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giovedì 27 agosto 2026

Comitati di Alicudi e Filicudi: "Trenta giorni: nessuna risposta. La trasparenza non può essere facoltativa"

Trenta giorni, nessuna risposta: i Comitati Civici : Scoglio vivo Alicudi e Occhio vigile su Filicudi , richiamano l’attenzione sul diritto dei cittadini alla trasparenza e all’accesso alle informazioni pubbliche, chiedendo che le istituzioni rispettino i tempi previsti dalla legge e garantiscano risposte su temi che riguardano direttamente il territorio, le risorse pubbliche e il futuro delle isole.Richiamano l’attenzione sul diritto dei cittadini alla trasparenza e all’accesso alle informazioni pubbliche, chiedendo che le istituzioni rispettino i tempi previsti dalla legge e garantiscano risposte su temi che riguardano direttamente il territorio, le risorse pubbliche e il futuro delle isole.

U Marmuraru di Bartolomeo Basile, artigiano in Lipari - Via Francesco Crispi (Marina Lunga)

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Massima puntualità e serietà per soddisfare le vostre esigenze"

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IL VIDEO CON ALCUNI DEI LAVORI REALIZZATI: 



 

Scopri dove fare il pieno prima di salpare!

A LIPARI (EOLIE) E’ DISPONIBILE UN MODERNO IMPIANTO CARBURANTI

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Tel. 0909812335
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Per l'eroe Elio Benenati proposta medaglia al Valor civile

Una medaglia al Valor civile per il sovrintendente della Riserva naturale di Salina, Elio Benenati per il coraggioso e rischioso intervento di salvataggio posto in essere lo scorso 6 agosto a Pollara, nel territorio di Malfa, per salvare due turisti russi, un uomo e una donna, rimasti intrappolati su una parete rocciosa che avevano, inopinatamente, scalato. 
La proposta di un riconoscimento ufficiale per Benenati arriva dalla Fp Cgil Messina che annuncia la presentazione di una formale istanza al sindaco metropolitano e al sindaco di Malfa. 
Benenati, in quell’occasione, si era calato nel vuoto per raggiungere i due escursionisti, utilizzando come punto di assicurazione un arbusto instabile, in un’area caratterizzata dalla forte friabilità della falesia e dall'assenza di ancoraggi sicuri. 
I due turisti vennero recuperati uno alla volta e riportati in una condizione di sicurezza. 
Al termine dell'operazione, il sovrintendente accusò un malore, conseguenza dello sforzo e della forte tensione accumulata durante il salvataggio. 
“Il coraggio dimostrato dal collega Elio Benenati va ben oltre il pur encomiabile senso del dovere professionale” - sostiene la Fp Cgil. Solo grazie alla sua profonda esperienza e perizia l'intervento non si è trasformato in un'ulteriore situazione di pericolo”. 
L'episodio viene indicato come esempio del valore espresso, quotidianamente, dal personale delle funzioni locali e della vigilanza territoriale. 
Benenati, secondo la ricostruzione del sindacato, ha scelto di mettere a rischio la propria sicurezza per raggiungere due persone che non riuscivano più a salvarsi autonomamente. 
Ora toccherà alle istituzioni, prefettura compresa, stabilire se il gesto possieda i requisiti per il conferimento della medaglia al valor civile. 
Il sovrintendente non è nuovo ad episodi di salvataggio, compiuti all’interno della Riserva di Salina, e per i quali gli sono stati attribuiti attestati di benemerenza ed encomi

Sabato a Canneto i funerali di Melisa Gabriela Echevarria

Le onoranze funebri sono a cura della ditta ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le nostre condoglianze

E' deceduta Giuseppina De Losa in Natoli

Alla famiglia le nostre condoglianze
 

Ristorante Filippino: L’autenticità dei sapori del Mediterraneo

Situato nella panoramica Piazza del Municipio a Lipari, vicino al tipico castello neolitico che ospita il Museo Eoliano, il ristorante da Filippino è un ambiente rustico, caratteristico e d’atmosfera, interprete di rilievo dell’eccellenza del gusto eoliano.

Oggi, dopo 100 anni di storia, il Filippino è un ristorante moderno e funzionale, articolato in due sale interne e in una grande e rinnovata terrazza climatizzata.

L’arredamento, in legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante, con mobili d’epoca e un caldo camino.

Le specialità proposte sono prevalentemente legate alla cucina di mare, regionale, con piatti a base di pesce fresco pescato quotidianamente, unitamente a materie prime dell’isola, quali le verdure e gli oli, che ne esaltano il sapore. Il ristorante dispone inoltre di un’ottima cantina vini con una selezione che include più di 100 etichette, oltre a un’ottantina di grappe. Complessivamente offre la disponibilità di 250 coperti. E l’accoglienza e l’attenzione alle esigenze di ogni cliente sono sempre di casa: oggi come ai primi del Novecento.

Sanità, ASP Messina: nessun disservizio per l'utenza dopo lo stop delle convenzioni con l'A.O. Papardo. Continuità e copertura del personale già pianificate e garantite.

La Direzione Generale rassicura i cittadini:. I servizi di Emergenza-Urgenza, Anestesia e Cardiologia restano pienamente operativi.

Scrive il direttore amministrativo Giancarlo Niutta: In merito alla recente nota trasmessa dall’Azienda Ospedaliera Papardo relativa alla temporanea sospensione, con decorrenza dal 31 agosto p.v., delle attività svolte in regime di convenzione interaziendale per le discipline di Cardiologia, Anestesia e Rianimazione e Pronto Soccorso, e il conseguente dibattito accesosi sui social, la Direzione Strategica dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Messina intende rassicurare l’intera cittadinanza e l'utenza del territorio. L'ASP di Messina evidenzia infatti che era già stata programmata da tempo la diretta copertura dei posti nei presidi ospedalieri provinciali con ogni strumento consentito dalla vigente normativa e il venir meno delle convenzioni in oggetto non comporterà alcun tipo di contraccolpo nell’erogazione delle prestazioni sanitarie presso i propri presidi".

Eolienews ricorda Guy Giuffrè

La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento


 





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Oggi, 27 agosto: Santa Monica

S. Monica, sempre grandemente venerata dalla Chiesa e posta a modello delle madri cristiane, nacque a Tagaste, in Africa nel 331, da famiglia cristiana, nella quale fin dall'infanzia imparò a conoscere e ad amare Iddio. Ebbe anch'essa, come tutti i fanciulli, certi difetti propri dell'età giovanile, come la golosità, che si manifestava in lei con una spiccata tendenza verso il vino, ma ammonita in tempo dai parenti e aiutata dalla grazia ben presto si corresse.

Fatta giovanetta, i suoi genitori la sposarono ad un legionario romano di nome Patrizio, galantuomo, ma pagano di religione. Non si smarrì la Santa, anzi, suo primo pensiero, unendosi al compagno della sua vita, fu di guadagnarlo a Gesù Cristo mediante una vita sottomessa, fatta di rispetto e di amore.

Per questo ella mantenne sempre una condotta irreprensibile, soffrendo pazientemente senza permettersi mai alcun rimprovero. Tanti sacrifici nascosti agli occhi degli uomini, ma manifesti a Dio, Padre di tutti gli uomini, non potevano non essere esauditi e ripagati.

Ed ecco che Monica ebbe la consolazione di vedere il marito, un anno prima della sua morte, abbracciare la fede cattolica, rinunziando ai suoi vizi e passando nella pratica delle virtù il rimanente della vita.

Intanto ella era divenuta madre di tre figli: Agostino, Novigio e una figlia, di cui ignoriamo il nome.

Le cure che la santa madre profuse per la buona educazione dei figli furono certamente grandi; pur tuttavia, Agostino, attirato più dagli amici che lo invitavano al male che dalle raccomandazioni materne, deviò, ponendo così a durissima prova la virtù della sua povera mamma. Ella infatti vedendo il figlio adescato dall'errore e dal vizio, non faceva che elevare al cielo fervorose preghiere, unite a calde lacrime, per impetrarne la conversione. Le sue abbondanti lacrime e fervorose preghiere ottennero la conversione del figlio.

Nel 375 Agostino si trasferì a Cartagine per insegnarvi eloquenza. Nel 383 si imbarcò nottetempo per Roma dove, dopo aver superato una lunga malattia, cominciò ad insegnare eloquenza e retorica. Finché ottenne un posto, tramite il prefetto di Roma Simmaco, a Milano.

A Milano, venne raggiunto dalla mamma, la quale, non considerando le fatiche del viaggio ma solo il bene del figlio, era partita, sola, alla ricerca di lui. Quivi finalmente sarebbero stati appagati i suoi desideri ed esaudite le sue suppliche. Infatti unitasi nel suo apostolato col grande arcivescovo S. Ambrogio che la incoraggiava dicendole: « Non puó andar perduto un figlio di tante lacrime », riuscì con la grazia di Dio a trarre alla fede cattolica Agostino alla fine del 386, che l'anno seguente, ricevette il Battesimo per mano di Ambrogio nella Pasqua del 387 e cominciò una vita santa e feconda di apostolato.

Ringraziato Iddio per tanto favore, Monica e Agostino decisero di prendere la via del ritorno; ma la pia madre, che ormai aveva compiuta la sua missione su questa terra, ad Ostia si ammalò gravemente ed in pochi giorni, felice per la conversione del figlio ottenuta, rese la bell'anima a Dio. Era il 27 agosto dello stesso anno 387.

PRATICA. Imparino i genitori a vigilare sull'educazione cristiana dei figli e a prodigare ad essi le loro maggiori cure.

PREGHIERA. Dio, consolatore degli afflitti e salvezza di quelli che sperano in te, che misericordioso riguardasti alle pie lacrime della beata Monica per la conversione del figliuolo suo Agostino, donaci per l'intervento d'ambedue di deplorare i nostri peccati e di ottenere il favore della tua grazia.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di santa Monica, che, data ancora giovinetta in matrimonio a Patrizio, generò dei figli, tra i quali Agostino, per la cui conversione molte lacrime versò e molte preghiere rivolse a Dio, e, anelando profondamente al cielo, lasciò questa vita a Ostia nel Lazio, mentre era sulla via del ritorno in Africa.


 

Buongiorno e buon giovedì con questa cartolina dalle Eolie


 

 


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mercoledì 26 agosto 2026


 

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Consulta giovanile nell'isola di Salina. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 26 agosto 2026


 

Dal 31 agosto all'ospedale di Lipari sospensione temporanea della convenzione con il Papardo per Cardiologia, Anestesia e Rianimazione e Pronto Soccorso

Un grazie per la segnalazione a Daniele Corrieri - Controcorrente eoliana


 






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Le Eolie nelle stampe d'epoca (118° puntata): Esplosione sullo Stromboli, vista dal mare


 

Il Vascelluzzo di Messina e il Vascelluzzo di Lipari in Processione per il 24 agosto 2026 (video: Mario Profilio)

È stata una festa di San Bartolomeo particolarmente significativa quella vissuta quest’anno a Lipari, dove, accanto al venerato simulacro d’argento del Patrono, ha sfilato in processione anche il Vascelluzzo di Messina, tornato sull’isola a cento anni dal suo storico arrivo. 
 Un ritorno carico di memoria, che ha impreziosito le celebrazioni del 24 agosto e rinnovato un legame religioso e culturale antico. 
Il prezioso reliquiario messinese era infatti arrivato a Lipari il 22 agosto 1926, portando con sé un frammento della pelle di San Bartolomeo, ottenuto dall’arcivescovo di Messina Angelo Paino dal Patriarca e dal Capitolo della Cattedrale di Venezia. 
La reliquia fu donata alla comunità eoliana e accolta nella baia di Portinente da una folla di fedeli. 
Proprio in quella occasione monsignor Paino invitò i liparesi ad avere un proprio Vascelluzzo. L’appello fu raccolto dalla comunità: grazie alle offerte degli eoliani residenti e di quelli emigrati, nel 1930 venne realizzato il Vascelluzzo di Lipari, destinato a custodire la preziosa reliquia. 
Quest’anno, dunque, il Vascelluzzo messinese è tornato a Lipari dopo un secolo, grazie alla disponibilità della Confraternita di Santa Maria dei Marinai di Messina. 
Il 23 agosto era stato accolto a Marina Corta e accompagnato in processione verso la Cattedrale insieme al clero, al Seminario di Messina e alle confraternite dell’isola, in occasione dei Primi Vespri della solennità. 
Il ritorno del Vascelluzzo ha riportato alla memoria quel viaggio del 1926. 

Lipari IC iscritto al campionato di II categoria


 

Tenuta di Castellaro, il 27 agosto, al tramonto: Sissy Castrogiovanni Duo: Tra due mondi

27 AGOSTO – Ore 18,05

Sissy Castrogiovanni Duo: Tra due mondi

Un viaggio sonoro, chitarra e voce, tra le radici della Sicilia e l'energia pulsante dell'America.

Tra Sicilia e America, Sissy Castrogiovanni fonde tradizione siciliana, jazz contemporaneo e sonorità mediterranee. Un linguaggio originale che la critica ha definito "Sicilian Jazz".

Between Sicily and America, Sissy Castrogiovanni blends Sicilian traditions, contemporary jazz and Mediterranean sounds into a distinctive musical language known as "Sicilian Jazz".

Programmazione eventi a cura di Zō Centro Culture Contemporanee

Event programming curated by Zō Center for Contemporary Cultures

 CONTATTI / CONTACTS

 La prenotazione è obbligatoria e il costo include il prezzo del biglietto e un calice di benvenuto.

 Booking is mandatory and the cost includes the ticket price and a glass of welcome wine.

 +39 345 4342755

booking@tenutadicastellaro.it

 COME RAGGIUNGERCI / HOW TO REACH US

Bus di linea con fermata a 5 minuti a piedi

Public bus with stop 5 minutes away on foot

(http://www.ursobus.it/orario-ita.htm)

Taxi privato o mezzi propri

Private taxi or own vehicle

INFORMAZIONI UTILI / USEFUL INFORMATION

 Orario: inizio spettacolo un'ora prima del tramonto.

 Abbigliamento: la vista è da pelle d'oca... e anche la temperatura a Castellaro: copriti bene! In caso di maltempo l'evento si terrà al coperto, nella nostra suggestiva barricaia.

 Time: show starts one hour before sunset.

 Clothing: The view can give you goose bumps... as can the temperature here at Castellaro: be sure to layer up! In case of bad weather, the event will be held indoors, in our evocative barrel cellar.

 Al termine dell'esibizione, su prenotazione, la serata prosegue sulla terrazza del Castellaro Bistrot, tra emozioni enogastronomiche e raffinate selezioni musicali.

 At the end of the performance, by reservation, the evening continues on the terrace of the Castellaro Bistrot, with fine food and wine experiences and refined musical selections.

 Società Agricola Tenuta di Castellaro s.r.l.

Via Caolino s.n., 98055 Lipari (ME)


Alfa e Omega: Onoranze funebri nelle Eolie

Processione di San Bartolomeo del 24 agosto 2026: Secondo gruppo di 5 foto a cura del nostro collaboratore Bartolo Ruggiero


Eolienews ricorda Orazio Greco

 La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Domani al Raya di Panarea presentazione del romanzo "Naikryes Terra abbandonata dagli dei" delle gemelle Cirino


 

Per una vacanza di pieno relax a Lipari, in una zona tranquilla e a poche centinaia di metri dal centro storico dell'isola, HOTEL-ALBERGO "VILLA DIANA"
Villa Diana è in Via Edwin Hunziker (ex via Tufo) n°1
98055 LIPARI (ME) - Tel. e Fax: 0909811403 
www.villadiana.com - www.edwinhunziker.it 
email: info@villadiana.com - PEC: villadianalipari@pec.it

La Italiana Capers Sud srl  ha sede a Lipari, nelle splendide Isole Eolie, sin dal 1981, anno della sua costituzione. La Ditta produce, confeziona e commercializza capperi di eccellente qualità, sia convenzionali che biologici e anche certificati DOP. Il Cappero delle Isole Eolie, in considerazione delle sue peculiari caratteristiche ha infatti recentemente ottenuto il riconoscimento comunitario della Denominazione di origine protetta.
La Società propone alla clientela una vasta gamma di confezioni e di diversi calibri di capperi nonché i cucunci, (frutti del cappero) a marchio  “CAPPARIS “,  che si rivelano deliziosi e particolarmente indicati per aperitivi e raffinati antipasti.
La Italiana Capers Sud srl ha inoltre realizzato un nuovo prodotto: i “CAPPERI FRANTUMATI”, essiccati con un sistema innovativo, che conserva ed esalta la loro notevole ed inconfondibile capacità aromatica. Si tratta di un insaporitore di estrema versatilità, adatto a molti piatti grazie alla sua semplicità e praticità nell’impiego.
PROVA I NOSTRI CAPPERI, VEDRAI LA DIFFERENZA!
Indirizzo: Località Pianogreca snc  - 98055 LIPARI (ME)

Tel. 0909811202 -  www.capersud.itinfo@capersud.it

Oggi, 26 agosto: Sant'Alessandro di Bergamo

Ai primi giorni d'autunno, l'esercito di Massimiano Cesare si trovava nelle valli svizzere, non lontano dalla conca del lago Lemano. Più che una guerra guerreggiata, lo aspettava una insidiosa guerriglia contro i fieri montanari del paese, sempre ribelli e costantemente inquieti.

Le Alpi, tutt'intorno, erano già incappucciate di neve. Faceva freddo. I soldati della legione risognavano la calda sabbia della loro terra natale. Era infatti una legione di soldati egiziani, detta Legione Tebana perché reclutata nella Tebaide, attorno alla città di Tebe.
Ad Agaunia, il primicerius Maurizio ordinò l'alt ai suoi legionari. Fece disporre il campo, in attesa di ordini da Octodurum. Da Octodurum, Massimiano Cesare ordinò che, in attesa di attaccar battaglia, si celebrasse un sacrificio propiziatorio agli dei.

I soldati cristiani della Legione Tebana si rifiutarono di eseguire l'ordine sacrilego. Massimiano minacciò rappresaglie, ma nessuno cedette. Giunse allora un reparto di littori per le misure disciplinari. Un soldato su ogni dieci della Legione Tebana cadde sotto il gladio. Ma i superstiti non si lasciarono intimorire, e si fecero vicendevolmente animo, spronati dal primicerius Maurizio. A Massimiano, mandarono a dire che la loro fedeltà agli insegnamenti del Signore era la più sicura garanzia della lealtà anche verso l'Imperatore. Seguì una seconda decimazione; poi una terza, finché tutti i legionari della cristiana legione furono giustiziati, ad Agaunia, in quell'autunno della fine del III secolo.

Anche il Sant'Alessandro festeggiato oggi, vien detto soldato della Legione Tebana, come molti altri Santi venerati nell'Italia settentrionale, perché aver appartenuto alla legione dei Martiri, per un cristiano e un soldato, appariva come il maggior titolo di nobiltà d'animo e di eroismo.

Egli sarebbe stato uno di quei pochi legionari i quali, trovandosi momentaneamente distaccati in altre località, sfuggirono all'eccidio di Agaunia, per subire poi il martirio in altri luoghi dove fiori la loro devozione.

Sant'Alessandro, per esempio, è l'amatissimo Patrono della città di Bergamo: perciò la leggenda lo fa morire a Bergamo, dopo essere sfuggito due volte al carcere e avere infranto gli idoli davanti al suo comandante e persecutore, Massimiano Cesare.

A lui, primo Martire e Patrono di Bergamo, è dedicata la Cattedrale della città, che sembra proteggere con la sua mole gli altri due bellissimi monumenti di Bergamo antica: la Chiesa di Santa Maria Maggiore, e la Cappella Colleoni, nel suggestivo e silenzioso scenario della Città Alta.
Ad Agaunia, il primicerius Maurizio ordinò l'alt ai suoi legionari. Fece disporre il campo, in attesa di ordini da Octodurum. Da Octodurum, Massimiano Cesare ordinò che, in attesa di attaccar battaglia, si celebrasse un sacrificio propiziatorio agli dei.

I soldati cristiani della Legione Tebana si rifiutarono di eseguire l'ordine sacrilego. Massimiano minacciò rappresaglie, ma nessuno cedette. Giunse allora un reparto di littori per le misure disciplinari. Un soldato su ogni dieci della Legione Tebana cadde sotto il gladio. Ma i superstiti non si lasciarono intimorire, e si fecero vicendevolmente animo, spronati dal primicerius Maurizio. A Massimiano, mandarono a dire che la loro fedeltà agli insegnamenti del Signore era la più sicura garanzia della lealtà anche verso l'Imperatore. Seguì una seconda decimazione; poi una terza, finché tutti i legionari della cristiana legione furono giustiziati, ad Agaunia, in quell'autunno della fine del III secolo.

Anche il Sant'Alessandro festeggiato oggi, vien detto soldato della Legione Tebana, come molti altri Santi venerati nell'Italia settentrionale, perché aver appartenuto alla legione dei Martiri, per un cristiano e un soldato, appariva come il maggior titolo di nobiltà d'animo e di eroismo.

Egli sarebbe stato uno di quei pochi legionari i quali, trovandosi momentaneamente distaccati in altre località, sfuggirono all'eccidio di Agaunia, per subire poi il martirio in altri luoghi dove fiori la loro devozione.

Sant'Alessandro, per esempio, è l'amatissimo Patrono della città di Bergamo: perciò la leggenda lo fa morire a Bergamo, dopo essere sfuggito due volte al carcere e avere infranto gli idoli davanti al suo comandante e persecutore, Massimiano Cesare.

A lui, primo Martire e Patrono di Bergamo, è dedicata la Cattedrale della città, che sembra proteggere con la sua mole gli altri due bellissimi monumenti di Bergamo antica: la Chiesa di Santa Maria Maggiore, e la Cappella Colleoni, nel suggestivo e silenzioso scenario della Città Alta.