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martedì 7 luglio 2026
Eolienews ricorda Isidoro Turcarelli
Oggi, 7 luglio: Beato Benedetto XI
Niccolò di Bocassio nacque probabilmente nel 1240 a Treviso da una famiglia assai modesta; ma lo zio, prete presso la chiesa di S. Andrea della città natale, può aver influenzato le sue scelte successive. Pare sia entrato nel 1257 nell'Ordine domenicano, dove acquisì la normale cultura dei membri dell'Ordine, completando poi gli studi teologici e divenendo lector, cioè insegnante di teologia, nelle scuole conventuali di Venezia e Genova, senza per questo interrompere i suoi legami con la sua città (come è provato dalla sua menzione in testamenti trevigiani di quegli anni). Della sua attività di insegnante è sopravvissuto solo un Commento al Vangelo di Matteo, pubblicato nel 1603.
Nel 1286 veniva eletto provinciale di Lombardia, la più potente e prestigiosa delle province domenicane e, dieci anni più tardi, nel 1296, ministro generale dei Predicatori. Erano gli anni difficili seguiti all'abdicazione di Celestino V e all'elezione di Bonifacio VIII. Quando, nel 1297, scoppiò il conflitto aperto tra papa Caetani e i cardinali Colonna, che contestavano la sua elezione, il generale domenicano si schierò nettamente a favore di Bonifacio, assicurandogli la fedeltà del suo Ordine. Venne scelto dal papa, insieme al generale dei francescani, per negoziare la pace tra i re di Francia e di Inghilterra, in guerra ormai da anni. La missione ebbe buon esito e nel 1298 fu conclusa una tregua.
La sua personale fedeltà e l'abilità diplomatica gli valsero la nomina a cardinaldiacono di S. Sabina (1298) e, nel 1300, la promozione a cardinalvescovo di Ostia e Velletri, con la conseguente funzione di decano del Sacro Collegio. Nel 1301 Bonifacio lo scelse quale legato in Ungheria, dove il Caetani favoriva l'elezione a re di Cariberto d'Angiò; ma questa volta non ebbe successo e gli ungheresi ratificarono la scelta, già compiuta al momento del suo arrivo, in favore di Venceslao di Boemia.
Rientrato in Italia, Niccolò era ad Anagni nel settembre del 1303, al momento dell'attentato contro Bonifacio, ma non pare essersi esposto in alcun modo. Morto poco dopo Bonifacio, il generale domenicano venne eletto papa il 22 ottobre 1303 con il nome di Benedetto XI, in omaggio a Benedetto Caetani/Bonifacio VIII.
La sua elezione, più che premiare meriti speciali, si poneva come scelta di compromesso, essendo egli cardinale bonifaciano ma molto legato agli Angioini di Napoli, cugini del re di Francia.
Privo di appoggi in Curia, Benedetto XI cercò un qualche sostegno nelle grandi famiglie aristocratiche della sua terra di origine, il Veneto, nominando alcuni grandi esponenti della nobiltà alle più alte cariche dello Stato pontificio: il suo «nepotismo», cioè il favorire politicamente e finanziariamente un determinato gruppo di persone, inizialmente i nipoti del papa regnante, rappresenta una variante regionale, ed originale, di un fenomeno inizialmente legato alla più stretta parentela.
La sua debolezza si rivelò nella sua politica nei confronti della Francia; fedele a Bonifacio, non accettò di reintegrare i cardinali Colonna nelle loro cariche, ma li assolse dalla scomunica, così come assolse, per venire incontro ai desideri di Filippo il Bello, tutti i colpevoli francesi dell'attentato di Anagni, ad esclusione di Nogaret. Sul piano diplomatico continuò ad appoggiare gli Angioini in Ungheria; con un clamoroso insuccesso si concluse il tentativo del suo legato, il domenicano cardinale Niccolò Albertini da Prato, di far richiamare a Firenze Bianchi e Ghibellini banditi dai Neri.
In un solo caso si distinse dalla politica del suo predecessore, quando, nel luglio 1304, abolì le restrizioni all'attività pastorale degli ordini mendicanti, voluta da Bonifacio. Morì a Perugia, dove si era rifugiato perché Roma era agitata da tumulti fomentati dai Colonna, il 7 luglio 1304 e fu sepolto nella chiesa di S. Domenico. L'austerità personale di Benedetto e il suo desiderio di pace, nonché, forse, l'iniziativa del suo Ordine, fecero diffondere la fama di miracoli avvenuti sulla sua tomba, cosa che portò alla sua tardiva beatificazione nel 1736.
Benedetto XI è generalmente raffigurato nell'abito bianco e nero dei domenicani, spesso recante gli attributi pontificali (il triregno e le chiavi).
lunedì 6 luglio 2026
Villa Diana è in Via Edwin Hunziker (ex via Tufo) n°1
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A Canneto: Residence Mistral
CGA "ribalta" sentenza del TAR: Via libera al campo boe a Porto delle genti
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in accoglimento delle difese svolte dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, difeso dall’Avvocatura dello Stato di Palermo e della ditta Ormeggio Eolie di Alessi Marco, difesa dall’avvocato Giuseppe Cincotta, ribaltando sul piano cautelare le precedenti sentenze del TAR Sicilia Catania, ha accolto la sospensiva al fine di “… poter consentire alla ditta Ormeggio Eolie di Alessi Marco lo svolgimento della sua attività poiché: a) la predetta ditta ha manifestato la volontà di voler operare mediante la realizzazione soltanto di un campo boe e non anche di un pontile galleggiante e di un basamento in calcestruzzo sull’arenile; b) con ordinanza n. 23 del 3.04.2026, il Comune di Lipari .… ha dichiarato non idonee alla balneazione ai sensi dell’art. 5 del D.lgs 116/08 le zone ritenute non idonee per la stagione 2026, includendovi anche quelle in questione ossia il tratto di mare di Porto delle Genti”.Con ciò sospendendo l’esecutività delle sentenze appellate che in prima battuta avevano dato ragione al Comune di Lipari ed a privati cittadini titolari di un immobile in località Porto delle Genti.
Come si ricorderà a giugno il Tar Sicilia aveva accolto il ricorso promosso dal Comune di Lipari, annullando il provvedimento con il quale l’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente aveva disposto la cosiddetta riviviscenza di una concessione demaniale marittima ormai scaduta da anni in località Porto delle genti a Lipari.
Convocato per il 10 luglio alle 9 e 30 il consiglio comunale di Lipari
Relazione sullo stato di attuazione del Programma del Sindaco e sull’attività svolta ai sensi dell’art. 17 della L.R. n° 7 del 26/08/1992 come sostituito dall’art. 119, comma 1, della L.R. 31 gennaio 2024, n° 3
Emergenza idrica nel territorio comunale di Lipari Comunicazioni del Sindaco, dell’Assessore ai Servizi Idrici e del Dirigente competente, dibattito consiliare e determinazioni conseguenti
Al via MalfaGo, servizio gratuito di mobilità sostenibile
Estateolie presenta la sua prima bottiglietta d’acqua in edizione speciale
Pensata come strumento di comunicazione e immagine, la bottiglietta unisce il marchio Estateolie al racconto visivo del territorio, trasformando un oggetto semplice e quotidiano in un piccolo segno distintivo legato alle isole.
Il formato scelto è elegante e maneggevole, con tappo in metallo e corpo in vetro trasparente. Una soluzione pensata per valorizzare il prodotto e renderlo adatto a contesti turistici, promozionali e di rappresentanza.
L’etichetta riprende il claim storico del progetto, “Eolie, fascino di una vacanza con…”, e vede protagonista Giulia Finocchiaro, modella ufficiale Estateolie e volto rappresentativo della comunicazione visiva del marchio. La sua immagine rafforza il legame tra turismo, eleganza mediterranea e identità contemporanea delle Eolie.
In questa prima fase, la bottiglietta sarà distribuita esclusivamente agli inserzionisti e ai partner pubblicitari del network Estateolie, Radio Eolie e MDLS Model Management.
La consegna sarà effettuata nei giorni a seguire presso le attività coinvolte e sarà curata dalla hostess promoter Nicole Villini, incaricata della distribuzione promozionale dell’iniziativa.
“L’idea è trasformare un oggetto semplice in un segno di appartenenza al progetto Estateolie”, spiega Ezio Giunta. “La bottiglietta diventa un piccolo veicolo di immagine, discreto ma immediato, capace di portare il marchio nei luoghi e nelle relazioni che contribuiscono alla promozione delle isole”.
La nuova bottiglietta rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di Estateolie: un progetto nato dalla carta stampata, cresciuto nel digitale attraverso il portale Estateolie.net, l’app dedicata, le campagne pubblicitarie e i contenuti multimediali, e oggi sempre più orientato a creare strumenti concreti, riconoscibili e coerenti con l’identità delle Eolie.
La solidarietà che viene dal mare - a Vulcano il 17 e 18 luglio la 15° ed. del Premio Solidarietà
Al fianco della madrina dell'evento, Maria Grazia Cucinotta, la showgirl Alessia Mancini e Aurora Quattrocchi, trionfatrice ai David di Donatello. Presenti anche Cristian Medda e Luciano Lembo.
Si ride ( tanto ), si canta ( tanto ), si balla ( tanto )...si fa solidarieta' ( tanta ). Torna a Vulcano (Isole Eolie) il Premio Solidarietà giunto alla sua 15esima edizione.
Tanti auguri di...
Buon compleanno a Antonino Giardina, Mario Trimboli, Agostino Portelli, Maria Giuffrè, Cristina Paterniti Barbaro, Giulia Parisse, Lucrezia Galletta, Margherita Cacace, Martina Cincotta, Ester Amendola
Filicudi, al via la presa di possesso dei terreni per il dissalatore. L'Ansa del direttore Sarpi
Al lavoro tecnici Comune Lipari. Protesta dei residenti
LIPARI, Giugno 6 ANSA - È in corso a Filicudi, nelle Eolie, l'immissione in possesso d'urgenza dei terreni destinati alla realizzazione del dissalatore. Le operazioni vengono eseguite dai tecnici del Comune di Lipari, sbarcati questa mattina sull'isola, congiuntamente alla polizia municipale, per gli adempimenti previsti dal procedimento amministrativo.
In concomitanza, il Comitato spontaneo di Filicudi ha organizzato una manifestazione di protesta pacifica alla quale partecipano circa un centinaio tra residenti e habitué dell'isola, che stanno esponendo striscioni per ribadire le proprie richieste.
Il Comitato sottolinea di non essere contrario alla realizzazione del dissalatore, ritenuto un'infrastruttura indispensabile per garantire l'approvvigionamento idrico e assicurare un futuro sostenibile all'isola. L'obiettivo della mobilitazione, spiegano i promotori, è quello di individuare una soluzione che consenta di coniugare la realizzazione dell'opera con la salvaguardia del patrimonio ambientale, paesaggistico e archeologico di Filicudi.
Al centro della contestazione, precisano ancora i rappresentanti del Comitato, non vi è il progetto dell'impianto, bensì il percorso politico e amministrativo che ha portato alla scelta dell'area destinata ad accoglierlo. Secondo i manifestanti, la localizzazione del sito sarebbe stata decisa senza un effettivo confronto con la popolazione e senza la pubblicazione degli studi tecnici e delle valutazioni che hanno motivato la scelta dell'area individuata. (ANSA)
Eolienews ricorda Angela (Lina) Saltalamacchia ved. Palino
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Ci lascia Bartolo Sardella, indimenticabile ala del CS Lipari degli anni d'oro
Oggi, dopo 100 anni di storia, il Filippino è un ristorante moderno e funzionale, articolato in due sale interne e in una grande e rinnovata terrazza climatizzata.
L’arredamento, in legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante, con mobili d’epoca e un caldo camino.
Le specialità proposte sono prevalentemente legate alla cucina di mare, regionale, con piatti a base di pesce fresco pescato quotidianamente, unitamente a materie prime dell’isola, quali le verdure e gli oli, che ne esaltano il sapore. Il ristorante dispone inoltre di un’ottima cantina vini con una selezione che include più di 100 etichette, oltre a un’ottantina di grappe. Complessivamente offre la disponibilità di 250 coperti. E l’accoglienza e l’attenzione alle esigenze di ogni cliente sono sempre di casa: oggi come ai primi del Novecento.
Oggi, 6 luglio: Santa Maria Goretti
Il 16 ottobre 1890 a Corinaldo la terzogenita Maria veniva a rallegrare con i suoi vagiti la povera e laboriosa famiglia dei coniugi Goretti.Ebbe una buona e cristiana educazione dai genitori esemplari. Divenuta orfana di padre ancora in tenera età, aiutò la mamma, fu custode vigile dei fratellini, contribuì alla loro educazione cristiana, si applicò a sbrigare la maggior parte delle faccende domestiche, affinché la mamma potesse dedicarsi al lavoro per guadagnare il pane.
Prendeva tutto con rassegnazione e con filiale abbandono nel Signore.
Il 16 giugno 1901 Mar:letta, con una gioia indescrivibile, si accostò per la prima volta alla Mensa dell'Agnello Immacolato. A soli dodici anni, per il precoce sviluppo, era divenuta una giovanetta che si distingueva per la sua semplicità e per una purezza angelica. Coi Goretti coabitava un giovane, Alessandro Serenelli. Costui, divenuto orfano di madre quando ne aveva maggiormente bisogno, era di carattere chiuso, solitario. Il vizio dell'impurità, fomentato dalla lettura di stampe pornografiche, aveva guastato il suo cuore. Per due volte ebbe l'ardire di tentare Marietta. La fanciulla si rifiutò energicamente, anzi racchiudendosi in un'amara angoscia, pregò sempre di più Gesù affinché le desse la forza di combattere e di vincere. Ma, mentre la giovanetta confidava nell'aiuto divino, Alessandro macchinava un orrendo delitto, se, non fosse riuscito nel suo intento.
Il 5 luglio 1902 nell'aia adiacente al caseggiato, il lavoro agricolo ferveva come sempre. Alessandro montò su un carro; era serio e preoccupato: ad un certo punto con un pretesto qualsiasi lasciò la guida del carro a mamma Assunta, salì in fretta le scale ed entrò in casa; sul pianerottolo Marietta stava rammendando una camicia; passati alcuni istanti, riapparve sull'uscio e fissatala con occhio infuocato le intimò: « Maria, vieni dentro ».
Marietta non si mosse; il suo cuore innocente presagiva e tremava. Alessandro allora, invaso da satanico furore, la prese per un braccio e trascinatala brutalmente dentro, chiuse la porta con un calcio. La giovanetta si trasformò in lottatrice coraggiosa e intrepida. Al seduttore gridò: « No! No! Dio non vuole!... Che fai Alessandro?... Non mi toccare, è peccato; tu vai all'inferno! ». A nulla valsero queste sante parole, anzi la passione si tramutò in odio, e impugnato un coltello la trapassò quattordici volte, lasciando a terra la martire tramortita. L'ultimo grido della martire fece accorrere i vicini. Quale lo strazio di mamma Assunta nel vedere la sua Marietta così ridotta! Vane furono le cure dei medici: ormai le rimanevano poche ore di vita.
Non un lamento uscì dalle labbra della santa martire nelle lunghe venti ore di agonia, ma solo preghiere, e negli ultimi istanti di vita anche parole di perdono per il suo uccisore: « Sì, lo perdono; lo Perdono di cuore e spero che anche Dio lo perdoni, perché lo voglio con me in Paradiso ».
PRATICA. — Chi ama veramente la purezza rinuncia a tutto, anche alla vita.
PREGHIERA. — Ascoltaci, o Dio nostro Salvatore, e fa' che impariamo ad imitare S. Maria Goretti, tua vergine e martire, nelle molte tentazioni di questa misera vita, per poi conseguire l'eterna beatitudine in Cielo.
A Canneto: Residence La Villetta




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