
Angelo Sidoti ci ha lasciati improvvisamente. Imprevedibilmente. Un uomo, una personalità straordinariamente vitale e complessa quella di Angelo, che ho avuto il piacere di conoscere sei anni fa, grazie a Italia Nostra. Da presidente di Italia Nostra Sicilia l’ho sostenuto nella nascita e nell’istituzione della sezione Italia Nostra Isole Eolie, di cui è stato autorevole presidente. Adesso, voglio ricordarlo attraverso una pagina preziosa del suo “diario personale”, una sorta di lettera a sé stesso che ci dice davvero tanto della sua speciale, calda vita.
Leandro Janni

«Ci sono ricordi che non svaniscono. Non fanno rumore, non chiedono spazio, ma restano lì. E ogni tanto tornano, come un’onda che arriva senza avvisare. Per me, Lipari è proprio questo: un ritorno continuo. Un richiamo sottile, ma potente. Rivedo i miei due nonni come se fossero davanti a me adesso. Nonno Peppino, con quel suo modo di essere pacato, quasi assorto. Nella sua forgia il tempo sembrava rallentare. Il martello che batteva, la luce tremolante delle scintille, il ferro che cambiava forma sotto le sue mani. Era un uomo che parlava poco, ma diceva molto con la sua presenza. Da lui ho imparato che la forza non ha bisogno di alzare la voce, che la dignità può essere un gesto semplice, ripetuto ogni giorno. Nonno Angelino, invece, riempiva la stanza anche solo entrando. Un carattere forte, deciso, radicato nelle tradizioni come pochi. La sua bottega sapeva di suole nuove e di mastice caldo. Ogni volta che quel profumo mi raggiungeva, capivo che lì dentro si costruiva più di un paio di scarpe: si costruiva identità. Lui mi ha insegnato che il lavoro non è solo mestiere, ma appartenenza, continuità, memoria. E poi c’è Canneto, la mia Canneto. Le sue strade piene di botteghe, il viavai degli artigiani, i rumori delle attività quotidiane. E soprattutto il mare. Quel mare che nei giorni agitati sbatteva con forza contro gli scogli, come se volesse ricordare a tutti che le Eolie non sono solo luoghi: sono carattere.
Quel suono, quella energia, quella presenza costante mi hanno accompagnato sempre, anche quando la vita mi ha portato lontano. Ci sono però ricordi che toccano un punto diverso, più profondo. Mio padre è uno di questi. Aveva un metodo educativo severo. A volte duro. Ma era un uomo che non ha mai smesso di lavorare, di impegnarsi, di affrontare tutto con una dignità che non si spezzava. Anche nei momenti più difficili, anche alla fine. Sono stato al suo fianco fino all’ultimo istante, e quello che ho visto non lo dimenticherò mai: la fermezza di un uomo che non ha mai ceduto alla fragilità. Quella lezione è diventata parte di me senza che me ne rendessi conto.
La mia vita professionale è cresciuta su queste fondamenta. Negli anni, ho assunto ruoli di responsabilità fino a diventare Co CEO di uBroker e CFO di gruppo, ricevendo anche un riconoscimento come il CFO Award nel 2024. Le ho affrontate con serietà, come mi è stato insegnato. Quando l’isola ha avuto bisogno di una visione nuova sulle cave di pomice, non ho potuto ignorare quella chiamata. Ho scelto di contribuire come consulente volontario, convinto che preservare quel patrimonio fosse un dovere morale, prima ancora che tecnico.
La nomina a presidente della sezione Isole Eolie di Italia Nostra è stata un passo naturale, quasi inevitabile. È stato un modo per restituire qualcosa alla mia terra.Anche l’impegno nello studio della gestione finanziaria del Comune è nato dallo stesso spirito: osservare, comprendere, proporre, con l’intento di dare un apporto concreto. Nel frattempo ho portato avanti con dedizione il mio percorso in ANDAF, fino a concludere un mandato decennale alla guida della sezione Piemonte e Valle d’Aosta. Oggi, guardando tutto insieme, vedo un filo unico.
I due nonni così diversi.
Mio padre, con la sua fermezza.
La mia isola, con la sua voce fatta di mare e artigiani.
La mia vita professionale, con le sue sfide e i suoi traguardi.
Non sono ricordi isolati.
Sono pezzi dello stesso mosaico.
Sono ciò che mi ha formato.
Sono ciò che continuo a portare con me.
E, prima di chiudere questa lettera, sento il bisogno di rivolgere un pensiero a chi rappresenta ancora oggi il mio legame più profondo con Lipari.
Alla mia famiglia, che è rimasta sull’isola e continua a custodirne lo spirito giorno dopo giorno.
E a mio figlio Christian, che è parte della mia strada e della mia forza, e che porto con me in ogni scelta». (Angelo Sidoti)

Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.