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domenica 12 luglio 2026
Ricercatori tedeschi a Vulcano, droni per misurare i gas
Un team dell'ateneo tedesco sta conducendo dei test nell'isola eoliana di Vulcano.
Raggi laser - spiega in una nota la Tum - vengono inviati attraverso le nubi di gas in uscita e riflessi dai droni.
E mentre il drone vola lungo un percorso prestabilito per 10-15 minuti fino a 60 metri di distanza dal laser, il sistema effettua fino a 3.000 misurazioni. Un algoritmo converte i dati in una mappa che mostra le concentrazioni di gas a una data altitudine, inclusi i livelli elevati di anidride carbonica. Più la lava risale con forza verso la superficie, maggiore è la quantità di gas rilasciati. I composti di carbonio e zolfo sono buoni indicatori dell'attività attuale di un campo vulcanico. La Tum ricorda che finora queste misurazioni dovevano essere effettuate a livello del suolo. Lo svantaggio è che in quel caso i gas non provengono esclusivamente dall'attività vulcanica, ma anche da vegetazione e suolo circostanti. I droni servono quindi per minimizzare i segnali di fondo. "Questo metodo è più preciso e sicuro", afferma il prof. Achim Lilienthal, responsabile della cattedra di percezione per Sistemi Intelligenti presso la Scuola di Informatica, Tecnologia e Calcolo della Tum. I ricercatori tengono conto anche delle condizioni del vento locali.
Precedenti ricerche in galleria del vento - si sottolinea - hanno dimostrato che questo metodo l'errore di misurazione si riduce a circa il 5%.(Ansa)
Canneto: Pedane "ambulanti" mettono a rischio la pubblica incolumità
Due pedane in legno, abbandonate, da circa due settimane nel già ristrettissimo marciapiede della via Cesare Battisti, rischiano di diventare fatali per quanti sono costretti per la loro presenza a scendere in strada, rischiando di essere arrotati dai mezzi in transito.
E’ accaduto anche ieri ad un anziano signore, ma la cosa rischia di ripetersi se non saranno rimosse: compito che certo non spetta agli operatori ecologici in servizio su quella strada, in quanto trattasi di materiale che andrebbe conferito direttamente al centro di raccolta.
Ma visto che il “signore” che le ha abbondonate non lo ha fatto, facciamo voti alla ditta che espleta il servizio affinchè provveda, non certo per obbligo ma per eliminare un pericolo e uno spettacolo poco consono per i turisti che alloggiano in una struttura adiacente.
Tra l’altro, come evidenziato nella foto a lato, le pedane diventano anche “animate”. Di tanto in tanto si “spostano” sulla sede stradale, il tempo di riservare il posto a qualche mezzo, per poi tornare sul marciapiede.
Oggi, 12 luglio: Santi Ermagora e Fortunato
La definizione della personalità di Ermagora e lo sviluppo del suo culto, destinato ad avere grande importanza nell'Italia nordorientale, risale a quanto sembra al VII sec., quando, in seguito allo scisma detto dei Tre Capitoli, il patriarcato aquileiese rivendicò la propria autonomia dalla Chiesa di Roma.
Per assicurare una base storica e teologica a tale rivendicazione, la fondazione della sede episcopale di Aquileia venne attribuita all'evangelista Marco, che per ordine di 2' Pietro avrebbe portato il vangelo nella regione, consacrando come primo vescovo della città Ermagora, scelto dalla locale comunità cristiana.
Nell'elaborare ai fini della propria politica ecclesiastica questa leggenda, della quale non c'è traccia fino almeno alla metà del VI sec. e che appare ormai consolidata all'epoca di Paolo Diacono (fine VIII sec.), il patriarcato recuperava e reinterpretava un'altra tradizione, i cui contorni sono per noi oggi (e forse erano già allora) assai sfuggenti.
Il nome di Ermagora è infatti indicato al primo posto (a un'altezza cronologica stimabile intorno alla metà del III sec., un'epoca che potrebbe essere storicamente accettabile) nei cataloghi di patriarchi di Aquileia; ma l'attendibilità di tali documenti, anch'essi non anteriori all'epoca carolingia, è incerta. Più antico e significativo appare semmai un altro riferimento, quello fornito dal cosiddetto Martyrologium Hieronymianum, di area veneta, nel quale al nome del martire aquileiese Fortunato è associato quello di altri due martiri, chiamati Armagero (o Armigero; 12 luglio) ed Ermogene (22 o 23 agosto); entrambi questi nomi potrebbero essere corruttele di trasmissione o varianti grafiche della forma Ermagora.
Tuttavia, nelle due notizie del martirologio il santo principale è senza dubbio Fortunato, per il quale può dirsi provato un culto autonomo già in epoca tardoantica, e non si fa menzione di un'eventuale carica vescovile esercitata da Armigero / Ermogene; sicché l'esatta fisionomia di questo antico Ermagora e l'effettiva consistenza del suo culto in epoca precarolingia appaiono per il momento imprecisabili. È stato anche ipotizzato che il nome originario del santo fosse al contrario quello di Ermogene; in questo caso, alla base della vicenda potrebbe trovarsi una traslazione ad Aquileia delle reliquie del martire Ermogene, venerato in Pannonia, la cui figura sarebbe stata reinterpretata come quella di un santo locale e associata al periodo più antico del patriarcato.
Quale che sia l'origine e lo sviluppo della tradizione precedente, la leggenda relativamente più recente di Ermagora come discepolo di Marco e protovescovo di Aquileia è l'unica rintracciabile a partire dall'età carolingia, epoca a cui pare risalire la passio del santo (BHL 38383841), nota in più redazioni. Questo testo, che non ha consistenza storica e attinge il materiale narrativo dalla topica tradizionale dei racconti di martirio, presenta il santo come grande vescovo, pastore ed evangelizzatore; la sua morte è collocata durante la persecuzione di Nerone, in conformità con le esigenze di datazione derivate dalla leggenda marciana, e al suo martirio è associato quello del diacono Fortunato, ormai in posizione subordinata.
Nelle tradizioni posteriori l'attività apostolica di Ermagora si immaginò estesa ben oltre la regione aquileiese, e si ritenne avesse interessato tutta l'area soggetta al patriarcato, e dunque anche l'Istria, il Norico, la Pannonia e varie zone dell'Italia settentrionale. Il culto del santo divenne uno dei più caratteristici dell'area venetofriulana, e tipiche di questa zona sono anche le rappresentazioni iconografiche del santo: egli è raffigurato fra l'altro, talvolta insieme a Fortunato o ad altri martiri aquileiesi, nella basilica di San Marco a Venezia, nella basilica di Aquileia (dove si trova fra l'altro un ciclo con vari episodi della vita del santo) e nella cattedrale di Udine.
sabato 11 luglio 2026
Lunedì i funerali di Bartolo Zaia. Camera ardente presso il Centro Pastorale di Canneto
Filicudi, ripristinata la linea telefonica della Guardia Medica: i ringraziamento del Comitato Civico
Dopo mesi di disservizi è stata ripristinata la linea telefonica della Guardia Medica di Filicudi, tornando a garantire un collegamento diretto con un servizio sanitario essenziale per residenti e turisti.
Il Comitato Civico “Occhio Vigile su Filicudi”, che aveva più volte segnalato il problema agli enti competenti, esprime soddisfazione per la positiva conclusione della vicenda.
«Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla risoluzione del guasto – afferma il Comitato –. È un risultato importante per la sicurezza e la tutela della salute della comunità isolana.»
Il Comitato sottolinea come il dialogo istituzionale e le segnalazioni dei cittadini possano contribuire a migliorare i servizi pubblici e conferma il proprio impegno nel continuare a vigilare sulle criticità dell’isola, riconoscendo con lo stesso spirito anche gli interventi che portano a risultati concreti.
Eseguita l'autopsia sul corpo dello sfortunato Bartolo Zaia
E' stata eseguita stamane, presso l'obitorio del cimitero di Lipari, l'autopsia sul corpo dello sfortunato Bartolo Zaia, deceduto tragicamente lo scorso 4 luglio a Canneto.
E' stata eseguita dalla dottoressa Ventura. I risultati saranno resi noti alle parti interessate entro i termini di legge.
Dopo l'autopsia, la salma è stata liberata e restituita ai familiari per i funerali.
Al via dal 21 luglio la 43^ edizione di "Un Mare di Cinema - Premio Efesto - Eolie in Video"
COMUNICATO STAMPA
Il festival, come appuntamento annuale speciale, trasformerà
i suggestivi Giardini del Centro Studi e gli spazi della Chiesa dell'Immacolata
in palcoscenici a cielo aperto, unendo proiezioni d'autore, documentari di
salvaguardia ambientale, grandi ospiti e show
cooking.
Il ricco programma di quest'anno spazia dai grandi nomi del
cinema internazionale alle produzioni indipendenti, con una forte impronta
dedicata alla tutela del territorio. È stata rinnovata la collaborazione nazionale
con il FAI, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, e con
l’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, a
testimonianza del nostro impegno all’educazione ambientale e alla
valorizzazione del patrimonio paesaggistico. Il festival vivrà anche di grande
memoria storica: un prestigioso omaggio sarà dedicato, infatti, al Maestro
Ettore Scola, socio onorario del Centro Studi eoliano, a dieci anni dalla sua
scomparsa. Uno dei più grandi maestri cinematografici italiani, che ha saputo
raccontare l'Italia con ironia, acume e profonda umanità. Durante le giornate
del 22, 23 e 24, presso il Museo del Cinema alla Chiesa dell’Immacolata di
Lipari, dalle ore 10:30, verranno proiettate alcune delle sue opere più famose.
Ad arricchire la proposta culturale di questa edizione, come
Centro Studi Eoliano siamo orgogliosi di presentare due importanti percorsi
espositivi che celebrano l'identità profonda, l'antropologia e la storia del
nostro arcipelago. La Mostra fotografica documentaria "La Guerra dei
Vulcani (1949-1950)" che, attraverso scatti storici e spesso rari,
ripercorre la leggendaria "sfida" artistica e passionale che nel
dopoguerra vide Lipari, Stromboli e Vulcano al centro del mondo cinematografico.
Da un lato Roberto Rossellini e Ingrid Bergman impegnati nelle riprese di
"Stromboli, terra di Dio", dall'altro la risposta artistica di una
fiera e furiosa Anna Magnani nel film "Vulcano", diretto da William
Dieterle. Le immagini offrono uno straordinario spaccato antropologico
dell'incontro tra gli isolani e i giganti di Hollywood, segnando l'inizio del
riscatto internazionale delle Eolie. E la Mostra e fanzine "Alicudi: poche
persone, molti segni": un'esposizione di trentuno fotografie in bianco e
nero firmate da Guido Riunno, accompagnate dal testo narrativo "La
finestra sull'isola". Lontano dai cliché del turismo di massa e dalle
cartoline romantiche, il lavoro restituisce la realtà di Alicudi come una
"bolla atemporale" e un'importante "isola analogica".
Riunno, infatti, attraverso uno sguardo etico e neutro, restituisce i dettagli
quotidiani, come le lenze dei pescatori, i muli, le cisterne per l'acqua
piovana e i volti di chi ha scelto l'isola come Casa, donando a tutto il
lavoro, un peso e un significato profondo.
Anche quest’anno l'artista Loredana Salzano ha progettato e
disegnato la locandina ufficiale. L'opera cattura magnificamente la potenza
ancestrale e l'identità profonda dell'arcipelago eoliano, fondendo mito, cinema
e natura in un'unica, magnetica immagine: un
omaggio esplicito all'energia indomita dei nostri vulcani - e un omaggio alla nuova produzione
cinematografica “The Odyssey” prodotto dal regista Christopher Nolan-, che
incarna perfettamente lo spirito del nostro Festival!
Un ringraziamento al grafico Giorgio Battaglia e al team di
Buatta Design, che da anni, attraverso una collaudata collaborazione, evoca
l’anima profonda di "Un Mare di Cinema".
La rassegna si aprirà ufficialmente il 21 luglio con una
cerimonia di inaugurazione. Durante le serate verrà assegnato il Premio Efesto,
conferito annualmente a registi, attori e personalità del cinema che si sono
distinti a livello nazionale e internazionale.
Durante il Festival saranno presenti a Lipari studenti
universitari per lo svolgimento di tirocini curriculari e professionalizzanti,
altresì saranno presenti addetti del settore e si avrà la possibilità di
partecipare a lezioni di cinema, grazie alla presenza di una delegazione
artistica specializzata.
L'organizzazione del Festival desidera esprimere un
ringraziamento speciale a tutti gli Sponsor per il fondamentale supporto alla
realizzazione della manifestazione, e a tutti i nostri soci per la rinnovata
fiducia e amicizia.
Lipari si prepara a vivere dieci giorni all'insegna di Arte,
Cultura, Cinema e Territorio, vere protagoniste di questa 43^ edizione del
Festival Cinematografico delle Eolie "Un Mare di Cinema". Tutti gli
eventi sono aperti al pubblico, liberi e gratuiti.
A noi non ci resta che augurare buon Festival e buona estate
a tutti Voi, pronti ad accogliervi ai nostri eventi!








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