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domenica 13 aprile 2025
Congresso comunale di FdI alla presenza di importanti esponenti politici. Giuffrè riconfermato alla guida della sezione eoliana
Congresso comunale stamane a Lipari di Fratelli d'Italia alla presenza, tra gli altri, del presidente dell'Ars Gaetano Galvagno, dell'assessore regionale al turismo Elvira Amata, dei senatori Ella Bucalo e Salvo Pugliese, del deputato regionale Pino Galluzzo, di Francesco Rizzo, componente del direttivo nazionale e di Giosuè Giardina coordinatore provinciale del partito di Giorgia Meloni.
Presenti ache Annarita Gugliotta, Gaetano Orto ed Emanuele Carnevale. Assente, seppure invitato, e "lo sgarbo istituzionale" è stato evidenziato, il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo.
Affrontati temi riguardanti il territorio (trasporti, spopolamento ecc.). Tra le altre cose è stata sottolineata la necessità di proporre alle prossime amministrative di Lipari, un candidato unico nel centro - destra.
Il giovane ginostrese Gianluca Giuffrè è stato riconfermato alla guida della sezione eoliana che sarà intitolata, anche a Giacomo Ivaldi, storico esponente della destra liparese, già ai tempi del Movimento sociale italiano (MSI)
L'intervento di Giuffrè
Educazione e tutela del mare: grande partecipazione alla Giornata del Mare a Lipari
La Guardia Costiera di Lipari, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, dei volontari A.R.E. (Associazione Radioamatori Eoliani) e della Lega Navale ha promosso diverse iniziative a vantaggio della cittadinanza e di numerosi alunni delle scuole elementari e medie di Lipari.
Nella giornata del 10 aprile, nel corso di un incontro destinato ad una rappresentanza delle scuole di Lipari i mezzi della Guardia Costiera di Lipari hanno simulato le manovre per il salvataggio di un naufrago, dimostrando come, in tale scenario, possano essere impiegati i droni dell’A.R.E. per il supporto delle operazioni di ricerca.
Comprensivi di “S. Lucia” e “Lipari 1”.
Nella mattinata del 13 aprile la cittadinanza ha inoltre avuto l’occasione di visitare la motovedetta CP832, dedicata alle attività di ricerca e soccorso ad ampio raggio. I numerosi cittadini, saliti a bordo, hanno avuto modo di conoscere i mezzi della Guardia Costiera e le loro capacità apprezzando alcune dimostrazioni sull’uso degli apparati radio e delle dotazioni nautiche.
Questi incontri, mirati a sensibilizzare la cittadinanza circa un consapevole e responsabile utilizzo del mare e delle sue risorse, si inseriscono nell’ambito di un’ampia serie di attività per la salvaguardia della vita umana in mare, la sicurezza in ambito portuale e la tutela dell’ambiente marino e costiero svolte
Torneo invernale 2025 al Freeland: Real Mendolita si conferma campione (foto e video)
Il Real Mendolita, a conclusione di una bellissima serata di sport si è confermato Campione nel torneo invernale del Freeland Club.
Dopo l'incontro conclusosi sul 4a 4 contro la squadra di Mattias Natoli ( Nino Nasca ) si è aggiudicato il torneo ai calci di rigore.
La direzione del Freeland ringrazia tutti gli atleti partecipanti, l'arbitro Marco Raffiti e l'instancabile mister Angelino Zanca.
Tanti auguri!
Buon compleanno a Mons. Gaetano Sardella, Annalise Donato, Lucia Quadara, Giovanni Marzo, Vincenzo La Cava.
sabato 12 aprile 2025
La Lega ha presentato i candidati per le elezioni provinciale. C'è anche Russo
“Avremmo preferito delle elezioni di primo livello -commenta Nino Germanà, commissario della Lega in Sicilia e vicecapogruppo a Palazzo Madama- per consentire ai cittadini di esprimersi. Per questa volta però non è stato possibile e a votare saranno solo i sindaci e i consiglieri. Ma va bene lo stesso perché per noi sarà un test e sono sicuro che avremo un ulteriore conferma dagli elettori rispetto al nostro lavoro sul territorio. Ci impegneremo, ovviamente, perché in vista del voto del 27 aprile faremo una campagna elettorale come tutte le altre. Opereremo come sempre, dimostrando ancora una volta l'impegno e la concretezza di sempre, certi della risposta della gente che riconosce il lavoro svolto, premiandoci alle urne”.
I candidati della Lega per le elezioni provinciali del 27 aprile sono Antonella Bartolotta, Marianna Bordonaro, Angela Carmela Brunetto, il sindaco di Barcellona PG Pinuccio Calabrò, Antonino Chillemi, Gioacchino D'Agostino, Agata Di Blasi, Alberto Ferraù, Serena Giuliano, Vittoria Liuzzo, Giuseppe Ordile, Antonino Russo, Felice Scafidi e Vincenzo Tornatore. A presentare la lista Antonio Stroscio, sindaco di Floresta, e Ivan Cutè, ex presidente della Quinta circoscrizione di Messina.
Incidente in via Maggiore. Donna trasferita in ospedale
Un incidente autonomo si è verificato nel pomeriggio a Lipari in via avvocato Maggiore.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e successivamente anche i vigili del fuoco. Il traffico ha subito un rallentamento.
Eoliani che non ci sono più : Riproposizione 50° video , deceduti a Luglio - Agosto 2020 (durata 1 minuto e 56 secondi)
Tanti auguri!
Oggi è il 12 aprile: San Giuseppe Moscati
Settimo figlio di Francesco, magistrato, e di Rosa De Luca, Giuseppe nacque a Benevento il 25 luglio 1880. Ma era cresciuto a Napoli, dove la famiglia si era trasferita essendo il papà stato chiamato a svolgere la sua professione presso la Corte d'appello. Giuseppe era dotato di una vivace intelligenza, ma anche di una intensa sensibilità religiosa e umana che lo portava a essere vicino a chi si trovava nel disagio e nella sofferenza.
Per fare qualcosa di concreto per loro, decise di fare il medico. Con i rimedi offerti dalla medicina avrebbe portato anche il conforto della fede. Studiò con impegno, tanto da riuscire a laurearsi a soli ventidue anni. E con il massimo dei voti. Partecipò ad alcuni importanti concorsi, che vinse, aprendosi la strada per una brillante e comoda carriera. Ottenne l'abilitazione all'insegnamento universitario ed entrò nella prestigiosa Accademia partenopea di medicina e chirurgia. Ma poi mise tutte le sue doti di intelligenza e di cuore al servizio dei malati poveri scegliendo il posto di «medico ordinario» nell'Ospedale degli incurabili, il più antico della città. Ritenne quello il luogo ideale per poter svolgere la missione che s'era prefissato fin da ragazzino, così sintetizzata in un suo scritto: «Negli ospedali la missione dei medici è di collaborare all'infinita misericordia di Dio, aiutando, perdonando, sacrificandosi».
A questo programma ispirò la sua vita di medico, dedicandosi senza risparmio a lenire le sofferenze degli altri, sia nella quotidiana assistenza ai malati in ospedale o andandoli a visitare nei miseri tuguri dei quartieri più poveri della città, sia dedicandosi allo studio e alla ricerca per aggiornare le proprie conoscenze da porre al servizio dei malati.
Come diagnostico era bravissimo. In un tempo in cui gli strumenti di analisi e di ricerca erano quasi inesistenti, l'individuazione della malattia era affidata alla preparazione e all'intuizione del medico. E in questo la capacità di diagnosticare di Moscati sorprendeva gli stessi colleghi che vedevano nelle sue diagnosi qualcosa di miracoloso. Lui con molta umiltà rispondeva che aveva una fonte segreta cui attingeva a piene mani ed era l'eucaristia alla quale si accostava ogni giorno. Dio è l'artefice della vita, era solito dire, noi siamo suoi collaboratori, ma il più lo fa lui.
Una volta era riuscito a diagnosticare l'esatta malattia di un operaio che i suoi colleghi avevano inesorabilmente dichiarato tisico: si trattava invece di un ascesso polmonare che con una cura apposita si risolse. L'operaio, felice per la salute ritrovata, voleva a tutti i costi pagarlo. E Moscati: «Se proprio mi vuoi pagare, vatti a confessare perché è Dio che ti ha salvato».
Con i poveri si comportava sempre così, non accettava compensi. Caso mai, era lui a dare loro qualche soldo. Non faceva il medico per la carriera, e tanto meno per arricchirsi. Come Francesco d'Assisi aveva preso sul serio la povertà evangelica, a essa conformava la propria vita. Viveva da povero e con i poveri spartiva quello che aveva. Assisteva, ad esempio, un anziano signore che viveva in uno dei miserevoli tuguri della città, e non potendo andare a trovarlo ogni giorno, lo aveva invitato a recarsi tutte le mattine a fare colazione (avrebbe pagato lui) al bar di fronte all'entrata dell'ospedale. «Andando al lavoro — gli aveva detto — darò un'occhiata all'interno del caffè, se vi vedo vuol dire che tutto va bene, altrimenti verrò a farvi visita a casa».
La carità gli moltiplicava le forze, lo rendeva disponibile ai suoi malati, ai suoi poveri in qualsiasi ora del giorno e della notte e sempre in prima fila, quando calamità e tragedie colpivano la povera gente. Nel 1906 c'era stata un'eruzione del Vesuvio particolarmente violenta. Molti i danni e le vittime. A Torre del Greco, uno dei paesi più colpiti, l'ospedale dove erano ricoverati gli anziani minacciava di crollare sotto il peso di quintali di cenere: bisognava sgomberare in tutta fretta i reparti. Moscati, allora giovane medico, si era associato ai soccorritori lavorando duramente per trasferire malati e quant'altro era ritenuto utile: venti ore di lavoro, sotto la minaccia della lava che continuava ad avanzare lungo le pendici del vulcano. Avevano trasferito l'ultimo degente quando l'ospedale rovinava fragorosamente sui letti ormai vuoti.
Ma anche quando, nel 1911, Napoli fu colpita da una terribile epidemia di colera, il medico Moscati non risparmiò tempo ed energie: molti poveri se la cavarono, grazie alle sue cure, e altri morirono con il conforto della fede che lui aveva loro portato.
Moscati, medico buono e santo che aveva posto la sua intelligenza e il suo cuore al servizio dei poveri e dei sofferenti, moriva in età ancora giovane, a soli quarantasette anni, il pomeriggio del 12 aprile 1927. La mattina s'era recato come al solito all'ospedale a visitare i malati. Avrebbe dovuto proseguire le visite il pomeriggio, ma i suoi pazienti lo attesero invano. Verso le quindici avvertì un intenso malore. Ritiratosi nella camera, si accasciò sulla poltrona. «Sto male», disse ai fratelli che lo avevano visto impallidire. Furono le ultime parole. Un istante dopo cessava di vivere.
I poveri di Napoli accolsero la notizia con dolore e costernazione. Perdendo lui, perdevano un amico, un fratello. Ma guadagnavano un santo in cielo. E tale lo ritennero da subito.
Paolo VI confermò la loro certezza elevandolo nel 1975 all'onore degli altari con il titolo di beato. Fu proclamato santo nel 1987 da Giovanni Paolo Il, al termine del sinodo dei vescovi «Sulla vocazione e missione dei laici nella chiesa».
MARTIROLOGIO ROMANO. A Napoli, san Giuseppe Moscati, che, medico, mai venne meno al suo servizio di quotidiana e infaticabile opera di assistenza ai malati, per la quale non chiedeva alcun compenso ai più poveri, e nel prendersi cura dei corpi accudiva al tempo stesso con grande amore anche le anime.
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