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domenica 30 agosto 2026

Nave dei rifiuti ai lavori: Preoccupazione a Panarea

 La notizia che la nave dei rifiuti dovrà andare ai lavori per due giorni, interrompendo, di conseguenza, il servizio, tra creando una certa apprensione a Panarea. 

Nonostante non ci sia il boom dei giorni, l'isola è abbastanza frequentata e la produzione dei rifiuti ancora notevole. Per questo il fermo, di due giorni, della nave desta una certa preoccupazione, sia dal punto di vista della salubrità che dell'immagine. 

Sembrerebbe si stia "studiando" di utilizzare le navi di linea: una soluzione che si prospetta complessa e che, se attivata, potrebbe non risolvere la problematica.

Centro Comunale di Raccolta RSU a Panarea: Chiesto l'intervento del presidente della Regione siciliana

Al Presidente della Regione Siciliana On. Renato Schifani Presidenza della Regione Siciliana 
e, p.c. all’Assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente On. Giusi Savarino; al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica On. Gilberto Pichetto Fratin; al Dirigente Generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente Arch. Calogero Beringheli; al Dirigente del Servizio 1 – Autorizzazioni e Valutazioni Ambientali Dott. Antonino Polizzi; all’Assessore regionale dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità Dott. Francesco Colianni;al Dirigente Generale del Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti Dott. Arturo Vallone

Oggetto: Panarea – Centro Comunale di Raccolta RSU previsto a circa 3 metri dai confini di proprietà private e in strettissima prossimità delle abitazioni. Richiesta urgente di intervento e sospensione cautelativa dei lavori.

 

Egregio Signor Presidente,

i ricorrenti nel giudizio innanzi al T.A.R. Sicilia, Sezione staccata di Catania (Sez. II), n. 1626/2026 R.G., si rivolgono per il tramite del sottoscritto, Dr. Marco Abate, direttamente a Lei per sottoporLe una vicenda che sta suscitando profonda preoccupazione a Panarea e che, per le sue implicazioni ambientali, paesaggistiche e sociali, riteniamo meriti un urgente interessamento della Presidenza della Regione siciliana.

Il Comune di Lipari sta realizzando sull’isola un nuovo Centro Comunale di Raccolta dei rifiuti (C.C.R.), finanziato nell’ambito del PNRR – Programma “Isole Verdi”.

Desideriamo chiarire immediatamente un punto essenziale: non contestiamo la necessità di dotare Panarea di un sistema moderno ed efficiente per la gestione dei rifiuti. Contestiamo la scelta di realizzare questo impianto proprio in quel luogo.

Il perimetro del nuovo C.C.R. è previsto a circa 3 metri dai confini di proprietà private e a soli 20 metri dalla prima abitazione. Questa prossimità assume ulteriore rilievo alla luce della relazione tecnica dell’Ing. Salvatore Forte “Considerazioni sul progetto esecutivo per la realizzazione di un centro comunale di raccolta RSU nel Comune di Lipari, isola di Panarea”, datata 28 febbraio 2026, che analizza specificamente gli impatti ambientali, gestionali e la distanza del C.R.C. dal tessuto abitato.

 La medesima relazione:

-        richiama, quale elemento di valutazione della localizzazione, il principio secondo cui, “[n]ell’ambito delle valutazioni ambientali relative alla gestione di impianti destinati al trattamento di rifiuti urbani e speciali, la distanza minima di 3 km dal centro abitato costituisce generalmente un criterio escludente. Con riferimento alle case sparse, si procede inoltre alla verifica della loro presenza entro un raggio di almeno 500 metri dall’impianto; tale elemento rappresenta un ulteriore fattore penalizzante ai fini della localizzazione e realizzazione dell’intervento”;

-        evidenzia che “[i] residenti collocati entro 50 m dall’impianto sarebbero esposti, con elevata probabilità, a una pluralità di effetti - acustici, odorigeni e luminosi - e considera altamente probabili effetti odorigeni e acustici anche entro 100 m in direzione Sud-Est, tenuto conto della direzione prevalente dei venti”.

  3 metri, Signor Presidente. Si tratta di una distanza che riteniamo difficilmente conciliabile con una scelta prudente di pianificazione per un’infrastruttura destinata al conferimento e allo stoccaggio temporaneo di diverse tipologie di rifiuti e che comporterà inevitabilmente ingresso e manovra di mezzi, movimentazione di cassoni e possibili conseguenze in termini di rumore, odori, polveri, insetti, roditori, traffico e rischio di incendio.

Tutto questo avviene a Panarea, una piccola isola di straordinario valore ambientale e paesaggistico, inserita nel sistema europeo “Natura 2000”.

Una scelta effettuata senza un reale dialogo con la popolazione:

A rendere la situazione ancora più difficile da comprendere è stata, a nostro avviso, la mancanza di un autentico confronto preventivo con la popolazione interessata. Una decisione così delicata, destinata a modificare in maniera permanente una zona residenziale dell’isola e a incidere direttamente sulla vita delle persone che vi abitano, avrebbe meritato un processo trasparente di confronto sulle possibili localizzazioni. Questo confronto non vi è stato nella misura che una scelta di tale impatto avrebbe richiesto. La forte opposizione manifestatasi successivamente non può pertanto essere liquidata come contrarietà alla realizzazione di un’opera pubblica. Essa nasce innanzitutto da una domanda estremamente semplice: perché realizzare un Centro Comunale di Raccolta a circa tre metri dai confini di tre proprietà private e in così stretta prossimità di numerose abitazioni, senza avere prima discusso seriamente con la comunità le possibili alternative?

L’alternativa di Punta Palisi:

La domanda è ancora più pertinente perché un’alternativa era già stata concretamente presa in considerazione in passato. A Punta Palisi era stata, infatti, proposta una soluzione per la raccolta e la riduzione volumetrica dei rifiuti differenziati, in prossimità dell’area utilizzata tuttora dai mezzi del servizio di raccolta. Tale soluzione era stata presa in considerazione nella programmazione comunale già nel 2021.

Non sosteniamo in questa sede che quel progetto debba necessariamente essere riproposto nelle medesime forme: ogni localizzazione deve essere sottoposta alle necessarie verifiche tecniche e ambientali.

Il punto è un altro.

Punta Palisi dimostra che sono state considerate in passato localizzazioni alternative rispetto all’attuale area posta a ridosso delle abitazioni. Una precedente petizione promossa per sostenere una soluzione alternativa per la gestione dei rifiuti a Panarea aveva raccolto oltre 1.300 firme, a dimostrazione di quanto il tema della localizzazione sia sentito dalla comunità. In questi ultimi mesi, un’altra petizione per la revisione del progetto di C.C.R. di Panarea ha raccolto più di 950 firme.

Di fronte a questi precedenti, riteniamo legittimo chiedere perché non sia stato avviato un vero confronto pubblico e tecnico sulle alternative prima di scegliere un terreno il cui perimetro si colloca a circa tre metri dai confini di tre proprietà private e in strettissima prossimità del tessuto residenziale.

Una vicenda sulla quale il T.A.R. è già intervenuto:

Vi è poi un elemento istituzionale di particolare importanza. Il T.A.R. Sicilia, Sezione staccata di Catania, con sentenza n. 623 del 27 aprile scorso, ha già annullato importanti atti del precedente procedimento relativo alla medesima opera. Tale circostanza merita di essere sottolineata anche alla luce delle erronee dichiarazioni pubblicamente diffuse dall’Assessore comunale Gianni Iaconino sulla pagina Facebook “Rinascita Eoliana – Riccardo Gullo Sindaco”, che alleghiamo per opportuna conoscenza. Sul piano ambientale, il T.A.R. ha stabilito che, sebbene un centro di raccolta non sia automaticamente soggetto alla procedura di V.I.A., occorre valutare se, in combinazione con gli altri interventi previsti nella stessa area, l’impatto complessivo possa diventare significativo e negativo e rendere quindi necessaria una verifica di assoggettabilità a V.I.A..

 A seguito della sentenza, la Commissione Tecnica Specialistica regionale, con parere n. 617 del 12 giugno scorso, ha riesaminato gli impatti cumulativi con gli altri interventi previsti a Panarea, in particolare la nuova rete idrica e il dissalatore.

 Lo stesso parere precisa, tuttavia, che il riesame finalizzato a conformarsi alla sentenza è stato effettuato “limitatamente alla VIncA livello II”. Permane, quindi, una questione giuridica e ambientale rilevante: se tale riesame nell’ambito della V.Inc.A. sia sufficiente a dare piena esecuzione alla sentenza oppure se, alla luce degli effetti cumulativi e dei criteri dell’Allegato V alla Parte Seconda del D.Lgs. n. 152/2006 richiamati dallo stesso T.A.R., fosse necessario attivare una specifica verifica di assoggettabilità a V.I.A..

 I lavori proseguono mentre il T.A.R. sta per pronunciarsi:

 Su questi e altri profili è stato presentato un nuovo ricorso al T.A.R. di Catania. La camera di consiglio per l’esame della richiesta di sospensione cautelare è fissata per il 10 settembre 2026 e l’udienza di merito avrà luogo il 5 novembre successivo. Ciononostante, i lavori sono iniziati il 21 luglio e stanno proseguendo senza sosta, causando grandi disagi agli abitanti, anche durante i giorni festivi.

Un ulteriore elemento: il venir meno dell’urgenza legata al P.N.R.R.:

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento che riteniamo meriti un chiarimento immediato. Il progetto era stato originariamente finanziato nell’ambito del PNRR – Missione 2, Componente 1, Investimento 3.1, Programma “Isole Verdi. Le linee guida nazionali hanno fissato al 30 giugno 2026 il termine per l’ultimazione degli interventi, lasciando tempo fino al 31 agosto 2026 per la finalizzazione della documentazione necessaria alla rendicontazione.

I lavori del C.C.R. di Panarea sono, invece, iniziati soltanto il 21 luglio 2026, quando il termine per la loro ultimazione era già inutilmente decorso.

Questo assume particolare rilievo anche rispetto alla disciplina dei lavori durante la stagione turistica, compresi i giorni festivi. L’ordinanza sindacale n. 31 del 17 giugno 2026, successivamente rettificata e integrata il 26 giugno successivo, ha disposto dal 4 luglio al 5 settembre la sospensione generale dei lavori edili o rumorosi nelle isole del Comune, prevedendo una specifica deroga, tra gli altri, per le opere finanziate nell’ambito del P.N.R.R., proprio in ragione dei tempi stringenti di attuazione. Tale urgenza era legata alle scadenze finali del Piano. Considerato che il C.C.R. non è stato completato entro il 30 giugno, ci chiediamo se la deroga prevista dall’ordinanza possa ancora essere legittimamente applicata a questo cantiere. In particolare, il Comune dovrebbe dimostrare che l’intervento conservi concretamente la qualificazione e la copertura P.N.R.R. e che i lavori attualmente eseguiti siano ancora utili al conseguimento di un obiettivo realizzabile e rendicontabile entro il 31 agosto. Circostanza che, alla luce del recente avvio dei lavori (soltanto il 21 luglio) e dello stato attuale del cantiere documentato dalle fotografie allegate, appare meritevole di un urgente chiarimento.

La circostanza appare ancora più rilevante considerando che alcuni atti comunali pubblicati anche nel mese di agosto continuano formalmente a qualificare l’intervento come P.N.R.R.. Chiediamo, pertanto, che venga chiarito con urgenza quale sia oggi l’effettiva fonte di finanziamento dell’opera e, conseguentemente, se la deroga al divieto estivo dei lavori possa ancora essere legittimamente invocata. 

È soprattutto questa situazione che ci induce a rivolgerci direttamente a Lei.

Quale interesse pubblico può giustificare la prosecuzione accelerata dei lavori per realizzare un centro di raccolta dei rifiuti a circa tre metri dai confini di tre proprietà private e in strettissima prossimità delle abitazioni quando il T.A.R., tra poche settimane, dovrà decidere proprio sulla richiesta di sospensione dell’opera?

 Quale danno concreto deriverebbe da una pausa di poche settimane? E, al contrario, quale sarebbe il danno per Panarea, per il suo territorio e per le persone direttamente interessate se i lavori proseguissero rendendo progressivamente irreversibile la trasformazione dell’area e il T.A.R. dovesse successivamente accogliere le contestazioni?

La nostra richiesta:

 Le chiediamo, Signor Presidente, un Suo personale e autorevole intervento affinché le competenti strutture della Regione siciliana verifichino con urgenza:

-        la piena conformità del nuovo procedimento alla sentenza del T.A.R. di Catania n. 623/2026, con particolare riferimento agli effetti cumulativi e alla questione V.Inc.A./screening V.I.A.;

-        le ragioni che hanno determinato la scelta di localizzare il perimetro del C.C.R. a circa tre metri dai confini di tre proprietà private e in strettissima prossimità di numerose abitazioni, nonostante l’estrema delicatezza del contesto;

-        se siano state adeguatamente e comparativamente esaminate le localizzazioni alternative, comprese quelle considerate negli anni precedenti, come Punta Palisi;

-        la possibilità, nell’ambito delle competenze regionali, di adottare ogni iniziativa utile a consentire una sospensione cautelativa dei lavori almeno fino alla decisione cautelare del T.A.R. al termine della camera di consiglio del 10 settembre p.v..

Non chiediamo alla Regione di sostituirsi al giudice amministrativo, chiediamo esattamente il contrario, cioè che:

-        si consenta al giudice di pronunciarsi prima che l’avanzamento dei lavori rischi di rendere inutile o comunque molto meno efficace la tutela cautelare richiesta;

-        una decisione destinata a incidere profondamente sul futuro di Panarea non venga imposta senza ascoltare chi sull’isola vive, lavora, investe e tutela da generazioni il suo territorio. Un servizio pubblico necessario può e deve essere realizzato, ma nel luogo giusto, con le necessarie garanzie ambientali e attraverso un confronto reale con la comunità interessata.

Panarea merita una soluzione condivisa e sostenibile, non una corsa contro il tempo per costruire un centro di raccolta dei rifiuti a circa tre metri dai confini di tre proprietà private e nel cuore di un’area residenziale.

Confidando nella Sua sensibilità istituzionale e nella Sua attenzione verso la tutela delle isole minori siciliane, restiamo in attesa di un Suo cortese e urgente riscontro.

Con osservanza.

Anche per i Sigg. Marina Abate, Daniela Cecchele, Gennaro Matacena, Gabriella Ferrari Bravo, Lorenzo Matacena, Bruno Matacena, Antonio Marzo, Giovanni Marzo, Vincenzo Tesoriero, Mirella Masi, Salvatore Tesoriero Matteo Garbaccio, e Paola Garbaccio Iaria, Marco Abate

 

Adesioni alla lettera

 Alla presente lettera aderiscono inoltre, condividendone integralmente le finalità e la richiesta di intervento, i cittadini, residenti, proprietari e frequentatori dell’isola di Panarea sottoindicati.

 Irene Bulgari, Eugenia Monti Crivelli Visconti, Giovanni Maria Conti, Giovanni Gori, Filippo Gori, Lucia Fabiani, Vincenzo Matano, Francesca Soro, Emanuela Rizzitelli, Eugenia Monti, Aneta Demkowska, Piotr Demkowski, Alessandra Borghese, Luchino Visconti, Verde Visconti, Giuseppe Boriello, Hubert Bonnet, Séverine de Sadeleer, Mercedes Campo Mozo, Eulalia Campo Mozo, Fernando Campo Mozo, Giorgia Saia, Alberto Bedogni, Krystyna Demkoska, Agnieszka Anna Pacia, Elisa Zoppelli, Chiara Zoppelli, Marco Tesoriero, Federica Tesoriero, Philippe Coenjaarts, Antonella Crescimanno, Simon Harvey, Timoteo Harvey, Carolina Harvey, Cecilia Harvey, Nathanael Schmitt-Ott, Elisabetta Schmitt-Ott, Donatella Abate, Ignazio Crivelli Visconti, Rosaria Salamone, Piero Taranto, Miriam Guadagni, Maria Sole Serpone, Francesco Serpone, Fulvio Serpone, Marc Van Hoof, Olivier Dandoy, Lynda Benamar, Sandrina Mele, Matteo Mele, Simona Mele, Axel Van Hoof, Sébastien Van Hoof, Cyril Blot-Lefevre, Gloria Ossella Mancinelli, Matteo Boccanera, Valérie Sadoun, Alan Scerbanenko, Chiara Costantino, Giacomo Corsini, Francesca Rainer, Valeria Saporita, Claudia Taranto, Simone Taranto, Margherita Taranto, Michele Pontecorvo, Ingrid Corderas, Anna Mielniczuk, Fabrizio Rossi, Michele Di Bella, Alexis Loncke, Marianne Clayton, Maxime Parain, Laurence Parain, Clementina Galli Zugaro,Benedetta Bertacco

 

 

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La Parola: Commento al Vangelo di domenica 30 agosto 2026

Alicudi, il medico c'è

In merito alla nota diffusa dal Comitato "Residenti isola di Alicudi" che aveva evidenziato, in comunicato che sull'isola, da inizio agosto, manca il medico di medicina generale, riceviamo questa nota: i "Il medico ad Alicudi c'è ed è lo stesso di Filicudi sichiama Claudio Pronesti. Le ricette, rilasciate ad Alicudi, vengono trasmesse alla farmacia di Filicudi che provvede a mandare i farmaci. .Per le volte che non è presente sull isola è abbastanza disponibile .

Si e no ...ad Alicudi sono rimasti 9/10 giorni senza medico

Ristorante Filippino: L’autenticità dei sapori del Mediterraneo

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Oggi, 30 agosto. Santi Felice e Adautto

In una sua poesia papa Damaso ricorda Felice e Adautto come martiri cui era prestato un culto nel luogo della loro sepoltura; il Martirologio Geronimiano (e poi altri testi) ne ricordano la memoria al 30 agosto. La prima Vita, che pare databile ad epoca precarolingia (secolo VII), ma è conosciuta in varie versioni, racconta che Felice era romano e presbitero, come un fratello. Arrestato in quanto seguace di Cristo, al tempo di Diocleziano, fu condotto nel tempio di Serapide perché sacrificasse al dio; Felice soffiò sulla statua facendola cadere e lo stesso accadde con le statue di Mercurio e di Diana. La potenza manifestata gli procurò la tortura e la condanna capitale.

L'ultimo episodio è sulla via Ostiense, fuori città, dove si alzava un grande albero consacrato agli dei e, nei pressi, un tempio: invitato ancora una volta a sacrificare, Felice ordinò all'albero di cadere nel tempio, rovinandolo, come infatti avvenne. Felice fu allora decapitato e mentre lo portavano poco lontano dall'Ostiense per eseguire la condanna, un cristiano si avvicinò dichiarando la propria fede: fu così decapitato assieme a Felice. Nella Vita scritta da Adone nel suo Martyrologium (sec. IX) si ricorda che l'anonimo poteva chiamarsi Adauctus, «aggiunto», «quod sancto martyri Felici auctus sit ad coronam». Una vita in versi ha scritto Marbodo di Rennes, riferendosi alla Vita più antica, ma accentuando il contrasto tra il martire cristiano e il prefetto pagano e arricchendo il repertorio mitologico del contesto.

Felice fu sepolto assieme al compagno in una cripta nelle catacombe di Commodilla, presso la via Ostiense, dove sorse presto una cappella o una piccola basilica in suo onore, anche per cura di Giovanni I e di 7 Leone III. In essa sono conservati alcuni affreschi del VI sec. con le immagini dei due martiri. Leone IV donò alla moglie di Lotario, Ermengarda, una reliquia dei due martiri, che ne portò il culto a Nord delle Alpi, sino a Cracovia, dove nel palazzo reale una cappella è a loro dedicata.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma nel cimitero di Commodilla sulla via Ostiense, santi martiri Felice e Adáutto, che, per aver reso insieme testimonianza a Cristo con la medesima intemerata fede, corsero insieme vincitori verso il cielo.


 

Buongiorno e buona domenica con questa cartolina dalle Eolie


 

E' deceduto Giuseppe Ziino "Pippo"

Le onoranze funebri sono a cura della ditta ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le sentite condoglianze della famiglia Sarpi e di Eolienews

 


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sabato 29 agosto 2026


 

Dissalatori, i comitati di Alicudi e Filicudi: "Non c'è trasparenza". L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 29 agosto 2026


 


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Alfa e Omega: Onoranze funebri nelle Eolie

Le Eolie nelle stampe d'epoca (119° puntata): Basiluzzo e lo Stromboli visti da Dattilo (Panarea)


 

Prosegue l'azione dei Vigili del fuoco nella casa di Canneto all'interno della quale è stato ritrovato un uono deceduto

Proseguono nell'abitazione di via Mazzini a Canneto, interessata nel primo pomeriggio da un incendio, le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza da parte dei Vigili del fuoco di Lipari. 

All'interno dell'abitazione è stato ritrovato il corpo privo di vita di un  uomo. 

Indagini sono in corso per accertare sia le cause dell'incendio che quelle legate al decesso  dell'uomo. 

L'incendiario impunito torna a colpire a San Calogero

 Torna a colpire, impunito (e lo ripeteremo) all'infinito), il piromane in località San Calogero. Sul posto, dopo che i vigili del fuoco, si sono dovuti spostare su Canneo per l'incendio in una abitazione, stanno intervenendo i volontari dell'A.R.E. (Associazione radioamatori eoliani). Sta operando anche un elicottero antincendio (così come si vede dal video di Gabriele Costanzo)



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Incendio in una abitazione a Canneto. Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri (foto e video)

 Un incendio si è sviluppato, intorno alle tredici e quaranta, in una abitazione di via Mazzini a Canetto. Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri. Al momento non sono note le cause dell'incendio nè quale parte dell'abitazione sta interessando. 





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Ospedale di Lipari: Nessuna interruzione delle prestazioni ambulatoriali di Cardiologia tra il 31 agosto e il 4 settembre.La nota dell'ASP Messina

 COMUNICATO DIREZIONE STRATEGICA ASP MESSINA

In merito alle notizie diffuse a mezzo stampa e sui canali social relative a una presunta interruzione delle prestazioni ambulatoriali di Cardiologia presso il Presidio Ospedaliero di Lipari nei giorni compresi tra il 31 agosto e il 4 settembre, la Direzione Strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina smentisce categoricamente qualsiasi ipotesi di sospensione a danno dell’utenza.

La nota interna circolata in queste ore, indirizzata esclusivamente al C.U.P. aziendale dal Direttore Medico di Presidio, si inserisce nell’ordinaria rimodulazione organizzativa delle agende ambulatoriali. Il Direttore di Presidio ha operato, come da prassi, per consentire la riallocazione dei pazienti negli slot disponibili e la contestuale predisposizione di nuove agende, assicurando la continuità dell’assistenza e una risposta adeguata alle esigenze della comunità eoliana.

La Direzione Strategica, pur comprendendo i legittimi timori espressi dai cittadini, ribadisce che la priorità dell’Azienda è garantire l’assistenza, senza indugiare sulle ragioni che hanno determinato la sospensione delle convenzioni da parte dell’Azienda Ospedaliera Papardo né su questioni relative ai termini contrattuali di preavviso. Per questo era già stato programmato di far fronte alla situazione attraverso l’impiego di risorse aziendali, nel pieno rispetto della normativa vigente.

Le prestazioni già programmate saranno quindi riallocate nelle disponibilità esistenti e nelle nuove agende. L’eventuale differimento di qualche giorno o, ove necessario, di alcune settimane non comprometterà il diritto all’assistenza: ciascuna visita sarà effettuata entro i tempi previsti dalla relativa classe di priorità.

La rimodulazione costituisce anche l’occasione per ottimizzare complessivamente la gestione delle agende, assicurando una corretta distinzione tra primi accessi e visite di controllo e un utilizzo più efficiente degli slot disponibili. In questa prospettiva è stata avviata una verifica delle modalità di prenotazione, finalizzata a migliorare l’appropriatezza delle prestazioni e contribuire alla riduzione dei tempi di attesa.

La Direzione Strategica ha pertanto richiesto alla Direzione Medica di Presidio un approfondimento sulle procedure adottate, con l’obiettivo di individuare ulteriori margini di miglioramento e rendere l’accesso alle prestazioni sempre più appropriato ed efficiente.

È necessario, infine, ristabilire un principio semplice: rimodulare un’agenda non significa sospendere un servizio. Significa organizzarlo per garantirlo meglio.

Riallocare pazienti, aprire nuove disponibilità e verificare le procedure sono normali attività di gestione di un’Azienda Sanitaria complessa. Trasformare passaggi organizzativi interni in presunte emergenze significa creare un caso dove un caso non c’è.

La diffusione all’esterno di atti interni, estrapolati dal percorso organizzativo cui appartengono e rappresentati come prova di servizi cancellati o diritti negati, rischia di generare un allarme ingiustificato. I cittadini delle Eolie meritano informazioni corrette e complete.

Nessuna prestazione viene cancellata e nessun paziente viene lasciato senza assistenza. Le criticità si affrontano e i problemi si risolvono. Creare allarme su prestazioni che vengono comunque garantite non difende la sanità delle Eolie: rischia soltanto di incrinare la fiducia dei cittadini, quella fiducia che ogni giorno cerchiamo di conquistare sul campo, con il lavoro e l’impegno quotidiano.

Alicudi senza medico di base da un mese. La denuncia del Comitato "Residenti isola di Alicudi"

(fonte: giornaledilipari.it)
Dal 1° agosto la comunità della piccola Alicudi è senza il medico di medicina generale che fino a quel momento garantiva un’assistenza stabile alla popolazione residente. 
Lo denuncia il Comitato "Residenti isola di Alicudi". 

Una situazione che, soprattutto in un’isola abitata tutto l’anno, non può essere affrontata con soluzioni temporanee o comunicazioni frammentarie. Prima della cessazione del servizio e nei giorni successivi sono state inviate diverse PEC agli enti e ai soggetti istituzionalmente competenti.

L’ultima comunicazione risale al 6 agosto e chiedeva indicazioni precise per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria e farmaceutica.

Ad oggi, però, restano ancora senza risposta alcune questioni fondamentali.

A partire da una domanda semplice ma essenziale: a chi devono rivolgersi i residenti per ottenere le prescrizioni mediche?

E, una volta ottenute, attraverso quale procedura devono essere reperiti e trasportati i medicinali fino ad Alicudi?

Il problema diventa ancora più delicato per chi segue terapie croniche o necessita di farmaci salvavita.

Non si tratta, infatti, soltanto di assicurare la presenza periodica di un medico sull’isola.

La vera emergenza riguarda la continuità dell’intero percorso assistenziale.

Prescrizioni, reperimento dei medicinali, trasporto, consegna e gestione delle urgenze devono essere regolati da una procedura certa.

Una procedura che tenga conto anche delle difficoltà nei collegamenti marittimi e delle giornate in cui le condizioni del mare possono isolare l’isola.

Per chi vive ad Alicudi tutto questo non è un dettaglio organizzativo, ma una necessità quotidiana.

L’insularità impone infatti risposte specifiche, tempestive e soprattutto ufficiali.

Non è sufficiente sapere che un medico potrà essere presente occasionalmente.

I cittadini hanno bisogno di sapere chi garantisce l’assistenza quando il medico non c’è e come possono accedere alle cure necessarie.

Serve inoltre chiarezza sulle modalità con cui i farmaci possono arrivare sull’isola, soprattutto nei casi urgenti.

Il Comitato Residenti Isola di Alicudi torna quindi a chiedere risposte concrete alle istituzioni competenti.

È necessario comunicare pubblicamente alla popolazione una procedura semplice, certa e immediatamente applicabile.

Una procedura che garantisca prescrizioni e medicinali anche nelle situazioni più delicate.

Allo stesso tempo, va affrontata la questione di un presidio farmaceutico adeguato alle particolari esigenze di Alicudi.

Una comunità residente tutto l’anno non può essere lasciata nell’incertezza sull’accesso a cure e farmaci.

La tutela della salute deve essere garantita anche nelle isole minori, senza che la distanza dalla terraferma diventi un ostacolo insormontabile.

Alicudi chiede soltanto un sistema chiaro, funzionante e capace di rispondere alle reali necessità dei suoi abitanti.

E chiede che, dopo le numerose richieste già inviate, arrivino finalmente risposte ufficiali e operative.



Secondo anniversario dalla dipartita di Domenico Castrogiovanni


 


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Oggi, 29 agosto: Martirio di San Giovanni Battista

Nell'anno XV del regno di Tiberio Cesare, Giovanni Battista dal deserto venne alle rive del Giordano, nelle vicinanze di Gerico, per predicarvi il battesimo di penitenza, in preparazione alla venuta del Messia. Tutta Gerusalemme e i paesi circonvicini andavano in massa ad ascoltarlo e molti si convertivano alle sue parole, confessando i loro peccati e ricevendo il battesimo di penitenza.

Un giorno che Giovanni, come d'uso, battezzava ed istruiva i peccatori, anche Gesù di Nazareth venne alle rive del Giordano. Il Battista, alla vista di Gesù, interiormente illuminato, riconobbe in lui il Messia aspettato, onde non voleva battezzarlo, stimandosi indegno anche di sciogliergli i legacci dei calzari. Tuttavia Gesù insistette e Giovanni dovette accondiscendere. In quel tempo Erode Antipa, figlio di Erode il Grande, conviveva con Erodiade, moglie di suo fratello. Giovanni, all'udire tale mostruosità, riprese il re di quella colpa, dicendogli francamente che non gli era lecito vivere con la moglie di suo fratello. Erode, sdegnato e istigato da Erodiade, lo fece rinchiudere in una tetra prigione del castello di Macheronte. Non contenta Erodiade di vederlo in prigione, voleva anche farlo morire. Erode però si opponeva, temendo una sommossa, perché Giovanni era venerato dal popolo come un profeta.

Qualche tempo dopo, tuttavia, Erodiade ebbe l'occasione tanto desiderata e propizia per soddisfare il suo odio contro il Precursore di Cristo. Mentre Erode celebrava il suo compleanno e teneva un banchetto a tutta la corte, Salome, figliola di Erodiade e nipote di Erode, si presentò nella sala del convito e si pose a danzare. Ciò piacque a tutti, tanto che Erode le promise di concederle qualunque cosa avesse domandato, fosse anche la metà del regno. Salome a queste parole, non sapendo cosa domandare, corse da sua madre e questa le ordinò di chiedere la testa di Giovanni. Salome ritornò in fretta dal re e lo pregò di farle portare subito in un bacile la testa del santo Precursore. Erode, benché sorpreso ed afflitto da questa domanda, ordinò di accontentarla. La fanciulla come ebbe tra le mani quel sacrosanto capo, lo portò a sua madre, la quale, a tal vista, esultò di gioia e si dice che per vendicarsi della libertà con cui il Santo aveva disapprovato i suoi disordini, trafisse con un ago quella sacra lingua.
La morte del Battista avvenne tra la fine dell'anno 31 e il principio del 32 dopo la nascita di Gesù Cristo.

PRATICA. La castità trasforma gli uomini in angeli: e chi è casto, è un angelo in carne (S. Ambrogio).

PREGHIERA. Nella veneranda festività del tuo santo Precursore e martire Giovanni Battista, deh! Signore, facci sentire gli effetti della tua misericordia.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria della passione di san Giovanni Battista, che il re Erode Antipa tenne in carcere nella fortezza di Macheronte nell'odierna Giordania e nel giorno del suo compleanno, su richiesta della figlia di Erodiade, ordinò di decapitare. Per questo, Precursore del Signore, come lampada che arde e risplende, rese sia in vita sia in morte testimonianza alla verità.


 

Buongiorno e buon sabato con questa cartolina dalle Eolie


 


 






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