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domenica 4 ottobre 2026
Tanti auguri!
E' deceduto Nino Natoli
Calcio: Altra domenica amara per le compagini liparesi piegate da due roboanti sconfitte
Seconda domenica consecutiva da dimenticare per le due formazioni liparesi, piegate con un punteggio alquanto pesante. In Prima Categoria la Ludica Lipari è stata sconfitta per 4 a 1 sul campo del Rocca 2023: marcatore Mario Puglisi. In Seconda categoria Lipari IC sconfitto tra le mura amiche per 5 a 1 dalla Vigor Itala
Oggi, dopo 100 anni di storia, il Filippino è un ristorante moderno e funzionale, articolato in due sale interne e in una grande e rinnovata terrazza climatizzata.
L’arredamento, in legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante, con mobili d’epoca e un caldo camino.
Le specialità proposte sono prevalentemente legate alla cucina di mare, regionale, con piatti a base di pesce fresco pescato quotidianamente, unitamente a materie prime dell’isola, quali le verdure e gli oli, che ne esaltano il sapore. Il ristorante dispone inoltre di un’ottima cantina vini con una selezione che include più di 100 etichette, oltre a un’ottantina di grappe. Complessivamente offre la disponibilità di 250 coperti. E l’accoglienza e l’attenzione alle esigenze di ogni cliente sono sempre di casa: oggi come ai primi del Novecento.
Un ponte tra Milano e Filicudi: musica, amici e fotografia per ricordare Giovanni La Monaca (fonte: vocedipopolo.it)
La giornata di via Corelli 27 sarà scandita dal ritmo. Amici e collaboratori storici si riuniranno dietro la consolle per onorare una delle più grandi passioni di Giovanni: la musica. Dal pomeriggio fino a tarda notte, si alterneranno artisti come Fra.Analog, Kalu, Zoetrope, Nicola Mazzetti, Balza, Fatima Koanda, Thomas Pizzinga, Volantis e Nicodemo. Non sarà un semplice dj set, ma un rito collettivo, un modo per esorcizzare l’assenza trasformandola in suono ed energia condivisa.
L’evento guarda al futuro e alla valorizzazione del talento visivo di La Monaca. L’intero ricavato della maratona musicale sarà infatti destinato alla produzione e all’allestimento di “Compare.”, la mostra fotografica di Giovanni. L’esposizione verrà inaugurata il prossimo 26 novembre presso gli spazi di Dots Milano, permettendo al suo sguardo acuto e sensibile di continuare a raccontare storie attraverso la pellicola.
E mentre Milano si prepara a ballare e a sostenere la sua arte, la sua scomparsa prematura tra le rocce, la luce e il mare di Filicudi ha lasciato un vuoto profondo nel territorio messinese, luogo dell’anima in cui Giovanni trovava respiro e ispirazione. La giornata di domenica sarà l’eco di un affetto che parte dallo Stretto e dalle isole Eolie per risuonare in tutta la sua potenza al Nord. Una domenica nel segno della musica, della fotografia e di quell’orizzonte siciliano che Giovanni portava sempre con sé, impresso negli occhi e nei suoi scatti.
Alcuni dei lavori di Giovanni La Monaca per UTOPIA Milano cliccando su questo link
https://www.facebook.com/watch/?v=1789189188745950
Calcio:Ludica Lipari e Lipari IC in cerca di riscatto
Tornano in campo oggi, dopo la battuta d'arresto nella gara d'esordio, la Ludica Lipari e il Lipari IC.
In Prima Categoria, la Ludica affronterà in trasferta il Rocca 2003
In Seconda Categoria il Lipari IC ospiterà al Monteleone - Scoglio la Vigor Itala.
U Marmuraru di Bartolomeo Basile, artigiano in Lipari - Via Francesco Crispi (Marina Lunga)
Lavorazione di marmi, graniti, soglie, scale, rivestimenti in pietra, pulitura bocciardatura, lavori edili e cimiteriali di ogni genere.
Artista della pietra locale con la scultura come hobby.
"La natura crea, io la modello: la mia professione ed esperienza, acquisita negli anni, tramandatami prima dal nonno e, poi, da mio padre, si vede in ogni lavoro che eseguo usando mani, testa, cuore e passione.
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IL VIDEO CON ALCUNI DEI LAVORI REALIZZATI:
Droga, due arresti a Lipari
Tra la giornata di venerdì e la nottata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno intensificato i servizi di controllo del territorio nelle aree di propria competenza, effettuando una serie di attività preventive e repressive che, tra l’altro, hanno consentito complessivamente di arrestare in flagranza 6 persone, tra Lipari e San Filippo del Mela (ME).
Il primo intervento è stato effettuato proprio sulla principale isola dell’arcipelago delle Eolie, con riferimento alle attività di contrasto all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Infatti, i Carabinieri della Stazione di Lipari hanno arrestato in flagranza un 36enne e un 49enne, residenti in provincia di Catania e già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.
In particolare, i due soggetti – dopo essere giunti allo scalo marittimo dell’isola – sono stati notati dai militari a bordo di un ciclomotore, mentre girovagavano con atteggiamento chiaramente sospetto nelle vicinanze della biglietteria degli aliscafi. Difatti, non appena sono stati fermati e sottoposti a perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di un panetto di oltre 350 grammi di cocaina e di un altro involucro, quest’ultimo contenente circa 70 grammi di marijuana.
Pertanto, i due sono stati così arrestati e poi tradotti presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, a disposizione dell’Autorità giudiziaria, mentre gli stupefacenti saranno inviati ai Carabinieri del RIS di Messina per le analisi di laboratorio.
Di tutt’altra natura è stato invece il secondo intervento, effettuato a San Filippo del Mela (ME) dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Milazzo e della Stazione di Rometta (ME), i quali hanno arrestato 4 soggetti di origine romena residenti a Catania, di età compresa tra i 20 e i 38 anni, ritenuti responsabili di “tentato furto aggravato” e “danneggiamento” compiuti ai danni di una ditta edile del luogo, deferendo anche un minorenne in stato di libertà per gli stessi reati.
In particolare, l’intervento è scattato dopo che il custode della citata azienda aveva segnalato al numero di emergenza “112 NUE” di aver sorpreso alcuni individui che avevano tagliato la recinzione della ditta e si erano introdotti all’interno, per poi fuggire non appena si erano accorti di lui.
Ciononostante, l’immediato intervento dei militari ha permesso di intercettare e bloccare il veicolo su cui viaggiavano i malviventi, a bordo del quale sono stati poi rinvenuti e sequestrati anche diversi attrezzi atti allo scasso.
Al termine delle attività, i responsabili sono stati quindi arrestati e tradotti presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
“Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e rilevato l’interesse pubblico della notizia che ha suscitato notevole clamore mediatico, nonché nel rispetto dei diritti degli indagati, i quali – in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari – sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo e imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo ai medesimi indagati”.
Eolienews ricorda Roberto Tesoriero
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Oggi, 4 ottobre: San Francesco D'Assisi

S. Francesco nacque ad Assisi l'anno 1182 da Pietro Bernardone e da madonna Pica, ricchi commercianti. La sua nascita fu circondata da avvenimenti misteriosi: un mendicante, presentatosi a madonna Giovanna Pica, pochi giorni prima della nascita di Francesco, le disse: « Fra queste mura spunterà presto un sole... »; il giorno stesso della nascita, essendo la madre oltremodo accasciata per i dolori del parto, un altro pellegrino le disse: « Tutto andrà bene, purchè la madre sia condotta nella stalla », e così avvenne. Un altro giorno fu udito pér le vie di Assisi un romito che gridava: « Pace e bene, pace e bene! » il futuro motto di Francesco. La dolce madonna Pica taceva e pregava, pensando: cosa mai sarà di questo fanciullo così prediletto da Dio?
Intanto Francesco cresceva vivace, allegro, amante delle spensierate brigate, delle laute cene, dei suoni e dei canti. Siccome gli affari andavano bene, il padre lo avviò alla mercatura. Di ingegno vivace, riusciva a meraviglia; combattè anche contro Perugia e sostenne lunga prigionia.
La grazia di Dio intanto lavorava. Un giorno gli amici, vedendolo assorto, gli domandarono: « Pensi a prendere moglie? ». « Sì, rispose Francesco, e sposerò la donna più bella e più amabile del mondo ». Si riferiva a « madonna povertà »! Una mattina, è colpito, in una chiesetta di campagna, da un brano del Vangelo, che dice: "Non tenere né oro né argento né altra moneta; non borse, non sacchi, non due vesti, non scarpe, non bastone". Si spogliò di tutto, diede quanto aveva in elemosina, e a suo padre che l'aveva citato davanti al Vescovo, diceva rendendogli anche i vestiti: « Finora ho chiamato Pietro di Bernardone mio padre, d'ora in poi a maggior ragione dirò: Padre mio che sei nei cieli ». Esce all'aperto e, immediatamente. mette in pratica il consiglio evangelico. Si scalza, s'infila una tunica contadinesca, getta la cintura di cuoio e al suo posto s'annoda sui fianchi una corda. (La cintura di cuoio era nel medioevo la parte più importante dell'abito, tanto importante che Dante. quando vorrà lodare la rude semplicità dei vecchi fiorentini, li dirà "cinti di cuoio e d'osso")
Da quel giorno l'eroismo di Francesco non ebbe più limiti: i poveri, i lebbrosi, gli ammalati di ogni specie furono la sua parte életta. Fu trattato da pazzo, percosso, vilipeso, maledetto, ed egli ricambiava tutto con preghiere, carità, amore. Ai suoi seguaci che volle chiamare « Frati Minori » insegnava il lavoro, l'elemosina, la preghiera e la povertà più assoluta.
Dove passò portò la benedizione di Dio: la pace fra le fazioni e l'amore fra i nemici: convertì peccatori, salvò miserabili, protesse oppressi.

I tre voti francescani, obbedienza, povertà e castità, non erano pesi che il figlio di Pietro Bernardone prendeva sulle sue grame spalle e che imponeva ai compagni d'avventura. Al contrario, quei voti rendevano lui e i suoi seguaci più presti e leggeri. L'obbedienza scioglieva da ogni dubbio; la povertà liberava da ogni cupidigia; la castità sollevava da ogni impegno carnale. I vizi contrari a quei voti, cioè la superbia, l'avarizia e la lussuria, erano tre mostruose fibbie, che imbrigliavano l'uomo mondano.
Benedetto dal papa, estese ovunque ed a tutti la sua opera; istituì le Clarisse; fondò e diffuse il Terz'Ordine. Andò fra i Turchi: mandò apostoli dappertutto a portare «pace e bene ». Alla Verna, Dio impresse sul suo servo fedele il segno del suo amore: le sacre stimmate.
Compose laudi in onore del suo Dio perchè esclamava: « L'amore non è amato, l'amore non è amato! ». Morì, benedicendo i suoi figliuoli e la sua cara città di Assisi, il 4 ottobre 1226.
Fu chiamato il più santo degli Italiani, e il più Italiano dei santi; assieme a S. Caterina da Siena è il grande protettore della nostra amata patria.
PRATICA. Ad onore di S. Francesco facciamo oggi una mortificazione ed una elemosina.
PREGHIERA. O Dio, che per i meriti di S. Francesco accrescesti la tua Chiesa di una nuova famiglia, concedici di disprezzare a suo esempio le cose terrene, e di poter partecipare alla gioia dei doni celesti.
MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Assisi, in Umbria, il natale di San Francésco, Levita e Confessore. Fondatore di tre Ordini, cioè dei Frati Minori, delle Povere Donne, e dei Fratelli e delle Sorelle della Penitenza. La sua vita, piena di santità e di miracoli, fu scritta da san Bonaventura.
San Francesco e il Natale
La natura fantastica del "giullare di Dio" e insieme la sua intuizione didattica si manifestarono specialmente nella più poetica rappresentazione ideata in un bosco, cioè nel Presepio di Greccio.
Per Francesco il Natale era la festa delle feste, appunto perché Dio stesso, con la sua adorabile incarnazione, scendeva in terra, e si faceva fratello degli uomini. Frate, non monaco. L'eterno entrava nel tempo; l'immobile diventava viandante. Dal Natale in poi, tutte le strade sarebbero state come quella d'Emmaus.
Il santo dell'umiltà si commuoveva all'idea dell'infinita umiliazione di Dio che si fa uomo. Il santo della povertà piangeva al pensiero dell'estrema indigenza di Gesù, nato in una stalla. E finalmente, il santo della perfetta letizia si rallegrava al ricordo dell'Alleluia celeste.
Il Natale era dunque la festa più francescana dell'anno liturgico. Vi si celebrava l'umiltà, la povertà e l'innocenza. I tre voti francescani brillavano, con meraviglioso fulgore, nel cielo natalizio.
"Se io potessi parlare all'imperatore," diceva Francesco "vorrei pregarlo di emanare un comando generale, perché tutti coloro che lo possono, spargano per le vie frumento e granaglie nel giorno di Natale, sicché in quel giorno di tanta solennità gli uccelli abbiano cibo in abbondanza". Anche questo sarebbe stato un modo di rendere evidente la gioia natalizia, comunicandola, attraverso il cibo, anche agli abitanti dell'aria.
Un anno, il Natale cadeva di venerdì e fra' Monco, il cuciniere, fu in dubbio se fare, in quel giorno, di grasso o di magro. "Faresti peccato, o fratello" gli gridò Francesco "chiamando venerdì il giorno in cui è nato Gesù. Vorrei che in un giorno come questo mangiassero carne anche le pareti e, non potendo, ne fossero almeno unte di fuori!"
Soltanto la fantasia d'un uomo sobrio e continente come lui poteva immaginare qualcosa di simile.
Nell'inverno del 1223 ebbe finalmente l'idea della prima sacra rappresentazione. Mandò a chiamare il signore di Greccio, Giovanni Velita, e gli disse: "È mio pensiero rievocare al vivo la memoria di quel Bambino celeste che è nato laggiù in Betlem, e suscitare davanti al suo sguardo e al mio cuore gl'incomodi delle sue infantili necessità: vederlo proprio giacere su poca paglia, reclinato in un presepio, riscaldato dal fiato di un bue e di un asinello".
Così, la notte di Natale del 1223, nel bosco di Greccio, avvenne la prima rappresentazione natalizia inventata da San Francesco: il Presepio.
Un sacerdote celebrò la Messa di mezzanotte sopra una mangiatoia. San Francesco, non essendo sacerdote, ma soltanto diacono, cantò il Vangelo della Nascita, e lo spiegò al popolo, accorso nel bosco di Greccio con fiaccole accese.
Chiamava Gesù " il bambino di Betlem ", e nel pronunziare queste parole — narra il suo primo biografo — sembrava una pecora che belasse "talmente la sua bocca era ripiena, non tanto di voce, quanto di dolce affetto". "E nominando il Bambino di Betlem, oppure dicendo Gesù, lambivasi con la lingua le labbra, quasi a gustare e deglutire la dolcezza di quel nome."
San Francesco e gli animali
San Francesco chiamava gli animali «i nostri fratelli più piccoli». Per loro aveva le attenzioni più delicate. Voleva scrivere a Federico II perché con un editto stabilisse che a Natale le strade fossero cosparse di granaglie e di grano per gli uccelli: anch'essi dovevano gioire per la nascita del Redentore. Perché non fossero calpestati, scansava dai sentieri i vermi. A Sant'Angelo in Pantanelli, presso Orvieto, viene mostrato tuttora uno scoglio sul Tevere, dal quale avrebbe gettato nel fiume dei pesci che gli erano stati regalati.
Un giorno S.Francesco andò alla elemosina assieme a frate Massèo e i due si imbatterono in un uomo che portava al mercato due agnelli da vendere, legati, belanti e penzolanti dalla spalle.
All'udire quei belati, il servo di Dio, vivamente commosso, si accostò, accarezzandoli, come suol fare una madre con i figlioletti che piangono, con tanta compassione e disse al padrone: "Perché tormenti i miei fratelli agnelli, tenendoli così legati e penzolanti?". Rispose: "Li porto al mercato e li vendo: ho bisogno di denaro".
E Francesco: "Che ne avverrà?". E quello: "I compratori li uccideranno e li mangeranno».
Nell'udire questo il santo esclamò: «Non sia mai! Prendi come compenso il mio mantello e dammi gli agnelli». Quell'uomo fu ben felice di un simile baratto, perché il mantello, che Francesco aveva ricevuto a prestito da un uomo proprio quel giorno per ripararsi dal freddo, valeva molto di più delle bestiole.
Infatti ogni creatura dice: Dio mi ha creato per te, o uomo! Noi che siamo vissuti con lui, lo vedevamo rallegrarsi interiormente ed esteriormente di quasi tutte le creature, così che, toccandole o mirandole, il suo spirito sembrava essere in cielo, non in terra. E per le grandi gioie che aveva ricevuto e riceveva dalle creature, egli compose, poco prima della sua morte, alcune Lodi del Signore per le sue creature, per incitare alla lode di Dio i cuori di coloro che le udissero, e così il Signore fosse lodato dagli uomini nelle sue creature»

Dai "Fioretti" di San Francesco
Come Santo Francesco convertì tre ladroni micidiali, e fecionsi frati; e della nobilissima visione che vide l'uno di loro,il quale fu santissimo frate.
Santo Francesco andò una volta per lo distretto del Borgo a Santo Sipolcro, e passando per uno castello che si chiama Monte Casale, venne a lui uno giovane nobile e molto dilicato, e dissegli: "Padre, io vorrei molto volentieri essere de' vostri frati". Rispuose Santo Francesco: "Figliuolo, tu se' giovane, dilicato e nobile: forse che tu non potresti sostenere la povertà e l'asprezza nostra". Ed egli: "Padre, non sete voi uomini come io? dunque, come la sostenete voi, così potrò io colla grazia di Cristo". Piacque molto a Santo Francesco quella risposta; di che benedicendolo, immantanente Io ricevette all'ordine e puosegli nome frate Agnolo. E portassi questo giovane sì graziosamente che ivi a poco tempo santo Francesco il fece guardiano nel luogo detto di Monte Casale.
Cantico delle creature
Altissimu; onnipotente bon Signore,
tue so' le laude, la gloria e l'onore et orme benediczione.
Ad te solo, Altissimo, se confano et nullu omu ène dignu te mentovare.
Laudato si, mi Signore, curo tucte le tue creature,
spezialmente messor lo frate sole,
lo quale jorna, et allumini per lui;
et ellu è bellu e radiante rum grande splendore;
de te, Altissimo, porta significazione.
Laudato si, mi Signore, per sora luna e le stelle;
in celo l'hai formate clarite et preziose et belle.
Laudato si, mi Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et orme tempo,
per le quale a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si, mi Signore, per sor'acqua,
la quale è multo utile, et umele, et preziosa et casta.
Laudato si, mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et elio è bellu, et jucundo. et robustoso et forte.
Laudato si, mi Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta e governa,
e produce diversi fructi, con coloriti fiori et erba.
Laudato si, mi Signore, per quilli che perdonano per lo tuo amore
e sostengo infirmitate et tribulazione.
Beati quilli che sosterranno in pace,
ca de te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si, mi Signore, per sona nostra morte corporale,
da la quale nullu orno vivente pò scappare.
Guai a quilli che morrano ne le peccata mortali.
Beati quilli che se trovarà ne le tue sanctissime voluntati;
ca la morte secunda no '1 farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore, e rengraziate.
e serviteli cum grande umilitate.

Fratello Sole e Sorella Luna
Come nel mio cuore
Ora umilmente
Sta nascendo amore
Dolce è capire
Che non son più solo
Ma che son parte di una immensa vita
Che generosa
Risplende intorno a me
Dono di Lui
Del Suo immenso amore
Ci ha dato il Cielo
E le chiare Stelle
Fratello Sole
E Sorella Luna
La Madre Terra
Con Frutti, Prati e Fiori
Il Fuoco, il Vento
L'Aria e l'Acqua pura
Fonte di Vita
Per le Sue Creature
Dono di Lui
Del suo immenso amore
Dono di Lui
Del suo immenso amore
E' nato Coluccio Stella Leonardo
Coluccio Stella Leonardo
figlio di Alessando Coluccio e Sabrina Stella
Benvenuto al piccolo dalla famiglia Sarpi - Favaloro e felicitazioni per i genitori, il fratellino Emanuele, i nonni, gli zii e i parenti tutti
Felicitazioni anche da Eolienews
sabato 3 ottobre 2026
Panarea, frana lungo il sentiero che porta a Calajunco
Nella foto de "La Provincia Messina" la frana che si è staccata lungo il sentiero che porta a Calajunco. Sono intervenuti i carabinieri che ne hanno transennato e interdetto l'accesso
Pongo lascia Stromboli, sarà curato a Bari. L'Ansa del direttore Sarpi
LIPARI, ottobre 3 ANSA - Pongo, il capretto diventato simbolo di solidarietà e affetto sull’isola di Stromboli, ha lasciato oggi la casa di Giacomino e Tiziana Utano per raggiungere Bari, dove sarà sottoposto a nuovi interventi chirurgici alle zampe anteriori. Soccorso a dicembre scorso, quando aveva 8 mesi, sulla spiaggia di Scari con le gambe posteriori fratturate, era stato accolto e curato dagli Utano, diventando a tutti gli effetti parte della famiglia.
Dopo un primo intervento, il recupero non è stato però sufficiente e si è resa necessaria un’assistenza specialistica per garantirgli nuove cure.
A rendere possibile il trasferimento è stata una donna che, dopo aver conosciuto la storia di Pongo attraverso i social e il web, ha deciso di sostenerne, concretamente, viaggio, interventi e spese veterinarie.
Determinante anche il ruolo del veterinario di Stromboli, Pino Leonardo, che attraverso i suoi contatti ha favorito l’incontro con la benefattrice.
Il viaggio porterà Pongo da Stromboli a Milazzo e quindi a Bari, dove sarà accolto da chi si prenderà cura di lui durante il percorso terapeutico.






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