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lunedì 31 agosto 2026
Eolienews ricorda Marco Del Bono
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento
Ginostra, la scuola riapre dopo 20 anni in un immobile della parrocchia. L'Ansa del direttore Sarpi
Frequentata da una sola alunna di sei anni in prima elementare
L’edificio, recentemente ristrutturato, sarà concesso in comodato d’uso gratuito senza limiti di durata, grazie a un accordo tra Comune di Lipari e l'Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.
L’attivazione della sezione era stata richiesta l’8 gennaio dalla giunta municipale di Lipari all’Ufficio scolastico provinciale di Messina, con il via libera regionale arrivato il 19 gennaio.
Ginostra torna così ad avere una scuola dopo venti anni di chiusura. (ansa)
Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca: Una dimostrazione popolare a Lipari (Corriere della sera 1.09.1926)
Una dimostrazione popolare a Lipari
Per protestare contro il ripristino a Lipari del domicilio coatto hanno avuto luogo in quella località delle dimostrazioni alle quali ha partecipato tutta la popolazione. Domenica, parecchie centinaia di donne si recarono nei pressi dei fabbricati già destinati a caserme dei coatti scoperchiandone il tetto e disperdendone i materiali. La manifestazione si è fatta sempre più clamorosa, ma per fortuna non si è avuto a deplorare alcun eccesso contro le persone. Ieri da Messina sono partiti quattrocento uomini ed alcune torpediniere per assicurare la tutela dell’ordine, che non è stato ulteriormente turbato. Dopo l’arrivo dei rinforzi si procedette all’arresto di una ventina di persone, tra le quali è il dott. Di Mauro ex-consigliere provinciale del mandamento.Tenuta di Castellaro, il 3 settembre: Isabella Libra & Sonia Brex: Resonances Pianoforte, synth, voce e percussioni
Isabella Libra & Sonia Brex: Resonances
Pianoforte, synth, voce e percussioni
Un repertorio tra neo-classical, ambient e musica meditativa. Il dialogo artistico tra Isabella Libra e Sonia Brex trova la sua dimensione ideale in contesti naturali e immersivi.
A repertoire spanning neo-classical, ambient and
meditative music. The artistic dialogue between Isabella Libra and Sonia Brex
finds its ideal expression in immersive natural settings.
Programmazione eventi a cura di Zō Centro Culture Contemporanee
Event programming curated by Zō Center for
Contemporary Cultures
Bus di linea con fermata a 5 minuti a piedi
Public bus with stop 5 minutes away on foot
(http://www.ursobus.it/orario-ita.htm)
Taxi privato o mezzi propri
Private taxi or own vehicle
INFORMAZIONI UTILI / USEFUL INFORMATION
Via Caolino s.n., 98055 Lipari (ME)
Oggi, 31 agosto, San Raimondo Nonnato
Raimondo approfittò di questa solitudine per impiegare maggior tempo nell'orazione e per meditare le verità della fede. Visitava spesso una chiesa nella quale si venerava un'immagine della SS. Vergine verso cui fin dall'infanzia professava tenerissima devozione, ed a cui si raccomandava affinché gli facesse conoscere lo stato di vita che doveva eleggere. Dopo aver molto pregato, si sentì ispirato ad entrare nell'ordine della Beata Vergine della Mercede, fondato da poco tempo da San Pietro Nolasco. A questo scopo si portò a Barcellona dal suddetto S. Pietro Nolasco, generale dell'ordine, e dalle sue mani ottenne l'abito religioso. In questo istituto fece tanto progresso nel cammino spirituale, che dopo qualche anno di professione, fu giudicato degno di esercitare l'ufficio di redentore degli schiavi.

autore Antonio del Castillo y Saavedra anno 1640-1650

autore Diego Gonzáles de Vega anno 1673
Avendo saputo questo, il governatore ne concepì tanto sdegno che, trasportato dall'ira, condannò il Santo ad essere impalato. S'interposero però quelli che erano interessati al commercio degli schiavi ed ottennero che gli fosse cambiata la pena con una lunga ed aspra flagellazione. Ciononostante Raimondo continuò a operare delle conversioni. Questa volta però il governatore non solo lo fece battere e frustare, ma lo fece condurre per le vie della città carico di catene, poi chiamò un carnefice che gli trapassò le labbra e gliele chiuse con un lucchetto, dandone la chiave in consegna al giudice. Così Raimondo fu ridotto al silenzio e poteva aprir bocca soltanto nelle ore di refezione. Stette così in prigione otto lunghi mesi, finchè S. Pietro Nolasco ebbe mandato il denaro per il riscatto.

autore Vincenzo Carducci anno XVI-XVII sec.
PRATICA Facciamo qualche sacrificio per i nostri fratelli.
PREGHIERA. Dio, che rendesti mirabile il tuo beato confessore Raimondo nel liberare i tuoi fedeli dalla cattività degli empi, concedici per sua intercessione, che sciolti dai lacci dei peccati, compiamo con libertà di spirito la tua volontà.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Cardona in Catalogna, san Raimondo Nonnato, che fu tra i primi compagni di san Pietro Nolasco nell'Ordine della Beata Maria Vergine della Mercede e si tramanda che abbia molto patito in nome di Cristo per la liberazione dei prigionieri.
domenica 30 agosto 2026
tel: 090.98 17 388
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U Marmuraru di Bartolomeo Basile, artigiano in Lipari - Via Francesco Crispi (Marina Lunga)
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"La natura crea, io la modello: la mia professione ed esperienza, acquisita negli anni, tramandatami prima dal nonno e, poi, da mio padre, si vede in ogni lavoro che eseguo usando mani, testa, cuore e passione.
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IL VIDEO CON ALCUNI DEI LAVORI REALIZZATI:
Centenario viola. Intervista de "La Nazione" a Riganò, il bomber della rinascita: "Una responsabilità enorme. Questa sarà sempre casa mia"
Intervista all’attaccante di Lipari che fu il trascinatore della Florentia Viola dalla C2 alla serie A. La forza del gruppo e l’esperienza di Mondonico: "Con lui un rapporto schietto e sincero"
Firenze, 29 agosto 2026 – Nell’estate del 2002, dalle ceneri del fallimento dell’ACF Fiorentina, nacque la Florentia Viola in Serie C2. Per l’attacco, la dirigenza doveva scegliere il bomber a cui affidare la rinascita: il duello di mercato fu tra Giovanni Prisciandaro e Christian Riganò. La scelta cadde sul bomber di Lipari, reduce da 27 gol con il Taranto. Fu l’inizio di una favola straordinaria, fatta di gol a grappoli, una doppia promozione fulminea fino alla Serie A sotto la guida di Emiliano Mondonico e un amore viscerale per la città, tanto da spingere Riganò a stabilirsi a Firenze a fine carriera.
Bomber, partiamo dall’estate 2002. Cosa la convinse a firmare?
"La risposta è semplice: la storia. Quando ti chiama una piazza come Firenze, la categoria non conta più. Sapevo che la città stava soffrendo per un’ingiustizia enorme, il fallimento era una ferita aperta. Per me, che avevo passato anni tra i dilettanti e sui pontili a fare il muratore, quella chiamata rappresentava l’occasione della vita. Non ho pensato ai rischi, ho pensato solo che avrei indossato una maglia gloriosa. C’era un popolo intero da trascinare e io avevo una fame incredibile di gol e di riscatto".
l ds Giovanni Galli la scelse dopo una lunga riflessione, preferendola a Giovanni Prisciandaro, un altro bomber di culto della categoria…
"Galli cercava un uomo d’area che potesse caricarsi sulle spalle l’intero peso dell’attacco e della rinascita. Mi dette fiducia totale e io volevo ripagarla a ogni costo. Quella scelta per me fu uno stimolo enorme. Sentivo la responsabilità di dimostrare che il direttore non si era sbagliato. Quando entravi al “Franchi” in C2 e vedevi trentamila persone sugli spalti, capivi che non potevi fallire".
E di gol ne fece tantissimi: 30 in quel campionato di C2.
"Ricordo l’affetto incredibile della gente. Viaggiavamo su campi di ’periferia’, stadi minuscoli, ma i nostri tifosi erano sempre lì. Sentivamo l’obbligo di vincere ogni singola partita. Il gol più bello fu l’ultimo, quello della festa, ma l’emozione più grande era vedere i bambini con la maglia della Florentia Viola. Stavamo ricostruendo l’orgoglio di una città. È stata un’annata magica, faticosa ma indimenticabile".
Poi l’estate successiva, la Figc vi catapulta in Serie B.
"Fu uno shock positivo, ma anche una complicazione. Eravamo partiti per la C1 e ci ritrovammo in una Serie B a 24 squadre, un campionato infinito e massacrante. L’inizio fu difficile, la squadra doveva assestarsi e la maglia della Fiorentina, tornata finalmente col suo nome e i suoi colori, pesava il doppio. Io però non mi sono spaventato. Ho continuato a fare quello che sapevo fare meglio: lottare in mezzo e fare gol: 23 alle fine".
A metà stagione arriva in panchina Emiliano Mondonico…
"Il mister è stato fondamentale. Un uomo di calcio vero, genuino, che sapeva toccare le corde giuste nello spogliatoio. Mondonico ci ha dato la serenità e la concretezza che ci mancavano. Capiva i giocatori come pochi altri. Con me aveva un rapporto schietto, da uomo a uomo. Mi diceva sempre: “Tu pensa a stare in area, che la palla arriva”. Ha saputo compattare il gruppo nei momenti difficili. Se siamo arrivati allo spareggio lo dobbiamo alla sua saggezza e alla sua capacità di leggere i momenti".
La promozione in Serie A arriva proprio attraverso il doppio spareggio contro il Perugia. Cosa si prova a riportare la Fiorentina nel massimo campionato da capitano?
"Un orgoglio indescrivibile. Lo spareggio è stata una sofferenza pura. All’andata vincemmo a Perugia con un gol di Enrico Fantini. Al ritorno l’atmosfera era surreale. Quando l’arbitro ha fischiato la fine dell’1-1, è stata una festa incredibile. Vedere la gente piangere di felicità sugli spalti mi ha fatto capire cosa avevamo fatto. In due anni avevamo cancellato l’inferno e riportato Firenze dove meritava. Io ero il capitano di quella rinascita, un ex muratore venuto da Lipari...".
La sua carriera l’ha portata lontano da Firenze, ma il suo legame con la città non si è mai spezzato.
"Firenze mi ha adottato. Quando sono arrivato ero un calciatore stimato, quando me ne sono andato ero uno di loro. Il legame calcistico è diventato un legame di vita. Qui la gente mi rispetta non solo per i gol, ma per l’impegno e il sudore che ho sempre speso per questa maglia. Ho girato tanto, ma il mio cuore è rimasto sempre qua. I fiorentini sono passionali, esigenti, ma sanno darti un amore immenso se dimostri attaccamento".
Cosa significa per lei vivere a Firenze oggi?
"Camminare per strada e sentirmi a casa, circondato dall’affetto di una tifoseria che non dimentica chi ha sputato sangue per i colori viola. È la mia città".
Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (120° puntata) Porto Pignataro...così iniziò tutto
Prendiamo spunto da questo scritto e da questa foto, pubblicati dal caro Sandro Saccheri, per ricordare sia il periodo in cui prese il via l'assistenza alle imbarcazioni da diporto a porto Pignataro, sia il caro Antonio (Stecca) Pellegrino.
Scrive Sandro Saccheri su fb: "Il Trio di Pignataro quando si prendeva conto anche dei figli dei clienti ricordi che nessuno ci può togliere Antonio, Stecca, Sandro ci siamo inventati il primo vero servizio per il turismo Nautico: Ormeggio,assistenza, salvataggio,lavanderia,ghiaccio,acqua,sempre con gentilezza e professionalità. Oggi è una Marina attrezzata ma tutto iniziò negli anni settanta/ ottanta".
Nave dei rifiuti ai lavori: Preoccupazione a Panarea
La notizia che la nave dei rifiuti dovrà andare ai lavori per due giorni, interrompendo, di conseguenza, il servizio, tra creando una certa apprensione a Panarea.
Nonostante non ci sia il boom dei giorni, l'isola è abbastanza frequentata e la produzione dei rifiuti ancora notevole. Per questo il fermo, di due giorni, della nave desta una certa preoccupazione, sia dal punto di vista della salubrità che dell'immagine.
Sembrerebbe si stia "studiando" di utilizzare le navi di linea: una soluzione che si prospetta complessa e che, se attivata, potrebbe non risolvere la problematica.
Centro Comunale di Raccolta RSU a Panarea: Chiesto l'intervento del presidente della Regione siciliana
Oggetto: Panarea – Centro Comunale di Raccolta RSU previsto
a circa 3 metri dai confini di proprietà private e in strettissima
prossimità delle abitazioni. Richiesta urgente di intervento e sospensione
cautelativa dei lavori.
Egregio Signor Presidente,
i ricorrenti nel giudizio innanzi al T.A.R. Sicilia, Sezione staccata di
Catania (Sez. II), n. 1626/2026 R.G., si rivolgono per il tramite del
sottoscritto, Dr. Marco Abate, direttamente a Lei per sottoporLe una vicenda
che sta suscitando profonda preoccupazione a Panarea e che, per le sue implicazioni
ambientali, paesaggistiche e sociali, riteniamo meriti un urgente
interessamento della Presidenza della Regione siciliana.
Il Comune di Lipari sta realizzando sull’isola un nuovo Centro Comunale di Raccolta dei rifiuti (C.C.R.), finanziato nell’ambito del PNRR – Programma “Isole Verdi”.
Desideriamo chiarire immediatamente un punto essenziale: non contestiamo la necessità di dotare Panarea di un sistema moderno ed efficiente per la gestione dei rifiuti. Contestiamo la scelta di realizzare questo impianto proprio in quel luogo.
Il perimetro del nuovo C.C.R. è previsto a circa 3 metri dai
confini di proprietà private e a soli 20 metri dalla prima
abitazione. Questa prossimità assume ulteriore rilievo alla luce della
relazione tecnica dell’Ing. Salvatore Forte “Considerazioni sul progetto
esecutivo per la realizzazione di un centro comunale di raccolta RSU nel Comune
di Lipari, isola di Panarea”, datata 28 febbraio 2026, che analizza
specificamente gli impatti ambientali, gestionali e la distanza del C.R.C. dal
tessuto abitato.
-
richiama, quale elemento di valutazione della localizzazione, il principio secondo
cui, “[n]ell’ambito delle valutazioni ambientali relative alla gestione di
impianti destinati al trattamento di rifiuti urbani e speciali, la distanza
minima di 3 km dal centro abitato costituisce generalmente un criterio
escludente. Con riferimento alle case sparse, si procede inoltre alla
verifica della loro presenza entro un raggio di almeno 500 metri
dall’impianto; tale elemento rappresenta un ulteriore fattore penalizzante
ai fini della localizzazione e realizzazione dell’intervento”;
-
evidenzia che “[i] residenti collocati entro 50 m dall’impianto sarebbero
esposti, con elevata probabilità, a una pluralità di effetti - acustici,
odorigeni e luminosi - e considera altamente probabili effetti odorigeni e
acustici anche entro 100 m in direzione Sud-Est, tenuto conto della direzione
prevalente dei venti”.
Tutto questo avviene a Panarea, una piccola isola di straordinario valore ambientale e paesaggistico, inserita nel sistema europeo “Natura 2000”.
Una scelta effettuata senza un reale dialogo con la popolazione:
A rendere la situazione ancora più difficile da comprendere è stata, a nostro avviso, la mancanza di un autentico confronto preventivo con la popolazione interessata. Una decisione così delicata, destinata a modificare in maniera permanente una zona residenziale dell’isola e a incidere direttamente sulla vita delle persone che vi abitano, avrebbe meritato un processo trasparente di confronto sulle possibili localizzazioni. Questo confronto non vi è stato nella misura che una scelta di tale impatto avrebbe richiesto. La forte opposizione manifestatasi successivamente non può pertanto essere liquidata come contrarietà alla realizzazione di un’opera pubblica. Essa nasce innanzitutto da una domanda estremamente semplice: perché realizzare un Centro Comunale di Raccolta a circa tre metri dai confini di tre proprietà private e in così stretta prossimità di numerose abitazioni, senza avere prima discusso seriamente con la comunità le possibili alternative?
L’alternativa di Punta Palisi:
La domanda è ancora più pertinente perché un’alternativa era già stata concretamente presa in considerazione in passato. A Punta Palisi era stata, infatti, proposta una soluzione per la raccolta e la riduzione volumetrica dei rifiuti differenziati, in prossimità dell’area utilizzata tuttora dai mezzi del servizio di raccolta. Tale soluzione era stata presa in considerazione nella programmazione comunale già nel 2021.
Non sosteniamo in questa sede che quel progetto debba necessariamente essere riproposto nelle medesime forme: ogni localizzazione deve essere sottoposta alle necessarie verifiche tecniche e ambientali.
Il punto è un altro.
Punta Palisi dimostra che sono state considerate in passato localizzazioni alternative rispetto all’attuale area posta a ridosso delle abitazioni. Una precedente petizione promossa per sostenere una soluzione alternativa per la gestione dei rifiuti a Panarea aveva raccolto oltre 1.300 firme, a dimostrazione di quanto il tema della localizzazione sia sentito dalla comunità. In questi ultimi mesi, un’altra petizione per la revisione del progetto di C.C.R. di Panarea ha raccolto più di 950 firme.
Di fronte a questi precedenti, riteniamo legittimo chiedere perché non sia stato avviato un vero confronto pubblico e tecnico sulle alternative prima di scegliere un terreno il cui perimetro si colloca a circa tre metri dai confini di tre proprietà private e in strettissima prossimità del tessuto residenziale.
Una vicenda sulla quale il T.A.R. è già intervenuto:
Vi è poi un elemento istituzionale di particolare importanza. Il T.A.R.
Sicilia, Sezione staccata di Catania, con sentenza n. 623 del 27
aprile scorso, ha già annullato importanti atti del precedente
procedimento relativo alla medesima opera. Tale circostanza merita di
essere sottolineata anche alla luce delle erronee dichiarazioni
pubblicamente diffuse dall’Assessore comunale Gianni Iaconino sulla pagina
Facebook “Rinascita Eoliana –
Riccardo Gullo Sindaco”, che alleghiamo per opportuna conoscenza. Sul
piano ambientale, il T.A.R. ha stabilito che, sebbene un centro di raccolta non
sia automaticamente soggetto alla procedura di V.I.A., occorre valutare se, in
combinazione con gli altri interventi previsti nella stessa area, l’impatto
complessivo possa diventare significativo e negativo e rendere quindi
necessaria una verifica di assoggettabilità a V.I.A..
Un ulteriore elemento: il venir meno dell’urgenza legata al P.N.R.R.:
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento che riteniamo meriti un chiarimento immediato. Il progetto era stato originariamente finanziato nell’ambito del PNRR – Missione 2, Componente 1, Investimento 3.1, Programma “Isole Verdi”. Le linee guida nazionali hanno fissato al 30 giugno 2026 il termine per l’ultimazione degli interventi, lasciando tempo fino al 31 agosto 2026 per la finalizzazione della documentazione necessaria alla rendicontazione.
I lavori del C.C.R. di Panarea sono, invece, iniziati soltanto il 21 luglio 2026, quando il termine per la loro ultimazione era già inutilmente decorso.
Questo assume particolare rilievo anche rispetto alla disciplina dei lavori durante la stagione turistica, compresi i giorni festivi. L’ordinanza sindacale n. 31 del 17 giugno 2026, successivamente rettificata e integrata il 26 giugno successivo, ha disposto dal 4 luglio al 5 settembre la sospensione generale dei lavori edili o rumorosi nelle isole del Comune, prevedendo una specifica deroga, tra gli altri, per le opere finanziate nell’ambito del P.N.R.R., proprio in ragione dei tempi stringenti di attuazione. Tale urgenza era legata alle scadenze finali del Piano. Considerato che il C.C.R. non è stato completato entro il 30 giugno, ci chiediamo se la deroga prevista dall’ordinanza possa ancora essere legittimamente applicata a questo cantiere. In particolare, il Comune dovrebbe dimostrare che l’intervento conservi concretamente la qualificazione e la copertura P.N.R.R. e che i lavori attualmente eseguiti siano ancora utili al conseguimento di un obiettivo realizzabile e rendicontabile entro il 31 agosto. Circostanza che, alla luce del recente avvio dei lavori (soltanto il 21 luglio) e dello stato attuale del cantiere documentato dalle fotografie allegate, appare meritevole di un urgente chiarimento.
La circostanza appare ancora più rilevante considerando che alcuni atti comunali pubblicati anche nel mese di agosto continuano formalmente a qualificare l’intervento come P.N.R.R.. Chiediamo, pertanto, che venga chiarito con urgenza quale sia oggi l’effettiva fonte di finanziamento dell’opera e, conseguentemente, se la deroga al divieto estivo dei lavori possa ancora essere legittimamente invocata.
È soprattutto questa situazione che ci induce a rivolgerci direttamente a Lei.
Quale interesse pubblico può giustificare la prosecuzione
accelerata dei lavori per realizzare un centro di raccolta dei rifiuti a circa
tre metri dai confini di tre proprietà private e in strettissima prossimità
delle abitazioni quando il T.A.R., tra poche settimane, dovrà decidere proprio
sulla richiesta di sospensione dell’opera?
La nostra richiesta:
-
la piena conformità del nuovo procedimento alla sentenza del
T.A.R. di Catania n. 623/2026, con particolare riferimento agli effetti
cumulativi e alla questione V.Inc.A./screening
V.I.A.;
-
le ragioni che hanno determinato la scelta di localizzare
il perimetro del C.C.R. a circa tre metri dai confini di tre proprietà private
e in strettissima prossimità di numerose abitazioni, nonostante l’estrema
delicatezza del contesto;
-
se siano state adeguatamente e comparativamente esaminate
le localizzazioni alternative, comprese quelle considerate negli anni
precedenti, come Punta Palisi;
- la possibilità, nell’ambito delle competenze regionali, di adottare ogni iniziativa utile a consentire una sospensione cautelativa dei lavori almeno fino alla decisione cautelare del T.A.R. al termine della camera di consiglio del 10 settembre p.v..
Non chiediamo alla Regione di sostituirsi al giudice
amministrativo, chiediamo esattamente il contrario, cioè che:
-
si consenta al giudice di
pronunciarsi prima che l’avanzamento dei lavori rischi di rendere inutile o
comunque molto meno efficace la tutela cautelare richiesta;
- una decisione destinata a incidere profondamente sul futuro di Panarea non venga imposta senza ascoltare chi sull’isola vive, lavora, investe e tutela da generazioni il suo territorio. Un servizio pubblico necessario può e deve essere realizzato, ma nel luogo giusto, con le necessarie garanzie ambientali e attraverso un confronto reale con la comunità interessata.
Panarea merita una soluzione condivisa e sostenibile, non una corsa contro il tempo per costruire un centro di raccolta dei rifiuti a circa tre metri dai confini di tre proprietà private e nel cuore di un’area residenziale.
Confidando nella Sua sensibilità istituzionale e nella Sua attenzione verso la tutela delle isole minori siciliane, restiamo in attesa di un Suo cortese e urgente riscontro.
Con osservanza.
Anche per i Sigg. Marina Abate,
Daniela Cecchele, Gennaro Matacena, Gabriella Ferrari Bravo, Lorenzo Matacena, Bruno Matacena, Antonio Marzo, Giovanni Marzo, Vincenzo
Tesoriero, Mirella Masi, Salvatore Tesoriero Matteo Garbaccio, e Paola Garbaccio Iaria, Marco Abate
Adesioni alla lettera


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