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giovedì 14 gennaio 2021
In tre da stamane agli arresti domiciliari per l'esplosione della fabbrica di fuochi pirotecnici a Barcellona Pozzo di Gotto. Contestato il disastro colposo ed omicidio colposo plurimo
Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di Messina hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Barcellona P.G., su richiesta dei Pubblici Ministeri dott.ssa Rita Barbieri, dott. Matteo De Micheli e dott.ssa Emanuela Scali, coordinati dal Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, dott. Emanuele Crescenti, a carico di 3 persone gravemente indiziate dei reati di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali, nonché di violazioni concernenti le norme di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro, con la mancata valutazione dei rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive, la mancata informazione, formazione e addestramento dei lavoratori sui rischi cui erano specificamente esposti ovvero la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale. La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata applicata al 73enne COSTA Vito, titolare della ditta produttrice di artifici pirotecnici “Costa Vito e figli” di Barcellona Pozzo di Gotto, al 65enne BAGNATO Corrado ed al figlio 38enne BAGNATO Antonino responsabili della ditta “Bottega del ferro” di Barcellona P.G. Inoltre è stato disposto il sequestro dei compendi e dei beni delle due citate aziende nonché l’applicazione a carico dei tre indagati della misura interdittiva dell’esercizio dell’attività imprenditoriale, per la durata di dodici mesi.
Il provvedimento cautelare scaturisce dall’esito delle
indagini svolte a seguito dei tragici fatti avvenuti a Barcellona Pozzo di
Gotto, in Contrada Pezze Cavalieri, nel
pomeriggio del 20 novembre 2019, quando, all’interno dello stabilimento industriale per lo stoccaggio e la
lavorazione di fuochi pirotecnici “Costa
Vito e figli”, un’esplosione aveva provocato la morte di 5 persone ed il
ferimento di altre due.
Presso il citato opificio, esteso
su un’area di circa 13.000 mq, composto da dodici strutture indipendenti,
costituite da pilastri e travi in cemento armato, denominati caselli,
destinati allo stoccaggio ovvero alla lavorazione di prodotti pirotecnici, erano in corso dei lavori di adeguamento della struttura produttiva
prescritti dalla Commissione Tecnica Territoriale per le Sostanze Esplodenti, finalizzati
ad elevare gli standard di sicurezza
del sito mediante l’installazione apposite di grate di protezione in tutti i caselli destinati al deposito di
materiale attivo. I lavori erano
stati appaltati dal COSTA Vito alla ditta “Bottega
del Ferro” dei BAGNATO che stava impiegando 5 operai tra cui BAGNATO
Antonino. Intorno alle ore 16,30, nei pressi dei caselli numero 7 e 8 si verificavano
delle esplosioni in sequenza che provocavano la morte di TESTAVERDE Giovanni, MANNAI Mohamed Tahar, PORCINO Fortunato e MAZZEO Vito operai della ditta “Bottega del Ferro” e di MAZZEO Venera moglie di COSTA Vito,
nonché il ferimento di BAGNATO Antonino e di COSTA Antonino tutte persone che
si trovavano nei pressi dei citati caselli 7 e 8. Le esplosioni provocavano un
fortissimo boato percepito a grande distanza e facevano divampare un vasto
incendio che si propagava all’interno dello stabilimento sollevando una fitta
coltre di fumo notata dai Carabinieri della Stazione di Castroreale che
intervenivano per primi sul posto cinturando la zona ed allertando i soccorsi
con l’intervento dei Vigili del Fuoco di Milazzo che riuscivano ad arginare il
vasto incendio e dei sanitari del 118 che prestavano le prime cure ai feriti. Inoltre, nei giorni seguenti, si è
reso necessario l’intervento del IV Reggimento Genio Guastatori di Palermo, che
ha bonificato l’area facendo brillare i manufatti pirotecnici rimasti nel sito.
Le indagini per la ricostruzione
dell’evento, dirette sul posto già nelle immediate fasi successive alla
tragedia dal Procuratore Capo dott. Emanuele Crescenti sono state affidate ai
Carabinieri del Comando Provinciale di Messina e della Compagnia di Barcellona
Pozzo di Gotto che hanno avviato una attività di sopralluogo. La
complessità della scena criminis, ha
reso necessario l’intervento delle componenti specialistiche dell’Arma dei
Carabinieri tra cui gli addetti della Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo
di Messina ed i Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche che hanno
operato con il supporto del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania
Fontanarossa, per le ricognizioni aeree.
Nel corso delle attività di
sopralluogo è stata svolta un’attenta opera di catalogazione e repertamento di numerosissimi
frammenti di materiale vario, tra cui piccole parti di circuiti elettronici e
componenti delle attrezzature utilizzate dagli operai, rinvenute a distanza
anche di decine o centinaia di metri ove erano stati scagliati dalla potenza
dello scoppio. I numerosi reperti sequestrati si sono rivelati fondamentali per
la ricostruzione della dinamica dei fatti, effettuata anche a seguito delle
puntuali analisi di laboratorio eseguiti dai Carabinieri della Sezione
“Chimica, Esplosivi ed Infiammabili” del R.I.S. di Messina.
Inoltre, sono state svolte attività
di ispezione anche da parte dei Vigili del Fuoco del Nucleo Investigativo
Antincendio Territoriale di Palermo, che, attraverso mirati accertamenti, ha consentito
di escludere che l’esplosione ed il successivo incendio fossero da attribuire a
“causa elettrica”.
Le indagini sono proseguite con la
raccolta di numerose testimonianze tese a ricostruire i fatti, definire la
legittimità delle posizioni lavorative degli operai impiegati nonché a
ricostruire i rapporti di natura commerciale tra le ditte e, contestualmente, è
stata acquisita la documentazione amministrativa, comprensiva delle licenze e
autorizzazioni possedute per l’esercizio dell’attività di fabbricazione di
fuochi d’artificio. Parimenti, con il contributo specialistico dei Carabinieri
del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Messina e del Dipartimento di Prevenzione
U.O.C. SPRESAL dell’Azienda Sanitaria Provinciale sono stati approfonditi gli
aspetti relativi al rispetto delle normative sulla sicurezza dei luoghi di
lavoro, riscontrando gravi violazioni nello specifico settore.
Il quadro indiziario è stato
arricchito dai riscontri emersi dalle intercettazioni telefoniche compiute dai
Carabinieri di Barcellona P.G., grazie alle quali è stato possibile acquisire
preziosi elementi che, globalmente, hanno consentito di ricostruire la delicata
vicenda.
Al fine della completa e puntuale ricostruzione
della dinamica dei fatti e delle responsabilità degli indagati, sono risultati decisivi
i convergenti elementi raccolti nel corso delle articolate investigazioni
svolte dai Carabinieri.
Le attività di sopralluogo avevano da
subito permesso di individuare l’area in cui si era verificata l’esplosione e
le acquisizioni di informazioni da parte dei testimoni avevano coerentemente
integrato il quadro emerso, parallelamente le attività tecniche di
intercettazione avevano confermato la ricostruzione dei fatti e gli
accertamenti tecnici dei Carabinieri del R.I.S. di Messina, effettuati mediante
l’analisi dei numerosi reperti e la valutazione degli scenari possibili,
secondo ricostruzioni operate in laboratorio, hanno contribuito a ricostruire la
verosimile dinamica dell’evento.
Il complessivo esito degli
accertamenti ha permesso di ricostruire che l’esplosione ha avuto come punto di
origine il fabbricato n. 7, destinato all’attività di miscelazione dei colori
dei manufatti pirotecnici. A seguito della prima deflagrazione, dal punto di
origine la stessa esplosione si è propagata al fabbricato n. 6, adibito allo
stoccaggio dei manufatti pirotecnici finiti, ed al fabbricato n. 8 adibito a
laboratorio. Proprio al casello n.7, al cui interno erano presenti diversi
quintali di materiale esplodente, stavano lavorando sia con l’elettrosaldatrice
che con la smerigliatrice, entrambi utensili capaci di produrre scintille, i
lavoratori della ditta Bottega del Ferro.
L’esecuzione di questi lavori, in presenza di materiale esplodente molto
sensibile all’innesco, costituisce la causa dell’esplosione.
Infine, la conferma della
ricostruzione dei fatti è arrivata dal sequestro dello smartphone in uso a
BAGNATO Antonino nella cui memoria è stata rinvenuta una fotografia, scattata
pochi istanti prima della tragedia, che riprendeva uno degli operai della ditta
“Bottega del Ferro” mentre stringe
tra le mani una saldatrice con cui lavorava alla sbarra di scorrimento delle
grate installate nel casello 7.
In tale quadro, non avere rimosso il
materiale esplodente dalla zona interessata ai lavori costituisce una grave
imprudenza commessa dai tre arrestati.
Al termine delle indagini, la locale
Procura ha avanzato richiesta di misura cautelare a carico dei tre indagati,
avendo ricostruito che, in data 20 novembre 2019 la ditta “Bottega del Ferro” di Bagnato Corrado ed Antonino, stava eseguendo,
all’interno dell’opificio industriale “Costa
Vito e figli”, sotto la supervisione del titolare Costa Vito, lavori di installazione
di cancelli di sicurezza e grate di protezione nei caselli destinati al
deposito di materiale esplodente attivo, senza che i responsabili adottassero
le adeguate cautele, evidenziando, pertanto, imprudenza, negligenza ed
imperizia nonché l’inosservanza delle norme relative alla prevenzione degli
infortuni sul lavoro.
Il G.I.P. del Tribunale di Barcellona
P.G., condividendo la ricostruzione operata dall’Ufficio di Procura, a seguito
dei convergenti elementi probatori acquisiti nel corso delle indagini dai
Carabinieri del Comando Provinciale di Messina e della Compagnia di Barcellona
P.G., ha emesso l’Ordinanza di Applicazione della Misura degli Arresti
Domiciliari a carico degli odierni ristretti nonché il sequestro preventivo dei
complessi aziendali e l’interdizione dell’esercizio dell’attività
imprenditoriale.
Al termine delle formalità di rito
gli arrestati sono stati condotti presso le proprie abitazioni a disposizione
dell’Autorità Giudiziaria.
mercoledì 13 gennaio 2021
Aliscafo seriamente danneggiato da onda di grandi dimensioni. Nelle Eolie scatta il "piano a tre"
Milazzo (Me), 13 gennaio 2021 – Liberty Lines comunica che nel tardo pomeriggio di oggi l’aliscafo Calypso, in servizio sulla rotta per le isole Eolie, è stato seriamente danneggiato dall’impatto con un’onda di grandi dimensioni mentre effettuava il collegamento fra l’isola di Vulcano e il porto di Milazzo.
Nessuno dei 24 passeggeri a bordo fortunatamente ha avuto
conseguenze dall'urto ma i danni subiti dal Calypso renderanno necessario il suo trasferimento presso il
cantiere Liberty Shipyard di Trapani per i lavori di riparazione. Sempre a
causa delle avverse condizioni meteomarine che in questi giorni stanno rendendo
molto difficoltosi i collegamenti con le Eolie la compagnia si trova al momento
impossibilitata a sostituire il Calypso con altri mezzi analoghi che si
trovano a Trapani
A partire da domani, giovedì 14 gennaio, i collegamenti fra
Milazzo e le Eolie saranno comunque garantiti secondo il “Piano a tre” di
emergenza (vedi file allegato) con la rotazione degli aliscafi Eduardo
M, Platone ed Antioco.
L’azienda invita la clientela a contattare il numero 0923 022022 per ogni necessità.
Nuovo record di contagi in Sicilia: 1969 casi. Tasso di positività è il doppio di quello nazionale. Regione verso zona rossa
Le vittime odierne sull'isola sono invece 36, per un totale di 2.841 morti da inizio pandemia. I guariti sono invece 66.006 (1.294 oggi). In ospedale continuano ad aumentare i ricoveri: sono 1.371 quelli in regime ordinario (+29), stabili invece quelli in terapia intensiva dove rispetto a ieri si trova un paziente in meno (208).
Ad oggi la Sicilia ha registrato in tutto 113.524 casi di Covid-19, gli attualmente positivi sono invece 44.677. Questa la suddivisione per province dei nuovi contagi: Catania 557, Palermo 445, Messina 380 (record assoluto), Siracusa 218, Trapani 124, Agrigento 79, Caltanissetta 71, Enna 62 e Ragusa 33.
Ricordando... Giacomo Giardina
Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito
Ripiano del disavanzo: da governo Musumeci via libera a bozza di accordo con lo Stato
«Si tratta di una intesa articolata e radicale - commenta il presidente della Regione Nello Musumeci - che pone riparo a decenni di allegra gestione delle finanze regionali. Ne paghiamo adesso le conseguenze ma, finalmente, mettiamo in ordine i conti della Regione».











