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martedì 10 febbraio 2026

Orto, Sabatini, Rifici, Santamaria e Dante "L'assessore Iacolino e la legalità a corrente alternata"

 COMUNICATO

L'Assessore Iacolino e la legalità a corrente alternata

Che sia proprio l’Assessore Iacolino a impartire lezioni di legalità è un paradosso che non può passare sotto silenzio. Chi oggi si atteggia a custode delle regole è lo stesso che sta avallando– politicamente e amministrativamente – la sistematica negazione di documenti dovuti al Consiglio Comunale e al suo Presidente. Una condotta illegittima, certificata dal TAR, tanto grave da rendere necessaria la nomina di un Commissario ad Acta, per di piu nella persona del Comandante della Guardia di Finanza. Questo non è scontro politico: è una violazione conclamata di legge.

Diciamolo con chiarezza: oggi non stiamo parlando di falsità di bilancio. Ma sarebbe intellettualmente disonesto far finta che il problema non esista. E lo affermiamo senza giri di parole: alla luce di quanto sta emergendo, se fossimo nei panni dell’Assessore Iacolino non saremmo affatto sereni sulla regolarità complessiva del bilancio, soprattutto quando avremo finalmente accesso alla documentazione che per mesi è stata illegittimamente sottratta al controllo consiliare.

Ancora più grave è quanto riguarda il depuratore. Il passaggio alla gestione comunale era noto, programmato e inevitabile. Eppure, nonostante questa certezza, nel bilancio non è stata prevista alcuna copertura finanziaria per la gestione dell’impianto, in nessuna delle tre annualità, neppure per il 2025, né sono stati effettuati gli accertamenti in entrata richiesti dalla Regione. Non un errore, non una distrazione: una scelta consapevole. Ed è legittimo chiedersi se l’omessa previsione delle risorse per un servizio essenziale, certo e imminente, non integri un falso in bilancio e una violazione sostanziale degli equilibri di bilancio.

Le carte richieste non avevano nulla di pretestuoso: servivano a verificare la coerenza tra entrate previste e ruoli emessi negli anni precedenti, e tra spese stanziate e fatturazioni storiche del servizio idrico. Un controllo minimo, doveroso, che ogni amministrazione trasparente dovrebbe favorire, non ostacolare.

E invece quelle carte sono state negate scientemente, prima e dopo l’approvazione del bilancio, per oltre sei mesi, e anche dopo il pronunciamento del Tar. Un comportamento che parla da solo. Se non ci fosse stato nulla da temere, la documentazione sarebbe stata messa a disposizione. Il sospetto non nasce dall’opposizione: nasce dall’ostinazione con cui l’Amministrazione ha scelto di chiudere le porte alla trasparenza.

Per questo, su tali profili, stiamo predisponendo una dettagliata relazione da trasmettere agli organi competenti. Qui non si tratta di propaganda, ma di responsabilità istituzionali.

All’Assessore Iacolino consigliamo di abbandonare il ruolo di moralizzatore e di concentrarsi sulle deleghe che gli sono state affidate: rifiuti, cassonetti colmi, servizio porta a porta assente in ampie zone del territorio e una crisi idrica senza precedenti, con Lipari senz’acqua perfino nei mesi invernali. Prima di impartire lezioni, dimostri di saper amministrare.

I fatti restano. Le sentenze anche.

Tutto il resto è solo un tentativo maldestro di coprire ciò che non si vuole far vedere.

Gaetano Orto, Adolfo Sabatini, Cristina Dante, Raffaele Rifici, Giorgia Santamaria

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