👉Oggi abbiamo avvistato una Physalia phisalis, una Caravella portoghese, a poche centinaia di metri nel lato di ponente di Lipari.
Non è la prima segnalazione qui alle Eolie ma una delle tante pervenute alla guardia costiera nelle ultime settimane, da Lipari e anche da Filicudi.
Niente psicosi ma sensibilizzazione e attenzione su questa specie originaria dell'Atlantico ma già presente nel Mediterraneo da fine 800.
La Caravella portoghese non è una medusa ma un sifonoforo, un organismo coloniale pleustonico caratterizzato da un insieme di polipi specializzati che vivono galleggiando sulla superficie dell'acqua grazie a una sacca piena di gas, con una forma leggermente appiattita, che funge da vela detta pneumatoforo.
Attenzione, ad un occhio inesperto, facile confonderla con la Velella (Velella velella), un idrozoo assolutamente innocuo, tipico di questo periodo, che posside anch'essa una vela per il trasporto ma lungo pochi centimetri.
Tra il 2025 e l'inizio del 2026, si è registrato un aumento delle segnalazioni di caravella portoghese nel Mar Mediterraneo, con diversi avvistamenti anomali nel Mar Tirreno e nelle aree limitrofe, incluse Sicilia (Favignana), Calabria (Stretto di Messina) e Sardegna. Qui alle Eolie sono due anni che ci arrivano segnalazioni.
Anche se non si possa definire un'invasione di massa, la frequenza di questi avvistamenti è considerata anomala rispetto al passato, legata potenzialmente ai cambiamenti climatici e al trasporto delle correnti atlantiche, come quelle delle ultime settimane.
Attenzione a non toccarla né in mare né lungo le spiaggie perché i tentacoli urticanti di questa specie, utilizzati per predare, possono causare reazioni molto gravi nell'uomo, da cefalea ad arresto cardiaco, fino, in casi estremi, alla morte.
I tentacoli della caravella portoghese possono raggiungere i 30 metri di lunghezza e quindi molto pericolosi perché non visibili facilmente da parte dei bagnanti. Evitiamo in questo periodo apneate e immersioni notturne.
⚠️In caso di avvistamento va segnalata la sua presenza alla Guardia Costiera o alla email dedicata alien@isprambiente.it con posizione nautica ed eventuale documentazione fotografica o video.

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