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lunedì 26 aprile 2021

Che scempio! Non si salva neppure Monte Guardia!


Spett.le Direttore
Credo non ci sia nulla da aggiungere se non un VERGOGNA!!!!
Viviamo in una società in cui non c’é rispetto di niente tantomeno dell’ambiente.
Saluti
Bartolina Mandarano

Oggi è il 26 Aprile. Buongiorno con questa "cartolina" dalle Eolie e con il Santo del giorno

Veduta su Filicudi ed Alicudi (Foto Roberto Greco)

IL SANTO DEL GIORNO:
S. Anacleto (Cleto) nacque in Atene dopo la metà del primo secolo, destinato da Dio a reggere sapientemente la Chiesa in tempi perniciosissimi. 

Datosi presto agli studi, si distinse tosto fra i coetanei per la perspicacia del suo ingegno, per l'amore alla religione ed alle pratiche devote e per la bontà del suo carattere. 

Recatosi a Roma, venne consacrato sacerdote. E fu tanto il progresso che fece nelle vie di Dio, che quando la persecuzione privò la Chiesa del Papa S. Clemente, Anacleto, per unanime consenso del popolo, fu eletto a succedergli sul soglio pontificio. 
Era L'anno 103, e la Chiesa gemeva sotto la spada dei persecutori. 
Nei pochi anni di pace era prosperata straordinariamente. L'eroismo dei primi martiri era stato oggetto di ammirazione in tutto l'impero romano: una religione che vantava assertori così tenaci da sacrificare la vita, incuranti dei più atroci tormenti, non poteva essere falsa. I pagani lo compresero, e tutti quelli che cercavano la verità, correvano a ricevere il battesimo e ad ingrossare le file dei fedeli. Ma una nuova tempesta si avvicinava minacciosa. 
Traiano, rigido conservatore delle tradizioni romane, non potendo soffrire che i templi degli idoli venissero abbandonati, lasciò perseguitare i Cristiani. ma il seme del Vangelo, irrorato dal sangue di tanti martiri, si faceva sempre più rigoglioso. La costante confessione di tanti coraggiosi animava fortemente gli infedeli a convertirsi a Cristo. 
Essendo dunque i cristiani minacciati continuamente di morte, Anacleto ordinò che alla fine della Messa tutti i presenti si comunicassero e così, dando Gesù Cristo ai suoi figli, li,muniva di forza straordinaria nel caso che fossero stati presi e condannati. 
Fu ancora S. Anacleto che disciplinò la consacrazione dei vescovi ed ordinò che i sacerdoti fossero eletti per comune consenso del popolo, affine di consacrare così al servizio dell'altare solo individui dotti e virtuosi. 
Nelle sue poche lettere tratta magistralmente dell'autorità pontificia e delle prerogative dell'apostolo Pietro. Nelle due ordinazioni che fece nel mese di dicembre, consacrò sei vescovi, cinque sacerdoti e tre diaconi. 
Nel 112 dopo aver governata la Chiesa per nove anni venne incatenato e, perseverando nella confessione della fede, fu ucciso il 19 luglio. Il suo corpo fu sepolto nel Vaticano. 

Da dieci anni nel mio cuore. Buon Compleanno, cucciolo mio!

domenica 25 aprile 2021

MMS Eolie | Pino La Greca ricorda Giuseppe Persiani - 25 Aprile A.N.P.I.

Sempre alto il numero dei nuovi positivi al Covid in Sicilia. Sei le vittime

Contagio da covid stabile in Sicilia, rispetto ai giorni precedenti, con 1.061 nuovi positivi a fronte di 21.800 tamponi effettuati, su un totale di 3.759.786 da inizio emergenza.

Le ulteriori vittime della pandemia nell'Isola sono 6 (ieri 21), che portano il totale delle vittime, sull'isola, a 5.292. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 25.510 (+299) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 1.244 di cui 171 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 24.095 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 172.774 (+756).

MAGAZZINO DI MUTUO SOCCORSO - EOLIE. 25 APRILE ALLE EOLIE: CELEBRIAMO LA LIBERAZIONE, COLTIVIAMO LA RESISTENZA

Il 25 Aprile è la giornata in cui si celebra la Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista avvenuta nel 1945.
È una ricorrenza che ancora oggi subisce attacchi da più lati e una offensiva revisionista iniziata già nell'immediato Dopoguerra, attraverso accuse alla lotta partigiana, infondate e infamanti.
L’isola di Lipari, come tante altre del nostro Paese, è parte di questa storia, perché da luogo di sofferenza e punitivo a cui furono destinate molte delle menti più brillanti dell’antifascismo, sono emersi gli ideali che hanno segnato la necessaria risposta alla violenza di quella che deve essere ricordata come il punto più basso e oscuro della nostra storia nazionale, il Fascismo.
Dalle piccole isole e dagli antifascisti che le hanno attraversate sono nati gli ideali di pace, giustizia e unità che hanno portato all’Europa del Dopoguerra.
Per questa ragione, Lipari, i suoi abitanti e le sue istituzioni dovrebbero rendere il giusto omaggio alla Storia, coltivando la memoria della Resistenza, cercando di rendere attuali e moderni i suoi valori e facendo attenzione a non cedere ai tentativi di revisionismo, inconsapevole o peggio malcelato.
In assenza anche quest’anno di celebrazioni degne da parte del nostro Comune, come cittadini ci assumiamo la responsabilità di raccontare cosa è stata la Resistenza a Lipari, ricordando non solo Carlo e Nello Rosselli, Emilio Lussu, Ferruccio Parri e come da loro siano nati movimenti come Giustizia e Libertà, il Partito d’Azione e le conseguenti Brigate partigiane confluite nel Comitato di Liberazione Nazionale, ma accendendo una luce su una figura troppo a lungo dimenticata dai suoi concittadini, quella di Giuseppe Persiani, coraggioso militante esponente comunista del primo antifascismo italiano , divenuto grande riferimento come combattente per la libertà del Paese dal nazifascismo.
Ne parleremo on line sulla nostra pagina facebook alle 19:00, con la promessa di riprenderci presto anche le strade e tutte le forme dello spazio pubblico e del confronto democratico per limitare i danni di questa grave amnesia a-fascista che affligge questo paese, facendo nostre le parole del partigiano delle Brigate di Giustizia e Libertà, Nuto Revelli:

Volevo che i giovani sapessero, capissero, aprissero gli occhi.
Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell’ignoranza,
come eravamo cresciuti noi della generazione del Littorio
Oggi la libertà li aiuta, li protegge.
La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta.”


Circolo Arci "Magazzino di Mutuo Soccorso - Eolie"

Per seguire la diretta di stasera, collegarsi alle 19:00:
- su facebook a questo indirizzo: https://www.facebook.com/mms.eolie
- su youtube a questo indirizzo: https://youtu.be/GjVftC6tYwE

Comuni: dalla Regione altri 74,7 milioni per gli enti locali dell'Isola

In arrivo nelle casse dei 390 Comuni siciliani altri 74,7 milioni di euro. Con il via libera alla quarta trimestralità, il governo Musumeci ha completato i trasferimenti regionali agli enti locali per l'anno 2020. A seguito del riparto definitivo della somma complessiva di 293.980.800,74 euro, sarà assegnata e liquidata in favore dei Comuni dell'Isola l'ultima tranche, pari a 74,7 milioni, compresa la riserva di 2 milioni per il riequilibrio delle assegnazioni ai Comuni con popolazione superiore ai 5 mila abitanti.
Lo prevede il decreto firmato dall'assessore per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Marco Zambuto, e dall'assessore per l'Economia, Gaetano Armao.

«Siamo soddisfatti per il completamento dei trasferimenti – dichiarano gli assessori Zambuto e Armao – Queste risorse rappresentano una boccata d'ossigeno per le amministrazioni locali in un momento di gravi difficoltà finanziarie. La Regione si conferma accanto ai Comuni, la prima linea per contrastare la crisi e preparare la ripresa».

Monte Gallina: Ennesimo massacro in un pollaio ad opera di randagi. Il dottore Iacolino: "Per un moto di sdegno ci sarà bisogno di vittime umane ?

(di Gianni Iacolino) A Monte Guardia, la notte fra il 21 ed il 22 aprile , un branco di cani randagi ha massacrato ,ancora una volta, le galline del mio pollaio, cui tenevo tanto. Erano seguite con attenzione e cura giornaliera. Avevo razze pregiate che riproducevo annualmente con buoni risultati e relative soddisfazioni. Purtroppo i continui attacchi notturni , che si ripetono ogni due-tre giorni , impediscono una normale gestione dell'azienda , visto lo stato di continuo allarme che una tale situazione comporta. Uscire da casa ,di sera , comporta spesso il rischio di incontrare un branco di cani famelici . Le conseguenze sono facilmente immaginabili. Perché decido di scrivere questa nota? Per dare forza e sostegno alla signora Elisa Villani e per cercare di suscitare la dovuta reazione in chi ha il compito ed il dovere di risolvere questa annosa problematica. Per suscitare un moto di sdegno ci sarà forse bisogno di vittime umane ?

25 aprile : Centro Studi lo ricorda attraverso le parole di Martino Lo Cascio, autore del libro “L’eco della fuga”.

CENTRO STUDI E RICERCHE DI STORIA E PROBLEMI EOLIANI

COMUNICATO STAMPA

Per il 25 aprile 2021 il Centro Studi vuole ricordare, a quasi un secolo dagli eventi, una delle pagine fondamentali della storia italiana, la celebre Fuga da Lipari di Rosselli, Nitti e Lussu attraverso le parole di Martino Lo Cascio autore del libro “L’eco della fuga”. (Ambientato tra Lipari e Palermo)

Le feste e le commemorazioni hanno, a volte, un sapore di ripetizione stanca.

Soprattutto quando si dimenticano o - come per le giovani generazioni - non si conoscono per nulla gli eventi, le storie, il coraggio di scelte radicali.

Quelle che decidono fra la vita e la morte, per sé e per i propri cari.

Oggi 25 Aprile 2021, festa della Liberazione, mi ronzano questi pensieri mentre scruto il mare.

Qua di fronte ci stanno le Eolie. Un arcipelago impareggiabile.

In questo momento non posso raggiungerle. Io sono in zona rossa. Eppure mi sento ancora un uomo fortunato, un uomo libero. E non smetto di ringraziare donne e uomini che si sacrificarono per cacciare i fascisti e la loro dittatura sanguinaria e brutale.

Molti sconosciuti. Qualcuno più noto: Francesco Nitti, Emilio Lussu, Carlo Rosselli, “antifascisti militanti, gente che ha fatto la storia” come scrivo nell’incipit del mio ultimo romanzo “L’eco della fuga”. Nel libro troverete la ricostruzione storica assai dettagliata della loro evasione, la più clamorosa del periodo fascista. Questo smacco al potere di Mussolini ha la data del 27 Luglio 1929. Sì, perché allora Lipari era una delle isole dove venivano deportati al confino gli oppositori del regime (“li stoccavano come roba marcia”).

Così, quel 25 Aprile 1945 che ci rese tutti più liberi, ha un cuore antico, batte nelle infinite forme di rifiuto che donne e uomini seppero opporre. Li ringrazio ancora quei 3 magnifici antifascisti che da Lipari mostrarono che si poteva battere Golia, che il sogno era raggiungibile, che molti italiani non si sarebbero fatti domare da quella violenza.

Sono ancora qui, tra nuvole e sole ballerino, e guardo in direzione delle Eolie e mi chiedo:

Da cosa dovremmo davvero liberarci adesso? Da quali virus?

Quali volti contemporanei ha assunto il pensiero fascista?

Chi ci sta silenziosamente soggiogando, giorno dopo giorno, come un contagio invisibile?

Amiche e amici, restiamo all’altezza di questi antenati.

Liberiamoci, istante per istante.

Martino Lo Cascio

Il libro di Martino Lo Cascio “ L’eco della fuga” – Spazio cultura edizioni sarà presentato a Lipari durante i “Pomeriggi Culturali Eoliani - 2021”

Lipari, 25 aprile 2021

                                         UFFICIO STAMPA CENTRO STUDI

Incidente nella notte nei pressi della galleria. Due feriti ma poteva andare peggio

 

Foto d'archivio
Un incidente che ha coinvolto una mini - cooper (direttamente) e altre auto (indirettamente) si è verificato ieri sera, intorno alle 21 e 30, sul versante liparese della galleria di Monterosa.

Nell'incidente sono rimasti feriti A.C., l'autista e l'altro giovane che si trovava accanto a lui sulla mini - cooper, ma si è rischiato davvero grosso, in quanto il mezzo "impazzito", che ha concluso la sua corsa impattando contro la parete limitrofa alla carreggiata di sinistra, sarebbe potuto finire contro le auto provenienti da Canneto.

La strada è stata chiusa al transito per un paio d'ore e il traffico dirottato sulla provinciale di Serra.

Sono intervenuti i carabinieri per i rilievi del caso ed avviate le indagini per fare luce sull'accaduto 

Accadde alle Eolie. 25 aprile 1985: Viene inaugurato a Lipari Il monumento che ricorda i confinati politici.

LA PAROLA. Commento al vangelo di domenica 25 aprile 2021

Buon Compleanno Liyoni Koswatha, Antonio Catalano, Fiorella Cortese, Rosanna Saltalamacchia, Gaetano Agrip

Oggi il 25 Aprile. Buongiorno e buona domenica con questa "cartolina" dalle Eolie e con il Santo del giorno

Alba a Canneto (Lipari)

SANTO DEL GIORNO:
S. Marco fu eletto da Dio ad essere il portavoce dello Spirito Santo, scrivendo la vita e la dottrina di N. S. Gesù Cristo nel Vangelo che porta il suo nome. 
Nacque a Cirene ed era cugino di S. Barnaba: sua madre si chiamava Maria. Rimase ubbidiente alla legge di Mosè fino dopo la risurrezione di Gesù, quando fu da S. Pietro convertito alla fede cristiana, istruito e creato sacro ministro. 

Dalla sua conversione in poi non si staccò più dal Principe degli Apostoli, da cui era amato qual tenero figliuolo, come lo chiamò in una sua lettera: « Vi saluta anche Marco, mio figlio ». S. Marco era il segretario, l'interprete di S. Pietro. Il suo Vangelo, come dicono i Ss. Padri, non è altro che la predicazione di S. Pietro fissata sulla carta. Accompagnò l'Apostolo nei suoi viaggi a Roma, ove appunto scrisse il suo Vangelo in lingua greca, la più parlata in quei tempi. Lo scopo del Vangelo secondo S. Marco è di dimostrare la potenza di Gesù Cristo, Figlio di Dio, che si manifesta nell'operare molti e grandi miracoli. 
Simbolo del suo Vangelo è il leone, il re degli animali, che molto bene rappresenta la potenza di Gesù Cristo. 

Scrisse il suo Vangelo tra l'anno 40 e 60, dopo quello di S. Matteo, e prima di quello di S. Luca, come ci assicura la tradizione. Incomincia con un preambolo, quindi parla della divina missione di Gesù in Galilea, poi delle varie escursioni apostoliche in altre parti della Palestina, e termina col descrivere l'ultimo viaggio a Gerusalemme, l'ultima Pasqua, le sofferenze, la morte, la risurrezione e la gloria di Gesù Cristo. 

Nessuno tra i fedeli poteva possedere le divine verità meglio di S. Marco, il quale continuamente le apprendeva dalle labbra del Principe degli Apostoli. 

Ordinato vescovo, fu mandato da S. Pietro in Egitto a predicare il santo Vangelo. Confermando la sua predicazione con l'esempio d'una vita santa e penitente, con innumerevoli prodigi, aiutato dalla divina grazia fondò in Alessadria una fiorente comunità la quale divenne la celebre Chiesa Alessandrina, che ci diede un S. Chino, un S. Antonio, una S. Caterina e tanti altri servi del Signore. 
Dopo una vita di travagli, tutta spesa a gloria di Dio e al bene delle anime, subì un martirio lungo e crudele. Fu legato ad una fune e trainato da un cavallo per luoghi sassosi e scoscesi, finchè il 25 aprile dell'anno 68 l'anima sua entrò nella gloria colla triplice aureola del vergine, dello scrittore e del martire. 
Le sue reliquie furono trasportate a Venezia, e riposte nella basilica di S. Marco, ove sono oggetto di grande venerazione.