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domenica 9 agosto 2026

I festeggiamenti di San Gaetano ad Acquacalda in 4 foto e un video di Bartolo Ruggiero







 

Turista messinese muore a Filicudi

Un turista messinese di 42 anni ha perso la vita oggi pomeriggio, intorno alle 14, a Filicudi, sembrerebbe a seguito di una crisi respiratoria. 
E' deceduto all’interno dell’abitazione privata dove era alloggiato in località Monte Palmieri, una delle aree montuose dell’isola eoliana.

Inutili si sono rivelati i tentativi di soccorrerlo


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Domani al Centro Studi si presenta il libro "Rosso Panarea"


 

Grave incidente stradale a Vulcano. Giovane isolano trasferito con l'elisoccorso

 Un grave incidente stradale autonomo si è verificato stamattina a Vulcano. 

Un 25enne isolano, a seguito dell'incidenti occorsogli, con il suo mezzo a due ruote, ha riportato considerevoli danni, in particolare al capo. Una volta soccorso è stato trasferito alla guardia medica dell'isola dove gli si sono state prestate le prime cure. Intubato, è stato trasferito con l'elisoccorso al Policlinico a Messina dove si trova in terapia intensiva.


Isole minori, Aricò: «Governo regionale al lavoro per scongiurare l’aumento tariffario sui collegamenti statali»

«Stiamo lavorando in questi giorni per trovare una soluzione che permetta di scongiurare l’aumento tariffario della commessa ministeriale relativa ai collegamenti statali con le isole minori della Sicilia. Si tratta di un tema su cui c'è il massimo impegno del governo regionale e che lo stesso presidente Renato Schifani sta seguendo con attenzione. Lunedì mattina incontreremo gli operatori economici con lo scopo di individuare assieme le possibili soluzioni per evitare i rincari e garantire la continuità dei collegamenti». Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò.


«Vogliamo ribadire con chiarezza, però - prosegue Aricò -, che per chi ha acquistato il biglietto entro il 9 agosto non ci saranno aumenti tariffari e che la stagione non è compromessa. Auspichiamo, con l'impegno di tutti, di riuscire a scongiurare l’aumento tariffario e tutelare così non solo i turisti e i viaggiatori, ma anche le comunità e le imprese delle isole».


L'assessore annuncia inoltre una soluzione per gli operatori dell'emergenza-urgenza del 118: «Abbiamo trovato una soluzione e già domani pensiamo di essere nelle condizioni di presentare il provvedimento che la Regione intende adottare».

118 a Lipari: Servizio attivo ma oggi con un solo soccorritore. L'Ansa del direttore Sarpi

Lipari, Agosto 9 ANSA - Il costo della trasferta, circa 50 euro tra biglietto di andata e ritorno, continua a pesare sull’operatività del 118 nelle Eolie. Dopo lo stop di venerdì, il presidio di emergenza-urgenza di Lipari è ripartito ieri, ma oggi il servizio viene garantito con organico ridotto.

Sull’ambulanza sono presenti un medico e un solo soccorritore, invece dei due previsti. Nessun operatore delle altre postazioni siciliane, chiamato a sostituire i colleghi assenti, si sarebbe reso disponibile a raggiungere Lipari.

Alla base del mancato trasferimento ci sarebbe proprio l’elevato costo della trasferta.

Una situazione che alimenta preoccupazione sulla piena operatività del servizio di emergenza, nonostante l’impegno e l’abnegazione dei soccorritori presenti.

Il problema assume particolare rilievo in questi giorni di agosto. Lipari, infatti, si avvia verso il tutto esaurito per l’afflusso turistico ed, inevitabilmente, le richieste di soccorso si moltiplicano. (ansa)

La Italiana Capers Sud srl  ha sede a Lipari, nelle splendide Isole Eolie, sin dal 1981, anno della sua costituzione. La Ditta produce, confeziona e commercializza capperi di eccellente qualità, sia convenzionali che biologici e anche certificati DOP. Il Cappero delle Isole Eolie, in considerazione delle sue peculiari caratteristiche ha infatti recentemente ottenuto il riconoscimento comunitario della Denominazione di origine protetta.
La Società propone alla clientela una vasta gamma di confezioni e di diversi calibri di capperi nonché i cucunci, (frutti del cappero) a marchio  “CAPPARIS “,  che si rivelano deliziosi e particolarmente indicati per aperitivi e raffinati antipasti.
La Italiana Capers Sud srl ha inoltre realizzato un nuovo prodotto: i “CAPPERI FRANTUMATI”, essiccati con un sistema innovativo, che conserva ed esalta la loro notevole ed inconfondibile capacità aromatica. Si tratta di un insaporitore di estrema versatilità, adatto a molti piatti grazie alla sua semplicità e praticità nell’impiego.
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Giulia Finocchiaro presenta la sua prima collezione di bikini ispirata alle Isole Eolie

Nasce la prima collezione di bikini pensata e realizzata dalla modella eoliana Giulia Finocchiaro: una linea che interpreta, attraverso colori, forme e dettagli, il carattere delle Isole Eolie.

Gli antichi Greci chiamarono queste isole Eolie perché, secondo il mito, qui dimorava Eolo, il signore dei venti. Un arcipelago sospeso tra mare e vulcani, fatto di luce, paesaggi intensi e isole profondamente diverse tra loro.

È da questo immaginario che prende forma la collezione Giulia Finocchiaro.

La linea è composta da sette bikini dedicati alle sette isole dell’arcipelago: Lipari, Vulcano, Salina, Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi.

A questi si aggiunge un modello extra, Strombolicchio, pensato per estendere il racconto della collezione anche all’identità del celebre isolotto che si innalza di fronte a Stromboli e rappresenta uno dei simboli più riconoscibili delle Eolie.

Ogni modello richiama il carattere del luogo da cui prende il nome attraverso tonalità, stampe, applicazioni e particolari decorativi. Le sette isole diventano così il cuore della collezione, mentre Strombolicchio ne rappresenta l’ottavo elemento speciale.

La collezione nasce dal legame personale di Giulia Finocchiaro con la sua terra. Nata a Lipari, la giovane modella ha scelto di trasformare le suggestioni delle Eolie in un progetto di moda capace di raccontare il territorio attraverso un linguaggio nuovo.

Non si tratta soltanto di attribuire a ogni costume il nome di un’isola, ma di costruire una corrispondenza tra il design dei modelli e gli elementi che caratterizzano l’arcipelago: il blu profondo del mare, i riflessi della roccia vulcanica, la luminosità delle coste, la vegetazione mediterranea e l’eleganza delle atmosfere estive.

La linea comprende modelli differenti per forme e stile, dai bikini halter con lacci regolabili alle proposte arricchite da dettagli dorati, strass, stampe floreali e motivi barocchi. Ogni capo è stato sviluppato per unire vestibilità, personalità e attenzione ai particolari.

Con questa prima collezione, Giulia Finocchiaro affianca alla propria attività di modella un progetto creativo personale, diventando interprete e promotrice di un’immagine delle Eolie contemporanea, elegante e aperta a un pubblico internazionale.

«La mia collezione nasce da isole che non sono soltanto luoghi, ma storie, suggestioni e identità differenti. Ho voluto trasformare il mio legame con le Eolie in una linea di bikini che ne raccontasse la bellezza attraverso colori, forme e dettagli», spiega Giulia Finocchiaro.

La collezione Giulia Finocchiaro è disponibile in esclusiva presso il negozio fisico T-Shirt Box di Lipari e online sul sito t-shirtbox.it, nella sezione dedicata.

Un progetto nato a Lipari e ispirato a un arcipelago che continua a esercitare un fascino immediato e universale.

Informazioni

Collezione: Giulia Finocchiaro
Modelli dedicati alle sette isole: Lipari, Vulcano, Salina, Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi
Modello extra: Strombolicchio
Disponibilità in esclusiva: T-Shirt Box, Lipari
Online: t-shirtbox.it

Installata nuova boa ondametrica a Stromboli, ripristinato sistema di allerta tsunami. L'Ansa del direttore Sarpi

LIPARI, Agosto 9 ANSA - Si sono concluse le operazioni di installazione della nuova boa ondametrica, tipo Meda, al largo di Punta dei Corvi, sull’isola di Stromboli. La stazione sostituisce quella installata nel 2021 e dispersa durante la violenta mareggiata del dicembre 2024, quando le onde raggiunsero circa 10 metri di altezza.


E’ stata ancorata a un corpo morto di 30 tonnellate, calato a circa 45 metri di profondità, e si eleva per 12,6 metri sul livello del mare. La boa è dotata di sensori ondametrici per la rilevazione e registrazione dei fenomeni ondosi e dei segnali associati agli tsunami.

La stazione andrà ad affiancare, in configurazione ridondata, la Meda già operativa al largo di Punta Labronzo.

Con il completamento dell’intervento, torna, quindi, pienamente operativo il sistema di Early Warning (allerta tsunami) del Laboratorio di Geofisica sperimentale dell’Università di Firenze.

La rete costituisce una componente fondamentale del sistema di monitoraggio dell’isola e del sistema di allerta automatica tsunami, consentendo una maggiore affidabilità nella rilevazione delle variazioni del moto ondoso e di eventuali anomalie legate a eventi marini estremi. Intanto sullo Stromboli è attiva da ieri una nuova tracimazione lavica dall’area craterica Nord. Il flusso si attesta sulla parte alta ella Sciara del fuoco. (ansa)

Il piromane non si ferma e si sposta in località Monte (foto e video)

 Dopo Pianoconte ad essere stata presa di mira stavolta, intorno a mezzanotte, è stata la località di Monte Gallina, zona Fossa. 
Le fiamme, tanto per cambiare, sono partite dal bordo strada. 
Il piromane continua, chiaramente, a sfruttare la folta vegetazione (secca) che non si è proceduto a rimuovere. 
Le fiamme, che rischiavano di coinvolgere le case, tra queste anche quelle di alcuni turisti habituè dell'isola, sono state spente, per fortuna e prima che facessero danno, dai residenti ai quali si sono aggiunti i vigili del fuoco non appena allertati. 

Questo ennesimo episodio crea una forte preoccupazione tra la popolazione così come tra coloro che, pur non essendo di Lipari, hanno immobili sull'isola




La Parola, video commento al Vangelo di domenica 9 agosto

Oggi, 9 agosto: Santa Teresa Benedetta della Croce


Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) nacque il 9 agosto, è una delle figure più straordinarie, affascinanti e complesse dello scorso secolo. Fu tra le pochissime donne del suo tempo che poté studiare e insegnare filosofia, inoltrandosi nei sentieri di una ricerca esistenziale, da sempre riservata quasi esclusivamente ai maschi. E lo ha fatto con esiti felicissimi, riuscendo a imporsi, accanto a uno dei grandi maestri della filosofia del Novecento, Edmund Husserl. 

Come lei stessa ha confessato, «dall'età di tredici anni fui atea perché non riuscivo a credere nell'esistenza di Dio». Ma, protesa in una ricerca incessante e radicale della verità, impegnata nella soluzione dei grandi problemi della vita, non poteva non imbattersi nella verità di Dio, un Dio che in Gesù mette in gioco tutto per gli uomini, che non si arresta neppure di fronte al dolore e alla morte. 
La verità di Dio sta proprio nel suo affermarsi attraverso la debolezza della croce e della morte. La scoperta che, in Gesù, Dio ha condiviso con noi tutto, fa nascere quell'abbandono in lui che caratterizza la vita di quanti sanno che, dalla venuta di Gesù in poi, Dio non ha mai abbandonato l'uomo. 
Queste certezze hanno illuminato la vita di Edith Stein, nata a Breslavia nel 1891. Ultima di sette fratelli di un'agiata famiglia ebrea, ha percorso con successo il ciclo di studi, occupandosi soprattutto di psicologia e di ricerca filosofica nell'università della sua città natale e poi in quelle di Gottinga e di Friburgo, come allieva prima e assistente poi del celebre filosofo Edmund Husserl. Quando nel 1917 si laureò, aveva già al suo attivo una serie di studi importanti che le avrebbero aperto le porte della carriera accademica. Ma successero alcuni fatti che diedero alla sua vita una svolta radicale. 
Il pensiero di Dio, che un tempo neppure la sfiorava, cominciò a insinuarsi prepotentemente nella sua vita, sulla spinta anche di alcuni avvenimenti. Nella prima guerra mondiale moriva un professore che lei stimava molto. Fu un grande dolore per tutti, soprattutto per la moglie, la quale, anziché crollare sotto il peso di quel dramma, trovò nel rapporto con Dio la forza di iniziare una nuova vita. Edith ne fu profondamente colpita. «Fu il mio primo incontro con la croce — scriverà ricordando il fatto — e con la forza che essa comunica in chi la porta». 
La ricerca della verità la condusse verso la verità di Dio. Nel 1921 il cammino di avvicinamento giungeva alla conclusione. Ospite di un'amica, fu da questa invitata a scegliersi un libro tra i molti di cui era fornita la sua biblioteca. Edith allungò la mano a caso e ne estrasse uno alquanto voluminoso: era l'autobiografia di santa Teresa d'Avila. Lo lesse d'un fiato. «Chiudendolo —ha poi scritto — mi sono detta: questa è la verità». 
Santa Teresa aveva sintetizzato in un motto la sua fede: «Dio basta». Edith lo fece suo. L'approdo al cattolicesimo avvenne il giorno di capodanno del 1922, quando ricevette il battesimo. La sua scelta di farsi cattolica la mise in vivace contrasto con la madre, che era molto legata alla religione ebraica. Dopo la conversione, Edith insegnò nel collegio delle domenicane di Speyer e viaggiò molto in Germania e all'estero. Nel 1932 insegnò pedagogia a Miinster. Ma il regime nazista aveva già cominciato a discriminare gli ebrei, costringendoli a lasciare insegnamento. Gli eventi infausti accelerarono un proposito che la Stein aveva già maturato, quello di dedicarsi alla vita contemplativa. E così, lasciandosi alle spalle una prestigiosa carriera, si annullava nell'anonimato nel Carmelo di Colonia, con il nome di Teresa Benedicta a Cruce. 

Il Carmelo è una grande scuola di umiltà. Edith dovette mettere da parte i suoi libri per dedicarsi come le altre sorelle alle faccende domestiche: si adeguò alle esigenze della vita comune con gioia, per seguire Gesù anche nelle quotidiane umili cose. Nel 1938 con la professione perpetua decideva di essere per sempre carmelitana. 
L'odio contro gli ebrei intanto divampava in Germania. La presenza di Edith, pur sempre ebrea nonostante la conversione al cristianesimo, nel Carmelo di Colonia costituiva un pericolo per le sue consorelle. Si trasferì allora in Olanda, nel Carmelo di Echt, dove si dedicò allo studio della figura e dell'opera di san Giovanni della Croce, grande riformatore, assieme a santa Teresa d'Avila, della vita carmelitana. 
Nel 1940 i tedeschi invasero l'Olanda, l'odio contro gli ebrei cominciò a mietere vittime anche lì. Edith dovette appuntare sull'abito monastico la stella gialla che la segnalava come ebrea. E non fu la sola delle umiliazioni. I tempi s'erano fatti duri. «Sono contenta di tutto — scriveva —; solo se si è costretti a portare la croce in tutto il suo peso, si può conquistare la saggezza della croce». 
Il 2 agosto 1942 i tedeschi irruppero nel Carmelo, prelevarono Edith, assieme alla sorella Rosa, fattasi anche lei carmelitana, e le avviarono al campo di raccolta di Westerbork, da dove il 7 agosto venne deportata ad Auschwitz: lì, in uno dei lager più tristemente noti per l'insana crudeltà dell'uomo, forse un paio di giorni dopo, finiva assieme alle altre compagne di sventura nelle camere a gas e poi nel forno crematorio. 
Un ebreo scampato allo sterminio, che fu testimone delle ultime ore di Edith, ha descritto la sua serenità, la calma, l'incessante prodigarsi per gli altri, preda della disperazione e dello sconforto. Si occupava soprattutto delle donne: le consolava, cercava di calmarle, le aiutava; si prendeva cura dei figli di quelle mamme che, impazzite dal dolore, li abbandonavano. «Vivendo nel lager in un continuo atteggiamento di disponibilità e di servizio — scrive il testimone — rivelò il suo grande amore per il prossimo». 
Ebrea per nascita, cristiana per scelta, dopo un lungo cammino di ricerca e di approfondimento dei vari aspetti della conoscenza, portando ai più alti livelli le istanze spirituali delle due religioni, ha poi volato alto nei cieli della mistica, ed è diventata esempio affascinante e trascinante per quanti, laici e credenti di varie religioni, cercano la verità con amore tenace e coraggioso. 
Papa Giovanni Paolo II l'ha proclamata beata nel duomo di Colonia 1'1 maggio 1987 e Santa 1'11 ottobre 1998, nella basilica di San Pietro a Roma, e poi l'ha anche dichiarata patrona d'Europa.

Buongiorno e buona domenica con questa cartolina dalle Eolie


 

Alfa e Omega: Onoranze funebri nelle Eolie

U Marmuraru di Bartolomeo Basile, artigiano in Lipari - Via Francesco Crispi (Marina Lunga)

Lavorazione di marmi, graniti, soglie, scale, rivestimenti in pietra, pulitura bocciardatura, lavori edili e cimiteriali di ogni genere.

Artista della pietra locale con la scultura come hobby.

"La natura crea, io la modello: la mia professione ed esperienza, acquisita negli anni, tramandatami prima dal nonno e, poi, da mio padre, si vede in ogni lavoro che eseguo usando mani, testa, cuore e passione.

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IL VIDEO CON ALCUNI DEI LAVORI REALIZZATI: 



sabato 8 agosto 2026

I sindaci: "Isole condannate allo spopolamento". L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud dell'otto agosto 2026


 

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Ristorante Filippino: L’autenticità dei sapori del Mediterraneo

Situato nella panoramica Piazza del Municipio a Lipari, vicino al tipico castello neolitico che ospita il Museo Eoliano, il ristorante da Filippino è un ambiente rustico, caratteristico e d’atmosfera, interprete di rilievo dell’eccellenza del gusto eoliano.

Oggi, dopo 100 anni di storia, il Filippino è un ristorante moderno e funzionale, articolato in due sale interne e in una grande e rinnovata terrazza climatizzata.

L’arredamento, in legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante, con mobili d’epoca e un caldo camino.

Le specialità proposte sono prevalentemente legate alla cucina di mare, regionale, con piatti a base di pesce fresco pescato quotidianamente, unitamente a materie prime dell’isola, quali le verdure e gli oli, che ne esaltano il sapore. Il ristorante dispone inoltre di un’ottima cantina vini con una selezione che include più di 100 etichette, oltre a un’ottantina di grappe. Complessivamente offre la disponibilità di 250 coperti. E l’accoglienza e l’attenzione alle esigenze di ogni cliente sono sempre di casa: oggi come ai primi del Novecento.

Codacons: Sospendere aumento del 18% sui trasporti verso le isole minori siciliane

Il Codacons interviene a proposito dell'aumento del 18% delle tariffe sui collegamenti marittimi verso le isole minori siciliane, in vigore dal 10 agosto. Il rincaro riguarderà passeggeri, residenti, veicoli e mezzi commerciali.

L'associazione dei consumatori chiede alle istituzioni competenti di sospenderne l'applicazione, considerato anche il periodo di piena stagione estiva e il conseguente aumento degli spostamenti verso le isole.

"Un aumento del 18% rappresenta un aggravio pesante per residenti, lavoratori, famiglie e turisti e rischia di trasformarsi nell'ennesimo costo dell'insularità", afferma il segretario nazionale Francesco Tanasi.

L'associazione segnala, inoltre, il possibile effetto sui prezzi dei beni e dei servizi nelle isole, legato all'aumento dei costi di trasporto dei mezzi commerciali.

"Le isole minori scontano già condizioni di svantaggio nei collegamenti – sottolinea il direttore regionale Porti e Trasporti Marittimi di Codacons Roberto Nanfitò – e un rincaro di questa portata rischia di aggravare le difficoltà di chi deve spostarsi per lavoro, salute o studio".

Lipari, ambulanza del 118 ferma. I soccorritori rinunciano per i costi. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud dell'otto agosto 2026


 

Centro di raccolta a Panarea. anche il secondo progetto contestato dai residenti. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud dell'otto agosto 2026





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Le Eolie nelle stampe d'epoca (114° puntata): Sant'Anna al Capo (Salina)


 

Il programma degli spettacoli per San Bartolomeo


 

Riattivata postazione 118 di Lipari. La Seus rimborserà il 18 per cento delle spese di viaggio ai soccorritori in servizio alle Eolie

E' di nuovo operativa da stamattina, con l’arrivo del personale necessario, l'ambulanza del 118 di Lipari, rimasta ferma venerdì per mancanza di soccorritori. Fermo legato al costo del trasporto marittimo e che ha portato alla rinuncia di personale dislocato a Lipari da altre postazioni della terraferma 
Intanto il presidente della Seus 118, Riccardo Castro ha comunicato, attraverso una circolare rivolta ai dipendenti, che sarà erogato dalla società ai soccorritori un rimborso del 18% delle spese di viaggio da e per Lipari e Salina. Il provvedimento arriva in vista dell’aumento delle tariffe dei collegamenti marittimi previsto dal prossimo 10 agosto nell’ambito della convenzione statale. “Abbiamo adottato – spiega Castro - una misura temporanea e straordinaria per neutralizzare gli effetti dell’aumento tariffario. L’obiettivo è garantire il rimborso dei maggiori costi sostenuti dai dipendenti e assicurare la continuità del servizio di emergenza-urgenza. Parallelamente, la SEUS è impegnata con le istituzioni competenti per individuare una soluzione strutturale e definitiva".
"Prendo atto con soddisfazione – afferma la deputata regionale di Forza Italia, Bernadette Grasso - delle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Salute e del presidente della SEUS, che hanno manifestato la volontà di risolvere strutturalmente la questione della mancata gratuità dei trasporti per gli autisti-soccorritori del 118. È la direzione giusta, ed è quella che ho indicato e sostenuto da oltre un anno in ogni sede istituzionale possibile. Un’apertura importante, che arriva però con un anno di ritardo e solo dopo il fermo dell’ambulanza di Lipari”. La Grasso ha presentato un emendamento al disegno di legge n. 1030/A, stralcio IV, per consentire di usufruire del trasporto gratuito “alle società che svolgono attività di interesse generale o di utilità sociale in favore delle amministrazioni pubbliche regionali o degli Enti del Servizio sanitario regionale elle isole minori”. L’emendamento è già passato in Commissione Trasporti ed è approdato in quella al Bilancio.


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Eolienews ricorda Donato Kunziker

 La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

L'editoriale: Pianoconte brucia. E non per fatalità.

(di Salvatore Sarpi) C'è un momento in cui il silenzio diventa complicità. Pianoconte quel momento lo ha già superato. Otto incendi in poco più di quarantotto ore non sono una coincidenza, non sono una casualità, non sono una semplice emergenza estiva. Sono il segnale di un territorio preso di mira da chi, con lucidità e vigliaccheria, continua ad appiccare il fuoco mettendo in pericolo persone, abitazioni, aziende agricole e beni pubblici.

Chi incendia la nostra terra non è un vandalo. È un criminale. E come tale deve essere considerato. Ogni sterpaglia incendiata, ogni rogo innescato a pochi metri da una casa o da una scuola è un attentato alla sicurezza di un'intera comunità. Se oggi raccontiamo di fiamme domate, lo dobbiamo esclusivamente alla straordinaria rapidità d'intervento dei Vigili del fuoco, del Corpo Forestale, dei volontari e di tanti cittadini che non sono rimasti a guardare. Ma non si può continuare ad affidarsi alla buona sorte. Perché prima o poi il vento cambia, il fuoco corre più veloce e il prezzo da pagare diventa insopportabile.

C'è però una verità che sarebbe troppo comodo ignorare. Il piromane accende il fuoco, ma l'incuria gli prepara la strada. Bordi delle strade ricoperti da erbacce per mancata manutenzione degli Enti preposti. Ettari di terreni invasi da erbacce secche, appezzamenti lasciati all'abbandono per anni: tutto questo rappresenta il carburante perfetto per chi vuole distruggere. È una realtà sotto gli occhi di tutti e che ogni estate si ripresenta identica, come se nulla fosse accaduto negli anni precedenti.

La manutenzione del territorio non è un dettaglio, non è una scelta facoltativa e nemmeno una questione estetica. È prevenzione. È protezione civile. È tutela della vita umana. Ogni proprietario che lascia il proprio terreno trasformarsi in una polveriera si assume una responsabilità che va ben oltre il confine della sua proprietà. Perché quando il fuoco parte, non chiede a chi appartiene un campo. Travolge tutto ciò che incontra.

E accanto alle responsabilità dei privati ci sono quelle delle istituzioni. Il Comune non può limitarsi agli appelli o alle raccomandazioni. La legge offre strumenti precisi: diffidare gli inadempienti, imporre la pulizia dei terreni e, nei casi di inerzia, intervenire direttamente recuperando le spese sostenute. Le regole esistono per essere applicate, soprattutto quando è in gioco l'incolumità pubblica.

Naturalmente la priorità resta individuare chi continua ad appiccare questi incendi. Le indagini devono proseguire senza sosta e con ogni mezzo disponibile. Ma è evidente che la sola repressione non basta. Occorre investire nella prevenzione, rafforzare la videosorveglianza, aumentare i controlli e costruire una rete di collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine. Perché un piromane si arresta, ma un territorio si difende ogni giorno.

Pianoconte non può diventare il teatro di un incendio annunciato. Non può essere ricordata come la frazione che ha aspettato la tragedia prima di reagire. Ogni rogo spento è una vittoria, ma anche un avvertimento. Continuare a sottovalutare ciò che sta accadendo sarebbe l'errore più grave. Perché il prossimo incendio potrebbe non concedere una seconda possibilità. E allora non serviranno più le parole, ma resteranno soltanto i rimpianti.

Eolian Bunker, cinquant’anni di mare a Lipari. Articolo di Camilla Rocca pubblicato su nautica.it

 


A Lipari, parlare di nautica significa anche parlare di Eolian Bunker. La società nasce nel 1976 dall’intuizione di Giuseppe Merenda e Alessandro Casali, con un obiettivo allora tutt’altro che scontato: creare un deposito costiero di benzina e gasolio destinato a pescherecci, navi, imbarcazioni da diporto e aliscafi che operavano o transitavano alle Eolie. Il deposito aveva una capacità di 800 metri cubi di gasolio e 200 di benzina e contribuì a trasformare il rapporto tra l’arcipelago e la nautica.

Oggi Eolian Bunker, situato nella baia di Marina Lunga, vicino a Porto Pignataro, è ancora un riferimento per il rifornimento delle imbarcazioni nell’arcipelago. Il pontile di circa 50 metri consente le operazioni di bunkeraggio di imbarcazioni da diporto, pescherecci, aliscafi, navi e mezzi adibiti al trasporto passeggeri.

A raccontare questa storia è Alessandro Casali, esponente della famiglia che ha accompagnato l’evoluzione dell’azienda e oggi uno dei suoi amministratori.

Cinquant’anni fa, quando alle Eolie mancava il carburante

Partiamo dall’inizio. Come nasce Eolian Bunker?

Eolian Bunker nasce nel 1976 dall’idea di due persone che conoscevano molto bene il mare: Giuseppe Merenda e Alessandro Casali. Erano anni in cui alle Eolie la nautica era ancora un’attività per pochi, anche perché mancavano infrastrutture e servizi fondamentali. Uno dei problemi principali era proprio il carburante.

L’obiettivo era creare un deposito che potesse rifornire tutti i mezzi nautici che operavano nell’arcipelago: dai pescherecci alle imbarcazioni da diporto, dalle navi agli aliscafi

Quanto era difficile fare nautica alle Eolie in quegli anni?

Molto. Era una nautica per coraggiosi. Arrivare alle Eolie significava affrontare un territorio lontano dalla terraferma e con infrastrutture ancora molto limitate. Non c’era un servizio di rifornimento adeguato e questo rappresentava un ostacolo enorme.

La nascita del deposito ha cambiato la situazione. Il carburante è diventato disponibile e questo ha permesso anche lo sviluppo dei collegamenti marittimi. La tratta Napoli-Eolie con gli aliscafi, per esempio, ha trovato nel tempo condizioni più favorevoli per svilupparsi.

Il bunkeraggio come motore della nautica

Quindi il vostro ruolo è andato ben oltre la semplice vendita di carburante?

Assolutamente. La disponibilità del carburante è una delle condizioni essenziali perché una destinazione nautica possa svilupparsi. Se una barca arriva in un’isola e non sa dove rifornirsi, deve necessariamente organizzare il viaggio in modo diverso.

Eolian Bunker è diventato progressivamente un punto di riferimento per qualsiasi esigenza legata al rifornimento nautico, sia per il diporto sia per le attività professionali. Il sito si trova nella baia di Marina Lunga, vicino a Porto Pignataro, e dispone di un pontile di circa 50 metri.

Quali sono oggi le vostre dimensioni?

Abbiamo una capacità di stoccaggio importante. La struttura originaria disponeva di 800 metri cubi di gasolio e 200 di benzina. Oggi movimentiamo oltre un milione di litri di carburante e abbiamo una struttura che consente di servire contemporaneamente più imbarcazioni.

Da padre in figlio

Lei rappresenta la seconda generazione?

Sì. La storia è partita con la generazione precedente e poi è proseguita con noi. Oggi siamo arrivati anche alla terza generazione, con mio figlio che sta entrando nell’attività.

Questo per un’azienda familiare che opera in un territorio come Lipari è importante: significa aver costruito qualcosa che non riguarda soltanto una singola attività commerciale, ma un servizio che da cinquant’anni è parte della vita dell’arcipelago.

Il prezzo del carburante e una nautica più prudente

Quanto pesa oggi il costo del carburante?

Pesa molto. L’aumento del prezzo della benzina e del gasolio e, soprattutto, le continue oscillazioni rendono più difficile programmare. Quando c’è un momento di crisi o di incertezza economica, inevitabilmente si vedono meno barche utilizzate per le vacanze.

La nautica rimane un settore importante, ma è anche molto sensibile alla situazione economica generale.

Chi è oggi il vostro cliente ideale?

Il turista italiano che viene alle Eolie in vacanza rimane una componente importante. Poi ci sono clienti con esigenze molto diverse: alcuni cercano semplicemente il servizio, altri hanno esigenze più complesse e sono molto più esigenti.

Pignataro e Marina Lunga

Quanto è importante la posizione della vostra struttura?

È fondamentale. Siamo nella baia di Marina Lunga, in prossimità di Porto Pignataro. La posizione consente di offrire un servizio molto pratico alle imbarcazioni che arrivano a Lipari. Il pontile è dedicato alle operazioni di rifornimento e la posizione costituisce uno degli elementi che hanno contribuito a rendere Eolian Bunker un riferimento per la nautica locale.

Che cosa rappresentate oggi per l’arcipelago?

Siamo un servizio per i diportisti, ma anche per la pesca e per la navigazione commerciale. La nostra vocazione è sempre stata quella di servire chi vive il mare: pescherecci, imbarcazioni private, navi e mezzi di trasporto passeggeri. Ancora oggi effettuiamo bunkeraggio con gasolio agevolato per diverse categorie di mezzi professionali.

I grandi nomi arrivati alle Eolie

In cinquant’anni avete visto passare anche moltissimi personaggi famosi.

Sì, e forse una delle cose più interessanti è proprio vedere come è cambiato il mondo che ruota intorno agli yacht.

Negli anni in cui arrivavano gli Agnelli, per esempio, i grandi personaggi erano più facilmente visibili. Poi sono passati personaggi come Raul Gardini e Calisto Tanzi, protagonista della storia di Parmalat. Negli anni Novanta, prima di Tangentopoli, le Eolie erano anche uno dei luoghi di ritrovo di quella che veniva definita la “Milano da bere”.

Quando è iniziato il cambiamento?

Direi intorno al 1993-94. Da quel momento il movimento ha iniziato a diminuire e poi c’è stato un calo molto forte.

Oggi il mondo è cambiato e sono cambiate anche le persone che frequentano le Eolie. Abbiamo visto arrivare calciatori, imprenditori e personaggi internazionali di primissimo piano.

Il fascino, però, è rimasto.

Sì. Perché le Eolie hanno qualcosa che non si può costruire artificialmente. Sono una destinazione particolare, raggiungibile dal mare, con isole molto diverse tra loro. Ed è proprio questo che continua ad attirare una clientela internazionale.

La nautica e l’economia di Lipari

Quanto ha contribuito il movimento nautico all’economia dell’isola?

Moltissimo. La presenza delle imbarcazioni crea un indotto che va ben oltre il porto e il carburante: ristoranti, alberghi, servizi, manutenzione, cantieri, negozi, escursioni.

Oggi Lipari può contare su circa 350 posti barca e questo significa un indotto importante per tutto il territorio.

La nautica non è quindi soltanto un modo per arrivare alle Eolie: è diventata una parte dell’economia dell’isola.

Da un’attività pionieristica a una nuova generazione

Se guarda indietro a questi cinquant’anni, qual è la cosa che è cambiata di più?

È cambiato tutto: le barche, i motori, le esigenze degli armatori, i servizi e naturalmente il modo di vivere il mare.

Quello che non è cambiato è la necessità di avere servizi affidabili. Cinquant’anni fa bisognava avere coraggio per investire nelle Eolie. Oggi bisogna continuare ad avere la stessa capacità di guardare avanti.

Eolian Bunker compie quindi cinquant’anni. Qual è il prossimo obiettivo?

Continuare a essere un punto di riferimento per chi arriva alle Eolie via mare. Abbiamo attraversato diverse generazioni e diversi momenti economici. Ora dobbiamo accompagnare anche la nuova nautica, mantenendo però quella stessa idea da cui tutto è partito nel 1976: garantire alle barche che arrivano alle Eolie la possibilità di trovare qui quello di cui hanno bisogno.