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mercoledì 23 settembre 2026

Oggi, 23 settembre: San Pio da Pietrelcina


Pochi santi furono, come padre Pio, dotati di doni straordinari che hanno richiamato su di lui l'attenzione del mondo intero: le stimmate, il profumo misterioso che emanava dal suo corpo, i carismi di profezie e di scrutamento dei cuori, le guarigioni e le conversioni attribuite alla sua preghiera. Nel convento del Gargano, nel quale l'umile frate cappuccino viveva, la ressa di devoti era quotidiana: tutti lo volevano vedere, toccare; tutti desideravano assistere alla sua messa — un momento di rara intensità spirituale — e soprattutto confessarsi, rimettersi in sintonia con Dio guidati da lui. La confessione era un incontro che spesso sconvolgeva le persone mutando per sempre la loro vita, mentre il numero dei «convertiti» e dei devoti estimatori aumentava incessantemente. 
Ma poi, in concreto, per lui la vita fu un lungo calvario che egli visse unendosi a Cristo per la salvezza delle anime, fedele a un programma di vita, che egli aveva così espresso nell'immagine ricordo della sua prima messa: «Gesù, mio sospiro e mia vita, oggi che trepidante ti elevo in un mistero d'amore, con te io sia per il mondo Via, Verità e Vita e per te sacerdote santo, vittima perfetta». 
Francesco Forgione (così si chiamava padre Pio prima di indossare il saio francescano) era nato il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, piccolo paese di contadini e pastori della provincia di Benevento. I genitori, ambedue analfabeti, pur sudando sui campi, non riuscivano a sfamare la copiosa nidiata che avevano messo al mondo (sette figli). Tanto che papà Orazio un giorno si imbarcò per l'America sperando in una sorte migliore. Gli andò bene, lavoratore instancabile e avveduto, riuscì a mettere insieme una discreta fortuna.
Alla famiglia intanto badò mamma Maria Giuseppa. Forte e ricca di fede, aveva una predilezione per il piccolo Francesco, perché era il più gracile, spesso in preda a misteriose e violente febbri, e dotato di una fine sensibilità religiosa che lo portava a ricercare luoghi solitari per dedicarsi alla preghiera. E si chiedeva, mamma Maria, che cosa avrebbe potuto fare da grande quel suo figliolo così gracile. Risolse lui stesso il problema. Indicando con la mano il frate cappuccino venuto per la questua, disse: «Voglio farmi frate, come fra Camillo». 
Nel 1903, indossando il saio francescano nel convento dei cappuccini di Morone, iniziava il cammino di preparazione alla vita religiosa e sacerdotale che si concluse il 10 agosto 1910. E non fu un cammino facile: le misteriose malattie che lo avevano tormentato a casa, continuarono con assalti di una virulenza tale da far temere che non sarebbe mai giunto vivo all'ordinazione, tant'è vero che, non appena ebbe l'età minima richiesta dal diritto canonico, fu consacrato sacerdote.
Con gli sgargianti paramenti sacri addosso pareva ancora più debole ed emaciato, tanto che i superiori ebbero compassione di lui e, anziché inserirlo subito nell'attività pastorale, lo mandarono a Pietrelcina, sperando che l'aria di casa gli avrebbe fatto tornare un po' di forze; qui invece il giovane frate imboccava dritto la strada di quel calvario che percorrerà per tutta la vita. 
Il 5 agosto 1918 gli apparve un misterioso personaggio che gli trafisse il cuore con un dardo infuocato, mentre il 20 settembre riceveva le stimmate, inizialmente invisibili. «Ero in coro - ha raccontato lui stesso - dopo la celebrazione della santa messa, allorché venni sorpreso da un riposo simile a un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni nonché le stesse facoltà dell'anima si trovarono in una quiete indescrivibile. Vi subentrò subito una grande pace. E mentre tutto questo si andava operando, vidi innanzi un misterioso Personaggio, simile a quello visto il 5 agosto, che si differenziava solamente in questo: aveva le mani, i piedi e il costato che grondavano sangue. La sua vista mi atterrì. Mi sentii morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore che sentivo sbalzare dal petto. Il Personaggio si ritirò e io mi avvidi che mani, piedi e costato erano trasformati e grondavano sangue». 
Un fatto mistico accompagnato da dolore fisico acuto e lacerante. Ma sopportabile. Più profondo e più lacerante fu il dolore provocato invece dai giudizi, dai sospetti e dalle condanne che gli vennero da istituzioni ecclesiastiche, da confratelli e da ambienti scientifici per i quali le ferite del frate del Gargano erano frutto di isterismo. 
Scienziati di ogni tipo, inviati da organismi religiosi e dallo stesso Vaticano, si accanirono per dimostrare che i fenomeni attribuitigli non avevano alcuna origine soprannaturale. E riuscirono a convincere il Sant'Uffizio, promotore di una delle inchieste più clamorose durante il pontificato di Pio XI, che si trattava di fenomeni isterici. E gli arcigni monsignori del Vaticano nel 1923, con un apposito decreto, vietavano al frate di Pietrelcina di dire la messa in pubblico e di confessare i fedeli. Un'atroce tortura, durata una decina d'anni, che padre Pio visse in silenzio, senza protestare, rifugiandosi nella preghiera e nella penitenza.
La gente, che non aveva mai messo in dubbio l'origine soprannaturale di quelle misteriose piaghe, quando cessò l'ostracismo, riprese a salire la mulattiera che conduceva al convento per ascoltare la messa celebrata dal frate delle stimmate. 
Padre Pio definiva la messa «il mistero tremendo». Ed era per lui un momento di grande emozione spirituale: il volto trasfigurato, gli occhi luminosissimi, il corpo rapito oltre il tempo e lo spazio. Ma anche per quanti la seguivano era un momento di rara tensione e, dopo la messa, facevano la coda davanti al suo confessionale per accedere al sacramento del perdono e per chiedergli di intercedere per loro presso Dio. E c'era chi se ne andava deluso o irritato, e chi interiormente trasformato. Molte le conversioni anche di personaggi notissimi al grande _pubblico che verso il frate stigmatizzato nutrirono sempre profonda riconoscenza e devozione. Padre Pio, uomo di grande carità e umiltà, aveva anche il dono di leggere nei cuori, «sentiva» se chi lo avvicinava era sincero o ambiguo; per questo con alcuni era buono e con altri spicciativo o addirittura burbero. Invitava tutti comunque a pregare sempre, a essere in continuo contatto con il Signore. 
Nel 1940, mentre il mondo era alle prese con il terribile dramma della guerra, nascevano su suo invito i «Gruppi di preghiera», un'istituzione che presto si diffuse proficuamente in tutto il mondo. «La preghiera aveva detto ai suoi confratelli è la chiave dei tesori di Dio, è l'arma del combattimento e della vittoria in ogni lotta per il bene e contro il male».
Nel medesimo anno, spinto da un grande amore per il prossimo, soprattutto per quanti erano afflitti dalla malattia, metteva in moto un movimento di carità e di solidarietà per poter realizzare una struttura ospedaliera a servizio dei malati poveri. L'idea si concretizzava nel 1956 con l'inaugurazione della Casa sollievo della sofferenza, destinata a diventare uno degli ospedali meglio attrezzati del Meridione, nel quale lavorano luminari della medicina e dove tutti sono invitati a vedere nel malato e nel povero il volto stesso di Gesù. 
Tra i tanti doni di cui era dotato, padre Pio ebbe anche quello di prevedere il tempo della sua morte. Un giorno, ed eravamo nel 1918 quando aveva appena ricevute le stimmate, disse a uno che frequentava il convento: «Coraggio: abbiamo ancora cinquant'anni davanti». E cinquant'anni dopo, 1968, mentre con i devoti si accingeva a commemorare il mezzo secolo dall'evento, padre Pio avvicinò quel fedele e con un filo di voce gli sussurrò: «Cinquant'anni sono passati». 
La domenica 20 settembre si fece gran festa, padre Pio celebrò messa e poi si affacciò a benedire i pellegrini che erano accorsi in gran numero. Fu l'ultima volta che lo videro vivo, perché la notte del 23, dopo aver recitato per intero il rosario, moriva. 
La gente lo venerò come un santo, prima ancora che la chiesa si esprimesse in tal senso. Il convento e la chiesa dove celebrava messa sono diventati ben presto meta di incessanti pellegrinaggi e luogo di preghiera, di carità e di conversione. Il cammino verso gli altari, però, fu più tortuoso. Coloro che lo avevano avversato in vita, anche per motivi poco nobili (leggi: l'uso delle tante offerte che la gente inviava per le sue iniziative di carità), misero molti pali tra le ruote. 
Ma alla fine la verità sulla sua santità ha avuto il sopravvento. Padre Pio, che definiva se stesso «un frate che prega», è stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II, che nutriva per lui grande devozione, il 2 maggio del 2000, e due anni dopo, il 16 giugno 2002 lo stesso Pontefice in piazza San Pietro, lo proclamò Santo e ne stabilì la memoria liturgica per il 23 settembre, "giorno della sua nascita al cielo".
Il luglio 2004 fu inaugurata la nuova grande chiesa a S. Giovanni Rotondo progettata dal celebre architetto Renzo Piano.

PRATICA. Riflettiamo sulle parole di San Pio, (ASN, 15): "La vita non è che una perpetua reazione contro se stessi e non si schiude in bellezza, che a prezzo del dolore. Tenete sempre compagnia a Gesù nel Getsemani ed egli saprà confortarvi nelle ore angosciose che verranno".

PREGHIERA. O Dio, per la tua misericordia e per i meriti di questo tuo grande santo, concedi anche a noi una fede capace di scorgere nei poveri e nei sofferenti il volto di Gesù. Insegna anche a noi l'umiltà del cuore, perché in tuo nome, scopriamo la gioia di perdonare i nostri nemici.


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Buongiorno e buon mercoledì con questa cartolina dalle Eolie


 





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martedì 22 settembre 2026

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Cosa significa davvero "Predissesto"?( di Gaetano Orto, capogruppo Siamo Eolie)

🚨 COSA SIGNIFICA DAVVERO “PREDISSESTO" ?
Non è una parola astratta.
Può avere conseguenze molto concrete sulla vita dei cittadini.
💰 PIÙ TASSE E TARIFFE
La legge prevede, nella procedura di riequilibrio, misure molto rigide sulle entrate comunali.
In concreto, IMU, addizionale comunale e altri tributi dovranno essere portati ai livelli massimi consentiti dalla legge. Nel nostro caso la tassazione è già al massimo delle aliquote.
🚰 ACQUA E RIFIUTI
Qui il tema è ancora più delicato.
La legge impone di assicurare la copertura dei costi dei servizi attraverso le relative tariffe.
Per una famiglia significa una cosa molto semplice: una parte sempre maggiore del costo dell'acqua e dei rifiuti può finire direttamente sulle bollette.
A Lipari, dove il servizio idrico presenta già uno squilibrio di oltre 1,2 milioni di euro, questa non è una questione teorica. Potrebbe rappresentare una vera e propria mazzata e arrivare anche ad un aumente dei costi delle tariife del 70/80 %.
🏫 SERVIZI AI CITTADINI
Trasporto scolastico e altri servizi a domanda individuale verranno sottoposti a una rigorosa verifica dei costi e della loro copertura.
In parole semplici: se il Comune deve ridurre il proprio intervento, una quota maggiore del costo potrà essere trasferita sulle famiglie che utilizzano il servizio con il rischio di un significativo aumento degli abbonamenti per la parte a carico delle stesse famiglie.
E quindi la domanda è inevitabile:
👉 quanto costeranno domani questi servizi alle famiglie di Lipari?
👷 PERSONALE E ASSUNZIONI
Anche il personale verrà sottoposto a vincoli e controlli più stringenti.
Questo può significare meno possibilità di assumere, sostituire o potenziare gli organici, proprio mentre molti uffici comunali hanno bisogno di personale.
E per un Comune come Lipari significa poter avere maggiori difficoltà nel garantire servizi essenziali ai cittadini.
✂️ TAGLIO DELLE SPESE
Il Comune deve passare al setaccio la propria spesa.
Ogni servizio, ogni contratto, ogni contributo, ogni organismo e ogni partecipazione deve essere valutato anche in funzione degli obiettivi di risanamento.
Tradotto: meno margini per spendere e maggiore pressione sulla riduzione dei costi.
🏠 PATRIMONIO COMUNALE
Nel percorso di risanamento possono essere coinvolti anche i beni patrimoniali disponibili.
E, in particolare, l'accesso al Fondo di rotazione comporta specifici impegni anche sulla dismissione dei beni non indispensabili alle funzioni istituzionali.
In altre parole: per fare cassa, il patrimonio pubblico può diventare una delle risorse da utilizzare e l'ente potrebbe essere costretto a vendere parte dei propri immobili
📚 E POI C'È LA QUESTIONE PIÙ IMPORTANTE: I DEBITI.
Prima bisogna mettere nero su bianco la situazione reale.
E attenzione a una cosa fondamentale: il piano di riequilibrio non fa sparire i debiti.
Li inserisce in un programma pluriennale di risanamento che il Comune deve rispettare.
E questo significa una cosa che i cittadini devono capire bene:
il conto dello squilibrio non scompare.
Viene distribuito nel tempo.
E a pagarlo, direttamente o indirettamente, possono essere i cittadini, attraverso tasse, tariffe, costi dei servizi e minori margini di spesa del Comune.
👉 Per questo il Consiglio comunale non deve discutere soltanto di una procedura tecnica.
Deve discutere di quanto costerà il risanamento ai cittadini di Lipari.
Perché dietro la parola “predissesto” ci sono le tasche delle famiglie, le bollette, i servizi e il futuro del Comune.
Di fronte a una situazione così complessa, non è il momento delle divisioni.
È necessario intercedere presso la Regione e il Governo nazionale affinché lo Stato riconosca al nostro territorio quei contributi e quei trasferimenti fondamentali per compensare lo svantaggio determinato dall’insularità, soprattutto per quanto riguarda il servizio idrico.
Aderire alla procedura di predissesto senza prima provare altre strade significa massacrare i nostri cittadini.
In passato ho perso il conto dei viaggi fatti personalmente tra Palermo e Roma. Ma quelle iniziative sono servite anche a evitare ciò che oggi, invece, viene chiesto al Consiglio comunale: la dichiarazione di predissesto e la successiva approvazione di un piano di riequilibrio finanziario pluriennale
Io sono pronto a fare la mai parte, anche se all'opposizione. Restituiamo un futuro al nostro Comune.
Perché la vera responsabilità, oggi, non è pensare di avere tutte le risposte, ma avere l'umiltà di ascoltare chi può contribuire a trovare delle soluzioni o cmq provarci.
Lipari viene prima di tutto.
Avv. Gaetano Orto
Capogruppo Siamo Eolie

I ringraziamenti della famiglia Biviano


 

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"Sterilizzare gli aumenti per i trasporti nelle isole". L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 22 settembre 2026


 

"Abbiamo messo il Bene Comune dinnanzi alle nostre attività". Si chiude l'esperienza annuale dei giovani del Servizio Civile Universale


Riceviamo e pubblichiamo:

Finisce qui il nostro anno di Servizio Civile Universale. Un anno passato in compagnia dell'Amministrazione Comunale di Lipari, del personale degli uffici Biblioteca Comunale, Servizi Sociali, Ufficio Tecnico e Ambiente ed Ecologia, e dei nostri insostituibili OLP: Claudia Schilirò, Claudio Beninati, Salvatore Spartà e Bartolo Rando. Il nostro GRAZIE a tutti voi per averci accolto con affetto e dedizione: faremo tesoro di tutti gli insegnamenti che ci avete donato, delle nostre giornate passate insieme, dei momenti di sfide vissuti con lucidità e prontezza, delle tante risate e dei tantissimi sorrisi condivisi insieme. Semplicemente, del vostro modo di volerci bene.

Il nostro obiettivo è stato quello di mettere il Bene Comune sempre dinanzi alle nostre attività, servendoci di politiche attive orientate alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Un sentito ringraziamento va a tutte le persone che in questo anno hanno collaborato con noi operatori volontari: i dirigenti scolastici e i tantissimi alunni incontrati durante i nostri laboratori, gli enti del terzo settore, e vari professionisti del settore.

Un ringraziamento sentito a tutti i nostri formatori, principalmente all'ente capofila Project Form di Ramacca che ci ha seguiti/e con immensa professionalità e calore umano.

Ci siamo sentiti/e parte di una grande Famiglia e a scrivere queste parole abbiamo le lacrime agli occhi. Grazie per averci seguito in questo indimenticabile anno!

Un grandissimo in bocca al lupo a chi prenderà servizio nei prossimi giorni! 

COMUNE DI LIPARI: VI VOGLIAMO UN IMMENSO BENE.

Piano Cultura: Start and Go

Martina Costa, Karen Ziino, Domenico Portelli.

Noi SiAMO Ambiente

Sabrina Saltalamacchia, Paolo Scarpino, Salvatore Cincotta.

Fratelli d’Italia Circolo territoriale Ivaldi/Servello - Isole Eolie:"Il gioco delle 3 carte sulle casse di Lipari: dal finto allarme al predissesto in venti giorni"

 Fratelli d’Italia Circolo territoriale Ivaldi/Servello

Isole Eolie

Il gioco delle tre carte sulle casse di Lipari: dal finto allarme al predissesto in venti giorni (e ora pagheranno i cittadini).

Il sindaco Riccardo Gullo getta la maschera e, a meno di tre settimane dalle rassicurazioni ufficiali, capitola di fronte alla realtà finanziaria del Comune. Era appena il primo settembre quando, attraverso un comunicato stampa, il primo cittadino allontanava con sdegno lo spettro del dissesto finanziario. In quell'occasione, la narrazione di Palazzo lo descriveva come una sorta di fantasma evocato ad arte dalle opposizioni. Oggi, con una piroetta politica che lascia sbalorditi, lo stesso sindaco chiede al Consiglio Comunale  l’approvazione del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale: quello che, in parole povere, tutti chiamano predissesto.

Che cosa è cambiato in venti giorni? Le casse comunali si sono svuotate per un improvviso sortilegio o, molto più semplicemente, i nodi contabili sono venuti al pettine smentendo una propaganda che non ha retto nemmeno il tempo di sbiadire sui giornali?

Eppure, Gullo era stato accolto a Lipari preceduto da una fama ben precisa. Nell'ambiente politico ed eoliano, forti delle sue passate esperienze amministrative a Salina e Leni, lo dipingevano tutti come il "mago dei bilanci". Quello esperto, l'uomo dei miracoli economici che avrebbe risolto tutto con un colpo di bacchetta magica, capace di rimettere in sesto i conti del comune come se nulla fosse. Ma a quanto pare, la magia è svanita non appena ha dovuto fare i conti con la realtà di Lipari  lasciando il posto a una dura e cruda realtà.

Ma lasciamo da parte il teatrino della politica e veniamo al sodo, perché è bene che la gente capisca esattamente cosa significa questa parola, "predissesto", per la vita di tutti i giorni. Non si tratta di una noiosa questione burocratica tra le mura del municipio; si tratta di una mazzata immediata sulle tasche delle famiglie e delle imprese eoliane. I miracoli del "mago" rischiano di tradursi per i cittadini in un percorso di lacrime e sangue:

Tasse locali al massimo storico: L'addizionale comunale IRPEF e le aliquote IMU verranno blindate sui livelli più alti consentiti dalla legge, senza possibilità di sconti o agevolazioni.

Tariffe dei servizi alle stelle:  I servizi comunali subiranno rincari inevitabili per garantire la copertura totale dei costi.

Tagli drastici alla manutenzione: Meno fondi per riparare le strade colabrodo, per l'illuminazione pubblica, per il verde urbano e per il decoro delle nostre isole, con il rischio di un declino visibile del territorio.

Servizi sociali ridotti all'osso: Tagli dolorosi all'assistenza e ai sussidi per le fasce più deboli, gli anziani e le famiglie in difficoltà economica.

Blocco delle assunzioni e della macchina comunale: Uffici sempre più vuoti, pratiche che si accumulano e tempi di attesa biblici per un certificato o una concessione, poiché il Comune non potrà assumere nuovo personale.

Quello a cui stiamo assistendo è il classico gioco delle tre carte della politica nostrana, dove la verità viene nascosta sotto il tavolo fino a quando l'evidenza non rende impossibile continuare a bluffare. L'amministrazione Gullo ha scelto la via del finto ottimismo finché ha potuto, salvo poi dover fare i conti con i numeri, che notoriamente non rispondono ai comunicati di smentita né si lasciano incantare dai prestigiatori.

Ora il sindaco spieghi alla cittadinanza questo repentino cambio di rotta. Spieghi perché quella che venti giorni fa era "un'invenzione" oggi è diventata una richiesta dell’amministrazione che comporterà sacrifici enormi alla comunità. Il tempo delle scuse, dello scaricabarile e delle magie è scaduto: Lipari e le sue isole meritano verità, perché a pagare il conto di questa gestione allegra, adesso, saranno i contribuenti.

Il Coordinatore Comunale 

Gianluca Giuffrè

Comitato civico di Filicudi: NON ABBASSIAMO LA GUARDIA 22 SETTEMBRE 2026 – ORE 16.00 - Non è una data qualsiasi.

NON ABBASSIAMO LA GUARDIA

22 SETTEMBRE 2026 – ORE 16.00 - Non è una data qualsiasi.
La 7ª Commissione permanente del Senato è convocata per esaminare, in sede consultiva, il Disegno di legge S.1837 sulle isole minori. - Può sembrare un passaggio tecnico.
Non lo è. Per le nostre isole può rappresentare un momento importante per costruire finalmente una politica nazionale che tenga conto non soltanto del turismo, dell’ambiente e della valorizzazione dei territori, ma soprattutto di chi nelle isole vive tutto l’anno. Per questo il Comitato Civico “Occhio vigile su Filicudi” ha predisposto e trasmesso alle Commissioni parlamentari un proprio contributo al DDL S.1837. Abbiamo portato all’attenzione del Parlamento le esigenze concrete di una piccola comunità insulare: continuità territoriale e trasporti;scuola e diritto allo studio;sanità e servizi essenziali; porti e infrastrutture; acqua; rifiuti e sicurezza e protezione civile. Ma c’è un punto che per noi viene prima di tutti gli altri: LA PARTECIPAZIONE DELLE COMUNITÀ. Non si può parlare di futuro delle isole minori senza ascoltare chi sulle isole vive, lavora, cresce i propri figli e mantiene vive quelle comunità anche quando i turisti se ne sono andati. Le decisioni sulle isole non possono essere calate dall’alto. Le comunità residenti i proprietari di case devono poter conoscere, partecipare, proporre, essere ascoltate e verificare le scelte che riguardano il proprio territorio. Partecipazione non significa soltanto essere informati dopo che una decisione è stata presa. Partecipazione significa essere coinvolti prima che quella decisione venga presa. È questo che chiediamo per Filicudi.
Ed è questo che chiediamo per tutte le isole minori italiane. Il 22 settembre seguiremo quindi con attenzione i lavori parlamentari. Perché una legge sulle isole minori non dovrebbe essere scritta sulle isole. Dovrebbe essere scritta anche con le isole.
Occhio vigile su Filicudi
Una comunità che partecipa è una comunità che conta.
#Filicudi #IsoleMinori #DDL1837 #Partecipazione #Comunità #OcchioVigileSuFilicudi #22Settembre2026





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I ringraziamenti della famiglia Taranto


 

Eolienews ricorda Domenico Casamento

 


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Tanti auguri!

Buon compleanno a Fabiana Famularo, Rosanna Salanitri, Cristina Ruggeri, Fabrizio Greco, Giuseppe Pippo D'Angelo, Erina Lo Schiavo, Riccardo Cacace, Giulia La Greca, Maria Grazia Maiurana, Marco Mollica, Giuseppe Andrea Bertè