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lunedì 12 ottobre 2026
A Canneto: Residence La Villetta


Presidente Balneari ringrazia Brand Eolie
Facendo seguito all’ultimo evento promosso da Brand Eolie, dedicato ai temi della destagionalizzazione, della promozione turistica e delle prospettive future del nostro arcipelago, questa Associazione, presente all’iniziativa con alcuni dei propri componenti, desidera esprimere il proprio plauso e apprezzamento per l’importante momento di confronto e condivisione che ha visto la partecipazione di imprenditori locali e
rappresentanti delle istituzioni.
L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per valorizzare ulteriormente il patrimonio ambientale, culturale, paesaggistico ed economico delle nostre isole, promuovendone l’identità e le peculiarità non soltanto durante la stagione estiva, periodo in cui il turismo costituisce una presenza consolidata, ma anche nei mesi dell’anno
caratterizzati da una significativa riduzione dei flussi turistici.
Riteniamo, infatti, che la destagionalizzazione rappresenti una leva strategica fondamentale per il futuro delle Eolie, capace di favorire nuove opportunità di sviluppo, sostenere le attività economiche locali, garantire maggiore continuità occupazionale e contribuire a una crescita più equilibrata e sostenibile del territorio.
Per tali ragioni, questa Associazione accoglie con favore ogni iniziativa volta a promuovere una visione condivisa del futuro delle Isole Eolie, nella convinzione che il dialogo e la collaborazione tra imprese, associazioni e istituzioni siano elementi essenziali per raggiungere obiettivi concreti e duraturi.
Nel rinnovare il proprio apprezzamento a Brand Eolie per l’iniziativa realizzata, auspichiamo che questo percorso possa proseguire con ulteriori momenti di confronto e progettualità, nell’interesse delle nostre comunità e della valorizzazione dell’intero arcipelago eoliano.
Lipari, per il "buco" dell'idrico arrivano 1 milione e 435 mila euro da Palermo
Approfondimento: Cosa può essere successo all'assassino di Melisa (di Luciano Vivacqua, Assistente capo coordinatore di Polizia penitenziaria)
Riceviamo e pubblichiamo:
Quando ad un utente (detenuto), a seguito di visite staff medico, obbligatorie per i nuovi giunti (sia dalla libertà che da altro istituto), gli si accerta uno stato di salute mentale ed psicologica tale da applicare sorveglianza speciale (la cosiddetta sorveglianza a vista) l'utente stesso viene salvaguardato da atti autolesionistici o attacchi esterni da altri utenti ecc....
Dopo un po' di tempo , sempre a seguito di ulteriori visite (effettuate dallo stesso staff medico) che si riunisce in seduta comune (psichiatra, psicologo ed educatori), se si riscontra miglioramento dello stesso utente può essere presa la decisione di attenuare la sorveglianza da A VISTA CON GRANDISSIMA SORVEGLIANZA MEDICO CUSTODIALE che prevede controlli frequenti (almeno ogni 15 minuti).
Purtroppo con la carenza di personale e sovraffollamento dei reparti detentivi, tra un controllo e l'atro passano quasi tutti i cosiddetti 15 minuti e malgrado (ed in questo sono sicuro che sia stato fatto ) sono stati posti in essere tutte le procedure per salvare una vita (senza giudicare o farsi condizionare da ciò che ha fatto il malcapitato) l'utente è deceduto.
Per tutti gli accertamenti ci saranno due inchieste come previsto in ogni caso di morte in Istituto, una penale da parte della Procura e l'altra interna da parte dell'Amministrazione Penitenziaria .
L'unica certezza è che se qualcuno ha commesso, a titolo di colpa o dolo, un errore si assumerà le sue responsabilità.
Luciano Vivacqua (Assistente Capo Coordinatore di Polizia Penitenziaria)
Villa Diana è in Via Edwin Hunziker (ex via Tufo) n°1
98055 LIPARI (ME) - Tel. e Fax: 0909811403 www.villadiana.com - www.edwinhunziker.it
email: info@villadiana.com - PEC: villadianalipari@pec.it
LE ISOLE EOLIE INCONTRANO I BUYER INTERNAZIONALI: EDUCATIONAL TOUR E DUE WORKSHOP B2B PER LE IMPRESE TURISTICHE LOCALI
Il 18 e il 19 ottobre, nell’ambito del progetto EXCOVER: Explore & Discover the Aeolian Islands, Lipari e Salina ospitano 14 tour operator internazionali. Un’opportunità per gli operatori turistici eoliani di presentare la propria offerta, sviluppare nuove relazioni commerciali e contribuire a promuovere le Eolie anche al di fuori dell’alta stagione. La partecipazione ai workshop è gratuita, previa registrazione.
L’evento è organizzato da Fin-Project in collaborazione con Federalberghi Isole Eolie nell’ambito del progetto di valorizzazione e promozione territoriale EXCOVER: Explore & Discover the Aeolian Islands, finanziato dal Ministero del Turismo a valere sul Fondo in favore dei Comuni a vocazione turistico-culturale con siti UNESCO e Città Creative (Comuni di Lipari come ente capofila, Leni, Malfa e Santa Marina Salina). Contestualmente al Fam Trip dedicato ai buyer, l’iniziativa prevede il coinvolgimento di una delegazione di giornalisti e influencer internazionali, per garantire un'ampia copertura mediatica alla destinazione.
Obiettivo primario dell'azione è incrementare i flussi turistici nei mesi spalla, promuovendo forme di viaggio alternative al tradizionale segmento balneare e valorizzando i percorsi naturalistici, il patrimonio storico-culturale, le tradizioni e le produzioni enogastronomiche locali.
Gli operatori eoliani interessati a proporre i propri servizi potranno partecipare a due sessioni di workshop B2B: la prima si terrà a Lipari domenica 18 ottobre alle ore 09:00 presso il Gattopardo Park Hotel, la seconda a Salina lunedì 19 ottobre alle ore 10:30 presso Palazzo Marchetti (Malfa).
Gli incontri si svolgeranno in modalità speed meeting, consentendo agli operatori locali di interagire direttamente in modo dinamico ed efficace con i buyer presso i desk a loro assegnati.
La partecipazione ai workshop è gratuita e riservata alle imprese del territorio, ma, per ragioni organizzative, è richiesta la registrazione obbligatoria compilando l'apposito modulo disponibile al seguente indirizzo: https://forms.gle/uAFpcNkKu2xjb8PY6.
Da Askanews: Eolie, la sfida del turismo tutto l’anno parte da 120 imprese. Brand Eolie punta a 10 mesi di attività per dare lavoro ai giovani
Milano, 12 ott. (askanews) – Centoventi imprese, molte delle quali concorrenti tra loro, che decidono di fare squadra per allungare la stagione turistica e dare ai giovani la possibilità di restare nelle isole in cui sono nati. Succede alle Eolie, dove albergatori, ristoratori, artigiani, agricoltori e operatori turistici hanno aderito al progetto Brand Eolie, con un obiettivo ambizioso: arrivare ad almeno dieci mesi di attività e occupazione l’anno, superando la dipendenza dal turismo estivo.
In un arcipelago di piccole dimensioni, dove le attività economiche si contendono spesso gli stessi clienti e devono fare i conti con i costi dell’insularità, mettere insieme oltre 120 imprese attorno a un progetto comune è già un risultato significativo. Tanto più che l’iniziativa è nata senza finanziamenti pubblici, con ciascun aderente chiamato a contribuire secondo le proprie possibilità. ‘Ci vuole dignità. Noi non dobbiamo andare a chiedere qualcosa a qualcuno. Dimostriamo che sappiamo fare’, racconta Daniele Corrieri, responsabile degli eventi di Brand Eolie. Questo spirito di autonomia, però, richiama nei fatti la necessità dell’intervento pubblico. Gli imprenditori hanno deciso di investire sul territorio e di presentarsi alle istituzioni con un progetto già avviato. Per trasformarlo in opportunità di lavoro durature servono ora interventi sulle infrastrutture, sui collegamenti e sui costi che gravano sulle imprese.
La rete, costituita all’inizio del 2026, riunisce attività alberghiere, ristoranti, aziende agricole, operatori turistici, pescatori e artigiani, per una platea complessiva dichiarata di oltre 1.500 lavoratori stagionali. In nove mesi ha organizzato incontri con la stampa, iniziative promozionali e tre press tour, l’ultimo dei quali, dal primo al 5 ottobre, ha portato oltre venti giornalisti italiani e stranieri tra Lipari, Vulcano, Salina e Filicudi.Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca. Diciannove - Venti ottobre 1951: Cattivo tempo alle Eolie e danni
Corriere della sera
19-20 ottobre 1951
Cattivo tempo nelle Eolie
A Lipari, il fortunale ha spezzato la banchina ai margini della quale sorge gran parte dei fabbricati del Comune di Lipari. Nel porto di levante, il muro di difesa del fabbricato della pescheria è stato interamente asportato dalla furia del mare.
L’abitato di Canneto di Lipari, in seguito alla rottura in tre punti del parapetto di difesa, è stato invaso dal mare.
Tanti auguri!
U Marmuraru di Bartolomeo Basile, artigiano in Lipari - Via Francesco Crispi (Marina Lunga)
Lavorazione di marmi, graniti, soglie, scale, rivestimenti in pietra, pulitura bocciardatura, lavori edili e cimiteriali di ogni genere.
Artista della pietra locale con la scultura come hobby.
"La natura crea, io la modello: la mia professione ed esperienza, acquisita negli anni, tramandatami prima dal nonno e, poi, da mio padre, si vede in ogni lavoro che eseguo usando mani, testa, cuore e passione.
Massima puntualità e serietà per soddisfare le vostre esigenze"
Contatti: 345 4239 640 - mail: bartolobasile74@gmail.com
IL VIDEO CON ALCUNI DEI LAVORI REALIZZATI:
Oggi, 12 ottobre: San Carlo Acutis
Carlo Acutis nacque a Londra il 3 maggio 1991 da Andrea Acutis e Antonia Salzano, milanesi provvisoriamente in città per lavoro. Carlo fin da piccolo manifesta un'indole particolarmente devota tanto che tornati in Italia a soli 7 anni chiese di poter ricevere la Prima Comunione.Richiesta insolita ma che venne accolta dopo averla sottoposta a Monsignor Pasquale Macchi il quale diede il suo benestare dopo aver interrogato il ragazzo, ritenendolo idoneo. Carlo ricevette così l'Eucaristia il 16 giugno 1998, giovanissimo, e restò un punto fermo nella sua breve vita assieme alla messa quotidiana alla quale assisteva.
Carlo era anche bravo in informatica tantoche è stato proclamato patrono del web, e così dopo aver assistito ad un incontro di presentazione del Piccolo Catechismo eucaristico decise di dare vita ad una mostra sui miracoli eucaristici, per testimoniare la vera presenza di Gesù nell'ostia. Dopo tre anni di ricerche in giro per l'Europa con in genitori la mostra era pronta e talmente ben fatta da essere richiesta dalle diocesi di tutto il mondo.
Il sogno di Carlo era di farsi sacerdote, ma purtroppo all'età di 15 anni fu stroncato da una leucemia fulminante, e dopo aver dedicato la sua vita “al suo amico Gesù” torna alla casa del Padre il 12 ottobre 2006. Venne sepolto ad Assisi e successivamente dal cimitero viene traslato nel Santuario della Spogliazione: attraverso una speciale procedura di imbalsamazione viene esposto alla visita dei pellegrini.
Dichiarato venerabile nel 2008 è stato beatificato il 10 ottobre 2020 dopo averne accertato almeno un miracolo, ovvero la guarigione di un ragazzo brasiliano avvenuta dopo averne toccato le reliquie. Il 7 settembre 2025 Papa Leone XIV l'ha elevato agli onori degli altari.
La madre: «Vi racconto il suo miracolo»
Intervista realizzata da Stefano Lorenzetto alla madre di Carlo, Antonia Salzano, e pubblicata dal CorriereIntercede. Salva. Guarisce. Converte. Appare. I devoti di quello che già viene chiamato il patrono di Internet, almeno 1 milione nei cinque continenti, vedono la sua presenza ovunque. L’ultimo segno, il 15 agosto. Scrivono i fan su Facebook: Questa notte, nella solennità della Santissima Vergine Maria Assunta, Carlo venuto a prendersi la sua cagnolina Briciola di quasi 17 anni. Ora corre e gioca anche lei nei meravigliosi giardini del Paradiso assieme agli altri animali di Carlo che l’hanno preceduta, i cani Poldo, Stellina e Chiara, i gatti Bambi e Cleopatra. Non le pare eccessivo che associno l’Assunzione alla morte di una bestiola? Sorride indulgente Antonia Salzano, mamma di Carlo Acutis, stroncato a 15 anni da una leucemia fulminante nel breve volgere di 72 ore.
Ma sono ben altri i segni per cui lo studente milanese, già venerabile dal 2018, verrà proclamato beato dalla Chiesa il 10 ottobre ad Assisi, ultima tappa prima di diventare santo. Quando il 23 gennaio 2019 si eseguì la ricognizione canonica sulle spoglie mortali del giovanissimo servo di Dio, la sua salma fu trovata intatta.
Io stavo lì, mio marito non volle vedere. Era ancora il nostro ragazzone, alto 1,82, solo la pelle un po’ più scura, con tutti i suoi capelli neri e ricci. E lo stesso peso, quello che si era predetto da solo. Pochi giorni dopo il funerale, all’alba fui svegliata da una voce: “Testamento”. Frugai in camera sua, pensavo di trovarvi uno scritto. Nulla. Accesi il pc, lo strumento che preferiva. Sul desktop c’era un filmato brevissimo che si era girato da solo ad Assisi tre mesi prima: “Quando peserò 70 chili, sono destinato a morire”. E guardava spensierato il cielo.
La vita di Carlo durò solo 5.641 giorni.
In realtà 5.640. Entrò in coma alle 14 dell’11 ottobre 2006, con il sorriso sulle labbra. Credevamo che si fosse addormentato. Alle 17 fu dichiarata la morte cerebrale, la mattina del 12 quella legale. Avremmo voluto donare i suoi organi, ma non fu possibile, ci dissero che erano compromessi dalla malattia. Un bel paradosso, perché il cuore, perfetto, ora sarò esposto in un ostensorio nella basilica papale di San Francesco ad Assisi.
Quand’ stato prelevato?
Durante la ricognizione del 2019. Con atto notarile abbiamo voluto donare il corpo al vescovo di Assisi. Era giusto che appartenesse alla Chiesa universale.
In che modo Carlo scoprì la fede?
Non certo per merito di noi genitori, lo scriva pure. In vita mia ero stata in chiesa solo tre volte: prima comunione, cresima, matrimonio. E quando conobbi il mio futuro marito, mentre studiava economia politica a Ginevra, non che la domenica andasse a messa.
Allora come spiega questa religiosità?
Un ruolo lo ebbe Beata, la bambinaia polacca, devota a papa Wojtyla. Ma c’era in lui una predisposizione naturale al sacro. A 3 anni e mezzo mi chiedeva di entrare nelle chiese per salutare Gesù. Nei parchi di Milano raccoglieva fiori da portare alla Madonna. Volle accostarsi all’eucaristia a 7 anni, anziché a 10. Lo lasciammo libero. Ci pareva una cosa bella, perciò chiedemmo una deroga. Per me fu una “Dio-incidenza”. Carlo mi salvò. Ero un’analfabeta della fede. Mi riavvicinai grazie a padre Ilio Carrai, il padre Pio di Bologna, altrimenti mi sarei sentita screditata nella mia autorità genitoriale. un percorso che dura tuttora. Spero almeno di finire in purgatorio.
Carlo fu precoce solo nella preghiera?
In tutto. Era un mostro di bravura. A 6 anni già padroneggiava il computer, girava per casa con il camice bianco e il badge “Scienziato informatico”. A 9 scriveva programmi elettronici grazie ai testi acquistati nella libreria del Politecnico.
Non era troppo piccolo per usare il pc?
I promotori della causa di beatificazione hanno analizzato in profondità la memoria del suo computer con le tecniche dell’indagine forense, senza riscontrare la minima traccia di attività sconvenienti. Sognava di adoperare il pc e il web per diffondere il Vangelo. Papa Francesco nella Christus vivit cita Carlo come esempio per i giovani. “Sapeva molto bene”, spiega, “che questi meccanismi della comunicazione, della pubblicità e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati”, ma lui ha saputo uscirne “per comunicare valori e bellezza”. Il suo sguardo spaziava ben oltre Internet. Alle mense dei poveri, quelle delle suore di Madre Teresa di Calcutta a Baggio e dei cappuccini in viale Piave, dove prestava servizio come volontario. La sera partiva da casa con recipienti pieni di cibo e bevande calde. Li portava ai clochard sotto l’Arco della Pace, per i quali con i risparmi delle sue mance comprava anche i sacchi a pelo. Lo accompagnava il nostro cameriere Rajesh Mohur, un bramino della casta sacerdotale indù, che si convertì al cattolicesimo vedendo come Carlo aiutava i diseredati.
Avrebbe mai detto che un giorno sarebbe salito all’onore degli altari?
Ero certa che fosse santo già in vita. Fece guarire una signora da un tumore, supplicando la Madonna di Pompei.
Il miracolo riconosciuto dalla Chiesa?
No, solo uno dei tanti che nemmeno sono entrati nel processo di canonizzazione. Quello che lo far proclamare beato accadde in Brasile nel settimo anniversario della morte, il 12 ottobre 2013, a Campo Grande. Matheus, 6 anni, era nato con il pancreas biforcuto e non riusciva a digerire alimenti solidi. Padre Marcelo Tenrio invitò i parrocchiani a una novena e appoggiò un pezzo di una maglia di Carlo sul piccolo paziente, che l’indomani cominci a mangiare. La Tac dimostrò che il suo pancreas era divenuto identico a quello degli individui sani, senza che i chirurghi lo avessero operato. Una guarigione istantanea, completa, duratura e inspiegabile alla luce delle attuali conoscenze mediche.
Suo figlio come si ammalò?
Sembrava una banale influenza. Dopo alcuni giorni comparvero forte astenia e sangue nelle urine. Lui se ne uscì con una delle sue frasi: “Offro queste sofferenze per il Papa, per la Chiesa e per andare dritto in paradiso senza passare dal purgatorio”, ma in famiglia non vi demmo troppo peso. Chiamai il professor Vittorio Carnelli, che era stato il suo pediatra. Ci consigli l’immediato ricovero nella clinica De Marchi. E l avemmo la diagnosi infausta: leucemia mieloide acuta M3. Carlo ne fu informato dagli ematologi. Reagì con dolcezza e commentò: “Il Signore mi ha dato una bella sveglia”. Fu trasferito all’ospedale San Gerardo di Monza. Appena giuntovi, scosse la testa: “Da qui non esco vivo”.
Lei invocò un miracolo per suo figlio?
Sì, da Gesù, dalla Madonna e dal venerabile fra Cecilio Maria, al secolo Pietro Cortinovis, il cappuccino fondatore dell’Opera San Francesco per i poveri di Milano. Ma i piani di Dio erano altri. Quelli che avevo proposto a Carlo prima che spirasse: chiedi al Signore di manifestarci un segno della sua presenza.
E suo figlio che cosa le rispose?
“Non preoccuparti, mamma. Ti darò molti segni”. Nove giorni dopo la sua morte, a Tixtla, in Messico, un’ostia si arrossì di sangue. Una commissione composta anche da scienziati non credenti accertò che era del gruppo AB, lo stesso presente nella Sindone e nel miracolo di Lanciano, e che si trattava di cellule del cuore. A distanza di quattro anni, negli strati sottostanti alla coagulazione restava ancora presente del sangue fresco.
Suo figlio aveva allestito Segni, una mostra sui miracoli eucaristici.
Sì, sta girando tutti i santuari del mondo. Negli Stati Uniti l’hanno ospitata 10.000 parrocchie. Sono eventi soprannaturali come quello accaduto il 12 ottobre 2008, nel secondo anniversario della sua morte, a Soklka, in Polonia. Un’ostia caduta a terra durante la comunione, e conservata in cassaforte, una settimana dopo divenne un pezzo di carne di origine miocardica, gruppo sanguigno AB.
Ha avuto solo questi, di segni?
Anche altri. Carlo mi predisse che sarei diventata di nuovo madre, benché stessi per compiere 40 anni. E nel 2010, quando gi ne avevo 43, diedi alla luce due gemelli, Michele e Francesca.
Perché fu sepolto ad Assisi?
Abbiamo una casa in Umbria. Un cartello avvertiva che c’erano in vendita nuovi loculi nel cimitero comunale. Chiesi a Carlo che cosa ne pensasse. “Sarei felicissimo di finire qua”, rispose. Il suo corpo intatto stato poi traslato nel santuario della Spogliazione, dove ora i fedeli potranno venerarlo per sempre.
Che cosa le manca di più di suo figlio?
L’allegria. Appena morì, ricordo d’aver pensato: e ora chi mi far ridere? e chi mi aiuterò con il computer? Mi restano i suoi pensieri, detti e scritti: “Non io, ma Dio!”. “Da qualunque punto di vista la si guardi, la vita sempre fantastica”. “Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie”.
L’ultimo rende bene l’idea dei social.
Così, gli uomini d’oggi sono ripiegati su sè stessi. La loro felicità fatta solo di like. Ma Carlo l’influencer di Dio.
Non vorrebbe che fosse ancora qui con lei, anziché avere un santo in cielo?
Ho fatto mia l’invocazione di Giobbe: “Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!”. I figli non ci appartengono, ci sono affidati. Sento Carlo più presente di quando era in vita. Vedo il bene che fa. Mi basta.
Oggi, dopo 100 anni di storia, il Filippino è un ristorante moderno e funzionale, articolato in due sale interne e in una grande e rinnovata terrazza climatizzata.
L’arredamento, in legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante, con mobili d’epoca e un caldo camino.
Le specialità proposte sono prevalentemente legate alla cucina di mare, regionale, con piatti a base di pesce fresco pescato quotidianamente, unitamente a materie prime dell’isola, quali le verdure e gli oli, che ne esaltano il sapore. Il ristorante dispone inoltre di un’ottima cantina vini con una selezione che include più di 100 etichette, oltre a un’ottantina di grappe. Complessivamente offre la disponibilità di 250 coperti. E l’accoglienza e l’attenzione alle esigenze di ogni cliente sono sempre di casa: oggi come ai primi del Novecento.
"Eureka, le soluzioni giuste per le tue comunicazioni"
Corso Vittorio Emanuele 287 Lipari

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