Promosso dirigente superiore nel 2017, La Rosa ha guidato le Questure di Ragusa e Trapani, per poi assumere la direzione della Questura di Reggio Calabria. Ora il nuovo incarico a Messina, dove sarà chiamato a gestire temi centrali come la sicurezza urbana, il controllo del territorio e il contrasto alla criminalità diffusa.
Cerca nel blog
martedì 16 dicembre 2025
La Rosa è il nuovo questore di Messina
Oggi : Sant'Adelaide
Nata nel 931, fin da bambina Adelaide si trovò ad essere una importante pedina della politica europea. Donna di elevate doti intellettuali, dimostrò innata capacità politica e grande pietà cristiana. Sposò a sedici anni Lotario Il di Provenza, ma ben presto restò vedova.
Berengario di Ivrea, l'uomo forte del regno d'Italia, la vuole moglie di suo figlio, ma ella rifiuta decisamente e viene tenuta in ostaggio in un castello su le rive del lago di Garda. Riesce a fuggire, forse con l'aiuto di Ottone I, che vuole estendere la sua influenza sull'Italia. I due si sposarono a Pavia il giorno di Natale del 951.
Il matrimonio consolidò il potere del sovrano sassone che nel 962 fu incoronato imperatore. Al suo fianco Adelaide non fu certo inerte. Partecipa attivamente agli affari di Statc ed è generosa verso le mete di pellegrinaggi. Favorisce la riforma cluniacense nelle abbazie imperiali e, come scrivono i contemporanei, è una regina «litteratissima».
Alla morte del marito nel 973 si ritira a Vienne presso suo fratello, ma presto la sua presenza è nuovamente richiesta a corte corre tutrice del nipote, Ottone III, ancora minorenne. Per diversi anni Adelaide resse l'impero con rara saggezza, avvalendosi dei consigli di Sant'Adalberto di Magdeburgo, Maiolo e Odilone di Ciuny. Ritiratasi infine nel monastero di Selz, in Alsazia, morì santamente il 16 dicembre 999. La sua vita fu scritta da Sant'Odilone di Cluny.
lunedì 15 dicembre 2025
Accadde...oggi...nel 1993: Nasce Mediaset
L’operazione segna un passaggio decisivo per la televisione privata in Italia, consolidando sotto un’unica struttura le principali reti del gruppo.
Tra queste spiccano Canale 5, Retequattro e Italia Uno, destinate a diventare protagoniste del panorama televisivo nazionale.
La nascita di Mediaset rappresenta così un momento chiave nell’evoluzione dei media italiani, aprendo una nuova fase di competizione e innovazione nel settore.
Ex Pip, emendamento del governo per incremento orario. Schifani: «Enti potranno aumentarne ulteriormente l’impiego»
A illustrarne i contenuti è stato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali a Palazzo d’Orléans, presenti anche l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, il ragioniere generale Ignazio Tozzo e il capo di gabinetto della Presidenza Salvatore Sammartano.
Il provvedimento prevede uno stanziamento di quasi 10 milioni di euro per l’allineamento dell’orario settimanale a 24 ore, con incrementi compresi tra le 4 e le 6 ore per ciascun lavoratore, come primo passo verso il raggiungimento dell’orario ordinario. Una seconda misura, che sarà introdotta in Finanziaria, consentirà di rafforzarne ulteriormente l'impiego, migliorando i servizi offerti agli enti e alle aziende pubbliche socie della Sas, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica.
La norma consente, inoltre, agli enti e alle aziende pubbliche in cui operano gli ex Pip, qualora vi siano effettive esigenze di servizio, di farsi carico direttamente nei propri bilanci dei maggiori costi necessari all’estensione dell’orario di lavoro, fino a un massimo di 36 ore settimanali.
«L’auspicio - ha spiegato Schifani - è che questo percorso possa proseguire gradualmente, anno dopo anno, compatibilmente con i conti pubblici, fino ad arrivare a una retribuzione più giusta e dignitosa. È stato un cammino complesso, ma fortemente voluto, che ha già prodotto risultati concreti. Ora vogliamo completarlo con gradualità, accompagnando l’adeguamento finanziario degli ex Pip».
Il 17 dicembre conferenza di La Greca su "Eolie, le porte degli inferi" promossa dalla Biblioteca Comunale - Assessorato/Cultura Comune di Lipari, in collaborazione con il Centro Studi Eoliano
Seconda conferenza a cura dello storico Giuseppe La Greca, promossa dalla Biblioteca Comunale di Lipari Assessorato/Cultura Comune di Lipari, in collaborazione con il Centro Studi Eoliano. Questa iniziativa, che ha preso il via il 20 Novembre scorso, volta alla valorizzazione della culturale locale, è stata realizzata nell’ambito del progetto “Piano Cultura: START AND GO” - Servizio Civile Universale, nelle persone di Karen Ziino, Martina Costa e Domenico Portelli
Sarà un’occasione importante per la nostra comunità, dal punto di vista di crescita formativo e culturale. La popolazione è invitata a partecipare! Ringraziamo tutti coloro che hanno preso parte alla prima conferenza, speriamo di ritrovarvi tra il pubblico!
Via libera dal consiglio comunale di Lipari alla variazione di bilancio
Via libera, stamane, dal consiglio comunale di Lipari alla ratifica della variazione d'urgenza del bilancio di previsione: Presenti 8 consiglieri ad inizio lavori. L'argomento è stato approvato con i 7 voti del gruppo di maggioranza.
Tanti auguri di...
Buon compleanno a Ahmed Haggui, Giordano Lumia, Giancarlo Alfieri, Marco Greco, Luca Gentile, Emanuela Angelini, Ester Briguglio, Nancy Biviano, Graziella Mangano, Anna Maria Mondello, Daniela Martello, Vincenzo Paino, Sonia Monte, Massimiliano Cincotta, Stefania Bertè
"Novecento" rubrica a cura di Giuseppe La Greca: 30 aprile 1907 eruzione a Stromboli
(La notizia è tratta dal corriere della sera)
Ci telegrafano da Messina, 29 aprile, notte
Il vulcano Stromboli continua nella sua violenta eruzione di lava, la quale viene lanciata ad enormi distanze, bruciando campi e vigneti e cagionando qualche ferita. Frequenti boati si ripercuotono sinistramente in tutte le isole Eolie.
Continua pertanto l’interruzione del cavo telegrafico tra le isole di Stromboli e di Lipari.
Stamattina è partita per Stromboli una torpediniera con funzionari di pubblica sicurezza ed un ingegnere del genio civile il quale è incaricato di dare per ogni evenienza gli opportuni provvedimenti.
L’ingegnere del genio civile ed i funzionari di polizia, ritornati stasera dalla visita a Stromboli, informano che l’eruzione avvenne alle 9,30 del 27 corrente; essa fu accompagnata da una forte detonazione, che produsse spavento generale; quindi per cinque minuti cadde un’abbondante pioggia di lapillo incandescente, che comunicò il fuoco ai canneti, danneggiando i vigneti più vicini al cratere e distruggendo buona parte del raccolto.
In seguito alla scossa i vetri di molte case andarono infranti. Alcune case e due chiese rimasero leggermente lesionate. Finora, però, nessun provvedimento speciale si è reso necessario.
Oggi: Santa Virginia Centurione Bracelli
Dopo la presenza di Caterina Fieschi Adorno la scelta della vedovanza come stile di vita dedito alla pietà ed alla carità divenne a Genova una prassi comune nel richiamo alla figura della Fieschi. Vittoria de Fornari Strata che esercitò un profondo influsso sulla Centurione, avrebbe seguito lo stesso percorso fondando poi le monache «turchine»; l'agiografia locale, specie nella sua tradizione manoscritta, ci ha lasciato esempi di questo tipo fino al secolo XVIII. Ci troviamo pertanto di fronte alla rispondenza delle scelte individuali ad un modello divenuto riferimento sociale. All'insegna di una carità familiare ebbe inizio quindi l'attività della Centurione Bracelli che si diede al recupero e alla protezione delle ragazze orfane o in pericolo di essere avviate alla prostituzione. La questione si poneva in maniera urgente perché la situazione di crescente crisi economica assediava dall'interno le strutture della repubblica aristocratica.
Con l'invasione piemontese del 1625 quello che era stato un flusso migratorio dalle campagne e dalle riviere verso la capitale divenne un'urgenza improrogabile, aggravata dal fatto che in una città portuale come Genova la situazione della prostituzione si caricava di una particolare urgenza. È in quest'epoca che prende forma su iniziativa della Centurione l'attività delle Cento Dame; si trattava di un' istituzione che si basava sull'aiuto economico dato da dame del patriziato genovese alle donne povere e in difficoltà. Questa realtà si veniva a trovare in concorrenza con altre strutture sia pubbliche che private della Genova del tempo: l'Ufficio dei Poveri, il Magistrato di Misericordia e le Dame di Misericordia, otto nobildonne quest'ultime, che si dividevano l'assistenza di altrettante zone della città con particolare attenzione per le fanciulle in pericolo. Con la Centurione si assiste ad una privatizzazione e familiarizzazione della carità in un ambiente, quello genovese, nel quale lo stato aveva strutture proprie e i privati si inserivano in forme di assistenza o già collaudate o che si sarebbero istituzionalizzate successivamente. Nel 1630, nel momento in cui i disordini interni (una serie di congiure dal 1627 al 1629) e la crisi economica mettevano in pericolo la stessa sopravvivenza della repubblica, la Centurione si dedicò con attività al sostegno delle donne povere. La sua azione, che si pone sotto il segno di una forte identificazione femminile, superava le strutture medioevali sopravvissute fino a metà cinquecento, come ad esempio le Maddalenine, monasterireclusori finalizzati a rieducare le ex prostitute ed altre forma di marginalità femminile.
È nel 1631 che veniva dalla nostra preso in affitto un convento in località Monte Calvario. La struttura che raccoglieva donne e ragazze raccolte dalla Centurione venne presto sdoppiata in una seconda casa, dello S. Santo, che avrebbe accolto le più «ricuperabili» nella val Bisagno, fuori dalla città. In queste strutture le ricoverate conducevano una vita semimonastica con obbedienza, povertà, un abito uniforme, senza però emettere voti. Chi voleva poteva andarsene a patto che avesse un recapito e una fonte di sostentamento. Con un editto del 13 dicembre 1635 il Senato della repubblica di Genova riconosceva le due strutture come una sola opera di pubblica utilità. Nel 1641 aveva luogo il trasferimento delle assistite, arrivate ormai al numero di trecento, nella casa di Carignano dove sarebbe continuata l'opera.
Nel 1632 l'Ufficio dei Poveri aveva affidato, come da lei richiesto, a Virginia la cura del Lazzaretto di Genova che, se all'epoca non aveva più una funzione direttamente collegata alla lebbra, rimaneva con i suoi seicento internati un elemento basilare delle strategie di controllo e di assistenza della repubblica. Da un lato i conservatori che recuperavano le donne e le ragazze, dall'altra il Lazzaretto costituiscono due momenti portanti dell'opera della Centurione con la coesistenza di selettività sessuale e internamento di massa. La Centurione avrebbe esercitato una forte influenza sulle costituzioni riformate del Lazzaretto riorganizzandolo dal punto di vista dell'ascesi e del lavoro, insistendo in particolare sulla separazione delle età e dei sessi dei ricoverati. È qui da rilevare come sia proprio con la morte della Centurione che il Magistrato di Sanità deciderà lo sgombero del Lazzaretto, primo passo verso la costruzione dell'Albergo dei Poveri.
L'attività della Centurione per il suo interesse sociale venne posta sotto la protezione della repubblica, in particolare, quando nel 1641 Virginia venne colpita da una grave malattia i protettori dell'istituto presero definitivamente in mano le redini dell'attività dell'opera del Rifugio, come era stata chiamata dalla fondatrice. A fianco di Virginia si trovò così a collaborare Emanuele Brignole, membro dell'Ufficio dei Poveri che divenuto anche protettore dell'opera poté, nella sua duplice veste, coordinarla con le altre attività caritative cittadine. La situazione della Genova della prima metà del seicento era segnata da un reticolo di conflitti: quelli interni al patriziato tra nobili vecchi e nuovi, le ripetute congiure contro l'assetto stesso repubblicano dello stato, le pressioni militari sabaude. Tutto ciò poneva l'antica repubblica in una situazione di stallo conflittuale. Con l'elezione all'episcopato di Stefano Durazzo si ebbe un'epoca di duro scontro tra chiesa e senato, significativo in una città che non aveva mostrato una specifica insofferenza verso l'autorità ecclesiastica.
Quando nel 1642 il senato tolse il contributo governativo al seminario, Virginia Centurione si prodigò in un'opera di pacificazione tra cattedra episcopale e autorità civile; la sua situazione di nobile, figlia di doge, la metteva in una posizione di privilegio per essere ascoltata. Una riconciliazione tra il Durazzo e il senato si ebbe tra il 1645 e il 1648, poi i conflitti ripresero. Nella sua opera di riforma il Dura7zo aveva trovato forti ostacoli non solo nello stato ma nel clero che mal sopportava le sue richieste di denaro; è in questo quadro che si iscrive l'azione della Centurione nel sostegno alla riforma della chiesa oltre che nell'assistenza alla povertà. Va qui segnalato l'impegno per favorire la diffusione della celebrazione delle Quarantore che Virginia sostenne attivamente. È da rilevare peraltro che fu il Durazzo ad erigere canonicamente la compagnia a questa devozione consacrata. Questa pratica di pietà, del resto, è attestata a Genova già nel 1496 ed ebbe fin dal cinquecento un forte sviluppo.
Un dato interessante è che sarebbe stato proprio Emanuele Brignole, protettore dell'opera della Centurione, a sviluppare a partire dal 1655-1656 la costruzione dell'Albergo dei Poveri, gigantesca struttura AssistenziaLeReclusiva che nell'intento di radunare e recuperare tutti i diseredati della città si poneva su di una linea di compimento e alternativa rispetto alle realizzazioni settoriali della Centurione. L'ideologia centralizzatrice del Brignole, apparsa già nel suo protettorato dell'opera del Rifugio, si sviluppava nell'Albergo dei Poveri che realizzava in una sola struttura quella segregazione educativa, rivolta con particolare attenzione ai fanciulli e alle donne, tentata in strutture meno totalizzanti da Virginia Centurione Bracelli.
L'azione della Centurione si può qui iscrivere in una fase di passaggio dalla carità privata come scelta scaturita da relazioni familiari (vedovanza, utilizzo della casa della suocera come rifugio per ragazze sbandate) all'assistenza come magnificenza patrizia.
domenica 14 dicembre 2025
Accadde...oggi..nel 1955: L’Italia entra nelle Nazioni Unite
La prima domanda di ammissione era stata presentata il 7 maggio 1947, ma solo otto anni più tardi l’Italia ottenne il riconoscimento formale. L’ingresso nell’ONU rappresentò un passaggio fondamentale per il reinserimento dell’Italia nella comunità internazionale del dopoguerra e segnò l’inizio di una nuova fase di cooperazione diplomatica e politica globale.
Incidente sulla Falcone - Borsellino. Necessario l'intervento dell'ambulanza
Incidente autonomo sulla Falcone - Borsellino intorno alle 17 e 30 di oggi. Si è verificato all'altezza del campo di calcio.
Il conducente del mezzo a due ruote è stato trasferito in ospedale con l'ambulanza del 118.
Sul posto per gli accertamenti di rito la Polizia municipale
Sabato e domenica "amare" per le formazioni eoliane nei vari campionati
Lipari IC- Torregrotta 2 - 2 (Prima categoria)
Olivarella - Stromboli 4 - 0 (Terza categoria)
Arcigrazia - Mafa 3 - 2 (Terza categoria)
Domenico Savio - Club 98055 Lipari calcio 4 - 3 (Calcio a 5 - Serie D)
Ludica Lipari - Monforte 1- 9 (Calcio a 5 - Serie D) (La più pesante sconfitta di sempre subita dalla Ludica Lipari sul campo amico
Lipari, manca il numero legale nel consiglio comunale di oggi
Slitta a domani, alle 9 e 30, la seduta del consiglio comunale che, con i termini dell'urgenza, era stato convocato per oggi, 14 dicembre, alla stessa oraria.
All'ordine del giorno una variazione di bilancio che dovrà essere approvata entro domani
Guarda chi si rivede. Dopo 20 anni da domani torna in servizio alle Eolie con un altro nome il "Piero della Francesca"
Da domani il traghetto Pietro Novelli non opererà più sulla linea Milazzo - Eolie - Napoli e sarà sostituito dal suo gemello Cossyra.
Le due navi presentano caratteristiche tecniche e capacità di carico sostanzialmente identiche: entrambe sono state varate nel marzo del 1979 e ammodernate nel 2019. La differenza riguarda la disponibilità di cabine passeggeri: il Cossyra ne offre un numero maggiore (ma non troppo) rispetto al mezzo che va a sostituire. Resta, però, evidente il divario con la Laurana, nave di ben altra stazza e capacità, che garantisce standard di comfort e servizi ritenuti più adeguati dall’utenza.
Il mezzo che Caronte&Tourist minori ha destinato, da domani, al collegamento Milazzo–Eolie–Napoli rappresenta, in realtà, un ritorno al passato. Si tratta, infatti, di una nave già ben conosciuta su questa rotta: con il nome di Piero della Francesca ha già navigato lungo la linea eoliana, prima di essere sostituita, oltre vent’anni fa, dal traghetto Palladio. Dopo più di due decenni, il mezzo torna dunque in servizio nelle Eolie.
La Sicilia è un museo a cielo aperto
Guy de Maupassant, ne La vita errante, raccontava che la Valle dei Templi di Agrigento evoca i fantasmi del passato e gli dei dell’Olimpo. Chiunque vi arrivi, soprattutto al tramonto, può capirne il motivo: i templi dorici, perfettamente scolpiti nella luce, sembrano emergere da una dimensione sospesa, dove leggenda e storia si intrecciano.
Un viaggio archeologico in Sicilia non può che cominciare qui. Ma deve poi spingersi verso Oriente, lungo la costa, per raggiungere Siracusa e la Necropoli di Pantalica. È un itinerario che attraversa secoli e civiltà, conducendo dalla classicità allo stupore della preistoria.
La Necropoli di Pantalica colpisce per la sua potenza primordiale: oltre 5.000 tombe a grotticella scolpite nei fianchi di un canyon modellato dai fiumi Anapo e Calcinara. Un silenzio ancestrale domina l’area, interrotto solo dal rumore dell’acqua e dal vento che sfiora la vegetazione mediterranea.
Poco distante, Siracusa si presenta come un vero palinsesto. Fondata dai Greci, ampliata dai Romani, modificata dai Bizantini, trasformata dagli Arabi e arricchita dai Normanni e dagli Spagnoli, la città racconta l’intera storia del Mediterraneo. Dall’isola di Ortigia al Parco Archeologico della Neapolis, ogni pietra testimonia un’epoca diversa, un mondo che riaffiora.
Ragusa, Modica, Scicli, Noto, Caltagirone, Palazzolo Acreide, Militello Val di Catania e Catania: otto città che condividono una rinascita. Dopo il devastante terremoto del 1693, il Val di Noto venne ricostruito secondo i principi del Barocco, ma reinterpretato con un gusto tutto siciliano. Questi centri sono oggi un capolavoro di balconi fioriti, chiese scenografiche, pietre calde e una teatralità architettonica unica.
Eppure, visitarne una non significa averle viste tutte. Ognuna custodisce un carattere particolare: l’eleganza sobria di Ragusa Ibla, gli scorci cinematografici di Modica, la perfezione urbanistica di Noto, la vitalità di Catania. È un itinerario che celebra armonia e diversità.
Nel cuore dell’isola, la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina racconta un’altra Sicilia ancora. Con oltre 3.500 metri quadrati di mosaici perfettamente conservati, la dimora è una finestra sulla vita politica, militare e quotidiana dell’Impero romano. Scene di caccia, giochi atletici, animali esotici, figure femminili in costume ginnico (le celebri “ragazze in bikini”): ogni sala è un capitolo illustrato della storia antica.
La Sicilia è stata anche il regno della sintesi culturale. Basterebbe il solo Duomo di Cefalù per raccontarlo. Secondo la leggenda, Ruggero II fece voto di costruire una chiesa nel punto in cui sarebbe approdato per sfuggire a una tempesta. Così nacque un monumento che domina l’abitato con le sue torri gemelle e custodisce uno dei mosaici più affascinanti del Mediterraneo: il Cristo Pantocratore.
Da qui si entra nel cuore dell’itinerario arabo-normanno, riconosciuto dall’UNESCO nel 2015. Palermo è il fulcro di questo percorso: la Cappella Palatina, la Cattedrale, San Giovanni degli Eremiti, la Martorana, San Cataldo, il Palazzo dei Normanni, la Zisa, il Ponte dell’Ammiraglio. A pochi chilometri, il Duomo di Monreale completa l’itinerario con un trionfo di oro e luce. Anche qui aleggia una leggenda, quella del sogno di Guglielmo II. Ma la vera ricchezza è tutta negli splendidi mosaici che ricoprono ogni superficie della basilica.
In Sicilia anche la natura è un monumento. L’Etna, con le sue eruzioni spettacolari e improvvise, ha modellato il paesaggio in un continuo divenire. È uno dei vulcani più attivi del mondo e uno dei più studiati, un laboratorio naturale che racconta la forza primordiale del pianeta.
E poi ci sono le Isole Eolie: un arcipelago unico, sette isole diverse per forma, colore, carattere. Stromboli e Vulcano con i crateri fumanti; Lipari con le sue cave di pomice; Panarea elegante e luminosa; Salina rigogliosa, patria dei capperi e della malvasia; Filicudi e Alicudi, selvagge e silenziose. È un museo geologico all’aperto che mostra, isola dopo isola, come nascono e crescono le terre vulcaniche.
Una terra che vive di storia, mito e meraviglia
La Sicilia non è soltanto un luogo da visitare, ma un mondo da attraversare. Ogni passo porta con sé un racconto, ogni città è un capitolo, ogni paesaggio un affresco naturale. È un museo a cielo aperto dove il passato non è mai davvero passato, perché continua a vivere, respirare e parlare nella pietra, nei colori, nelle leggende e nei profumi di quest’isola antica e giovane allo stesso tempo.
Chi arriva in Sicilia non compie un semplice viaggio: compie un’esperienza, ed è difficile dimenticarla.
Tanti auguri di...
Buon compleanno a Santina Acquaro, Gilberto Iacono, Maria Alessi Salvaggio, Miled Mouawad, Marianna Furnari, Lucia Bonfante, Leonardo Cincotta, Matteo Sgroi, Elodia Ristuccia, Costans Ziino, Giulia Zaia, Sara Pedone
Santo del giorno : San Giovanni della Croce
Nasce a Fontiveros in Castiglia (Spagna) nel 1542, da una famiglia poverissima. Orfano molto presto del padre; una madre laboriosa e intraprendente per far fronte alla fame. Il piccolo Juan viene subito colpito dalla durezza della vita. Provato nel fisico, ma temprato nello spirito, si dà da fare come infermiere per mantenersi agli studi cui si sente portato.
Emerge ben presto la sua voglia di Dio e di Assoluto. A 20 anni decide di entrare nel noviziato dei Carmelitani. Arriva al Sacerdozio a 24 anni, ma si scopre dentro una gran voglia di una vita rigorosamente consacrata nel silenzio e nella contemplazione, una voglia che neppure i brillanti studi teologici nella prestigiosa università di Salamanca riescono a sopire.
Ci pensa Santa Teresa ad offrirgli una soluzione, invitandolo a partecipare alla Riforma dellOrdine Carmelitano.Maestro dei novizi, attira tanti giovani che desiderano condurre una vita come lui. Nello spazio di pochi anni, pieni di fatiche apostoliche sulle strade assolate o ghiacciate di Spagna, accanto a profonde sofferenze, incredibili ed esaltanti esperienze mistiche.
La sua perfezione ascetica, la sua vita d'orazione, la sua elevatezza. di spirito e d'ingegno, l'esperienza mistica personale e la conoscenza dell'ampia esperienza mistica del Carmelo Riformato, la vasta dottrina, la profonda interiorità, e soprattutto la viva fiamma d'amore che lo vivificava e lo consumava fecero di lui non solo un grande santo, ma anche un grande maestro.
Scrive poemi e trattati che sprigionano la sua sapienza mistica, quella che non viene dai libri e dagli studi, ma che si "sa per amore". Muore a Ubeda il 14 dicembre 1591, a soli 49 anni, facendo sue, in un trasporto damore, le parole del Cantico dei cantici: "Rompi la tela ormai al dolce incontro!".
Il suo linguaggio: poetico e pieno di immagini e simboli, il linguaggio della passione e dellamore. Con spirito nuovo, da umanista rinascimentale, offre un valido aiuto per il cammino cristiano delluomo moderno. Il cammino che propone è necessario e il risultato possibile anche se può sembrare una cosa ardua
Giovanni della Croce invita alla rinuncia, che non è negazione di sé o abdicazione da sé, ma promozione del meglio di sé. Lopera di Giovanni della Croce, se non invita ad un approccio immediato, ridesta tuttavia sempre almeno curiosità e fascino. Sono molte le persone comunque che lhanno preso sul serio, come Teresa di Gesù Bambino, Elisabetta della Trinità, Edith Stein ..., e tanti altri, ci assicurano che litinerario proposto da Giovanni della Croce è accessibile. La sua spiritualità non sradica e non impone un programma fisso di vita. Pur rimanendo nei nostri quotidiani impegni, ci chiede di vivere nellattenzione amorosa, un orientamento a Dio totale e rigorosamente esclusivo.
Il suo magistero orale e scritto, illumina tutto il percorso cui lanima è chiamata per il raggiungimento del "Monte", dei vertici della spiritualità ove si compie il mistero amoroso dellunione con Dio.
La Chiesa ha riconosciuto il valore universale della dottrina ascetica e mistica di S. Giovanni della Croce procamandolo Dottore Mistico della Chiesa Universale.
Quel che è certo è che tutti i pensieri, tutti i detti di S. Giovanni della Croce sono proprio articoli che regolano il modo di camminare sulle orme di Cristo. Un codice della strada, sì, della vera strada: l'imitazione di Cristo, di Colui che è Egli stesso via. Ed è altrettanto certo che il passaggio obbligato è quello della Croce.
fonte:christusveritas.altervista.org
sabato 13 dicembre 2025
Accadde...oggi...nel 1972: Apollo 17: l’ultimo passo dell’uomo sulla Luna
Nel dicembre del 1972 si conclude una delle avventure più straordinarie della storia dell’umanità. Con la missione Apollo 17, gli astronauti Eugene Cernan e Harrison Schmitt portano a termine l’ultima esplorazione umana della superficie lunare del XX secolo.
Durante la terza e finale attività extraveicolare, della durata di 7 ore e 15 minuti, i due astronauti raccolgono campioni, conducono esperimenti scientifici e salutano simbolicamente la Luna prima del rientro. Il giorno successivo è previsto il ritorno sulla Terra, chiudendo così il programma Apollo.
Apollo 17 non rappresenta solo una missione scientifica di successo, ma anche un momento storico: l’ultima volta, finora, in cui l’uomo ha camminato sulla Luna. Un traguardo che continua a ispirare le future esplorazioni spaziali.










































.jpg)
.jpg)





