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mercoledì 4 aprile 2012

Il Mercoledì Santo (di Agostina Natoli)

Tutto il periodo quaresimale è dominato dal tema del perdono, evidenziato nei più svariati aspetti, Gesù è venuto per dare la vita, muore per raccogliere in unità i figli dispersi. Egli ci presenta la grandezza del perdono come l’espressione della nostra vera dignità, del nostro essere al di fuori di qualsiasi violenza, il credente non è un illusionista, sa di vivere in un mondo dominato da violenze, odi, maledizioni, anche la sua vita è in pericolo, e anch’egli può commettere violenza. Il vero cristiano deve interrompere la catena del male, non aggiungere anche il proprio.
Nel contesto della denuncia del peccato, che produce schiavitù e miseria Gesù annuncia e rende visibile l’amore misericordioso di Dio, che accoglie e perdona, lo fa con parabole, atteggiamenti, comportamenti e gesti.
Il grande paradosso della passione di Cristo è che Egli sapeva tutto ciò che sarebbe accaduto, chi lo avrebbe tradito e come lo avrebbe consegnato, ma non si tirò indietro, sapeva e portava nel cuore il segreto del Padre, l’amore che riempiva quella volontà cruenta. Gesù vedeva la Grazia e la Gloria anche negli occhi assassini di Giuda. Lo sguardo di Gesù oltrepassava i sentimenti d'affetto e di giustizia di Pietro, lo vedeva già piangente sui suoi peccati, e lo aveva già perdonato.
            Nel vernacolo paesano troviamo la preghiera del Mercoledì Santo:

La sira di li triemuli
‘ranni scruru chi facìa,
la Madonna ia pi’ via
dava un passu e poi cadìa:
“forsi chi luci un puocu di luna
ca lu me cori nun s’abbannuna!”.
Caminannu n’autru puocu
ci ascuntrau ‘na putìa:
“e tu mastru chi fa’ dduocu?”.
“Fazzu li chiova
pi lu Figghiu di Maria!”,
“E tu mastru nun li fari
ca ti pacu la mastria
e si dinari nun n’avissi
iò lu mantu mi vinnissi,
e si lu mantu nun m’abbastassi
iò di serva mi nni issi.
La sera dei tremiti
grande buio che faveva,
la Madonna andava per la via
dava un passo e poi cadeva:
“possa la luna dare un poco di luce
così il mio cuore non si scoraggia!”.
Camminando un altro poco
Le venne di fronte una bottega:
“e tu mastro, che fai lì?”.
“Faccio i chiodi
per il Figlio di Maria!”,
“E tu mastro non li fare
che ti pago il lavoro
e se denaro non avessi
io il manto mi venderei,
e se il manto non mi bastasse
a fare la serva me ne andrei.


Il Mercoledì Santo Giuda tradisce il Signore: così ne parla Matteo nel suo Vangelo: “Uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota…Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo”. Grandi furono i peccati di Giuda e di Pietro, entrambi tradirono il maestro: l’uno consegnandolo nelle mani dei persecutori, l’altro rinnegandolo per tre volte. Pietro si pentì, pianse per il suo peccato, chiese perdono e fu confermato da Cristo nella fede e nell’amore, col tempo saprà dare la vita per il Signore, al contrario, Giuda non si affidò alla misericordia di Cristo. Fino all’ultimo gli furono lasciate aperte le porte del perdono di Dio, ma non volle oltrepassarle con la penitenza.

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