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mercoledì 12 marzo 2025

"Pescando" nell'archivio video di Eolienews: Bartoluzzo "Tra musica e poesia" (video Giunta-Lo Ricco) I parte (Settembre 2013)

 

Sciopero del 18, 19 e 20 marzo: C&T Isole Minori predispone i servizi minimi tra la Sicilia e le isole minori.

 

La storia della famiglia Puglisi: Presentazione albero genealogico domani a Lipari

Domani mattina alle 10,00 a Marina Corta (Lipari) Roberto Pennisi presenterà la storia dei Puglisi, ovvero l’albero genealogico con 2000 persone raccontate con video, libri e foto.
L'evento viene ospitato nella saletta limitrofa alla chiesetta del Purgatorio messa a disposizione dall'Associazione Cosma e Damiano.

Parcheggi Milazzo, abbonamento residente anche per gli eoliani. Accolta proposta di Saltalamacchia (Forza Italia). Agevolazione anche per dipendenti pubblici

 Il Comune di Milazzo consente agli eoliani di pagare l'abbonamento mensile per la sosta allo stesso costo dei residenti. Agevolazione anche per i dipendenti pubblici che si spostano verso le Eolie


Questo il documento, inviato a suo tempo, dal consigliere Gaetano Saltalamacchia (Forza Italia) al sindaco del Comune di Lipari
Dott. Riccardo Gullo
Egregio sindaco Gullo, innanzitutto, spero che i tantissimi impegni istituzionali ed amministrativi Le diano il tempo per poter leggere questo breve contributo e attenzionare, nel modo che riterrà più opportuno, quanto di seguito Le rappresento in qualità di consigliere comunale, nell'interesse esclusivo dei miei concittadini. Intervengo, infatti, per sollecitare la definizione di soluzioni a un problema che condiziona ormai da tempo, con non pochi disagi, la routine degli eoliani che per ragioni diverse, di salute e di lavoro soprattutto, sono costretti a muoversi verso la terraferma con regolarità.
Nelle città italiane il problema della carenza di parcheggi è una questione sempre più pressante. E anche nella città di Milazzo, come in altre aree urbane della nostra provincia, il numero di parcheggi è insufficiente rispetto alla quantità di veicoli. Ciò comporta disagi non solo per i residenti della Città del Capo bensì anche per i liparoti e i pendolari in transito da Milazzo per le Eolie, che per necessità diverse sono costretti a disporre sulla terraferma di una autovettura.
Inoltre, nelle città con alta attrattiva turistica, come per Milazzo, specialmente nei picchi di stagione, si aggrava il problema della carenza di parcheggi a danno soprattutto di chi si muove per lavoro e di chi è costretto a viaggiare per sottoporsi a trattamenti medici.
Il porto principale che collega la terraferma alle Isole Eolie è quello di Milazzo. Anche per questo motivo lo scalo mamertino è definitivo "la porta aperta verso le Eolie", assicurando giornalmente collegamenti mediante aliscafi e traghetti da e verso le isole.
I due moli sono però collocati di fronte alla città e il severo divieto di parcheggio libero in prossimità delle aree di scalo, nonché nelle vie principali del centro città, crea non poche difficoltà agli eoliani in transito giornalmente.
È evidente che chi viaggia per lavoro o per ricevere cure con regolarità non può affrontare giornalmente le tariffe applicate per la sosta a ore né tantomeno beneficiare della sosta limitata, dovendo rientrare alle isole.
Negli anni, si è consolidata tra la città del Capo e il nostro territorio una armonia di interessi che richiede una ulteriore pianificazione di interventi volti a garantire taluni servizi essenziali agli abitanti dell'arcipelago; iniziamo individuando uno spazio per la sosta a tariffa agevolata delle autovetture dei residenti del Comune di Lipari.
La vita di noi eoliani è ormai proiettata verso l'esterno, per l'accesso a servizi che nelle isole mancano e per rispondere a esigenze diverse e di carattere personale. Ed è utile dire che la città di Milazzo trae vantaggio dal pendolarismo da e verso le Eolie, dal contributo sostanziale alla sua economia.
La mobilità territoriale per ragioni di studio e di lavoro interessa ormai una percentuale significativa della nostra popolazione e serve dunque interfacciarsi con i comuni vicini per
pensare e razionalizzare, nell'ottica di una collaborazione che non è mai mancata, soluzioni che rispondono in modo concreto alle esigenze degli abitanti del nostro arcipelago.
Una politica comprensoriale è fondamentale per raggiungere risultati importanti e nel rispetto di reciproci interessi.
La sosta nel parcheggio di Piazza XXV Aprile a Milazzo è, da tempo, possibile a tariffa agevolata e con abbonamento mensile. Attualmente, a beneficiare di abbonamenti mensili a tariffa agevolata sono solo alcune categorie.
Il sottoscritto consigliere comunale ritiene, pertanto, utile suggerire alla Signora Sua di farsi parte attiva, di avviare la necessaria interlocuzione con l'Amministrazione milazzese, e chiedere al Sindaco di Milazzo una estensione degli abbonamenti mensili a tariffa agevolata, già previsti per determinate categorie, anche ai residenti del Comune di Lipari.
Sono certo che questa iniziativa porterebbe benefici alle comunità insulari, contribuendo inoltre a decongestionare il traffico nel centro abitato di Milazzo, soprattutto nelle ore diurne, gravato anche del continuo viavai di pendolari e abitanti dell'arcipelago eoliano.

E' deceduta Elza Cataliotti in Giannò

Le onoranze funebri sono a cura della ditta 
ALFA&OMEGA di Lipari

A Piero, Corrado, Ciccio, Cettina, alle nuore,
 al genero e ai familiari tutti le sentite condoglianze della famiglia Sarpi 
e di Eolienews

Sulla tangenziale di Messina perde la vita un centauro. La moglie era una delle vittime dell'alluvione di Giampilieri

(fonte: gazzettadelsud.it) Un incidente mortale si è verificato, questa mattina, alle 8, all'interno della galleria San Giovanni della tangenziale di Messina. A perdere la vita Santo Pellegrino 66 anni di Messina, che viaggiava su un mezzo a due ruote, che potrebbe aver urtato un'auto all'ingresso del tunnel. 
La dinamica è al vaglio della polstrada. 
 L'uomo che si trovava alla guida di uno scooter Kymco 300 era apparso già in gravissime condizioni ai primi soccorritori, è deceduto appena arrivato al pronto soccorso del vicino Policlinico.

Santo Pellegrino lascia due figli, Dario e Antonino, che vivono oggi un'altra tragedia. Santo, infatti, era il marito di Agnese Falgetano, una delle vittime dell'alluvione di Giampilieri. L'uomo aveva allertato al telefono i carabinieri, l'audio di quella telefonata è stato trasmesso sulle tutte le tv a testimonianza della drammaticità dell'evento. Pellegrino aveva avuto anche esperienze nel mondo dello sport, essendo stato dirigente in un società di basket dove giocavano proprio i due figli che, in ricordo della madre, lo scorso anno, avevano inaugurato il B&B "Ines", il nome con cui veniva chiamata la mamma.

TORNA ALLE EOLIE LA CAMPAGNA DI PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE ”SPER, SEA YOUR HEART”


Torna, nelle Isole Eolie, la Campagna di prevenzione cardiovascolare organizzata dall’Associazione SPER, in continuità con il progetto “Una vela per il cuore”.

Quest’anno, a partire dalla prossima settimana, l’Associazione SPER porta a Lipari la sua equipe medica con il progetto “SPER sea your Hart”

➡️Ecocardiogramma e Color Doppler

🗓️Prenota subito inquadrando il QRcode

📌A Lipari - Porto Pignataro

Dal 17 al 29 marzo 2025

➡️Non sono previsti limiti di età

📌Il Camper di SPER sbarcherà anche a Vulcano e Stromboli. Seguiranno indicazioni sulle date precise e le modalità di prenotazione.


E' deceduto Nuccio Saltalamacchia

Le onoranze funebri sono a cura della ditta
ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le nostre condoglianze

Tanti auguri!

Buon compleanno a Marinella Barretta, Alessandro Faralla, Laura Zaia, Agostino Giorgianni, Venerando Costanzo, Enrico Pajno, Richard Faranda, Domenico Rizzo, Vittoria Greco, Mimmo Leto, Massimiliano d'Auria, Gaetano La Fortuna, Mariella Profilio, Daniela Di Losa.  




Pesca. Orto: "A Palermo garantito impegno per l'attuazione del Piano di gestione locale"

COMUNICATO
Nei giorni scorsi ho formalmente richiesto alla III Commissione regionale Attività Produttive un’audizione urgente per affrontare la drammatica crisi della marineria eoliana. Il presidente della Commissione, on. Gaspare Vitrano, che ringrazio personalmente, ha prontamente accolto il mio invito convocando nella giornata di ieri il sottoscritto e il Rag. Pinuccio Spinella, esperto delle problematiche della pesca eoliana, in audizione presso la stessa Commissione regionale, dimostrando sensibilità e attenzione verso un settore che da troppo tempo attende risposte concrete.

Durante l’audizione, ho ribadito con forza l’urgenza di interventi immediati per una categoria in ginocchio da oltre due anni. La sospensione delle uscite in mare da parte dei pescatori è l’ennesimo segnale di allarme che non possiamo più ignorare. Ai danni economici già esistenti si aggiunge il problema dei delfini, che saccheggiano il pescato e distruggono le reti, rendendo insostenibile l’attività per molte famiglie.

È stato evidenziato, inoltre, come i ritardi nell’attuazione del Piano di Gestione Locale, previsto dalla legge regionale 9/2019, abbiano aggravato la crisi, impedendo l’accesso a strumenti fondamentali per la sostenibilità del settore.

Insieme a me, il rag. Pinuccio Spinella, ha illustrato le misure urgenti necessarie per la sopravvivenza del comparto. Le sue proposte sono state accolte con interesse dai dirigenti regionali, che lo hanno invitato ad avviare i procedimenti per la loro attuazione.

L’on. Gaspare Vitrano, presidente della Commissione, ha annunciato l’impegno del Dipartimento della Pesca a destinare risorse e ad accelerare l’attuazione del Piano, riconoscendo l’importanza di agire tempestivamente per evitare il collasso definitivo della piccola pesca eoliana.

Un momento particolarmente significativo dell’audizione è stato l’intervento di Salvatore Merlino, che ho personalmente invitato a partecipare in quanto giovane operatore del settore e Presidente della Cooperativa Aurora, che con amarezza ha dichiarato: "Io a mio figlio cerco scuse per non portarlo a pescare con me, perché temo che tra qualche anno la pesca non avrà più un futuro."

Non possiamo permettere che ciò accada. Come capogruppo e leader politico, continuerò a battermi affinché la marineria eoliana ottenga finalmente le risposte e il supporto che merita. Mi auguro che dalle parole si passi rapidamente ai fatti, perché il tempo è scaduto.

Avv. Gaetano Orto (Capogruppo consiliare)

Santo del giorno: San Luigi Orione.

«Che cosa può venire di buono da Pontecurone?». Con questa frase, tutt'altro che incoraggiante, un frate francescano del convento di Voghera accoglieva il piccolo Luigi Orione che aveva chiesto di entrarvi per farsi frate. Pontecurone, dove egli nacque il 23 giugno 1872, era un oscuro paese della provincia alessandrina. Il padre faceva lo stradino e politicamente stava dalla parte di chi, pur di cambiare le cose che andavano davvero male, era disposto anche ad andare per le spicce. Sua madre, invece, era tutta casa e chiesa.

D'estate, al tempo della mietitura, la mamma andava a spigolare trascinandosi dietro il piccolo Luigi. «Il pane per i poveri è sacro gli diceva e neppure una briciola deve andare perduta». E si inchinava lei stessa a raccoglierla. Quel gesto, di raccogliere e portare alla bocca ogni pezzo di pane, divenne anche per Luigi un'abitudine. Che un giorno gli costò cara. I compagni di collegio, avendo notato il suo innocente vezzo, buttavano pezzi di pane che poi con sottile perfidia si affrettavano a calpestare. E quando Luigi, obbedendo al suo istinto, si chinava a raccogliere le briciole, era un coro di risate. Per tutta la vita, in verità, non farà che curvarsi per sollevare gli emarginati, i disgraziati abbandonati a se stessi da una società gretta e meschina.

A Voghera Luigi non stette per molto: una broncopolmonite lo costrinse a lasciare il convento. Il papà lo prese allora con sé a lavorare lungo le strade: un buon noviziato, che gli fece conoscere il mondo operaio, un mondo difficile, di gente sfruttata e arrabbiata, un po' anticlericale ma non lontano da Cristo. Poi Luigi conobbe don Bosco che lo prese con sé a 'Torino e lo coinvolse nelle sue iniziative a favore dei ragazzini che la durezza della vita aveva ridotto a vivere nei marciapiedi delle città. Ma alla vigilia del noviziato, quando don Bosco pensava ormai di avere un confratello in più, inspiegabilmente Luigi Orione lasciava Torino c chiedeva di essere accolto nel seminario diocesano di Tortona.

In seminario Orione non fu mai un chierico come gli altri. L'ansia per i ragazzi male in arnese, che don Bosco gli aveva comunicato, gli fece fare cose che di solito i chierici non fanno. Un'estate, quando i chierici tornavano in famiglie, Luigi chiese di restare. E poiché il seminario chiudeva, il rettore gli mise a disposizione una stanzetta, un bugigattolo nel soffitto della cattedrale, che al caldo estivo era tutt'altro che un luogo di delizie.

Un giorno la porta della sua stanzetta si aprì per accogliere un ragazzino cacciato dalla scuola di catechismo perché turbolento. Qualche giorno dopo una frotta di marmocchi invadeva la soffitta del duomo, contenti di passare qualche ora con quel chierico un po' matto che si faceva in quattro per loro. Un po' meno contenti furono i piissimi canonici, disturbati nel loro devoto salmodiare dai rumori «sospetti» provenienti dalla soffitta.

Disturbare la preghiera dei canonici fu considerato quasi un delitto e Orione dovette sloggiare, accompagnato dalla fama di soggetto poco raccomandabile. Ma non tutti furono d'accordo con quella sbrigativa definizione, non il vescovo, monsignor Igino Bandi, che, apprezzando l'iniziativa del chierico Orione, gli mise a disposizione il proprio giardino, presto trasformato in oratorio. Ma anche lì la storia durò poco. Qualcuno ravvisò nel gruppetto di ragazzini un covo di papalini antipatriottici e sovversivi. E si diede da fare perché il patronato venisse chiuso.

E l'oratorio chiuse i battenti. Ma Orione si inventò qualche altra cosa: aprì un piccolo collegio per seminaristi poveri, con la benedizione del vescovo. L'iniziativa per un po' funzionò, ma poi alcuni malintenzionati misero in giro la voce che Orione fosse indebitato fino al collo. 11 vescovo fu costretto a prendere delle precauzioni per non trovarsi nei guai. E Orione si trovò da solo. Ma non mollò l'impresa. «Aiutati ché il ciel t'aiuta», dice la saggezza popolare e lui, dandosi da fare, trovò i soldi per pagare l'affitto del locale che ospitava il collegio. Per mettere tutti a tacere. La Piccola opera della divina provvidenza, una delle sue iniziative più incisive, nascerà da quel collegio, della provvidenza, è il caso di dire. Aveva allora solo ventuno anni. Ed era ancora chierico. Sacerdote lo divenne due anni dopo, nel 1895.


Ancora chierico ne aveva combinata un'altra delle sue. Il patriarca di Venezia — Giuseppe Sarto, il futuro Pio X — aveva invitato nella città della Serenissima, per dirigere il coro della basilica, il chierico Lorenzo Perosi, compagno di corso di Orione e promettente musicista.

Notizie che giungevano dalla città di san Marco avevano inquietato il severissimo papà Perosi, il quale un giorno andò a confidare a Orione le sue angustie. Secondo lui, il cardinale Sarto stava «viziando» suo figlio: lo invitava a pranzo, giocava con lui ai tarocchi, gli offriva sigari... Orione, contagiato dal sacro furore di papà Perosi, prese carta e penna e inviò una lettera di rimproveri al cardinale. Se ne pentì subito, ma ormai la frittata era fatta. Il patriarca Sarto, letta la lettera dell'audace chierico, si vendicò, ma a suo modo: inviandogli un pezzo di stoffa per la talare che avrebbe indossato il giorno della prima messa. Quando, anni dopo, don Orione sarà ricevuto in udienza, Pio X, mostrandogli la lettera che aveva posto nel breviario come segnalibro, gli dirà: «Certi rimproveri fanno bene ai patriarchi».

Intanto la Piccola casa della divina provvidenza prendeva piede. A don Orione si era aggregato un altro sacerdote, don Sterpi, suo futuro successore, e con lui tanti giovani che volevano essere della compagnia. E l'iniziativa cresceva. Don Orione era un vulcano. Una ne faceva e cento ne pensava. La Casa della provvidenza divenne più di una e a esse si affiancarono presto asili, scuole professionali, centri giovanili, ospedali... In Italia e fuori Italia, in Brasile e Argentina. Troppo successo, per non suscitare nei soliti invidiosi qualche sospetto: dove trovava i soldi quel pasticcione di prete? II suo castello era solido o poggiava su un mare di debiti? Perché non era mai in casa ma sempre in giro per il mondo?...

Sospetti e altro ancora finirono raccolti in un bel dossier che monsignor Bandi dovette leggersi. E non ne fu contento. Tanto che, chiamato don Orione, gli disse con tono che non ammetteva repliche: «La Piccola opera della divina provvidenza deve essere chiusa».

Il monsignore si aspettava chissà quali reazioni. Don Orione rispose solo: «Obbedisco». Sollecitato poi dal vescovo, sconcertato dalla secca risposta, a esplicitare la sua opinione, egli si mise in ginocchio dicendo: «Eccellenza, domani lei non può celebrare la messa perché ha compiuto un'ingiustizia troppo grossa».

Tre mesi dopo l'Opera di don Orione otteneva dal vescovo l'approvazione ufficiale, insieme alla raccomandazione di dare basi solide all'istituzione, perché non finisse travolta dai debiti. Don Orione promise. Ma intanto chiedeva di poter aprire una 'uova casa a Borgonovo, nel piacentino, per ospitarvi i più poreri tra i poveri. E il vescovo glielo concesse perché, in fondo, aveva fiducia in quel suo prete un po' pasticcione, è vero, ma mimato da una grande passione che aveva nell'amore di Dio e iel prossimo la sua origine.


Nel 1908 Messina veniva rasa al suolo dal terremoto. Don Orione fu tra i primi a portare soccorso in nome del papa e della carità cristiana. E mentre gli anticlericali lo accusavano di essere una spia del Vaticano e chiedevano che fossero incamerati tutti i beni ecclesiastici per soccorrere i terremotati, don Orione scriveva mirabili pagine di Vangelo vivo, «incamerando» duemila orfanelli nei suoi collegi. Quando Pio X lo nominò vicario generale della diocesi disastrata, un canonico gli offrì un materasso e una stanza scampata alla devastazione. Ma lui cedette tutto a una famiglia senza casa e andò a dormire in un vagone ferroviario.

Erano tempi duri, di miseria, di fame e di lotte. Gli operai e i poveri lo ebbero sempre dalla loro parte. Tanto che i socialisti di Alessandria lo chiamavano «il nostro prete». In una predica incitò provocatoriamente i poveri a rubare: «Non nella terra dei poveri — specificò —, ma in quella dei ricchi. Andate nella proprietà di Pedenovi (suo amico, che sapeva presente in chiesa). Però non portategli via la carretta ma solo il canestro».

Anche il terribile terremoto della Marsica (1915) lo vide prodigarsi in prima persona e con gesti di carità al limite della legalità. Per portare in salvo dei bambini, ad esempio, requisì l'automobile del re, il quale, presente alla scena, non osò opporsi. Tra i bambini che un giorno accompagnò alla stazione per portarli in un suo collegio in Liguria, c'era anche un ragazzetto che nel terremoto aveva perso tutta la sua famiglia, Ignazio Silone. Intervistato in seguito su quali personaggi l'avessero più colpito, il celebre scrittore disse: «Don Orione e Trotskij: il primo non era il cristiano della domenica mattina; il secondo non era il rivoluzionario del sabato sera».

Mentre imperversava la prima grande guerra con le sue drammatiche vicende, don Orione diede le ultime rifiniture alla Piccola opera, che articolò in cinque rami: i piccoli figli della divina provvidenza, le piccole suore missionarie della carità, gli eremiti di sant'Alberto, le figlie della Madonna della Guardia o sacramentane e i fratelli laici coadiutori. Le sacramentine e gli eremiti, due comunità contemplative, che accolgono anche i ciechi di solito rifiutati dagli istituti religiosi perché non idonei, sono il fiore all'occhiello di don Orione, e il motore di tutte le sue altre attività. E nell'eremo di Sant'Alberto don Orione si rifugiava per disintossicarsi dai veleni delle critiche che da più parti gli venivano mosse: cosa normale per chi realizza qualcosa di importante. Ebbe però anche attestazioni di stima da importanti personaggi della chiesa, come monsignor Roncalli (Giovanni XXIII). 11 cardinale Pacelli (futuro Pio XII), mentre si recava in nave al Congresso eucaristico di Buenos Aires come legato pontificio, a chi gli chiedeva la benedizione rispondeva, indicando don Orione, compagno di viaggio: «Andate da lui: è un santo».

Ai primi di marzo del 1940 don Orione si ammalò gravemente. Aveva chiesto di essere portato a Borgonovo (Piacenza) in quella che considerava la più povera delle sue case. Invece lo trasferirono nella sede di Sanremo, sperando che il buon clima fosse favorevole alla sua salute. Invece il 12 marzo moriva. Scrivendo un giorno all'amico padre Stefano Ignudi, un francescano conventuale di grande cultura, don Orione aveva chiesto: «Ci sarà il ballo in Paradiso?». Non era una irriverenza, ma un suo modo per sottolineare che la chiesa deve essere il luogo della festa e non dei funerali, della Pasqua e non solo del venerdì santo; una chiesa dell'osare e non solo dell'attendere in pantofole; con un briciolo di pazzia...

Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 26 ottobre 1980 e proclamato Santo dallo stesso Papa il 16 maggio 2004.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Sanremo in Liguria, san Luigi Orione, sacerdote, fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza per il bene dei giovani e di tutti gli emarginati.

Buongiorno...così!


 

Lipari, il consiglio comunale "stoppa" 3 volte Gullo e i suoi

Come ampiamente preventivato il consiglio comunale di Lipari (ad eccezione dei sei di Rinascita eoliana e di Saltalamacchia(Forza Italia), assente) ha bocciato tre argomenti su cinque di quelli che la giunta Gullo ha portato in aula nella seduta, tenutosi ieri in seconda convocazione. Due degli argomenti “Servizio idrico integrato – gestione ed approvazione piano dei costi 24/26”, e "Approvazione del Piano Finanziario del Servizio di Gestione dei rifiuti anno 2024 e previsionale 25/26 - Riproposizione " erano propedeutici al bilancio che, a questo punto, resta in alto mare, con lo spettro, oggi più che mai reale, dell'arrivo del commissario regionale per l'approvazione. Bocciato anche il piano triennale delle opere pubbliche.
Le uniche "concessioni" l’approvazione del "Catasto delle aree percorse dal fuoco" e l’adeguamento del costo di costruzione anno 2025.
Alla seduta ha preso parte per la prima volta, da quando si è insediato, seppure da remoto, il segretario generale Antonino Le Donne.