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martedì 17 marzo 2026

Lipari: L'opposizione consiliare all'attacco su porti e trasporti

COMUNICATO 

Trasporti e porti: il caos e l'inerzia dell’amministrazione Gullo e dell’assessore Merlino

Quanto accaduto ieri e oggi nei collegamenti tra Salina, Lipari e Milazzo conferma ancora una volta il totale fallimento dell’amministrazione guidata dal sindaco Gullo e, in particolare, dell’assessore ai trasporti e infrastrutture portuali, Saverio Merlino. Nonostante i continui annunci e la realtà è sotto gli occhi di tutti: i porti e i trasporto restano il vero tallone d’Achille di questa amministrazione.

L’episodio verificatosi ieri è emblematico dei disagi quotidiani che i cittadini sono costretti a subire. I passeggeri partiti da Salina alle 14:20, anziché sbarcare a Lipari, sono stati dirottati a Milazzo e costretti a pernottare a proprie spese senza alcuna informazione preventiva, perché lo scalo di Lipari risultava “con riserva” e nessuno lo aveva comunicato prima dell'imbarco. Chi era partito invece da Milazzo alle 15:30 ha saltato Lipari e si è ritrovato a Rinella: circa quaranta persone coinvolte, ancora una volta senza alcuna comunicazione da parte dell’amministrazione o della società di trasporto.

Purtroppo questa situazione non rappresenta un caso isolato ed é dovuta all'inagibilitá di Punta Scaliddi da oltre un anno e all'inerzia dell' Assessore Saverio Merlino, incapace di essere incisivo verso la Regione o di sostituirsi a essa e rivalersi in seguito.   E non é tutto. A Sottomonastero l’amministrazione Gullo ha perso un finanziamento strategico di circa 3,5 milioni di euro, ottenuto dalla precedente amministrazione grazie al fondamentale contributo dell’ex vicesindaco Orto, che avrebbe consentito attracchi sicuri anche in condizioni meteo avverse come quellendi ieri e oggi. Il porto di Vulcano, pur completato quasi due anni fa, altro finanziamento ottenuto dalla precedente amministrazione su un grande lavoro del ex vicesindaco Orto, é rimasto inattivo per la mancata spesa di poche migliaia di euro, mentre Ginostra e Stromboli continuano a subire ritardi e disagi, con lavori iniziati mesi dopo i danni subiti.

Mentre il sindaco Gullo e l'assessore Saverio Merlino continuano a vantarsi di piani e programmi, la realtà racconta un’altra storia: nessun intervento concreto, solo annunci rimasti sulla carta. È evidente che per gestire i porti e i trasporti servono competenze, programmazione e capacità di reperire e utilizzare i finanziamenti nel piu breve tempo possibile o in alternativa sostituirsi a chi di competenza e rivalersi con gli interessi.  Capacità che ad oggi questa amministrazione non ha dimostrato e non dimostrerà. Nel frattempo i cittadini continuano a pagare il prezzo di questa inefficienza quotidiana.

Chiediamo pertanto la convocazione urgente del Consiglio comunale, affinché il sindaco e l’assessore riferiscano in aula su quanto accaduto e sulle criticità ancora irrisolte, da Stromboli a Ginostra, passando per tutti i porti dell’arcipelago.

I consiglieri comunali Gaetano Orto, Lucy Iacono, Adolfo Sabatini, Angelo Portelli, Cristina Dante, Giorgia Santamaria, Raffaele Rifici

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Tati Sala, Angela Scafidi, Giovanna Profilio, Luciana Ziino, Patrizia Alberti, Giuseppe Ziino, Gaetano Natoli, Christian Caprara, Luisa Favaloro, Laura Niosi, Lorena Biviano, Antonio Mollica

Eolienews ricorda...Letizio Pollo

 La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.

Eolienews ricorda...Leonardo Sciacchitano

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"Oltre lo schermo": Il Centro studi eoliano porta il grande cinema e la regia tra i banchi di scuola"




Porti e Trasporti: 7 consiglieri d'opposizione richiedono urgente convocazione del consiglio comunale di Lipari

Al Presidente del Consiglio comunale del Comune di Lipari

E,p.c.

Al signor Sindaco; All’Assessore comunale ai Trasporti e alle Infrastrutture Portuali; Al Segretario Generale


Oggetto: Richiesta urgente di convocazione del Consiglio Comunale - “Grave stato delle infrastrutture portuali comunali, disservizi dei collegamenti marittimi veloci e iniziative urgenti da intraprendere”

I sottoscritti Consiglieri Comunali,

PREMESSO CHE:

• nella giornata del 16 marzo u.s. si sono verificati gravi disservizi nei collegamenti marittimi tra Milazzo, Salina e Lipari: i passeggeri partiti da Salina alle ore 14:20, anziché sbarcare a Lipari, sono stati dirottati a Milazzo e costretti a pernottare a proprie spese, senza alcuna preventiva informazione, in quanto lo scalo di Lipari risultava “con riserva”;

• analogamente, i passeggeri partiti da Milazzo alle ore 15:30 non hanno effettuato lo scalo a Lipari, venendo sbarcati a Rinella, con circa quaranta persone coinvolte;

• tali episodi non rappresentano un caso isolato e risultano direttamente collegati all’inagibilità dello scalo alternativo di Punta Scaliddi, perdurante da oltre un anno, nonché all’inerzia dell’Amministrazione comunale e, in particolare, dell’Assessore competente Saverio Merlino;

CONSIDERATO CHE:

• la mancata riattivazione di Punta Scaliddi costituisce una grave responsabilità amministrativa, trattandosi di interventi limitati, più volte segnalati e mai eseguiti;

• l’Amministrazione comunale, e in particolare l’Assessore competente Saverio Merlino, hanno dimostrato totale incapacità di incidere presso gli organi competenti, programmare e risolvere problematiche ormai croniche;

• nonostante l’annunciato piano di manutenzione del pontile aliscafi di Sottomonastero, permangono evidenti ritardi strutturali nella manutenzione e nella gestione delle infrastrutture portuali comunali;

• l’Amministrazione Gullo ha perso un finanziamento strategico di circa 3,5 milioni di euro per il prolungamento del pontile di Sottomonastero, intervento che avrebbe consentito l’attracco in sicurezza anche in condizioni meteo avverse;

• il porto di Vulcano, pur completato da quasi due anni, risulta tuttora inattivo per la mancata realizzazione di interventi minimi, mentre permangono criticità anche nelle località di Stromboli e Ginostra;

• appare evidente che la gestione del sistema portuale richieda competenze, programmazione e capacità di reperire e utilizzare tempestivamente le risorse finanziarie, ovvero, in alternativa, di attivare poteri sostitutivi per ragioni di sicurezza e protezione civile;

RILEVATO CHE:

• l’Amministrazione ha tentato di mascherare la propria inefficienza enfatizzando l’ottenimento della delega per il Piano dei porti, peraltro conseguita attraverso un intervento normativo necessario a rimediare a precedenti errori procedurali;

• tale delega, sbandierata come un successo, si è rivelata nei fatti un’operazione priva di contenuti concreti, poiché non accompagnata da adeguate risorse finanziarie e da una reale capacità progettuale;

• le risorse finora individuate risultano del tutto insufficienti e, per di più, sottratte ai cittadini senza produrre alcun risultato tangibile;

• emerge in modo inequivocabile l’assoluta inadeguatezza dell’azione amministrativa, incapace di fornire risposte efficaci a problematiche essenziali per il territorio;

CHIEDONO

ai sensi del TUEL e del vigente Regolamento consiliare, la convocazione urgente del Consiglio Comunale, con iscrizione all’ordine del giorno del seguente punto:

“Grave stato delle infrastrutture portuali comunali, disservizi dei collegamenti marittimi veloci e iniziative urgenti da intraprendere.”

CHIEDONO ALTRESÌ

che il Sindaco e l’Assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture Portuali riferiscano puntualmente in aula in merito a:

• tempi certi e non più rinviabili per la riapertura dello scalo di Punta Scaliddi;

• stato reale degli interventi di manutenzione presso il pontile di Sottomonastero;

• responsabilità politiche e amministrative per la perdita del finanziamento di circa 3,5 milioni di euro;

• stato del porto di Vulcano, di Stromboli, di Ginostra e delle ulteriori infrastrutture nelle isole minori;

• programmazione concreta e risorse effettivamente disponibili per il Piano dei porti.


Alla luce della gravità dei fatti esposti, si ritiene non più rinviabile un confronto istituzionale urgente.

I consiglieri comunali Gaetano Orto, Adolfo Sabatini, Raffaele Rifici, Cristina Dante, Giorgia Santamaria, Lucy Iacono, Angelo Portelli

Oggi, 17 marzo: San Patrizio

San Patrizio

S. Patrizio, apostolo del Vangelo fra il popolo irlandese, nacque nella Scozia da agiati e pii genitori verso la fine del secolo quinto. La Divina Provvidenza che nei suoi arcani disegni, sempre infinitamente sapienti, destinava Patrizio a grandi cose nella Chiesa Cattolica, dispose che egli, ancor giovane, strappato dal grembo della famiglia, fosse condotto schiavo nell'Irlanda. Durante questa schiavitù, in cui il povero giovanetto ebbe a sentire tutta l'amarezza dell'abbandono e subire il disprezzo più avvilente ed inumano, la grazia del Signore plasmò il cuore del suo servo e lo predispose alla sua sublime missione.. Finalmente dopo dieci anni di sofferenze inenarrabili, potè ritornare in famiglia.

Patrizio, per prepararsi alla divina missione che da Dio gli era stata assegnata, si diede agli studi e all'esercizio delle virtù sacerdotali. Fu ordinato diacono, sacerdote e, prima di partire per l'evangelizzazione dell'Irlanda, fu consacrato vescovo.

Tra quelle popolazioni ancora barbare ed idolatre, S. Patrizio ebbe a soffrire la persecuzione ed il carcere. Ma tutto sopportò in pace, poiché il martirio fu sempre uno dei suoi desideri più intensi. Non vi fu luogo di quell'isola che non fosse visitato più volte dal Santo, nonostante che la sua vita corresse grave pericolo. Il Signore benedisse largamente le fatiche di questo novello Paolo, e quella terra pagana divenne la terra dei Santi. Le lotte che attraverso i secoli, specialmente contro il Protestantesimo, sostenne l'Irlanda per conservare integra la dottrina evangelica, gli esempi di fede e gli slanci di amore che quel popolo ha dimostrato ne sono prova evidente.

L'opera di Patrizio fu completa. Non solo convertì e battezzò tante e tante anime, ma molti giovani ricevettero gli ordini sacri, molte chiese furono innalzate e molte giovani si consacrarono al Signore nella vita religiosa.

Tra le virtù che particolarmente spiccarono nel Santo, ammirabile fu il suo distacco dalle cose di questo mondo. Delle tante offerte che i fedeli deponevano ai suoi piedi, nulla mai prese per sè, ma tutto dispensava ai poverelli.

Verso la fine della sua vita. scrisse La Confessione, libro in cui narra i principali avvenimenti della sua vita.

Oggi è martedì 17 marzo. Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

E' deceduta Rosa Profilio ved. Ventrice


Le onoranze funebri sono a cura della ditta 
ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le condoglianze della famiglia Sarpi
e di Eolienews
 

lunedì 16 marzo 2026

Due condanne per la tragedia della nave Sansovino. I vertici di C&T Isole Minori: “Massima fiducia nella Magistratura fino alla sentenza definitiva”.

Per la tragedia avvenuta dieci anni fa nel porto di Messina che costò la vita a 
Cristian Micalizzi di Messina, Gaetano D’Ambra di Lipari e Santo Parisi di Terrasini, i tre marittimi che erano a bordo della nave Sansovino, il giudice monocratico di Messina ha condannato l’armatore Luigi Genghi e l’ispettore tecnico della Caronte&Tourist Domenico Cicciò: ciascuno a 2 anni e 4 mesi.
Messina, la tragedia della Sansovino

Erano imputati, a vario titolo, per omicidio colposo e violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Condannata anche la società Caronte&Tourist a 300 quote del valore di 750 euro ciascuna.

Sono stati assolti per non aver commesso il fatto Fortunato De Falco, direttore di macchina; Josuè Agrillo, dpa della società di gestione Seastar Shipping Navigation Ltd deputata al controllo e alla verifica della corrette attuazione delle procedure previste dal manuale di gestione della sicurezza a bordo della Sansovino.

Secondo le indagini i tre marittimi – Cristian Micalizzi di Messina, Gaetano D’Ambra di Lipari e Santo Parisi di Terrasini – morirono a causa delle esalazioni tossiche

 “Continuiamo ad avere massima fiducia nell’operato della Magistratura. La sentenza di primo grado è il tassello di un mosaico che si concluderà solo con la sentenza definitiva e che siamo certi farà chiarezza su una tragedia che è ancora nel cuore di tutti noi”.

Così i vertici di Caronte & Tourist Isole Minori commentano la sentenza di primo grado emessa stamattina dal giudice Alessandra Di Fresco in merito all’incidente nel quale, il 20 novembre del 2016 persero la vita a bordo della nave traghetto Sansovino ferma per lavori di manutenzione i marittimi Cristian Micalizzi, Gaetano D’Ambra e Santo Parisi. Il magistrato ha condannato Luigi Genghi, all’epoca dei fatti Amministratore Delegato della società, e Domenico Cicciò, ispettore alla manutenzione, a due anni e quattro mesi di reclusione, e la stessa Caronte & Tourist Isole Minori alla pena di trecento quote da 750 euro. In relazione ad altri reati sono stati invece assolti Fortunato De Falco e Giosuè Agrillo per non aver commesso il fatto e Genghi, Cicciò e De Falco per intervenuta prescrizione.
“Continuiamo a sentirci vicini alle famiglie di Cristian, Gaetano e Santo, vittime di un evento imponderabile del quale porteranno traccia imperitura la memoria individuale e quella collettiva di un’azienda e di un Gruppo che da sempre considerano la sicurezza una priorità culturale”.


Imperversa lo scirocco e con Punta Scaliddi inagibile passeggeri diretti a Lipari sbarcati a Rinella. E da Rinella a Milazzo

Odissea, oggi, per una ottantina  di passeggeri, partiti in aliscafo da Milazzo e diretti a Lipari, costretti a sbarcare nel porto di Rinella, sull’isola di Salina, dai tre aliscafi sui quali stavano viaggiando. Una decina di viaggiatori ha invece preferito fare ritorno a Milazzo. Questo perché a Lipari, nonostante i tentativi effettuati dai comandanti, non è stato possibile attraccare al pontile a giorno di Sottomonastero a causa del forte vento di scirocco che rendeva insicure le operazioni di approdo. Lo scalo alternativo di Punta Scaliddi, che avrebbe consentito lo svolgimento delle manovre in quanto più riparato, risulta però interdetto da oltre nove mesi per via di danni strutturali che non sono stati ancora riparati. 

Gli 80 passeggeri sono tornati a Lipari con una imbarcazione privata

La situazione ha provocato ulteriori disagi anche per chi doveva rientrare da Salina a Lipari. Una ventina di passeggeri, tra i quali diversi pendolari, partiti da Rinella con l’intenzione di tornare sull’isola, non hanno potuto completare il viaggio perché il mezzo veloce non è stato in grado di operare in sicurezza. Il gruppo è stato quindi trasportato a Milazzo, con conseguente allungamento dei tempi di rientro e notevoli difficoltà organizzative. 

L’accaduto riaccende le polemiche sulle condizioni delle infrastrutture portuali e sulla mancata riapertura dello scalo alternativo di Punta Scaliddi, la cui indisponibilità continua a creare problemi nei giorni di maltempo, quando l’approdo di Sottomonastero non può essere utilizzato.


L'ANSA DEL DIRETTORE SARPI 

Ottanta passeggeri partiti da Milazzo per Lipari sbarcati a Salina  (Ansa) Partiti da Milazzo per raggiungere Lipari una ottantina di passeggeri sono stati sbarcati, dai tre aliscafi sui quali hanno viaggiato, nel porto di Rinella nell'isola di Salina. Una decina hanno, invece, preferito fare ritorno a Milazzo. 

  A Lipari, infatti, nonostante i tentativi fatti, non è stato possibile operare nel pontile a giorno di Sottomonastero,  a causa dello scirocco e lo scalo alternativo di Punta Scaliddi, che avrebbe consentito lo svolgimento delle operazioni, in quanto riparato, è interdetto da oltre nove mesi per via di danni strutturali ai quali non è stato posto rimedio. 

Non è andata meglio ad una ventina di passeggeri, tra i quali diversi pendolari che, partiti da Rinella per fare ritorno a Lipari, per l'impossibilità del mezzo veloce ad operare sono stati trasportati a Milazzo. (Ansa)

 

 


Scriveva così...oggi...2022...Salvatore Sarpi sulla Gazzetta del sud


 

Disinfestazione e deblattizzazione a Vulcano


 

Eolienews ricorda...Eduardo Miceli

 La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

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Ripristinato l'approdo aliscafi a Ginostra. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 16 marzo 2026


 

Studenti del Conti a scuola di sicurezza stradale


Presso l’Aula Magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Isa Conti Eller Vainicher” di Lipari, nell’ambito dell’ampliamento dell’offerta formativa, si è svolto un percorso di formazione afferente il tema della SICUREZZA STRADALE, organizzato per classi parallele e quindi ha visto il coinvolgimento di tutti gli studenti.

Gli incontri sono stati tenuti dalla dottoressa Daniela Giuffrè, esperta in questo particolare settore, grazie alla sua grande esperienza professionale maturata nella Polizia di Stato, e che ha accolto l’invito a partecipare all’iniziativa con la finalità di sensibilizzare anche i giovani della sua isola a questa specifica problematica e promuovere, nel contempo, una guida responsabile oltre che educarli ad una mobilità sicura.

Ha preso parte il consigliere comunale Christian Lampo.

Toccante ed emozionante è stata la testimonianza della signora Stella Bartolini a memoria e a ricordo dell’amata figlia Desirée Villani.

Referente del Progetto la prof.ssa Carmelita Merlino.

La sicurezza stradale resta una delle grandi sfide sociali e culturali del nostro tempo, ed è, quindi, necessario far veicolare il messaggio di considerarla una responsabilità collettiva.

Martedì 17 marzo 2026 si svolgerà, nell’aula magna, l’ultimo incontro e vedrà coinvolte le classi 4^ e 5^ dell’Istituto

Detti e proverbi. Siciliani ed eoliani (50° puntata)

Cu parla assa’ ‘un’e’ cridutu, ‘un passa tiempu, veni alluntanatu .
Chi parla tanto, non è creduto e non passa tempo, viene allontanato.

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Elena Tibu, Agata Crivelli, Lucrezia Restuccia, Vanessa Reitano, Rocco Patanè, Giusy Schibeci, Letizia Albanese, Cosmin Si Mihaela Pisleag 



Eolienews ricorda...Nancy Gallo

 

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Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca. 1993: Aliscafo sugli scogli

Due inchieste in corso per il grave incidente dell’aliscafo “Alijumbo Messina” della società Snav, finito sugli scogli, (1 aprile 1993) in una insenatura di Vulcanello, sotto la Valle dei Mostri. Quella penale è condotta dal dottor Giuseppe Costa, sostituto procuratore della Repubblica di Barcellona; l’altra amministrativa è curata dal tenente di vascello Paolo Zumbo, capo dell’ufficio circondariale marittimo di Lipari. 
L’aliscafo, con una quarantina di passeggeri a bordo, al comando di Giuseppe Lanzafame, partito da Lipari intorno alle 13, era diretto a Vulcano e poi a Milazzo. Poco dopo la partenza, appena entrato nella striscia di mare che separa Lipari e Vulcano, il mezzo si è trovato in un fitto banco di nebbia. Mancando la visibilità, l’aliscafo ha ridotto la velocità e ha proseguito ad ali abbassate; ma ad un tratto si è incastrato fra gli scogli.
L’impatto è stato abbastanza violento. Panico a bordo, confusione e,. velocissimi, i primi soccorsi delle barche dei pescatori e della motovedetta dell’ufficio marittimo di Lipari.
Per fortuna, solo quattro feriti, e nessuno in condizioni preoccupanti.
L’aliscafo è stato poi disincagliato e trasportato nei cantieri messinesi, qualche giorno dopo, con l’intervento di un grosso pontone. 

I danni ammonterebbero a circa tre, quattro miliardi di lire. Le inchieste dovranno adesso accertare la dinamica e le cause dell’incidente, tenuto conto che il grosso aliscafo è dotato di sofisticate attrezzature e di due radar.
Dopo l’incidente, per qualche giorno, si è diffusa nelle Eolie la psicosi della nebbia; e così nuovo disagi si sono aggiunti a quelli ormai consueti legati ai servizi di collegamento marittimo.
L’indomani, nella prima parte della mattinata tutte le corse di linea da Lipari a Milazzo e viceversa, così come quelle per le isole minori, sono state sospese. E ancora, in quei giorni: un aliscafo diretto a Messina è arrivato con oltre mezzora di ritardo, perché, incontrata un po’ di nebbia, ha coperto l’ultimo
tratto a velocità ridotta e azionando ripetutamente la sirena.

Le Eolie nelle stampe d'epoca (Diciannovesima puntata)

Scorcio di Pollara (Salina)

Oggi: Sant' Eriberto

 Quando si è detto che Eriberto fu consacrato Vescovo di Colonia nel 999 si è già detto molto. Si era alla vigilia di quel Mille, che si annunziava pieno di spavento, per la creduta fine del mondo.
Su quel momento di universale panico si è calcato molto la mano, come se l'aspettativa dei giorni apocalittici avesse davvero paralizzato la vita del mondo. Basterebbe ricordare le parole carducciane su « Le turbe raccolte intorno a' manieri feudali, accasciate e singhiozzanti nelle chiese tenebrose e ne' chiostri, sparse con pallidi volti e sommessi mormorii per le piazze ».


Oggi i colori di quel momento storico si sono sensibilmente schiariti, non però tanto da mutare le temute tenebre della notte perpetua, in una sperata alba di vita felice.

Sta di fatto che l'Impero degli Ottoni, se non vacillava, certo veniva già turbato, specie in Italia, dal verzicare dei liberi comuni, e i discendenti del primo grande e potente Ottone scendevano in Italia per morirvi quasi tutti giovani.

Eriberto, nato a Worms, da nobile famiglia, si trovava a fianco di Ottone III, quando .il giovanissimo Imperatore scese in Italia. Era anzi il suo cancelliere. Ciò non significava che fosse uomo politico; era un ecclesiastico, che aveva studiato in una Abbazia benedettina ed era stato Preposto della Chiesa di Worms.

Forse si deve anche a lui, oltre che alla madre di Ottone III, Teofania, l'inclinazione che il giovane Imperatore mostrò per l'antica civiltà romana, che preferiva a quella tedesca. Egli pensò persino di far di Roma la sede dell'Impero, contro il parere dei suoi superbi teutoni ed anche contro il desiderio dei gelosi romani.

Eriberto si trovava a fianco di questo Imperatore germanico, quando, a Benevento, fu nominato Vescovo di Colonia. Mentre Ottone III rimaneva in Italia, dove sarebbe stato ucciso giovanissimo, a ventidue anni, Eriberto risalì la penisola e attraversò la Germania, per essere, come abbiamo detto, consacrato a Colonia, nel 999.

Cominciò allora la sua opera di consolazione e di conforto negli anni dello sgomento e del terrore. Umile, dolce, affabile, sereno, sollevò le anime e guidò la diocesi con dolce zelo.

Egli stesso, per penitenza, portava indosso costantemente il cilicio, ma non approvava che il terrore provocasse forme troppo aspre di sacrificio.

Il successore di Ottone III, quell'Enrico che abbiamo visto sposo della casta e caritatevole Cunegonda, non apprezzò da prima le qualità del Vescovo Eriberto. Ma poi, riconoscendo di avere sbagliato, gli chiese pubblicamente perdono e lo volle suo cancelliere.

Eriberto si sentiva però pastore e padre, soccorritore di miserie morali e materiali. Egli, che avrebbe potuto vivere nella Reggia Imperiale, si faceva stretto obbligo di visitare la propria diocesi, portando ovunque la serenità del proprio spirito e la generosità del proprio cuore. E durante una di queste visite pastorali, caduto ammalato, morì, a Duitz, il 15 marzo 1021.

Oggi è lunedì 16 marzo. Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie.


 

domenica 15 marzo 2026

Serie D, calcio a 5: Sarà spareggio tra 98055 Lipari calcio e Ludica Lipari. In 1° categoria Lipari IC retrocesso matematicamente

Nel percorso per l'accesso alla promozione in serie C2 sarà spareggio tra il 98055 Lipari calcio e la Ludica Lipari. Le due squadre si sono piazzate, rispettivamente, in seconda e in quinta posizione. 

Il derby "spareggio" si giocherà in casa del 98055 Lipari calcio (oggi sconfitto per 9 a 4 dallo Spadafora) in quanto ha la migliore classifica. Per passare avrà a disposizione due risultati: la vittoria e il pari.

L'altro spareggio, dello stesso girone vedrà di fronte Siac e Savio

Intanto in Prima categoria, con la sconfitta odierna per 4 a zero sul campo della Stefano Catania, il Lipari calcio, a conclusione di una stagione amara, è matematicamente retrocesso

In Terza categoria il Malfa ha superato per 2 a 0 l'Astro Pappottello e punta ai play off per la promozione in Seconda categoria

Lipari, sopralluogo e garanzie al Conti Vainicher. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 16 marzo 2026


 

Collegamenti e porti eoliani. Fari puntati sulle criticità. L'articolo del direttore Sarpi sulla gazzetta del sud del 15 marzo 2026

Dissalatore di Filicudi: Interviene Italia Nostra - Isole Eolie

 AL COMUNE DI LIPARI

Alla cortese attenzione del 
Sindaco del Comune di Lipari 
Dott. Riccardo Gullo 
Sede Municipale 
Lipari (ME)

Oggetto: Richiesta di chiarimenti e di approfondimento istruttorio sul progetto del dissalatore di Filicudi

Egregio Sindaco,

in qualità di Presidente di Italia Nostra – Isole Eolie, a seguito delle informazioni pervenute in merito all’impianto di dissalazione previsto sull’isola di Filicudi, ritengo doveroso sottoporre alla Sua attenzione alcune considerazioni e richieste di chiarimento nell’interesse della tutela del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale, nonché della comunità residente.

Come da Sua comunicazione, l’intervento risulta approvato e dotato di autorizzazione ambientale, con lavori di prossima attivazione finanziati attraverso il PNRR. 1 
Tuttavia, dalle valutazioni preliminari e dalle segnalazioni ricevute dalle sezioni territoriali di Italia Nostra, emergono criticità che richiedono un esame più approfondito.

1. Tutela dell’area archeologica e del patrimonio sommerso

La localizzazione individuata ricade nelle immediate vicinanze dell’area archeologica terrestre di Filicudi e si affaccia direttamente sulla baia di Capo Graziano, area di riconosciuto valore scientifico per la presenza di siti e giacimenti sottomarini di eccezionale interesse. 1 
Si tratta di un contesto ricadente nel territorio delle Eolie – sito UNESCO, per il quale ogni intervento infrastrutturale deve avvenire nel massimo rispetto dei vincoli e delle convenzioni internazionali.

2. Impatti degli scarichi a mare

Le osservazioni tecniche evidenziano la necessità di ulteriori verifiche sugli impatti potenziali derivanti dallo scarico delle salamoie e dei reflui del processo di dissalazione, con possibili conseguenze sulla Posidonia oceanica e sugli ecosistemi bentonici. 
Tali analisi risultano particolarmente rilevanti considerando la natura chiusa e sensibile della baia.

3. Ricadute sul paesaggio, sulla fruizione pubblica e sulla qualità della vita

L’area interessata insiste su uno dei pochi tratti costieri facilmente accessibili dell’isola, con un ruolo sociale fondamentale per residenti e visitatori. 
La presenza dell’impianto, nonché le emissioni acustiche e vibrazionali connesse al suo funzionamento, meritano un approfondimento specifico alla luce delle normative nazionali vigenti. 

4. Necessità di trasparenza e piena partecipazione della comunità

Sono pervenute a Italia Nostra segnalazioni da parte di cittadini e associazioni che lamentano una limitata condivisione degli elaborati progettuali, in particolare in relazione agli impatti sull’area marina. 1 
Riteniamo fondamentale che un’opera di tale portata sia accompagnata da un percorso informativo e partecipativo chiaro, pubblico e documentato.


Alla luce di quanto sopra, si chiede formalmente al Comune di Lipari:

La pubblicazione e trasmissione integrale degli elaborati progettuali, comprese le valutazioni ambientali marine e gli studi sulle dinamiche degli scarichi.


La convocazione di un tavolo tecnico con Italia Nostra, esperti in archeologia terrestre e sottomarina, biologia marina ed enti di tutela.


La verifica della piena conformità del progetto ai vincoli UNESCO, alle normative europee e nazionali in materia di tutela del patrimonio naturale e culturale.


L’esame di eventuali alternative localizzative o tecnico-operative qualora gli impatti stimati non fossero pienamente mitigabili.


La sospensione di ogni attività operativa fino alla conclusione delle valutazioni integrative richieste, qualora emergessero elementi di criticità non ancora analizzati.


Italia Nostra – Isole Eolie conferma la più ampia disponibilità a collaborare con l’Amministrazione comunale e con gli organi tecnici, nell’esclusivo interesse della salvaguardia di un territorio unico al mondo e nel rispetto delle esigenze della popolazione locale.

Confidando in un Suo cortese e sollecito riscontro, porgo distinti saluti.

Angelo Sidoti 
Presidente 
Italia Nostra – Isole Eolie

Rinvenuta e sequestrata barca a vela presumibilmente utilizzata per il trasporto dei migranti ad Alicudi.


 Nella notte scorsa, nell’ambito delle attività di vigilanza e controllo del traffico marittimo, la Guardia Costiera di Milazzo ha individuato, a circa 5 miglia nautiche al largo di Capo Milazzo, una barca a vela di circa 15 metri di lunghezza alla deriva.

L’unità, rinvenuta in stato di apparente abbandono e con le vele ancora aperte, risultava priva di persone a bordo. La motovedetta della Guardia Costiera di Milazzo, giunta sul posto, ha effettuato i primi rilievi in mare, constatando come l’imbarcazione presentasse diversi elementi che lasciavano presumere un utilizzo recente da parte di più persone.

Alla luce delle prime verifiche effettuate e degli elementi raccolti, è stato ritenuto plausibile che l’unità potesse essere riconducibile al mezzo utilizzato per il trasporto dei migranti giunti nei giorni scorsi sull’isola di Alicudi.

Per ragioni di sicurezza della navigazione e per consentire i successivi accertamenti investigativi, è stata quindi avviata l’operazione di recupero dell’imbarcazione. L’attività è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione della società Rimorchiatori Augusta, che opera nel porto di Milazzo, il cui supporto tecnico ha consentito il rimorchio della barca a vela fino allo scalo portuale.

Una volta giunta nel porto di Milazzo, l’unità è stata sottoposta a un’accurata ispezione da parte del personale della Guardia Costiera. Al termine delle verifiche, l’imbarcazione è stata posta sotto sequestro e messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, che coordinerà i successivi accertamenti e le indagini del caso.

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Piero Calanna, Piero Di Grado, Angela Cacace Di Giovanni, Silvia Zaia, Maddalena Manicotto, Luca Di Vincenzo, Bartolomeo Finocchiaro, Antonio Todaro, Giovanni Rosa, Erik Gualdi, Marisa Zavone, Andrea Spartà, Tanino Barillà, Ariana Longo



La Parola. Commento al Vangelo di domenica 15 marzo

Eolienews ricorda oggi...Ida Lo Schiavo ved. Coluccio

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Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.

Martedì 17 marzo interruzione energia elettrica in località Ghiozzo

Oggi, 15 marzo: Santa Luisa

 Sebbene nata il 12 agosto 1591, si può dire che Luisa di Marillac è una Santa d'oggi e per oggi.
Proveniente da famiglia agiata, fin dalla fanciullezza frequenta gli studi propri della sua età e diviene abile nello svolgere i lavori domestici. Nella giovinezza prova una prima esperienza religiosa: vuole entrare nelle Suore Cappuccine, ma l'idea non ebbe seguito soprattutto per motivi di salute. A ventidue anni, morto il padre ed essendo già orfana di madre, sposa Antonio Le Gras, uomo onesto e credente. Alla fine di questo stesso anno diviene madre. Sempre fedele alla sua vita di pietà e all'amore verso i bisognosi, ha la fortuna di trovare nel suo cammino uomini che furono luminari nella sua epoca, come S. Francesco di Sales, i cui consigli dovevano esserle di così grande conforto in alcune difficoltà.

Vedova nel 1625 si vede libera di darsi interamente alla sua ardente vocazione: la carità verso i poveri. L'incontro con S. Vincenzo de' Paoli darà il definitivo orientamento nella via del bene al quale vuole consacrarsi. Parigi conosce lo zelo, l'ardente carità di questa donna. Per opera di lei e per iniziativa di S. Vincenzo de' Paoli sorge la Congregazione delle Figlie della Carità. Alle prime giovani contadine, giacché furono bonnes filles de champ le sue prime Suore, così diceva: «Onorate anche i malati e considerateli come i vostri padroni». Il loro campo d'azione è vasto e si estende dalla strada, da cui raccolgono gli infelici abbandonati, alle visite a domicilio, all'assistenza ai poveri.

Nelle umili e faticose opere della carità le Figlie della Marillac erano animate dai santi ideali che S. Vincenzo de' Paoli fissava nella prima conferenza alla novella comunità: « Perfezionarsi senza sosta, per fare sempre più e meglio, per divenire migliori e più sante, per sempre far più bene attorno a sè »; e più tardi, parlando della regola che allora s'iniziava: « Le Figlie della Carità avranno per monastero una casa di malati, per cella una camera in affitto, per chiostro le strade della città o le sale degli ospedali, per clausura l'obbedienza, per cancello il timor di Dio, per velo la santa modestia ». Idee queste del tutto rivoluzionarie in quell'epoca.

Passando gli anni le opere si moltiplicano: l'assistenza ai vecchi, piccole scuole, ricoveri ai ragazzi senza tetto e il difficile apostolato fra i galeotti.
La caratteristica dell'opera della Santa è stata l'unione di due generi di vita: una solida e profonda pietà fondata sulla preghiera costante e viva, e una carità ardente, che spinge all'azione, all'apostolato, a darsi a tutti per l'amore di Dio. E questo nel lontano '600, quando tale genere di vita religiosa era sconosciuto alle donne che si consacravano a Dio. Le prime fatiche della Santa e delle sue compagne ebbero la fortuna, cosa insolita nelle opere del Signore, di essere ricompensate abbondantemente. Durante il primo anno di lavoro ben 760 persone traviate furono ricondotte a Dio.
Nel febbraio del 1660 Luisa s'ammalò per non rialzarsi più. Sono giorni di atroce sofferenza fisica: « Figlie mie, bisogna soffrire prima di morire ». « Vivete da buone cristiane ». Queste le ultime due raccomandazioni. Il giorno 15 marzo 1660 Luisa di Marillac s'addormenta nel Signore.
Venne beatificata il 9 maggio 1920 e canonizzata l'11 marzo 1934 dal Papa Pio XI.

Oggi è il 15 marzo. Buongiorno e buona domenica con questa cartolina dalle Eolie