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lunedì 30 marzo 2026

Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca: 13 aprile 1902, la regina Margherita a Lipari

 Nel corso del 1902, precisamente il 13 aprile, la Regina Madre Margherita di Savoia (Torino, 20 novembre 1851 – Bordighera 4 gennaio 1926) visita Lipari.

La Regina arrivò nelle Eolie, proveniente da Gaeta, a bordo del “Marco Polo” sbarcando intorno alle 8,30 del mattino.

Come narra un breve articolo della “Stampa” di Torino: “Fu accolta da spontanea ed esultante dimostrazione con bandiere e musiche. Visitò anche la cattedrale, ove pregò e ricevette la benedizione. Ossequiata dalle Autorità, la Regina si è quindi imbarcata sul Marco Polo che salpò per Malta alle ore 11.00. La Regina espresse la sua commozione per l’accoglienza ricevuta e si disse entusiasta della bellezza dell’isola. La popolazione rimase entusiasta dalla visita inaspettata e gradita”.

Il Prof. Iacolino, nel corso di una conversazione, mi ha raccontato dei dettagli sulla visita della Regina Madre. Gli venne raccontato che all’uscita dalla Cattedrale la Sovrana fu avvicinata da uno o più coatti, che erano riuscito a superare il cordone di sicurezza, per consegnarle una supplica.

La sovrana, memore della morte del marito, Umberto I, per mano dell’anarchico Bresci, fu scossa dall’episodio ed ebbe un mancamento. Fu condotta, con la portantina vescovile, nell’abitazione del sindaco del tempo, Ferdinando Paino, sita in via Umberto I, ed assistita dai medici riprese conoscenza, per poi ripartire intorno alle 11.00.


Ferdinando Paino
 (1838 – 1914) ricoprì la carica di Sindaco in tre diversi mandati, il I dall’ottobre 1886 al dicembre 1887, nelle Liste elettorali del Comune di Lipari erano iscritti 348 elettori. Il II mandato prende l’avvio a dieci anni di distanza, tra il 10 gennaio 1897 e l’agosto 1899. Venne rieletto con una maggioranza di 14 consiglieri su 27 votanti. Il III mandato, infine, per un breve periodo, dall’ aprile all’agosto 1902 dove l’unico episodio di rilievo è la visita della Regina. Si tratta di una breve visita, circa tre ore, tuttavia, la popolazione liparota riuscì a omaggiare la popolare regina madre, che, come dice la cronaca giornalistica, espresse la sua commozione per l’accoglienza ricevuta e si disse entusiasta della bellezza della nostra isola.

La Regina Madre ha goduto di una vasta popolarità, a Napoli, nel 1889, la sovrana assaggiò un cosciotto di pollo portandolo alla bocca dopo averlo afferrato direttamente con le mani e ne nacque il detto: «Anche la regina Margherita mangia il pollo con le dita», sempre nella città partenopea, le fu dedicata la “Pizza Margherita”, a Siena gli è stato dedicato un panforte, a Stresa i dolci tipici le “Margheritine”. Parchi, giardini, Scuole, navi, Ospedali, Montagne, laghi, cittadine, portano il suo nome. Giosuè Carducci, infine, dedicò alla regina Margherita una delle sue Odi barbare (Alla Regina d'Italia).

Nel 2011 in occasione del 150° dell'Unità d'Italia e del 160° della nascita della Regina e stata realizzata la prima mostra monografica su Margherita di Savoia presso Palazzo Reale di Napoli e Villa Reale di Monza a cura di Elena Fontanella sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana.

 L’episodio della visita della Regina Margherita è narrato nel romanzo di Francesca Maccani “Agata del Vento”.  

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (47° puntata: Anni 70 :Via Crucis vivente a Canneto: L'ultima cena)


 

Oggi: Beato Amedeo di Savoia.

Amedeo nacque a Thonon nel 1435, figlio del duca Ludovico I di Savoia e di Anna di Lusignano, e nipote dell'antipapa Felice V. Già da bambino fu promesso a Iolanda, figlia di Carlo VII di Francia. Crebbe diventando un bel ragazzo, purtroppo soggetto a crisi epilettiche, che egli accettò come una correzione all'inevitabile adulazione da parte dei cortigiani di suo padre e come un'opportunità per essere a più stretto contatto con Dio. La Messa quotidiana e la preghiera erano la sua fonte di forza.

Amedeo si sposò nel 1452, e la coppia si ritirò nella relativamente quieta provincia di Brescia, territorio che gli era stato assegnato oltre al governatorato del Piemonte. Questa scelta tuttavia contrariò talmente il fratello Filippo nei suoi confronti che quasi si preparò ad attaccare Amedeo, se loro padre non lo avesse arrestato.

Alla morte del genitore Amedeo fece subito rilasciare il fratello e gli organizzò un matrimonio con Margherita, figlia di Carlo, duca di Borgogna, lasciandogli anche i territori bresciani e conquistandosi così il suo affetto.

Amedeo venne provocato anche dalla famiglia degli Sforza di Milano. Quando il duca Francesco Sforza morì, il figlio Giangaleazzo, che si trovava in Francia, tentò di passare in incognito per la Savoia per tornare in Italia e fu arrestato.

Nonostante Amedeo lo avesse fatto subito rilasciare, fornendogli anche una scorta, Giangaleazzo non si mostrò riconoscente e addirittura arrivò a rompere con insolenza l'alleanza che suo padre aveva stilata con Amedeo. Era chiaro che Giangaleazzo desiderava solo arrivare alle armi, ma Amedeo trovò un'altra soluzione: gli diede in sposa la sorella Bona. Egli intervenne senza esitazioni quando si trattò di difendere il cristianesimo dalla minaccia turca, raccogliendo un esercito per la difesa del Peloponneso. Fu uno dei primi a rispondere all'invito di Pio II perché si tenesse un'assemblea di principi per affrontare il problema e per raccogliere uomini, armi e denaro.

La sua prima preoccupazione, tuttavia, era per i poveri: quando un ambasciatore si vantò delle mute di cani e delle razze differenti che il suo padrone aveva, il duca lo condusse su una terrazza fuori dal palazzo, dove ai tavoli predisposti venivano sfamati i poveri della città: «Queste sono le mie mute e i miei cani da caccia. È con l'aiuto di questa povera gente che inseguo la virtù e vado a caccia del regno dei cieli».

L'ambasciatore gli chiese quanti di loro pensava fossero impostori, approfittatori e ipocriti, e Amedeo rispose: «Non li giudico troppo severamente per non essere giudicato severamente da Dio». Nonostante la grande generosità, non ebbe mai problemi economici e grazie a un'attenta amministrazione riuscì anche a saldare i debiti contratti dai suoi predecessori.

La sua vita era estremamente austera: lontano dal concedersi qualsiasi privilegio nonostante la sua salute delicata, fece credere piuttosto di dovere digiunare per questo motivo. Con l'aumentare della sua debolezza, passò l'amministrazione del ducato alla moglie Iolanda (1469), ma i suoi sudditi si ribellarono ed egli stesso venne imprigionato fino a che il cognato, Luigi XI di Francia, non ottenne il suo rilascio. Quando si rese conto di essere prossimo alla morte affidò i figli alla moglie e pronunciò le ultime raccomandazioni alla presenza loro e dei suoi ministri: «Siate retti. Amate i poveri e Dio vi garantirà la pace».

Morì il 30 marzo 1472 e fu beatificato nel 1677.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Vercelli, beato Amedeo IX, duca di Savoia, che, durante il proprio governo, favorì in ogni modo la pace e sostenne incessantemente con i mezzi materiali e con l’impegno personale le cause dei poveri, delle vedove e degli orfani.

Oggi è lunedì 30 marzo. Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

domenica 29 marzo 2026

Ancora un podio per il giovanissimo Lorenzo Orto


Altro podio, dopo quello conquistato la scorsa settimana, per l’eoliano Lorenzo Orto. 

Nella seconda gara stagionale del Regionale Sicilia Fmi, disputata sul tracciato di Noto, Lorenzo, che correva nella categoria 65 Cadetti, ha ottenuto due terzi posti.

I giovani delle isole minori per l'ambiente: concorso del Centro Studi


 

La scuola rinata ad Alicudi, ora la modernizzazione. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 29 marzo 2026


 

Stromboli, è ancora stato d'emergenza. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 29 marzo 2026


 

La dottoressa liparese Caterina Cacace direttore del Dipartimento Materno infantile dell’Asp 5 Messina

La dottoressa Caterina Cacace, nativa di Lipari, è il nuovo direttore del Dipartimento Materno infantile  dell'Asp Messina. L'incarico è stato ufficializzato con  delibera del direttore generale Cuccì dello scorso 24 marzo 

La dottoressa Cacace è anche Direttore della Struttura complessa di Pediatria dell'ospedale di Patti.

A Caterina, prezioso punto di riferimento per tante famiglie, comprese quelle eoliane, le nostre felicitazioni. 

Schanti a Ginostra: le estati tranquille del santone oggi coinvolto nel caso Gibilmanna (di Gianluca Giuffrè)

Dal silenzio delle Eolie al casolare delle Madonie: due capitoli lontani della stessa storia

Ginostra, Stromboli: – Per anni, nel minuscolo borgo di Ginostra, nelle Eolie, il nome di Schanti, alias  Mark Ravikiran Koppikar, evocava soltanto un’estate lenta, fatta di meditazioni all’alba, camminate leggere e una convivenza pacifica con gli isolani. Oggi, invece, quel nome è tornato al centro dell’attenzione nazionale per un episodio che nulla ha a che vedere con le sue stagioni eoliane: il ritrovamento di due bambini in un casolare isolato nei boschi di Gibilmanna, vicino a Cefalù, e lo scioglimento della piccola comunità che vi risiedeva. Due scenari opposti, due contesti lontani, un unico protagonista. Un santone “di passaggio” che Ginostra aveva accolto senza timori. Chi ha vissuto quegli anni a Ginostra ricorda bene la figura di Schanti, l’uomo che, per alcuni anni, appariva nelle estati ginostresi con il suo gruppo: un uomo dai modi pacati, barba lunga, abiti stravaganti, e un accento straniero. Arrivava quasi sempre d’estate, accompagnato da un piccolo gruppo di amici o seguaci, persone tranquille, rispettose, mai invadenti. La sua presenza non generò mai allarme né fastidio. Anzi, nel microcosmo ginostrese – abituato a ospiti eccentrici, artisti, viaggiatori solitari – Schanti si inserì con naturalezza. Le sue giornate di vacanza scorrevano tra meditazioni informali davanti al mare immobile, letture condivise all’ombra dei fichi, passeggiate verso i sentieri alti, cene semplici, spesso preparate con prodotti locali e saluti cordiali al molo, due parole con i pescatori, un sorriso ai bambini del posto. Per quello che si poteva vedere nessuna comunità chiusa, nessun minore coinvolto, nessuna attività che potesse destare sospetti. Ginostra lo considerava un “forestiero particolare”, a capo di un gruppo stravagante, ma nulla più. 

Il casolare di Gibilmanna: un’altra storia, un altro tempo. Il quadro emerso, stando alle cronache,  dalle recenti indagini a Gibilmanna è completamente diverso. Nel casolare isolato tra i boschi, le autorità hanno trovato: due bambini che vivevano in condizioni precarie, assenza di scolarizzazione e cure regolari, una piccola comunità di adulti che seguiva il santone e un contesto di isolamento prolungato dal resto della società. La Procura dei minori è intervenuta, i bambini sono stati affidati ai servizi sociali e la comunità è stata sciolta. Le indagini proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e dinamiche interne al gruppo. È in questo contesto che il nome di Schanti è riemerso, collegando la cronaca attuale a un passato che, per Ginostra, aveva tutt’altro sapore. 

Due capitoli che non si somigliano. Il contrasto tra le due realtà è evidente. A Ginostra, Schanti era un visitatore stagionale e rispettoso, senza comportamenti problematici. La sua spiritualità era leggera, quasi contemplativa, più vicina a un ritiro personale che a una guida organizzata. 

A Gibilmanna, invece, si parla di una comunità stabile, di adulti che lo consideravano un riferimento, di minori coinvolti in un contesto di isolamento. Due mondi che non si toccano, se non per la figura del santone. 

A Ginostra gli isolani ricordano: un uomo gentile, un gruppo tranquillo, nessun comportamento invasivo, nessuna richiesta strana, nessuna tensione con la comunità. Per molti, la notizia del suo coinvolgimento nel caso di Gibilmanna è stata uno shock. “Qui non ha mai fatto male a nessuno”, ripetono in diversi. E questo resta un dato di fatto. Il presente nelle mani della magistratura, il passato nelle memorie dell’isola. Mentre la vicenda giudiziaria segue il suo corso, Ginostra conserva un ricordo distinto, quasi impermeabile alla cronaca attuale. Le estati di Schanti sull’isola appartengono a un tempo diverso, fatto di luce e mare. Il caso di Gibilmanna, invece, apre interrogativi più ampi: sul ruolo delle comunità spirituali, sulla tutela dei minori, sulla fragilità di chi cerca alternative radicali alla società. Due storie lontane, unite solo da un nome e un’isola che, ancora una volta, dimostra di saper accogliere senza giudicare, ma anche di distinguere tra ciò che ha visto e ciò che oggi la cronaca racconta.

Gianluca Giuffrè

E' deceduto Pietro Catania, personaggio simbolo di Panarea


 

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Dario Salvatore Forestiere, Anna Martinucci, Andrea Licari, Giovanni Paino, Felicia Zaia, Isabella Foti, Vincenzo Basile, Luca Lo Presti, Maria Rosa Merlo


 

La Domenica delle Palme 2026 a Lipari centro. Video di Daniele Corrieri di Controcorrente eoliana

La Parola: video commento al Vangelo della Domenica delle Palme

Eolienews ricorda...Agostino Dioguardi

 La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.
 

Oggi: Domenica delle Palme.


Nella Domenica delle Palme la liturgia ricorda l'entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme a dorso di un asino mentre tutta la folla stendeva mantelli a terra ed agitava palme. Si tratta del giorno nel quale si dà inizio alla Settimana Santa che terminerà con la resurrezione di Gesù, commemorata nella Domenica successiva, la Domenica di Pasqua. Con la Domenica delle Palme non termina la Quaresima, la quale, invece, terminerà il giovedì santo, giorno nel quale prende avvio il Triduo pasquale. La Domenica delle Palme è conosciuta anche come seconda Domenica di Passione, poiché nella Messa Tridentina, la Domenica di Passione si celebra una settimana prima.
Si tratta di una festività ricca di simbolismo e condivisa da cattolici, protestanti e ortodossi: la palma da sempre indica l'anno solare poiché produce una foglia ogni mese. La palma è anche simbolo di risurrezione poiché rinasce dalle proprie ceneri e per questo in greco è conosciuta, come "phoinix", ovvero fenice mentre, nell'occidente cristiano, laddove non ci sono palme viene spesso sostituita dall'ulivo, simbolo dell'unzione di Gesù, o da rametti intrecciati con fiori, se non ci sono palme o ulivi, come nelle zone del nord Europa.

Momento introduttivo della liturgia della Domenica delle palme è la benedizione delle palme, o degli ulivi, e la successiva processione, che inizia fuori dalla chiesa e termina dentro la chiesa, a memoria, appunto, dell'ingresso glorioso di Gesù a Gerusalemme.

Nella liturgia cristiana il tono festoso della commemorazione rimane solamente per la processione introduttiva, mentre le Letture del giorno ripercorrono la passione di Gesù.
Lettura (Gv 12, 12-16)
Il giorno seguente, la grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando:

«Osanna!

Benedetto colui che viene nel nome del Signore,

il re d'Israele!».

Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:

Non temere, figlia di Sion!

Ecco, il tuo re viene,
seduto su un puledro d'asina.
I suoi discepoli sul momento non compresero queste cose; ma, quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte.

Oggi è il 29 marzo. Buongiorno e buona domenica con questa cartolina dalle Eolie


 

sabato 28 marzo 2026

E' deceduta Immacolata Saltalamacchia ved. D'Ambra.

Le onoranze funebri sono a cura della ditta 
ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le nostre condoglianze

I ringraziamenti delle famiglie Riganò e Mangano


 

Enti locali, oltre 289 milioni dalla Regione per i Comuni. Schifani: «Trasferimenti anche quest'anno in anticipo»

 Fondi per oltre 289 milioni di euro ai Comuni siciliani. Con un decreto del presidente della Regione, Renato Schifani, nelle funzioni di assessore ad interim delle Autonomie locali, infatti, è stato stabilito il criterio di ripartizione delle risorse regionali che spettano agli enti locali per il 2026. 

«Anche quest’anno, grazie all’approvazione tempestiva della legge di Stabilità - dice Schifani - abbiamo adottato senza ritardi il piano di riparto, rispettando i termini previsti per l’erogazione delle prime tre trimestralità dell’importo annuo destinato a ciascun Comune. Per i sindaci è un risultato significativo, perché possono contare su risorse certe e garantire il corretto funzionamento delle amministrazioni. Il nostro obiettivo è assicurare che i Comuni siciliani operino in modo efficiente, offrendo ai cittadini servizi di qualità in tempi certi».
 
Sulla base del decreto, si provvederà all’assegnazione delle risorse da erogare ai Comuni per le prime tre trimestralità. Gli enti locali, eccetto quelli in stato di dissesto, sono tenuti a spendere almeno il due per cento delle somme assegnate per promuovere forme di democrazia partecipata che, attraverso strumenti che coinvolgano la cittadinanza, portino ad azioni pubbliche di interesse comune per la comunità.

Calcio a 5: Il 98055 Lipari calcio supera la Ludica Lipari nella semifinale dei playoff per la promozione in C2


 Con il punteggio di 4 a 1 il 98055 Lipari calcio ha superato, oggi pomeriggio, nella semifinale dei playoff per la promozione in C2. A segno F. Vitagliana, G. Costanzo e S. Mollica(2). Per la Ludica Lipari G.Lo Schiavo.

Il 98055 Lipari calcio affronterà la Siac Messina che si è imposta per 9 a 0 al  Domenico Savio. 

Eolienews ricorda...Nando Russo

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Tanti auguri di...

Buon compleanno a Alice Paratore, Arianna Spinella, Rosa Abbate, Olinda Spanò, Josie Merlino, Salvatore Milazzo, Moira Biviano, Salvatore Spartà, Alessandra Falanga

Eventi meteo: Prorogato dal Governo lo stato di emergenza per Stromboli

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha deliberato la proroga, per 12 mesi, dello stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni 19 e 20 ottobre 2024 nel territorio dell’isola di Stromboli del comune di Lipari in provincia di Messina.

Le Eolie nelle stampe d'epoca (ventisettesima puntata) : Stromboli


Eolienews ricorda...Natale Famà

 


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Santo del giorno: Santo Stefano Harding.

Nacque nel 1059, da una nobile famiglia sassone dal nome Harding, a Merriot, nei dintorni di Sherborne, nell'Inghilterra Meridionale. Viaggiò molto e fin dalla più tenera età, fu attratto dalla vita monastica, prese i voti nell'abbazia benedettina di Sherborn.
Dopo l'invasione normanna lasciò la vita monastica trasferendosi in Scozia divenendo uno studioso itinerante. Si trasferì infine nell'abbazia di Molesme in Borgogna, sotto l'abate San Roberto di Molesme .
Stephen Harding fu una delle figure più significative dei primi decenni della storia cistercense viaggò in Francia a Parigi per completare gli studi, e a Roma in un pellegrinaggio penitenziale accompagnato da un giovane chierico, prima di rientrare nella vita monastica a Molesme, per poi partire con i fondatori del Nuovo Monastero di Citeaux. Dal 1108 al 1133, periodo della prima espansione cistercense, prestò servizio come abate e, secondo alcuni, il genio formativo dietro l'Ordine cistercense.
Di ritorno da Roma, verso l'Inghilterra, si fermarono nell'abbazia di Molesme in Borgogna, dove fecero la conoscenza dell'abate benedettino Roberto di Molesme che tentava di riformare lo spirito cluniacense, considerato ormai poco vicino all'ispirazione dello spirito monastico benedettino.
Egli aveva fondato in un clima di particolare austerità proprio a Molesme nel 1075 il monastero: fu questa una caratteristica che attirò l'interesse del giovane Stefano, che decise di fermarsi.
Con il tempo la prosperità economica e le numerose filiazioni dell'abbazia di Molesme allontanarono l'abate Roberto, e altri monaci tra cui Stefano, inducendoli a lasciare Molesme per fondare un nuovo monastero, più vicino ai principi che si erano persi.
Nel 1098, una volta ottenuta l'approvazione dell'arcivescovo di Lione Ugo, Roberto, Alberico e Stefano Harding fondarono un nuovo monastero a Citeaux. Era stato fatto loro dono di un terreno ad opera del visconte Rinaldo di Beaume, si pensa fosse un parente dello stesso Roberto, e aiuti materiali anche da parte del duca di Borgogna, Eudes.
A seguito della partenza del famoso abate Roberto dal monastero di Molesme ci fù in tutta la regione molto scalpore e disonore all'abbazia. Per questo motivo i monaci di Molesme si rivolsero direttamente al papa Urbano II chiedendogli che ordinasse a Roberto di tornare a Molesme come abate.
Nel 1099 Roberto, lasciò Citeaux per tornare definitivamente a Molesme. Gli successe come abate a Citeaux Alberico, che guidò la congrega fino alla sua morte, avvenuta nel 1109. Alla sua morte fu eletto abate Stefano Harding. Fu proprio quest'ultimo che portò una fase di cambiamento al nuovo monastero attraverso la famosa Charta Caritatis, quello che rappresenta uno degli statuti dell'ordine cistercense.
La Cartha Caritatis stabiliva i rapporti tra i diversi monasteri: case-madri e le rispettive filiazioni; tutti gli abati dovevano riunirsi una volta l'anno a Citeaux.
Stefano segui la riforma dei libri liturgici, con la revisione del Graduario, dell'Antifonario e degli Inni. Fu lui che impose la tunica bianca ai nuovi monaci: il segno tangibile della particolare devozione alla Madonna e forse, in antitesi al colore scuro dei benedettini cluniacensi.
Con lui continuò il clima di austerità che era stata una delle caratteristiche originarie data da Roberto di Molesme. Mantenne l'obbligo per i monaci di sostentarsi anche con il loro lavoro manuale e gli edifici del monastero e la chiesa dovevano conservare e testimoniare questo spirito di austerità.
Durante la sua guida, dal 1109 al 1133, ebbe luogo l'ingresso a Citeaux di Bernardo che oltre a portare con sé molti parenti ed amici, diede luogo alla fondazione di un nuovo monastero a Clairvaux

L'opera di San Bernardo diede un impulso decisivo e grandioso al nuovo ordine cistercense, facendolo divenire in breve il più grande ordine monastico del tempo.

Nel 1115 Stefano inviò gli statuti e gli usi del nuovo ordine ad un gruppo di monache che erano a Jully-les-Nonnains, presso Digione, dando inizio al ramo femminile dell'ordine cistercense.

S occupò di stilare la prima storia dell'ordine nello scritto dal titolo Exordium Cisterciensis Coenobii.

Ebbe importante impegni nel rimediare ai contrasti che si verificarono tra le diverse filiazioni. Esausto e infermo si dimise dalla carica di abate nel 1133.

Morì il 28 marzo 1134 a Citeaux, dove fu sepolto nella chiesa abbaziale, accanto al suo predecessore Alberico. Le due tombe furono poi spostate quando si costruì una nuova chiesa.

Alla sua morte l'ordine contava settanta monasteri diffusi in tutta Europa.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Cîteaux in Borgogna, nell’odierna Francia, santo Stefano Harding, abate: giunto da Molesme insieme ad altri monaci, resse questo celebre cenobio, istituendovi i fratelli laici e accogliendo in esso il famoso Bernardo con trenta suoi compagni; fondò dodici monasteri, che vincolò tra loro con la Carta della Carità, affinché non esistesse tra i monaci discordia alcuna e tutti vivessero sotto il medesimo dettame della carità, sotto la stessa regola e secondo consuetudini simili.

Oggi è sabato 28 marzo. Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

venerdì 27 marzo 2026

"Oltre lo schermo: Visioni condivise". Il progetto formativo del Centro Studi Eoliano



 

Percorso scuola-lavoro, la cultura al centro. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 27 marzo 2026


 

Assolti i comandanti di Liberty Lines coinvolti nell'indagine del 2025. Il comunicato della società


COMUNICATO STAMPA

 

Liberty Lines: assolti i comandanti coinvolti nell’indagine del 2025

 Trapani, 28 marzo 2026 - Liberty Lines esprime piena soddisfazione per la decisione del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto che ha assolto, perché il fatto non sussiste, tutti i comandanti coinvolti nell’indagine relativa ad alcune corse tra Milazzo e le Isole Eolie, che era stata  avviata nel 2022 in seguito a segnalazioni provenienti da alcuni residenti delle isole Eolie e successivamente condotta dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto con il supporto dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari e della Guardia di Finanza di Milazzo.

L’attenzione degli inquirenti si era concentrata su alcune tratte annullate ritenendo che le condizioni meteomarine non fossero del tutto proibitive, generando ipotesi di interruzione di pubblico servizio e irregolarità nella compilazione dei giornali di bordo (falso in giornale nautico).

La sentenza riconosce pienamente la correttezza dell’operato dei comandanti Marcello Santagati, Achille Maniscalco, Pietropaolo Stellario e Filippo Tinchi, assistiti dai legali Fabrizio Formica e Pierfrancesco Lembo, confermando che le scelte assunte sono sempre state improntate al criterio della massima sicurezza, in linea con le normative e con le responsabilità che la legge attribuisce al Comandante.

Liberty Lines, da sempre impegnata a garantire un servizio di trasporto marittimo affidabile, sicuro e rispettoso delle comunità delle Isole di Sicilia, esprime vicinanza ai propri comandanti che, pur agendo con professionalità e prudenza, hanno dovuto affrontare un lungo percorso giudiziario poi conclusosi con la piena affermazione della verità.

La Compagnia continuerà con determinazione a operare nel segno della sicurezza, della trasparenza e della tutela dei propri passeggeri, consapevole del ruolo essenziale che il trasporto marittimo riveste per le isole siciliane.

 

"La Via Crucis" dei Cantori Popolari rinviata al 4 aprile

 


AVVISO ‼️

La Via Crucis per circostanze impreviste è rinviata a Sabato 4 Aprile ore 18:00 sempre entro le mura del Castello di Lipari.

Sicuri della comprensione, vi aspettiamo per questa Rappresentazione entrata ormai tradizionalmente tra le celebrazioni della settimana Santa.

Eolienews ricorda...Egidio Falanga

  La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.

PROCLAMAZIONE LUTTO CITTADINO IN OCCASIONE DEI FUNERALI DELLA CONCITTADINA CONCETTA GIANNÒ.

 PROCLAMAZIONE LUTTO CITTADINO PER IL GIORNO 28/03/2026 IN

OCCASIONE DEI FUNERALI DELLA CONCITTADINA CONCETTA GIANNÒ.

L'anno duemilaventisei addì ventisette del mese di marzo,

Il SINDACO

CONSIDERATO che in data 26 marzo 2026 è venuta improvvisamente a mancare, a causa di un tragico e fatale evento, Concetta Giannò, la cui scomparsa ha profondamente colpito e commosso l’intera comunità, lasciando un senso di sgomento e dolore;

RITENUTO doveroso, a nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera cittadinanza, esprimere in forma pubblica la vicinanza e la solidarietà alla famiglia colpita da tale grave perdita;

PRESO ATTO che le esequie funebri avranno luogo sabato 28 marzo alle ore 10:30 presso la Chiesa di San Pietro in Lipari;

CONSIDERATO opportuno interpretare e rendere manifesto il comune sentimento di cordoglio della popolazione, proclamando il lutto cittadino in occasione delle esequie;

VISTO l’OREELL vigente in Sicilia;

VISTO il D. lgs. n. 267/2000 e ss.mm.ii.;

VISTO lo Statuto Comunale;

ORDINA

la PROCLAMAZIONE del LUTTO CITTADINO per il giorno 28 marzo 2026 in concomitanza con la celebrazione delle esequie di Concetta Giannò, improvvisamente scomparsa, quale segno tangibile di partecipazione dell’Amministrazione Comunale, della comunità liparese ed eoliana tutta al dolore della famiglia.

Le Eolie nelle stampe d'epoca (Ventiseiesima puntata)

Abitato di Stromboli e Strombolicchio