COMUNICATO
STAMPA
Le Eolie tra le destinazioni Unesco più attrattive
d’Italia
Tra le priorità: destagionalizzazione, accessibilità e
migliore gestione dei flussi turistici
Le Isole Eolie, patrimonio Unesco per il loro valore
geo-vulcanologico, si confermano una delle destinazioni turistiche più
attrattive del Paese. Il sistema territoriale mostra un elevato livello di
sviluppo, sostenuto dalla forza dell’offerta turistica, da un tessuto
imprenditoriale dinamico e da un patrimonio naturale unico al mondo. Questo
quanto emerge dal Report sul livello
di sostenibilità turistica delle destinazioni che ospitano un sito Unesco,
realizzato da Isnart – Istituto nazionale ricerche turistiche e culturali –
nell’ambito del progetto speciale Mirabilia e promosso dalla Camera di commercio.
«Il
Report realizzato offre un’importante analisi sulla sostenibilità e sullo
sviluppo turistico delle Eolie, nostro prezioso sito Unesco – afferma il
presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina - con focus interessanti
sugli aspetti ambientali, sociali, economici e culturali. Dai dati emerge
chiaramente la forte attrattività turistica del sito, che va comunque meglio
disciplinata per garantire uno sviluppo sostenibile. A tal fine, è necessario
adottare azioni integrate in ambito ambientale, sociale, economico, culturale e
di governance, promuovendo una collaborazione più stretta tra enti, imprese e
comunità locali».
L’analisi assegna alle Isole Eolie un livello complessivo di
sviluppo turistico del 71%, uno dei valori più elevati tra le
destinazioni analizzate. A trainare il risultato, sono soprattutto le imprese turistiche (88%), i prodotti turistici (83%), la comunità locale (81%) e il
comparto dei turisti (74%),
mentre la governance raggiunge il 63%.
Le infrastrutture (40%) scontano
il carattere isolano, con particolare riferimento all’accessibilità e ai
collegamenti marittimi, che incidono sulla fruibilità dell’arcipelago durante
tutto l’anno. Il report evidenzia, inoltre, una domanda turistica
particolarmente solida. Dopo la flessione del biennio pandemico, le presenze hanno raggiunto nel 2024 il valore
più elevato della serie storica, confermando la forte capacità attrattiva
dell’arcipelago. Parallelamente, il 32% delle imprese attive appartiene alla filiera turistica, uno
dei valori più alti tra le destinazioni italiane, mentre la ricettività
extra-alberghiera risulta particolarmente sviluppata con una media di circa 570 strutture Airbnb per Comune,
a conferma dell’ampio coinvolgimento della comunità locale nell’economia del
turismo.
Sul piano ambientale emerge un
quadro decisamente positivo. Il consumo
medio di suolo si limita al 6%, la densità abitativa resta contenuta (135 abitanti per chilometro quadrato)
e oltre il 90% delle recensioni esprime
giudizi positivi sulla qualità naturalistica dell’arcipelago. Il Report
sottolinea, tuttavia, la necessità di monitorare con attenzione gli effetti
della forte concentrazione stagionale dei flussi su un ecosistema
particolarmente fragile e di eccezionale valore geo-vulcanologico. Gli
indicatori sociali evidenziano la principale criticità della destinazione.
La pressione turistica raggiunge i
32,2 turisti per residente, tra i valori più elevati del campione,
mentre la permanenza media si
attesta a 3,17 notti, un
valore positivo che suggerisce di puntare invece sulla destagionalizzazione al
fine di allungare la stagionalità. Positiva, invece, la presenza del Terzo settore,
con un ente del Terzo settore ogni
392 abitanti, elemento che rafforza il tessuto sociale
locale. Molto positivo anche il quadro economico. L’indice di imprenditorialità raggiunge 12 imprese ogni 100 abitanti, mentre
il 42,1% degli occupati lavora
nel settore turistico, confermando il ruolo centrale del turismo nell’economia
dell’arcipelago. Rimane, invece, contenuto il reddito pro capite, pari a 13.500 euro, dato che suggerisce di lavorare su una riduzione
della stagionalità e quindi su una maggiore continuità di reddito.
Anche il patrimonio culturale
rappresenta una leva importante per la competitività della destinazione. I
luoghi della cultura registrano una media di 7.793 visitatori per Comune, mentre risultano positivi anche gli
indicatori relativi alla percezione della dimensione artistica e alla qualità
dei servizi di guida. Il Report suggerisce di rafforzare ulteriormente gli
investimenti nella valorizzazione culturale per integrare sempre più il
patrimonio storico con quello naturalistico e geo-vulcanologico. Inoltre,
dal punto di vista climatico le Eolie confermano condizioni particolarmente
favorevoli. Il comfort climatico
interessa il 30,1% delle ore dell’anno, soprattutto nelle stagioni
intermedie, elemento che rafforza le potenzialità della destagionalizzazione.
Ancora più significativo il dato sulla qualità dell’aria, che risulta buona, discreta o moderata nel 99,5% delle ore dell’anno, uno dei
principali punti di forza della destinazione per il turismo naturalistico,
balneare e del benessere.
«La Carta nazionale della sostenibilità
turistica delle destinazioni che ospitano un sito Unesco rappresenta uno
strumento operativo che consente ai territori di misurare i propri punti di
forza e individuare con precisione gli ambiti sui quali intervenire – dichiara Loretta Credaro, presidente di Isnart.
Il report dedicato alle Isole Eolie evidenzia una destinazione che si colloca
ai vertici nazionali per attrattività e capacità imprenditoriale. La sfida oggi
consiste nel trasformare questa straordinaria forza competitiva in uno sviluppo
ancora più equilibrato, attraverso una migliore gestione dei flussi, il
rafforzamento dell'accessibilità, la destagionalizzazione e una governance sempre
più integrata. È questo l’obiettivo dell’approccio ESG-C sviluppato da Isnart:
fornire ai territori strumenti concreti per coniugare tutela del patrimonio Unesco,
qualità della vita delle comunità e crescita sostenibile».