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sabato 30 maggio 2026
Tanti auguri di...
Eolienews ricorda Tanino Lazzaro, Diego Sidoti e Bartolo Saltalamacchia
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento
Lipari emessa ordinanza che disciplina orari attività commerciali, pubblici esercizi e servizi pubblici operanti sul territorio comunale
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Eolienews ricorda Emanuele Falconieri
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Oggi, 30 maggio: Santa Giovanna d'Arco

S. Giovanna nacque l'anno 1412 nel remoto villaggio di Domrémy, dolcemente adagiato sulle sponde della Mosa. Crebbe pura come un giglio, semplice ed incline alla vita austera e penitente: le sue compagne, che la vedevano condurre il gregge al pascolo, non avrebbero certo immaginato quale avvenire straordinario l'attendeva. Un giorno, mentre recitava l'Angelus, la fanciulla udì dalla parte della chiesa una voce pronunciare distintamente il suo nome: « Giannetta, Giannetta! ».
La voce era così penetrante e soave, che la fanciulla si commosse fino alle lacrime. Volse lo sguardo verso il santuario, e vide una gran luce: un personaggio dalle fattezze nobili e graziose, accompagnato da una legione di esseri angelici, ripetè: « Giannetta, Giannetta, sii buona, pia, ama Dio e frequenta la chiesa ». Le apparizioni si ripeterono e in Giovanna crebbe il desiderio d'essere più perfetta e di abbandonarsi all'azione della grazia: Dio le affidava la salvezza della Francia.
Giovanna, conosciuta la sua missione, si raccolse per un istante, levò gli occhi al cielo, poi chinando la fronte soffusa dal rossore e giunte la mani sul seno, esclamò: « Sia fatta la volontà di Dio ». Vinta dopo lungo tempo l'opposizione della famiglia, l'inerme fanciulla si presentò al re Carlo VII, nella città di Chinet.
Ivi tutti erano in preda allo scoraggiamento. Il nemico vinceva; la bandiera inglese sventolava già sulle torri di Parigi: l'ultima speranza era Orléans, ma anch'essa era assediata; espugnata questa, la Francia sarebbe stata inghiottita dall'imperialismo inglese. Giovanna, forte della protezione divina, dopo infinite difficoltà e diffidenze, ebbe il comando di uno scaglione di truppe; ella riordinò quelle poche milizie, fece pregare il Signore, Dio degli eserciti, e mosse contro il nemico che tosto fu sconfitto.
Vinse ripetutamente e liberò Orléans ove entrò entusiasticamente acclamata. La nazione si riscosse, tornò la speranza, ed il nome della giovane guerriera corse su tutte le labbra. A Reims fece incoronare il re, ed ella, chiamata d'ora in poi « Pulzella d'Orléans », venne nominata Contessa del giglio.
Abbandonata da tutti e assistita soltanto da un religioso, la prigioniera salì il patibolo baciando il Crocifisso. Le fiamme che avvolsero ed arsero la verginella posero fine alle sue sofferenze. Era il 3 maggio 1431.
L'innocenza di S. Giovanna d'Arco brillò fulgida al mondo intero, quando Benedetto XV, il 18 aprile 1919, l'innalzò alla gloria degli altari e il giorno 16 maggio 1920 il medesimo Papa la dichiarò santa.
venerdì 29 maggio 2026
Torneo Pulcini: La prima semifinale al Freeland se l'aggiudica la squadra di Di Grado
Con il risultato di 3 a 2 la squadra di Giovanni Di Grado (con la casacca gialla nella foto) si è aggiudicata la prima semifinale del Torneo Pulcini
Federalberghi, Del Bono eletto vicepresidente del sindacato nazionale per le isole minori
“Ringrazio – ha detto Del Bono - il presidente Massimo De Ferrari e l’intero Consiglio direttivo per la fiducia accordatami. Proseguirò questo impegno con rinnovato entusiasmo, lavorando per rafforzare il ruolo delle isole minori italiane all’interno delle politiche turistiche, infrastrutturali e di sviluppo del Paese”.
Nel frattempo, l’associazione sta definendo un programma nazionale condiviso che punta, da un lato, alla tutela delle peculiarità delle comunità insulari e al superamento degli svantaggi strutturali che interessano le isole minori; dall’altro, a valorizzare il prodotto “piccole isole italiane” sui mercati nazionali e internazionali, condividendo e esperienze virtuose maturate nei diversi territori.
“Le differenze, le esperienze e le peculiarità delle nostre isole – conclude Del Bono – devono rappresentare un patrimonio comune e trasformarsi in un punto di forza condiviso. Solo facendo rete sarà possibile affrontare con maggiore efficacia le sfide che interessano le comunità insulari italiane”.

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