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giovedì 22 ottobre 2026

Pontile a giorno al buio. Circomare Lipari lo interdice. Opposizione punta il dito sul ritardo lavori nella testata lato sud

Stop temporaneo all’attracco dei mezzi veloci nel pontile a giorno di Sottomonastero, a Lipari. 

Il Circomare Lipari ha emanato, oggi, un’ordinanza che vieta l’approdo a partire da oggi, fino al completo ripristino dell’impianto di illuminazione del pontile.

Il provvedimento si è reso necessario a seguito della segnalazione, da parte del Gruppo Ormeggiatori e Battellerii delle Eolie del malfunzionamento dell’impianto luminoso, fondamentale per garantire la sicurezza delle operazioni portuali, soprattutto nelle ore notturne.

L’ordinanza dispone il divieto di attracco di qualsiasi unità navale, di transito pedonale e di ogni attività connessa all’utilizzo della struttura. Vietati anche la balneazione, la pesca e qualsiasi altra attività che presupponga l’impiego del pontile.

l divieto resterà in vigore fino al completamento degli interventi necessari e al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Intanto i consiglieri d'opposizione hanno presentato questa interrogazione consiliare sll'interdizione, da mesi, della testata lato sud del molo aliscafi del porto di Sottomonastero, testata sud interdetta da mesi:

Al Sindaco del Comune di Lipari

Riccardo Gullo

e, per conoscenza

All’Assessore ai trasporti

Saverio Merlino

All’Assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità;

Al Dipartimento regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti;

Oggetto: INTERROGAZIONE - Porto di Sottomonastero, testata sud interdetta da mesi: ma quale somma urgenza? Disagi per tutta l’estate e ancora nessuna certezza sui tempi di ripristino.

I sottoscritti Consiglieri comunali,

PREMESSO CHE

la chiusura della testata sud del porto di Sottomonastero ha privato l’utenza di un importante punto di approdo, provocando disagi a residenti, pendolari, studenti, lavoratori e turisti e ripercussioni sull’organizzazione dei collegamenti marittimi per tutta la stagione estiva, con una situazione che, ancora oggi, non risulta risolta;

la stessa determinazione comunale n. 2326 del 2 ottobre 2026 di affidamento dei lavori di video ispezione dei pali di sostegno principali dell'intero pontile a giorno ricostruisce una vicenda che solleva interrogativi difficilmente eludibili:

 il 24 giugno 2026 la Regione autorizzava gli interventi urgenti, con la disponibilità del Comune ad anticipare le risorse; il 13 luglio venivano affidati i lavori e il 14 luglio gli stessi venivano consegnati in via d’urgenza; eppure, a distanza di circa 80 giorni, il 2 ottobre il Comune procedeva ad affidare un ulteriore servizio di videoispezione subacquea, per 1.000 euro, senza indicare una data certa per il ripristino della testata sud.

Sono trascorsi, dunque, circa 100 giorni dalla consegna dei lavori e i cittadini continuano a fare i conti con le conseguenze dell’indisponibilità dell’accosto, dopo un’intera estate di disagi.

Nessuno intende mettere in discussione la necessità delle verifiche tecniche e della sicurezza portuale. Ma è legittimo chiedersi perché, nonostante le criticità fossero note da mesi e gli interventi fossero stati espressamente qualificati come urgenti, si sia arrivati all’autunno senza che sia stato chiarito quando l’accosto potrà tornare operativo.

Ma quale somma urgenza è stata concretamente assicurata se, dopo mesi, siamo ancora alle ispezioni subacquee e non esiste una data certa per il ripristino? E, soprattutto, la videoispezione è davvero indispensabile per intervenire sul respingente danneggiato della testata sud oppure si tratta di un accertamento che può essere svolto parallelamente, senza ritardare ulteriormente le opere necessarie? E se così non é, perché é stato affidato solo dopo diversi mesi? 

I cittadini delle Eolie non possono continuare a pagare il prezzo di ritardi amministrativi senza sapere quando finiranno i disagi.

La somma urgenza non può essere soltanto una formula inserita negli atti: deve tradursi in interventi tempestivi, risultati concreti e rispetto per una comunità che dipende quotidianamente dai collegamenti marittimi.

Tutto ciò premesso, 

i sottoscritti Consiglieri comunali interrogano il Sindaco per sapere:

Per quali ragioni, a circa 100 giorni dalla consegna dei lavori, non sia stato ancora chiarito quando sarà ripristinata la testata sud e quali circostanze abbiano determinato il protrarsi dei tempi.

Se i lavori affidati a luglio siano stati effettivamente avviati e quali opere siano state realizzate  e in caso contrario perche non sono stati avviati.

Perché la videoispezione subacquea sia stata affidata soltanto il 2 ottobre e se costituisca una condizione indispensabile per il ripristino del respingente danneggiato, oppure se sia possibile procedere tempestivamente con le lavorazioni necessarie, nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza.

Quale sia la data certa per il ripristino della testata sud e quali iniziative immediate intenda assumere l’Amministrazione per accelerare i lavori, anche attraverso un confronto urgente con la Regione e gli altri enti competenti.

Se siano state accertate le cause dei ritardi e quali misure siano state adottate dal responsabile del procedimento e dalla Direzione dei lavori per garantire l’effettiva esecuzione degli interventi.

Lipari non ha bisogno di altre generiche rassicurazioni: ha bisogno che il porto torni a funzionare e che l’Amministrazione spieghi ai cittadini perché, dopo aver dichiarato l’urgenza e affidato i lavori in via d’urgenza, si sia arrivati a ottobre senza un risultato chiaramente documentato e senza una data certa per la riapertura dell’accosto.

Si richiede risposta scritta

I Consiglieri Comunali: Gaetano Orto, Lucy Iacono, Giorgia Santamaria, Raffaele Rifici, Adolfo Sabatini, Cristina Dante, Angelo Portelli

Eolienews ricorda Carmelo Bottiglieri


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Tanti auguri!

Buon compleanno a Sara Russo, Carlotta Gatti, Rosario Murabito, Gabriella Reitano, Giovanni Bonsignore, Bartola Mandarano, Daniela Gisella Saltalamacchia, Tamara Orto



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Oggi, 22 ottobre: San Giovanni Paolo II

« Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa! »

Di solito, perché uno sia ufficialmente dichiarato santo, ne deve passare di acqua sotto i ponti del "Tevere, con il rischio che il suo ricordo si disciolga nel vischioso amalgama del tempo. Poche le eccezioni. Una ha riguardato papa Giovanni Paolo II, scomparso nel 2005. Con lui la burocrazia vaticana ha bruciato i tempi, accogliendo l'appello lanciato a gran voce dalle centinaia di migliaia di persone accorse a Roma a rendergli l'estremo riconoscente: «Subito santo!». 

Il ricordo del papa venuto dall'Est è ancora vivissimo nel cuore e nella memoria di moltissimi. Chi ha qualche anno di più lo ricorda affacciato al balcone di San Pietro, sconosciuto cardinale di Cracovia, rivolgere con voce robusta ben impostata e in un italiano un po' acerbo, il primo saluto ai fedeli romani, dopo la sua elezione a sommo pontefice. O le parole con cui ha inaugurato il suo pontificato, il 22 aprile 1978: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!». 

Il suo è stato un pontificato lunghissimo, intenso e soprattutto missionario. Tantissimi i viaggi da lui intrapresi per incontrare lì dove vivono i cristiani di tutto il mondo e irrobustirli nella fede e sostenerli con la vicinanza nella carità. 

Aperto al dialogo con tutti, in particolare con le altre religioni, i cui rappresentanti egli ha voluto incontrare ad Assisi, nel 1986, per pregare insieme per la pace nel mondo. 

Attento ai giovani, che ricambiavano le sue attenzioni accompagnandolo e sostenendolo con il loro tonificante entusiasmo, specie nell'ultima fase della sua vita, debilitato dall'età e dalla malattia. A volte deciso, come nella Valle dei Templi ad Agrigento, quando, rivolgendosi ai mafiosi con inattesa durezza, ha invocato su di loro l'ira di Dio, se non si fossero convertiti. O quando ha puntato il dito minaccioso contro Augusto Cardenal, il mite monaco e poeta venezuelano, esponente della teologia della liberazione per lui, uomo vissuto sotto il regime comunista, pericolosamente imbevuta di marxismo rivoluzionario. 

Autorevole e decisivo sullo scacchiere mondiale, tanto che gli viene riconosciuto un ruolo importante nella caduta del regime comunista in Polonia, sua patria, e poi nel resto della galassia sovietica. 

Karol Wojtyla nasce a Wadowice, in Polonia, il 18 maggio 1920, ultimo di tre figli. Vive un'infanzia tranquilla in un paese mai tranquillissimo. A tempo debito, riceve i sacramenti dell'iniziazione cristiana e si iscrive alle scuole fino all'università Jagellonica di Cracovia, nel 1938. L'anno seguente la Polonia è occupata dalle truppe del Terzo Reich: fine della libertà e di ogni attività culturale. Le università chiudono i battenti e Wojtyla deve mettere da parte i libri e cercarsi un lavoro, che trova prima in una cava e poi nella fabbrica chimica Solvay. Così si guadagna da vivere ed evita la deportazione in Germania. 

Continua nella clandestinità a coltivare interessi culturali, come la passione per il teatro. Gli piace calcare le scene e nel 1939 recita nell'opera fiabesca Il cavaliere al chiaro di luna, messa in scena da una compagnia sperimentale, il Teatro Rapsodico. Intraprende anche lo studio delle lingue. Un'altra vocazione nel frattempo fa breccia nel suo cuore, la vocazione sacerdotale, cui dà seguito iscrivendosi nel 1942 ai corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia. 

La vocazione ha origine da un incidente occorsogli nel febbraio 1944. Sta rincasando dal lavoro quando un camion tedesco lo investe. Esce malconcio dall'incidente: trauma cranico acuto ed escoriazioni varie, una ferita alla spalla curata in due settimane d'ospedale. Vede nell'essersela cavata un segno della chiamata del Signore. 

Vive la tragedia dcl suo popolo. Nell'agosto 1944, durante la rivolta di Varsavia, sfugge alla deportazione. Quando la Gestapo perquisisce la città di Cracovia, casa per casa, alla caccia di polacchi maschi, Karol riesce a nascondersi in arcivescovado, dove rimane fino a guerra finita.

La notte del 17 gennaio 1945 i tedeschi abbandonano la città. Nella Polonia e nell'Europa, finalmente liberate dall'incubo nazista, la vita rinasce. Anche il seminario riapre i battenti e Wojtyla riprende gli studi, iscrivendosi alla facoltà di teologia dell'università Jagellonica e 1'1 novembre 1946 viene ordinato sacerdote. 

Giovane prete di eccellenti promesse, è mandato a Roma a coronare con la laurea un profittevole corso di studi. Due anni dopo, nel 1948, relatore padre GarrigouLagrange, consegue il dottorato in teologia discutendo una tesi sulla dottrina della fede in san Giovanni della Croce.

Ritornato in patria, alterna l'attività pastorale in alcune parrocchie con l'assistenza spirituale agli universitari. Nel 1951 riprende gli studi all'Università cattolica di Lublino, dove si laurea nuovamente con una tesi sulla possibilità di fondare un'etica cristiana a partire dal sistema etico del filosofo Max Scheler. Dopodiché, si dedica all'insegnamento della teologia morale e dell'etica nel seminario di Cracovia e nella facoltà di teologia di Lublino. 

Ha tutte le carte in regola per una promettente carriera ecclesiastica. Il primo passo gliela fa compiere Pio XII nel 1958 nominandolo vescovo ausiliare di Cracovia. Prosegue Paolo VI, facendolo arcivescovo, nel 1964, della stessa città e creandolo, tre anni dopo, cardinale. Nel frattempo partecipa al concilio Vaticano II (19621965) dando un contributo importante nell'elaborazione delle costituzioni Gaudium et spes e Dignitatis humanae. 

A Cracovia l'arcivescovo Wojtyla deve fare i conti con il duro regime comunista, ma non è tipo da subirne i soprusi senza battere ciglio. Si contrappone a esso con fierezza e coraggio, fino a sfidarne i burocrati pubblicando a puntate nel giornale diocesano libri colpiti dalla censura, come Ipotesi su Gesù di Vittorio Messori e Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci. 

Dopo la morte di Paolo VI, nell'agosto 1978, partecipa al conclave, che elegge a succedergli Albino Luciani, patriarca di Venezia, che prende il nome di Giovanni Paolo I. Trentatré giorni dopo, la Cappella Sistina accoglie i cardinali per un nuovo conclave. Luciani è prematuramente scomparso, stroncato da un infarto nel cuor della notte. 

Il 16 ottobre fumata bianca. I cardinali hanno eletto il giovane (ha solo cinquantotto anni) arcivescovo di Varsavia, cardinale Karol Wojtyla. Con il nome di Giovanni Paolo II, egli inizia il 22 ottobre successivo il suo pontificato, destinato a essere uno dei più lunghi della storia della chiesa: ventisette anni, ricchi anche di sorprese, come quella di vederlo sciare sui monti innevati del Terminillo, della Marmolada e dell'Adamello. 

Carissimi fratelli e sorelle,

siamo ancora tutti addolorati dopo la morte del nostro amatissimo Papa Giovanni Paolo I. Ed ecco che gli Eminentissimi Cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato da un paese lontano... lontano, ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana. Ho avuto paura nel ricevere questa nomina, ma l’ho fatto nello spirito dell’ubbidienza verso Nostro Signore Gesù Cristo e nella fiducia totale verso la sua Madre, la Madonna Santissima.

Non so se posso bene spiegarmi nella vostra... nostra lingua italiana. Se mi sbaglio mi corrigerete. E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella Madre di Cristo e della Chiesa, e anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l’aiuto di Dio e con l’aiuto degli uomini. 

Tra i primi passi del suo ministero, il pellegrinaggio alla tomba dei due patroni d'Italia: va ad Assisi a rendere omaggio a san Francesco e poi si reca nella basilica di Santa Maria sopra Minerva in Roma a venerare Caterina da Siena. 

I viaggi missionari sono un tratto caratteristico del pontificato di Giovanni Paolo II: ne fa ben 104, nel corso dei quali incontra milioni di fedeli in tutto il mondo; 146 sono le visite pastorali in Italia; come vescovo di Roma; poi, visita 317 parrocchie. Innumerevoli anche le udienze generali del mercoledì e le udienze speciali riservate a personalità del mondo della politica, della cultura e della scienza. 

Per i giovani avvia nel 1985 le Giornate mondiali della gioventù. Ed è presente a ben diciannove di esse in varie parti del mondo, con la partecipazione di milioni di giovani entusiasti e affascinati dalla parola di Dio che egli annuncia senza sconti. 

Un episodio lo segna a fondo nel corpo e nello spirito, l'attentato di cui è vittima il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro. A colpirlo è un giovane killer turco, Mehmet Ali Agca. Su chi abbia armato la sua mano non è mai stata fatta completa luce: i servizi segreti di paesi del blocco sovietico, irritati per il suo apporto dato alla caduta del comunismo? Forse. 

Il pontefice ferito è sottoposto a un difficile intervento chirurgico. Si salva e lui attribuisce la salvezza all'intervento della Madonna, apparsa a Fatima, appunto, un 13 di maggio. L'anno successivo, ristabilitosi, si reca in Portogallo a ringraziarla e fa incastonare il bossolo del proiettile nella corona che cinge la testa della Vergine. 

La vicenda ha un seguito. Interrogandosi sul senso di quanto accadutogli e su alcune coincidenze e conoscendo il contenuto dell'ultimo dei segreti confidati dalla Madonna ai pastorelli di Fatima e non ancora svelato, intravede se stesso nei tratti del vescovo vestito di bianco colpito a morte, descritto nel segreto, e collega il tutto a quanto successogli quel 13 maggio. 

Vive con intensità e slancio, nonostante il progredire inesorabile della malattia, la preparazione al terzo millennio e poi la celebrazione del giubileo del 2000, promuovendo grandi celebrazioni e iniziative, dalle quali si attende un profondo rinnovamento spirituale della chiesa. Rilancia in seguito proclamando l'anno mariano e l'anno dell'eucaristia. 

L'evangelizzazione di chi non ha ancora subito il fascino del Vangelo di Cristo, e la rievangelizzazione di chi a quel fascino si è poi sottratto sono la nota dominante del suo pontificato e dei suoi interventi: sinodi (14), lettere encicliche ed esortazioni apostoliche (15), libri (5), Catechismo della chiesa cattolica... 

Il tutto, naturalmente, accompagnato da una profonda fede personale, da una filiale devozione alla Madre del Signore e da un grande amore per il prossimo, soprattutto per i più deboli, bambini, anziani e malati, nelle cui file passa lui stesso l'ultimo tratto di vita, offrendo un umanissimo e luminoso esempio di sopportazione e di coraggio nel cercare un senso al dolore che accompagna la vita di ciascuno. 

Giovanni Paolo II muore in Vaticano il 2 aprile 2005. Davanti alla sua bara, esposta in San Pietro, sfilano più di tre milioni di pellegrini. Benedetto XVI lo proclama beato maggio 2011 e viene canonizzato il 27 aprile 2014 da Papa Francesco.

PRATICA O nostro amatissimo padre Giovanni Paolo II aiutaci ad amare la Chiesa con la stessa gioia e intensità con cui tu l'amasti in vita.

PREGHIERA O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il Beato Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore.


 

Buongiorno e buon giovedì con questa cartolina dalle Eolie


 


                                           
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mercoledì 21 ottobre 2026

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EOLIE: BUYER E MEDIA INTERNAZIONALI ALLA SCOPERTA DELL’ARCIPELAGO TRA INCONTRI B2B ED ECCELLENZE TERRITORIALI

Si è chiuso con un bilancio ampiamente positivo l’educational tour con workshop B2B organizzato nell’ambito del progetto EXCOVER: Explore & Discover the Aeolian Islands. L’iniziativa ha visto la partecipazione di una delegazione selezionata di 14 Tour Operator internazionali e 7 rappresentanti tra giornalisti e creator esteri, protagonisti di un intenso programma di conoscenza dell’arcipelago e confronto commerciale con il tessuto economico locale.

Il programma, articolato sulle sette isole dell’arcipelago e differenziato nei contenuti per rispondere alle specifiche esigenze operative dei buyer e alle linee editoriali dei media, ha offerto un’immersione nell’identità eoliana. Accanto alle visite dedicate al patrimonio museale, archeologico e geo-vulcanologico, l’itinerario ha valorizzato la rete sentieristica, gli endemismi naturalistici e le produzioni agroalimentari d'eccellenza: dalle coltivazioni del cappero alla Malvasia delle Lipari DOC e agli altri vini locali, fino ai grani antichi, al pescato e alle tradizioni casearie di Vulcano.

Nel corso dei due workshop sono stati coinvolti ben 78 seller locali che hanno avuto modo di incontrare singolarmente i buyer nelle giornate del 18 e del 19 ottobre a Lipari e a Salina attraverso sessioni di confronto dedicate, dopo essere stati accolti dalle pubbliche amministrazioni locali.

Sotto il profilo dei mercati, l’iniziativa ha consentito di consolidare le relazioni con i bacini storici e ad alta capacità di spesa quali Stati Uniti, area DACH (Germania, Austria, Svizzera), Spagna, Benelux, Paesi Scandinavi, Polonia, Australia e Nuova Zelanda, aprendo al contempo concrete prospettive di posizionamento su piazze emergenti come India e Medio Oriente. Sul fronte della comunicazione, la presenza della stampa e dei creator internazionali garantirà nei prossimi mesi una diffusa copertura mediatica con reportage di approfondimento e campagne sui canali digitali.

L’obiettivo strategico dell’intervento risiede nella promozione di un modello di turismo sostenibile, rispettoso dell’equilibrio insulare e capace di preservare l'autenticità delle comunità locali, puntando, in particolare, sui periodi compresi tra marzo e giugno e tra settembre e dicembre.

L'evento è stato realizzato da Fin-Project S.r.l., in collaborazione con Federalberghi Isole Eolie, nell'ambito del progetto territoriale integrato EXCOVER, finanziato dal Ministero del Turismo a valere sul Fondo per i Comuni a vocazione turistico-culturale con siti UNESCO e Città Creative, che vede il Comune di Lipari nel ruolo di ente capofila insieme ai Comuni di Leni, Malfa e Santa Marina Salina.

Lipari, cartelle pagamento TARI affidate ad Agenzia dEntrate-Riscossione. Consiglieri d'opposizione interrogano su regolarità delle notifiche, degli atti presupposti e delle procedure di riscossione

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA

Al Sindaco del Comune di Lipari

Dott. Riccardo Gullo

E, p.c.

Al Dirigente del II Settore Economico Finanziario Dott. Mario Cavallaro; Al Titolare di PO Dott.ssa Elisabetta Corda


Oggetto: Cartelle di pagamento TARI affidate ad Agenzia delle Entrate-Riscossione – verifica della regolarità delle notifiche, degli atti presupposti e delle procedure di riscossione

Premesso che

La tassa sui rifiuti (TARI), istituita a decorrere dal 2014 dalla legge 27 dicembre 2013, n. 147, è destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e rappresenta una componente essenziale delle entrate comunali. La corretta gestione delle procedure di accertamento e riscossione del tributo assume pertanto particolare rilevanza, sia per garantire il rispetto degli obblighi tributari da parte dei cittadini, sia per assicurare all’Ente le risorse necessarie al finanziamento del servizio.

L’articolo 20 del Regolamento TARI del Comune di Lipari, approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 49 del 29 settembre 2014 ed entrato in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2014, disciplina le modalità di pagamento del tributo e la procedura da seguire in caso di omesso o parziale versamento, delineando la sequenza di adempimenti di seguito specificata:

1. L'invio dell'avviso ordinario di pagamento al contribuente, finalizzato al versamento spontaneo del tributo;

2. In caso di omesso/parziale pagamento degli importi indicati nell’avviso, il Comune deve emettere e notificare un atto formale di richiesta di pagamento;

3. In caso di persistente inadempimento del contribuente, l’avvio delle procedure di riscossione forzata.

In altre parole, l’articolo 20 del Regolamento stabilisce una sequenza procedurale che distingue l’avviso di pagamento iniziale dalla successiva formale richiesta di pagamento, la cui notificazione assume rilievo ai fini della prosecuzione della procedura e, in caso di persistente inadempimento e ricorrendone i presupposti di legge, dell'eventuale avvio della riscossione forzata. Risulta pertanto essenziale verificare quali atti siano stati effettivamente emessi, inviati e notificati, secondo le rispettive modalità previste dalla disciplina applicabile, ai contribuenti residenti nel Comune di Lipari prima che le relative posizioni siano state trasmesse ad Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Considerato che

Sono pervenute segnalazioni da parte di cittadini di Lipari che riferiscono di aver ricevuto cartelle di pagamento relative alla TARI tramite Agenzia delle Entrate Riscossione (ADER), senza aver previamente ricevuto, secondo quanto dichiarato, gli avvisi di pagamento o gli eventuali atti di accertamento e le formali richieste di pagamento presupposti. Nel caso di specie, si evidenza che l’avviso di pagamento e la successiva richiesta formale di pagamento che il Comune di Lipari avrebbe dovuto notificare ai sensi dell’art. 20 del sopracitato Regolamento TARI, costituiscono atto prodromico e presupposto alla cartella di pagamento.

Al riguardo, assume particolare rilievo verificare se, nei procedimenti concretamente seguiti dall'Ente, siano stati regolarmente posti in essere gli adempimenti previsti dall'articolo 20 del Regolamento TARI e dalla normativa applicabile, con specifico riferimento all'invio degli avvisi ordinari e alla notificazione degli atti formali di richiesta di pagamento o degli eventuali atti di accertamento aventi efficacia esecutiva.

La questione assume particolare rilievo alla luce dell’ordinanza della Corte di Cassazione del 15 settembre 2023, n. 26660, secondo cui “l’omissione della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato”, precisando altresì che “la nullità della notifica del prodromico avviso di accertamento si propaga alla conseguenziale cartella di pagamento”.

È infatti principio giurisprudenziale ormai consolidato che, in materia di riscossione, la correttezza del procedimento di formazione della pretesa tributaria è assicurata mediante il rispetto di una sequenza procedimentale di determinati atti, con le relative notificazioni, allo scopo di rendere possibile un efficace esercizio del diritto di difesa del destinatario. Pertanto, l'omissione della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale idoneo ad incidere sulla validità dell'atto consequenziale notificato (Cass. Civ., Sez. Un., 4 marzo 2008, n. 5791, Corte di Giustizia tributaria di I° Grado di Catanzaro, sentenza n. 3/2024).

In altre parole, nel caso di specie, la mancata notifica dell’avviso di pagamento e della successiva formale richiesta di pagamento da parte del comune di Lipari, potrebbe determinare l’illegittimità della cartella di pagamento notificata da parte di Ader.

Tali principi giurisprudenziali, ormai consolidati, rendono necessario verificare, nel caso delle cartelle TARI ricevute dai cittadini di Lipari, se il Comune abbia effettivamente inviato gli avvisi ordinari di pagamento e successivamente emesso e notificato gli atti formali di richiesta di pagamento previsti dall'articolo 20 del Regolamento comunale, ovvero gli eventuali diversi atti richiesti dalla disciplina legislativa applicabile alle annualità interessate, e se sia in grado di documentare l’avvenuta notificazione degli atti per i quali tale adempimento risulti obbligatorio.

Qualora tali adempimenti non fossero stati regolarmente eseguiti, i contribuenti potrebbero contestare le cartelle ricevute, esponendo il Comune al rischio di contenziosi, all’eventuale annullamento degli atti e al conseguente mancato recupero delle somme pretese, con potenziali ripercussioni sugli equilibri finanziari dell'Ente e sulla disponibilità delle risorse destinate al finanziamento dei servizi pubblici, da valutare in relazione all'entità delle somme interessate e alla loro effettiva esigibilità.

Tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Sindaco per sapere:

1. Quali atti amministrativi disciplinino il rapporto tra il Comune di Lipari e ADER per la gestione delle entrate comunali. Si chiede, in particolare, di conoscere gli estremi delle deliberazioni, delle determinazioni, delle convenzioni, degli affidamenti o degli altri provvedimenti adottati.

2. Quali attività siano state concretamente affidate ad ADER, specificando se l’incarico riguardi la sola riscossione coattiva di crediti già accertati dal Comune oppure comprenda ulteriori attività.

3. Se, prima dell’iscrizione a ruolo e dell’emissione delle cartelle, siano stati regolarmente inviati gli avvisi ordinari di pagamento e notificati gli atti formali di richiesta di pagamento previsti dall'articolo 20 del Regolamento TARI, ovvero gli eventuali atti di accertamento presupposti richiesti dalla disciplina applicabile alle diverse annualità tributarie.

4. Se il Comune disponga delle prove documentali dell'invio degli avvisi ordinari di pagamento e dell'avvenuta notificazione degli atti presupposti per i quali tale adempimento risulti obbligatorio e se siano state svolte verifiche sulle posizioni dei cittadini che dichiarano di non aver mai ricevuto tali atti.

5. Quali controlli siano stati effettuati prima della trasmissione dei carichi ad ADER, al fine di accertare la correttezza degli importi, la completezza della documentazione e la regolarità degli atti presupposti.

6. Se sia stata effettuata una valutazione del rischio economico-finanziario connesso all’eventuale annullamento delle cartelle e al conseguente possibile mancato recupero delle entrate tributarie, anche in relazione ai potenziali riflessi sugli equilibri di bilancio dell'Ente, tenuto conto dell'ammontare complessivo dei crediti interessati e della loro effettiva esigibilità.

7. Se il Sindaco intenda riferire al Consiglio comunale sugli esiti delle verifiche, mettendo a disposizione la documentazione amministrativa e indicando le misure che saranno adottate per prevenire il ripetersi di eventuali criticità.

Si richiede risposta scritta.


I Consiglieri Comunali: Gaetano Orto, Lucy Iacono, Cristina Dante, Adolfo Sabatini, Raffaele Rifici, Angelo Portelli Giorgia Santamaria

Maltempo, elisoccorso bloccato: bambina di un anno trasferita da Lipari a Milazzo via mare

Le avverse condizioni meteorologiche hanno impedito all’elisoccorso di raggiungere Lipari, ma la macchina dei soccorsi si è messa subito in moto, consentendo di trasferire a Milazzo una bambina di poco più di un anno, rimasta ferita in seguito a una brutta caduta.

L’episodio si è verificato ieri sera, quando la piccola, che si trovava nelle Eolie con la famiglia, ha avuto bisogno di urgenti cure mediche per un trauma cranico accompagnato da episodi di vomito. Dopo una prima valutazione all’ospedale di Lipari, i sanitari hanno disposto il trasferimento al nosocomio di Milazzo per ulteriori accertamenti. 

Impossibilitati a ricorrere all’elisoccorso a causa del maltempo, gli operatori hanno attivato il protocollo operativo sottoscritto lo scorso agosto in Prefettura a Messina da Guardia costiera, Asp e Seus 118, pensato proprio per garantire una risposta tempestiva alle emergenze sanitarie nelle isole Eolie. 

La bambina è stata accompagnata in ambulanza dall’ospedale al porto di Lipari, dove è stata presa in carico dalla motovedetta della Guardia costiera. A bordo anche personale medico, che ha assistito la piccola durante la traversata fino al porto di Milazzo. Qui era già pronta un’altra ambulanza per completare il trasferimento in ospedale.

Una corsa contro il tempo che ha permesso di superare le difficoltà legate alle condizioni meteo e assicurare alla bambina le cure necessarie. Secondo le prime informazioni, le sue condizioni sarebbero in miglioramento.

 

Domani l'autopsia sull'uomo trovato morto in casa a Canneto

Sarà eseguita domani l’autopsia sull’uomo originario dello Sri Lanka, Gamage Fumil Sabath, che venerdì scorso è stato trovato morto nella sua abitazione della frazione di Canneto nell’isola di Lipari. Al momento della scoperta il cadavere era già in avanzato stato di decomposizione. Il decesso risalirebbe ad almeno dieci giorni prima. 

Sulla vicenda la Procura di Barcellona diretta dal procuratore Giuseppe Verzera, ha aperto un’inchiesta disponendo l’autopsia per chiarire le cause del decesso, non essendo ancora chiarite, e anche quando si è verificato, dal momento che il corpo presentava già evidenti segni di deterioramento. L’incarico è stato affidato al medico legale Letterio Visalli che domani effettuerà l’esame autoptico. 


 

Scopri dove fare il pieno prima di salpare!

A LIPARI (EOLIE) E’ DISPONIBILE UN MODERNO IMPIANTO CARBURANTI

L’ Eolian Bunker è un deposito, stazione di rifornimento di gasolio nazionale, agevolato e benzina per imbarcazioni e natanti.

Situato nella baia di Marina Lunga, a Lipari – Eolie, vicino al Porto Pignataro, è dotato di un pontile di circa 50 metri che consente l’attracco dei natanti per le operazioni di rifornimento.

Effettua inoltre il bunkeraggio con gasolio agevolato a navi, aliscafi, pescherecci e imbarcazioni che svolgono attività di trasporto passeggeri.

Tel. 0909812335
0909216237
VHF canale 76
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Via Vittorio Emanuele, 148
98055 Lipari - Isole Eolie (ME)

tel/fax: 
090/9880050

Calderone(FNV): "E' ufficiale. La Commissione Bicamerale insularità si riunirà a Lipari"

 Sicilia, Calderone (FNV): “E’ ufficiale, la Commissione Bicamerale insularità si riunirà a Lipari nella prima decade di novembre. Oggi la deliberazione dell’Ufficio di presidenza. Al centro i danni provocati dal nubifragio dello scorso 10 ottobre, ma anche le problematiche dell’Arcipelago”


Roma, 21 ott. – “L’Ufficio di presidenza della Commissione Bicamerale insularità, che mi pregio di presiedere, ha deliberato questa mattina di riunirsi, entro la prima decade di novembre, a Lipari, isola gravemente colpita da un violento nubifragio lo scorso 10 ottobre. Saranno affrontati con i sindaci e gli amministratori dei Comuni eoliani anche i temi scottanti che riguardano Sanità, trasporti, porti, turismo e attività produttive. E’ la prima volta nella storia repubblicana che un organismo parlamentare approda alle Isole Eolie, su mia specifica richiesta, ben conoscendo i problemi che vivono quotidianamente i residenti delle isole. Sarà un’occasione propizia per gli eoliani per fare presente ai parlamentari tutte le istanze. La Bicamerale Insularità prosegue il suo lavoro su tutto il territorio nazionale per affrontare le situazioni di svantaggio delle isole”.

Così l’On. Tommaso Antonino Calderone, responsabile Futuro Nazionale con Vannacci in Sicilia.

Tanti auguri!

 Buon compleanno a Francesca Leone, Adele Cannavò, Maria Clara Martinelli, Graziella Mandarano, Cristina Favaloro, Enrico Mantineo, Bartola Saltalamacchia


I ringraziamenti della famiglia Saltalamacchia


 

 
LN GARDEN - Rivenditore ufficiale "Il giardino delle meraviglie"


LN Garden è un'attività commerciale presente a Lipari, operante nel settore floreale e che si occupa di decorazioni floreali personalizzate, allestimenti per cerimonia e bouquet da sposa.

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Oggi, 21 ottobre: Beato Giuseppe Puglisi

Don Giuseppe Puglisi nacque a Brancaccio un quartiere di Palermo il 15 settembre 1937 da Carmelo, calzolaio, e Giuseppa Fana, sarta.

Entrò nel seminario diocesano di Palermo nel 1953 e venne ordinato sacerdote dal cardinale Ernesto Ruffini nel 1960. Nel 1961 venne nominato vicario cooperatore presso la parrocchia del SS.mo Salvatore nella borgata di Settecannoli sempre a Palermo, e dal 27 novembre 1964 operò anche nella vicina chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi a Romagnolo.

Dopo essere divenuto confessore delle suore basiliane Figlie di Santa Macrina nell’omonimo istituto iniziò anche la carriera di insegnante. Nel 1967 fu nominato cappellano presso l’istituto per orfani “Roosevelt” all’Addaura e vicario presso la parrocchia Maria Santissima Assunta a Valdesi. Nel 1969 fu nominato vicerettore del seminario arcivescovile minore. Nel settembre di quell’anno partecipò ad una missione nel paese di Montevago, colpito dal terremoto.

Seguì in particolare modo i giovani e si interessò delle problematiche sociali dei quartieri più emarginati della città. Seguì con attenzione i lavori del Concilio Vaticano II e ne diffuse subito i documenti tra i fedeli, con speciale riguardo al rinnovamento della liturgia, al ruolo dei laici, ai valori dell’ecumenismo e delle chiese locali. Il suo desiderio fu sempre quello di incarnare l’annunzio di Gesu’ Cristo nel territorio.

Il primo ottobre 1970 venne nominato parroco di Godrano paese in provincia di Palermo a quei tempi segnato da una sanguinosa faida riuscendo a riconciliare le famiglie dilaniate dalla violenza con la forza del perdono.

Il 9 agosto 1978 fu nominato pro-rettore del seminario minore di Palermo e il 24 novembre dell’anno seguente fu scelto dall’arcivescovo Salvatore Pappalardo come direttore del Centro diocesano vocazioni. Il 24 ottobre 1980 fu nominato vice delegato regionale del Centro vocazioni e dal 5 febbraio 1986 divenne direttore del Centro regionale vocazioni e membro del Consiglio nazionale. Agli studenti e ai giovani del Centro diocesano vocazioni dedicò con passione lunghi anni realizzando, attraverso una serie di “campi scuola”, un percorso formativo esemplare dal punto di vista pedagogico e cristiano.

Promotore di numerosi movimenti tra cui: Presenza del Vangelo, Azione cattolica, Fuci, Equipes Notre Dame, Camminare insieme. Dal maggio del 1990 svolse il suo ministero sacerdotale anche presso la “Casa Madonna dell’Accoglienza” a Boccadifalco, dell’Opera pia Cardinale Ruffini, in favore di giovani donne e ragazze-madri in difficoltà.

Il 29 settembre 1990 venne nominato parroco a San Gaetano, a Brancaccio, e dall’ottobre del 1992 assunse anche l’incarico di direttore spirituale del corso propedeutico presso il seminario arcivescovile di Palermo. Il 29 gennaio 1993 inaugurò a Brancaccio il centro “Padre Nostro”, che divenne il punto di riferimento per i giovani e le famiglie del quartiere.

Giuseppe fu sempre attivo nel suo quartiere per rivendicare i diritti civili della borgata, denunciando collusioni e malaffari e subendo minacce e intimidazioni. Venne ucciso dalla mafia in piazzale Anita Garibaldi 5, il giorno del compleanno, 15 settembre 1993. La salma fu tumulata presso il cimitero di Sant’Orsola, nella cappella di Sant’Euno e ad aprile 2013 la salma fu poi traslata nella cattedrale di Palermo.

La sua attività pastorale costituì il movente dell’omicidio, i cui esecutori e mandanti mafiosi furono arrestati e condannati con sentenze definitive fatto che spinse subito i fedeli al riconoscimento del martirio che avvenne nel dicembre del 98 ad opera del Cardinale Salvatore De Giorgi. Fu beatificato il 25 maggio 2013 al “Foro Italico Umberto I” di Palermo.