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lunedì 14 ottobre 2019

Vulcano: bolognesi pubblicano su instagram una foto mentre assumono stupefacente, i carabinieri li beccano

Una coppia di ragazzi bolognesi sono stati segnalati dai Carabinieri di Vulcano, a norma dell'art. 75 del DPR 309/90, alla prefettura di Bologna.
I due sono stati "beccati" dagli uomini dell'Arma intenti a fumare "strani involucri". 
Praticamente i due (lei è una blogger) si sono incastrati per la voglia di apparire sui social.
I carabinieri di Vulcano, che evidentemente tengono d'occhio i mezzi di comunicazione di massa, li hanno sgamati per via di una foto che i due bolognesi hanno postato su Instagram e nella quale fumavano "cannoni".
A seguito di mirata perquisizione si è proceduto alla segnalazione. 

Rifiuti abbandonati. La proposta di Christian Lampo (Canneto per noi)

Riceviamo e pubblichiamo:
L'abbandono dei rifiuti è una forma di inciviltà che danneggia l'ambiente e causa degrado, una insana abitudine molto in voga nel nostro territorio.......Invitiamo l'Amministrazione Comunale di Lipari, a prendere in considerazione l'opportunità di dotarsi delle cosiddette "FOTO TRAPPOLE" ......... per contrastare il fenomeno, potenziando l'azione contro i comportamenti scorretti che deturpano in modo inaccettabile il territorio. Due i principali strumenti che si possono adottare......
1) l'uso della tecnologia attraverso l'installazione, delle telecamere mobili in luoghi strategici
2) la convenzione e l'utilizzo delle Guardie Ambientali per intensificare le attività di controllo.
Le telecamere dotate di sistema di lettura a raggi infrarossi (per la visione notturna),e di un sistema anti-blackout, sono un utile strumento per individuare quei cittadini "incivili" che abbandonano i rifiuti in modo scorretto ai bordi strada, nei torrenti, in aperta campagna, e per prevenire comportamenti che mettono a rischio l’ambiente e le persone. Ovviamente....... si auspica un aumneto del senso civico nel rispettare e tutelare il nostro patrimonio ambientale.......LA NOSTRA ISOLA.........LA NOSTRA CASA.......
IL PRESIDENTE DI CANNETO X NOI
CHRISTIAN LAMPO

Il «GAC-FLAG Isole di Sicilia» all’ottava edizione di Blue Sea Land.

COMUNICATO
«Il «GAC-FLAG Isole di Sicilia» parteciperà all’VIII edizione di Blue Sea Land, che si svolgerà dal 17 al 20 ottobre 2019 a Mazara del Vallo (Trapani) e dove il mare, in tutte le sue sfumature, sarà il protagonista assoluto della kermesse, che quest’anno è dedicata, in particolare, alle connessioni, ai cambiamenti climatici ed al problema delle plastiche in mare. L’evento è organizzato dal «Distretto Produttivo della Pesca», insieme alla «Regione Siciliana» e con il patrocinio del «Ministero degli Affari Esteri», il «Ministero dello Sviluppo Economico» ed il «Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali». Protagonista indiscusso di Blue Sea Land, che come ogni anno sarà realizzato nella suggestiva casbah di Mazara del Vallo, è il modello della Blue Economy, che attraverso i principi dell’«Economia Circolare» è diventato un esempio concreto di sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale. All’interno della sezione Blue Workshop è prevista, inoltre, una serie di conferenze di tipo tecnico-scientifico, divulgativo, politico e culturale. Ed, in tal senso, non poteva mancare una sorta di «Foro per l’Africa ed il Medio-Oriente allargato», con l’incontro fra i Ministri e i rappresentanti delle istituzioni scientifiche della pesca provenienti dai Paesi del Mediterraneo e del Medio-Oriente. Si terrà, tra l’altro, una sessione plenaria dell’«Osservatorio Mediterraneo della Pesca», dedicata al Progetto «Nuove rotte verso la Blue Economy», con le maggiori espressioni istituzionali e scientifiche dell’Unione Europea, della FAO e della CGPM. Nello specifico sabato 19 ottobre (dalle ore 12.00 alle 13.00), presso lo stand del «Dipartimento Pesca Mediterranea Regione Siciliana», si terrà una conferenza stampa dove verrà presentata la «Strategia di Sviluppo Locale» del «Flag Isole di Sicilia», che include le isole degli arcipelaghi delle Egadi, delle Eolie, Ustica e Pantelleria. Nel corso della conferenza, in cui interverranno Giovanni Basciano (V.Presidente AGCI), Salvatore Livreri Console (Direttore «AMP Isole Egadi»), Pietro La Porta e Giuseppe Pagoto (rispettivamente Direttore e Presidente del «Flag Isole di Sicilia») e Rosolino Greco (Dirigente Generale «Dipartimento Pesca Mediterranea») si parlerà, in particolare, dell’azione 1.B.3 «marine litter», ma anche di altre azioni in corso di realizzazione previste dalla strategia di sviluppo».

Vendesi casa spaziosa ed abitabile a Lipari - Pianoconte


ULTERIORI FOTO DELLA CASA SONO VISIBILI A QUESTO LINK
https://www.vulcanoconsult.it/vendesi_casa__pianoconte_lipari.asp?fbclid=IwAR3cDVDMdET6n0Ln_CvPsOiZm4XvZq309zxdLBkZ0FS8KLQZQyBjPs--gI8

Buon Compleanno!


Auguri a Gaetano Geraci, Clelia Mirella Raffaele, Giusi Oliva, Francesca Pace, Angelo Cassarà, Ivana Bonfante, Luciano Manfrè, Odelia Pa.

S.M. Salina. Due tecnici assolti dall'accusa di falso ideologico

Il gup Salvatore Pugliese ha prosciolto dal reato di falso ideologico in atto pubblico l'architetto Elena Caruso di Milazzo, funzionaria dell'ufficio tecnico del Comune di Santa Marina Salina ed il dirigente dello stesso ufficio, geometra Giuseppe Caravaglio di Salina.
Per l'accusa, rappresentata in udienza dal procuratore Emanuele Crescenti, si trattava di falso ideologico per non avere, sia Elena Caruso sia Giuseppe Caravaglio, rilevato in occasione di un sopralluogo su un immobile di Santa Marina Salina la violazione delle norme paesaggistiche derivanti dalla realizzazione di uno scavo destinato alla collocazione di una vasca “imhoff”, per lo smaltimento di reflui fognari. Sebbene i due imputati, difesi dagli avv. Fabrizio Formica e Roberto Materia, avessero all'esito delle verifiche effettuate suoi luoghi contestato l'esecuzione dei lavori per assenza di autorizzazioni previste ai proprietari - secondo la Procura - l'accertamento dell'ufficio tecnico avrebbe dovuto rilevare nella relazione anche l'inosservanza dei vincoli del Piano paesistico delle Isole Eolie che, invece, non risultava presa in considerazione dagli imputati.
Il giudice Pugliese ha però escluso, con la sua decisione di proscioglimento, «qualsiasi valenza falsificatoria» nella condotta degli imputati essendo emerso dalle indagini che lo stato di realizzazione dell'opera non consentiva in quel momento di formulare la contestazione di violazioni paesistiche, così come preteso dalla pubblica accusa.

REGIONE: LAVORO; CENTRI PER L’IMPIEGO, OLTRE MILLE ASSUNZIONI IN VISTA

Oltre mille nuove assunzioni di giovani, nel prossimo triennio, per rafforzare l’organico del dipartimento regionale del Lavoro e i Centri per l’impiego in Sicilia. Lo prevede il Piano del fabbisogno del personale per l’ampliamento dei servizi e delle misure di politica attiva del lavoro approvato dal governo Musumeci, su proposta dell’assessore al ramo Antonio Scavone.
In particolare, già dal 2019 è prevista la selezione di 277 dipendenti (177 istruttori e 100 funzionari). Nel 2020 e nel 2021, invece, i posti messi a concorso saranno 429 (155 istruttori e 274 funzionari) per ognuno degli anni. Le risorse (circa novanta milioni di euro nei tre anni) sono già state assegnate dallo Stato.
«Le nuove politiche assunzionali - evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci - daranno ossigeno ai tanti giovani che vogliono e possono mettere a profitto il proprio titolo di studio».
L’obiettivo è quello di dare vita a una rete di servizi per l’impiego efficaci e in grado di integrare le funzioni tradizionali di collocamento con le nuove politiche attive e di servizio ai cittadini e alle imprese che siano in grado di operare, sia sul versante dell’informazione di base, dell’orientamento e dell’assistenza personalizzata che su quello dei servizi che favoriscono l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Il rafforzamento dell’organico si rende necessario anche per poter dare corso alle attività istruttorie del Reddito di cittadinanza.
Il Piano del fabbisogno ha previsto anche la necessità dell’assunzione di 256 nuovi ispettori del lavoro.

Salina: Escursionista con fratture salvata con un mezzo privato

Disavventura a lieto fine, grazie all'estemporaneo soccorso fatto con un furgone del volontariato, per una donna di 57 anni di nazionalità austriaca soccorsa dal 118 mentre era impegnata, con un gruppo di escursionisti, a percorrere il sentiero 11 “Serro del comandante” che conduce sul monte Fossa delle Felci, sull'isola di Salina.
La donna, che ha riportato la sospetta frattura di tibia e caviglia e traumi vari, è stata stabilizzata dai sanitari del 118 coadiuvati dai volontari del locale corpo dei Gerosolomitani coordinati da Salvatore Chiofalo che, ancora una volta, hanno messo a disposizione dei soccorritori un mezzo privato per percorrere i ripidi ed insidiosi sentieri in terra battuta che caratterizzano la montagna isolana. Le operazioni di soccorso sono state coordinate da Elio Benenati, capo servizio delle guardie della Riserva naturale “Montagne delle Felci e dei Porri” di concerto con il comandante della Stazione dei carabinieri di Salina, Gabriele Bianchi.

Il 15 Ottobre interruzione energia elettrica a Porticello(Zona Capo Rosso) e ad Acquacalda (da torrente Manzoni a San Gaetano)

Oggi è il 14 Ottobre. Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie e con il detto/proverbio del giorno.

Lipari - Alba a Monterosa vista da Sotto il palo (Foto: Antonio Iacullo)
Detto/proverbio del giorno: Ambasciator non porta pena

domenica 13 ottobre 2019

Calcio - Seconda Categoria. Alla prima "stecca" l'Interclub ma ci sono le qualità per far bene.

Torna a mani vuote dalla trasferta di Furci Siculo l'Interclub Lipari. 
La formazione eoliana, che ha disputato per lunghi tratti una buona gara, chiudendo il primo tempo in vantaggio per uno a zero, è stata sconfitta per tre a due.
Un risultato che, se da un lato lascia spazio alle recriminazioni, non deve abbattere più di tanto. La squadra ha dimostrato di avere le qualità per disputare un buon campionato.
Le reti dell'Interclub sono state messe a segno da F. Puglisi.

ISOLE MINORI, STANZIATI 130 MILIONI PER ACQUISTO NUOVE NAVI E ALISCAFI. UNA DELLE NAVI DESTINATA ALLE EOLIE.

È stato registrato dalla Corte dei conti e pubblicato sul sito del ministero delle Infrastrutture il decreto che stanzia centotrenta milioni di euro per l’acquisto di tre navi e due aliscafi da mettere al servizio delle isole minori della Sicilia. Due imbarcazioni (di classe A) vengono destinate alle Pelagie e alle Eolie, mentre la terza imbarcazione (di classe B) all’isola di Pantelleria. Gli aliscafi verranno impiegati negli arcipelaghi.
«Questo provvedimento - commenta il presidente della Regione Nello Musumeci - rappresenta un’innovazione storica e costituirà l'occasione per un concreto e notevole salto di qualità nel trasporto marittimo fra la Sicilia e le isole minori. C'era, infatti, l'esigenza di dovere offrire ai residenti e ai turisti mezzi non più obsoleti, ma moderni, sicuri e dotati di ogni comfort. La nostra Regione, grazie all'impegno del mio Governo, ha avuto peraltro assegnate la maggior entità di fondi rispetto a tutte le altre d’Italia come Campania, Veneto, Liguria».
«Si conclude - aggiunge l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone - un iter che avevamo iniziato con il ministro Graziano Delrio e che era poi passato al ministro Danilo Toninelli. Li ringraziamo, così come un plauso va al direttore generale Angelo Montoni per aver creduto nell’operazione. Siamo già al lavoro per la redazione del capitolato d'appalto e per un piano condiviso con i vettori marittimi che dovrà avere come priorità il mantenimento della navigazione anche in condizioni meteo-marittime avverse. Le nuove imbarcazioni, infatti, contano su più moderne tecnologie e materiali di costruzione. Inoltre, grazie all’alimentazione a gasolio green, la Regione potrà conseguire un risparmio di spesa corrente di ben venti milioni di euro annui».

Ovidio e i suoi fratelli. I vulcani sottomarini scoperti recentemente al largo della Calabria (da ingvvulcani.wordpress)

di Riccardo De Ritis
La prima scoperta dell’esistenza dei vulcani sottomarini risale alla spedizione della nave britannica Challenger, effettuata alla fine dell’Ottocento in giro per il mondo. Da allora ad oggi le innovazioni tecnologiche per lo scandaglio dei fondali marini, le misurazioni geofisiche e le innumerevoli spedizioni scientifico-minerarie ci hanno fornito un quadro approfondito della loro presenza e della loro ubicazione in relazione alla teoria della tettonica delle placche.
Un dato importante dell’attività vulcanica del nostro pianeta evidenzia che la maggior parte del magma prodotto ogni anno è emesso da vulcani sottomarini. Infatti, sulla Terra, l’attività vulcanica avviene principalmente lungo le dorsali oceaniche, dove le placche litosferiche divergono e si forma nuova crosta, e nelle aree di subduzione, dove le placche si scontrano e la crosta antica si consuma affondando nel mantello. Nel Mediterraneo, e in particolare in Italia, con meccanismi simili a quelli appena descritti, la convergenza dei continenti africano ed euro-asiatico, ha generato, a partire dall’Oligocene, un corredo di vulcani, alcuni ormai spenti ed altri ancora attivi.
In particolare il Tirreno meridionale è una delle zone più attive del Mediterraneo. Ne sono un esempio la recente attività dello Stromboli nell’arcipelago delle isole Eolie, le eruzioni pliniane del Vesuvio, il bradisismo dei Campi Flegrei e le spettacolari eruzioni dell’Etna. Il motore principale della vivacità tettonica e vulcanica della porzione meridionale del nostro paese è legata allo scorrimento di un lembo residuo di crosta oceanica, la placca ionica, al di sotto della crosta continentale europea, a cui l’arco calabro appartiene, semplificando il complesso assetto di tutta la regione.
Recentemente, un team di ricerca composto dall’INGV, dalle Università di Palermo, Messina, Catania e Roma Sapienza e dal CNR ha scandagliato i fondali marini della scarpata continentale posti a pochi chilometri dalla costa calabrese, davanti al paese di Diamante, in provincia di Cosenza. Dallo studio e dall’analisi dei dati è stato individuato un nuovo gruppo vulcanico sottomarino. Ovidio, Enotrio e Diamante sono i nomi delle tre strutture, note fino ad oggi solo come montagne sottomarine, adesso riconosciute come vulcani formati in un tempo imprecisato che potrebbe andare dai 780.000 anni ai 20.000 anni fa, a causa della risalita del magma nella crosta terrestre.vulcani sottomarini_figura 1

Figura 1 – Immagine modificata dal libro “Volcanism” di H. U. Schmincke
La figura 1 mostra la visuale dell’Italia meridionale, con la Sicilia e l’Etna, sulla destra, la Calabria e la costa tirrenica al centro e la Puglia sul lato sinistro. I diversi colori indicano le placche tettoniche che interessano quest’area: in giallo, verde e in azzurro sono rispettivamente rappresentate le micro placche tirrenica, ionica e adriatica mentre in ocra la placca africana. La figura illustra inoltre la posizione dell’Etna, delle isole Eolie e del Vesuvio, mentre le curve in rosso indicano la profondità (in chilometri) raggiunta dalla placca ionica in subduzione al di sotto del Tirreno. Lo schema tridimensionale riportato a sinistra mostra anche la posizione del nuovo gruppo vulcanico sottomarino scoperto dagli autori.
vulcani sottomarini_figura 2
Figura 2 – Modello digitale del terreno ad alta risoluzione della batimetria dell’area di studio (dati EMODnet e dati del progetto MaGIC del CNR, rettangolo centrato su Ovidio). Le linee tratteggiate rappresentano la posizione dei profili sismici a riflessione utilizzati nella ricerca.

Al margine di questo lembo di oceano sprofondato nel mantello (slab), meno di un milione di anni fa, comparvero i tre vulcani appena scoperti in posizione esterna all’arco delle isole Eolie. Questi vulcani infatti si sono formati lungo l’estremità più orientale di una frattura molto profonda che borda il lato settentrionale della placca ionica 70 chilometri a nord est dell’arcipelago eoliano. La causa di questo vulcanismo va ricercata nella risalita di magma generato dal calore dei moti convettivi del mantello che si formano lateralmente alla placca in subduzione. Più a sud anche il possente Etna giace su una delle fratture che limitano questo lembo residuo dell’oceano mesozoico (la micro placca ionica) posto tra l’Eurasia e l’Africa, la Tetide.vulcani sottomarini_figura 3
Figura 3 – Rappresentazione tridimensionale del modello digitale del terreno di Ovidio (area racchiusa nel rettangolo della figura 2) e di un ulteriore edificio vulcanico (Scalea seamount in figura 2).

La natura, la posizione e le caratteristiche di questi vulcani sono state definite attraverso lo studio delle anomalie magnetiche (il magma, raffreddandosi, si solidifica e i minerali costituenti si magnetizzano), dell’ecoscandaglio del sonar multibeam e delle onde sismiche che hanno fornito un’immagine del sistema di alimentazione dei vulcani, i profili batimetrici e quelli geologici ad alta risoluzione del fondale marino. Ovidio, il vulcano più orientale e vicino alla costa, è composto da almeno cinque coni principali molto arrotondati ed erosi dalle correnti marine e/o dalle onde del mare (molto probabilmente gli edifici vulcanici si trovavano in prossimità della superficie); Diamante ed Enotrio, i vulcani più occidentali e profondi, hanno una morfologia aspra con creste aguzze e ripide scarpate, e sono stati modellati dall’azione delle faglie.

Questo terzetto costituisce l’espressione più orientale del vulcanismo Tirrenico e il sistema di intrusioni magmatiche a esso associato, ovvero dei magmi che non raggiungono la superficie e si raffreddano in profondità, si spinge ancora più ad est, in prossimità della linea di costa. Il raffreddamento di questi corpi magmatici nella crosta terrestre produce il calore che alimenta i centri termali tipici delle aree vulcaniche italiane attuali ed antiche. In corrispondenza della costa calabrese prospiciente il terzetto ci sono infatti le Terme Luigiane, sorgenti di acque termali e sulfuree.

Ovidio e i suoi fratelli non mostrano segni di attività da almeno 20.000 anni ma gli studi vanno avanti e non si esclude che, sparsi a macchia nella scarpata continentale, ve ne possano essere altri davanti alla Calabria e alla Sicilia. Un nuovo tassello per la comprensione del mosaico di vulcani antichi e recenti nel Tirreno meridionale è stato aggiunto lungo la complessa area di confine tra la placca africana e quella eurasiatica.