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lunedì 13 luglio 2026
Villa Diana è in Via Edwin Hunziker (ex via Tufo) n°1
98055 LIPARI (ME) - Tel. e Fax: 0909811403 www.villadiana.com - www.edwinhunziker.it
email: info@villadiana.com - PEC: villadianalipari@pec.it
LN GARDEN - Rivenditore ufficiale "Il giardino delle meraviglie"
LN Garden è un'attività commerciale presente a Lipari, operante nel settore floreale e che si occupa di decorazioni floreali personalizzate, allestimenti per cerimonia e bouquet da sposa.
Grazie alla maestria dei fratelli Giorgianni e del loro staff, ogni composizione saprà valorizzare al massimo gli ambienti dei vostri eventi. Dal piccolo mazzo di fiori al grande allestimento, la cura e l'attenzione per ottenere il risultato migliore non cambia.
La competenza dei titolari della ditta è a vostra disposizione per organizzare nei minimi dettagli il vostro evento alle Isole Eolie rendendolo originale e perfetto.
Ci sono occasioni in cui la bellezza dei fiori può veramente fare la differenza. Contattate il garden center per avere maggiori informazioni, sicuramente troverete ciò che state cercando
domenica 12 luglio 2026
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Grazie
Domani penultima proiezione per Racconti d'estate 2026
A Canneto: Residence La Villetta


Portinenti la mia passione (di Fancesco Valastro)
Riceviamo e pubblichiamo:
Eccomi qui, sono ancora vivo e, come ho detto al Comandante della Capitaneria di Porto, visto che ho 79 anni, il mio ultimo desiderio, prima di morire, è vedere la spiaggia di Portinenti libera da pontili e da barche alla fonda vicino alla scogliera soffolta. La risposta è stata: “le auguro di vivere altri 100 anni”, evidentemente prevedeva che il ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa avrebbe potuto avere l’esito che ha avuto.
Premesso
che io non nutro alcun risentimento nei confronti delle persone interessate, le
prego, avendo già di che vivere, di fare un passo indietro e consentire che
questo angolo di paradiso venga adibito esclusivamente alla balneazione.
Questo
specchio d’acqua è delimitato naturalmente dai due promontori, della “Funtanedda”
a Nord e di “Sutta quartara” a Sud, per cui non sarebbe necessario delimitarlo,
come è stato fatto per la spiaggia di Rinella, con sagole galleggianti per il
collegamento fra i gavitelli e il corpo morto, tra l’altro generalmente vietate.
Essendo
la spiaggia abbastanza lontana dal porto di Marina Corta, le imbarcazioni in transito
sarebbero tenute ad osservare soltanto le vigenti disposizioni di legge e cioè rallentare
la velocità a 10 nodi davanti alla riva, non ancorare a meno di 300 metri dalla
stessa e non entrare con i motori accesi nella zona balneabile.
Io
sono “nuddu ‘mmiscatu cu nenti” e non voglio insegnare “o cu.. a ca….” ma,
nonostante la mia precedente esperienza negativa, rimango del parere che, in
ogni caso, la costituzione di un’associazione, con una amplissima adesione dei
cittadini, parlo di due tre mila persone, potrebbe realizzare il mio sogno e
quello di tutti i partecipanti.
Io
penso che il modello ideale potrebbe essere l’Associazione di Promozione Sociale
(APS) con la finalità di protezione ambientale, valorizzazione del patrimonio
naturale, promozione del turismo sostenibile, nonché di svolgere un’attività di
interesse generale quale l’educazione ambientale, il monitoraggio ecologico e
l’organizzazione di attività culturali o ricreative volte alla tutela del
litorale.
Sono
convinto che sarebbe molto più costruttivo l’impegno nella realizzazione di
questo progetto anziché continuare a disquisire sui social. Infine, a chi
sostiene che le acque di questa spiaggia sono una fogna, suggerisco di andare a
consultare il sito (https://www.portaleacque.salute.gov.it/PortaleAcquePubblico/mappa#) dove il Ministero della Salute attesta
che, per la stagione balneare dall’01/05/2026 al 31/10/2026, la qualità
dell’acqua di Porto delle Genti è eccellente e non è stata trovata nessuna criticità.
Se
condividete la mia idea, datevi da fare per la costituzione di detta
associazione, io vi posso aiutare soltanto dandovi dei suggerimenti basati sulla
esperienza fatta in precedenza.
Ah,
dimenticavo, avverto chi mi vuole male che 58 anni fa, per intercessione di San
Pio, sono stato assunto in banca e che dopo 2 Tia, 3 Infarti, 1 TURP, 4 Angioplastiche,
3 ICD e 1 Carcinoma sono ancora vivo. Meditate gente, meditate,
Francesco Valastro
Il Comitato di Filicudi dopo aver seguito in streaming la relazione di Gullo: "Serve una visione per le isole minori"
COMUNICATO - La comunità di Filicudi ha seguito in streaming la relazione annuale del sindaco del Comune di Lipari. Una scelta obbligata anche dalle difficoltà della continuità territoriale: il primo aliscafo da Filicudi per Lipari parte infatti alle ore 12, impedendo di fatto ai residenti di partecipare con facilità agli appuntamenti istituzionali che si svolgono in mattinata.
Al termine dell’intervento, il Comitato civico “Occhio
vigile su Filicudi” ha espresso una valutazione
critica del documento, definendolo “prevalentemente autocelebrativo” e privo di
un’analisi oggettiva dei risultati raggiunti in termini di qualità dei servizi
offerti ai cittadini. Nella relazione, osserva il Comitato, risultano quasi
assenti indicatori che consentano di misurare l’effettivo miglioramento delle
condizioni di vita nelle isole.
Per Filicudi, in particolare, l’isola viene richiamata soprattutto
in relazione a finanziamenti, procedure amministrative e criticità
burocratiche, senza che emerga una strategia complessiva di sviluppo. Secondo
il Comitato, manca una visione capace di affrontare in modo integrato le
questioni che incidono quotidianamente sulla vita della comunità: portualità,
continuità territoriale, mobilità interna ed esterna, servizi sanitari, scuola,
sicurezza, manutenzione del territorio, tutela ambientale, turismo sostenibile
e partecipazione dei cittadini alle scelte dell’Amministrazione.
“Una relazione annuale – sottolinea il Comitato – dovrebbe
rappresentare anche un’occasione di verifica dei risultati ottenuti e di
confronto con i cittadini, attraverso dati misurabili e obiettivi chiari. Per
Filicudi, invece, manca ancora un progetto organico che delinei il futuro
dell’isola e delle altre isole minori del Comune.”
Per il Comitato civico, la vera sfida non è soltanto realizzare
singole opere o ottenere finanziamenti, ma costruire una politica che riconosca
le specificità delle isole minori e garantisca ai residenti pari diritti,
servizi adeguati e una reale partecipazione alle decisioni pubbliche.
Agrigento e Recanati, unite nel nome di Leopardi grazie alle opere di Certa e Marchica
Particolarmente significativo il ruolo del professoressa Angela Marchica, di Agrigento, che insieme al proprio marito, il saccense Stefano Certa, ha portato nel cuore della cultura leopardiana nazionale il frutto di anni di studio e ricerca dedicati al grande poeta recanatese.
Particolarmente rilevante il fatto che entrambe le pubblicazioni siano state accolte con favore dalla famiglia Leopardi e siano già entrate a far parte della biblioteca moderna di Casa Leopardi e della biblioteca del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, due tra i più importanti punti di riferimento per gli studi leopardiani in Italia.
L’evento, patrocinato dal Comune di Recanati, dal Liceo Classico “Giacomo Leopardi” e dal FAI Orto sul Colle dell’Infinito, ha rappresentato un importante momento di confronto culturale e scientifico, registrando l’apprezzamento delle istituzioni locali e degli studiosi presenti.
I due autori saccensi sono i primi biografi siciliani di Giacomo Leopardi che presentano i loro libri al CNSL di Recanati
I due autori sono stati accolti dal Presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, dott. Fabio Corvatta, dall’Assessore alla Cultura del Comune di Recanati, dott. Ettore Pelati, e dal Dirigente del Liceo Classico “Giacomo Leopardi”, prof. Ermanno Bracalente.
Durante l’incontro, introdotto dal Presidente Corvatta, Stefano Certa e Angela Marchica hanno guidato il pubblico in un affascinante percorso tra letteratura, ricerca storica e curiosità biografiche, offrendo una lettura originale della figura di Giacomo Leopardi e suscitando grande interesse tra i presenti.
Docenti di matematica e fisica, Stefano Certa e Angela Marchica condividono da anni non soltanto l’attività professionale, ma anche una intensa attività di ricerca culturale. La loro scelta di utilizzare la biografia come strumento privilegiato per comprendere l’uomo Leopardi ha consentito di portare alla luce episodi e aspetti spesso trascurati dalla storiografia tradizionale.
Il volume “Leopardi e il suo mondo”, una monumentale biografia di 760 pagine, propone una ricostruzione approfondita della vita del poeta, arricchita da documenti inediti e rari, poco conosciuti, con particolare attenzione agli aspetti più umani e personali del grande recanatese, per stabilire un più forte rapporto emozionale con il poeta. Il secondo libro, “Giacomo Leopardi – Scienza Filosofia e Teatro”, raccoglie invece undici Operette morali selezionate, ridotte e adattate dagli autori per favorire l’avvicinamento dei lettori contemporanei al pensiero leopardiano, evidenziandone i legami con la scienza, la filosofia e il teatro. Alcune di queste Operette sono già state rappresentate presso il Liceo “R. Politi” di Agrigento, riscuotendo consensi fra gli alunni e i docenti.
Per i professori Stefano Certa e Angela Marchica, la presentazione a Recanati ha rappresentato un momento particolarmente emozionante e prestigioso, coronamento di un percorso di studio che ha trovato riconoscimento proprio nella città simbolo del poeta. Un risultato che dà lustro non solo agli autori, ma anche alle comunità agrigentina e saccense, che possono oggi annoverare tra i propri concittadini studiosi apprezzati in uno dei più autorevoli centri culturali dedicati a Giacomo Leopardi.
La giornata si è conclusa in un clima di grande partecipazione, confermando il valore di una ricerca capace di restituire al pubblico un Leopardi inedito, più umano, vicino e sorprendentemente attuale.
In occasione della presentazione, hanno appreso dall’Assessore alla cultura di Recanati che sono in corso i primi contatti per un gemellaggio tra i comuni di Sciacca e Recanati.
Eolienews ricorda Renato Carnevale
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento
Oggi, dopo 100 anni di storia, il Filippino è un ristorante moderno e funzionale, articolato in due sale interne e in una grande e rinnovata terrazza climatizzata.
L’arredamento, in legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante, con mobili d’epoca e un caldo camino.
Le specialità proposte sono prevalentemente legate alla cucina di mare, regionale, con piatti a base di pesce fresco pescato quotidianamente, unitamente a materie prime dell’isola, quali le verdure e gli oli, che ne esaltano il sapore. Il ristorante dispone inoltre di un’ottima cantina vini con una selezione che include più di 100 etichette, oltre a un’ottantina di grappe. Complessivamente offre la disponibilità di 250 coperti. E l’accoglienza e l’attenzione alle esigenze di ogni cliente sono sempre di casa: oggi come ai primi del Novecento.
Ricercatori tedeschi a Vulcano, droni per misurare i gas
Un team dell'ateneo tedesco sta conducendo dei test nell'isola eoliana di Vulcano.
Raggi laser - spiega in una nota la Tum - vengono inviati attraverso le nubi di gas in uscita e riflessi dai droni.
E mentre il drone vola lungo un percorso prestabilito per 10-15 minuti fino a 60 metri di distanza dal laser, il sistema effettua fino a 3.000 misurazioni. Un algoritmo converte i dati in una mappa che mostra le concentrazioni di gas a una data altitudine, inclusi i livelli elevati di anidride carbonica. Più la lava risale con forza verso la superficie, maggiore è la quantità di gas rilasciati. I composti di carbonio e zolfo sono buoni indicatori dell'attività attuale di un campo vulcanico. La Tum ricorda che finora queste misurazioni dovevano essere effettuate a livello del suolo. Lo svantaggio è che in quel caso i gas non provengono esclusivamente dall'attività vulcanica, ma anche da vegetazione e suolo circostanti. I droni servono quindi per minimizzare i segnali di fondo. "Questo metodo è più preciso e sicuro", afferma il prof. Achim Lilienthal, responsabile della cattedra di percezione per Sistemi Intelligenti presso la Scuola di Informatica, Tecnologia e Calcolo della Tum. I ricercatori tengono conto anche delle condizioni del vento locali.
Precedenti ricerche in galleria del vento - si sottolinea - hanno dimostrato che questo metodo l'errore di misurazione si riduce a circa il 5%.(Ansa)
Canneto: Pedane "ambulanti" mettono a rischio la pubblica incolumità
Due pedane in legno, abbandonate, da circa due settimane nel già ristrettissimo marciapiede della via Cesare Battisti, rischiano di diventare fatali per quanti sono costretti per la loro presenza a scendere in strada, rischiando di essere arrotati dai mezzi in transito.
E’ accaduto anche ieri ad un anziano signore, ma la cosa rischia di ripetersi se non saranno rimosse: compito che certo non spetta agli operatori ecologici in servizio su quella strada, in quanto trattasi di materiale che andrebbe conferito direttamente al centro di raccolta.
Ma visto che il “signore” che le ha abbondonate non lo ha fatto, facciamo voti alla ditta che espleta il servizio affinchè provveda, non certo per obbligo ma per eliminare un pericolo e uno spettacolo poco consono per i turisti che alloggiano in una struttura adiacente.
Tra l’altro, come evidenziato nella foto a lato, le pedane diventano anche “animate”. Di tanto in tanto si “spostano” sulla sede stradale, il tempo di riservare il posto a qualche mezzo, per poi tornare sul marciapiede.
A Canneto: Residence Mistral
Oggi, 12 luglio: Santi Ermagora e Fortunato
La definizione della personalità di Ermagora e lo sviluppo del suo culto, destinato ad avere grande importanza nell'Italia nordorientale, risale a quanto sembra al VII sec., quando, in seguito allo scisma detto dei Tre Capitoli, il patriarcato aquileiese rivendicò la propria autonomia dalla Chiesa di Roma.
Per assicurare una base storica e teologica a tale rivendicazione, la fondazione della sede episcopale di Aquileia venne attribuita all'evangelista Marco, che per ordine di 2' Pietro avrebbe portato il vangelo nella regione, consacrando come primo vescovo della città Ermagora, scelto dalla locale comunità cristiana.
Nell'elaborare ai fini della propria politica ecclesiastica questa leggenda, della quale non c'è traccia fino almeno alla metà del VI sec. e che appare ormai consolidata all'epoca di Paolo Diacono (fine VIII sec.), il patriarcato recuperava e reinterpretava un'altra tradizione, i cui contorni sono per noi oggi (e forse erano già allora) assai sfuggenti.
Il nome di Ermagora è infatti indicato al primo posto (a un'altezza cronologica stimabile intorno alla metà del III sec., un'epoca che potrebbe essere storicamente accettabile) nei cataloghi di patriarchi di Aquileia; ma l'attendibilità di tali documenti, anch'essi non anteriori all'epoca carolingia, è incerta. Più antico e significativo appare semmai un altro riferimento, quello fornito dal cosiddetto Martyrologium Hieronymianum, di area veneta, nel quale al nome del martire aquileiese Fortunato è associato quello di altri due martiri, chiamati Armagero (o Armigero; 12 luglio) ed Ermogene (22 o 23 agosto); entrambi questi nomi potrebbero essere corruttele di trasmissione o varianti grafiche della forma Ermagora.
Tuttavia, nelle due notizie del martirologio il santo principale è senza dubbio Fortunato, per il quale può dirsi provato un culto autonomo già in epoca tardoantica, e non si fa menzione di un'eventuale carica vescovile esercitata da Armigero / Ermogene; sicché l'esatta fisionomia di questo antico Ermagora e l'effettiva consistenza del suo culto in epoca precarolingia appaiono per il momento imprecisabili. È stato anche ipotizzato che il nome originario del santo fosse al contrario quello di Ermogene; in questo caso, alla base della vicenda potrebbe trovarsi una traslazione ad Aquileia delle reliquie del martire Ermogene, venerato in Pannonia, la cui figura sarebbe stata reinterpretata come quella di un santo locale e associata al periodo più antico del patriarcato.
Quale che sia l'origine e lo sviluppo della tradizione precedente, la leggenda relativamente più recente di Ermagora come discepolo di Marco e protovescovo di Aquileia è l'unica rintracciabile a partire dall'età carolingia, epoca a cui pare risalire la passio del santo (BHL 38383841), nota in più redazioni. Questo testo, che non ha consistenza storica e attinge il materiale narrativo dalla topica tradizionale dei racconti di martirio, presenta il santo come grande vescovo, pastore ed evangelizzatore; la sua morte è collocata durante la persecuzione di Nerone, in conformità con le esigenze di datazione derivate dalla leggenda marciana, e al suo martirio è associato quello del diacono Fortunato, ormai in posizione subordinata.
Nelle tradizioni posteriori l'attività apostolica di Ermagora si immaginò estesa ben oltre la regione aquileiese, e si ritenne avesse interessato tutta l'area soggetta al patriarcato, e dunque anche l'Istria, il Norico, la Pannonia e varie zone dell'Italia settentrionale. Il culto del santo divenne uno dei più caratteristici dell'area venetofriulana, e tipiche di questa zona sono anche le rappresentazioni iconografiche del santo: egli è raffigurato fra l'altro, talvolta insieme a Fortunato o ad altri martiri aquileiesi, nella basilica di San Marco a Venezia, nella basilica di Aquileia (dove si trova fra l'altro un ciclo con vari episodi della vita del santo) e nella cattedrale di Udine.



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