a servire come stalliere.

Nel qual servizio, conclude la Leggenda, dopo molti anni di fatiche e di strapazzi, si riposò in pace », cioè morì. Ecco perché San Marcello, presbitero-capo e Papa, viene venerato come Patrono degli stallieri e protettore delle scuderie, men duro forse verso le bestie che con i relapsi compiaciuti e protervi!

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria Nuova, deposizione di san Marcellino I, papa, che, come attesta san Damaso, vero pastore, fieramente osteggiato dagli apostati che rifiutavano la penitenza da lui stabilita e disonorevolmente denunciato presso il tiranno, morì esule scacciato dalla patria.