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domenica 16 agosto 2026

 


Eureka le soluzioni giuste per le tue comunicazioni

Via XXIV Maggio - Lipari
Per info o contatti: 0909811535 – eurekalipari@gmail.com

 


Ci sono luoghi che non si raccontano: si vivono.

Ristorante Da Giovanna a Panarea

Da Giovanna è il ristorante dove la tradizione eoliana incontra l'alta cucina: ingredienti selezionati, pesce freschissimo, sapori autentici e piatti raffinati, pensati per emozionare.

Ogni dettaglio è pensato per chi cerca il privilegio della discrezione, il lusso dell'autenticità e il piacere di esperienze che restano nella memoria.



Da Giovanna a Panarea, in via San Pietro, in questa estate, è il ristorante eoliano preferito del jet set nazionale ed internazionale, per chi desidera vivere un'esperienza di gusto in un ambiente elegante e riservato. 

Hunziker, Boccia, De Benedetti, Di Girolamo, De Zerbi, sposi ed invitati dei diversi matrimoni vip, tutti ammaliati dai sapori e dalla raffinatezza del Ristorante Da Giovanna

 

Scopri dove fare il pieno prima di salpare!

A LIPARI (EOLIE) E’ DISPONIBILE UN MODERNO IMPIANTO CARBURANTI

L’ Eolian Bunker è un deposito, stazione di rifornimento di gasolio nazionale, agevolato e benzina per imbarcazioni e natanti.

Situato nella baia di Marina Lunga, a Lipari – Eolie, vicino al Porto Pignataro, è dotato di un pontile di circa 50 metri che consente l’attracco dei natanti per le operazioni di rifornimento.

Effettua inoltre il bunkeraggio con gasolio agevolato a navi, aliscafi, pescherecci e imbarcazioni che svolgono attività di trasporto passeggeri.

Tel. 0909812335
0909216237
VHF canale 76
info@eolianbunker.com

Eolienews ricorda Katia Aiello


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo. Marzo 1962: Aperto al traffico il tunnel Canneto - Lipari

Le Eolie nelle stampe d'epoca (117° puntata): Una casa di Panarea

 


Maria Elisa Aloisi: "L'isola degli inganni"

A Filicudi un nuovo caso per Ilia Moncada, l’avvocata con un talento unico per leggere l’anima dei clienti da

Valentina Marino: "In un territorio tanto fragile servirebbe la prudenza del buon padre di famiglia...Un paese non si governa a colpi di post..."

 Riprendiamo da fb, condividendolo in pieno,  un post - riflessione dell'imprenditrice turistica Valentina Marino

In un piccolo arcipelago come le 𝐄𝐨𝐥𝐢𝐞,
il 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 è evidente: un euro speso in un albergo, in un ristorante o in un’agenzia non si ferma lì. Diventa lavoro per dipendenti, fornitori, trasportatori, commercianti, artigiani, elettricisti, idraulici, manutentori e professionisti. Circola, genera altro reddito e sostiene famiglie che apparentemente con il turismo hanno poco a che fare.
A Lipari questo meccanismo è ancora più importante perché, negli anni, 𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐳𝐳𝐞𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐨 𝐝𝐫𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐝𝐨𝐭𝐭𝐞: la Pumex non esiste più, la pesca è ormai marginale, mentre il peso occupazionale della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici si è fortemente assottigliato.
𝐏𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐨 𝐦𝐞𝐧𝐨, 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐝𝐞𝐧𝐚𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨.
Per questo occorre una buona dose di miopia per trasformare proprio chi investe, produce reddito e garantisce posti di lavoro nel 𝐧𝐞𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐚 𝐚𝐝𝐝𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞. Le storture del turismo vanno governate, certamente.
Ma governare è cosa ben diversa dal demonizzare. E soprattutto, prima di colpire l’unico motore rimasto acceso, sarebbe opportuno chiedersi cosa accadrebbe se si spegnesse anche quello.
È qui che entra in gioco la responsabilità di chi amministra. 𝐈𝐧 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐮𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐮𝐨𝐧 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚: conoscere gli equilibri economici del proprio paese, tutelare ciò che produce valore, correggere ciò che non funziona e perseguire il bene comune.
Quando,invece, un’amministrazione sembra avulsa dal territorio e dalle sue dinamiche, il rischio è che la politica smetta di risolvere i problemi e cominci a crearne di nuovi.
Ancora più grave è quando il confronto viene sostituito dai 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐥𝐚𝐦𝐢 𝐬𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥, magari lanciando accuse e impedendo poi il contraddittorio. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐮𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨: 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢𝐨. E scegliere di parlare soltanto dove si può decidere chi abbia diritto di rispondere tradisce una concezione quantomeno autoritaria del confronto pubblico: il dissenso non si confuta, si silenzia.
Ed è forse questo l’aspetto più desolante: 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚.Il bene comune scompare dietro le sfide personali, i problemi reali diventano pretesti per proclami e chi lavora viene trasformato nell’avversario da colpire.
𝐔𝐧 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐭 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐩𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞. 𝐒𝐢 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨, 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐨 𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐞𝐝𝐢 𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐮𝐦𝐢𝐥𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐝𝐝𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨. 𝐀𝐥𝐭𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥’𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐢𝐫𝐬𝐢: 𝐬𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐢𝐬𝐜𝐞, 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚.

Eolienews ricorda Annamaria Lopes


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

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Clamoroso furto al museo a Messina, nel giorno di Ferragosto: rubate quattro preziose opere di Antonello

Clamoroso furto d'arte nella serata di ieri, 15 agosto a Messina. 
Una banda, approfittando del clima di festa nella città dello Stretto dovuto anche alla tradizionale processione della Vara, è riuscita a introdursi all'interno delle sale espositive del Museo Accascina eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza e riuscendo a sottrarre quattro capolavori attribuiti al maestro Antonello da Messina.

I malviventi hanno agito con precisione, portando via tre tavole su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta e asportata direttamente dall'interno di una teca blindata.

Sul posto sono intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della Scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell'effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili.
Il museo oggi resterà chiuso

La Parola, video commento al Vangelo di domenica 16 agosto 2026

Oggi, 16 agosto: San Rocco

Di questo Santo, che fu uno dei più illustri del secolo XIV e uno dei più cari a tutta la cristianità, si hanno poche notizie. Oriundo di Montpellier (Francia), della sua giovinezza si narrano cose meravigliose. Ventenne, rimasto privo del padre e della madre, distribuì parte dei suoi beni ai poveri e parte li donò ad uno zio paterno. Quindi, vestitosi da pellegrino, si avviò elemosinando alla volta di Roma, per visitare il centro del Cristianesimo, sede della verità e della civiltà, e per vedere il Pastore Supremo dei popoli e delle nazioni, il Papa.

Nell'attraversare le contrade della nostra bella Italia, seppe che la peste faceva strage in parecchie parti della penisola. Ed ecco S. Rocco nel genovesato, in Toscana, a Cesena, a Rimini e specialmente ad Acquapendente farsi consolatore dei poveri ammalati ed operare prodigi di cristiana carità. Fu salutato ovunque quale salvatore, ed in Roma il suo nome risuonò in benedizione. Ma egli schivava la lode e per evitarla, poco dopo aver soddisfatta la sua pietà, lasciò la Città Eterna e si portò a Piacenza, dove infieriva allora il morbo fatale. Qui il suo apostolato ebbe del meraviglioso, dell'eroico, del sovrumano, e Dio lo benedisse talmente, che gli bastava alle volte un segno di croce per rendere la sanità anche, a molti. Ma infine anch'egli fu attaccato dalla peste: per non essere di peso a nessuno si ritirò in un antro fuori della città, dove, consumato da febbre, soffrì dolori indicibili. La Divina Provvidenza però (come già un giorno al grande Anacoreta della Tebaide), quotidianamente gli inviava un pane per mezzo di un cane. Guarito per grazia di Dio e per l'aiuto datogli da un pio signore, che sulle orme del cane aveva rintracciato il povero sofferente, Rocco lasciò Piacenza e si ritirò in Francia. Quivi, creduto una spia, connivente lo stesso suo zio, a cui aveva lasciato parte dei suoi beni, fu messo in prigione. Passò quindi i suoi ultimi anni sconosciuto.


Alla sua morte, avvenuta come si ritiene il 16 agosto 1378, furono udite voci di fanciulli che gridavano: È morto il Santo! E le campane suonarono a festa da sole. S. Rocco era passato a ricevere il premio delle sue fatiche e delle sue opere buone.

Si seppe la storia della sua santa vita da uno scritto da lui lasciato all'edificazione dei posteri, ma più di tutto la sua santità ci fu resa nota dagli innumerevoli miracoli che la Provvidenza operò sulla sua tomba gloriosa. La devozione a S. Rocco è universale ed è invocato contro le malattie contagiose.

PRATICA. Visitiamo ed aiutiamo gli infermi, preghiamo per essi.


PREGHIERA. O Dio, che concedeste a S. Rocco la grazia di guarire col segno della croce quelli che erano infetti di peste, noi vi supplichiamo per i suoi meriti e per sua intercessione, di preservarci dal contagio e dalla morte subitanea ed improvvisa.

MARTIROLOGIO ROMANO. In Lombardia, san Rocco, che, originario di Montpellier in Francia, acquistò fama di santità con il suo pio peregrinare per l’Italia curando gli appestati.


ICONOGRAFIA


Nell'iconografia San Rocco spicca sicuramente per gli attributi inconfondibili che sottolineano la sua vita di apostolato tra i malati. Fra gli attributi più importanti vi è sicuramente il cane che fu per il Taumaturgo il segno tangibile della Divina Provvidenza che lo soccorse nelle condizioni di bisogno estremo. È simbolo della sua fedeltà alla chiamata divina.


San Rocco
titolo San Rocco
autore Raimondo Butera anno 1838


La conchiglia ricorda il pellegrinaggio a Santiago, ogni pellegrino che si recava in Galizia prelevava la conchiglia dalle spiagge, come segno dell’avvenuto pellegrinaggio. È simbolo della perseveranza: la vita di fede è per il discepolo è un cammino di fedeltà rinnovabile nelle cadute.

La piaga ricorda il morbo della peste che il Santo contrasse nei pressi di Piacenza. È simbolo della carità cristiana.


L'Angelo Celeste è l'anello che congiunge l'esperienza terrena del Santo alla presenza Divina che infonde coraggio, specie nei momenti di sofferenza solitarie e di umana ingratitudine. È simbolo della presenza Divina, che accompagna i passi del quotidiano


San Rocco
titolo San Rocco
autore Carlo Alberto Baratta anno 1640 - 1660

Il bastone richiama i lunghissimi cammini del pellegrino, con cui esercitò la carità in maniera insigne ed eroica, lenendo piaghe fisiche e morali, asciugando lacrime e consolando gli afflitti. È simbolo del pellegrinaggio della vita, un cammino verso l’Eterno

La “Croce rossa”, presente in poche riproduzioni, ricorda la voglia a forma di croce che aveva sul petto fin dalla nascita. È simbolo della predilezione divina ad essere Apostolo di Carità.


Il pane fu il sostegno nella famosa pausa a Piacenza, dove il Santo si isolò perché malato. Un cane gli portava l’alimento, prelevandolo dalla mensa del suo padrone Gottardo. È il simbolo dell’Eucarestia, sostegno nel cammino della vita.

La zucca o borraccia richiama ancora una volta il pellegrinaggio, custodiva l’acqua per lenire l’arsura nel cammino. È simbolo della sete del divino che c’è in ogni uomo.


titolo
autore Alessandro Zamboni anno 1863


Il sanrocchino è sempre un abito legato al pellegrinaggio, mantello corto di tela, che serviva a proteggere dalle intemperie. È simbolo della protezione divina e del senso della come pellegrinaggio verso l’Eterno.

La tavoletta fa memoria della scena agiografica in cui si racconta della grazia chiesta nel momento della morte da San Rocco: Il Signore accoglie la preghiera sincera dei suoi figli: Rocco anche in morte si mostra uomo di Carità. È simbolo della comunione dei Santi e quindi della preghiera di intercessione.


Bernardo Strozzi
titolo Bernardo Strozzi
autore san-rocco-bernardo-strozzi.jpg anno 1640


La Corona del Rosario che compare poche volte ricorda la sua vita di preghiera del Rosario che nasce proprio nel periodo storico in cui visse Rocco di Montpellier. È simbolo dell'orazione cristiana semplice e quotidiana.

Di notevole pregio il polittico di San Rocco, opera di Antonio Gandino, si compone di una grande tela centrale centinata, raffigurante il santo, contornata da undici tele quadrate più piccole, dove sono narrati altrettanti episodi della sua vita. In ordine, dal primo in basso a sinistra all'ultimo in basso a destra, si trovano: I genitori di san Rocco invocano alla Beata Vergine la grazia della sua nascita, Nascita di san Rocco a Montpellier, San Rocco distribuisce i suoi beni ai poveri, Confessione di san Rocco prima del pellegrinaggio in Italia, San Rocco riceve la comunione a Roma, San Rocco riceve la benedizione di papa Urbano V, San Rocco soccorre gli appestati, San Rocco benedice un gregge, San Rocco ammalato riceve un pane da un cane, San Rocco in preghiera riceve l'illuminazione divina e Morte di san Rocco ad Angera.


 

Buongiorno e buona domenica con questa cartolina dalle Eolie


 



 
LN GARDEN - Rivenditore ufficiale "Il giardino delle meraviglie"


LN Garden è un'attività commerciale presente a Lipari, operante nel settore floreale e che si occupa di decorazioni floreali personalizzate, allestimenti per cerimonia e bouquet da sposa.

Grazie alla maestria dei fratelli Giorgianni e del loro staff, ogni composizione saprà valorizzare al massimo gli ambienti dei vostri eventi. Dal piccolo mazzo di fiori al grande allestimento, la cura e l'attenzione per ottenere il risultato migliore non cambia.

La competenza dei titolari della ditta è a vostra disposizione per organizzare nei minimi dettagli il vostro evento alle Isole Eolie rendendolo originale e perfetto. 

Ci sono occasioni in cui la bellezza dei fiori può veramente fare la differenza. Contattate il garden center per avere maggiori informazioni, sicuramente troverete ciò che state cercando



sabato 15 agosto 2026

I due soccorsi in contemporanea ed una sola ambulanza. L'editoriale di Salvatore Sarpi

A Lipari c’è un problema che, soprattutto nel periodo estivo, rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza nell’emergenza: all’ospedale è disponibile una sola ambulanza del 118 operativa per i soccorsi sul territorio.

Una situazione che, ieri, ha evidenziato, ancora una volta, tutte le sue criticità. Mentre il personale soccorritore del 118 era impegnato in un intervento in codice rosso, a circa otto chilometri dall’ospedale, si è verificato, a Quattrocchi, un incidente che richiedeva l’intervento dei soccorritori. 

Con l’unica ambulanza disponibile già impegnata, la giovane coinvolta nell’incidente è stata così raggiunta dai soccorsi soltanto dopo circa un’ora. 

Un’attesa che, fortunatamente, non ha avuto conseguenze gravi: sul posto sono intervenute due infermiere dell’ospedale, in quel momento fuori servizio, che hanno prestato le prime cure alla ragazza, la quale non ha riportato danni di particolare gravità.

Ma una domanda è inevitabile: cosa sarebbe accaduto se la giovane fosse stata in pericolo di vita? 

L’episodio non rappresenta, peraltro, un caso isolato. Situazioni analoghe si sono già verificate in passato e ripropongono un problema che merita una risposta concreta, soprattutto in un territorio dove i tempi di intervento possono essere inevitabilmente condizionati dalla disponibilità dei mezzi. 

È importante sottolineare che nessuna responsabilità può essere attribuita al personale del 118 impegnato nel soccorso. Gli operatori fanno il loro lavoro con professionalità e non possono certo avere il dono dell’ubiquità: se l’unica ambulanza è impegnata in un intervento urgente, non può contemporaneamente essere disponibile per un secondo soccorso.

Il punto, dunque, è un altro: la dotazione dei mezzi di emergenza è sufficiente a garantire la sicurezza di una popolazione che, nei mesi estivi, aumenta considerevolmente per effetto delle presenze turistiche? 

La risposta, alla luce di quanto accaduto, è più che ovvia: NO

 Per questo sarebbe opportuno valutare, almeno per il mese di agosto, quando sull’isola si registra un considerevole afflusso di turisti, l’attivazione dell’ambulanza dell’ospedale anche per i soccorsi sul territorio, affiancandola a quella del 118.

Non si tratta di chiedere un privilegio, ma di garantire una maggiore sicurezza a chi vive e a chi soggiorna a Lipari. Due emergenze che si verificano contemporaneamente non sono un’ipotesi teorica: è già accaduto. E la prossima volta potrebbe essere coinvolta una persona per la quale anche pochi minuti possono fare la differenza.

L’auspicio è quindi che l’episodio di questi giorni non venga considerato soltanto come un incidente fortunatamente risoltosi senza gravi conseguenze, ma come un campanello d’allarme. Perché nell’emergenza sanitaria non si può contare sulla fortuna: bisogna poter contare sui mezzi e sull’organizzazione.

Salvatore Sarpi