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martedì 14 marzo 2017

"Liberata" e restituita ai suoi cari la salma dello srilankese deceduto in ospedale a Lipari

E' stata "liberata" (questo il termine tecnico) e restituita ai propri cari la salma di  Koswaththa Muwandiramlage Ruwan ChandanaTamil il 42enne srilankese deceduto all'ospedale di Lipari dove si trovava per assistere un anziano, affidato da tempo alla sua custodia, e che era ricoverato presso la struttura ospedaliera. 
L'uomo è stato stroncato da un infarto mentre stava dialogando con il vecchietto e, nonostante, i soccorsi per lui non c'è stato nulla da fare. Lascia la moglie e due figli
Stante l'evidenza dei fatti il magistrato di turno, su informativa dei carabinieri, ha acconsentito che l'uomo, trasferito in un primo momento all'obitorio del cimitero di Lipari, venisse restituito ai suoi cari.
Il corpo dello sfortunato, a cura della ditta Alfa e Omega che curerà le onoranze funebri, è stato trasferito presso la chiesa di San Pietro dove è stata allestita la camera ardente.
I funerali potrebbero tenersi giovedì. 
La numerosa comunità srilankese di Lipari, fortemente colpita dalla tragedia, si è stretta intorno alla famiglia.
A questa vanno anche le condoglianze del direttore di Eolienews.

Angelo Corrieri è il nuovo presidente dell'Avis di Lipari. Succede a Giovanni Biviano

Il neo presidente Angelo Corrieri
Il presidente uscente Giovanni Biviano e il
neo presidente Angelo Corrieri
COMUNICATO 
Nei locali del Ristorante Filippino, si è tenuta l'Assemblea Ordinaria dei Soci dell'AVIS di Lipari.
Che i lavori assembleari di quest'anno sarebbero stati particolarmente sentiti e partecipati, si era avuto sentore già da qualche mese; da quando,cioè, dovendosi rinnovare gli organi collegiali dell'Associazione e le cariche sociali, aveva iniziato a circolare la notizia di un cambio al vertice.
Una notizia che aveva incuriosito e destato qualche perplessità nei Soci e nei simpatizzanti dell'Associazione; ma anche nella gente comune che, da oltre un decennio, aveva seguito con ammirazione e con ovvio interesse la crescita esponenziale dell'AVIS di Lipari.
Grande partecipazione era stata prevista e grande partecipazione è stata. Alle 11,00, in seconda convocazione, la sala predisposta per i lavori assembleari era gremita (circa 150 persone); mentre le perplessità di un cambio radicale al vertice dell'Associazione, sono svanite nell'ascoltare la Relazione Morale del Presidente uscente, Giovanni Biviano.
Un discorso, più volte interrotto da calorosi applausi spontanei, in cui si sono fusi emozioni, rabbia, certezze e commozione:
l’emozione nel ripercorrere i 16 anni di presidenza, nei quali si è registrata la crescita esponenziale dell’AVIS di Lipari;
la rabbia per la cronica latitanza delle istituzioni, in particolare delle Amministrazioni Comunali che si sono succedute e che hanno saputo elargire solo promesse mai mantenute, a fronte di un’Associazione cresciuta oltre ogni previsione e che avrebbe bisogno di locali adeguati ove trasferire la Sede Operativa.
L’assicurazione che i cambi al vertice, non avrebbero determinato problemi gestionali perché il gruppo storico che ha determinato la crescita dell’AVIS di Lipari era li compatto e pronto a proporre la candidatura in blocco.
la commozione (e qualche lacrima) suscitata nel ricordare la tragica scomparsa di Gaetano D’Ambra, giovane Ufficiale di Marina che con la moglie Manuela aveva condiviso l’esperienza del dono del sangue.
Biviano, nel corso del suo intervento, ha salutato e presentato all’Assemblea, gli ospiti: i Consiglieri dell’AVIS Provinciale Dott. Carlo Spadaro e Pasquale Bucolo; quest’ultimo, per l’occasione, ha presentato la propria candidatura al Consiglio Regionale dell’AVIS Sicilia. Parole di apprezzamento per Pino Reitano, che nel quadriennio appena conclusosi ha rappresentato l’AVIS di Lipari nel Consiglio Provinciale.
Non è passata inosservata l’assenza di un rappresentante dell’Amministrazione Comunale.
Biviano, ribadendo l’importanza del lavoro di gruppo, ha spiegato ai convenuti che nessuno avrebbe abbandonato la barca; l’avvicendamento nelle cariche sociali, era dettato dal rispetto delle vigenti normative, ma anche da un atto dovuto a chi aveva lavorato egregiamente al suo fianco.
Sono seguiti gli altri adempimenti statutari previsti all’O. del G.: l’esposizione dei Bilanci Consuntivo 2016 e Preventivo 2017 e la relazione del Presidente dei Revisori dei Conti Rag. Felice Mirabito per i quali, unitamente alla relazione Morale del Presidente, l’Assemblea, all’unanimità, ha espresso il proprio voto favorevole accompagnato da un caloroso applauso; quindi, è seguita la premiazione dei donatori con la consegna delle benemerenze statutarie.
Applausi per tutti ed altra emozione al momento di premiare il Donatore Maurizio Biviano giunto alle 80 donazioni; a lui il diploma ed il “Distintivo in Oro con Smeraldo”.
Per il rinnovo delle cariche sociali candidature in blocco, come preannunciate e consenso unanime dell’Assemblea espresso per acclamazione; così il nuovo Consiglio Direttivo che resterà in carica fino al 2020: Reitano Giuseppe, Gullifa Matteo, Manfré Angela, Rìgano Lucia, Corrieri Angelo, Giuffré Giuseppe e Biviano Giovanni; Collegio dei Revisori dei Conti con Mirabito Felice, Panettieri Lucia e Rijtano Salvatore; al Consiglio Provinciale proposti Giovanni Biviano e Giuseppe Reitano.
Nella riunione degli eletti, convocata dal Presidente del Comitato Elettorale Angelo Biviano, e sono state conferite le cariche sociali in seno al Consiglio Direttivo che gestirà l’AVIS di Lipari per il quadriennio 2017/2020: Presidente Angelo Corrieri, Vice Presidente Matteo Gullifa, Amministratore-Economo Giuseppe Giuffré, Segretario Giovanni Biviano, Consiglieri Giuseppe Reitano, Manfré Angela e Rìgano Lucia.
Confermato, inoltre, Felice Mirabito alla Presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti.
Per la fase operativa a Giovanni Biviano rimane la programmazione delle raccolta di sangue e la gestione del patrimonio Donatori; a Manfré Angela e Rìgano Lucia l’accoglienza, l’assistenza e la presentazione dei Donatori in occasione delle raccolte di sangue.
PER LE FOTO GRAZIE A CONTROCORRENTE EOLIANA

E' un giovane dello Sri Lanka il deceduto in ospedale

E' originario dello Sri Lanka il giovane deceduto in ospedale da Lipari. Come già anticipato si trovava nella struttura per accudire un anziano dell'isola che era ricoverato e che, ormai, da diverso tempo, seguiva nella vita quotidiana.
Ad accorgersi del decesso sarebbero stati stamani componenti del personale ospedaliero.
La morte è avvenuta per cause naturali. Si presume per infarto.
I carabinieri, su disposizione del magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Barcellona, hanno disposto il trasferimento dello sfortunato giovane presso l'obitorio del cimitero di Lipari dove saranno effettuati gli accertamenti di legge.
La notizia ha creato grande sconforto nella numerosa comunità srilankese dell'isola e anche tra i residenti dove il giovane era apprezzato e ben voluto.
In atto al cimitero di Lipari vi è un vero e proprio pellegrinaggio di suoi connazionali
Vieni a trovarci  da Eureka a Lipari - in Via Vittorio Emanuele, 287 (vicino al porto) Tel. 090.9811535

Sub morto alle Eolie, condanne confermate per i favoreggiatori

(Nuccio Anselmo - Gazzetta del sud) Condanna a 8 mesi integralmente confermata in appello, ieri, a Messina, per i tre imputati accusati di favoreggiamento nei confronti degli autori dell’incidente in mare che provocò la morte del sub torinese Mauro Falletta, un medico anestesista di 34 anni che si trovava in vacanza alle Eolie. L’uomo venne ucciso dall’imbarcazione Nubilia di proprietà della società Aironblu, del gruppo Aicon, mentre si immergeva nelle acque tra Vulcano e Lipari, il pomeriggio del 13 luglio del 2006.
Erano quasi le venti, ieri sera, quando la prima sezione penale della Corte d’appello di Messina presieduta dal giudice Alfredo Sicuro, ha confermato la pena ad otto mesi di reclusione (sospesa) per l’ex patron di Aicon Pasquale “Lino” Siclari, per il barcellonese Emanuele Bucalo, e per Giuseppe Cattafi, che sono stati assistiti dagli avvocati Gaetano Barresi, Fabrizio Formica e Angela Pino. Confermato anche il risarcimento a favore dei familiari della vittima, i genitori e la moglie, parte civile nel procedimento, che in questa lunghissima e intricata vicenda sono stati rappresentati dagli avvocati Nino Favazzo e Cosimo Maggiore.
La vicenda
Lo storia è incentrata sulla tragica morte del sub torinese Mauro Falletta, un medico anestesista di 34 anni che si trovava in vacanza alle Eolie, che venne travolto dall’imbarcazione Nubilia di proprietà della società Aironblu, del gruppo Aicon, mentre si immergeva nelle acque tra Vulcano e Lipari, il pomeriggio del 13 luglio del 2006.
Nel corso delle indagini gli uomini della Capitaneria di porto di Milazzo in un primo momento riuscirono a risalire allo yacht che stava transitando nell’area dell’incidente, ma non ai nomi delle persone che in quei frangenti si trovavano a bordo, visto che i dipendenti del cantiere sentiti, compresi i tre imputati, in pratica costruirono una “cortina fumogena” sull’incidente non fornendo alcun elemento utile per identificare le persone che in quel momento si trovavano sullo yacht.

L’altro processo
Dopo nuove indagini, anche difensive dei familiari del medico, il procedimento per omicidio colposo scaturito dall’uccisione in mare fu aperto a carico dell’ex comandante della Marina Militare Francesco Carlo Maria Bonaccorsi - all’epoca braccio destro di Lino Siclari -, e di Martino Bianco, un altro comandante impiegato per le prove in mare delle imbarcazioni della Aironblu. Processo che si concluse in primo grado con una dichiarazione di prescrizione, poi confermata definitivamente anche in Cassazione. (n.a.)

Con il "Vento" a Filicudi per incontrare la gente e girare per l'isola (di Svetlana Roussak)

Riceviamo da Svetlana Roussak e pubblichiamo:
Filicudi - isola meravigliosa, verde e fertile, con i suoi terrazzamenti coltivati sin dalla preistoria, un'isola ancora poco scoperta dai turisti, un'isola dove immergersi nella natura incontaminata passeggiando lungo i sentieri, dove tornare indietro nel tempo immaginando la vita nei villaggi preistorici, dove incontrare la gente forte e coraggiosa che ama la propria isola e ha a cuore il suo futuro.
> Era una giornata perfetta per visitare Filicudi, soleggiata ma con quel venticello che ormai perdendo la sua forza del giorno prima era piacevole e non faceva sentire caldo. Così ieri mattina sono sbarcata lì insieme al gruppo di sostenitori di Ciccio Rizzo con lui stesso alla guida.
> > Abbiamo girato a piedi per i sentieri comunali di Filicudi notando ahimè la loro incuria. Abbiamo reso il nostro omaggio anche a Capo Graziano dove Ciccio non poco ci ha stupiti per la sensibilità e le conoscenze della storia di queste meravigliose isole appresa da lui ancora ragazzo dai grandi Bernabo Brea e Madeleine Cavaliere, è stata proprio lei a portarlo per la prima volta agli scavi di Capo Graziano. Abbiamo fatto un salto alle pesantissime macine di pietra, i testimoni del lavoro ciclopico che si svolgeva lì nei tempi non così remoti. Purtroppo abbiamo visto che nella stradina che porta alle macine le piogge invernali hanno fatto crollare un pezzo del muretto facendo diventare il passaggio meno agibile e più pericoloso x i turisti che si avventurano lì e qualcuno di loro con gli zaini abbiamo già notato nelle stradine di Filicudi, loro come le "rondini" ci segnalano arrivo della stagione. Approffitterei quindi qui per chiedere all'amministrazione di provvedere a sistemare quel percorso al più presto sperando che a soli 3 mesi dalle elezioni ci sono più possibilità di essere sentiti e accontentati.
> > Abbiamo visitato Val di Chiesa che ci ha regalato un panorama mozzafiato illuminato dalla fantastica luna piena e tanti riflessioni durante la messa domenicale.
> > Ma la cosa più importante è che abbiamo incontrato e ascoltato la gente di Filicudi, come mitica Sig.ra Maria, le mamme, qualche imprenditore locale e giovani come Francesco, Antonio, Stefano e altri che ci hanno parlato dei problemi dell'isola vecchi di 5 e più anni fa ma non ancora risolti. Ci hanno parlato della scuola smembrata di insegnanti e alunni ai quali a Filicudi non si garantisce il livello d'istruzione uguale agli altri bambini italiani, dell'ambulanza ferma, del campo sportivo tanto promesso ma mai realizzato, problemi di ormeggi e banchine noti a tutti, dei problemi con l'acqua e con le aree ecologiche e tanti problemi ancora molte volte discussi ma che non hanno ancora oggi trovato la soluzione nonostante le promesse. Qualcuno ha cercato di ribadire che l'amministrazione sta già pensando a tutto e sta lavorando da 5 anni su tutti gli argomenti.... Probabilmente è così.... Ma in questo caso purtroppo si deve constatare che è un'amministrazione lenta e inefficiente, perche i risultati di questo lavoro non si vedono e mentre il medico studia il malato se ne va, mentre questa amministrazione sta pensando, i bambini continuano a frequentare la scuola a Milazzo e le famiglie sono costretti a dividersi, d'estate manca l'acqua e tutti pregano Santo Stefano di non avere l'urgente bisogno dell'ambulanza che non arriverà mai. I 5 anni non sono pochi per raggiungere gli obbiettivi se l'amministrazione sa lavorare come si deve, e non lo dico io ma la legge italiana che proprio dopo 5 anni permette all'elettore valutando l'operato e non essendo soddisfatto di cambiare l'inefficienza e lentezza con la competenza e capacità e aiutare Filicudi a diventare un posto ancora più bello

Giovane di colore muore in ospedale a Lipari

Un giovane di colore, si presume abbia circa 33 anni, è stato ritrovato cadavere all'interno di una stanza dell'ospedale di Lipari. Il giovane, da quanto apprendiamo, era nel presidio ospedaliero per l'assistenza notturna ad un anziano ricoverato. Sul posto i carabinieri.
A BREVE PUBBLICHEREMO UN AGGIORNAMENTO SUL TRISTISSIMO FATTO.

Riciclo creativo nella Casa di Riposo a Valdichiesa (Salina) : La prima parte delle foto della festicciola di "fine corso" (di Francesca Falconieri)

Gli auguri ai festeggiati di oggi

Buon Compleanno ad Alessio La Greca, Miriam Ziino, Lorenzo Cincotta, Giuseppa Giardina, Barbara Rijtano, Emanuela Costa, Monica Stagno e Stefano Vento

E' nato a Lipari uno Studio Tecnico specializzato in Infortunistica Stradale, gestito da professionisti del settore

Si comunica che in Lipari,via Cappuccini 3, ha recentemente intrapreso la propria attività uno Studio Tecnico specializzato in Infortunistica Stradale, gestito da professionisti del settore.
In particolare, gli ambiti di occupazione dello Studio Tecnico, possono intendersi compendiati nel seguente modo:
- Assistenza in ogni fase della procedura susseguente a sinistri stradali;
- Perizie su ogni tipo di veicolo, al fine di valutarne i danni riportati a seguito di sinistri stradali, atti vandalici, incendio, etc;
- Ricostruzione dinamica degli incidenti stradali e conseguente assistenza tecnico - legale, tanto in sede Civile, quanto in sede Penale
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Per Informazioni ed appuntamenti, contattare il geom. Bartolo Natoli, ai seguenti numeri di telefono: 349.5073771- 090.9811412.

Frase del giorno

Lino Natoli. "Distinguere fede da religione"

Su queste stesse pagine, Michele Giacomantonio propone i suoi - e non solo suoi - sofferti interrogativi riguardo la natura divina di Gesù. Questioni, egli scrive, che spesso si infrangono sull’imbarazzato silenzio di sacerdoti e teologi che rifiutano di affrontare l’argomento rifugiandosi dentro le proprie certezze dottrinali. 
Giacomantonio lamenta che tale atteggiamento avrebbe origine da una teologia troppo dipendente dalla filosofia e troppo distante dalle Scritture.
La storia del pensiero occidentale  offre un panorama evidente dell’uso strumentale che la teologia ha fatto della filosofia, sin dai primi secoli in cui il cristianesimo si è sviluppato e ha dovuto mettere ordine alla dottrina. La filosofia ha costituito lo strumento privilegiato affinché la religione fosse disciplinata in termini razionali o ragionevolmente ammissibili. Dando origine, tra l’altro, a capolavori dell’ingegno umano, oltre che della sensibilità religiosa.
La filosofia però, sottratta alle necessità della teologia, rimane uno strumento formidabile di comprensione che può persino costringere i teologi più refrattari ad aprirsi al dialogo ed all’analisi delle questioni che più affondano nell’animo umano, sia di credenti che di non credenti.
Una delle lezioni fondamentali che la filosofia ci propone è la chiara distinzione di ciò che è creduto da ciò che è saputo. Ciò che è creduto rimane di pertinenza delle questioni di fede, mentre ciò che è saputo riguarda la scienza, costantemente soggetta a rigorose verifiche di ordine epistemologico. Non si può fare confusione tra creduto e saputo, ed ormai disponiamo della maturità culturale e religiosa sufficiente per evitare commistioni così ingenue. Ovviamente, la tentazione di confondere il creduto con il saputo può contaminare certa teologia, con la conseguenza di trascinare la religione verso forme di superstizione ormai inaccettabili, così come  certe inclinazioni scientiste pretendono di separare i due campi affidando alla incontrovertibilità dell’osservazione razionale il compito ultimo di distinguere il vero dal falso, il creduto dal saputo.
Proprio in questo ambito, nell’angusto spazio tra creduto e saputo viene in soccorso la filosofia, laddove chiede alla fede di fare i conti con la ragione e alla ragione di non arrestarsi alla esclusività della esperienza del dato di fatto, pena la fine stessa del progresso scientifico.
Tornando quindi agli interrogativi che si pone Giacomantonio, penso che si debba preliminarmente fare una distinzione tra fede e religione. Se per fede si può dire: “Dio esiste”, ciò non implica che per fede si debba accettare tutto l’apparato dottrinale, rituale e di tradizione che le varie religioni propongono. Dunque, ragionare sulla natura divina di Gesù non implica un venir meno della fede, ma un desiderio di credere senza negare tutti quei dubbi di cui la fede consapevole si alimenta alla luce della ragione ragionante.
Ciò significa anche, e questo vale per me, che le religioni non sono altro che strumenti che possono, ma non necessariamente, accompagnare e sostenere la fede del credente, pur non svolgendo una funzione determinante. La conseguenza è che non esiste una sola religione attraverso la quale, e solo per la quale, è possibile l’incontro con Dio, ma tutte devono essere considerate strade legittime da percorrere secondo le proprie inclinazioni, culture e tradizioni. Ed ho la pretesa di ritenere che se nessuna considerasse se stessa unica depositaria della verità vivremmo in un mondo più tollerante e rispettoso delle libertà reciproche.

Il Cristo dubitante che dalla croce chiede conto al Padre del suo abbandono, al di là della questione trinitaria, pone ciascuno di fronte le proprie responsabilità nei riguardi della verità, credere e basta non basta. Così come non credere non esime dall’angoscia della ricerca di senso. Consegnare lo spirito nelle mani del Padre non è l’ultimo rassegnato gesto di fronte l’ineluttabilità della morte, ma la fiducia che anima il credente, ogni credente, comunque credente che la morte non costituisce l’ultimo, inesorabile limite alla ricerca della verità.
Lino Natoli

Riciclo creativo...a Leni nella sede della Fondazione Salina


lunedì 13 marzo 2017

Ex Faro replicano a Fonti : "Nessun cambio di rotta. Sempre contrari all'AMP"

Egr. Direttore,
abbiamo avuto occasione di ascoltare una recente intervista rilasciata  da Gesuele Fonti e, in particolare, il passo laddove questi fornisce la propria versione circa la decisione degli scriventi di lasciare il movimento “Il faro”. Di seguito la stessa versione è stata riportata su una lettera che lo stesso Gesuele ha inviato agli abitanti di Pianoconte.
Premesso che non è intendimento di chi scrive creare o alimentare polemiche che rifuggono dallo stile espositivo delle proprie idee sempre mantenuto in questi anni di lotte civili e politiche, non ci si può esimere dal richiamare l’amico – perché tale è rimasto -  Gesuele ad una maggiore onestà intellettuale alla quale ci auguriamo non voglia sottrarsi.
I motivi che hanno indotto gli scriventi a lasciare “Il faro” sono ben altri rispetto a quelli riferiti nel corso dell’intervista e che, per l’intervistato, andrebbero ricercati nel mutamento di rotta dei deducenti riguardo l’istituzione dell’area marina protetta che l’amministrazione Giorgianni aveva prospettato agli eoliani.
Nulla di più falso! E Gesuele lo sa benissimo.
Per comprensibili ragioni di tatto e buon gusto non ci sembra questa la sede per esporre le reali ragioni del dissenso che ha portato la maggioranza del gruppo dirigente ad abbandonare “Il faro”, ma teniamo a ribadire che la questione “area marina protetta” nulla c’entra e di essa affatto si è discusso nelle riunioni che hanno preceduto la nostra decisione.
Al riguardo, anzi, teniamo a precisare che nessun cambio di rotta è stato assunto fermo essendo rimasto infatti il dissenso su una tale iniziativa.
Evidentemente altri hanno un concetto di democrazia diverso dal nostro ritenendo che, nell’ambito di quello che dovrebbe restare nell’alveo di un civile confronto, una diversa opinione debba necessariamente sfociare in un insanabile contrasto sull’intero programma. Noi siamo abituati invece alla dialettica, anche dura, ma che non vada a minare l’impianto dei rapporti nel suo complesso.
Contro l’area marina protetta, dunque, la cui istituzione riteniamo svantaggiosa per lo sviluppo delle nostre isole, ma l’interesse collettivo si persegue e si concretizza anche mediante altre iniziative ritenute invece condivisibili.
Diverso è il caso in cui viene meno quel rapporto di reciproco rispetto e di fiducia che, questo si, mina alle fondamenta la prosecuzione di un rapporto. Ci rifletta Gesuele.
Ersilia Pajno
Angelo Pajno
Angelo Biviano
Gaetano Barca
Nino Manfrè
Angelo Scafidi