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lunedì 20 aprile 2026

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Buon compleanno a Bart Monaco, Marianna Barone, Amelia Di Franco, Marìa Sulmira Guerrero Maticorena, Dario Santostefano, Susana Tesoriero, Vera Costanzo, Concetta Biviano, Eva Mandarano, Gianfranco Corrieri

Assetto governance sito UNESCO “Isole Eolie” non conforme a Piano di gestione. L'intervento di Sidoti (Italia Nostra)

 Oggetto: Segnalazione su assetto della governance del Sito UNESCO “Isole Eolie” – Conformità al Piano di Gestione

Alla cortese attenzione della

Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO

ai sensi della Convenzione sul Patrimonio Mondiale del 1972

e delle Linee Guida Operative per la sua attuazione

Egregi,

il sottoscritto Dott. Angelo Sidoti,

Presidente di Italia Nostra – Sezione Isole Eolie, associazione nazionale riconosciuta e storicamente impegnata nella tutela del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale, desidera sottoporre alla Vostra attenzione alcune osservazioni di carattere tecnico istituzionale concernenti l’assetto della governance del Sito UNESCO “Isole Eolie”.

Italia Nostra, per statuto, opera nella salvaguardia dei beni culturali e naturali di interesse collettivo e svolge, anche nei contesti UNESCO, una funzione di presidio civico qualificato a tutela dei principi sanciti dalla Convenzione sul Patrimonio Mondiale del 1972. In tale quadro, la Sezione Isole Eolie segue da anni l’evoluzione delle politiche di gestione del sito, con particolare attenzione alla coerenza tra il Piano di Gestione approvato e l’assetto effettivo del sistema di governance.

Come noto, il mantenimento del riconoscimento UNESCO è subordinato all’esistenza e alla corretta attuazione di un Piano di Gestione adeguato, conforme alla Convenzione del 1972 e alle Linee Guida Operative. Il Piano di Gestione UNESCO delle Isole Eolie individua un modello di governance fondato su:

gestione partecipata;

integrazione tra decisori politici e istituzioni portatrici di interessi qualificati;

coinvolgimento equilibrato di soggetti culturali, scientifici e associativi.

In particolare, il Piano (pag. 433) attribuisce al Comitato Guida un ruolo centrale di indirizzo strategico, prevedendo una composizione pluralistica, che includa non solo i decisori politici locali ma anche istituzioni portatrici di interessi qualificati e rappresentativi del Valore Universale Eccezionale del sito.

Dalla Deliberazione del Comitato Guida del Sito UNESCO Isole Eolie n. 1/2025 del 22 aprile 2025 risulta invece che il Comitato Guida è composto esclusivamente dai Sindaci dei Comuni di Lipari, Leni, Malfa e Santa Marina Salina. La documentazione allegata alla deliberazione prevede il coinvolgimento, nell’ambito del Centro di Coordinamento, di alcune associazioni ed enti di carattere locale o settoriale.

Pur riconoscendo l’utilità di tali contributi in una dimensione consultiva o operativa, si osserva che:

tale previsione non incide sulla composizione dell’organo di indirizzo strategico;

il coinvolgimento di soggetti privi di una riconosciuta rappresentatività nazionale o istituzionale non appare, di per sé, idoneo a garantire l’adeguatezza del sistema di governance rispetto agli standard UNESCO;

il modello adottato rischia di mantenere una prevalenza della dimensione politico amministrativa locale, a scapito dell’integrazione strutturata delle competenze culturali, scientifiche e di tutela richieste per la gestione di un Sito del Patrimonio Mondiale.

Alla luce di quanto sopra, si ritiene opportuno segnalare che tale assetto potrebbe incidere sulla coerenza, sull’efficacia e sulla legittimità sostanziale del sistema di gestione, nonché sulla capacità di assicurare nel tempo la tutela, la conservazione e la valorizzazione del Valore Universale Eccezionale del sito.

Si chiede pertanto, con spirito collaborativo e costruttivo, che la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO voglia valutare:

la coerenza tra Piano di Gestione approvato e assetto effettivo del Comitato Guida;

l’adeguatezza del sistema di governance rispetto ai principi delle Linee Guida Operative;

la necessità di assicurare una partecipazione qualificata, equilibrata e rappresentativa, anche sul piano nazionale, nell’organo di indirizzo strategico.

Tale segnalazione è formulata anche alla luce del fatto che analoghi profili di non conformità erano già stati rilevati dal sottoscritto in precedenti contesti istituzionali – in qualità di consulente gratuito del Comune di Lipari per il Progetto di riconversione del Sito delle Cave di Pomice di Lipari – e formalmente rappresentati con Nota PEC del 7 giugno 2018 indirizzata al Sindaco pro tempore, senza che ne fosse conseguita una revisione strutturale dell’assetto di governance.

Restando a disposizione per eventuali ulteriori approfondimenti o chiarimenti, si porgono

Cordiali saluti.

Dott. Angelo Sidoti

Presidente

Italia Nostra – Sezione Isole Eolie

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (70° puntata: Anni 70 :Via Crucis vivente a Canneto)


 


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Novecento. Rubrica a cura di Giuseppe La Greca: Il 25 aprile 1977 si chiude l’esistenza terrena di Padre Agostino Lo Cascio da Giardini

 


Il 25 aprile 1977 si chiudeva l’esistenza terrena di Padre Agostino Lo Cascio da Giardini, parroco della chiesa di Porto Salvo.

Questo l’articolo pubblicato da “L’arcipelago” del marzo aprile 1977.

Padre Agostino non è più.-

Mentre tutto è pronto per andare in macchina, ci giunge fulminea la notizia P. Agostino Lo Cascio da Giardini, parroco in S. Maria di Porto Salvo di Lipari, non è più fra noi.

Colpito quasi improvvisamente da un male insidioso, imbarcatosi sulla “Caravaggio” per andare a cercar rimedio in clinica attrezzata alla bisogna, spirò a mezzo canale alle ore 15,35 del 25 aprile 1977.

Aveva sessantadue anni.

I liparoti, i quali in ventun anni di affettuosa consuetudine con Lui Lo amarono e lo stimarono come sacerdote, come uomo e come felice saggista e ricercatore, non avranno purtroppo la Sue spoglie mortali che i congiunti vogliono tumulare nel paese natale. Per ben altre e più nobili ragioni, però, il nome e la memoria di lui resteranno perennemente legati al domani storico-culturale dell’arcipelago Eolio e della Chiesa Liparitana.



Questo l’articolo dedicato dal “Notiziario delle Isole Eolie” nel maggio 1977 – n. 5

È morto

Padre Agostino da Giardini

Su un camion di frutta, mentre lo portavano a Milazzo. Aperta un’inchiesta

Frate Agostino da Giardini è morto il 25 aprile scorso, mentre veniva trasportato a Milazzo, in circostanze che dovranno essere chiarite in sede giudiziaria. A seguito di un esposto dell’avv. Paino, assessore alla sanità del Comune di Lipari, alla Procura della Repubblica ed alla pretura di Lipari, è stata infatti aperta un’inchiesta.

Il pretore di Lipari, dopo alcuni interrogatori di testi, ha inviato il fascicolo, per competenza, alla procura della repubblica. Dal canto suo questa ha ordinato la riesumazione del cadavere, per l’esame necroscopico ed ha inviato avviso di reato al direttore dell’ospedale di Lipari, dr. Spadaro, per omicidio colposo, al dr. Di Bella, per falso in certificato sanitario e al comandante della Caravaggio, Russo, per falso in atto pubblico, avendo questi due ultimi sottoscritto che la morte era avvenuta a Milazzo, mentre invece sembra fosse avvenuta in navigazione subito dopo lo scalo di Vulcano.

Padre Agostino soffriva di occlusioni intestinali ed il 25 aprile era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale di Lipari a seguito di un collasso.

Le condizioni dell’ammalato furono subito giudicate così gravi da suggerire l’immediato ricovero in un ospedale più attrezzato, quello appunto di Milazzo.

Il comandante di Porto, Gangemi, aveva suggerito e mezzo a disposizione, un mezzo veloce per il trasporto, ma il dr. Spadaro lo sconsigliò per non sottoporre l’ammalato ad eccessivi sobbalzi.



Oggi, tuttavia, non vogliamo parlare della sua morte (e dell’inchiesta della Magistratura) ma di come ha vissuto tra noi eoliani e delle opere che ci ha lasciato in eredità.


Padre Agostino era nato a Giardini-Naxos il 6 novembre del 1914. Dopo aver partecipato alla seconda guerra mondiale in marina, il 27 agosto 1944 aveva raggiunto Gangi per iniziare il suo noviziato tra i Frati Minori Cappuccini. Il 10 settembre 1950 era ordinato sacerdote a Giardini da mons. Bernardino Salvatore Re, Vescovo di Lipari.

Il 4 settembre 1956 raggiunse il convento di Lipari con l’incarico di superiore dei Frati Minori Cappuccini. A Lipari, oltre alle funzioni di padre guardiano e di parroco delle chiese di Porto Salvo e di Santa Lucia, espletò egregiamente quelle di membro del consiglio Presbiteriale, di direttore locale delle Opere Missionarie, di officiale del Tribunale Ecclesiastico Diocesano e di custode del cimitero.

Sempre a Lipari fu attivo nel campo artistico e quale studioso e scrittore.

Come autore P. Agostino esordì nel 1957 con una lettera aperta al Notiziario delle Isole Eolie, volta a censurare un breve articolo dovuto ad un cronista occasionale.

Le sue opere più importanti sono:

  • I frati Minori Cappuccini in Lipari, Storia dei due conventi e dei Cappuccini liparesi più insigni, 1962;

  • P. Felice da Lipari, Edizioni Spes, Milazzo 1967;

  • Il romanzo “Scarpe Chiodate”, 1970;

  • Un Piccolo strumento nelle mani della Provvidenza, Madre Florenzia Profilio, fondatrice delle Suore Francescane di Lipari (1873-1956), 1975;

  • Due saggi di Storia Liparitana, 1975;

  • Mons. Bernardino Salv. Re, vescovo cappuccino di Lipari (1883-1963). 1977, (opera postuma).


Era un uomo schietto ed amava la precisione; i suoi scritti, i suoi libri rendono ampia testimonianza al suo impegno sociale e alla sua personalità.

I suoi scritti sono opere di sicuro rilievo storico per le Isole Eolie. È stato un onore conoscerlo ed averlo avuto come insegnante nei miei primi anni scolastici a Marina Lunga.


Per approfondimenti:

Giuseppe A. M. Arena, Della Vita e degli scritti di Padre Agostino da Giardini, La Grafica Editoriale, Messina 1993.

E' deceduta Trentina Mandarano Carmela ved. Li Donni

Le onoranze funebri sono a cura della ditta ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le nostre condoglianze

Oggi, 20 aprile: Santa Sara


Santa Sara di Antiochia visse fra il III ed il IV secolo, originaria della città mediorientale di Antiochia, dove trovò la morte a causa della fede: aveva fatto battezzare i figli contro il volere del marito e contravvenendo alle disposizioni Imperiali Romane.
Il Sinassario Alessandrino è l'unico a portare testimonianza scritta della martire, ponendo il giorno commemorativo della sua "rinascita al cielo" (dies natalis) il 20 aprile.

Figlia di una famiglia benestante, andò in sposa ad un alto ufficiale impegnato nelle persecuzioni avviate da Diocleziano. Preferì non fare battezzare in città i figli, perciò decise di farlo ad Alessandria d'Egitto, dove viveva una prosperosa comunità di cristiani che non erano ancora stati eccessivamente vessati dalle persecuzioni.
Durante il viaggio, avversato da una tempesta che faceva prospettare il naufragio, Sara si incise il petto con un coltello e con il sangue segnò con un segno di croce la fronte dei due bambini; poi li immerse per tre volte nell'acqua del mare, invocando la Trinità, secondo il rito battesimale. La tempesta passò e la nave giunse al porto di Alessandria d'Egitto, qui Sara si presentò dal prete Pietro per fare battezzare i figli. Giunto il momento di ricevere il battesimo, però, avvenne un fatto inspiegabile: ogni volta che Sara si avvicinava per far battezzare i figli, l'acqua si congelava all'istante. Sara domandò spiegazioni al prete, il quale, saputo del battesimo somministrato in un momento di grande pericolo, la rassicurò della validità del sacramento da lei impartito ai figli.
Sara fece ritorno ad Antiochia con i figli. Giunta a casa raccontò il fatto al marito Socrate, il quale fece rapporto al suo comandante Diocleziano. Questi fece convocare Sara e la inquisì con asprezza, ella spaventata si chiuse in un totale mutismo. Irritato per il comportamento tenuto dalla donna, la condannò al rogo con i suoi due figli.

fonte:wikipedia.org




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Accusati di aver offeso su fb la reputazione di Giorgianni: Difesi dall'avvocato Venuto sono stati assolti "perchè il fatto non sussiste""

Non doversi procedere perché il fatto contestato non sussiste. Questa la sentenza emessa al tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto dalla dottoressa Mariacristina Polimeni nei confronti dei liparesi Giuseppe Casamento, Tindaro Fichera, Antonio Favaloro e Giovanni Iacono, tutti difesi dall'avvocato Rosario Venuto. 

Erano accusati di aver offeso, attraverso il social facebook, la reputazione di Angelo Giorgianni, segretario generale dell’Organizzazione mondiale della vita che aveva chiesto al Comune di Lipari la chiusura del locale commerciale denominato Sealight, gestito da Iacono, a causa dei rischi connessi al verificarsi di eventi franosi nella baia dove il locale è ubicato. 

Nello specifico ai quattro veniva contestato di avere, in concorso tra loro, utilizzando i propri profili personali su Facebook, di avere pubblicato dei commenti diffamatori, nei confronti di Giorgianni, a supporto di una immagine fotografica dell’evento franoso. 

L’avvocato Venuto nella memoria presentata aveva evidenziato, tra l’altro, la radicale insussistenza del reato di diffamazione aggravata, nonché un preliminare profilo di criticità inerente la legittimazione alla proposizione della querela. 

Secondo il legale, le espressioni oggetto dell’imputazione si inserivano in un contesto di dibattito pubblico generato dalla richiesta avanzata dal Giorgianni, nella qualità di segretario generale dell’Organizzazione mondiale della vita. 

Ha anche sottolineato, nel chiedere l’inammissibilità della querela, che le persone giuridiche, così come le associazioni, abbiano diritto a presentare querela, ad opera del legale rappresentante, solo se il reato riguarda direttamente il patrimonio o ‘interesse dell’associazione: situazione non riscontrabile nel caso in esame.  

 L’avvocato Venuto ha anche chiesto l’inammissibilità (ottenuta) della costituzione come parte civile del Giorgianni, in quanto questi si costituiva in proprio ma, contemporaneamente, fondava tutta la vicenda sulla sua qualità di segretario generale dell’Organizzazione, una sovrapposizione con consentita dalla legge. La dottoressa Polimeni ha accolto tutte le richieste avanzate dall’avvocato Venuto. 

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Ancora sul podio l’eoliano, Lorenzo Orto. Si è classificato al terzo posto a Partanna, in quella che era la terza gara del campionato Acsi Sicilia 2026, motocross Categoria Cadetti classe 65c.c.


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