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mercoledì 12 agosto 2020

Storia eoliana: conosciamola attraverso lo storico G. La Greca. 12 agosto 2001: Il naufragio del catamarano “Alexa”

12 agosto 2001
Il naufragio del catamarano “Alexa”

La notte del 12 agosto 2001 il catamarano Alexa della Snav (con 9 componenti d'equipaggio) va a sbattere contro gli scogli delle Formiche, la secca rocciosa a circa un miglio al largo di Panarea. Il catamarano si inclinò cominciando a imbarcare acqua. E’ stata la notte del terrore. Una notte sferzata dalle raffiche del maestrale e dalle grida di bambini insaccati nei giubbotti, lanciati dai genitori sulle scialuppe di salvataggio mentre il gigante del mare costruito nel 1997, si inclinava sulle «Formiche». Inzuppati e terrorizzati, a gruppi, i naufraghi dopo un' ora in balia delle onde erano stati soccorsi da pescherecci, motovedette e aliscafi, raggiungendo la banchina di Panarea. Ma nessuno di loro dimenticherà l'angoscia per il catamarano che sobbalza come un camion in autostrada, quasi inarcando la prua per poi abbattersi su una fiancata facendo rotolare passeggeri e bagagli mentre le luci si spegnevano di botto e un fumo acre s' impastava con l'acqua che s' infiltrava. Due donne, una venticinquenne di Roma, ed una trent’enne di Napoli, rimasero ferite cadendo a seguito del contraccolpo e riportando rispettivamente un taglio alla testa e un trauma cranico. I 164 passeggeri a bordo del catamarano "Alexa", che effettuava il servizio da Napoli alle Eolie, furono presi a bordo da due aliscafi della stessa Snav, "Fast Blue" e "Alcione" e condotti nelle isole di destinazione.
Secondo uno dei passeggeri, il personale della "Snav" non aveva fornito sufficiente aiuto durante l'incidente. "Abbiamo sentito una serie di urti – raccontava l'uomo - e subito dopo le luci si sono spente e il catamarano si è inclinato sul lato destro. Molte persone, credo che a bordo fossimo più di 150, si sono fatte prendere dal panico. C'è stato chi voleva buttarsi in acqua, me nessuno dell'equipaggio è venuto a dare spiegazioni, nè si è visto il capitano. Solo dopo una mezz'ora ci è stato detto di non preoccuparci. Tutti quanti abbiamo indossato il giubbotto salvagente e siamo scesi a prua. Alcuni gommoni privati sono arrivati quasi subito e sono state imbarcate per prime le donne e i più piccoli. Dopo circa mezz'ora il personale di bordo ha gettato in mare piccole imbarcazioni autogonfiabili. Io ho lasciato il catamarano tra gli ultimi, mentre già imbarcava acqua".
Molte le dichiarazioni dei passeggeri: «Mezz’ora senza che nessuno dell' equipaggio spiegasse cosa stava accadendo». Altri si scagliavano contro il comandante: «E' stato il primo ad andare via scivolando su un peschereccio. Equipaggio impreparato, a parte due marinai che si prodigavano come potevano».
Disagi c'erano già stati al momento della partenza. Sin dalle 14.30 si era capito che il viaggio di Alexa, da Napoli alle Eolie, era iniziato male. Salvato in orario il catamarano era dovuto tornare al porto per liberare l'idrojet da un sacchetto di plastica che ne riduceva la poteva compromettendone anche la sicurezza. Così erano trascorse altre due ore di «fermo tecnico»: alle 16.30 lo scafo aveva ripreso il mare ma era dovuto tornare di nuovo a Napoli per imbarcare due passeggeri ritardatari, che il tam-tam incontrollabile dei passeggeri individua come due Vip diretti a Panarea. Finalmente in mare, vicino Stromboli Alexa si imbatteva in un gommone in difficoltà e, nonostante i ritardi già accumulati, non si sottraeva alla solidarietà di mare. Risultato: alla fine un ritardo di oltre sei ore che portava il catamarano alle Eolie con il sole tramontato da un pezzo. Il buio, il vento forte di nord-ovest, lo scarroccio delle onde, e, forse, il numero consistente di imbarcazioni Vip in rada a Panarea che hanno reso più difficoltosa l'uscita dal molto di San Pietro, hanno condotto Alexa a concludere il suo viaggio sugli scogli delle Formiche.
I passeggeri della motonave, al momento della partenza da Napoli, erano 260, di cui un centinaio erano sbarcati tra Stromboli e Panarea.

***

Per far luce sull'accaduto venne avviata, dall'Ufficio circondariale marittimo di Lipari, un'inchiesta amministrativa affidata al tenente di vascello Alberto Sottarel, che doveva accertare eventuali responsabilità nel naufragio. Sul banco degli imputati, il comandante, Natalino Pontecorvo, 36 anni, a sua difesa dichiarava: «In mare c' erano centinaia di yacth e mentre il catamarano si incrinava, eravamo impegnati a sganciare le scialuppe e i canotti autogonfiabili proprio per salvare i passeggeri...».
All'ipotesi dell'errore umano nella manovra si affiancava così quella del mare troppo affollato in una notte da lupi.
Ecco cosa dichiarava il magistrato Olindo: «Le Eolie sono un Far West. Ognuno si muove come vuole, anche ostacolando con yacth, gommoni e velieri aliscafi e traghetti di linea». «Stavolta sembra che non ci siano reati. Né ritardi nei soccorsi, nonostante le proteste dei passeggeri. Prevale l'ipotesi di un errore del comandate costretto a muoversi nella notte con mare forte e ad allargare la rotta a ridosso dell' area in quel momento coperta dal vento, zeppa di barche raccolte in zona per ripararsi dal maestrale».
Nessuno ha colpa? «Forse non in questo caso, date le condizioni meteo. Ma sono troppi gli yacth che non ormeggiano a 250 metri dalla costa, che ignorano i divieti, che si muovono e attraccano ovunque, senza regole come in un Far West. Mi stupisco che non ci siano incidenti tutti i giorni». La soluzione? «L'acqua calda: molta, molta più sorveglianza. E meno arroganza da chi guida queste mega-imbarcazioni credendosi Padreterno. E' anche un problema psicologico: abituati a comandare nella vita, si muovono come i padroni del mare...».
Sull'incidente all'aliscafo «Alexa» la società armatrice Snav emise un comunicato in cui riferiva che esso era stato determinato dal forte vento e dal moto ondoso che si andava intensificando alle Eolie. «Prontamente - recitava la nota - l'equipaggio metteva al sicuro i passeggeri presenti a bordo che sono stati successivamente accompagnati alle loro destinazioni da altra unità». Tra essi «non si registra alcun ferito e tutti i bagagli sono stati recuperati grazie all'efficienza del comandante e la grande professionalità di tutto l'equipaggio, nonché al pronto intervento delle altre unità sociali. In giornata il catramarano sarà disincagliato e trasferito in porto per gli accertamenti del caso».

A distanza di due settimane, ancora incagliato sulle formiche, il destino dell’Alexa era segnato: “Irrecuperabile”. Il catamarano era talmente danneggiato che ripararlo significava spendere più del suo valore. Lo diceva lo squarcio su una fiancata dello scafo lungo dodici metri ed il motore gravemente compromesso. L’ammontare dei danni superava il miliardo.

Oggi è il 12 agosto. Buongiorno con questa cartolina da Alicudi


martedì 11 agosto 2020

Nell'area archeologica del Castello di Lipari dal 12 al 19 agosto "Il percorso velato e letture per Afrodite".


Stromboli e Panarea. Lotta al Covid 19. Tanta incoscienza e nessun controllo. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud dell'11 agosto 2020

Coronavirus, in Sicilia 89 nuovi casi: numero più alto in Italia ma 71 sono migranti.

Sono 89 i nuovi contagiati in Sicilia per quanto riguarda il Coronavirus. È l'incremento maggiore di tutte le regioni d'Italia, ed è la prima volta che accade. Dopo l'ssola la Lombardia (68) e il Veneto (65). 
A pesare enormemente, però, è il numero dei positivi di Pozzallo, con i 64 nuovi casi emersi oggi.

Attualmente dunque i positivi sono 538 i positivi, salgono così a 3.574 i casi totali di Coronavirus da quando è iniziata la pandemia. Scendono i ricoverati: 50 contro i 51 di ieri, sempre 6 in terapia intensiva.
Nuovo incremento dei casi totali di Coronavirus in Italia: oggi ne risultano 412, contro i 259 segnalati ieri

Ricordando... Raoul Di Perri.

Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazione con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito.

Messa in suffragio (settimo) domani a Canneto per Anna Maria Calabrò


U turismu chi sacciu io' di Giuseppe Iacolino. Il figlio Gianni ci propone una poesia del papà

Riceviamo dal dottor Gianni Iacolino e pubblichiamo:
Eravamo agli inizi degli anni '70 ,quando mio padre mi mostrò il testo di questa poesia dialettale, composta durante la lunga notte insonne di una calda estate. Calda e con l'aggiunta di qualche ospite, non dico sgradito, ma alquanto invadente, almeno per i suoi gusti. Era quello il periodo in cui si passava da quell'ospitalità programmata ed attesa anno dopo anno per i parenti ( anni '50 e '60 ), ad un andirivieni di conoscenti che volevano visitare le isole ,alloggiando comodamente a casa tua. Quello che per noi figli era motivo di gioia, per i genitori era sempre un sovraccarico di lavoro e spesso anche di preoccupazione. E quindi un susseguirsi di incombenze e sacrifici perché tutto fosse in ordine e l'accoglienza ineccepibile. Capitava ,a volte , che l'ospite non fosse proprio simpatico e tutto si complicava dopo pochi giorni di permanenza. Bastano poco meno di tre giorni perché l'ospite si riveli un pesce dall'odore fastidioso. Forse sarà successo qualcosa del genere perché mio padre trovasse l'ispirazione. 
Buona lettura
U  turismu  chi  sacciu  io’  !   
di   Giuseppe Iacolino

Sintiti  cca  zu  Masi: 

iò  perdu  i  senzi  liggiennu  sti  sintenzi

ch’ognunu  schiaffa  supa  a  lu  giornali

“C’è  turismu e  turismu “ dici  un  tali

“problemi  su’ chi  vannu  studiati “

 sinnò  ‘un  si  capisci  a  viritati.

 
Chistu  sproloquia  ca  lu  furisteri,

ca  a Lipari  ‘nni  veni  e  porta  pani

ossiginu  ‘ddiventa  e  fa  campari,

a  chiddu  ca  voli  travagghiari .

Chiddi  ‘nsumma  chi  giranu  lu  munnu,

 e  Liparoti  ci  inchinu  la  panza

e addrizzanu  ‘o  Guvernu  la  vilanza.


Vardati  sta’  rivista. Chi  bravu giornalista !

“ Turismo  e’  una  follia, !  Guasta  l’ecologia ! “

“Cu  è  chi  veni  cca,  ‘nni  suca  il  crisma  dell’identità “

Cu  è  ch’havi  raggiuni  nun  lu  sacciu,

ma  iò  ddivientu  pacciu,

pinsannu  a  lu  turismu  da me  casa,

chi  mi  l’assuppu  tuttu  Austu  ‘nchinu,

pi  curpa  di  me  soru  di  Milanu.

 
Cu  a  scusa  di  l’auguri  di  la  Pasca ,

‘nt’ Aprili  spunta  a  littra  di Francisca :

 
Caro  fratello, ricordo  ancora…

non  vedo  l’ora  di  ritornar.

I bimbi  parlano  del  caro  zio,

e  tutti  esultano la  tua  bonta’,

la mia Tanuzza  ci  ha  l’anemia :

 è  malattia, che fa  pensar:

 per  cui,   vedendo  quel suo  pallore: 

dice  il  dottore : (  aria  di  mar )

 Nutro  a  S.  Bartolo  culto  sincero,

e  almeno  un  cero  gli  e l’ho  da  portar !

Accussi’  Francisca,  sei  figghi  e  u  trunzu  du so  zitu

di  Tanuzza  ch’è  fatta  maggiurenni

du’  continenti  smuntanu  li  tenni

lassanu  l’afa  di  la  gran  città.

e  si  venunu a chiantari  cca’.

 
Percio’  di  me’  vacanzi  fazzu  menu

supportu  cu  pascienza;

iò  m’addubbu  un  lettinu  ‘nta  cantina,

mugghierima  ‘n’cuscina

i  masculi  ‘nta  sala

me  figghia  sutta  a  scala,

a  suorima  e  u  cugnatu

pi  duvutu  rispiettu

cci  sciedu l’usu,  da  me  stanza  e  liettu.

 
Chiddu  chi  po’  succedi ,  nun  è  cosa,

un  casinu  diventa  la  me  casa,

unu  dormi,  l’autru  balla,

c’è  cu  nesci  e  c’è  cu  trasi,

c’è  cu  aggira  e  tri  di  notti

picchì u  ‘nvitanu  on  fistinu

i  so’  amici  ‘o   Turmalinu.

 
Cu  havi  fami  s’arrimina,

‘nte  pignati  da  cuscina.

S’unu  azzicca  ‘nta  latrina

pi  ddu  uri  ‘un  nesci  cchiù.

Chistu  picchì  s’abbuffanu  i  raggina,

ca  si  sprupparu  a  vigna  paru, paru,

a  miegghiu  ca  iò  tiegnu  o  Castiddaru,

I  fica  ,  tutti  si  ll’apparu;

si  scularu  na’ stipa  e  vinu

e  un  sordu  cchiù  un’haiu  ‘nto  cantaranu.

 
Po’  si  duna  u  cielu  a  ‘ntrubbuliari

 e  si  metti  a  sbrizziari.

Francisca  varda  fora

“mi  pari  giunta  l’ura,  ch’avissimu  a  smammari “

Lo  svago  mica  è  eterno….

“si  sa  che  fine  Agosto,  è  cap’inverno “

 
Suruzza  mia  ,  vurrissi  riplicari:

E  iò  c’havissi  a  diri ?

Pi  curpa  di  sta  moda  du  turismu

Austu  ‘nta  me  casa,  è  fuocu  i  ‘nfiernu,

avissi  tu  a  sapiri  na’  cusuzza,

chi  trasiri  ‘un  ti  voli  ‘nta  cucuzza,

U  vo’  sapiri  l’ospiti  chi  sunnu ?

“  Na  cosa  modda,  cumu  a  surra  i  tunnu “

cumu  l’anciovarina  o  la  sarduzza:

Dopu  tri  jorna  puzza !

Panarea...real time. Fin che la barca và....neanche l'ordinanza la può "disciplinare"?.

E questo è l'assembramento di un giorno "tranquillo" come il martedì, figurarsi a ferragosto.

ASP Messina, da oggi in atto nuove misure restrittive negli Ospedali per prevenire il contagio da Covid-19

Tenuto conto dell'attuale andamento epidemiologico nel territorio siciliano, l'A.S.P. di Messina ritiene indispensabile attuare misure organizzative interne intese a ridurre assembramenti di persone e ridurre i contatti con personale esterno in ambiente ospedaliero.
Pertanto da oggi con disposizione a firma Direttore Generale Paolo La Paglia e Direttore Dipartimento Ospedaliero Paolo Cardia i direttori degli Ospedali e i direttori delle UU.OO. limiteranno l'accesso dei visitatori ai pazienti ricoverati, disporranno il divieto di assembramento degli accompagnatori in sala attesa dei pronto soccorsi e dovranno contenere l'acceso di pubblico agli uffici amministrativi, limitando l'ingresso esclusivamente a situazioni di comprovata indifferibilità.
Eventuali deroghe saranno vagliate per reali stati di necessità.
Ulteriori misure riguarderanno il personale sanitario e amministrativo dipendente, che dopo un'assenza superiore a 3/4 giorni dovrà essere sottoposto a tampone rino-faringeo prima di essere riammesso in servizio.
"A seguito dell'ordinanza del Presidente della Regione Musumeci del 9 agosto u.s. riteniamo inoltre utile fare un appello ai Sindaci del territorio provinciale - dice il direttore generale Paolo La Paglia - affinchè dispongano costanti controlli nei territori di competenza sul giusto distanziamento e sul costante uso della mascherina in tutti i luoghi di aggregazione, diurni e notturni, e negli esercizi commerciali; abbassare la guardia in questo momento equivarrebbe ad esporre la popolazione a rischi di aumento di contagi, con gravi ripercussioni economiche e sanitarie."

Strada provinciale Acquacalda - Quattropani: "Che disastro...mi vergogno a vedere la mia isola così". Lettere al direttore


Allegando le tre foto ci scrivono: "Non ci sono parole, mi vergogno di avere la mia bella isola, conciata così"

Esaltazione e insipienza (di Luca Chiofalo)

Divertente osservare che siamo passati dal pianto disperato della primavera (protratto fino a luglio) all’esaltazione scomposta di questi giorni per un supposto boom di turisti e di affari... 15 giorni di lavoro (così così) bastano a capovolgere il racconto e la sostanza?
Beata incoscienza (o insipienza...).
Misura e buonsenso non abitano tra noi.
CORDIALMENTE
LUCA CHIOFALO

Buon Compleanno!

Auguri a Piero Salmieri, Anna Siracusa, Giovanni Pace, Simone Coluzzi, Salvo Albano, Denise Corrieri, Anna Fazio, Rita Gugliotta, Alessia Lazzaro, Vanessa D'ambra, Giovanni Passalacqua, Rosario Scorsone, Mirela Sz Mihaela, Serena Paino

Anche il liparese Bartolo Fonti nello staff dell'ACR Messina. A lui le nostre congratulazioni.