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domenica 25 ottobre 2026


La Italiana Capers Sud srl  ha sede a Lipari, nelle splendide Isole Eolie, sin dal 1981, anno della sua costituzione. La Ditta produce, confeziona e commercializza capperi di eccellente qualità, sia convenzionali che biologici e anche certificati DOP. Il Cappero delle Isole Eolie, in considerazione delle sue peculiari caratteristiche ha infatti recentemente ottenuto il riconoscimento comunitario della Denominazione di origine protetta.
La Società propone alla clientela una vasta gamma di confezioni e di diversi calibri di capperi nonché i cucunci, (frutti del cappero) a marchio  “CAPPARIS “,  che si rivelano deliziosi e particolarmente indicati per aperitivi e raffinati antipasti.
La Italiana Capers Sud srl ha inoltre realizzato un nuovo prodotto: i “CAPPERI FRANTUMATI”, essiccati con un sistema innovativo, che conserva ed esalta la loro notevole ed inconfondibile capacità aromatica. Si tratta di un insaporitore di estrema versatilità, adatto a molti piatti grazie alla sua semplicità e praticità nell’impiego.
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Collegamenti marittimi. "Nella "manovrina" nienti aiuti per i rincari". L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 25 ottobre 2026


 

Violenza sessuale a bordo dell'aliscafo. Arrestato a Vulcano. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 25 ottobre 2026


 




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Lo sciame sismico è continuato. In totale oltre sessanta scosse. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 25 ottobre 2026

 


Ristorante Filippino: L’autenticità dei sapori del Mediterraneo

Situato nella panoramica Piazza del Municipio a Lipari, vicino al tipico castello neolitico che ospita il Museo Eoliano, il ristorante da Filippino è un ambiente rustico, caratteristico e d’atmosfera, interprete di rilievo dell’eccellenza del gusto eoliano.

Oggi, dopo 100 anni di storia, il Filippino è un ristorante moderno e funzionale, articolato in due sale interne e in una grande e rinnovata terrazza climatizzata.

L’arredamento, in legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante, con mobili d’epoca e un caldo camino.

Le specialità proposte sono prevalentemente legate alla cucina di mare, regionale, con piatti a base di pesce fresco pescato quotidianamente, unitamente a materie prime dell’isola, quali le verdure e gli oli, che ne esaltano il sapore. Il ristorante dispone inoltre di un’ottima cantina vini con una selezione che include più di 100 etichette, oltre a un’ottantina di grappe. Complessivamente offre la disponibilità di 250 coperti. E l’accoglienza e l’attenzione alle esigenze di ogni cliente sono sempre di casa: oggi come ai primi del Novecento.

Calcio: Nuova battuta d'arresto per la Ludica. Slitta il derby tra Stromboli e Malfa

Non riesce ancora a cancellare la casella dei zero punti in classifica la Ludica Lipari. La formazione eoliana, quest'oggi, è stata superata per 5 a 2 sul campo del Patti. Le reti della Ludica sono state messe a segno da F. Puglisi e M. Tripi

In seconda categoria il Lipari IC osservava un turno di riposo. 

Slitta il derby tra Stromboli e Malfa che doveva aprire per le formazioni isolane il torneo di Terza Categoria 2026 - 2027. A causa delle avverse condizioni meteo lo Stromboli non è riuscito a raggiungere Lipari dove disputa le gare casalinghe- 

Le Eolie nelle stampe d'epoca (139° puntata): Da lisca Monte Mazzuni veduta dei monti Pelato e Chirica (Lipari)


 

Lettere al direttore: "Auto in transito tra i locali ancora aperti e che pagano fior di suolo pubblico. Alla faccia della destagionalizzazione"

Riceviamo e pubblichiamo: 
Auto in transito tra i locali ancora aperti per l’ultimo scorcio di questa “folle” estate piena di problemi a partire dalla mancanza di acqua, alla viabilità a dir poco precaria. 
Senza avvertire nessuno ( i ristoratori fino al 31 ottobre sanno che la strada è chiusa al traffico e pagano fior di euro per poter usufruire di quel piccolo lembo di strada) la Via Garibaldi questa mattina è stata teatro dell’ennesima vergogna tutta eoliana! Riaperta al traffico per permettere ad un gruppo di persone di riunirsi in strada ( via Umberto Primo) . 
Ma e’ normale chiudere una strada e riaprirne al traffico un altra senza alcun preavviso ? 
Si parla di destagionalizzazione ma non si va incontro a chi sostiene l’economia di queste isole con il suo duro lavoro . 
Lasciamo che la gente giudichi cio’ che è accaduto ricordando che vi sono piazze e piazzette chiuse al transito che sarebbero state perfette per un comizio ! 
Ah gia’… dimenticavo e’ iniziata la campagna elettorale!

Tiziana Medda

Eolienews ricorda Rocco Italiano


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

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I novant'anni di Giovannino Bonsignore. Auguri da Eolienews


 

La Parola. Video commento al Vangelo di oggi, domenica 25 ottobre

Tanti auguri!

Buon compleanno a Filippo Sgroi, Giuseppe Tripi, Doina Irimia, Anna Maria Saltalamacchia, Irene Briglia, Angela Greco 


Lipari, la fiera dei candidati e le domande che la politica dovrebbe porsi (di Rosa Oliva)

La foto è realizzata dal direttore con l'AI
 Riceviamo e pubblichiamo:


Almeno sei nomi circolano in vista delle amministrative del 2027. Ma prima di chiedersi chi vuole fare il sindaco, sarebbe opportuno capire per fare cosa.

A Lipari la primavera elettorale del 2027 è ancora lontana, ma il dibattito politico sembra già entrato nel vivo. Le indiscrezioni si moltiplicano, i nomi circolano, le possibili candidature aumentano. Stando alle voci che si rincorrono negli ambienti politici locali, gli aspiranti alla carica di sindaco potrebbero essere almeno sei.

Naturalmente, le indiscrezioni non equivalgono a candidature ufficiali e il quadro è destinato a evolversi. Ma proprio questo affollamento anticipato merita una riflessione.

Non perché candidarsi sia sbagliato. Al contrario, la disponibilità ad assumersi responsabilità pubbliche è legittima e, in una democrazia, anche necessaria. Il problema nasce quando la competizione per le persone precede il confronto sulle idee, quando i nomi diventano protagonisti prima dei progetti e quando l'ambizione di guidare una comunità sembra occupare più spazio della discussione sul suo futuro.

Perché così tante candidature? Che cosa ci raccontano di questa comunità politica? E, soprattutto, che cosa possono pensare i cittadini che assistono a questo spettacolo?

Sono domande legittime, soprattutto in un Comune che deve fare i conti con difficoltà finanziarie, criticità nei servizi essenziali e problemi che da anni attendono risposte.

Sulla situazione finanziaria dell'ente si è aperta una discussione pubblica e istituzionale che richiede attenzione, rigore e capacità di programmazione. Al di là delle diverse valutazioni politiche sulle cause e sulle responsabilità, i conti pubblici sono una questione che non può essere elusa né trasformata in uno slogan elettorale.

Non siamo, dunque, davanti a una comunità che può permettersi di considerare le elezioni soltanto una competizione tra gruppi, personalità e aspirazioni individuali.

Siamo davanti a un territorio composto da sei isole, ciascuna con esigenze specifiche, che deve affrontare problemi concreti: trasporti, sanità, servizi, gestione dei rifiuti, disponibilità di abitazioni, opportunità di lavoro, spopolamento e prospettive per le nuove generazioni.

Problemi che non si risolvono moltiplicando le candidature, ma costruendo programmi credibili, individuando le priorità e dimostrando di conoscere le risorse disponibili e i vincoli entro i quali un'amministrazione è chiamata a operare.

E allora la domanda diventa inevitabile: se davvero esistono tante persone convinte di poter amministrare meglio il Comune, perché questa pluralità di aspirazioni non si traduce, prima di tutto, in un confronto pubblico sulle soluzioni?

Perché non partire da un'analisi seria di ciò che è stato fatto negli ultimi cinque anni, delle opportunità colte e di quelle perdute, delle promesse mantenute e di quelle rimaste sulla carta?

Perché non confrontarsi su un progetto di sviluppo che consideri tutte le isole, anziché lasciare che la competizione elettorale finisca per alimentare divisioni territoriali e personali?

E perché non chiarire, prima di tutto, quale idea di Comune si intende realizzare, quali competenze occorrono e quale squadra sarebbe davvero in grado di trasformare gli impegni in risultati?

Sono interrogativi che non riguardano una singola candidatura, ma il modo stesso di intendere la politica.

La presenza di molti candidati, da sola, non è necessariamente un segnale negativo. Può esprimere pluralismo, desiderio di partecipazione e volontà di rinnovamento. Ma può anche diventare il sintomo di una difficoltà a trovare una sintesi, a riconoscere ciò che unisce, a mettere le esigenze collettive davanti alle aspirazioni individuali.

È questa la distinzione che conta.

Quando ogni gruppo ritiene indispensabile esprimere un proprio candidato, viene spontaneo chiedersi se le differenze riguardino davvero visioni amministrative inconciliabili oppure se, almeno in parte, siano legate alla difficoltà di costruire un percorso condiviso.

Non è possibile conoscere le intenzioni di ciascuno sulla base delle sole indiscrezioni. Sarebbe ingiusto formulare giudizi personali senza elementi concreti. Ma è altrettanto legittimo che l'elettorato si interroghi sulle ragioni di una competizione che sembra accendersi molto prima che siano chiarite le priorità per il futuro del Comune.

Il rischio è che la ricerca del candidato prevalga sulla ricerca della soluzione.

E se così fosse, il problema non sarebbe semplicemente l'eccessivo numero di aspiranti sindaci. Sarebbe una questione di maturità politica: la capacità, cioè, di distinguere il desiderio legittimo di amministrare dalla necessità di dimostrare di saperlo fare.

Per governare un Comune come Lipari non basta voler diventare sindaco. Occorre comprendere la complessità di un territorio frammentato, saper lavorare con una squadra competente, conoscere i limiti finanziari dell'ente, stabilire priorità realistiche e assumersi la responsabilità delle scelte, anche quando non producono consenso immediato.

Occorre soprattutto avere una visione che non si esaurisca nella durata di un mandato.

Le isole non hanno bisogno di programmi confezionati per la campagna elettorale, né di promesse che si dimenticano una volta chiuse le urne. Hanno bisogno di una politica capace di garantire continuità territoriale, servizi adeguati, sicurezza, opportunità economiche e condizioni di vita dignitose per chi sceglie di restare.

Hanno bisogno di amministratori che sappiano guardare oltre il proprio consenso e oltre i confini del proprio gruppo.

Ecco perché, di fronte alla proliferazione dei nomi, sarebbe opportuno invertire l'ordine delle domande.

Non partire da chi vuole fare il sindaco, ma da ciò che occorre fare.

Non partire da quante liste si possono costruire, ma da quale progetto possa unire competenze ed energie.

Non partire da chi deve guidare la squadra, ma da quale squadra serva davvero alla comunità.

Solo dopo aver chiarito questi punti sarà possibile valutare candidature, programmi e persone sulla base di elementi concreti.

Voglio chiarire un aspetto, per evitare interpretazioni che non corrispondono al senso di questa riflessione: queste considerazioni non nascono da una mia volontà di scendere in campo nella prossima competizione elettorale.

Nascono, piuttosto, dalla posizione di una cittadina che osserva quanto sta accadendo e si pone domande che, a mio avviso, molti elettori potrebbero condividere.

Non c'è bisogno di essere candidati per interrogarsi sulla qualità della politica. Non occorre aspirare a una carica pubblica per chiedere che il confronto elettorale sia all'altezza dei problemi da affrontare.

Assistere a questa anticipata fiera dei nomi, mentre le questioni fondamentali del Comune restano sul tavolo, suscita perplessità che meritano di essere espresse.

Perché il cittadino ha il diritto di chiedersi se dietro ogni candidatura esista un progetto amministrativo preciso, una squadra adeguata e una reale disponibilità ad assumersi responsabilità, oppure se la competizione rischi di trasformarsi in una sommatoria di ambizioni che faticano a trovare un terreno comune.

Non sto affermando che le candidature annunciate siano mosse da interessi personali. Sto dicendo che, quando i nomi si moltiplicano prima delle idee, è inevitabile che nell'elettorato sorgano interrogativi sulla natura e sulla solidità delle motivazioni che le sostengono. Sulla maturità della nostra comunità.

La fiducia, infatti, non si conquista dichiarando di voler amministrare. Si conquista dimostrando di sapere perché, con quali strumenti e per quale obiettivo si intende farlo.

La prossima campagna elettorale dovrebbe essere l'occasione per alzare il livello del confronto, non per moltiplicare le divisioni. Dovrebbe permettere ai cittadini di valutare proposte, competenze, risultati e capacità di governo.

Altrimenti, il rischio è che si finisca per discutere a lungo di chi siederà sulla poltrona di sindaco e troppo poco di ciò che quel sindaco sarà chiamato a fare.

E allora, davanti a una comunità che deve affrontare problemi tanto complessi, la domanda conclusiva resta semplice.

Abbiamo davvero bisogno di una fiera dei candidati o abbiamo bisogno di una politica finalmente capace di fare sintesi, mettere da parte ciò che divide e individuare ciò che serve a tutte le nostre isole?

La risposta non spetta a chi osserva dalla finestra. Spetta soprattutto a chi oggi manifesta la volontà di guidare il Comune.

Perché, prima di chiedere ai cittadini di affidargli il proprio voto, sarebbe opportuno dimostrare di aver compreso che amministrare non significa affermare se stessi, ma assumersi la responsabilità del futuro di un'intera comunità

Rosa Oliva

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Oggi, 25 ottobre : Santi Crisanto e Daria

Crisanto e Daria erano due nobili sposi romani ricchi di doti naturali e di ricchezze. Conosciuta la religione cristiana, il marito ebbe cura di istruire anche la sua sposa Daria e questa, abbracciata la fede cattolica, fu tutto zelo col marito per conquistare alla verità le matrone romane che aveva modo di avvicinare. 

Il loro zelo e la loro opera furono efficacissimi tra la moltitudine dei pagani, e le conversioni furono innumerevoli sia tra gli uomini per opera di Crisante, che fra le donne per opera della sua santa sposa Daria. 

Ma la loro opera non poteva restare nascosta in tempo di persecuzione, per cui essendone venuto a conoscenza il prefetto Cirino, furono fatti arrestare e dati in mano al tribuno Lisia perchè facesse loro rinnegare la fede ed in caso contrario li giustiziasse.

Arrestati dai soldati del prefetto, furono entrambi sottoposti ai tormenti. Ma la loro invitta costanza trionfò di ogni ostacolo. Incatenati mani e piedi e gettati in una tetra prigione, ebbero per miracolo spezzate le catene. Allora furono esposti ai cocenti raggi del sole immobilizzati in una pelle di bue: ma anche questo supplizio non li fiaccò, per cui trasportati di nuovo in carcere furono nuovamente stretti da catene. Però anche questa volta il Signore spezzò i loro ceppi, ed una luce vivissima illuminò il loro tetro carcere. Daria poi, tratta dalla prigione, fu condotta in un luogo di malavita : ma un leone mandato da Dio le si pose al fianco e la liberò da ogni offesa dei cattivi. 

Vedendo che nulla poteva rimuoverli dalla loro fede e dalla loro invitta costanza, il giudice li fece condurre in una arenaria di via Salaria, e quivi scavata una fossa vi furono immersi fino al capo e poi lapidati dalla turba dei fanatici pagani. In tal modo essi dettero a Gesù la loro suprema testimonianza di fedeltà e amore. 

I loro corpi, raccolti religiosamente dai fedeli, vennero custoditi come preziose reliquie e sepolti nelle catacombe in mezzo ai loro fratelli di fede. 

PRATICA. Siamo costanti nella nostra fede e pratichiamo fedelmente i nostri doveri religiosi. 

PREGHIERA. Ci assista, o Signore, la preghiera dei beati martiri Crisanto e Daria affinché sperimentiamo continuamente il pio soccorso di coloro che veneriamo con devoto ossequio. 


 

Buongiorno e buona domenica con questa cartolina dalle Eolie


 


                                           
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sabato 24 ottobre 2026

 

Scopri dove fare il pieno prima di salpare!

A LIPARI (EOLIE) E’ DISPONIBILE UN MODERNO IMPIANTO CARBURANTI

L’ Eolian Bunker è un deposito, stazione di rifornimento di gasolio nazionale, agevolato e benzina per imbarcazioni e natanti.

Situato nella baia di Marina Lunga, a Lipari – Eolie, vicino al Porto Pignataro, è dotato di un pontile di circa 50 metri che consente l’attracco dei natanti per le operazioni di rifornimento.

Effettua inoltre il bunkeraggio con gasolio agevolato a navi, aliscafi, pescherecci e imbarcazioni che svolgono attività di trasporto passeggeri.

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Eolie, la bassa stagione diventerà risorsa turistica. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 24 ottobre 2026


 

Eolie, allerta maremoto: turisti e residenti scesi in strada. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 24 ottobre 2026