ALFA E OMEGA di Lipari
Alla famiglia le nostre condoglianze
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A chiarirlo è l'Asp, che evidenzia che «la chiusura non dipende quindi dalla carenza di anestesisti a cui questa Asp sta cercando di sopperire con turni aggiuntivi svolti dagli anestesisti degli altri ospedali dell'azienda. Questa sospensione temporanea - scrive il direttore sanitario Dino Alagna - era stata annunciata nel corso del tavolo tecnico svoltosi, nella giornata di mercoledì scorso, in video, con la presenza dell'assessore sanità del Comune di Lipari e il capo di Gabinetto vicario dell'assessorato alla Salute, Ferdinando Croce"
QUESTA NOTA DI CHIARIMENTO E' STATA PUBBLICATA OGGI SULLA GAZZETTA DEL SUD
L'area napoletana ha il più alto rischio vulcanico al mondo: circa 3 milioni di persone abitano entro la distanza di circa 20 km da una possibile bocca vulcanica. Poi ci sono i vulcani siciliani l'Etna, quelli delle Eolie, e i vulcani sottomarini in particolare nel basso Tirreno. Lo denuncia Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca dell' Ingv, già direttore dell'Osservatorio Vesuviano, in occasione del lancio del manifesto «Ricucire l'Italia per un nuovo assetto Euro-Mediterraneo», firmato da oltre 500 rappresentanti del mondo accademico, scientifico e intellettuale italiano. «Il rischio vulcanico in Italia è estremamente variabile, poiché dipende dalla natura e dalla localizzazione degli apparati vulcanici considerati - continua De Natale - L'Etna è un tipo di vulcano che non pone rischi immediati per la vita umana, sebbene alcune colate laviche possano talvolta minacciare i centri abitati localizzati nella parte alta del vulcano. Il rischio principale associato al vulcanismo etneo è quello sismico, legato ai processi vulcanici e alle faglie che contornano il vulcano».
«I vulcani delle Eolie sono caratterizzati da livelli modesti di esplosività. Gli episodi come quelli verificatesi a Stromboli nel luglio e agosto 2019 sono però imprevedibili - continua - e molto rischiosi per i turisti che affollano l'isola vulcanica. L'isola di Stromboli, con il fianco estremamente instabile della Sciara del Fuoco, rappresenta inoltre la maggiore sorgente di rischio tsunami nel Mar Mediterraneo, in cui gli eventi massimi costituiscono una minaccia d'incredibile portata per le coste di tutto il Mediterraneo». Anche i vulcani sottomarini, numerosi nel basso Tirreno, «sono potenziali sorgenti di tsunami, sebbene di minore pericolosità. Il rischio vulcanico più alto al mondo, però, è quello dell'area napoletana, per la presenza di molteplici aree vulcaniche caratterizzate da altissima esplosività, estremamente popolate: Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia, oltre ad altre possibili sorgenti di eruzioni ignimbritiche nella Piana Campana».
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