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venerdì 21 agosto 2026

Spesa mia a Canneto, Lipari e Pianoconte. Le offertissime in corso





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Messa in suffragio lunedì nel 7° anniversario dalla scomparsa di Maria Catena Falanga in Alessi


 

Pirrera, un boato nella notte e un edificio viene giù

 Apprensione nella notte a Pirrera, in particolare nella zona di Culia, per un forte boato che, come si verificherà poi, è stato causato dal crollo di un edificio rurale, disabitato e in stato di forte degrado.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e i Vigili del fuoco che hanno verificato se vi fosse la presenza di persone sotto le macerie

Domani 22 agosto in Cattedrale a Lipari


 





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Oggi, 21 agosto: San Pio X

Giuseppe Sarto nacque a Riese, presso Treviso, il 2 giugno 1835, da Giovanni Battista Sarto e da Margherita Sanson, poveri, ma ottimi coniugi, cari a tutti per il loro spirito di carità. Era il primogenito di dieci figli. Ricevette i primi insegnamenti religiosi in seno alla famiglia, dove la virtù era tradizionale.

All'età di 9 anni « Bepi » fa alla mamma una cara confidenza: Vuole essere prete!... L'inaspettata rivelazione è accolta con un sussulto di gioia e una pena a stento dissimulata. Troppo onore per la famiglia Sarto! Ma, e i mezzi?... "Occorre confidare - pensò l'ottima madre - se Dio lo vuole sacerdote ci fornirà i mezzi necessari". Nel novembre del 1850 entrò nel Seminario di Padova e il 18 settembre del 1858 fu ordinato sacerdote a Castelfranco Veneto e il giorno seguente celebrò la Prima Messa Solenne nella nativa Riese, dove era stato battezzato e aveva ricevuto la Prima Comunione.

Fu Cappellano a Tombolo, Parroco a Salzano e poi Canonico e Cancelliere della Curia di Treviso. Ma tanto fu lo zelo e la competenza dimostrata nell'esplicare le mansioni affidategli, che Leone XIII lo elesse il 24 nov. 1884 Vescovo di Mantova, quindi Vescovo di S. Apollinare di Roma e in seguito Cardinale e Patriarca di Venezia. Lo Spirito Santo lo voleva però Capo Supremo di tutta la Chiesa. Morto infatti Leone XIII, il 4 agosto 1903 il Cardinal Sarto veniva eletto Papa col nome di Pio X.

Sulla Cattedra di Pietro Pio X fece delle riforme che rimarranno indelebili nella storia del Pontificato, dalla riforma della Musica Sacra, alla codificazione del diritto canonico ad encicliche sul catechismo, sull'Immacolata Concezione, contro la Massoneria, alla riorganizzazione dell'Azione Cattolica. La riforma più importante fu quella di portare ai 7 anni l'età della Prima Comunione, che fino allora si faceva in età molto più avanzata Decreto Quam singulari Christus amore sulla comunione ai fanciulli. (Decreto "Quam singulari Christus amore" sulla comunione ai fanciulli.) I giansenisti superstiti inorridirono; i modernisti mormorarono. Ma Pio X era sicuro di non sbagliare, e non cedette.

A mezzo secolo di distanza l'eresia modernista, che funestò in quel tempo la Chiesa, non è ormai che un ricordo. I suoi fautori pretendevano adeguare la Chiesa ai tempi moderni, e riuscirono a fare molti adepti anche tra le file del clero. L'enciclica « Pascendi dominicis» fece l'effetto di una bomba, che schiantò definitivamente l'eresia modernista.

Pio X fu sensibile a molti altri gravi problemi sociali, politici ed economici del suo tempo, tra cui il socialismo, problema aperto dalla "Non expedit" di Pio IX; la separazione francese fra Stato e Chiesa, i problemi sindacali esistenti in alcuni stati europei; l'avvicinarsi della guerra mondiale, o com'egli diceva, « il guerrone ». Gemeva, implorava la pace; ma la voragine s'aprì inesorabilmente. « Poveri figli miei, poveri figli miei sospirava nell'agonia... Offro la mia vita... Milioni di uomini che muoiono... Io avrei voluto evitare, ma non ho potuto... ». Egli può considerarsi la prima e più illustre vittima della guerra mondiale.

Siate forti! Non si deve cedere... Si deve combattere, non con mezzi termini, ma con coraggio; non di nascosto, ma in pubblico; non a porte chiuse, ma a cielo aperto!

Nelle prime ore del 20 agosto 1914 si sparse pel mondo la ferale notizia: Sua Santità Pio X s'era spento serenamente in Cristo all' 1 e 15 di quella notte, in seguito a broncopolmonite. Il mondo cristiano, quantunque aspettasse di momento in momento il triste annunzio, fu colto da doloroso stupore. Anzi, parve sprofondare in un abisso di tenebre più dense, quando lo spegnersi dell'unico faro di luce, che irradiava dal Colle Valicano, allontanò sempre più la speranza della pace.

Pio X fu un grande Santo, oltre che per le virtù proprie del suo sacerdozio, per aver fatto risplendere attorno a sé le virtù strettamente evangeliche della povertà e della carità. Evidentemente queste due virtù sono assai care a Dio e ottengono molti favori, se il postulatore della causa di Pio X si trovò imbarazzato nello scegliere, tra i tanti miracoli attribuiti a lui, i due richiesti dai canoni per la finale glorificazione.

Il 29 maggio 1954, anno Mariano, a meno di quarant'anni dalla sua morte, Pio X fu solennemente elevato alla gloria degli altari da Pio XII.


Il suo motto che egli attuò scrupolosamente in tutto il suo Pontificato fu « Instaurare omnia in Christo», cioè rinnovare ogni cosa in Cristo.

PRATICA. Compiamo sempre con fine soprannaturale i doveri del nostro stato.

PREGHIERA. O Dio, che per difendere la fede cattolica e per restaurare ogni cosa in Cristo, hai riempito di celeste sapienza e di fortezza apostolica il Sommo Pontefice San Pio X, concedici propizio di seguire i suoi insegnamenti e i suoi esempi per meritare il premio eterno.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di san Pio X, papa, che fu dapprima sacerdote in parrocchia e poi vescovo di Mantova e patriarca di Venezia. Eletto, infine, Pontefice di Roma, si propose come programma di governo di ricapitolare tutto in Cristo e lo realizzò in semplicità di animo, povertà e fortezza, promuovendo tra i fedeli la vita cristiana con la partecipazione all’Eucaristia, la dignità della sacra liturgia e l’integrità della dottrina.


 

Buongiorno e buon venerdì con questa cartolina dalle Eolie


 

 


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giovedì 20 agosto 2026

Ginostra, turista trasferita con l'elisocorso

Una turista, per un importante problema ad una spalla, dopo le prime cure in guardia medica a Ginostra, è stata trasferita con l'elisoccorso in ospedale per ulteriori accertamenti e cure del caso



Il programma degli spettacoli per San Bartolomeo


 


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Scoppia rissa a Vulcano. Giovane liparese colpito da un ferro finisce in ospedale con trenta punti di sutura

Una rissa scoppiata ieri all'interno della discoteca Baia Negra di Vulcano e proseguita, poi, in prossimità del porto ha portato, intorno alle 4  di stamane,  al grave ferimento di un venticinquenne liparese. 

Il giovane è stato, infatti, colpito in fronte da un pezzo di ferro, lanciatogli contro da un coetaneo messinese, andato in incandescenza e che, a quanto apprendiamo, sarebbe in vacanza  Il colpo ha causato al 25enne liparese una vasta ferita, saturata, poi, all'ospedale di Lipari, con una trentina di punti. 

Sul posto dove si sono verificati i fatti sono giunti i carabinieri.   

Fermi tutti, il pontile di Vulcano non può essere inaugurato...L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 20 agosto 2026


 

Sapori e memorie delle Eolie: all’Hotel Phenicusa di Filicudi si presenta il nuovo libro di Giusi Murabito "Ricette da Filicudi e Alicudi"

 Sabato 23 agosto 2026, alle ore 19:00, la splendida terrazza panoramica dell'Hotel Phenicusa (Via Porto, 7 - Filicudi Porto) farà da cornice alla presentazione di "Ricette da Filicudi & Alicudi", il nuovo ed atteso libro di Giusi Murabito.

 

L'opera prosegue il prezioso racconto della cucina semplice e tramandata delle Isole Eolie. In un mondo moderno scandito dalla fretta, dove le nuove generazioni tendono a guardare al futuro dimenticando il passato, questo volume celebra l'importanza del custodire i saperi. Il libro raccoglie l'eredità di madri, padri e nonne che per secoli hanno invitato i figli a “guardare e imparare come si fa”, traghettando fino ai giorni nostri un patrimonio di conoscenza che, insieme alla bellezza, ha il potere profondo di salvare il mondo.

 

L'incontro sarà moderato da Patrizia Casale, giornalista  e profonda appassionata dell'arcipelago eoliano.

 

Al termine della presentazione, l'evento si trasformerà in un'esperienza sensoriale unica.

 

Lo chef del Ristorante Phenicusa  ed alcune donne  dell’isola protagoniste del libro faranno degustare al pubblico i loro "piatti del cuore".

 

Gli ospiti potranno partecipare a un imperdibile aperitivo-degustazione alla scoperta delle autentiche ricette filicudare, accompagnato da un calice di ottimo vino (fino a esaurimento posti e previa prenotazione) e nella splendida atmosfera della struttura che affaccia proprio sul mare eoliano.

 

 

Nota biografica sull'autrice

Giusi Emanuela Murabito nasce a Catania nel 1975. Dopo gli studi superiori a Roma, si diploma come interprete e traduttrice, lavorando per dieci anni presso la base militare americana di Sigonella. Successivamente si laurea in Biologia Molecolare all'Università di Catania per seguire l'attività di laboratorio clinico di famiglia.

La svolta avviene nel 2012 quando, mossa da un profondo amore per gli elementi naturali della Sicilia, decide di trascorrere un anno sabbatico a Filicudi. Qui si qualifica come Guida Ambientale Escursionista e fonda il progetto Walking Eolie & Sicily, dedicandosi al turismo esperienziale e alla valorizzazione dei sentieri naturalistici. Definitivamente adottata dall'arcipelago, e oggi considerata una vera e propria "ambasciatrice del turismo" eoliano, ha stretto un legame indissolubile con la comunità locale. Proprio camminando e cucinando insieme alle donne dell'isola, ha iniziato a raccogliere e trascrivere le loro storie di vita e i segreti culinari più autentici, esordendo con successo nel 2023 con il volume “La cucina delle donne. Storie e ricette di Filicudi”.


 






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Sesto anniversario scomparsa Lorenza Famularo, due Messe in suffragio


 

Giuseppe Spinella nominato consulente a titolo gratuito per la piccola pesca eoliana

 

Con il Decreto Assessoriale n. 204/Gab, firmato dall’assessore Luca Sammartino, il ragionier Giuseppe Spinella è stato nominato consulente a titolo gratuito presso l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea.

L’incarico, della durata di un anno a decorrere dal 3 agosto scorso, sarà dedicato alla definizione delle linee guida per la redazione dei Piani di Gestione della piccola pesca costiera artigianale nell’area dell'arcipelago eoliano.
Spinella, in una lettera indirizzata all'assessore ha espresso il proprio ringraziamento all’assessore Sammartino per la fiducia accordata e per aver condiviso ed accolto le preoccupazioni manifestate in un recente incontro dall'avvocato Gaetano Orto sulle condizione dell'attività di pesca nelle Eolie. 

 Spinella ha sottolineato il ruolo centrale della pesca nell’economia delle comunità dell’arcipelago.
Un settore che, secondo il neo-consulente, necessita di adeguato sostegno anche per favorire il ricambio generazionale.

Particolare attenzione sarà rivolta all’attuazione dei Piani di Gestione previsti dalla legge regionale n. 9 del 2019.

Fondamentale sarà inoltre il monitoraggio delle attività alieutiche, comprese quelle legate alla pesca ricreativa. L’obiettivo è garantire la tutela della biodiversità marina e una gestione sostenibile delle risorse.

Spinella ha quindi manifestato l’intenzione di promuovere un confronto ampio tra i diversi soggetti in campo e coinvolgere coinvolgere ella futura governance saranno chiamate a collaborare l’Autorità Marittima, gli enti scientifici e le istituzioni competenti.


Domani al Centro Studi "Giustizia e Costituzione" incontro con il presidente dell'associazione nazionale magistrati


 

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Eolienews ricorda Nino Basile

 


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Operativo da stamattina il nuovo pontile degli aliscafi a Vulcano. L'Ansa del direttore Sarpi

(La foto è del Giornale di Lipari di Peppe Paino) 
Lipari, agosto 20 (Ansa)Il nuovo pontile aliscafi di Vulcano è entrato regolarmente in funzione stamattina, come disposto dall’Autorità marittima liparese, nonostante la richiesta del sindaco Riccardo Gullo alla Regione di rinviarne l’apertura.

La struttura è stata resa operativa a partire dal collegamento delle 6.05 sulla tratta Eolie-Messina.

Gullo aveva chiesto il rinvio, motivandolo con criticità di carattere sanitario legate all’assenza di una copertura per i passeggeri in attesa.

Una problematica che dovrà essere affrontata con la realizzazione di una struttura adeguata a protezione dal sole e dagli agenti atmosferici.

Nell’immediato, a garantire un po’ di riparo sono stati gazebo e ombrelloni messi a disposizione da alcune attività commerciali dell’isola.

L’entrata in servizio del nuovo pontile segna comunque una svolta attesa da undici anni. Tanto è, infatti, trascorso dalla realizzazione dell’approdo di emergenza, dopo la distruzione del vecchio pontile da parte della nave Novelli.

Il nuovo scalo rappresenta inoltre un’importante infrastruttura anche in vista di eventuali necessità legate alla Protezione civile. (ansa)

I ringraziamenti della famiglia Paino


 

Alfa e Omega: Onoranze funebri nelle Eolie


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Oggi, 20 agosto: San Samuele

Samuele è l’ultimo giudice d’Israele e il primo dei profeti; la sua vita è narrata principalmente nei capitoli 1-15 del I libro di Samuele della Bibbia, gli altri capitoli parlano di Saul primo re, mentre il secondo libro di Samuele, parla del grande re Davide.
La vicenda della sua vita inizia verso il 1070 a.C. e finisce verso il 980 a.C.; come per altre figure della Bibbia, anche la sua nascita è dovuta alle preghiere di una madre pia ma sterile, come Sara moglie di Abramo, la madre di Sansone, ecc.; il figlio viene considerato in questo modo un dono divino, assoluto, frutto della preghiera materna e della grazia divina; Samuele avrà così questo nome che ha il significato di “l’ho domandato al Signore”.
La madre Anna nell’implorare la sua nascita perché sterile, fa voto al Signore di consacrarlo a Lui, secondo le regole del nazireato, che comprendeva fra l’altro la crescita senza il taglio dei capelli e l’astensione dalle bevande alcoliche.
Una volta nato, Samuele è tenuto in famiglia fino allo svezzamento, che a quell’epoca era prolungato fino al secondo o terzo anno di vita; giunto il momento, con il consenso del marito e padre del bambino Elkana, la madre Anna lo conduce al santuario di Silo, nella Palestina centrale, dove si custodiva l’Arca dell’Alleanza e lo consegna al gran sacerdote Eli, affinché cresca nel tempio, come consacrato a Dio.
Prima di ritornare, Anna eleva a Dio un cantico di lode, in cui si sottolinea la potenza divina, che trasforma la prepotenza dei potenti in un trionfo finale dei più deboli e la sterilità emarginante di una donna, in una fertilità di madre, come nel suo caso.
Il primo libro di Samuele, scritto come il secondo, da un anonimo nel secolo IX a.C., prosegue con la descrizione del santuario di Silo, dove in contrapposizione al giusto sacerdote Eli, vi erano i due figli Ofni e Finees, anch’essi per discendenza sacerdoti del tempio, che però erano ‘perversi’ abusando delle donne addette ad alcuni incarichi e non erano giusti nella ripartizione delle parti degli animali offerti.
Samuele cresce nel tempio e già da piccolo porta la veste sacerdotale, la madre viene a trovarlo ogni anno portandogli in dono un mantello, quasi per assicurarlo della sua presenza e protezione, Anna per maggior gloria di Dio, concepirà altri tre maschi e due figlie.
Il rivelarsi di Dio attraverso la parola dei profeti, in quell’epoca era raro, però Egli si manifesta al fanciullo e per ben tre volte lo chiama di notte, ma Samuele pensa che sia il suo maestro Eli, che dorme in una stanza accanto, quest’ultimo, emblema della vera guida spirituale, senza sostituirsi a lui, lo istruisce a rispondere così: “Parla Signore, perché il tuo servo ti ascolta”.
E alla quarta chiamata, Dio nominandolo suo profeta, gli predice la punizione proprio del suo maestro Eli, per la debolezza dimostrata verso i figli degeneri; al mattino Samuele rivelerà la profezia ad Eli, il quale da quel momento diventerà un suo discepolo e da giusto qual’era, dirà: “Egli è il Signore! Faccia ciò che è bene ai suoi occhi”. Ormai l’investitura di Samuele è ufficiale in tutta Israele, egli come profeta non è un sognatore o un mistico colpito da estasi, ma un personaggio che opera all’interno della storia e le sue profezie non caddero mai a vuoto.
Gli anni passano e all’orizzonte di Israele compaiono le truppe dei Filistei, popolo di origine egeo cretese, dotati di forte tecnologia militare; gli ebrei si scontrano in battaglia, subendo una prima sconfitta ad Afek sulla costa mediterranea e poi una seconda più grave, in cui gli ebrei vengono sconfitti definitivamente, i figli del gran sacerdote uccisi in combattimento e l’Arca dell’Alleanza, che veniva portata nelle battaglie, secondo le usanze ebraiche, viene catturata dai Filistei.
La notizia portata da un messaggero ad Eli, rimasto nel santuario di Silo, fa cadere per il dolore dal seggio il vecchio sacerdote, che si fracassa il cranio e muore; la città di Silo viene poi distrutta, avverandosi del tutto la profezia di Samuele. L’Arca in mano dei Filistei, peregrinò per vario tempo nei loro territori, ma eventi disastrosi per loro, l’accompagnavano, per cui si convinsero a restituirla agli ebrei; ma non essendoci più il santuario, fu tenuta per venti anni in vari posti, fino al tempo del re David, quando sarà collocata definitivamente a Gerusalemme.
Samuele in questo periodo, svolge il suo ministero profetico riportando gli israeliti al culto di Iahweh e a prepararli alla riscossa sui filistei, che di fatto li opprimevano. Li raduna tutti a Masfa di Beniamino e con preghiere, digiuni, confessioni dei peccati, si parla della guerra contro gli oppressori; gli ebrei eleggono Samuele come giudice (1050-1030).
I filistei insospettiti, decidono di attaccare gli ebrei, Samuele invoca Dio e tuoni e rombi immensi si scatenano nell’aria, per cui i filistei terrorizzati scappano, venendo sconfitti fino a Bet-Kar, e da allora non entrarono più in Israele, almeno fino a quando Samuele fu giudice.
Dopo la distruzione di Silo egli dimorava a Rama, dove era nato e nuova sede dell’Arca e del santuario, ogni anno girava per il territorio d’Israele giudicando nelle vertenze, presiedendo adunanze; il resto della sua vita fino alla vecchiaia è passato sotto silenzio.
Ormai molto anziano, con i propri figli Ioel e Abijiah che non seguivano le orme del padre determinando un malgoverno, la minaccia di nuova invasione filistea, spinsero il popolo a chiedergli di rinunziare alla carica e di nominare un re, che governasse e marciasse alla testa dei soldati, come era uso di quel popolo.
Prima titubante poi convinto da Dio, a cui aveva ricorso con la preghiera, Samuele consacra re Saul, in tre fasi, prima privatamente a Rama, poi con il sorteggio a Masfa e poi a Galgala lo presenta al popolo, ungendolo re. Samuele scrisse il codice (statuto) sul diritto del regno, quindi si dimise da Giudice e si congedò dal popolo con un discorso memorabile, indicando la via per conservare l’amicizia con Dio.
I libri di Samuele continuano con il racconto delle gesta di Saul come sovrano, delle sue vittorie e anche delle sue disubbidienze ai voleri di Dio. Samuele a cui Dio parlava nel sonno, si recò da Saul dopo la grande battaglia contro gli Amaleciti a rimproverargli di non aver adempito allo sterminio totale di quel popolo e dei suoi animali e di aver invece salvata la vita al loro re Agag e di aver preso per bottino tutti gli armenti migliori.
Poi davanti a Saul, Samuele uccide il prigioniero Agag, re di quegli acerrimi nemici d’Israele (ci è difficile capire questi atteggiamenti estremi, ma tutto va inquadrato negli usi, nelle vendette, nelle guerre esasperate di quell’epoca) e nel contempo egli dice a Saul che il Signore lo ha ripudiato come re, per darlo ad un altro più degno.
Pur se dispiaciuto di aver dovuto ripudiare Saul, Samuele, sempre su indicazione di Dio, si reca da Iesse il betlemita; arrivato a Betlemme si fece condurre davanti i sette figli presenti di Iesse, ma nessuno di loro gli veniva indicato da Dio come il futuro re, ma c’era un ottavo figlio, Davide, il più piccolo che pascolava le pecore, allora fattolo venire, Samuele riconobbe in lui il prescelto e con il corno dell’olio, alla presenza dei fratelli, lo consacrò re d’Israele, poi si alzò e ritornò a Rama.
La sua figura ricompare ancora fuggevolmente nelle vicende che riguardano il re David, la persecuzione contro questi di Saul, i circoli dei profeti residenti a Najat, ecc. ma ormai è Davide che irrompe con tutta la sua grandiosità di re nei capitoli successivi del secondo libro di Samuele.
Il profeta morì verso i novanta anni, tra il compianto di tutti gli israeliti e fu seppellito nella sua proprietà di Rama. Dopo morto, Samuele viene evocato da Saul prima della battaglia contro i Filistei e gli predice la sconfitta dell’esercito israeliano e la morte sua e dei suoi figli, sul campo.
La personalità di Samuele è affascinante, egli è prima un prescelto consacrato sin da bambino, poi profeta adolescente, ma accettato dal suo maestro Eli; senza essere un condottiero di eserciti come lo erano i giudici d’Israele, egli assume questa carica per la sua vittoria sui nemici del suo paese, ottenuta però con la preghiera e l’invocazione a Dio e come novello Mosé, le forze della natura lo favoriscono nell’impresa.
Pensa di creare una dinastia, ma i suoi figli degeneri non ne sono degni, allora pur essendogli doloroso mettersi da parte, nomina un re per Israele nella persona di Saul, per il quale mostrava sincero affetto. La delusione della ripudiazione come sovrano, non gli da soddisfazione di rivincita, anzi lo rattrista e intimamente prega per lui, dovette usare le maniere forti con Saul ma temperate da grande condiscendenza ed umanità; non potendo fare più niente per lui, si ritira nel silenzio della sua Rama.
Viene richiamato da Dio per ungere il nuovo re David e forte nella fede in Dio, lo fa sapendo di sfidare l’ira di Saul; sarà il consigliere e profeta cercato dallo stesso David e infine profetizza la fine di Saul anche dopo morto, è stato certamente uno dei più grandi profeti d’Israele.
Le sua reliquie furono scoperte nel 406 d.C. e trasportate a Costantinopoli con una solennità eccezionale, tra due ali di folla continua, dalla Palestina a Calcedonia. Al tempo della IV Crociata, esse furono portate a Venezia dove sono tuttora, venerate nel tempio di S. Samuele; a partire dal 730 il suo nome compare in tutti i Martirologi Occidentali al 20 agosto.




Autore: Antonio Borrelli