Questo il testo di una petizione sottoscritta, al momento, da oltre 600 firme
Al Comune di Lipari
Alla Regione Siciliana
Alla Protezione Civile Regionale
Oggetto: Danni da mareggiate nel borgo di Acquacalda (Lipari) – NECESSITÀ DI INTERVENTI STRUTTURALI DI DIFESA COSTIERA E RIPASCIMENTO
I sottoscritti, residenti, proprietari di immobili ed esercenti attività commerciali nel borgo di Acquacalda, nel territorio del Comune di Lipari (ME), si rivolgono alle Spettabili Autorità in indirizzo per portare formalmente all’attenzione la grave e ormai non più differibile situazione di rischio idraulico-costiero che affligge il lungomare del borgo, le abitazioni e gli immobili prospicienti il litorale.
Come è notorio, il Lungomare di Acquacalda si sviluppa per oltre un chilometro e rappresenta l’unica arteria viaria a servizio del borgo, nonché la prosecuzione della viabilità che segue il periplo dell’Isola di Liapri. Ad Acquacalda dimorano stabilmente circa 300 persone nel periodo invernale e oltre 1.500 in quello estivo, con un patrimonio abitativo di oltre 250 unità e la presenza di circa sei esercizi commerciali tra attività stagionali e permanenti.
Nel corso degli ultimi sette anni, il borgo è stato ripetutamente colpito da eventi meteomarini di rilevante intensità, con una cadenza che si è fatta via via più sistematica:
26 dicembre 2019
11 settembre 2021
1 febbraio 2022
8 febbraio 2022
5 febbraio 2023
21 novembre 2024
24–25 ottobre 2025
10–11 gennaio 2026
12–13 febbraio 2026
17 febbraio 2026
Si tratta, in definitiva, di almeno dieci eventi significativi nell’arco di sette anni, con una frequenza media superiore a un episodio annuo e, pertanto, con un tempo di ritorno che non raggiunge i dodici mesi.
Tali fenomeni non possono più essere ascritti alla categoria degli eventi rari o eccezionali: la loro reiterazione con tale frequenza li colloca, a tutti gli effetti, nella sfera dell’ordinaria ciclicità stagionale.
La loro magnitudo ha assunto, in più occasioni, i tratti propri di un evento catastrofico, determinando:
L’interruzione totale della fruibilità dell’unica infrastruttura viaria del borgo (il lungomare);
Il danneggiamento grave e, in taluni casi, la distruzione di edifici prospicienti il litorale;
La grave compromissione dell’incolumità pubblica e privata;
Ingenti pregiudizi economici alle attività commerciali e all’economia turistica del territorio.
Pur avendo appreso dello stanziamento di risorse pubbliche destinate all’ennesimo ripristino del lungomare, i sottoscritti ritengono doveroso segnalare che il semplice rifacimento dell’infrastruttura stradale, per quanto necessario a ripristinarne l’accessibilità nell’immediato, non appare tecnicamente idoneo a garantire la protezione strutturale del borgo da futuri eventi di analoga o maggiore intensità.
Si tratterebbe, in altri termini, dell’ennesima misura emergenziale destinata, con ragionevole certezza, a rivelarsi insufficiente al successivo evento.
A seguito di confronto con qualificati esperti di Ingegneria Costiera, operanti sia in ambito nazionale che internazionale, tra i quali docenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Catania, emerge con chiarezza che un intervento realmente efficace dovrebbe prevedere la realizzazione di un sistema organico di difesa costiera finalizzato al ripascimento strutturale della spiaggia, ormai ridotta a pochi metri di ampiezza, con particolare riguardo alla zona centrale della baia.
In particolare, dal confronto preliminare con gli esperti dell’Università di Catania emerge la necessità di procedere a:
Realizzazione di opere marittime soffolte ovvero distaccate dalla battigia, posizionate a debita distanza dalla linea di riva;
Creazione di un sistema atto a favorire l’accumulo e la stabilizzazione del materiale sabbioso, contrastando i processi erosivi in atto;
Ripristino della funzionalità morfodinamica dell’arenile, quale prima e insostituibile barriera naturale di protezione del litorale.
Un approccio siffatto consentirebbe di:
Attenuare efficacemente l’energia del moto ondoso incidente sulla costa;
Assicurare una protezione strutturale e duratura a persone, abitazioni e beni;
Porre fine alla reiterazione ciclica di interventi emergenziali sulla sede stradale, con evidente spreco di risorse pubbliche;
Preservare e valorizzare la spiaggia di Acquacalda, annoverabile tra i pochissimi arenili dell’isola effettivamente e liberamente fruibili, senza comprometterne l’inestimabile valore paesaggistico e ambientale. Il tratto che dall’ innesto con la Strada Provinciale per Quattropani si sviluppa verso est in direzione di Canneto costituisce, invero, un bene di straordinario pregio da tutelare nell’interesse dell’intera comunità liparota: trattasi di uno dei rarissimi lembi costieri dell’isola ove sia ancora possibile la libera balneazione. Il ripetersi e l’intensità delle mareggiate sopra documentate hanno progressivamente eroso l’ampiezza di tale arenile, che abbisogna con urgenza di un intervento di ripascimento. Deve peraltro segnalarsi che la tipologia di opera che — stando alle notizie pervenute — risulterebbe finanziata per l’altro tratto di costa di Acquacalda, a ovest di San Gaetano, non sarebbe affatto funzionale alla conservazione della spiaggia, ma anzi ne determinerebbe l’integrale eliminazione.
Si ritiene pertanto indispensabile che il Comune di Lipari, la Regione Siciliana e la Protezione Civile Regionale vogliano fornire un formale e circostanziato riscontro in merito:
Alle soluzioni strutturali che si intendono adottare ai fini della mitigazione permanente del rischio idraulico-costiero;
Alla programmazione tecnica ed economica degli interventi, con l’indicazione dei termini previsti per la loro attuazione;
Alle modalità di impiego delle risorse pubbliche già stanziate o in corso di stanziamento, con specifica indicazione della destinazione degli stessi;
All’eventuale attivazione di studi idraulico-marittimi aggiornati e di una pianificazione integrata di difesa costiera, da condursi con il coinvolgimento della comunità residente.
Si rappresenta altresì che l’intero versante settentrionale dell’Isola di Lipari e il borgo di Acquacalda in particolare, risulta attraversato da una serie di incisioni idrografiche — piccoli e grandi corsi d’acqua — che, percorrendo pendii spesso costituiti da materiale scarsamente coesivo (segnatamente nelle aree in passato adibite all’estrazione della pomice), raggiungono il mare trasportando ingenti quantità di acqua e materiale solido.
In occasione degli eventi sopra descritti, caratterizzati da precipitazioni di eccezionale intensità, detti corsi d’acqua generano un autonomo rischio di carattere idrogeologico, che si somma e si sovrappone a quello idraulico-costiero dianzi esposto, amplificandone considerevolmente la magnitudo complessiva.
Alla luce di quanto sopra illustrato, appare evidente che l’obiettivo primario delle Amministrazioni preposte non possa ridursi alla mera ricostruzione dell’esistente, ma debba necessariamente coincidere con la messa in sicurezza definitiva del borgo di Acquacalda, nell’ineludibile ottica della prevenzione del rischio, della tutela della pubblica incolumità e della corretta e responsabile gestione delle risorse pubbliche.
Nella fiduciosa attesa di un sollecito e motivato riscontro, si porgono distinti ossequi.
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