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lunedì 30 novembre 2020

Storia eoliana...conosciamola attraverso lo storico Giuseppe La Greca - 30 Novembre 1933: Malaparte a Lipari

Il 30 novembre 1933
Malaparte a Lipari

Era un giorno di tempesta, il mare batteva furioso la testa ricciuta di capelli bianchi; una dura testa dalla fronte nera, contro gli scogli dell’isola del Purgatorio e del porticciolo di Marina Corta. Il piccolo piroscafo che fa servizio tra Milazzo e Lipari ballava sulle onde. Prima scese mia madre, nella barca di Giuseppe Valastro. Poi il toro incappucciato, imbracato; poi il prete nero, poi il dottor Fenech che veniva da Messina, poi l’avvocato Franza, il mio padrone di casa, che veniva anch’egli da Messina, poi i due carabinieri, col moschetto a tracolla, poi il morto che avevano imbarcato a Vulcano, tutto avvolto in un lenzuolo stretto da funi. Poi i sacchi di farina.

I primi giorni sull’isola sono narrati, da Malaparte, nel racconto “Paese antico” dove Lipari viene chiamato con il suo antico nome di Meligunis: (…) se non erro, il nome di quel paese, non segnato sulle carte, è Meligunis: e mi sembra che ricorra per la prima volta nell’Inno a Diana di Callimaco. Quando vi giungemmo in barca, dopo una lunga traversata su un mare liscio come una lastra di marmo, era già sera. Il borgo, con le sue casette basse di pietra pomice, a terrazze, bianchissime di calce, mi apparve deserto, abbandonato dagli abitanti. Le strade erano vuote e tristi, le case chiuse e silenziose. Passammo la notte in una locanda davanti al piccolo porto: e la mattina presto si levò un vento di scirocco pesante e sudaticcio, che metteva in bocca uno strano gusto di sale, uno scricchiolio di sabbia fra i denti. Era una giornata di dicembre umida e calda, il cielo era livido, nuvole gonfie di inchiostro di seppia pendevano sul mare.
Il 18 dicembre 1933 scrive all’amico d’infanzia, Armando Meoni: “… a Lipari non si sta male. L’isola è bella specie la parte che non posso vedere. Il clima è dolce, un po’ matto e ventoso, ma dolce…”





Caro Esilio
                Come azzurri stasera
sorgon dal mare in fondo all’orizzonte.
Disteso sulla nera
tiepida sabbia ascolto i pescatori
parlar sommessi della nuova luna
di primavera, e lieti
auspici trarre dal color dell’aria.
La verde alba lunare
m’invade, e in cuor m’annega ogni rimpianto.
Lieve mi freme accanto
l’onda e mi parla dolce nell’orecchio.
 M’è caro ormai l’esilio, mi son care
ormai quest’alte rupi e queste rive
gialle di zolfo e di ginestre: e solo
questo deserto mare
m’ode talvolta mormorar parole
dove non trema il pianto, ma un segreto
riso felice che nel cuor mi duole.
Curzio Malaparte
Lipari, 28 aprile 1934

Malaparte lascia Lipari il 27 giugno del 1934.
(…) Poi, un giorno, fui condotto con i ferri ai polsi da Lipari a un'altra isola, e di lì, dopo lunghi mesi, in Toscana. Febo mi seguì di lontano, nascondendosi fra le botti di alici e i rotoli di cordame sul ponte del Santa Marina, il piccolo piroscafo che ogni tanto va da Lipari a Napoli, e fra le ceste di pesce e di pomodori sulla barca a motore che fa servizio tra Napoli, Ischia e Ponza.

Malaparte non ritornerà mai più a Lipari.
L’occasione di rivederla, anche solo da lontano, l’avrà nell’ottobre del 1956, (come si legge in uno degli ultimi suoi articoli su “Tempo”) durante un viaggio da Napoli verso la Grecia. Arrivando in prossimità dello Stretto la vede stagliarsi nitida all’orizzonte: 
… errante a fior d’acqua come una foglia di carrubo bruciata dall’autunno”.
 

Per approfondimenti:
Curzio Malaparte alle Isole Eolie, Vita al confino, Amori ed opere, Centro Studi Eoliano, Lipari, 2012.






Il ricordo della figlia Anna nel tredicesimo anniversario della dipartita di Bartolo Furnari

Papà, dopo tanti anni, ti voglio ricordare sempre così con il sorriso sulle labbra, grande uomo

30 novembre 2019: Un articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud


 

Rubrica: Nei "palazzi" della politica locale (2° puntata) : Riccardo Gullo e Antonio Podetti, ex sindaci di Leni




L’ ASSOCIAZIONE MISERICORDIA DI LIPARI COMUNICA CHE, DAL 25 NOVEMBRE, SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER L ANNO 2020\2021 .

PER INFO: 3317974395.

EMAIL: misericordialipari@gmail.com

 


Ciao Cesare, grazie della tua amicizia!

È deceduto Cesare Giuffré. 
Era nato a Santa Marina Salina ma viveva, da anni, a Varese. 
Era stato funzionario per la Rosenthal, attivista appassionato dell’Italia dei Valori e delle Agende rosse di Varese. 
Giuffré era anche molto attivo nel sociale e nel volontariato varesino, sempre attento alle persone con il suo sorriso accogliente.
Con il gruppo "Sei di Salina se" ha sponsorizzato a più non posso la terra natia. 
Era un “amico social” di molti, perché regalava a tutti fotografie “ritoccate” per ogni ricorrenza e non si dimenticava mai di nessuno ad ogni compleanno o anniversario.
Anche a chi scrive ha spesso regalato attraverso i suoi foto - ritocchi intensi momenti di emozioni. 
Da amico "virtuale" è stato più "reale" di tanti altri che sono in carne ed ossa.
Lo ricorderò con stima ed affetto.
Lascia la figlia Nadia e la moglie Lalla, alle quali voglio far giungere le più sentite condoglianze della famiglia Sarpi e di Eolienews

domenica 29 novembre 2020

Vigili del fuoco recuperano gatto finito in una cisterna vuota

Nella mattinata odierna, la squadra VVF di turno (Capo D'Amico), è intervenuta il località Rocche di Pirrera, per il recupero di un gatto di proprietà, caduto accidentalmente in una cisterna (fortunatamente vuota) di un rudere in stato di abbandono, circondato da vegetazione quasi impenetrabile.
L'intervento si è rivelato piuttosto complicato anche in virtù della ristrettezza del collo della cisterna. 
Il gatto dopo circa 1 ora di lavoro, in buone condizioni di salute, veniva riconsegnato all'affetto della proprietaria.

Covid - 19 : in Sicilia meno casi con più tamponi

Sono 1.024 i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia, con 8.965 tamponi processati: cala ulteriormente il tasso di positività che si assesta all'11,4%. Le vittime oggi sono 45, i guariti 377. Negli ospedali si trovano ricoverati 1.763 pazienti, di cui 241 in terapia intensiva (-6 rispetto a ieri) e 1.522 in regime ordinario (+3).

Sul fronte della distribuzione fra province, i casi odierni sono così suddivisi: Palermo 269, Catania 364, Messina 126, Ragusa 58, Trapani 9, Siracusa 55, Agrigento 74, Caltanissetta 25, Enna 44.

E' deceduta Mimma Sampieri



Le onoranze funebri sono a cura della ditta 
Alfa e Omega di Lipari
Alla famiglia le condoglianze di Eolienews

C'è il protocollo per talassemici positivi al Covid-19 in isolamento domiciliare

Il Protocollo per pazienti talassemici positivi al Covid-19 in isolamento domiciliare, è finalmente realtà: è stato infatti siglato dall’ASP di Messina e sarà deliberato nei prossimi giorni, rispondendo così alle numerose di richieste d’aiuto da parte dell’Associazione Fasted (Federazione Associazioni Siciliane di Talassemia Emoglobinopatie e Drepanocitosi) Messina Onlus.

Permetterà a chi è affetto da talassemia, e dovesse risultare positivo al Covid-19 con sintomi che non richiedono il ricovero in ospedale, di poter continuare a ricevere le trasfusioni necessarie, che devono essere fatte indispensabilmente ogni 15 giorni.

Un passo importante che l’Asp si è impegnata a compiere, per garantire risposte concrete a chi combatte queste gravi patologie. «Quello che abbiamo firmato- ha dichiarato il direttore sanitario Bernardo Alagna– è un accordo che era doveroso raggiungere per risolvere le problematiche di questi pazienti talassemici. Il fautore del Protocollo, ci tengo a precisarlo, è stato il dott. Gaetano Crisà, responsabile dell’U.O.C. di Medicina Trasfusionale di Patti, e dopo una serie di incontri, io e il direttore generale Paolo La Paglia abbiamo pienamente sposato questa iniziativa».

Alagna ha spiegato anche le possibilità contemplate dalla procedura. «Sono previste due soluzioni: o si effettua la trasfusione direttamente presso il domicilio del paziente, inviando un kit con l’occorrente e un medico e un infermiere provvisti dei dispositivi di protezione; oppure il soggetto viene portato al Covid Hospital di Barcellona, tramite un mezzo attrezzato messo a disposizione da alcune associazioni di volontariato che siamo riusciti a coinvolgere o eventualmente anche dal 118, in quanto la trasfusione rappresenta una terapia necessaria per salvare la vita di questi pazienti».

La strada per giungere a questo risultato non è stata priva di difficoltà dice il presidente di Fasted Messina Onlus, Tony Saccà: «Le nostre paure sono iniziate a marzo, con lo scoppio della pandemia. Ci siamo infatti posti il problema di come consentire ad eventuali talassemici positivi di proseguire la terapia trasfusionale, qualora si trovassero in isolamento a casa. Durante la prima fase, fortunatamente non si sono verificati casi di talassemici in Provincia di Messina, invece con la seconda ondata abbiamo avuto 4 contagi ed è proprio con il primo di questi, che è partita la nostra odissea per trovare una soluzione».

«Quando il 5 novembre- ha proseguito Saccà- siamo venuti a sapere che una talassemica era risultata positiva al tampone, non sapevamo come muoverci. Dal Policlinico, che rappresenta la struttura in cui facciamo le cure e la terapia, non ci sono state date soluzioni e ci siamo sentiti un po’ abbandonati. Abbiamo così contattato il Centro Coordinamento Covid di Messina. Ci ha risposto che né l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) né il Policlinico risultavano attrezzati per fornire questo tipo di servizi. Il Centro ci ha poi fatto presente che insieme al dott. Gaetano Crisà, direttore UOC Centro Trasfusionale ospedale di Patti, che è una persona eccezionale e amica della nostra associazione, avevano individuato come sede il Covid Hospital di Barcellona, invitandoci a metterci d’accordo con lui per organizzare la trasfusione».

«Dopo aver concordato tutto- ha riferito il presidente di Fasted Messina Onlus- mancava solo l’ok del Centro Coordinamento Covid per il trasporto della paziente, che essendo positiva non poteva ovviamente recarsi in maniera autonoma a Barcellona. A quel punto però si sono verificati una serie di ritardi e incertezze su chi dovesse occuparsi di trasportare la donna, che hanno prolungato ulteriormente l’attesa della trasfusione.

Alla fine, il dott. Crisà e l’ASP sono riusciti a trovare un ambulanza di Patti, che ha portato la talassemica a Barcellona per effettuare la terapia».

Da quel momento sono state seguite in totale 4 trasfusioni a talassemici positivi, ma la maggior preoccupazione dell’Associazione è stata quella di far mettere subito nero su bianco il Protocollo, prevedendo quindi una procedura standardizzata che consentisse in modo celere l’attivazione di tutti i passaggi per garantire al malato le dovute cure.

Protocollo che nel giro di qualche giorno è stato firmato. «Nonostante la situazione generale di grande urgenza- ha affermato Saccà- i vertici dell’ASP hanno compreso la nostra preoccupazione e ci hanno permesso di ottenere questo risultato, con nostra grande soddisfazione».

Ecco il Protocollo “Supporto Trasfusionale a Pazienti SARS-COV-2 POSITIVI in isolamento domiciliare”:

1) Il medico SIMT, una volta ricevuta la richiesta da parte del MMG/USCA, dovrà prima di effettuare l’intervento, contattare telefonicamente il paziente per verificarne le condizioni di salute e programmare l’intervento;

2) Gli appuntamenti vengono tassativamente concordati con il Centro Trasfusionale;

3) Nei pazienti Talassemici, la terapia trasfusionale ha i caratteri della terapia salvavita, quindi non procrastinabile se non per pochissimi giorni, con la supervisione del Centro di Talassemia ASP (Sant’Agata di Militello);

4) Tutti i pazienti vengono contattati telefonicamente e supportati da un medico, che effettua un pre-triage;

5) Il paziente SARS-COV-2 positivo e/o in quarantena, nell’impossibilità di trattamento domiciliare, si indirizza all’Ospedale COVID di Barcellona PG , dove è individuata una stanza, dotata di tutti i requisiti necessari per poter effettuare in sicurezza, prelievo per prove di compatibilità e successiva terapia trasfusionale, tenendo il paziente isolato;

6) Il giorno dell’appuntamento i pazienti vengono ammessi al Reparto uno per volta, muniti dei DPI, nessun accompagnatore è previsto;

7) I pazienti sottoposti a emotrasfusione devono mantenere la mascherina durante tutta la durata della trasfusione;

8) Vi saranno un medico e una infermiera dedicati che saranno dotati dei DPI adeguati.

Diventa volontario di Protezione civile con l'ARE

Coronavirus: Musumeci, mantenere cautela e prudenza

“Il passaggio della Sicilia alla 'zona gialla' non è un liberi tutti. È, semmai, il richiamo a una maggiore responsabilità, sia per noi che la governiamo e sia per la comunità isolana tutta".

Lo dichiara il presidente della Regione Nello Musumeci, che ieri ha firmato l'ordinanza per adeguare le attuali restrizioni alla nuova classificazione.

"Dobbiamo approfittare di questa piccola apertura - prosegue - per dimostrare di sapere mantenere una condotta improntata a cautela e prudenza. Del resto, abbiamo davanti a noi il mese di dicembre che possiamo e dobbiamo vivere con serenità, se sapremo essere presenti a noi stessi, ai nostri compiti, rispettosi delle regole che questa maledetta epidemia impone a ciascuno di noi”.

Quattro anni orsono, la tragedia sulla Sansovino


Il 29 novembre del 2016 si consumava, a bordo della Sansovino, una tragedia.
Tragedia nella quale persero la vita il nostro Gaetano D'Ambra, 29 anni, Cristian Micalizzi, 38 anni, Santo Parisi, 51 anni.
Nel ricordare quel tragico evento, invitiamo tutti ad una preghiera per queste vite spezzate.

LA PAROLA. Commento al vangelo di domenica 29 novembre 2020 - 1.a Avvento